OCM VINO, ECCO LE REGIONI ‘CONTRO’ MIPAAF. PRONTE ALLO SCONTRO. E A ESCLUDERE MINISTERO DALLA GESTIONE DEI FONDI: “ERRORI RILEVANTI”

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Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lazio, Marche, Toscana, Sicilia, Abruzzo, Liguria, Valle D'Aosta e le Province autonome di Trento e di Bolzano. Queste le regioni a cui non piace come si sono messe le cose sull’Ocm vino promozione. E il nuovo decreto Maurizio Martina – uguale a quello pubblicato in anteprima da questa testata tranne per pochi dettagli. Tutti pronti allo scontro, o quasi. Tanto che c’è chi scrive annotando ‘gravi errori’ e chi già pensa a come fare per escludere il ministero dalla gestione dei fondi di competenza regionale. Lunedì appuntamento in Cpa, comitato tecnico degli assessori che dovrebbe esaminare in maniera preliminare il decreto, con tutti gli emendamenti del caso. Il nodo che si è venuto a creare non è facile da sciogliere: se si dovesse rimandare la discussione in Conferenza Stato regioni sarebbero a rischio I fondi stessi. Se il ministro dovesse decidere di andare direttamente a Palazzo Chigi bypassando le regioni, sarebbe guerra.

Qui di seguito quanto sta accadendo.

OCM VINO, REGIONE TOSCANA PRONTA A CHIEDERE ESCLUSIONE MIPAAF DA GESTIONE FINANZIARIA FONDI PROMOZIONE

Da quanto apprende AGRICOLAE la regione Toscana, se si dovesse arrivare allo Scontro totale con il Mipaaf a seguito dei contenuti dell’ultimo decreto che verrà discusso la settimana prossima in Conferenza stato regioni, sarebbe pronta a chiedere che la ripartizione dei 30,5 milioni di euro sia gestito direttamente dale regioni escludendo quindi il minister delle Politiche agricole da una gestione diretta di un bando di rilevanza nazionale. In questo modo il 30 per cento del plafond comunitario gestito ora dal ministero potrebbe essere quindi riassorbito dalle regioni potenziando i programmi multiregionali. Surrogando i programmi di rilevanza nazionale all’interno di un bando multiregionale. Da vedere poi come questo possa essere possibile tecnicamente in fase di discussion del decreto che determina il piano di riparto.

OCM VINO, IL VENETO DI ZAIA SCRIVE: GRAVI ERRORI MIPAAF, A RISCHIO CRITICHE BRUXELLES. SI VA IN CPA. ECCO LA LETTERA

Gravi errori. Talmente rilevanti che non si può non passare per il Cpa., comitato tecnico degli assessori che si riunisce lunedì 8 alle 15:00 che esaminera preliminarmente il testo. Senza escludere possibili critiche da parte di Bruxelles. Questa la valutazione della Regione Veneto sul nuovo decreto Ocm vino di Maurizio Martina. Secondo la regione guidata da Luca Zaia (già ministro dell’agricoltura e ora governatore di una delle regioni più ‘ricche’ dal punto di vista agricolo) la bozza presentata dal Mipaaf “contiene previsioni che impattano notevolmente sul piano finanziario, gestionale e sul sistema di filiera regionale con rilevanza assai importante”. E ci tiene a precisare che “non si concorda con la mancata partecipazione finanziaria della quota nazionale ai progetti multiregionali, trattandosi di azioni comunque coinvolgenti puù territori e, per denominazioni e aziende coinvolte, rappresentativi del sistema italiano di produzione”.

Ma non è finita qui: “si nutrono seri dubbi sulla gestione della domande ammesse secondo il sistema, che comporta, come definito nella bozza, la ridefinizione del progetto approvato, vanificando così l’azione di valutazione fatta per l’ammissibilità e esponendo il sistema alle critiche della Commissione in termine di efficacia della misura (come già evidenziato in precedenti audit da parte dei funzionari comunitari)”.

Infine “non si comprende la validità di alcune scelte espresse nella bozza in contrasto con quanto stabilito dal PNS notificato alla Commissione UE e approvato dalla CSR del 20/4/2017. Gli elementi di criticità sono talmente rilevanti che non si può prescindere da una valutazione ponderata in sede tecnica interregionale e, quindi, in CPA”.

Qui di seguito Agricolae riporta il documento della regione Veneto:

LETTERA VENETO SU OCM DM2017

OCM VINO, FAVA: PASTICCIO MIPAAF-DI GIOIA. CONFERENZA DELLE REGIONI INUTILE, CHIEDERÒ A MARONI DI USCIRE

“Sul decreto Ocm Vino prendiamo atto del pasticcio del Mipaaf, che stabilisce un precedente assolutamente antipatico. L’ennesimo, in verità, che dimostra, se fosse ancora necessario, l’inutilità della Commissione Politiche agricole in Conferenza delle Regioni, ormai totalmente asservita al ministero”.

Ad avanzare l’accusa contro il Mipaaf e il presidente della Cpa, l’assessore pugliese Leonardo di Gioia, è l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, che di fronte a una gestione fallimentare dell’Ocm Vino, addirittura concepita in maniera carbonara e prepotente, punta i piedi.

“Con il decreto di fatto viene legittimato un percorso col quale si cancellano le Ocm multiregionali e si eliminano le graduatorie, con criteri a dir poco sommari – entra nel dettaglio Fava -. Nonostante ciò, il presidente della Cpa Di Gioia non ha ritenuto necessario convocare una riunione tecnica velocemente, probabilmente perché aveva paura di un voto contrario delle Regioni. Ad esempio, dalla mia sarebbe arrivato senza dubbi”.

Patto scellerato. Per l’assessore lombardo “questa è l’ennesima dimostrazione del patto scellerato in atto fra Di Gioia e il ministro Martina, che ha ridotto la Commissione a mero scendiletto di quest’ultimo”.

“Il coordinatore Leonardo Di Gioia – prosegue Fava - in cambio della nomina supportata dal ministro stesso in Ismea, violando le regole non scritte che da decenni hanno regolato i rapporti all’interno della Commissione Politiche agricole, vede di ricambiare il favore prestandosi ancora una volta, e non è certo la prima, a mortificare le prerogative regionali e a rendere sempre più inutile la Cpa”.

Non è tutto. “Se poi scoprissimo nelle prossime settimane che il suo ruolo in Ismea servisse a legittimare altresì operazioni di acquisizione di quote di fondi o altro che difficilmente avrebbero trovato il mio consenso, tutto si spiega – aggiunge Fava -. Sono molto curioso, ad esempio, di sapere come il coordinatore Di Gioia intenda il ruolo, guarda caso sempre di Ismea, nella recente vicenda del contestatissimo e poi ritirato emendamento Federconsorzi”.

Questioni aperte. “Ci sono una serie di interrogativi, insomma, dal mio punto di vista di facile soluzione, per altri miei colleghi, evidentemente, più difficili da interpretare. Resta il dato, comunque, del fallimento totale della gestione della Commissione da parte di Di Gioia, che certifica la morte della stessa. Sto pensando di chiedere al presidente Maroni di uscire dalla Conferenza delle Regioni”.

Agea, Ismea e governo. “Su Agea e Ismea – conclude l’assessore lombardo Fava – non possiamo non evidenziare la coincidenza che siano sempre i pugliesi a puntellare la situazione, che in questo momento scuote anche la maggioranza di governo. Il decreto Ocm Vino senza alcun passaggio interlocutorio in Cpa è solo l’ultima di molte questioni gestite in una zona d’ombra deplorevole”.