LA FILIERA DEL MADE IN ITALY. IL GOTHA DEL SETTORE SI CONFRONTA SUI PLUS E I MINUS DEL SETTORE

Una riflessione comune sull'aggregazione di filiera necessaria per il rilancio de settore. Questo lo spirito che ha mosso il ocnvegno che ha visto riunito il gotha dell'agroalimentare italiano.

DE CASTRO, IMPRESE FACCIANO SISTEMA. SU PRATICHE SLEALI PRESSIONI FORTISSIME

“La domanda che dobbiamo porci è come rendere più forti e competitive le nostre imprese all’interno di un mondo e di un mercato globalizzato. Gli altri paesi sono più organizzati rispetto al nostro, l’Europa non può cambiare la mentalità degli imprenditori ma può comunque aiutare, come con il piano omnibus o col potenziamento delle op.”

Così Paolo De Castro nel corso del convegno “La filiera agroalimentare al centro della nuova strategia per il made In Italy" promosso da Edagricole.

“È fondamentale che le imprese si organizzino e facciano sistema. È ovvio che l’Europa può aiutare ma serve maggiore consapevolezza e volontà da parte delle imprese. Non possiamo rifugiarci dietro il problema dell’Italian sounding, perché anzi esso significa che il mondo ha bisogno d’Italia, non esiste infatti il Germania sounding. Sulle pratiche sleali, ha aggiunto De Castro, dobbiamo creare una base comune minima in Europa. È da venti anni che l’Europa ci prova e non riesce mai, e non è detto che ci riusciremo adesso perché ci sono pressioni fortissime.”

CENTINAIO, FARE SISTEMA PER AIUTARE ZUCCHERIFICI. VOGLIAMO CAMBIARE L’EUROPA

“La questione zucchero è complessa, accade che ci sia stata una sovrapproduzione dei paesi del nord e che per l’Italia non sia stata un’annata positiva tra meteo e crisi del settore. L’ingresso di zucchero da Francia, Germania e paesi del nord ha messo in ginocchio le ultime tre imprese produttrici di zucchero. Le proposte portate dall’Italia in Ue sono state rigettate da questi stessi paesi e da Hogan dicendo che è il mercato, una questione passeggera e di breve durata, intanto è notizia recente che uno di questi tre zuccherifici sta per chiudere.” Questa la dichiarazione sul tema zucchero del ministro Centinaio intervenuto durante il convegno sull’agroalimentare e Made in Italy.

“Abbiamo fatto partire l’accoppiato e messo sul tavolo dei fondi. Abbiamo chiesto inoltre solidarietà alla filiera con la proposta di acquistare zucchero italiano, l’obiettivo è fare filiera e sistema.

Per quanto riguarda le sanzioni alla Russia, a gennaio ci sarà un incontro e l’Italia intende andare oltre alle sanzioni, come già avviene per quei paesi Ue che bypassano il divieto di commercializzare con la Russia. Rimane comunque l’obiettivo di togliere le sanzioni e permettere agli imprenditori di lavorare nel paese.

Ci stiamo muovendo con decisione nell’online, ha proseguito Centinaio, facendo accordi con Alibaba ed eBay per andare sul mercato e proteggerci dall’italian sounding. La lotta alla contraffazione si fa con la presenza e andando ad occupare il mercato ma serve tempo. È un lavoro difficile che richiede di fare promozione in modo coordinato.

Le filiere stanno lavorando bene ma servono più fondi. Manca però qualcosa, la filiera è incompleta senza la grande distribuzione e il consumatore. Bisogna mettere insieme allora l’intera filiera e con essa anche i ministeri dell’agricoltura e dello sviluppo economico per ragionare insieme.

Sull’Europa, ha concluso il ministro, posso dire che non piace a nessuno. Deve cambiare sia a livello di parlamento Ue che di commissione. Abbiamo inoltre già chiarito come l’Italia non permetterà che si tocchi il budget all’agricoltura, è un punto principale e abbiamo messo dei paletti. Vogliamo cambiare l’Europa, è una promessa.”

MADE IN ITALY, PESCE: TUTELARE IN EUROPA NOSTRE PRODUZIONI E TIPICITÀ

“Il ricevimento delle regole Ue aggravano spesso gli agricoltori, bisogna andare in direzione della semplificazione quindi ed a tal proposito la Pac è uno strumento bellissimo ma serve anche fare una meditazione sui problemi al suo interno”. Queste le parole del sottosegretario Mipaaft Alessandra Pesce nel convegno sulla filiera agroalimentare nel Made in Italy.

