MADE IN ITALY, DESERTI, PARMIGIANO REGGIANO: LA MIGLIORE PROMOZIONE E’ LA TUTELA. SU CETA E’ IL TEMPO DEL COLLAUDO

Promuovere le Dop e le Igp italiane? Occorre cominciare dalla tutela. Parola di Riccardo Deserti, direttore del Consorzio Parmigiano Reggiano che ha partecipato a Roma all'incontro in AICIG sulla protezione delle denominazioni tutelate DOP e IGP su mercati dagli accordi commerciali di libero scambio alle azioni in Italia e nella UE. Un tema, anche a fronte dei positivi risultati raggiunti dopo un anno dall'entrata in vigore del CETA, particolarmente di attualità.

"C’è ancora tanto lavoro da fare e se ci guardiamo indietro non possiamo non prendere atto che dopo la riforma dell’ultimo pacchetto qualità è stato fatto un passo enorme", spiega Deserti ad AGRICOLAE. "La tutela è la prima forma di promozione. Se ci sono regole per tutelare le produzioni ed estirpare comportamenti illegali si rende automaticamente efficace la promozione dei prodotti made in Italy", prosegue. "Quindi la vera sfida è, passo dopo passo, far riconoscere in tutto il mondo il made in Italy, che si traduce in opportunità per generare una migliore promozione dei nostri prodotti. Da qui l’importanza degli accordi bilaterali e multilaterali".

Deserti è positivamente cauto sul Ceta: "così come era prematuro giudicare il Ceta sui dati dei primi mesi dell’anno non possiamo giudicare l'accordo sui dati di volume di quest’anno", precisa. "Per quanto riguarda il Parmigiano sono positivi ma possono essere condizionati da tanti fattori. Quello che occorre capire è se le promoese contenute nel Ceta saranno confermate dai fatti". Nell’accordo è previsto infatti il divieto dell'uso del termine Parmesan associato al prodotto italiano e questo ha consentito il Consorzio di procedere attraverso ricorsi in Canada. "Ora occorre capire se le autorità canadesi ci lasceranno soli oppure no. Nel primo caso vorrebbe dire che quella dell'accordo è la strada giusta; nel secondo caso potrebbe voler dire riconsiderare l'accordo. Dopo il lavoro dei negoziatori, conclude il direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano - ora è il tempo del collaudo".

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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