ODG, SPENA FI CAMERA, SU PROROGA APPLICAZIONE ETICHETTATURE D’ORIGINE

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Atto Camera

Ordine del Giorno 9/02325-AR/108

presentato da

SPENA Maria

testo di

Mercoledì 19 febbraio 2020, seduta n. 307

La Camera,

premesso che:

il comma 3 dell'articolo 28 del provvedimento in esame incrementa di 6,5 milioni di euro per l'anno 2020 la dotazione finanziaria per il Piano straordinario per il Made in Italy, di cui all'articolo 30, comma 1, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133;

al fine di valorizzare il Made in Italy agroalimentare, sin dall'atto del suo insediamento il Ministro dell'agricoltura ha annunciato che elemento centrale della propria attività in sede di Unione europea avrebbe riguardato l'etichettatura di origine. Il 27 gennaio 2020 è stata notificata alla Commissione europea la proposta italiana relativa a un sistema di etichettatura nutrizionale dei prodotti alimentari, che ha l'obiettivo di costituire un'alternativa al sistema francese del Nutriscore. Il sistema proposto dall'Italia si basa su un simbolo «a batteria», denominato NutrInform Battery;

nel maggio 2019 la Commissione Europea ha dichiarato non conformi al diritto dell'Unione europea le disposizioni in materia di etichettatura contenute nell'articolo 3-bis del «decreto semplificazioni» (decreto-legge

n. 135 del 2018, convertito in legge n. 12 del 2019) sull'origine degli alimenti, notificato peraltro in ritardo dall'Italia il 7 marzo 2019;

il 1o aprile 2020 entrerà in vigore il Regolamento di esecuzione (UE) 2018/775 della Commissione recante modalità di applicazione dell'articolo 26, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, per quanto riguarda le norme sull'indicazione del paese d'origine o del luogo di provenienza dell'ingrediente primario;

con «ingrediente primario» si intende: «l'ingrediente o gli ingredienti di un alimento che rappresentano più del 50 per cento di tale alimento o che sono associati abitualmente alla denominazione di tale alimento dal consumatore e per i quali nella maggior parte dei casi è richiesta un'indicazione quantitativa»;

secondo il Regolamento l'obbligo di esplicitare la provenienza scatterà soltanto per i cibi che si dichiarino « made in Italy» oppure inseriscano sulla confezione il tricolore. Qualora si configuri, tale obbligo si potrà assolvere con un generico «origine Ue», o «Ue e non Ue». Negli altri casi, il produttore avrà la facoltà di non rivelare la vera origine delle materie prime impiegate. Ne consegue che dal 1o aprile 2020 verrà a cadere la normativa nazionale che rende obbligatorio indicare in etichetta, ad esempio sulle confezioni di alimenti come pasta, riso, latte e passata di pomodoro, la provenienza della materia prima utilizzata;

il regolamento non si applica ai prodotti Dop, Igp e Stg (Specialità tradizionale garantita) né a quelli a marchio registrato che a parole o con segnali grafici, indicano già di per sé la provenienza del prodotto. Ciò significa le aziende che falsificano il cibo italiano potranno continuare a vendere indisturbate proprio grazie al fatto di avere un marchio registrato che richiama all'Italia;

nel dicembre 2019 in sede di Consiglio Europeo, il Ministro dell'agricoltura ha chiesto slittamento di un anno dell'entrata in vigore del Regolamento di esecuzione (UE) 2018/775, presentando in quella sede documento sull'etichettatura di origine concordato con Italia, Spagna, Portogallo e Grecia. Secondo notizie riportate dalla stampa, la Francia ha già chiesto una proroga per i suoi decreti «Origine» che impongono l'indicazione di provenienza del latte e della carne usati in preparazioni alimentari;

gli effetti della normativa dell'Unione Europea sopra descritta sono di amplissima portata e addirittura imponderabili. Si consideri che gli accordi di libero scambio che l'Unione Europea sta siglando (Ceta, Mercosur ed altri), in connessione con il Regolamento (UE) 2018/775 potrebbero portare alla piena legalizzazione e commerciabilità dei prodotti « Italian Sounding». Si consideri che la preferenza accordata dai consumatori alla pasta recante in etichetta la menzione «grano italiano» ha avuto l'effetto di innalzare i prezzi pagati all'ingrosso per il grano duro di produzione nazionale,

impegna il Governo:

ad adottare ogni possibile iniziativa in sede di Unione europea, per prorogare l'entrata in vigore del Regolamento di esecuzione (UE) 2018/775 della Commissione, ai fini di una revisione dello stesso che non danneggi l'agroalimentare italiano;

a richiedere la proroga per l'applicazione delle etichettature d'origine già regolarmente in essere sul territorio nazionale, ai fini della tutela dei consumatori e dell'agroalimentare nazionale.

9/2325-AR/108. Spena.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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