MAGORNO, PD: TUTELARE IL CEDRO E PUNTARE A MARCHIO DI QUALITÀ IGP O DOP

Mercoledì 28 novembre, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, presso il Senato della Repubblica, si terrà il convegno "La tutela del cedro un messaggio di pace e rispetto tra i popoli". Organizzato su iniziativa del Senatore Pd, Ernesto Magorno, la manifestazione vedrà la presenza della Senatrice a vita Liliana Segre e del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio. Al termine del convegno alla Senatrice a vita, Liliana Segre sarà consegnato il premio "I cedri d'argento" realizzato dal maestro orafo, Gerardo Sacco.

In esclusiva per Agricolae l’intervista al senatore Ernesto Magorno, con cui abbiamo trattato alcuni dei temi del convegno di domani.

-Quali sono gli obbiettivi per la tutela del cedro e quali norme dovrebbero essere attuate per favorirne la produzione?

Partendo dal presupposto che ho già annunciato il mio impegno circa la realizzazione di una legge di tutela del cedro, c'è un dato su cui riflettere. Solo 50 anni fa si producevano in Calabria 80.000 quintali di cedro. Oggi se ne producono meno di 10.000 quintali. È urgente intervenite su due livelli: l’incentivazione della cultura e la commercializzazione. Due ambiti strettamente collegati e su cui occorre poggiare la mano del legislatore nazionale, che si va ad aggiungere a quella della Regione Calabria. Il cedro stenta ad affermarsi sui mercati e i giovani per ora non riescono a cogliere la produttività di questo segmento che qualifica e rende unico l'agroalimentare calabrese. Un circolo vizioso che diventa insuperabile se si considerano le grandi difficoltà della coltivazione.

-Un pensiero sulla Pac e sull’Europa, in un momento in cui molto si sta discutendo sui tagli all’agricoltura

Al di là della discussione sulla Pac è interessante sottolineare come, proprio a proposito del cedro, è percorribile un intervento della Regione Calabria con i PAC per incentivare l’impianto di cedriere e valorizzare un comparto che rappresenta un unicum per la Calabria. Anche gli attuali produttori potrebbero svolgere una funzione positiva di vettore di conoscenze e di divulgazione del know how soprattutto fra le giovani generazioni.

-Il Cedro rappresenta una delle eccellenze della regione Calabria ed è un segno della ricca biodiversità del nostro paese. Ma cosa bisogna fare per far conoscere ancor di più il nostro Made in Italy all’estero?

Il cedro di Calabria risente fortemente la concorrenza del cedro di Portorico che costa molto di meno e non ha gli stessi requisiti. Soprattutto non è profumato e aromatico come il cedro calabrese. Sui mercati internazionali molto spesso il cedro di Portorico viene scambiato per il cedro di Calabria soprattutto quando il prodotto viene fornito cubettato e quindi non riconoscibile. Un mercato parallelo è costituito dalla richiesta degli ebrei che utilizzano il cedro per la Sukkoth, la loro maggiore festa religiosa. Una filiera particolare che richiede la coltivazione per talea e non per innesto al fine di assicurare frutti puri come richiede la tradizione ebraica. La soluzione è il riconoscimento di un marchio di qualità (IGP o DOP) per la riconoscibilità del prodotto.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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