ISTAT, PREZZI ALIMENTARI AUMENTANO SU BASE MENSILE MA DIMINUISCONO SU BASE ANNUADIMINUIZIONE PER LE CARNI

carrello spesaL’aumento su base mensile dei prezzi degli Alimentari non lavorati è da attribuire principalmente al rialzo – sul quale incidono fattori stagionali − dei prezzi della Frutta fresca (+5,5%); su base annua questi mostrano una flessione del 7,8%, più ampia di quella rilevata a maggio (-6,6%), per effetto del confronto con giugno 2013, quando l’incremento congiunturale risultò più marcato (+6,9%). Fattori stagionali contribuiscono a spiegare anche le diminuzioni, rispetto a maggio, dei prezzi dei Vegetali freschi (-4,3%; -12,0% in termini tendenziali, da -8,6% del mese precedente). Diminuzioni di diversa entità si rilevano per le carni: -0,6% per le Altre carni e -0,4% per la Carne ovina e caprina (rispettivamente +0,6% e +2,1% su base annua); -0,1% per la Carne bovina (+0,8% in termini tendenziali) e suina (+0,7% rispetto a giugno 2013).

Nel mese di giugno 2014, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,1% rispetto al mese precedente e dello 0,3% nei confronti di giugno 2013 (era +0,5% a maggio), confermando la stima preliminare.

Il calo dell’inflazione è in primo luogo da attribuire all’accentuarsi della diminuzione dei prezzi degli Alimentari non lavorati; contribuiscono in misura minore anche le decelerazioni della crescita su base annua dei prezzi degli Alimentari lavorati, dei Beni energetici non regolamentati e dei Servizi relativi all’abitazione.

L’“inflazione di fondo”, al netto degli alimentari freschi e dei beni energetici, scende allo 0,7% (dallo 0,8% di maggio) e al netto dei soli beni energetici si porta allo 0,5% (da +0,6% del mese precedente).

L’aumento mensile dell’indice generale è da ascrivere principalmente ai rialzi – su cui incidono fattori di natura stagionale – dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+0,7%).

L’inflazione acquisita per il 2014 è stabile allo 0,3%.

Rispetto a giugno 2013, i prezzi dei beni diminuiscono dello 0,3% (era -0,1% a maggio) e il tasso di crescita dei prezzi dei servizi scende allo 0,8% (da +0,9% del mese precedente). Pertanto, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si amplia di un decimo di punto percentuale rispetto a maggio 2014.

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona non variano in termini congiunturali mentre diminuiscono dello 0,5% in termini tendenziali (da +0,1% del mese precedente).

I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto crescono dello 0,1% rispetto al mese precedente e dello 0,3% nei confronti di giugno 2013 (dal +0,5% registrato a maggio).

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,1% su base mensile e dello 0,2% su base annua, in rallentamento di due decimi di punto percentuale rispetto a maggio (+0,4%). Anche in questo caso, la stima preliminare è confermata.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, aumenta dello 0,1% su base mensile e dello 0,3% rispetto a giugno 2013.

 

Indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC)

Le divisioni di spesa

Nel mese di giugno 2014, l’incremento congiunturale più ampio interessa i prezzi dei Trasporti (+0,6%), sui quali incidono fattori di natura stagionale. Rialzi congiunturali più contenuti si rilevano per i prezzi delle divisioni di spesa Ricreazione, spettacoli e cultura (+0,2%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche e Mobili, articoli e servizi per la casa (per entrambe +0,1%). In diminuzione sul mese precedente risultano i prezzi delle Comunicazioni (-0,4%), dei Servizi ricettivi e di ristorazione (-0,2%), dell’Abitazione, acqua, elettricità e combustibili e dei Servizi sanitari e spese per la salute (per entrambe -0,1%). I prezzi delle rimanenti divisioni di spesa restano invariati rispetto a maggio 2015.

