INTERROGAZIONE ZACCAGNINI, SEL CAMERA, SU SPERIMENTAZIONE PATOGENICITA’ XYLELLA

Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-06160 presentato da ZACCAGNINI Adriano, SEL, martedì 28 luglio 2015, seduta n. 470 per sapere se il Ministro non ritenga di chiarire a che punto sia la sperimentazione sulla patogenicità della Xylella sulle piante di ulivo, quali enti di ricerca se ne stiano occupando, e se non ritenga necessario dare maggiore forza alla ricerca e alla sperimentazione, come suggerito dal Cra Oli di Rende

 

ZACCAGNINI. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:

il fenomeno della Xylella fastidiosa «Complesso del disseccamento rapido dell'olivo» (CDRO), si è presentato nel nostro Paese nell'ottobre 2013 ed ha colpito gli ulivi del Salento nella parte sud-occidentale della provincia di Lecce e principalmente nelle campagne della costa ionica. Nell'area salentina interessata sono stati effettuati più di 16.000 campionamenti con analisi di laboratori e estirpate 104 piante infette, come voluto anche dall'Unione europea, con pesanti ripercussioni nell'attività degli operatori del settore;

in data 12 febbraio 2015, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha annunciato la nomina del commissario delegato per la Xylella fastidiosa, Giuseppe Silletti, comandante regionale del Corpo forestale della Puglia, individuato come figura di riferimento per gli interventi conseguenti alla dichiarazione dello stato di emergenza fitosanitaria. Cita la nota: «Con stanziamento di ulteriori 5 milioni del Fondo nazionale di solidarietà, che si aggiungono ai 2,6 milioni ed ai 6 milioni messi a disposizione rispettivamente dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e dalla regione Puglia, il commissario che opera a titolo gratuito avrà a disposizione in questa prima fase 13,6 milioni per contenere il contagio del batterio che secca gli ulivi e proseguire nell'attuazione del decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali del 26 settembre 2014. [...] Nello specifico il Commissario, entro 20 giorni dovrà produrre un piano da sottoporre all'approvazione del Dipartimento della protezione civile»;

in data 19 marzo 2015 la protezione civile ha approvato e reso operativo il piano contro la diffusione del batterio killer degli ulivi salentini. Il piano, illustrato a Bari, ha previsto le operazioni di sradicamento degli alberi infetti partendo dalla provincia di Brindisi (Oria), specificando la mappatura degli interventi, attraverso la presentazione della suddivisione del territorio salentino in cinque aree, tagliate in due da una fascia di eradicazione larga 15 chilometri, dall'Adriatico allo Ionio, includendo i territori di 16 comuni leccesi e il territorio di Oria, nel brindisino;

a gennaio 2015, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare aveva suggerito di condurre ulteriori ricerche per «contribuire a ridurre in modo sostanziale le incertezze e consentire di effettuare una valutazione più approfondita dei rischi». Da allora però, né il Governo né la regione «hanno richiesto un parere scientifico sulla eziologia della malattia», come scritto dallo stesso direttore dell'Efsa. A interpellare l'autorità è stata Peacelink, associazione che ha presentato un dossier con il quale ha ipotizzato che la Xylella fosse solo una concausa dell'essiccamento, al quale parteciperebbero in modo decisivo alcuni funghi. I sintomi della malattia sono stati infatti riscontrati anche in piante nelle quali non c'era traccia di Xylella. L'Efsa ha affermato che al momento «non ci sono evidenze scientifiche che i funghi siano la causa primaria dell'essiccamento rapido». Ma che, allo stesso tempo, occorre «continuare a indagare» sul ruolo che «agenti diversi» hanno sull'essiccamento. «Non c’è certezza sul ruolo delle concause [...] A questo punto sarebbe opportuno sospendere l'abbattimento fino a nuove indagini»;

l'Unione europea, in data 28 aprile, diffonde la seguente nota: «Commissione europea – Comunicato stampa – Salute delle piante: gli Stati membri approvano misure rafforzate a livello di Unione europea per impedire la diffusione della Xylella fastidiosa [...] Gli esperti degli Stati membri dell'Unione europea riuniti nel comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi (PAFF) hanno approvato oggi le misure rafforzate proposte dalla Commissione per prevenire l'ulteriore introduzione e la diffusione all'interno dell'Unione della Xylella fastidiosa. Il batterio è un organismo nocivo da quarantena che colpisce gli ulivi ed è potenzialmente pericoloso per molte altre piante, come la vite e gli agrumi, importanti per l'agricoltura dell'Unione europea. Le nuove misure dell'Unione europea impongono agli Stati membri di notificare la comparsa di nuovi focolai, di effettuare indagini ufficiali, e di delimitare immediatamente le zone infestate. In tali zone sono applicate misure di eradicazione rigorose che comprendono la rimozione e la distruzione delle piante infestate e di tutte le piante ospiti nel raggio di 100 metri, indipendentemente dal loro stato di salute. Le misure prevedono inoltre la possibilità per l'Italia di applicare misure di contenimento in tutta la provincia di Lecce, in cui l'eradicazione non è più possibile. In tal caso resta l'obbligo di eliminare sistematicamente tutte le piante infette e di testare tutte le piante circostanti (entro 100 metri) in una zona di 20 chilometri contigua alle province di Brindisi e Taranto. Le importazioni e la circolazione all'interno dell'Unione di determinate piante note per essere sensibili alla Xylella fastidiosa provenienti da qualsiasi paese del mondo saranno soggette a condizioni rigorose. [...]»;

