LOMBARDIA. ORTOFRUTTA, FAVA: PUNTARE SU QUALITA’ E ORGANIZZAZIONE

"In una logica in cui il consumatore cerca la qualita' e migliorare la redditivita' delle
filiere e' una questione cruciale per la pressione dei competitori internazionali, i Piani integrati d'area e i Piani integrati di filiera possono essere strumenti utili per
l'aggregazione, la gestione dell'offerta e la valorizzazione delle produzioni, con particolare riferimento all'ortofrutta, che oggi viene qui celebrata". Lo ha detto questa mattina l'assessore all'Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, che ha partecipato all'iniziativa organizzata a Magnacavallo dall'imprenditore agricolo Davide Cabrini 'A tavola con i Gonzaga: quattro chiacchiere insieme su angurie, meloni e pomodori'. All'evento hanno partecipato oltre 150 persone, tra produttori ed esponenti delle filiere dell'ortofrutta, provenienti non solo dal Mantovano, ma anche da Emilia e Veneto.

SISTEMA LOMBARDO - "Il sistema lombardo dell'ortofrutta, che nel Basso mantovano puo' contare su numeri rilevanti - ha detto Fava- e' ancora frammentato e caratterizzato da un individualismo marcato, che frena la competitivita' del settore. E' evidente la
necessita' di mettere insieme soggetti grandi e piccoli, in una logica secondo cui la vendita sia unica e strutturata, per avere rapporti diretti con la grande distribuzione piu' efficienti e meglio rispondenti alle esigenze di distribuire in modo piu'
equilibrato il margine di guadagno".

STAGIONALITA' - La stagionalita' dei prodotti, secondo l'assessore lombardo all'Agricoltura, dovrebbe rimanere il fulcro di consumi basati sul calendario. "Non sono fra coloro che sostengono che il melone debba essere reperibile 11 mesi all'anno - ha chiarito Fava -. Allo stesso tempo, deve essere evidente ai produttori che l'andamento climatico influisce solo in minima parte il trend dei consumi. E' stata emblematica la situazione della scorsa estate, che ha registrato temperature sempre molto
elevate. Eppure, l'andamento dei prezzi dei meloni e' stato soddisfacente nella prima parte dell'estate, seguito da un crollo dovuto al fatto che non sempre la qualita' si e' mantenuto costante".

QUALITA' E PROVENIENZA - La qualita', cosi' come la provenienza, il rispetto dell'ambiente e dei suoli, rappresentano sempre di piu' variabili in grado di influire sui listini e, di conseguenza, sulla redditivita' della filiera. "Quando il melone e' buono,
rispetta la stagionalita' ed e' di qualita', fa bene al mercato e al consumatore - ha concluso Fava -. Se, al contrario, la qualita' cala e non soddisfa il cliente finale, prezzi e consumi si azzerano. L'organizzazione dei produttori e la verticalizzazione della filiera serve anche a mettere in rete quelli che producono meglio, per farli diventare i soggetti che garantiscono l'andamento positivo del mercato".

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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