Rispetto a giugno 2013, i maggiori tassi di crescita si registrano per Trasporti e Istruzione (per entrambe +1,3%). Seguono le divisioni di spesa Mobili, articoli e servizi per la casa e Servizi ricettivi e di ristorazione, per le quali si rileva una crescita dell’1,0%, e Abbigliamento e calzature e Abitazione, acqua, elettricità e combustibili, che segnano un rialzo dello 0,6%. Gli incrementi tendenziali più contenuti interessano Bevande alcoliche e tabacchi e Servizi sanitari e spese per la salute (per entrambe +0,3%). I prezzi delle Comunicazioni risultano in sensibile flessione (-8,6%) così come sono in diminuzione quelli dei Prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,6%) e degli Altri beni e servizi (-0,1%).

Il confronto tra i tassi tendenziali di giugno e quelli misurati nel mese di maggio mostra tendenze al rallentamento o alla stabilità della crescita dei prezzi per quasi tutte le divisioni di spesa (Figura 2). La flessione su base annua dei prezzi dei Prodotti alimentari e bevande analcoliche si amplia di quattro decimi di punto percentuale (-0,6%, da -0,2% di maggio) mentre quella dei prezzi delle Comunicazioni si riduce di mezzo punto percentuale (-8,6%, da -9,1% del mese precedente).

A determinare il tasso di inflazione generale contribuiscono in primo luogo i prezzi dei Trasporti (per 0,192 punti percentuali) e dei Servizi ricettivi e di ristorazione (per 0,121 punti percentuali); seguono i prezzi dei Mobili, articoli e servizi per la casa (per 0,077 punti percentuali) e dell’Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (per 0,073 punti percentuali); a contribuire a contenerlo sono i prezzi delle Comunicazioni (-0,208 punti percentuali) e quelli dei Prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,117 punti percentuali).

Le tipologie di prodotto

Considerando i due principali aggregati (beni e servizi), a giugno i prezzi dei beni segnano una flessione su base tendenziale dello 0,3% (da -0,1% di maggio) e il tasso di crescita su base annua dei servizi scende allo 0,8% (era +0,9% nel mese precedente) (Figura 4 e Prospetto 2). Di conseguenza, il differenziale inflazionistico misurato tra i tassi di variazione tendenziale dei prezzi dei servizi e quelli dei beni si amplia lievemente, portandosi a più 1,1 punti percentuali (era più 1,0 punti percentuali a maggio).

Tra i beni, i prezzi degli Alimentari (incluse le bevande alcoliche) aumentano, su base mensile, dello 0,1% e il relativo tasso di variazione su base annua diventa negativo (-0,6%; il tasso era nullo nel mese precedente). La dinamica congiunturale dei prezzi dei Beni alimentari è la sintesi dell’andamento dei prezzi dei prodotti non lavorati (+0,2%), sui quali incidono fattori stagionali, e della stabilità dei prezzi dei prodotti lavorati; quella tendenziale è dovuta sia all’ampliarsi della flessione su base annua dei prezzi dei prodotti non lavorati (da -1,7% di maggio a -2,9%) sia al rallentamento della crescita di quelli dei prodotti lavorati (+0,9%, da +1,1% del mese precedente).

I prezzi dei Beni energetici non variano rispetto a maggio 2014 e registrano una flessione tendenziale dell’1,4%, più ampia di quella rilevata nel mese precedente (-1,0%). La stabilità su base mensile dei prezzi dei Beni energetici è sintesi del rialzo congiunturale (+0,1%) dei prezzi della componente non regolamentata e del ribasso (-0,1%) dei prezzi di quella regolamentata; la più ampia flessione tendenziale è da ascrivere principalmente al rallentamento della crescita su base annua dei prezzi degli Energetici non regolamentati (+0,4%, da +0,8% di maggio), su cui incide il confronto con giugno 2013 (in quel mese il rialzo congiunturale dei prezzi fu superiore a quello di giugno di quest’anno e pari a +0,5%). Si accentua di un decimo di punto percentuale la flessione su base annua dei prezzi degli Energetici regolamentati (-3,4%; era -3,3% a maggio).

