ORIGINE E STABILIMENTO IN ETICHETTA. FAVA: DA MARTINA GIOCHI DI PRESTIGIO. ECCO LA RISPOSTA DELL’UE

“Mentre Maurizio Martina è più impegnato nella faida interna del Partito Democratico che a fare il ministro delle Politiche agricole, il parlamentare europeo della Lega Nord, Angelo Ciocca, scoperchia senza timore di smentita i giochi di prestigio dei ministri Martina e Calenda sui famigerati decreti sull’origine dei cibi e lo stabilimento di produzione nelle etichette degli alimenti, come riportato dal giornalista Attilio Barbieri sul sito www.italiainprimapagina.it”.

Così l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, rilancia quanto aveva già denunciato a più riprese, a partire dallo scorso aprile, in tema di decreti sull’etichettatura, platealmente fasulli, perché non visti o non ammessi dall’Unione europea.

“Abituato ai volteggi del governo – prosegue Fava - non escludo una replica piccata o, più probabilmente, fuori tema, da parte di Martina o di qualche parlamentare nostrano, che aspira alla riconferma in Parlamento. Ritengo tuttavia che sia difficile smentire la risposta del commissario europeo per la Salute e la Sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis, all’interrogazione dell’onorevole Ciocca”.

La situazione, come detto, era stata denunciata in più occasioni dall’assessore lombardo, non ultima dopo l’incontro con il commissario Ue all’Agricoltura, Phil Hogan, che aveva descritto uno scenario ben diverso da quello millantato da Martina.

“Da mesi denunciavo che i decreti sull’origine obbligatoria per pasta e riso e sullo stabilimento di lavorazione o confezionamento non avevano ricevuto mai alcuna valutazione positiva dalla Commissione europea, con grave danno per i produttori e le aziende italiane, chiamate ad adeguarsi a decreti nazionali illegittimi e, comunque, inesistenti per l’Unione europea. Sappiamo, nella cronistoria riassunta da Barbieri, che tali dispositivi erano stati dichiarati incompatibili con il diritto comunitario, ritirati e notificati a più riprese e comunque sempre diversi. Ora apprendiamo che è in corso la valutazione della Commissione Ue per quello sullo stabilimento di produzione. Vedremo come andrà a finire, anche se le previsioni non sono certo esaltanti. Nel frattempo, fingiamo che in Italia vada tutto bene”.

 

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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