OCM VINO PROMOZIONE SI SBLOCCA. ECCO IL TESTO INTESA REGIONI CHE SI PRONUNCERANNO IL 18 GIUGNO

Nella situazione di difficoltà lamentata dagli operatori/esportatori del vino italiano nel mondo sembra che finalmente qualcosa si stia concretamente muovendo. Difatti, da quanto apprende AGRICOLAE, sembra sia stata trovata una intesa sul testo del decreto ministeriale che dovrebbe introdurre le attese modifiche al DM 3893 del 30 aprile 2019 (a firma di Giammarco Centinaio).

Rispetto al precedente testo già trasmesso da AGRICOLAE (vedi https://www.agricolae.eu/ocm-vino-salta-appuntamento-del-4-giugno-se-ne-riparla-il-18-ecco-le-novita-ma-per-ora-tutto-fermo/ ) sono sostanzialmente confermate gran parte delle modifiche previste dalla precedente versione salvo alcuni ritocchi introdotti e implementazioni che nella sostanza e quindi il corpo del nuovo impianto normativo.

 

Le modifiche introdotte con il nuovo impianto normativo, in buona parte già anticipate da AGRICOLAE,  si possono così sintetizzare:

 

1.       Neutralizzazione delle sanzioni collegate al mancato raggiungimento della soglia minima di spesa progettuale ovvero i soggetti che incorrano nelle fattispecie di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1 dell’articolo 17 del DM n. 3893/2019, potranno presentare progetti di promozione nei successivi esercizi finanziari comunitari;

2.       Modifica dei i termini entro cui i programmi di promozione dell’annualità 2019/2020 dovranno terminare, prorogando l’attuale termine del 31 dicembre 2020 al 31 marzo 2021, prevedendo, di converso che per l’annualità 2020/2021, il Ministero emanerà il proprio avviso entro il 30 settembre 2020 ed i programmi potranno attivarsi, in continuità temporale, a partire dal 1° aprile 2021 (previa contrattualizzazione delle risorse assegnate tra AGEA e i beneficiari designati da definire entro e non oltre il 31 marzo 2021;

3.       Introduzione di un istituto, definito “Variazione straordinaria”, che permetta ai soggetti beneficiari di spostare risorse tra i paesi previsti da un programma di promozione approvato, in deroga a quanto previsto dall’art. 15, comma 4, del DM n. 3893/2019 nell’ambito di un’unica finestra che si chiuderà il prossimo 15 luglio; situazione questa che consentirà alle amministrazioni (nazionale e regionali) di “censire” l’utilizzo delle risorse già stanziate e valutare la sussistenza o meno di possibili economie che potrebbero finanziare la distillazione volontaria che è sempre in cima ai pensieri del Ministro Bellanova e che a quanto apprende AGRICOLAE non dovrebbe riguardare i vini di qualità;

4.       Possibilità da parte dei beneficiari del contributo già ammesso di realizzare la azioni contenute in un’istanza di variante ai sensi dell’art. 15, c.1, lett. b), dalla data di presentazione dell’istanza stessa. Tuttavia, le eventuali spese realizzate in variante saranno ritenute ammissibili solo nel caso in cui le autorità competenti dovessero approvare la richiesta di modifica del programma di promozione;

5.       Riduzione dei tempi previsti tra la presentazione della variante e lo svolgimento delle attività per le quali si chiede la modifica, passando dagli attuali 45 giorni a 15 giorni, e del termine entro cui è possibile presentare l’ultima richiesta di variante, passando così dai 60 giorni dalla conclusione del programma a 30 giorni.

 

Viene esclusa la possibilità, inizialmente prevista, di innalzare il livello di finanziamento comunitario, in attuazione delle previsioni contenute nel Regolamento di esecuzione (UE) 2020/132, aumentando la percentuale di contribuzione alle spese sostenute dai soggetti beneficiari per i programmi 2019/2020 fino a un massimo del 60%. Innalzamento che è stato invece previsto per i programmi 2020/2021 sempre in invarianza di plafond previsto dal PNS Vino.

Inoltre resta confermato che con un nuovo decreto direttoriale del direttore generale per la promozione della qualità agroalimentare e dell’ippica verrà prevista la possibilità di:

 

Ø  Modificare il numero massimo di richieste di variante che ogni beneficiario può presentare durante la realizzazione di un programma (attualmente fissato a 01);

 

Ø  Modificare il massimale di spesa previsto per alcune tipologie di operazioni di promozione, come ad esempio le spese per pubbliche relazione ed expertise posto ora al 5% e da alzare al 20%.

 

Ø  Permettere lo svolgimento di attività di promozione svolte a distanza tramite le piattaforme telematiche di comunicazione previo inserimento delle nuove azioni all’interno dell’allegato M al Decreto direttoriale del 30 maggio 2019 n. 38781 (avviso per la presentazione dei programmi promozione 2020)  .

 

Ancora una volta la speranza è che la politica e la burocrazia non frustrino le aspettative degli operatori chiamati, attraverso un ottimale utilizzo delle importanti risorse comunitarie, a non far perdere competitività all’export enoico italiano che è sempre bene ricordare, rappresenta la prima voce dell’export agroalimentare italiano nel mondo, in un quadro dove la Francia, avendo sin dall’inizio dell’emergenza COVID-19 ben chiara l’importanza strategica del settore vinicolo, ha già messo in campo, per i propri operatori, ben 170 milioni di euro per finanziare la distillazione (155 milioni di euro) e l’ammasso (15 milioni di euro).

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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