I prezzi dei Tabacchi registrano una variazione congiunturale nulla e diminuiscono dello 0,6% in termini tendenziali (lo stesso valore registrato nel mese precedente).

Infine, i prezzi degli Altri beni (non energetici e non alimentari, esclusi i tabacchi) diminuiscono dello 0,1% su base mensile mentre il relativo tasso di incremento annuo si stabilizza allo 0,4%.

Con riferimento ai servizi, si rileva un aumento congiunturale – imputabile a fattori di natura stagionale – dello 0,7% dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti, la cui crescita su base annua, tuttavia, resta stabile allo 0,5%. I prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona registrano un aumento congiunturale più contenuto (+0,2%) e mostrano anch’essi un tasso tendenziale stazionario sul valore di maggio (+1,0%). I prezzi dei Servizi relativi all’abitazione risultano in lieve diminuzione (-0,1%) su base mensile; su base annua, il relativo tasso di crescita rallenta (+2,8%, da +3,1% di maggio).

I prezzi dei Servizi relativi alle comunicazioni e quelli dei Servizi vari sono stabili in termini congiunturali; in termini tendenziali, i primi mostrano una modesta riduzione dell’ampiezza della flessione (-7,0%, da -7,3% del mese precedente), i secondi una lieve attenuazione della crescita (+1,1%, da +1,2% di maggio).

Nella disaggregazione per tipologia di prodotto, i contributi maggiori al tasso di inflazione sono da ascrivere ai prezzi dei Servizi relativi all’abitazione (0,207 punti percentuali), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (0,157 punti percentuali), dei Servizi vari (0,111 punti percentuali) e degli Alimentari lavorati (0,098 punti percentuali); contribuiscono a contenere il tasso di inflazione le flessioni dei prezzi degli Alimentari non lavorati (-0,193 punti percentuali), dei Servizi relativi alle comunicazioni (-0,135 punti percentuali) e degli Energetici regolamentati (-0,133 punti percentuali) (Figura 5).

All’interno delle principali tipologie e a un maggiore livello di dettaglio, per il mese di giugno 2014 sono da segnalare le seguenti dinamiche di prezzo:

Beni alimentari: l’aumento su base mensile dei prezzi degli Alimentari non lavorati è da attribuire principalmente al rialzo – sul quale incidono fattori stagionali − dei prezzi della Frutta fresca (+5,5%); su base annua questi mostrano una flessione del 7,8%, più ampia di quella rilevata a maggio (-6,6%), per effetto del confronto con giugno 2013, quando l’incremento congiunturale risultò più marcato (+6,9%). Fattori stagionali contribuiscono a spiegare anche le diminuzioni, rispetto a maggio, dei prezzi dei Vegetali freschi (-4,3%; -12,0% in termini tendenziali, da -8,6% del mese precedente). Diminuzioni di diversa entità si rilevano per le carni: -0,6% per le Altre carni e -0,4% per la Carne ovina e caprina (rispettivamente +0,6% e +2,1% su base annua); -0,1% per la Carne bovina (+0,8% in termini tendenziali) e suina (+0,7% rispetto a giugno 2013).

Beni energetici: per quanto riguarda il comparto regolamentato, il calo congiunturale è imputabile alla diminuzione del prezzo del Gas naturale (-0,1%), la cui flessione su base annua si stabilizza al -6,3%. Nel comparto non regolamentato, i prezzi dei carburanti presentano andamenti diversi. Il prezzo della Benzina aumenta dello 0,5% in termini sia congiunturali sia tendenziali, con un rallentamento della crescita su base annua di sei decimi di punto percentuale rispetto a maggio (+1,1%), cui contribuisce il confronto con giugno 2013, mese in cui si registrò, invece, un rialzo congiunturale più elevato (+1,1%). Il prezzo del Gasolio per mezzi di trasporto segna un aumento modesto (+0,1%) e il relativo tasso tendenziale scende allo 0,4% (da +1,3% del mese precedente); anche in questo caso la decelerazione della crescita è il risultato del confronto con giugno 2013, quando si rilevò un aumento congiunturale maggiore (+1,0%). I prezzi degli Altri carburanti diminuiscono su base mensile dello 0,4% – per effetto del ribasso del GPL – ma, dal momento che a giugno del 2013 il calo congiunturale fu molto più ampio e pari a -2,8%, dopo nove mesi consecutivi di flessione, mostrano una crescita, seppur lieve, su base annua (+0,1%; era -2,3% a maggio).

