INTERROGAZIONE TARQUINIO, FI, SU MARCHIO ITALIA

Interrogazione a risposta orale 3-00530 presentata da Lucio Rosario Filippo Tarquinio, FI, mercoledì 4 dicembre 2013, seduta n.146 al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali per sapere se non ritenga di emanare entro 30 giorni il regolamento previsto dall'articolo 59-bis del decreto-legge n. 83 del 2012, prevedendo misure a sostegno delle imprese che intendano adempiere al disposto dell'emanando regolamento.

Qui di seguito Agricolae riporta il testo integrale

- Premesso che:

 

il nostro Paese rappresenta un'eccellenza dal punto di vista della produzione di prodotti tipici e tradizionali;

 

l'agroalimentare made in Italy rappresenta oltre il 17 per cento del prodotto interno lordo, di cui oltre 53 miliardi di euro provengono dal settore agricolo;

 

il successo dell'agroalimentare italiano nel mondo e l'accreditamento attribuito al marchio "Italia" non conoscono arretramenti, come dimostra la crescita costante dell'export, ma sono fortemente danneggiati dal fenomeno della contraffazione alimentare;

 

il made in Italy agroalimentare è la leva esclusiva per una competitività "ad alto valore aggiunto" e per lo sviluppo sostenibile del Paese, grazie ai suoi primati in termini di qualità, livello di sicurezza e sistema dei controlli degli alimenti, riconoscimento di denominazioni geografiche e produzione biologica;

 

la libera circolazione di alimenti sicuri e sani è un aspetto fondamentale del mercato interno, ma, sempre più spesso, la salute dei consumatori e la corretta e sana alimentazione appaiono compromesse da cibi anonimi, con scarse qualità nutrizionali, o addizionati, e di origine per lo più sconosciuta;

 

il settore agricolo ha una particolare importanza non solo per l'economia nazionale ma anche come naturale custode del patrimonio paesaggistico, ambientale e sociale;

 

sono circa 820.000 le imprese agricole attive in Italia, vale a dire il 15 per cento del totale di quelle presenti;

 

premesso inoltre, che:

 

negli ultimi anni sono cresciute le importazioni di prodotti agroalimentari provenienti da Paesi europei ed extracomunitari;

 

molti controlli operati sui prodotti importati, ad esempio, sulle filiere del latte e dei prodotti lattiero-caseari, sulla filiera cerealicola, sulla filiera dell'olio d'oliva e sul settore delle carni suine hanno evidenziato la violazione della disciplina in materia di presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari;

 

considerato che:

 

il comma 356 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modifiche e integrazioni, ha previsto l'istituzione dell'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare a Foggia, che attualmente non è attiva;

 

in particolare, l'articolo 26, comma 2, lettera b), del regolamento (UE) n. 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, prevede che l'indicazione del Paese d'origine o del luogo di provenienza è obbligatoria per le carni dei codici della nomenclatura combinata (NC) elencati all'allegato XI del regolamento medesimo, tra le quali sono contemplate le carni di animali della specie suina, fresche, refrigerate o congelate, rinviando l'applicazione della norma a successivi atti di esecuzione da adottare entro il 13 dicembre 2013;

 

l'art. 59-bis del decreto-legge n. 83 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 134 del 2012, ha definito nuovi criteri per la definizione della modalità per l'etichettatura dei prodotti agroalimentari al fine di assicurare la tracciabilità dei prodotti agricoli di origine o di provenienza del territorio nazionale attraverso la predisposizione di sistemi di etichettatura atti ad ostacolare le pratiche ingannevoli nella commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari di qualità;

 

inoltre, l'articolo 10 della legge 14 gennaio 2013, n. 9, recante "Norme sulla qualità e la trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini", introduce un sistema al fine di rendere accessibili a tutti gli organi di controllo ed alle amministrazioni interessate le informazioni ed i dati sulle importazioni e sui relativi controlli, concernenti l'origine degli oli di oliva vergini, anche attraverso la creazione di collegamenti a sistemi informativi ed a banche dati elettroniche gestiti da altre autorità pubbliche;

 

preso atto che:

 

la tutela dell'identità dei prodotti nazionali contro le frodi alimentari garantisce la solidità delle imprese agricole italiane;

 

l'usurpazione del marchio made in Italy minaccia la solidità e provoca gravi danni alle imprese agricole insediate sul territorio, violando il diritto dei consumatori ad alimenti sicuri, di qualità e di origine certa;

 

il codice del consumo di cui al decreto legislativo n. 206 del 2005, recependo la disciplina comunitaria in materia, attribuisce ai consumatori ed agli utenti i diritti alla tutela della salute, alla sicurezza ed alla qualità dei prodotti, ad un'adeguata informazione e ad una pubblicità veritiera, all'esercizio delle pratiche commerciali secondo principi di buona fede, correttezza e lealtà, all'educazione al consumo e alla trasparenza ed all'equità nei rapporti contrattuali;

 

la disciplina a tutela dei prodotti di origine italiani introduce norme specifiche per contrastare la contraffazione ed evitare qualunque fraintendimento nell'indagine di provenienza falsa e fallace;

 

occorre provvedere ad una semplificazione dei controlli effettuati da tutti gli organi competenti nell'ambito dei prodotti agricoli ed alimentari, anche al fine di renderli più efficaci ed efficienti senza, peraltro, aggraviare gli oneri burocratici delle imprese,

 

si chiede di sapere:

 

quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di assicurare il rispetto, da parte della Commissione europea, del termine del 13 dicembre 2013, imposto dal regolamento citato, per l'attuazione dell'obbligo di indicazione del Paese d'origine o del luogo di provenienza con riferimento al latte ed ai prodotti lattiero-caseari, alle carni suine fresche, refrigerate o congelate ed altre produzioni interessate dal regolamento stesso;

 

se, nel caso di scadenza del termine senza l'adozione da parte della Commissione dei dovuti provvedimenti, intenda adottare disposizioni nazionali di attuazione dell'obbligo imposto dal regolamento per assicurare il regolare funzionamento del mercato italiano e comunitario per contrastare il fenomeno della contraffazione;

 

quali provvedimenti intenda adottare al fine di intensificare un sistema di controlli e di comunicazione dei dati e delle informazioni relative ai reati agroalimentari più adeguato, sia con riferimento alla fase di importazione dei prodotti che con riferimento alle operazioni di trasformazione, distribuzione e vendita degli stessi, senza creare nuovi o maggiori oneri per gli operatori del settore;

 

se non ritenga di adottare provvedimenti ad hoc, al fine di rendere noti e pubblici i dati dei traffici illeciti accertati e i riferimenti delle società eventualmente coinvolte in pratiche commerciali ingannevoli, fraudolente o scorrette, finalizzate ad immettere sui mercati prodotti made in Italy contraffatti;

 

se non ritenga di attivarsi al fine di rendere immediatamente operativa l'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare con sede a Foggia, al fine di offrire idonee garanzie ai consumatori e di tutela del made in Italy;

 

se non ritenga di emanare entro 30 giorni il regolamento previsto dall'articolo 59-bis del decreto-legge n. 83 del 2012, prevedendo misure a sostegno delle imprese che intendano adempiere al disposto dell'emanando regolamento.

 

(3-00530)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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