IRRIGANTS, VINCENZI: EUROPA SIA OPPORTUNITÀ E NON PROBLEMA PER GESTIRE MEGLIO L’ACQUA STATI MEMBRI

Con la “dichiarazione di Santarem”, firmata in Portogallo e sottoscritta da ANBI (Italia), FENACORE (Spagna), Irrigants de France (Francia) e FENAREG (Portogallo), nasce ufficialmente “Irrigants d’Europe. Aperta alle prossime adesioni di Grecia, Cipro e Malta, l’associazione, che avrà sede a Bruxelles, si pone come interlocutore privilegiato delle Istituzioni Europee nei settori dell’irrigazione e della gestione idrica. Queste le parole rilasciate dal riconfermato Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, ad AGRICOLAE

"Irrigants d’Europe" nasce con lo scopo di contrastare e di rimettere al centro le politiche dell’acqua all’interno dell’UE. In passato abbiamo vissuto scelte sbagliate, la condizionalità ex ante ne è la dimostrazione concreta, condizionalità che impone ad un paese del mediterraneo come l’Italia delle scelte che non sono in coerenza con quello che è l’utilizzo dell’acqua. Dobbiamo invertire questa rotta, creando una cultura dell’irrigazione, una cultura dell’agricoltura irrigua in europa, e lo facciamo con “Irrigants d’Europe”, ovvero con un soggetto che ha associato esclusivamente quei paesi che in Europa devono utilizzare l’acqua per poter fare agricoltura. 

Ci aspettiamo un'Europa che sia un'opportunità e non un problema, un Europa dei vincoli come è stata in passato è un europa che non crea sviluppo nei paesi membri. Non ce lo possiamo permettere e vogliamo attuare un cambio culturale. Dobbiamo far capire che l’agricoltura non consuma l’acqua, ma al contrario l’utilizza al meglio, l'obiettivo è risparmiarla e allargare le zone irrigabili e dare così acqua a tutti. Fondamentale è comprendere che il beneficio che diamo è un beneficio a tutta la collettività, non solo al mondo agricolo. Bisogna valorizzare questa multifunzionalità, e attuare in Europa un cambio di mentalità rispetto alla visione miope dell’agricoltura che consuma acqua. 

In Italia abbiamo diversi problemi ma anche numerose opportunità. Stiamo assistendo allo strutturarsi dei cambiamenti climatici, allora occorre adeguarci a nostra volta. Due sono le urgenze a cui dobbiamo rispondere in tempi brevi, necessitiamo di investimenti per adeguare gli impianti irrigui, diminuendo gli sprechi e mettendo a disposizione tutta la tecnologia possibile, ed in secondo luogo dobbiamo implementare le infrastrutture per trattenere l’acqua quando piove. Non è pensabile continuare così. 

Dinnanzi gli occhi abbiamo ancora l'esempio concreto della Cassa del mezzogiorno di 50 anni fa, di cui godiamo tuttora i benefici. Se al sud è pur vero che esiste una crisi idrica ma non in emergenza come al nord, questo è frutto e merito delle scelte lungimiranti del passato, adesso è però tempo di riattivare questo spirito e quelle scelte imprenditoriali. Come consorzio di bonifica siamo pronti a raccogliere questa sfida mettendo a disposizione la nostra esperienza e le nostre capacità. 

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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