INTERROGAZIONE VIGNAROLI, M5S CAMERA, SU USO BORSE RIUTILIZZABILI PER ORTOFRUTTA

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18980

presentato da

VIGNAROLI Stefano

testo di

Martedì 9 gennaio 2018, seduta n. 904

VIGNAROLI. — Al Ministro della salute, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

a seguito dell'entrata in vigore di una norma, contenuta nel cosiddetto decreto Mezzogiorno (decreto-legge n. 91 del 2017 convertito dalla legge 3 agosto 2017 n. 123), i sacchetti utilizzati per imbustare frutta e verdura, e altri alimenti freschi, devono essere biodegradabili e compostabili;

la citata norma prevede che i sacchetti non possano essere gratuiti e, come già accadeva per le normali buste della spesa, il prezzo deve finire sullo scontrino. Tale disposizione ha registrato un forte interesse mediatico, contestualmente ad una difficile interpretazione della citata legge;

il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha inviato una circolare vietando l'utilizzo di sporte riutilizzabili da parte del cittadino, come si legge nella nota 2017.0014624, in risposta alla nota protocollo n. 13069 del 18 settembre 2017, chiedendo, al contempo, un parere al Ministero della salute;

il Ministero dello sviluppo economico ha diffuso una circolare datata 7 dicembre 2017 che autorizza i supermercati ad applicare il sottocosto sui sacchetti, ammettendo la possibilità di usare borse riutilizzabili, anche se rimanda per il benestare definito a un parere del Ministero della salute che dovrebbe valutare gli aspetti igienici e quelli sanitari;

il 4 gennaio 2018 il dicastero della salute, prendendo ufficialmente posizione nel dibattito sui sacchetti a pagamento introdotti dal 1° gennaio 2018, ha dichiarato il divieto di riutilizzare i sacchetti di frutta e verdura perché sussiste il rischio di contaminazioni batteriche e consentito l'utilizzo di sacchetti di plastica monouso, già in possesso della clientela, che però rispondano ai criteri previsti dalla normativa sui materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti. Tali sacchetti dovranno risultare non utilizzati in precedenza e rispondenti a criteri igienici che gli esercizi commerciali potranno definire in apposita segnaletica verificando l'idoneità dei sacchetti monouso introdotti;

il 4 gennaio 2018 il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare emette una circolare interpretativa e inviata alla grande distribuzione (Coop, Federdistribuzione e Conad) in cui si legge che le borse di plastica di qualsiasi tipo «non possono essere distribuite a titolo gratuito dai supermercati e il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino»;

la direttiva europea non ha mai fatto divieti di riuso e non ha mai contestato ad alcuni Paesi europei e alle catene di supermercati, come ad esempio la Carrefour, l'uso di sporte riutilizzabili anche per la frutta e la verdura da parte del cliente –:

se il Ministro condivida quanto esposto in ordine al «rischio igienico» dovuto all'uso di borse durevoli, ad esempio nei reparti di ortofrutta, e se tale rischio sia ritenuto rilevante rispetto alla natura delle operazioni in tutta la filiera di coltivazione, raccolta, trasporto e distribuzione;

se il Ministro interrogato ritenga, per uniformità di disciplina, dovere assumere iniziative affinché anche gli altri stati europei si adoperino per evitare il rischio sotto il profilo igienico nell'uso di borse riutilizzabili per il prelievo di ortofrutta, pratica ampiamente diffusa e promossa in Europa;

se il Ministro ritenga sulla base di quelle che l'interrogante ritiene criticabili e paradossali asserzioni dei dicasteri di cui sopra, di assumere iniziative per evitare la pratica degli esercizi commerciali (cosiddetti negozi «Packaging free», in via di diffusione in Italia ed in Europa) che commercializzano vino o altre bevande sfuse e generi alimentari in vasi o cesti o sporte durevoli portate dal cliente;

se il Ministro ritenga di assumere iniziative per prevedere analoghe misure di igiene nei mercati rionali, nella vendita ambulante ed addirittura nell'acquisto diretto in azienda agricola, fattispecie diffusa e promossa per la valorizzazione delle produzioni agricole locali;

se il Ministro ritenga di assumere iniziative per vietare l'uso di borracce non «usa e getta» nelle fontanelle, in quanto costituisce fattispecie analoga, di reimpiego di imballo primario durevole per genere alimentare, il tutto, contravvenendo, ad avviso dell'interrogante, ad ogni principio finalizzato alla prevenzione del produzione di rifiuti e di rifiuti di imballaggio.
(4-18980)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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