ODG, GIGLIO VIGNA LEGA CAMERA, SU INNALZAMENTO SOGLIA PER DOCUMENTAZIONE ANTIMAFIA

Atto Camera

Ordine del Giorno 9/02220-AR/073

presentato da

GIGLIO VIGNA Alessandro

testo di

Giovedì 5 dicembre 2019, seduta n. 272

La Camera,

premesso che:

il decreto-legge all'esame è un provvedimento che sostanzialmente non diminuisce le tasse, non semplifica gli adempimenti burocratici per cittadini e imprese e, di fatto, agevola il credito bancario;

in particolare il decreto risulta carente di disposizioni urgenti in materia fiscale per un vero rilancio del settore agricolo e non persegue quella semplificazione burocratica, che il precedente governo aveva avviato, e che questo decreto sembra ora invertirne la tendenza complicando ulteriormente gli adempimenti richiesti alle imprese;

una disposizione che si sarebbe potuta introdurre, in quanto urgente ed oltretutto indispensabile per la sopravvivenza di migliaia di imprese agricole, è quella relativa alla necessità di elevare la soglia massima oltre la quale scatta l'obbligo della certificazione antimafia su tutti i terreni agricoli che usufruiscono di fondi europei;

si tratta di un peso burocratico che grava su 135.000 imprenditori agricoli in Italia per un importo medio erogato ciascuno tra i 10 ed i 15.000 euro medi. I problemi veri con la certificazione antimafia non sono da rinvenirsi tra questi piccoli produttori che lavorano la terra con enormi sacrifici;

la legge n. 161 del 2017 ha introdotto, modificando gli articoli 83 e 91 del decreto legislativo n. 159 del 2011 (Codice antimafia), la necessità della documentazione antimafia su tutti i terreni agricoli che usufruiscono di fondi europei; gli organismi pagatori si sono trovati, pertanto, nella condizione di gestire più di un milione di certificazioni antimafia, con ripercussioni negative e immediate sui termini di pagamento stabiliti dalla normativa dell'Unione europea per le erogazioni agricole;

il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito con modificazioni dalla legge 1o dicembre 2018, n. 132, ha disposto che «Le disposizioni degli articoli 83, comma 3-bis, e 91, comma 1-bis, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, limitatamente ai terreni agricoli che usufruiscono di fondi europei per importi non superiori a 25.000 euro, non si applicano fino al 31 dicembre 2019»;

la preoccupazione maggiore era riferita al possibile inasprimento burocratico e al rischio di blocco dei pagamenti per centinaia di migliaia di aziende agricole, derivante dalla mancata produzione della richiesta documentazione antimafia, che le imprese sono tenute a fornire per poter accedere ai contributi comunitari; il suddetto decreto-legge, quindi, poneva fine ai timori di molti piccoli produttori di doversi scontrare con una burocrazia che frena il recepimento di risorse in molti casi vitali per la sopravvivenza delle aziende, questo perché il mutamento del quadro normativo ha comportato un aumento ingente della mole di lavoro a carico degli uffici preposti a richiedere la documentazione antimafia;

a fronte di questo consistente aggravio della quantità di aziende per le quali deve essere richiesta la documentazione antimafia, l'attuale normativa pone un ulteriore ostacolo non consentendo l'utilizzo di una informativa antimafia, in corso di validità, richiesta per un dato procedimento anche per altri procedimenti che la stessa azienda ha attivato nel medesimo periodo;

si ritiene necessario stabilizzare l'importo di 25.000 euro quale importo soglia oltre il quale è necessario acquisire la documentazione antimafia nella erogazione a favore delle imprese agricole. Tale soglia, risulta essere sufficientemente bassa da poter rappresentare una effettiva garanzia nella corretta erogazione dei contributi agricoli. Di contro un ulteriore aumento del numero di soggetti coinvolti, che deriva dalla riduzione della soglia a 5.000 euro a scadenza della proroga ottenuta con il decreto-legge n. 113/2018, rappresenterebbe un onere insostenibile per i soggetti erogatori, per le Prefetture ma soprattutto per le imprese agricole che verrebbero coinvolte a fronte di contributi sostanzialmente bassi;

nella logica della semplificazione burocratica e della riduzione della pressione fiscale per le imprese agricole,

impegna il Governo

a prevedere con urgenza, stante l'approssimarsi della scadenza del 31 dicembre 2019, di innalzare la soglia necessaria ai di sopra della quale è richiesta la documentazione antimafia, possibilmente in maniera strutturale, portandola dai 5,000 euro previsti a partire dal 2020 agli attuali 25.000 euro, in quanto se non si attenuano gli effetti, la norma rischia di produrre un impatto burocratico di notevoli dimensioni, nonché a prevedere disposizioni urgenti che prevedano l'eliminazione del limite temporale di utilizzabilità ed efficacia della documentazione antimafia acquisita per un determinato soggetto e procedimento anche per procedimenti diversi inerenti il medesimo soggetto.

9/2220-AR/73. Giglio Vigna, Cavandoli, Covolo, Gusmeroli, Bubisutti, Gastaldi, Golinelli, Liuni, Lolini, Loss, Manzato, Patassini, Viviani.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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