MOZZARELLA, CONSORZIO BUFALA CAMPANA RISPONDE AD ATTACCHI POLITICI

Decisa presa di posizione da parte del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop a fronte dei numerosi attacchi ricevuti negli ultimi giorni da diversi esponenti del mondo politico e associativo.

Al centro della polemica la proroga di un anno sull’entrata in vigore della norma che prevede l’obbligo di doppio stabilimento per i caseifici che producono mozzarella dop. Una proroga che il Consorzio ritiene essenziale per la sopravvivenza del comparto ma che ha suscitato violente reazioni da parte di politici di diversi schieramenti.

“Una levata di scudi che sconcerta – commenta Domenico Raimondo, Presidente del Consorzio – soprattutto perché nessuno di questi signori nel proprio intervento ha fatto cenno alla soluzione proposta dal Consorzio stesso che era e rimane l’unica via percorribile. In pratica noi abbiamo proposto l’uovo di Colombo mentre questi signori estraggono dal cilindro improbabili cubi di Rubik”.

In sostanza il Consorzio, già mesi fa, aveva messo sul tavolo di lavoro l’ipotesi di obbligare i caseifici aderenti al Consorzio stesso all’utilizzo esclusivo di latte proveniente dall’areale di produzione. Un modo semplice e sicuro per garantire la qualità e la purezza della mozzarella, evitando il rischio di vedere arrivare sui mercati prodotti di dubbia provenienza e garantendo in questo modo ai consumatori l’eccellenza richiesta dal marchio Dop.

“E quindi risulta inspiegabile l’ostilità di alcuni nei confronti di questo progetto – sottolinea Antonio Lucisano, Direttore del Consorzio – Credo che a chiunque dovrebbe risultare evidente il fatto che la norma sul doppio stabilimento porterebbe i caseifici a una scelta obbligata, quella di orientarsi sul prodotto non certificato in quanto nessuno può permettersi di produrre solo mozzarella dop e, al tempo stesso, è assurdo pensare che in un momento come questo ci siano imprenditori disposti a investire centinaia di migliaia di euro per la costruzione di un secondo stabilimento”.

Dal Consorzio fanno inoltre notare che una procedura come quella del doppio stabilimento rappresenterebbe un unicum nel mondo dell’agroalimentare con dei risvolti che cadrebbero inevitabilmente nell’ambito della concorrenza sleale.

“A differenza da quanto impropriamente sostenuto nei giorni scorsi dall’eurodeputato Aldo Patriciello (Fi) – prosegue Lucisano – il nostro prodotto non necessita di un intervento di Bruxelles per intensificare i controlli in quanto siamo, per distacco, il Consorzio che si sottopone al maggior numero di controlli al mondo, collaborando attivamente con tutti gli organismi preposti a tal compito. E quindi stupiscono questi attacchi che sembrerebbero fare il gioco di chi vuol vedere scomparire una delle più importanti e apprezzate eccellenze italiane".

Insomma, al Consorzio fanno fatica a spiegarsi i motivi che inducono alcuni personaggi a perorare una causa, quella del doppio stabilimento, che sembra studiata a tavolino proprio per eliminare il più grande Consorzio del Centro-Sud. Soprattutto in un momento in cui il Consorzio è fermamente impegnato nel cercare soluzioni alla crisi legata ai fatti relativi alla Terra dei Fuochi.

“Leggiamo con stupore di interventi che vanno contro ogni regola di buon senso – conclude Raimondo – come quello che ci vedrebbe nemici degli allevatori mentre la nostra proposta va soprattutto in direzione di una tutela nei confronti della categoria. E francamente finisce con l’insospettire un comportamento dove la miopia sembra flirtare pericolosamente con la cattiva volontà di trovare una soluzione pratica e sostenibile come quella proposta dal Consorzio”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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