MIPAAF: SCATTA OBBLIGO INDICAZIONE ORIGINE IN ETICHETTA PER RISO E PASTA. PD: ULTERIORE PASSO AVANTI. FORZA ITALIA: ULTERIORE FARDELLO CHE RENDE MENO COMPETITIVE AZIENDE MADE IN ITALYCONFCOOPERATIVE, VOLA EXPORT PASTA IN USA (+39% IN 5 ANNI), UN PACCO DI PASTA SU 3 È ITALIANO

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che scatta l’obbligo di indicazione dell'origine della materia prima in etichetta per il riso e per la pasta. Sono entrati pienamente in vigore, infatti, i decreti firmati dai Ministri Maurizio Martina e Carlo Calenda che consentono ai consumatori di conoscere il luogo di coltivazione del grano e del riso in modo chiaro sulle confezioni. Nel solco di quanto fatto per latte e derivati, la sperimentazione è prevista per due anni.

“Proteggere il Made in Italy – afferma il Ministro Maurizio Martina – significa puntare sulla massima trasparenza delle informazioni in etichetta ai cittadini. Per questo abbiamo voluto con forza sperimentare l'obbligo di indicare espressamente sulle confezioni di pasta e riso il luogo di coltivazione. Un'informazione utile ai consumatori per poter scegliere in maniera informata e consapevole. Uno strumento necessario anche per valorizzare e tutelare il lavoro dei nostri produttori. La trasparenza deve essere una battaglia comune, da condurre con tutta la filiera anche in Europa. Non c'è dubbio che l'iniziativa italiana abbia ottenuto anche un risultato politico importante: dopo 4 anni la Commissione Ue ha presentato una prima bozza di regolamento attuativo della norma sull'etichettatura. Un passo avanti che va migliorato, a partire dall'indicazione obbligatoria e non facoltativa dell'origine delle materie prime. Stiamo lavorando per una proposta che trovi il supporto della nostra filiera e di altri Paesi europei a partire dalla Francia. Se non cambierà la proposta siamo pronti a dare voto negativo nel comitato che è chiamato ad esprimersi a Bruxelles".

COME CAMBIANO LE ETICHETTE

GRANO/PASTA

Il decreto grano/pasta prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:

a) Paese di coltivazione del grano: nome del Paese nel quale il grano viene coltivato;

b) Paese di molitura: nome del Paese in cui il grano è stato macinato.

Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE;

c) se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l'Italia, si potrà usare la dicitura: "Italia e altri Paesi UE e/o non UE".

RISO

Il provvedimento prevede che sull'etichetta del riso devono essere indicati:

a) "Paese di coltivazione del riso";

b) "Paese di lavorazione";

c) "Paese di confezionamento".

Se le tre fasi avvengono nello stesso Paese è possibile utilizzare la dicitura "Origine del riso: Italia".

Anche per il riso, se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.

ORIGINE VISIBILE IN ETICHETTA

Le indicazioni sull'origine dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.

DECRETI IN VIGORE FINO A PIENA ATTUAZIONE REGOLAMENTO UE 1169

I decreti restano in vigore fino alla piena attuazione dell'articolo 26, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1169/2011 che prevede i casi in cui debba essere indicato il paese d'origine o il luogo di provenienza dell'ingrediente primario utilizzato nella preparazione degli alimenti, subordinandone l'applicazione all'adozione di atti di esecuzione da parte della Commissione, che ad oggi non sono stati ancora emanati.

OLTRE L'85% DEGLI ITALIANI CHIEDE TRASPARENZA NELL'INDICAZIONE D'ORIGINE DI GRANO E PASTA

Oltre l'85% degli italiani considera importante conoscere l'origine delle materie prime per questioni legate al rispetto degli standard di sicurezza alimentare, in particolare per la pasta. Sono questi i dati emersi dalla consultazione pubblica online sulla trasparenza delle informazioni in etichetta dei prodotti agroalimentari, svolta sul sito del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, a cui hanno partecipato oltre 26mila cittadini.