Altri beni: per quanto riguarda i Beni durevoli, si segnalano le diminuzioni congiunturali dei prezzi degli Apparecchi per la telefonia mobile (-2,1%) e fissa (-0,6%) (rispettivamente -15,0% e -10,1% in termini tendenziali) e dei prezzi degli Apparecchi per il trattamento dell’informazione (-2,8%, -8,0% su base annua) e dei relativi accessori (-2,6%, -2,4% nei confronti di giugno 2013). Nello stesso comparto si rileva un aumento su base mensile dello 0,5% dei prezzi delle Automobili, in crescita su base annua del 3,6%.

Con riferimento ai Beni semidurevoli, si mettono in luce i ribassi congiunturali dei prezzi dei Supporti con registrazioni di suoni, immagini e video (-6,1%, -3,2% in termini tendenziali) e dei Giochi e hobby (-3,4%, -5,6% rispetto a giugno dello scorso anno).

Nell’ambito dei Beni non durevoli, si segnala l’aumento congiunturale dei prezzi dei Giornali e periodici (+1,2%, +3,7% in termini tendenziali).

Servizi: l’incremento congiunturale dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti è in larga parte da ascrivere a fattori di natura stagionale, che spiegano i rialzi su base mensile dei prezzi del Trasporto aereo passeggeri (+4,4%; -7,9% in termini tendenziali, da -6,8% di maggio) e del Trasporto marittimo passeggeri (+13,3%; in flessione del 2,4% su base annua).

Per quanto riguarda i Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, si mettono in luce le variazioni congiunturali – sulle quali incidono, in modo diverso, fattori stagionali – in diminuzione per i prezzi di Alberghi, motel, pensione e simili (-1,3%, +0,1% rispetto a giugno 2013) e in aumento per i prezzi dei Pacchetti vacanza (+6,0%, -0,3% in termini tendenziali) e dei servizi di alloggio offerti da Villaggi vacanze, campeggi, ostelli della gioventù e simili (+13,8%, +3,2% su base annua). Sempre in questo settore, con riguardo in particolare ai servizi culturali, si segnala l’aumento congiunturale del 6,0% dei prezzi di Cinema, teatri e concerti (+0,2% rispetto a giugno 2013), imputabile essenzialmente al ritorno dei prezzi del biglietto del cinema ai livelli precedenti la Festa del Cinema, svoltasi dall’8 al 15 maggio (l’offerta di prezzi vantaggiosi in occasione di questa festa, aveva in larga parte contribuito al calo congiunturale dell’8,3% dei prezzi di Cinema, teatri e concerti, registrato a maggio).

I beni e servizi regolamentati

Nel mese di giugno, i prezzi dei Servizi regolamentati diminuiscono dello 0,1% rispetto al mese precedente e aumentano del 2,8% nei confronti di giugno 2013 (in decelerazione dal 3,0% di maggio).

Il lieve calo congiunturale è imputabile al ribasso del prezzo del servizio a regolamentazione locale della Raccolta rifiuti (-1,1%), la cui crescita tendenziale, pur rimanendo elevata, rallenta (+15,2%, da +16,5% di maggio). Per contro, sempre nell’ambito dei servizi regolamentati a livello locale, si riscontrano rialzi su base mensile dei prezzi della Raccolta acque reflue (+1,2%, +6,7% in termini tendenziali) e dei Trasporti ferroviari regionali.

