ISTAT, AD AGOSTO CRESCE EXPORT E CALA IMPORT

La crescita dell’export su base annua rilevata ad agosto, più intensa per le vendite verso la Ue, è trainata dalle vendite verso Stati Uniti e Germania. Le vendite di macchinari e apparecchi e autoveicoli verso gli Stati Uniti e di articoli farmaceutici e autoveicoli verso la Germania contribuiscono, rispettivamente, per 0,6 e per 0,4 punti percentuali alla crescita tendenziale dell’export nazionale. Da inizio anno le esportazioni verso la Germania sono cresciute su base annua del 5,3% con alcuni settori - prodotti petroliferi raffinati, articoli farmaceutici, metalli di base e prodotti in metallo e computer, apparecchi elettronici e ottici - in rilevante espansione

  • Ad agosto 2018 si stima una crescita congiunturale per le esportazioni (+2,9%) e un più contenuto aumento per le importazioni (+0,4%). La crescita congiunturale dell’export è da ascrivere all’aumento delle vendite sia verso i mercati extra Ue (+3,6%) sia verso l’area Ue (+2,4%).
  • Nel trimestre giugno-agosto 2018, rispetto al precedente, si registrano incrementi per entrambi i flussi, leggermente più intensi per le esportazioni (+3,2%) che per le importazioni (+3,0%).
  • Ad agosto 2018 l’aumento dell’export su base annua è pari al 5,1% e coinvolge sia l’area Ue (+5,7%) sia i paesi extra Ue (+4,4%).
  • Tra i settori che contribuiscono in misura più rilevante alla crescita tendenziale dell’export nel mese di agosto, si segnalano prodotti petroliferi raffinati (+31,6%), apparecchi elettrici (+15,5%), macchinari e apparecchi n.c.a. (+2,8%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+7,6%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,5%) e computer, apparecchi elettronici e ottici (+10,2%). In diminuzione, su base annua, le esportazioni di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-0,8%), articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (-0,5%) e prodotti dell’agricoltura, silvicoltura e pesca (-1,5%).
  • Su base annua, i paesi che contribuiscono maggiormente all’incremento delle esportazioni sono Stati Uniti (+13,0%), Germania (+6,0%), Paesi Bassi (+22,8%) e Spagna (+8,3%).
  • Nel periodo gennaio-agosto 2018, la crescita tendenziale dell’export è pari a +4,3% ed è sospinta da prodotti petroliferi raffinati (+16,3%), mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+11,5%) e metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+7,0%).
  • Si stima che il surplus commerciale si riduca di 197 milioni di euro (da +2.761 milioni ad agosto 2017 a +2.564 milioni ad agosto 2018). Nei primi otto mesi dell’anno l’avanzo commerciale raggiunge +27.280 milioni (+53.607 milioni al netto dei prodotti energetici).
  • Nel mese di agosto 2018 si stima un aumento dell’indice dei prezzi all’importazione pari allo 0,2% su luglio 2018 e del 5,0% su base annua. Al netto dei prodotti energetici l’indice aumenta dello 0,1% in termini congiunturali e dello 0,8% in termini tendenziali.

ANALISI PER PRODOTTO E PAESE

Sulla base delle figure allegate al presente comunicato nel file “Grafici aggiuntivi commercio estero e prezzi all'import” risulta che l’aumento tendenziale dell’export è spiegato per un punto percentuale dalla crescita delle vendite di macchinari e apparecchi n.c.a. verso gli Stati Uniti, articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici verso la Germania e di autoveicoli verso Stati Uniti e Germania. La flessione delle vendite di autoveicoli verso la Cina, articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici verso gli Stati Uniti e metalli di base e prodotti in metallo, eclusi macchine e impianti verso la Svizzera contrastano per un punto percentuale l’incremento delle esportazioni.

Gli acquisti di petrolio greggio dai paesi OPEC e di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici dalla Germania spiegano per 2,4 punti percentuali l’incremento dell’import. Le importazioni di autoveicoli dalla Germania e di petrolio greggio dalla Russia contrastano per 1,5 punti percentuali la crescita degli acquisti.

Nel mese di agosto 2018 l’indice dei prezzi all’importazione aumenta dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 5,0% in termini tendenziali.

L’indice dei prezzi all’importazione dei beni di consumo ad agosto 2018, su luglio 2018, rimane invariato per il mercato totale, aumenta dello 0,1% per l’Area non euro, mentre diminuisce dello 0,3% per l’Area euro. Su base annua l’indice diminuisce dell’1,1%, per il mercato totale e l’Area non euro, e dell’1,3% per l’Area euro.

Il raggruppamento dei beni strumentali, in termini congiunturali, aumenta dello 0,1% per il mercato totale, dello 0,2% per l’Area euro, mentre diminuisce dello 0,1% per l’Area non euro; in termini tendenziali l’indice aumenta dello 0,6% per il mercato totale e dell’1,8% per l’Area euro, mentre diminuisce dello 1,0% per l’Area non euro.

Per i beni intermedi l’indice dei prezzi registra, su luglio 2018, un aumento dello 0,2% per il mercato totale, dello 0,1% per l’Area euro e dello 0,3% l’Area non euro; su base annua l’indice registra un aumento del 2,7% per il mercato totale, del 2,5% per l’Area euro e del 3,0% per l’Area non euro.

L’indice dei prezzi all’importazione relativo all’energia, in termini congiunturali, aumenta dello 0,4% per il mercato totale, del 4,6% l’Area euro e dello 0,1% per l’Area non euro; in termini tendenziali, l’indice registra un aumento del 34,8% per il mercato totale, del 18,9% per le importazioni provenienti dall’Area euro e del 36,2% per l’Area non euro.

SETTORI DI ATTIVITA ECONOMICA

I prezzi all’importazione segnano, nell’ambito delle attività manifatturiere, il tasso di crescita tendenziale più elevato, per quel che riguarda l’Area euro, nell’Industria della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+20,4%) e nella Industria del legno, della carta e stampa (+6,1%), mentre per l’Area non euro, nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+36,5%) e nei settori dell’Industria del legno, della carta e stampa (+7,2%). Il calo tendenziale più marcato si registra nel settore delle industrie alimentari, bevande e tabacco sia per l’Area euro (-4,2%) e per l’Area non euro nella produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-3,8%).

 

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