“Serve un forte coordinamento sui Psr, ha proseguito Pesce. E in Europa vogliamo far valere le nostre produzione e le nostre tipicità rispetto agli altri paesi, perché siamo una nazione che produce eccellenze uniche al mondo. La difesa del Made in Italy diventa allora fondamentale perché è la forza che ci contraddistingue. Nella pianificazione ci sono idee bellissime ma di difficile attuazione, serve più realismo e concretezza però, altrimenti rimaniamo immobili.

Ho visto territori di eccellenze che vivono però uno stato di depressione e di difficoltà remunerativa. Non può esserci una sola azione unitaria perché i problemi sono molteplici, dobbiamo invece agire su più fronti come ad esempio difesa Made in Italy, sulla filiera, su reddito agricoltori, sulle pratiche sleali. È dunque un lavoro composito e dobbiamo puntare su innovazione e formazione se vogliamo uscire vincenti. Bisogna avere visione territoriale, strutturale e di mercato.”

GALLINELLA, LOGO FILIERA CORTA PER CUSTODIRE E PROMUOVERE IL MADE IN ITALY

“Abbiamo accelerato la discussione sulla filiera corta identificando in modo preciso e definendo cosa sia il km 0 e la filiera corta. La novità è stato introdurre un logo da poter utilizzare non solo sui prodotti o all’interno del mercato ma anche nei ristoranti. Si tratta di un logo riconosciuto dal ministero e che fa conoscere in modo più strutturato al consumatore i prodotti del territorio. Si tratta di un passo che avvantaggia la produzione, speriamo in fondi di promozione”.

Queste le parole del presidente comagri camera Filippo Gallinella intervenuto nel convegno su filiera agroalimentare e Made in Italy.

“Dobbiamo custodire il Made in Italy, l’obiettivo è superare i campanilismi e fare un progetto paese decidendo il futuro da fare all’agricoltura italiana. Bisogna fare qualità recuperando le buone pratiche agricole”, ha proseguito Gallinella, affrontando poi la questione italian sounding, “è necessario fare più prodotti per difenderci dalla contraffazione perché il mondo ci richiede prodotti italiani. Dobbiamo quindi aumentare la quantità per soddisfare la richiesta e parallelamente svolgere campagne di sensibilizzazione e informazione”.

DE GIROLAMO, MADE IN ITALY NON TUTELATO. FARE SERIA DISCUSSIONE IN UE

“Abbiamo un enorme problema da affrontare: non tuteliamo abbastanza il Made in Italy che ci rappresenta nel mondo. È il vero marchio da difendere ma in Europa e nel mondo subiamo delle storture che nessuno riesce a risanare.”

Così l’ex ministro dell’agricoltura Nunzia De Girolamo intervenuta nel convegno su Made in Italy e filiera agroalimentare.

“Il mondo agricolo muove tantissimi numeri, dà lavoro e permette di investire in turismo e infrastrutture. Nonostante i grandi problemi burocratici e politici che caratterizzano la nostra agricoltura, ho riscontrato che chi coltiva la terra ha un carattere fortissimo e questo costituisce una forza perché il mondo agricolo è in espansione e potrebbe risolvere numerosi problemi, ad esempio quello della disoccupazione. Rimane comunque molto faticoso parlare di agricoltura nel mondo politico, ed è problematico sia a livello nazionale che in Europa, ha proseguito De Girolamo. Serve a tal proposito una più seria discussione in Ue perché non sono ammissibili i tagli proposti all’agricoltura. Non vogliamo un Europa matrigna, ma un’Europa che aiuti ad investire nelle eccellenze e che difenda gli interessi di tutti i paesi Ue.”

CONFAGRICOLTURA, COSTRUIRE GRANDE FILIERA. GOVERNO METTA LE BASI

“L’individualismo spesso è stato positivo ma non basta più. Adesso serve costruire una grande filiera di equilibrio dove si dia risposta a tutti gli attori, ma nel dibattito si parla ancora troppo poco di filiere ed è invece un tema essenziale” ha dichiarato il direttore generale di Confagricoltura Francesco Postorino.

“Serve più coinvolgimento e non lotta tra le parti. È necessario un obiettivo comune e preciso, condiviso come quello che può essere la crescita e lo sviluppo dell’export. È fondamentale produrre ricchezza ed evitare il rischio impoverimento in cui incorrono le filiere. Serve dunque fare sintesi e sviluppare solidi basi, ma queste basi le deve mettere il governo perché gli imprenditori da soli non ce la fanno. Serve coesione, ha concluso Postorino, altrimenti senza di essa non si va da alcuna parte”.