AIDEPI: ECCO IDENTIKIT DEL GRANO PER LA PASTA PIU BUONA DEL MONDO

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CONFCOOPERATIVE, VOLA EXPORT PASTA IN USA (+39% IN 5 ANNI), UN PACCO DI PASTA SU 3 È ITALIANO

Un pacco di pasta su tre negli Stati Uniti è made in Italy. Nel 2017 sugli scaffali della grande distribuzione americana si è ulteriormente rafforzata la presenza della pasta italiana, che ora detiene stabilmente una quota pari a più di un terzo del totale delle vendite nella distribuzione americana, che secondo gli ultimi dati Euromonitor ammontano a circa 2,9 miliardi di dollari. Lo rileva il Centro studi e ufficio internazionalizzazione di Confcooperative nel Report Il mercato della pasta nel canale retail degli Stati Uniti.Nei prossimi cinque anni si prevede che il mercato della pasta nel paese a stelle e strisce registrerà nuove performance positive, con una crescita del 3,7%. La quota di vendite di pasta italiana è quindi destinata a crescere ancora. Oggi gli Stati Uniti, secondo gli ultimi dati diffusi da Ismea, rappresentano uno dei mercati di riferimento per la pasta made in Italy, con una quota pari al 12% di tutte le vendite di pasta italiana all’estero. Complessivamente dal 2012 al 2016 le esportazioni negli Stati Uniti hanno registrato una crescita del + 39%. In linea con i valori del 2015 e del 2016, anche nei primi 10 mesi del 2017, l’export dal Bel Paese verso gli Stati Uniti ha toccato quota 224 milioni di euro, apprestandosi a scrivere un nuovo record che porterà l’export a superare la soglia dei 270 milioni di euro nel 2017.

OLIVERIO

ALIMENTI, OLIVERIO: ULTERIORE TASSELLO A RIFORME PORTATE AVANTI IN QUESTI ANNI

“E’ un grande successo del Made in Italy e dei consumatori, delle associazioni di categoria come Coldiretti, del parlamento e del governo che ci hanno creduto veramente e fino in fondo. Dopo il latte, da oggi finalmente i consumatori troveranno sulle confezioni il luogo di coltivazione del grano e del riso. In modo trasparente e chiaro”. Lo dichiara Nicodemo Nazzareno Oliverio, capogruppo Pd in commissione agricoltura della Camera dei deputati. “Una battaglia che parte da lontano, che premia gli agricoltori del nostro Paese che da sempre assicurano prodotti di qualità; una battaglia che è stata possibile vincere ora, grazie alla serietà e alla caparbietà del Governo italiano e all'impegno significativo di Coldiretti. Da oggi i nostri prodotti non potranno più essere venduti per italiani senza esserlo. Da oggi, il consumatore potrà scegliere consapevolmente quale prodotto acquista. Si tratta di un ulteriore tassello che si aggiunge alle riforme portate avanti in questi anni. Forse il più importante; sicuramente il più difficile da realizzare. Ne siamo molto orgogliosi”, conclude Oliverio.

PASTAETICHETTA, SAVINO, FI: ULTERIORE FARDELLO CHE RENDE MENO COMPETITIVE AZIENDE MADE IN ITALY

L’obbligo di indicazione dell’origine della materia prima nelle etichette di pasta e riso è una iniziativa unilaterale del governo italiano che impone alle nostre imprese un ulteriore fardello burocratico, che le altre imprese europee concorrenti non hanno e che nulla dice sulla qualità della pasta”.

Lo afferma Elvira Savino, capogruppo di Forza Italia in Commissione Politiche della Ue a Montecitorio e candidata capolista nella circoscrizione Puglia 2 alla Camera.

“Ancora una volta - sostiene Savino - i ministri della sinistra esultano per misure evidentemente dettate soltanto da alcuni soggetti della filiera, noncuranti di creare invece solo nuove barriere alla produzione italiana. Il governo, invece di semplificare l’arduo compito degli imprenditori italiani, complica loro la vita con nuovi provvedimenti non condivisi, privi di reale valore informativo per i consumatori e che non aumenteranno certo la qualità dei prodotti. Con il centrodestra al governo tuteleremo in ben altro modo, coinvolgendo tutti gli attori interessati, l’industria della pasta italiana tanto e giustamente celebrata in tutto il mondo”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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