I prezzi dei Servizi non regolamentati aumentano dello 0,2% nei confronti di maggio e crescono dello 0,4% rispetto a giugno 2013 (in rallentamento dal +0,6% del mese precedente).

I prezzi dei Beni regolamentati diminuiscono dello 0,2% su base mensile e del 2,2% su base annua (era -2,0% a maggio). La loro dinamica è da ascrivere a entrambe le componenti, Energetici regolamentati e Altri beni regolamentati. I prezzi di questi ultimi diminuiscono dello 0,3% in termini sia congiunturali sia tendenziali (il tasso tendenziale di maggio era +0,1%), per effetto della diminuzione dei prezzi dei Medicinali di Fascia A, che viene soltanto in parte compensata dall’andamento dei prezzi della Fornitura acqua (in aumento su base mensile dell’1,1% e, come a maggio, in crescita su base tendenziale del 5,5%).

I prezzi dei Beni non regolamentati non variano in termini congiunturali e registrano una crescita annua dello 0,1% (da +0,3% di maggio).

I prodotti per frequenza di acquisto

A giugno, i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza aumentano dello 0,1% rispetto al mese precedente e crescono dello 0,3% su base annua, in rallentamento rispetto a maggio (+0,5%).

Le stesse variazioni dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto, sul piano sia congiunturale sia tendenziale, si rilevano per i prezzi dei prodotti a media frequenza di acquisto, mentre quelli dei prodotti a bassa frequenza mostrano un calo dello 0,1% su base mensile e una crescita dello 0,3% su base annua (in accelerazione dallo 0,1% di maggio).

 

I dati del territorio

A livello di ripartizione geografica, il Nord-ovest, il Nord-est e il Centro presentano un tasso di inflazione inferiore a quello nazionale (Figura 8), mentre il Sud e le Isole registrano un’inflazione più elevata, rispettivamente, di due e quattro decimi di punto percentuale.

Nel Centro-Nord, la situazione regionale vede, in un terzo dei casi, tassi superiori a quello nazionale, con Valle d’Aosta e Marche (per entrambe +0,7%) che registrano i più elevati; in Friuli-Venezia Giulia, i prezzi segnano una flessione tendenziale dello 0,1%; nei rimanenti casi, poco meno dei due terzi, i tassi di inflazione sono inferiori o uguali al dato nazionale, con Veneto e Umbria, che registrano una variazione tendenziale nulla e Lombardia, Toscana e Lazio (per tutte +0,1%) che mostrano quelle più contenute. Nel Mezzogiorno, eccetto Puglia e Basilicata (per entrambe +0,1%), tutte le regioni mostrano tassi superiori al dato nazionale, con Sicilia e Abruzzo (rispettivamente +0,9% e +0,8%) che segnano quelli più elevati.

Per quanto riguarda i capoluoghi delle regioni e delle province autonome, Bolzano (+1,2%) è la città in cui i prezzi registrano gli incrementi tendenziali più elevati. Seguono le città di Palermo, Cagliari (per entrambe +0,8%) e Aosta (+0,7%). A Trieste, Firenze, Perugia e Roma i prezzi sono fermi rispetto a giugno 2013.

(a) i dati del comune di Campobasso non sono pubblicati poiché, nel 2014, il capoluogo di regione del Molise non partecipa all’indagine sui prezzi al consumo.

Con riferimento ai grandi comuni con più di 150.000 abitanti che non sono capoluoghi di regione, il tasso di inflazione più elevato interessa Messina (+1,2%); Livorno e Verona registrano entrambe una flessione su base annua dei prezzi dello 0,5% (più ampia di quella rilevata a maggio quando era pari, rispettivamente, a -0,4% e -0,1%). In diminuzione su base annua anche i prezzi a Padova (-0,1%) mentre sono fermi rispetto a giugno 2013 a Reggio nell’Emilia.

