MILLE AGRICOLTORI DEL TOGO IN COOPERATIVA: ORA VENDONO ANANAS IN ITALIA E UE A 4 VOLTE IL PREZZO A CUI VENDEREBBERO IN AFRICA

La storia del mondo è fatta da flussi migratori. Dai tempi antichi. Ma oggi si può lavorare sul posto, per migliorare la sostenibilità economica e sociale dei paesi in difficoltà. È la proposta di Confcooperative che ha messo insieme mille agricoltori del Togo che ora vendono ananas in Italia e in Europa.

“Una fase difficile in cui Confcooperative ha fatto la sua parte per quanto riguarda l’accoglienza. La cooperazione sana è a disposizione per essere strumento a fianco delle istituzioni per affrontare le criticità”, spiega il presidente Maurizio Gardini alla presenza di Matteo Salvini nel corso della conferenza stampa a vis Torino. “Ma vogliamo presentare una storia che aiuta i popoli bisognosi a casa loro. 1018 piccoli agricoltori del Togo si riuniscono in cooperativa a casa loro producendo ananas veicolato in tutti i mercati italiani e Ue garantendo un reddito superiore di quattro volte rispetto a quello che avrebbero avuto loro. Se questi stessi agricoltori fossero entrati in Italia lo Stato avrebbe speso molto di più di quanto è servito per aiutarli a casa loro”, spiega Gardini.

«Nel 1998 si contavano 20 milioni di emigranti che sono diventati 37 milioni nel 2016. Il Mediterraneo è il passaggio obbligato e l’Italia è in prima linea nella quasi totale latitanza dell’UE». Lo dice Maurizio Gardini incontrando il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini nel corso del seminario “Seminiamo il futuro dell’Africa: il ruolo della cooperazione”. Il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini ha evidenziato come sia «opportuno esaltare quanto c’è di buono nella cooperazione e colpire quei pochi esempi che ne macchiano l’immagine».

 

«La cooperazione di Confcooperative – aggiunge Gardini – si è messa a disposizione in quella fase nella delicata e difficile fase dell’accoglienza. Abbiamo sempre ribadito che i Cara non erano il nostro modello di accoglienza e che volevamo proporre un modello diffuso che guardasse all’accoglienza, al transito e al possibile inserimento. Ma questo non è oggetto della riflessione di oggi, pur ribadendo che la cooperazione sana è a disposizione per proporre un modello che dia risposte alle criticità del momento. Se le migrazioni in gran parte muovono da povertà e crisi economica, vogliamo oggi raccontare una storia che da una speranza e un’effettiva possibilità di “aiutare” l’Africa in casa propria».

 

«Il progetto Dolcetto è la dimostrazione che si può fare. Si può giocare la sfida della lotta alla povertà a casa loro implementando lavoro reddito e acquisendo una dignità piena che può essere contagiosa. Quello che è più interessante – conclude Gardini – è che se questi africani togolesi avessero affrontato l’impervio “viaggio della speranza” e fossero arrivati tra mille difficoltà nei nostri porti, e fossero entrati nel circuito dell’accoglienza, in meno di 10 giorni lo Stato avrebbe speso di più di quel che è stato necessario per aiutarli a casa loro».

 

PROGETTO DOLCETTO

Un ananas per creare crescita e occupazione. È il progetto “Dolcetto” di cooperazione allo sviluppo per il Togo realizzato da Coopermondo, la Ong costituita da Confocooperative e Federcasse.

 

Un gruppo di sei Banche di Credito Cooperativo (Bcc del Garda, Banca Cras Sovicille, Banca del Veneziano, Bcc di Roma, Cr di Treviglio, Emilbanca) ha erogato un finanziamento da 2 milioni di euro a due istituti locali di micro finanza che a loro volta sostengono lo sviluppo di cooperative agricole nel paese.

 

È cosi che attraverso formazione, assistenza tecnica e microcrediti erogati a istituzioni di microfinanza locali, Coopermondo ha accompagnato la creazione di oltre 150 cooperative. Tra queste c’è CPJPPAB che riunisce 1018 giovani agricoltori, di cui un terzo donne, che coltivano 500 ettari di ananas biologico di varietà pan di zucchero, chiamato “Dolcetto”, commercializzato in Italia con il marchio Alce nero grazie a Brio e alla cooperativa Agrintesa.

La vendita in Italia ammonta a 50 tonnellate per sei mesi. È così che i produttori agricoli del Togo che coltivano ananas biologici sono riusciti a organizzarsi in cooperativa per commercializzare al meglio il loro prodotto in un paese dove il reddito medio è di appena 310 dollari, il 32,3% vive sotto la soglia di povertà, il 35% del PIL arriva dall’agricoltura che occupa il 75% della popolazione attiva.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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