ODG, NEVI FI CAMERA, SU AGEVOLAZIONI IMU A PENSIONATI

Atto Camera

Ordine del Giorno 9/01074-A/012

presentato da

NEVI Raffaele

testo di

Martedì 14 maggio 2019, seduta n. 175

La Camera,

premesso che:

in materia di applicazione delle norme in materia di IMU agricola nel corso dell'esame del provvedimento è stato presentato l'emendamento 20.0150 volto a chiarire l'ambito soggettivo di applicazione delle norme introdotte negli ultimi anni, positivizzando quanto già affermato da documenti di prassi amministrativa, in ordine alla legittimità di concessione delle agevolazioni IMU anche ai pensionati che continuano l'esercizio delle attività agricole, mantenendo l'iscrizione previdenziale, nonché alla società agricola a condizione che debba essere accertato il possesso dei requisiti previdenziali solo in relazione al socio che abbia la qualifica di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale;

inoltre, si è inteso recepire nell'ambito del diritto positivo la posizione espressa dall'Amministrazione finanziaria che, in merito alla applicabilità delle norme agevolative in materia di IMU agricola, equipara i familiari coadiuvanti del coltivatore diretto, che risultino iscritti anch'essi nella gestione previdenziale agricola quali coltivatori diretti, al titolare coltivatore diretto dell'impresa agricola al cui esercizio i medesimi familiari partecipano attivamente;

nonostante il recente intervento legislativo di cui alla legge di bilancio per il 2019 (articolo 1, comma 705, della legge 30 dicembre 2018, n. 145), volto a riconoscere detta equiparazione, recependo una prassi già consolidata in tal senso, alcune Amministrazioni comunali hanno ritenuto che la norma avesse effetto innovativo e, come tale, applicabile esclusivamente a far data dall'entrata in vigore della predetta legge, ossia dal 1o gennaio 2019;

nel numero complessivo di coltivatori diretti e di imprenditori agricoli professionali iscritti nella gestione previdenziale agricola sono ricompresi sia i titolari dell'impresa agricola che i loro coadiuvanti familiari, nonché coloro che, pur percettori di pensione agricola, continuano a svolgere attività in agricoltura e, come tali, mantengono l'iscrizione nella relativa gestione previdenziale agricola;

tutti i suddetti soggetti sono tenuti al pagamento degli stessi importi a titolo di contribuzione previdenziale, non essendoci alcun distinguo a tal fine tra titolari di impresa e suoi coadiuvanti, anche se pensionati;

pertanto, la disposizione agevolativa introdotta con la legge di stabilità 2016 (articolo 1, comma 13, della legge 28 dicembre 2015, n. 208) finalizzata ad esonerare dal pagamento dell'IMU i terreni agricoli di proprietà dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali, a condizione che siano iscritti nella gestione previdenziale agricola, era già accompagnata dalla necessaria copertura finanziaria riferita ai soggetti risultanti iscritti nella predetta gestione previdenziale e, quindi, anche ai coadiuvanti familiari.

analogamente la Relazione tecnica riferita al comma 705, articolo della legge 30 dicembre 2018, n. 145 espressamente afferma che l'intervento «non amplia gli ambiti di applicazione dei regimi di vantaggio agricoli e, pertanto, alla disposizione non si ascrivono effetti finanziari»;

conclusivamente appare chiaro che, a fronte di interpretazioni difformi, è necessario uniformare la prassi amministrativa anche in considerazione del fatto che non si introducono nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di emanare disposizioni interpretative volte a chiarire che ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1, comma 2, della legge 27 luglio 2000, n. 212:

a) l'articolo 1, comma 705, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 si interpreta, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1, comma 2, della legge 27 luglio 2000, n. 212, nel senso che le disposizioni ivi recate si applicano anche ai periodi di imposta precedenti all'entrata in vigore della citata legge n. 145; l'articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, si interpreta nel senso che nelle agevolazioni tributarie sono comprese anche quelle relative ai tributi locali; l'agevolazione in titolo deve essere assicurata anche ai pensionati che continuano a svolgere attività in agricoltura mantenendo l'iscrizione nella relativa gestione previdenziale agricola nel caso in cui l'agevolazione sia invocata da società agricole, l'iscrizione nella previdenza agricola deve essere verificata esclusivamente in capo al socio qualificante.

9/1074-A/12. (Testo modificato nel corso della seduta) Nevi.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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