OCM VINO, MIPAAF AVEVA ASCOLTATO FILIERA, MA REGIONI LO HANNO STOPPATO. IL DOCUMENTOAUMENTA FRONTE REGIONI INTENZIONATE AD ESTENDERE DISTILLAZIONE ANCHE PER I VINI DOC. COME LA FRANCIA

Pronto il decreto Ocm vino per far fronte all'emergenza del Coronavirus. Il decreto - pubblicato da AGRICOLAE e che sarà all'esame della Conferenza Stato Regioni giovedì 7 maggio - mette al riparo gli operatori dalle sanzioni per il mancato raggiungimento della soglia minima di spesa ma non interviene sulle modifiche strutturali che consentirebbero di spendere le risorse evitando che queste possano tornare a Bruxelles come accaduto nell'esercizio 2017-2018 quando l'Italia dovette restituire 11 milioni di euro.

A opporsi alle richieste della filiera in tal senso sarebbero state le regioni e in particolare - da quanto apprende AGRICOLAE - le più vocate alla distillazione, per la quale si è in cerca di circa 50 milioni di euro.

A fronte di una possibile - ma non certa - apertura da parte della commissione Ue di utilizzare le eventuali economie rinvenienti dal piano di sostegno nazionale vino per finanziare la distillazione di crisi.

Sempre da quanto si apprende infatti, sta aumentando il fronte delle regioni intenzionate a chiedere l'estensione della distillazione dei vini generici ai vini Doc. Questo soprattutto da quando la Francia ha annunciato una distillazione di crisi anche per i vini Doc palesando un dislivello competititivo che andrebbe a danneggiare l'Italia. Vedi articolo allegato.

Dalla nota del Mipaaf datata 22 aprile infatti - di cui AGRICOLAE è venuta in possesso e che pubblica in formato PDF a pie di pagina - emerge come il ministero delle Politiche agricole avesse ascoltato i suggerimenti della filiera e avesse intenzione di operare su due fronti:

Sterilizzazione delle penalizzazioni previste dall’art. 17 del DM 3893/2019. Tali previsioni, in un contesto come quello attuale, penalizzerebbero le aziende che hanno avuto accesso al contributo e potrebbero non essere in grado di garantire la corretta esecuzione dei programmi approvati per cause in alcun modo imputabili ai beneficiari stessi;

Maggiore flessibilità nel cambiamento delle azioni previste dai programmi. Al fine di tutelare la capacità di spesa dei i fondi da parte dei soggetti beneficiari del contributo, si propone di derogare, tramite l’emanazione di un decreto del Ministro, a quanto disposto dall’art. 15, comma 1, lett. b) del decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali del 4 aprile 2019, n. 3893, cassando, solo in riferimento all’annualità 2019/2020, la frase “Per ciascun progetto sono ammesse, per ciascun anno finanziario comunitario, massimo una variante superiore al 20%”, consentendo, di conseguenza, la presentazione di un numero illimitato di variazioni ai progetti approvati.

Anche perché - si legge - "l’andamento della crisi determina grande incertezza e grandi difficoltà nella capacità di prevederne gli sviluppi".

Con riferimento alla normativa comunitaria, era stata inviata alla competente DG PIUE un appunto con il quale si chiedeva di valutare l’opportunità di proporre alla Commissione europea di dare attuazione all’articolo 221 del regolamento (UE) 1308/2013, al fine di adottare un atto di esecuzione con il quale disporre, in deroga a quanto previsto dall’art. 45, par. 3, del medesimo regolamento, la modifica dell’importo massimo di contributo dell’Unione alle azioni di promozione, portandolo fino al 90% delle spese sostenute, mantenendo fermo il limite delle risorse già stanziate ed attribuite a ciascuno dei beneficiari individuati. Tale misura sarebbe un aiuto concreto alle aziende, le quali, in difficoltà per mancanza di liquidità, contribuirebbero solo per il 10% con fondi propri.

Qui di seguito AGRICOLAE pubblica la Nota Mipaaf:

NOTA MIPAAF 22 APRILE SU OCM VINO MISURA PROMOZIONE

Era stato scritto:

VITICOLTURA, FRANCIA: SETTORE DIMENTICATO DA UE, PRONTO PIANO NAZIONALE DI SOSTEGNO. ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE VINO: IN EUROPA CALO DEI CONSUMI DEL -35%

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Colpita dalle tasse negli Stati Uniti e dalle conseguenze dell'epidemia di Covid-19, la viticoltura francese beneficerà di aiuti pubblici.

L'annuncio è stato fatto giovedì sera dal Ministro dell'Agricoltura: "Annuncerò nei prossimi giorni un piano nazionale di viticoltura con Bruno Le Maire, perché l'Europa non si è occupata di questo settore" ha dichiarato Didier Guillaume su CNews, senza specificare i termini specifici del piano.

Così riporta il quotidiano francese Sud Ouest sul proprio sito.

"Sulla viticoltura, c'è un vero problema", ha affermato, ricordando che alla fine del 2019, i viticoltori francesi erano già stati gravemente colpiti dalle tasse imposte dall'amministrazione americana di Donald Trump su Vini francesi, in rappresaglia per una controversia commerciale transatlantica relativa all'aeronautica. "Sono le vittime collaterali di un dibattito economico tra Airbus e Boeing di cui hanno sofferto molto", ha detto il ministro.

"Il fatto che i ristoranti siano chiusi e che non beviamo più vino nei ristoranti provoca una grande sofferenza nel settore vitivinicolo", ha aggiunto. Il ministro ha anche confermato che parte del vino prodotto in eccesso aveva ottenuto autorizzazioni di distillazione per produrre gel idroalcolico.

Le cooperative vinicole francesi, italiane e spagnole, che rappresentano in totale la metà della produzione europea, avevano chiesto alla Commissione europea "di aprire senza indugio una distillazione di crisi europea di 10 milioni di ettolitri con un budget eccezionale investimento europeo di 350 milioni di euro ".

Riconoscendo la crisi del settore, la Commissione europea ha autorizzato la distillazione e lo stoccaggio del vino, ma non ha rilasciato fondi aggiuntivi per finanziare queste operazioni, a differenza di altri settori agricoli anche in crisi (bestiame), a causa del Epidemia di Covid-19, scrive sempre Sud Ouest.

L'organizzazione internazionale del vino (OIV) ha recentemente dipinto un quadro cupo della situazione del consumo di vino in Europa, che quest'anno potrebbe scendere del 35% in volume a causa delle chiusure dei luoghi di consumo legate alla lotta contro la pandemia. La Francia è uno dei tre principali produttori di vino al mondo, insieme a Italia e Spagna. I soli tre paesi rappresentano anche il 25% del consumo mondiale di vino.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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