MINISTRO CENTINAIO IN VISITA NELLE MARCHE

Il Ministro dell’Agricoltura e Turismo Gian Marco Centinaio ha visitato oggi alcune realtà produttive nell’anconetano in particolare l’Azienda Agricola Giorgi Stefano e l’Oleificio Guzzini. che rappresentano le eccellenze nel loro comparto.

Le Marche rappresentano un territorio a forte tradizione agricola, che oggi fra le prime realtà produttrici di cereali, con una superfice di circa 160.000 ettari dedicati al frumento duro, 40.000 ettari dedicati alla produzione di girasole e colza, e con una viticoltura piuttosto sviluppata pari a circa 17.000 ettari.

Il Presidente di T.E.R.R.A di Marche Renato Frontini, ha commentato: “Siamo molto lieti della visita del Ministro e del suo interesse nei confronti di una Regione che rappresenta uno dei fiori all’occhiello del Made in Italy, per qualità, sostenibilità ed attenzione all’ambiente”.

Durante la visita, T.E.R.R.A di Marche - associazione locale composta da aziende agricole, contoterzisti e tecnici riuniti attorno ad un nome che vuole indicare lo stretto legame con il territorio e che mette al centro i valori della sostenibilità – ha presentato al Ministro le pratiche virtuose di agricoltura conservativa, tracciando lo scenario rappresentato dalle ultime evoluzioni tecniche ecosostenibili e dal contributo della ricerca. Proprio nelle Marche sono state lanciate le pratiche di agricoltura conservativa e della semina su sodo, una tecnica in grado di coniugare innovazione e tradizione. L’agricoltura conservativa prevede l’adozione di pratiche agronomiche sostenibili indirizzate a preservare l’agroecosistema dalla progressiva degradazione causata dall’evoluzione dei cambiamenti climatici e dalla pressione antropica.

“Siamo fiduciosi di aver trasferito al Ministro le esigenze del nostro comparto nelle Marche, convinto che i gli agricoltori sono loro i veri custodi del territorio della nostra bellissima regione, che è anche una fonte di attrazione per i turisti” – Conclude Frontini - “Con il Ministro abbiamo convenuto come l’agricoltura è una forte traino di sostegno al turismo, sia nel promuovere le eccellenze agroalimentari locali, sia per il ruolo che gli agricoltori ricoprono nel tutelare il suolo e la bellezza del paesaggio ad esempio regimando le acque meteoriche, riducendo il rischio di incendio nella stagione secca e prevenendo fenomeni di erosione”.

Inoltre, l’agricoltura conservativa contribuisce anche a ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera, ed è in grado di adempire al 20% degli obiettivi europei di riduzione delle emissioni inquinanti; l’Italia potrebbe ridurre di circa 11 milioni di tonnellate le emissioni di CO2 entro il 2030 (pari alla chiusura di circa 3 centrali carboelettriche).

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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