in data 8 maggio 2015 il quotidiano Il Sole 24 ore descriveva come «il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato da 26 vivaisti salentini e ha deciso per la sospensione sia del piano messo a punto dal commissario straordinario alla Xylella, Giuseppe Silletti, sia della dichiarazione dello stato di calamità adottata nelle scorse settimane dal Consiglio dei ministri;

in data 18 maggio 2015 è stata pubblicata la decisione di esecuzione 2015/789 della Commissione relativa alle «Misure per impedire l'introduzione nell'Unione della Xylella fastidiosa»; all'articolo 9 di detta decisione, la cui rubrica recita: «Spostamento delle piante specificate all'interno dell'Unione»; il comma 1 stabilisce che è vietato lo spostamento all'interno dell'Unione, all'interno o all'esterno delle zone delimitate, di piante specificate che sono state coltivate per almeno una parte del loro ciclo di vita in una zona delimitata stabilita ai sensi dell'articolo 4 (della stessa decisione);

contro il Piano Siletti e gli abbattimenti degli ulivi comitati e associazioni si sono mobilitati, protestando. L'Alleanza di produttori, che fa capo alla «Voce dell'Ulivo», è pronta a chiedere la deroga all'Unione europea «sul divieto di reimpianto»;

in data 14 luglio 2015, su «Trnews» – con un articolo dal titolo «Blitz nel Cnr e nell'Università per ascoltare due ricercatori: il docente Francesco Nigro e Maria Saponari. Contenuto top secret quello delle conversazioni messe a verbale» si descriveva come: [...] Obiettivo è capire come il batterio Xylella fastidiosa sia arrivato nel Salento, come sia stato introdotto e se gli interventi di contenimento previsti siano o meno proporzionati al conta»;

in data 20 luglio 2015, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali attraverso il proprio portale web ha diffuso il comunicato: – «Xylella: firmato decreto stato di calamità. Via a indennizzi per agricoltori e vivaisti con primi 11 milioni di euro». Anche il presidente della regione Puglia, attraverso un comunicato stampa ha commentato la firma del decreto che dichiara lo «stato di calamità», così come riportato dall'agenzia stampa Dire. «[...] Per ora l'eradicazione è l'unica strategia che viene ritenuta dall'apparato scientifico che ci supporta come utile al contenimento della malattia. Nel frattempo sta a noi, liberando la ricerca, trovare eventuali altre soluzioni. L'eradicazione tende a frenare una malattia devastante». Emiliano dà anche merito al commissario europeo di «aver compreso cosa significa l'ulivo per i pugliesi. Eravamo timorosi che non capissero. Non c’è stato bisogno di spiegarglielo. Sta vivendo questo dramma con noi»;

rispetto alla firma del decreto non tardano a farsi sentire le associazioni ed i comitati. In data 21 luglio 2015, la testata web «VideoAndria.com» riporta lo sfogo degli attivisti – «C’è una chiara intenzione di non fare arrivare alla Commissione europea tutto ciò che potrebbe cambiare questa strategia» – lo dichiara delusa Antonia Battaglia (rappresentante di Peacelink a Bruxelles) all'indomani dell'incontro con il lituano Andriukaitis ed il Ministro Martina, il governatore Emiliano, il commissario Silletti e le associazioni, organizzazioni ed amministrazioni comunali. Gli attivisti si dicono delusi dall'incontro, sostenendo che non vi siano prove che possano giustificare la drastica decisione dell'eradicazione degli ulivi. Nei giorni scorsi Antonia Battaglia e Alessandro Marescotti, dell'associazione Peacelink Taranto, avevano chiesto che la Commissione europea rivedesse «con la massima urgenza la decisione adottata il 28 aprile scorso dal Comitato fitosanitario» e che volesse «comunicare agli Stati Membri che la questione Xylella in Puglia non necessita di ulteriori eradicazioni, visto che il batterio non è stato riscontrato ulteriormente e che le sperimentazioni in campo hanno dato risultati ottimali», in una lettera inviata a Vytenis Andriukaitis, Commissario per la Salute e la Sicurezza Alimentare» –:

se il Ministro non ritenga di chiarire a che punto sia la sperimentazione sulla patogenicità della Xylella sulle piante di ulivo, quali enti di ricerca se ne stiano occupando, e se non ritenga necessario dare maggiore forza alla ricerca e alla sperimentazione, come suggerito dal Cra Oli di Rende;

vista la carenza delle evidenze scientifiche che potevano denotare una correlazione fra la Xylella ed il disseccamento degli ulivi salentini, che sono risultate tali da non sgomberare il campo da varie altre ipotesi al vaglio della comunità scientifica. (5-06160)

 

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

MORE ARTICLES

Questo sito utilizza cookies di Sessione, Tecnici e di Profilazione. Cliccando su "OK", questi cookies si attiveranno. Per maggiori informazioni o per eventuali limitazione dei cookie, clicca sul link e visita la nostra apposita sezione.
This website uses Session, Permanent and Third-Party cookies. by clicking on "Ok", these cookies will be enabled. For further informations or for cookie limitation, please click on the link and visit our dedicated section.
Cookie & Privacy Policy

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi