OCM VINO, DECRETO DI MODIFICA INTERVIENE SU DM MARTINA 2018-19 MA NON SU DM CENTINAIO CHE VIGE IN TEMPO DI COVID. ITALIA INSEGUE FRANCIA SU DISTILLAZIONE VINI QUALITASUL TAVOLO L'ESTENSIONE DELLA DISTILLAZIONE VINI DOC E DOCG

Da un'attenta analisi emerge che il decreto di modifica Ocm vino al vaglio giovedì 7 della Conferenza Stato Regioni interviene sull'annualità 2018-2019 ma non su quella del 2020 lasciando aperte le problematiche relative al sostegno dell'esportazione e della promozione del vino italiano all'estero.

Risolve quindi le annualità pregresse ma non quelle relative all'emergenza Covid.

In sostanza la modifica al vaglio della Conferenza stato regioni interviene sul decreto Martina ma non sul decreto Centinaio che vige per i programmi 2019-2020.

Intanto si prende tempo per trovare la quadra sull'estensione della distillazione dei vini generici anche a quelli di qualità DOC e DOCG come ha fatto la Francia. La preoccupazione sarebbe infatti quella che l'Italia arrivi impreparata rispetto agli altri competitor Ue.

Per saperne di più:

VITICOLTURA, FRANCIA: SETTORE DIMENTICATO DA UE, PRONTO PIANO NAZIONALE DI SOSTEGNO. ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE VINO: IN EUROPA CALO DEI CONSUMI DEL -35%

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Colpita dalle tasse negli Stati Uniti e dalle conseguenze dell'epidemia di Covid-19, la viticoltura francese beneficerà di aiuti pubblici.

L'annuncio è stato fatto giovedì sera dal Ministro dell'Agricoltura: "Annuncerò nei prossimi giorni un piano nazionale di viticoltura con Bruno Le Maire, perché l'Europa non si è occupata di questo settore" ha dichiarato Didier Guillaume su CNews, senza specificare i termini specifici del piano.

Così riporta il quotidiano francese Sud Ouest sul proprio sito.

"Sulla viticoltura, c'è un vero problema", ha affermato, ricordando che alla fine del 2019, i viticoltori francesi erano già stati gravemente colpiti dalle tasse imposte dall'amministrazione americana di Donald Trump su Vini francesi, in rappresaglia per una controversia commerciale transatlantica relativa all'aeronautica. "Sono le vittime collaterali di un dibattito economico tra Airbus e Boeing di cui hanno sofferto molto", ha detto il ministro.

"Il fatto che i ristoranti siano chiusi e che non beviamo più vino nei ristoranti provoca una grande sofferenza nel settore vitivinicolo", ha aggiunto. Il ministro ha anche confermato che parte del vino prodotto in eccesso aveva ottenuto autorizzazioni di distillazione per produrre gel idroalcolico.

Le cooperative vinicole francesi, italiane e spagnole, che rappresentano in totale la metà della produzione europea, avevano chiesto alla Commissione europea "di aprire senza indugio una distillazione di crisi europea di 10 milioni di ettolitri con un budget eccezionale investimento europeo di 350 milioni di euro ".

Riconoscendo la crisi del settore, la Commissione europea ha autorizzato la distillazione e lo stoccaggio del vino, ma non ha rilasciato fondi aggiuntivi per finanziare queste operazioni, a differenza di altri settori agricoli anche in crisi (bestiame), a causa del Epidemia di Covid-19, scrive sempre Sud Ouest.

L'organizzazione internazionale del vino (OIV) ha recentemente dipinto un quadro cupo della situazione del consumo di vino in Europa, che quest'anno potrebbe scendere del 35% in volume a causa delle chiusure dei luoghi di consumo legate alla lotta contro la pandemia. La Francia è uno dei tre principali produttori di vino al mondo, insieme a Italia e Spagna. I soli tre paesi rappresentano anche il 25% del consumo mondiale di vino.