Indice armonizzato dei prezzi al consumo

Le divisioni di spesa

A giugno, l’aumento congiunturale maggiore interessa i prezzi dei Trasporti (+0,6%) (Prospetto 5). Incrementi più contenuti si rilevano per i prezzi delle divisioni di spesa Prodotti alimentari e bevande analcoliche, Ricreazione, spettacoli e cultura (per entrambe +0,2%) e Servizi sanitari e spese per la salute (+0,1%). I prezzi delle Comunicazioni diminuiscono su base mensile dello 0,4%; quelli dell’Abbigliamento e calzature e dei Servizi ricettivi e di ristorazione dello 0,2%. I prezzi delle rimanenti divisioni di spesa non variano nei confronti di maggio 2014.

Gli incrementi tendenziali più elevati riguardano i prezzi di Servizi sanitari e spese per la salute (+1,4%), Trasporti, Istruzione (per entrambe +1,3%), Servizi ricettivi e di ristorazione (+1,0%), Mobili, articoli e servizi per la casa (+0,8%) e Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,6%). I prezzi delle Comunicazioni risultano in marcata flessione (-8,5%) così come sono in calo quelli dei Prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,8%) e degli Altri beni e servizi (-0,1%).

Gli aggregati speciali

Considerando gli aggregati speciali dell’IPCA, a giugno i prezzi dei Beni alimentari (incluse bevande alcoliche) e tabacchi risultano in aumento su base mensile dello 0,1%, mentre su base annua segnano una flessione dello 0,7%, più ampia di mezzo punto percentuale rispetto a quella registrata a maggio (-0,2%) (Prospetto 6).

Anche i prezzi dell’Energia registrano un rialzo congiunturale dello 0,1%; rispetto a giugno 2013 mostrano una flessione dell’1,3% (da -1,1% del mese precedente).

I prezzi degli Altri beni segnano una diminuzione mensile dello 0,1% e un lieve rallentamento del tasso di crescita annuo (+0,7%, da +0,8% di maggio).

Infine, i prezzi dei Servizi aumentano dello 0,2% in termini congiunturali e il relativo tasso di incremento tendenziale resta stazionario allo 0,8%.

La componente di fondo, calcolata al netto dell’energia e degli alimentari freschi, scende allo 0,7% (da +0,8% del mese precedente). Anche al netto dell’energia, degli alimentari (incluse bevande alcoliche) e dei tabacchi, l’inflazione si porta allo 0,7% dallo 0,8% di maggio; al netto dei soli beni energetici, la crescita su base annua dell’indice IPCA si riduce di tre decimi di punto percentuale (+0,3%, da +0,6% di maggio).

Indice a Tassazione Costante (IPCA-TC)

Nel mese di giugno 2014, l’indice dei prezzi al consumo armonizzato a tassazione costante aumenta dello 0,1% rispetto al mese precedente e diminuisce dello 0,2% nei confronti del corrispondente mese del 2013 (Prospetto 5 e Figura 12).

Il differenziale tra i tassi di crescita tendenziali dell’indice IPCA e indice a tassazione costante resta stabile a 0,4 punti percentuali. Esso incorpora, cumulandoli, gli effetti delle variazioni delle imposte indirette, che gravano sui prodotti del paniere, verificatesi negli ultimi dodici mesi e, in particolare, gli effetti dell’aumento delle accise sui carburanti, in vigore dal 1° marzo 2014 (Legge n. 98 del 9 agosto 2013), e dell’aumento dell’aliquota dell’Iva ordinaria dal 21% al 22%, introdotto a ottobre 2013 (Legge n. 99 del 9 agosto 2013). Si ricorda che la differenza tra il tasso di variazione dell’IPCA e quello dell’IPCA-TC offre una stima del massimo impatto potenziale delle variazioni delle imposte indirette degli ultimi dodici mesi sull’inflazione IPCA, nell’ipotesi di una loro traslazione immediata e completa sui prezzi pagati dai consumatori.

 

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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