MERCURI: CREARE GDO ITALIANA ALL’ESTERO RENDENDO MADE IN ITALY PIU FORTE E SVINCOLATO. MA GOVERNO CI AIUTI

"Non basta agire sui singoli settori, occorre rivoluzionare il sistema Paese Italia. Se non c'è chi compra non ci sarà più nulla da vendere e l'esigenza è quella di far crescere tutti i segmenti produttivi. Altrimenti il circuito si interromperà e l'economia si fermerà".

Così ad AGRICOLAE il presidente dell'Alleanza delle cooperative agroalimentari Giorgio Mercuri all'indomani degli Stati Generali in merito alla strategia da adottare in vista dei 153 milioni di euro che l'Unione Europea ha promesso all'Italia a fronte di progetti concreti per far ripartire l'economia.

"Non si tratta più di rattoppare un vestito vecchio, ma di farne uno nuovo ripartendo da zero. Eliminando tutta quella burocrazia-zavorra che frena le piccole e medie imprese del Made in Italy", prosegue. E per fare questo, aggiunge, "occorre ragionare in termini più ampi di come si è fatto finora. 'Rilanciare' il Made in Italy? si può fare. Anzi, questa crisi può divenire una grande opportunità di cambiamento del Paese, ma occorre investire sulla rete logistica, sui trasporti, sulla digitalizzazione. Solo così l'Italia potrà rimettere in campo le proprie aziende che ne costituiscono la colonna vertebrale", continua ancora Mercuri.

L'Idea? Quella di puntare sulla Grande distribuzione italiana all'estero. "La Gdo deve essere in mano al Made in Italy", spiega. "Una visione imprenditoriale che consente ai nostri prodotti di non essere vincolati o dipendenti dalle politiche commerciali dei paesi dove esportiamo. Ma non solo: che consente di abbattere l'Italian Sounding e l'agropirateria. Mai si vedrà infatti l'imitazione di un prodotto francese nella Gdo francese. Stessa cosa vale per noi. Poter contare su un proprio canale distributivo mette tutta la filiera in una posizione di forza, sia per quanto riguarda le vendite che i prezzi".

E non si tratta di una politica applicabile solo al settore dell'Agroalimentare. "Creare un canale distributivo si deve coniugare a tutti i settori del Made in Italy. Basti pensare alla moda, al tessile e così via. L'Italia deve avere il suo canale senza doversi affidare ad altri che possano poi dettare leggi, prezzi o modalità di vendita", precisa Mercuri.

Ma il Paese deve accompagnare le imprese in questo processo attraverso un lavoro continuo e costante in sede di accordi internazionali. Così da mettere gli imprenditori nelle condizioni di far fare al Made in Italy questo importante passo in avanti.

 

Altrimenti - conclude - si rischia che ci ritroveremo tutti a dover spiegare ai nostri figli perché dovranno pagare i debiti di questa epoca segnata dal Covid. Perché non avremo colto l'opportunità di cambiare".

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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