Era già stato scritto:

OCM VINO, ECCO DECRETO DI MODIFICA. OPERATORI MESSI AL SICURO DA SANZIONI MA SOLDI RISCHIANO DI TORNARE A BRUXELLES. RICHIESTE OPERATORI DISATTESE. A OPPORSI LA CAMPANIA, PUGLIA, SARDEGNA E SICILIA

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Pronto il decreto di modifica per l'Ocm promozione vino che sarà portato giovedì 7 maggio in Conferenza Stato regioni per far fronte all'emergenza Covid.

Il provvedimento interviene sui programmi approvati lo scorso mese di dicembre con decorrenza il primo dicembre 2020 che - a regime ordinario - avrebbero dovuto connsetire investimenti per la promozione del vino italiano nel mondo per oltre 200 milioni di euro.

L'emergenza Covid che è intervenuta a gamba tesa su tutti i gangli del settore economico nazionale ha colpito pesantemente il settore vitivinicolo con forti contrazioni in termini sia di flussi che di esportazioni.

A fronte delle richeste degli operatori che chiedevano al Mipaaf e alla regioni modifiche per poter atte a rendere meno cogenti i vincoli presenti sulla programmazione già approvati in Conferenza Stato regioni, il decreto - che AGRICOLAE pubblica in anteprima in PDF a pie di pagina - mette al sicuro gli operatori dagli aspetti sanzionatori collegati ai programmi approvati ma non interviene per creare le condizioni per consentire agli operatori di poter spendere le risorse comunitarie che a questo punto rischiano di tornare a Bruxelles.

Come già accaduto nell'esercizio 2017-2018 quando sono tornati a Bruxelles 11 milioni di euro destinati alla promozione delle aziende agricole tricolore.

Gli operatori chiedevano: di innalzare il livello del finanziamento dal 50 al 60% come previsto da regolamento Ue 132/2020; attivazione più varianti dei progetti approvati dove ne veniva concessa una sola; la neutralizzazione delle sanzioni in caso di mancato raggiungimento di una soglia minima di spesa progettuale.

A opporsi a modifiche che potessero permettere di accedere alle risorse - da quanto apprende AGRICOLAE - sarebbero state le regioni Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna. Alla regione Toscana si deve la quadra trovata.

Sempre da quanto si apprende la Commissione Ue avrebbe dato il via libera al ministero rigaurdo all'utilizzo delle eventuali economie rinvenienti dal piano di sostegno nazionale vino per finanziare la distillazione di crisi per cui sarebbe necessario un plafond di circa 50 milioni di euro.

Ora si vedrà se il Mipaaf, libero dai vincoli della Conferenza Stato regioni, riuscirà a intervenire con una modifica del decreto direttoriale che sovraintende i programmi 2020 venendo incontro alle esigenze manifestate dalla filiera.

Si legge nel decreto:

"All'articolo 16 del decreto del ministro delle Politiche agricole 10 agosto 2017, n. 60710, dopo il comma 2 è inserito il seguente: "3. La previsione di cui precedente comma 1, lett.C) esclusivamente per l'annualità 2018/2019 non si applica ai beneficiari che hanno stipulato il contratto con Agea entro i termini cui all'articolo 8, comma 1, lett. d) del decreto dorettoriale 27 luglio 2018 n. 55508 e che presentano una rendicontazione ammissibile inferiore all'80 per cento del costo complessivo del progetto".

Qui di seguito AGRICOLAE pubblica il decreto:

DECRETO DI MODIFICA OCM VINO

Tra le altre questioni agricole all'ordine del giorno della Conferenza Stato Regioni la proroga dei termini di presentazione della domanda unica della Pac; lo schema di decreto sulla definizione dell'importo totale per gli aiuti de minimis; e - di concerto con la Farnesina e il Mise - lo schema di decreto per il Piano di promozione straordinaria del Made in Italy.

 

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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