IPPICA, IN ARRIVO DENUNCIA PER MINISTRO CATANIAOPERATORI: NIENTE FONDI E SETTORE SI PORTA DIETRO ZAVORRA BUROCRAZIA

cavalloSta per partire in questi giorni una denuncia alla Procura della Repubblica nei confronti del ministro delle Politiche agricole Mario Catania. A presentarla sono gli imprenditori ippici che protestano contro lo stato di stallo in cui versa da tempo il settore. Si tratta della seconda denuncia a carico di un ministro del Mipaaf. In passato la stessa azione era stata intrapresa verso Saverio Romano. Gli imprenditori sono sul piede di guerra perché ancora non si vede l’ombra dei soldi (circa 230 milioni di euro) che erano stati stanziati per l’ippica: i pagamenti si sono fermati ai mesi di luglio e di giugno. E così venerdì primo febbraio il comparto si prepara a scendere in piazza per manifestare sotto il dicastero dell’Agricoltura che si è rivelato, scrivono gli operatori ippici “inadeguato ed inaffidabile”.

La storia dell’ippica italiana, da qualche anno a questa parte, è complessa e travagliata. L’Unire è diventata Assi (in via di soppressione), che è entrata a far parte in tutto e per tutto del ministero dell’Agricoltura. I Monopoli di Stato avevano promesso di rivedere le percentuali sul prelievo del gioco, ma questo prima di essere incorporati nelle Dogane. E Catania – che vanta un passato da Stewart a Capannelle prima di entrare con concorso al ministero – ha dichiarato recentemente che i soldi non ci sono. I soldi per il montepremi dovrebbero essere erogati dal Mipaaf per essere poi divisi tra tutti i cavalli che corrono. Ma per ora è tutto bloccato: e non si capisce bene se i decreti attuativi che dovevano essere sbloccati dal ministero dell’economia ci sono oppure no.

Fatto sta che al comparto devono essere pagati gli ultimi cinque mesi di lavoro. E fino ad allora non si possono pagare i trasportatori, i fornitori, i maniscalchi, i sellai, ecc. “Il pagamento dei premi è fermo a giugno 2012 e quello dei compensi delle Società di Corse è fermo addirittura al maggio 2012”, fa sapere in una nota la LegaIppica. Un comparto in declino per oltre 15mila cavalli per indotto complessivo che riguarda il lavoro di 50 mila famiglie. I conti non sono cosa da poco: vengono fatte circa otto corse in quattro campi: 28 corse al giorno che diventano - compresi i campi esteri – circa 35 corse. Considerando centomila euro a corsa, tutto questo si traduce in 3.5 milioni e mezzo al giorno.

“Il settore continuerà nei prossimi anni a pagare gli stessi costi, non è cambiato nulla in seguito alla soppressione dell’Unire”, spiega ad Agricolae Enrico Tuci, coordinatore del comitato promotore della Lega Ippica italiana e degli Imprenditori ippici italiani, associazione che per la prima volta mette insieme il trotto con il galoppo riunendo tutte le figure professionali del settore, (allenatori, allevatori, agenzie di servizi e proprietari). “Assi costa 9,8 milioni di euro per le spese ‘impiegatizie’, e altri 9 milioni di funzionamento. Poi Unire Lab – laboratori deputati a fare le analisi antidoping –che costano intorno ai 15 milioni. La televisione ippica costa altri 9 milioni di euro. Il settore continua a portarsi dietro i costi della burocrazia”, insiste Tuci. Per un giro di affari di circa 200 milioni.

Il ministro Catania nei giorni scorsi ha sottolineato da Bruxelles di aver trovato molte difficoltà con il ministero dell’Economia. I soldi ci sono, stanziati e già messi a budget, insomma. Ma intanto, la denuncia se la prende lui: “Il nostro referente è il ministro dell’Agricoltura. Il responsabile è lui”, spiega ancora Tuci, “Abbiamo dato mandato a un avvocato di Roma di mettere a punto un esposto nei confronti di Catania e al segretario generale dell’Assi Francesco Ruffo. Nei prossimi giorni, al massimo settimana prossima, sarà recapitata”, conclude. L’esposto è relativo, si legge in una nota, al fatto di “aver programmato l’attività agonistica ippica e aver consentito che i relativi costi, sin dal gennaio 2012, venissero sostenuti unicamente dagli operatori del comparto, indotti ripetutamente in errore con assicurazioni sulla disponibilità di adeguate risorse finanziarie, garantendo agli stessi i premi al traguardo e le remunerazioni per gli ippodromi”.

alm

 

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