DI MAIO: NO A GOVERNO “TUTTI DENTRO”. APERTI A DIALOGO MA ITALIANI HANNO DECISO

DI MAIO M5SIl capo politico del Movimento Cinque Stelle non ci sta a un Governo “tutti dentro”. E lo dice dalla sede della Stampa Estera, nel corso della conferenza stampa tenutasi nel pomeriggio. Al primo posto? “responsabilità”, spiega Di Maio. Che aggiunge: “vediamo cosa succede nei prossimi giorni e nei prossimi mesi”. Ma una cosa è certa: “Non contempliamo alcuna ipotesi di governo istituzionale o di tutti. Gli italiani votando M5s hanno votato un candidato premier, una squadra, un programma. Non si parla di una forza politica o dell’altra mi sarei aspettato un contatto da tutte le forze politiche sui temi e invece le vedo discutere al proprio interno”.

Le elezioni del 4 marzo sono state, secondo Di Maio, “uno schiaffo al vecchio modo di fare politica. Gli italiani hanno dato un forte segnale, post-ideologico, che credo vada rispettato. Il nostro programma non è mai stato estremista: ho fatto campagna dicendo che non volevamo uscire dall’Euro e dall’unione europea e che dovevamo improntare il governo sul dialogo: su questi temi abbiamo avuto oltre il 32% e questa linea la vogliamo portare avanti”.

Il Movimento – ha tenuto a fare chiarezza Di Maio – intendono “portare avanti una linea coerente che si fonda su una forza politica che vuole andare al governo. Per noi – ha precisato – la volontà popolare è sacra e i punti di programma rimangono quelli”.

E ancora: “abbiamo sempre detto di essere disponibili al dialogo in tutti i passaggi istituzionali ma le presidenze delle Camere non riguardano le dinamiche di governo: sono figure di garanzia che non devono essere collegate ad alleanze di governo perché sono figure di garanzia del Parlamento”.

E sull’ipotesi di tornare a votare? “Questo non ci spaventa”. Ma, ha aggiunto il leader pentastellato “non siamo disponibili a tradire la volontà popolare dei cittadini” che “hanno votato un programma, un partito e un candidato premier. Abbiamo sempre detto che il movimento è proiettato al governo del paese, gli altri vengano con proposte che non riguardano le poltrone. Siamo pronti a interloquire con tutti sui temi ma ancora nessuno è venuto”.

In ogni caso, l prima tappa di Di Maio premier sarebbe proprio Bruxelles: “Se dovessimo andare al governo, la nostra linea di politica estera non tenderà a isolare l’Italia dal resto del mondo, anzi a creare dialogo con i paesi partner – ha precisato il leader M5S -: con noi l’Italia resterà nell’Unione Europea e nella Nato con l’ambizione di cambiare alcune cose che non funzionano. Per esempio l’idea di stabilizzare la Libia deve partire da una grande conferenza sulla pace che deve tenersi qui a Roma: io non credo che ci sia da stravolgere la politica estera dell’Italia ma c’è da far valere di più il nostro ruolo in alcuni punti chiave. Il mio primo viaggio da premier sarà a Bruxelles, lì dobbiamo rappresentare le esigenze di un Paese fondatore  dell’Ue e che ha bisogno di difendere le proprie imprese”.

Per saperne di più:

GOVERNO, IN PISTA DUE OPZIONI: IL ‘TUTTI DENTRO’ CON GENTILONI PREMIER O L’APPOGGIO ESTERNO DI 61 RENZIANI A CENTRODESTRA. MENTRE FRANCIA E INGHILTERRA GUARDANO. ECCO TUTTI GLI STEP ISTITUZIONALI

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