OCM VINO, PROMOZIONE A RISCHIO, TEMPI AL LIMITE. MIPAAF PENSA A SORTEGGIO FRA 4 PROGETTI MENTRE SPAGNA E FRANCIA SORPASSANO MADE IN ITALY

OCM VINO

Ancora caos per l’Ocm vino. Da quanto apprende AGRICOLAE, sembra a rischio il termine di avvio dei programmi, fissato proprio attraverso un decreto del Ministero delle Politiche Agricole nella data del 21 febbraio 2018, ovvero all’indomani del termine stabilito per AGEA per il perfezionamento dei contratti di assegnazione delle risorse comunitarie ai beneficiari designati

Ancora caos per l’Ocm vino. Da quanto apprende AGRICOLAE, sembra a rischio il termine di avvio dei programmi, fissato proprio attraverso un decreto del Ministero delle Politiche Agricole nella data del 21 febbraio 2018, ovvero all’indomani del termine stabilito per AGEA per il perfezionamento dei contratti di assegnazione delle risorse comunitarie ai beneficiari designati. E al Mipaaf, da quanto si apprende, si sta pensando a un sorteggio nazionale tra quattro progetti multiregionali arrivati alla pari. Procedura non prevista dall’avviso. Dopo tutte le vicissitudini legate alle controversie amministrative definite lo scorso dicembre con le sentenze del Tar (ed il rischio, non ancora scongiurato, delle eventuali impugnative delle stesse presso il Consiglio di Stato). Il  nuovo decreto a firma di Martina emanato lo scorso mese di agosto che avrebbe dovuto scongiurare tutte le défaillances del precedente decreto (sempre a firma dello stesso Martina), non sembra aver sistemato le problematiche per questo importante settore, vero traino dell’export agroalimentare nazionale.

Ritardi generati ancora una volta da un decreto ministeriale (il 60710/2017 dello scorso 10 agosto) che avrebbe dovuto “semplificare” le procedure amministrative e che è stato approvato dal Consiglio dei Ministri, su proposta di Martina, nonostante il parere contrario della Conferenza Stato Regioni che attraverso il veto della Regione Lombardia aveva bloccato tutto. Chiedendo una approfondita disamina di tutti quegli aspetti che oggi stanno emergendo e che rischiano di ritorcersi contro le legittime aspettative degli operatori nazionali già pesantemente penalizzati rispetto ai competitors europei (Francesi e Spagnoli su tutti). Paesi che già dallo scorso 16 ottobre hanno potuto dare avvio alle proprie campagne di informazione e promozione delle proprie produzioni sui mercati internazionali.

Ad appena 20 giorni dall’avvio dei programmi il quadro procedurale collegato alla misura è il seguente:

  1. Si è accumulato uno spaventoso ritardo da parte di alcune Regioni che hanno palesemente disatteso i termini procedurali di definizione dei propri procedimenti amministrativi riferiti all’esame, valutazione e definizione delle graduatorie provvisorie di assegnazione delle risorse comunitarie di propria competenza (possiamo segnalare la Campania che nonostante il termine di definizione dei procedimenti fosse fissato allo scorso 6 dicembre, solo lo scorso 28 dicembre scorso ha emanato la propria graduatoria e trasmesso gli atti ad AGEA per le prescritte verifiche pre contrattuali (previste sempre dal decreto ministeriale di Martina) di competenza dell’AGEA;
  2. L’AGEA che pure si è attivata, a partire dall’indomani della pubblicazione delle graduatorie,  per l’espletamento delle verifiche (avvalendosi dell’AGECONTROL Spa) ad oggi non ha definito dette procedure;
  3. Conseguentemente, ad oggi, nessun operatore ha ricevuto la prescritta comunicazione da parte di AGEA con allegata copia del contratto di assegnazione delle risorse comunitarie ed impegno ha realizzare il programma approvato;
  4. Comunicazione che AGEA non potrà inviare agli operatori interessati se non dopo aver trasmesso alle amministrazioni pubbliche competenti gli esiti delle prescritte verifiche affinché le stesse, preso atto degli esiti, possano confermare o modificare le proprie graduatorie di assegnazione delle risorse comunitarie.

