INTERROGAZIONE SORIAL, M5S CAMERA, SU IMPOVERIMENTO POPOLAZIONE ITALIANALA GIUSTA ALIMENTAZIONE E' UN FATTORE FONDAMENTALE

IMG_0765.JPGAtto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-09789 presentato da SORIAL Girgis Giorgio, M5S, venerdì 10 luglio 2015, seduta n. 459 per sapere in che modo intendano intervenire per frenare l'impoverimento della popolazione italiana, a difesa di un diritto fondamentale come quello ad una giusta alimentazione, sempre con particolare riguardo per le fasce più deboli della popolazione come anziani e minori, ai quali la condizione di carenza alimentare può arrecare i danni più gravi.

 

SORIAL. — Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

dalla recente ricerca del Censis «Gli italiani e il cibo. Rapporto su “un'eccellenza da condividere”», è emerso che 2,4 milioni di famiglie italiane hanno avuto difficoltà nel comprare il cibo necessario nel corso dell'ultimo anno;

con un milione di persone in più rispetto, al 2007, il numero delle famiglie in difficoltà nell'acquistare generi alimentari sarebbe cresciuto di circa l'85 per cento dall'inizio della crisi economica tuttora in atto nel nostro Paese, arrivando quasi a raddoppiare e a comprendere il 9,2 per cento del totale delle famiglie italiane;

le difficoltà maggiori sono state rilevate nel sud del Paese: in Puglia (16,1 per cento), Campania (14,2 per cento) e Sicilia (13,3 per cento);

il disagio alimentare cresce con la dimensione della famiglia: il 12,2 per cento delle famiglie con figli minori (830.000 nuclei) nell'ultimo anno non ha potuto acquistare il cibo necessario a causa di difficoltà economiche e le famiglie con figli sono anche quelle che hanno subito di più i tagli alla spesa alimentare negli anni 2007-2014: –15,6 per cento le coppie con due figli, –18,2 per cento le coppie con tre o più figli;

anche le differenze sociali sarebbero implicate in questo problema, arrivando ad investire l'ambito alimentare visto che le preesistenti disuguaglianze sono state acuite dalla crisi: nel periodo 2007-2014 le famiglie con capofamiglia operaio hanno registrato una riduzione della spesa alimentare del 17,3 per cento in termini reali, mentre quelle di dirigenti e impiegati del 9,7 per cento, a fronte di una riduzione media del 12,9 per cento;

l'8 maggio scorso l'interrogante aveva presentato una interrogazione parlamentare, atto Camera n. 4-09122, per chiedere al Ministro dell'economia e delle finanze e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali se fossero a conoscenza del problema della «povertà alimentare», purtroppo in rapida crescita tanto da far pensare ad un vero e proprio ritorno della fame nel nostro Paese, e in che modo volevano attivarsi per combattere questo trend ed organizzare programmi di sostegno per i milioni di persone che già versano in condizioni di povertà così grave da non potersi alimentare adeguatamente, con particolare attenzione per i minori coinvolti in queste situazioni di grave indigenza, ma l'interrogazione non ha ancora ricevuto alcuna risposta;

secondo un recente rapporto dell'Istat, in Italia, oltre 6 milioni di persone versano in una situazione di povertà assoluta e di queste, oltre 4 milioni, vivono sotto la soglia della povertà alimentare, cioè la condizione di chi può permettersi solo una spesa alimentare povera per quantità e qualità;

anche nelle città italiane più importanti come Milano, Roma e Napoli, associazioni e onlus servono ormai oltre 2 milioni di pasti gratis ogni anno a persone di classi sociali molto differenti, e sempre più spesso anche a lavoratori che, pur avendo un'occupazione, non riescono a guadagnare abbastanza per mantenersi;

nelle principali città italiane, la fame è ormai un problema giornaliero per migliaia di persone: a Milano, l'Opera San Francesco, ente gestito dai frati cappuccini e mensa più grande del capoluogo lombardo, nel 2014 ha sfornato oltre 869 mila pasti caldi; a Roma i dati del comune parlano di 627.890 utenti annui per quanto riguarda le mense sociali e 86.070 pasti a domicilio: la mensa di via Dandolo, gestita dalla comunità di Sant'Egidio, ha visto aumentare le richieste con 2.807 nuove iscrizioni nel 2014 tra cui 417 di italiani; a Napoli, vi sono 10 mense, per una media di 1.500 pasti erogati al giorno;

secondo alcuni dati rielaborati dalla Coldiretti, nel 2012 in Italia le persone che hanno beneficiato dei servizi mensa sono state oltre 300 mila, mentre quasi 3,8 milioni hanno usufruito dei pacchi alimentari distribuiti dagli enti di assistenza;

i frequentatori delle mense stanno rapidamente cambiando: se prima si trattava principalmente di persone senza fissa dimora, o migranti, nell'ultimo biennio si nota un aumento degli anziani e delle nuove categorie sociali come i padri separati o le vittime del gioco d'azzardo. Tra l'altro, cominciano ad affacciarsi anche membri di quelle che erano le cosiddette categorie benestanti, come promotori finanziari e qualche avvocato –:

se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e in che modo intendano intervenire per frenare l'impoverimento della popolazione italiana, a difesa di un diritto fondamentale come quello ad una giusta alimentazione, sempre con particolare riguardo per le fasce più deboli della popolazione come anziani e minori, ai quali la condizione di carenza alimentare può arrecare i danni più gravi. (4-09789)

 

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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