MERCURI, FILIERA RISPONDA AD ESIGENZE DEL CONSUMATORE. SFIDA DA VINCERE SUI MERCATI

“A differenza della moda e del cinema l’agroalimentare riesce ancora a imporsi come un simbolo del Made in Italy senza per questo delocalizzarsi. Per questo diventa fondamentale creare una filiera che dia valore ai prodotti italiani e che risponda alle aspettative del consumatore, il cui gusto è cambiato negli ultimi anni. Un consumatore che è più informato e che ha nuove esigenze, perciò adesso non è più la distribuzione a condizionare il consumatore ma viceversa, è quest’ultimo che influenza la distribuzione. Se riusciamo a capire questo vinceremo la sfida che si compie sul mercato.” Così il presidente di alleanza cooperative agroalimentari Giorgio Mercuri.

“Il mondo della cooperazione è fondamentale all’agricoltura e fornisce un aspetto essenziale che è quello sociale. Si tratta di una filiera etica che crea e ridistribuisce economia sul territorio, fornisce occupazione, sviluppo economico e manutenzione continua al territorio. Ed ha la cooperazione tutto l’interesse nel farla valere, mantenendo viva quella cultura legata alla tipicità dei prodotti e al Made in Italy.”

SCANAVINO, AGRICOLTORI SIANO PROTAGONISTI DI PROGETTO GESTIONE DEL TERRITORIO

“L’agricoltura produce eccellenze in contesti rurali di difficoltà ed in questi sistemi rurali i cittadini sono protagonisti come contributori, perché si tratta di sistemi integrati. Il sistema di bonifica in Italia genera disastri, costa tantissimi soldi a fronte di una situazione disastrosa in cui la manutenzione non c’è e non funziona, creando criticità sul territorio. Si tratta di una questione da prendere sul serio perché manca totalmente un progetto di gestione del territorio, ed in questo invece gli agricoltori dovrebbero essere protagonisti”.

Queste le parole del presidente Cia Dino Scanavino durante il convegno su Made in Italy e agroalimentare.

“I lavoratori stranieri sono stati introdotti da anni nei nostri campi ed ormai sono strategici per le aziende. A fronte del caporalato, che rimane una questione problematica, ci sono belle storie di integrazione da valorizzare e da raccontare come elemento positivo. Si tratta di una forza lavoro, ha concluso Scanavino, da formare e istruire in modo che in futuro possano diventare imprenditori a loro volta, tanto più che risulta molto complicato rinnovare nel nostro paese la forza lavoro”.

VERRASCINA, AGGREGAZIONE E SISTEMA PER STARE SUL MERCATO E FARE QUANTITÀ

“Bisogna lavorare sulla competitività, non giocare sulla pelle degli agricoltori ma volgersi ai mercati. L’export agroalimentare rappresenta 40 mld ma possiamo fare di più e per farlo è necessario puntare verso l’aggregazione e fare sistema, perché oggi come oggi la filiera è frammentata” ha dichiarato il presidente Copagri Francesco Verrascina alla platea per il convegno su agroalimentare e Made in Italy.

“Il paese deve investire tanto nelle infrastrutture perché i disastri sono davanti agli occhi di tutti. Perciò bisogna lavorare insieme, ce lo chiede il sistema paese e l’agroalimentare italiano.

Bisogna fare qualità e quantità se vogliamo stare sul mercato, ha proseguito Verrascina, va bene dunque l’agricoltura di precisione e l’innovazione ma se manca il territorio subcui coltivare non si può fare agricoltura. Non possiamo pensare di fare quantità se il consumo del suolo rimane ancora una questione gravosa, con 15.000 metri al giorno tolti all’agricoltura”.

GRADARA, FEDERDISTRIBUZIONE: RECEPIRE DESIDERIO DI MADE IN ITALY

“Ci troviamo in un momento favorevole per fare prodotti di alta qualità ma dobbiamo essere bravi a captare questo sentimento. Il consumatore oggi è più aggiornato e informato, cerca qualità e benessere ed il Made in Italy è un marchio riconosciuto in tutto il mondo che ben si sposa a queste richieste.” Queste le dichiarazioni del presidente di federdistribuzioni Claudio Gradara al convegno su agroalimentare e Made in Italy.

“Per vendere non basta però fare qualità perché serve anche una forte distribuzione e bisogna fare presidi su alcune aree, come biologico e benessere, ed in tal senso le piccole e medie imprese si stanno muovendo bene. È falso dire che le imprese italiana sono in mano a gruppi stranieri perché ben l’80% delle imprese sono italiane, mente le restanti straniere sono già molto radicate e da anni portano la cultura italiana all’estero. Rimane il fatto che il mercato italiano della distribuzione è molto frammentato, e fuori dai nostri confini la Coop, che rappresenta la più grande distribuzione in Italia, è al 73^ posto.”

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