ODG CATTANEO, AUTONOMIE SENATO, SU RILANCIO SPERIMENTAZIONE IN CAMPO BIOTECNOLOGIE

Atto Senato Ordine del Giorno 9/1962/6 presentato da ELENA CATTANEO, AUTONOMIE, giovedì 23 luglio 2015, seduta n. 490 che la ricerca biotecnologica agraria pubblica in Italia, adottando ogni iniziativa atta a riprendere la sperimentazione in campo aperto delle innovazioni studiate in ambito pubblico, a tal fine valutando la possibilità di:
- approvare i protocolli sperimentali di messa in campo relativi a ogni singola pianta, pronti dal 2007;
- istituire una Commissione di valutazione delle richieste di sperimentazione, composta anche dai ricercatori più prestigiosi e qualificati, sulla base delle migliori liste di pubblicazioni internazionali;
2) individuare sul territorio dei campi sperimentali di interesse nazionale, differenziati in modo da poter rappresentare le differenti aree climatiche del Paese;
3) assegnare nuovi finanziamenti specifici per rendere possibili le ricerche su nuove piante e microrganismi utili in agricoltura, con particolare riferimento alle tecniche di garanzia della tutela della salute e alla lotta nei confronti dell'abuso di fertilizzanti chimici di cui sono conosciute le negatività, oltre che sulle valutazioni dì impatto ambientale delle innovazioni che vengono sperimentate in campo;
4) attuare la ricerca sulle piante geneticamente migliorate che si occupi di:
- piante transgeniche esenti da brevetti delle grandi multinazionali sementiere, così da proteggere l'agroalimentare nazionale;
- piante e microrganismi utili per aumentare la fertilità dei suoli che hanno ricevuto geni da piante della stessa specie o, ancora;
- piante con geni della pianta stessa spenti al fine di dotarle della capacità di resistere ai parassiti senza dover inserire geni estranei.

Il Senato,
premesso che:
la presente proposta di, legge all'articolo 20 introduce nuove disposizioni in materia di organismi geneticamente modificati in riferimento alla attuazione delle misure transitorie di cui all'articolo 26-quater della direttiva 2001/118/CE relative al Caso EU-Pilot 3972/12/SNCO;
il fine della normativa proposta consiste nel legittimare la perpetuazione dei divieti cautelari "temporanei" di cui all'articolo 26-quater della direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, di colture OGM autorizzate nelle more dell'attuazione della direttiva 2015/412/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, per quanto concerne la possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di organismi geneticamente modificati (OGM);
tale intervento normativo, tempestivamente aggiunto al testo originario nel corso della discussione alla Camera dei deputati, anticipa e prefigura la volontà dell'esecutivo di procedere e rendere strutturale nell'ordinamento, avvalendosi della facoltà concessa dalla direttiva europea 2015/412/UE, il divieto della coltivazione commerciale in Italia di OGM;
proprio in riferimento alla direttiva 2015/412/UE, l'Ordine del Giorno 9/1758/2, avente ad oggetto lo sblocco della ricerca pubblica in campo aperto in tema di OGM, a firma dei senatori Cattaneo, Zanda, Romani, Schifani, De Biasi, Formigoni e Bianconi, nel corso della seduta. n. 449 di mercoledì 13 maggio 2015 è stato ritirato dietro esplicito e reiterato impegno del Governo che, per bocca del Sottosegretario agli Affari europei, on. Sandro Gozi, si dichiarava "perfettamente conscio dell'urgenza e della necessità di trattare e di risolvere il tema della ricerca pubblica in campo aperto, garantendo la massima sicurezza delle nostre coltivazioni tipiche" impegnandosi a farlo prima della pausa estiva;
ad oggi - in prossimità della pausa dei lavori parlamentari - né riscontro, né segno tangibile è stato dato all'impegno assunto in Aula, né il Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, on. Maurizio Martina, ha mai risposto alle pubbliche sollecitazioni sul tema che da tempo sulla stampa dalla comunità scientifica e non vengono sollevate;
l'ordinamento vigente non pone alcuni limite in Italia alla ricerca pubblica sugli OGM, nemmeno rispetto alla sperimentazione in pieno campo che, lungi dall'essere vietata, è burocraticamente impedita per la dolosa inerzia degli organi competenti di non aver ottemperato all'obbligo di individuare siti appositi dove effettuarla e approvare i connessi protocolli di sicurezza come richiesto invece dalla Commissione Europea,
impegna il Governo:
1) a rilanciare, nel recepire la direttiva (UE) 2015/412 cui si lega la disciplina introdotta dall'articolo 20 delle Legge europea 2014 (A.S. 1962), la ricerca biotecnologica agraria pubblica in Italia, adottando ogni iniziativa atta a riprendere la sperimentazione in campo aperto delle innovazioni studiate in ambito pubblico, a tal fine valutando la possibilità di:
- approvare i protocolli sperimentali di messa in campo relativi a ogni singola pianta, pronti dal 2007;
- istituire una Commissione di valutazione delle richieste di sperimentazione, composta anche dai ricercatori più prestigiosi e qualificati, sulla base delle migliori liste di pubblicazioni internazionali;
2) individuare sul territorio dei campi sperimentali di interesse nazionale, differenziati in modo da poter rappresentare le differenti aree climatiche del Paese;
3) assegnare nuovi finanziamenti specifici per rendere possibili le ricerche su nuove piante e microrganismi utili in agricoltura, con particolare riferimento alle tecniche di garanzia della tutela della salute e alla lotta nei confronti dell'abuso di fertilizzanti chimici di cui sono conosciute le negatività, oltre che sulle valutazioni dì impatto ambientale delle innovazioni che vengono sperimentate in campo;
4) attuare la ricerca sulle piante geneticamente migliorate che si occupi di:
- piante transgeniche esenti da brevetti delle grandi multinazionali sementiere, così da proteggere l'agroalimentare nazionale;
- piante e microrganismi utili per aumentare la fertilità dei suoli che hanno ricevuto geni da piante della stessa specie o, ancora;
- piante con geni della pianta stessa spenti al fine di dotarle della capacità di resistere ai parassiti senza dover inserire geni estranei.
(numerazione resoconto Senato G20.100)
(9/1962/6)
CATTANEO

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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