A tutto ciò si aggiunga che gli operatori che saranno destinatari della richiamata comunicazione di AGEA dovranno rilasciare, contestualmente alla sottoscrizione del previsto contratto, idonea garanzia per la buona esecuzione contrattuale del programma approvato (con un testo che nessuno ha mai visto e che dovrebbe essere rilasciato contestualmente alla data di sottoscrizione del contratto (il prossimo 20 febbraio) con tutte le difficoltà connesse all’accesso al credito e l’ottenimento di affidamenti che gli istituti di credito subordinano alla prova documentale (che non c’è) di assegnazione delle risorse comunitarie da garantire.

Un ritardo che rischia di minare il supporto comunitario per gli operatori che da tempo hanno programmato, all’interno dei propri piani di attività, di partecipare ad eventi e manifestazioni all’estero per promuovere i propri vini. Come per esempio i road show del Gambero Rosso negli USA volutamente posticipati, rispetto al calendario tradizionale che li prevedeva nel mese di novembre all’ultima settimana di febbraio visto il termine di perfezionamento dei contratti tra AGEA e beneficiari) e che per detti ritardi potrebbero essere esclusi dal supporto comunitario. Saranno ritenute infatti finanziabili tutte le attività sostenute successivamente alla data di firma del contratto AGEA. Anche se in questa situazione basterebbe riconoscere una retroattività della spesa ammissibile.

Ma c’è di più: Ad oggi il Ministero di Martina non ha ancora pubblicato la graduatoria dei programmi multi-regionali attraverso la quale dovrebbe definire la griglia dei programmi approvati con un sostegno per il 25% delle Regioni coinvolte e per l’altro 25% con il contributo della dotazione del Mipaaf (3 milioni di euro) destinata a finanziare detti programmi. A ciò si aggiunge il paradosso di 4 programmi (gli ultimi della griglia provvisoria) che non possono essere finanziati per intero (per mancanza di risorse) e che potrebbero essere finanziati  sulla base di un sorteggio pubblico (non previsto dall’avviso nazionale, mai convocato e conseguentemente con ulteriore ritardo che si accumulerebbe per l’avvio di questi programmi.

Altro caso quello della graduatoria della Regione Toscana che ha prodotto ben sei richieste di accesso agli atti da parte di operatori esclusi dal finanziamento (con programmi ritenuti ammissibili ma non finanziabili per mancanza di risorse) che sembra abbiano contestato la veridicità delle dichiarazioni sostitutive di atto notorio rese dai proponenti per l’assegnazione dei criteri di premialità ma non verificate dal comitato di valutazione regionale (Sviluppo Toscana)  che ha rinviato la responsabilità di detta verifica all’AGEA.

Il conto più salato rischiano di pagarlo gli operatori  del settore e l’export del vino italiano nel mondo.

Un quadro, peraltro che auspicherebbe un immediato ed urgente intervento della medesima macchina amministrativa che preso atto di tutte le problematiche manifestatesi dovrebbe avviare le immediate procedure l’adozione di un nuovo provvedimento amministrativo che a distanza di meno di 7 mesi mandi in pensione il DM 60710/2017, riscriva le regole sulla materia e consenta l’avvio urgete dei nuovi avvisi in tempistiche che consentano agli operatori italiani di mettersi al pari degli altri operatori europei consentendo l’avvio dei programmi 2018/2019 con il prossimo 16 ottobre.

Ma a quanto apprende AGRICOLAE nessuno a livello degli uffici ministeriali (e dell’AGEA) come anche delle Regioni (che pure hanno la più importante voce in capitolo) e delle OO.PP. del settore si starebbe adoperando per attivare un tavolo di discussione che contrariamente a quanto avvenuto con il DM 60710/2017 (per il quale il Mipaaf non ha attivato la benché minima concertazione con gli interlocutori regionali e della filiera) ed avviare un urgente discussione sul testo di un nuovo decreto ministeriale (peraltro doveroso vista l’entrata in vigore dei nuovi Reg. UE in materia).

In questo panorama gli uffici del Mipaaf, dopo 9 mesi di vacatio, hanno un nuovo dirigente dell’ufficio dirigenziale non generale PQAI V - Comunicazione, promozione e valorizzazione individuato nella persona della dott.ssa Maria Isabella Verardi alla quale toccherà ora adoperarsi per soddisfare le legittime aspettative degli operatori della filiera vitivinicola in materia di promozione sui mercati internazionali.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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