MIGRANTI, PRANDINI: NO A SANATORIA, IN AGRICOLTURA IRREGOLARI NON PIU DI 1500. IMPRESE AGRICOLE SANE MA CHIEDONO CORRIDOI VERDI E VOUCHER

"La sanatoria è ormai un argomento di discusisone partitica e molto politica che ha molto poco a che fare con i veri bisogni del mondo agricolo che è stato usato per portare avanti un principio che nulla c'entra con la nostra attività. Se vado a fotografare le esigenze del settore emerge un'esigenza di manodopera specializzata, soprattuto nel settore ortofrutticolo. Dato che la manipolazione errata di alcuni prodotti ne potrebbe compromettere la commercializzazione e la vendita stessa".

Lo dichiara ad AGRICOLAE il presidente della Coldiretti Ettore Prandini in merito alla querelle che si è venuta a creare sulla sanatoria migranti in fase di discussione del Dl Rilancio.

"La soluzione restano i corridoi verdi, su cui la Coldiretti si è attivata da subito anche parlando con il commissario Ue all'Agricoltura. Il paradosso è che mentre gli altri paesi hanno oggi risolto i tre quarti dei problemi, noi, invece che dare una risposta nell'immediato dopo che abbiamo posto il prolema per primi, abbiamo continuato a ragionare sull tema della sanatoria", prosegue Prandini.

"E ancora oggi non è sul tavolo del governo un ripensamento dello strumento dei voucher, semplice, facile da utilizzare e che permette alle aziende agricole di poter sciegliere il tipo di manodopera da richiedere. Selezionando i lavoratori in base alle necessità richieste", aggiunge il presidente Coldiretti.

"La questione legata alla manodopera stagionale - secondo Prandini - riguarda 370mila unità che operano in Italia nell'arco di un anno ma si vuole far credere che in agricoltura ci sia manodopera irregolare. Non è vero. Si tratta di tutta manodopera assunta regolarmente dalle imprese agricole e fornita di regolari contratti come prevede la legge".

"Secondo le nostre stime, prosegue poi, sarebbero non più di 1500 gli irregolari nei campi. Quelli oggi dichiarati non sono i numeri rappresentano il lavoro nelle aziende agricole e quello che si è fatto passare per me è inaccettabile", insiste. "Come se il mondo agricolo e le imprese agricole fossero delle realtà che sfruttano la manodopera. E' vero che ci sono delle situazioni di caporalato e queste vanno perseguite in modo radicale. Ma non è sanando tutto che si riesce a normalizzare queste situazioni. E non si risolvono i problemi. Questa è la realtà dei fatti".

Prandini conclude infine: "Riteniamo che se il governo vuol dare una risposta ai bisogni dell'agricoltura lo può fare attivando immediamente i corridoi verdi come la Germania e la Gran Bretagna e attivando i voucher. Anche perché i tempi della politica non combaciano con i tempi delle imprese. La sanatoria permetterebbe di avere i lavoratori nei campi non prima di ottobre. Troppo tardi".

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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