OSSERVATORIO AGRI&FOOD DI CREMONAFIERE. TUTTI I NUMERI DELL’AGROALIMENTARE

08 - Paesaggio collinare (foto Covassi)

LATTE

Parmigiano Reggiano, dopo gli arresti il Consorzio puntualizza

Il direttore del Centro Servizi per l’Agroalimentare di Parma, Sandro Sandri, e altre tre persone sono agli arresti domiciliari nell’ambìto di una maxi-operazione che i Nas dei Carabinieri di Parma hanno portato a termine nei giorni scorsi. Altre 63 persone sono state indagate e 2440 forme di Parmigiano Reggiano sequestrate. Al centro delle indagini il rinvenimento di aflatossina nel latte con cui si produceva il formaggio. Tutti sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al falso in atto pubblico, alla commercializzazione di sostanze alimentari nocive e tentata truffa aggravata diretta alla ricezione di pubbliche erogazioni per il latte qualità. Gli inquirenti ritengono che le analisi di sicurezza alimentare sarebbero state falsificate, permettendo che il latte contaminato attraverso la tossina proveniente da mais infetto fosse utilizzato per produrre le forme di Parmigiano Reggiano. Dalle indagini è emerso che gli sforamenti di aflatossina presente nel mais utilizzato per l’alimentazione delle bovine raggiungeva anche il doppio di quanto consentito dalla legge e dalle regole comunitarie. Inoltre, le analisi condotte dal Centro Servizi per l’Agroalimentare di Parma non indicavano la reale presenza di aflatossina nelle partite di latte. Essenziale ma ferma la presa di posizione del Consorzio del Parmigiano Reggiano che ha ringraziato i ministri Beatrice Lorenzin e Maurizio Martina, oltre alla Procura di Parma e ai carabinieri del Nas per l’azione repressiva portata a termine e per la solidarietà espressa nei confronti del sistema produttivo. “Non conosciamo i presupposti dell’indagine, ma sottolineiamo l’importanza del tempestivo intervento delle autorità pubbliche. Se verranno confermate le responsabilità di questa vicenda – prosegue il Consorzio – auspichiamo che gli interessati siano perseguiti con la massima severità. In questa azione il Consorzio farà fino in fondo la propria parte, rappresentando un sistema produttivo serio che subisce un’azione lesiva degli interessi di tutti i produttori”.

 

SUINI

Classificazione delle carcasse, le equazioni della discordia

Continuano a tenere banco le nuove equazioni di stima per la classificazione delle carcasse. Il nuovo metodo di calcolo infatti, secondo una recente sperimentazione effettuata dal Crpa che su mandato del Mipaaf lo ha elaborato, estromette dal circuito tutelato oltre il 20% delle cosce prodotte per il Prosciutto crudo Dop perché troppo magre per quel tipo di produzione destinandole quindi alla classe E della griglia Seurop. Gli allevatori, secondo i loro calcoli, rischiano di subìre una penalizzazione di circa 1000 euro per ogni carico di maiali mandati al macello i quali, a loro volta, avranno tempo fino all’8 settembre prossimo per dotarsi degli strumenti autorizzati da Bruxelles per effettuare la classificazione. A Cremona e a Modena intanto gli allevatori si sono dati appuntamento per discutere e tentare di trovare una strada che possa valorizzare le cosce non conformi a diventare Prosciutto di Parma dop. Una strada in salita che non può prescindere da una maggiore aggregazione del comparto, spesso troppo diviso in sterili individualismi o appartenenze sindacali. Le proposte comunque non mancano. Qualcuno propone lo spacchettamento del Consorzio di tutela del Prosciutto di Parma con relativa revisione del Disciplinare di produzione, qualcun altro la creazione di un Consorzio composto di soli allevatori per il Suino Dop, altri l’Igp per i maiali di classe E. Ma la soluzione più percorribile, stando alle dichiarazioni più accreditate, è il definitivo lancio dell’Sqn (Sistema qualità nazionale).

 

ALIMENTAZIONE ZOOTECNICA

Alberto Allodi riconfermato alla presidenza di Assalzoo

Alberto Allodi è stato riconfermato alla presidenza di Assalzoo. La rielezione è avvenuta il 26 giugno a Bologna durante l’annuale assemblea dell’Associazione che raggruppa oltre il 90% delle aziende mangimistiche italiane con un fatturato complessivo di oltre 7 miliardi di euro e una produzione che anche nel 2013 ha superato i 14 milioni di tonnellate nonostante una lieve flessione, -0,6%, rispetto all’anno precedente. “L’Italia continua a far parte stabilmente del G7 dei produttori europei di mangimi mantenendo, in Europa, il 5° posto – ha dichiarato Allodi nella sua relazione – e questo nonostante il perdurare dell’onda lunga della crisi economica e nonostante il nostro Paese sconti più di altri una dipendenza cronica dall’approvvigionamento di materie prime dall’estero, non essendo la produzione agricola italiana sufficiente a soddisfare il fabbisogno interno per l’alimentazione animale”. All’assemblea ha partecipato anche Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, che ha sottolineato la necessità di mettere in campo tutti gli strumenti per sostenere la produzione agroalimentare “superando i protezionismi, dimostrando un forte senso di responsabilità e puntando con forza sull’innovazione. L’ingegno italiano – ha concluso Guidi – deve partecipare alla crescita conoscitiva del domani, perché la tradizione di oggi non è altro che l’innovazione di ieri”.

 

AGROENERGIE

Nonostante le modifiche al Decreto la tassazione resta complicata

Tempo di tasse, tempo di conteggi. E a quanto pare quelli relativi al calcolo per l’acconto delle agroenergie è particolarmente complesso. Lo illustra sul n. 24 dell’Informatore Agrario Daniele Hoffer, il quale sottolinea che con il decreto legge n. 66/2014 sono state introdotte rilevanti novità applicabili già da quest’anno, tra cui la variazione dell’aliquota Irap anche per il settore agricolo, passata dall’1,9% al 1,7%, con percentuale dell’1,8% utilizzabile per l’eventuale calcolo revisionale dell’acconto 2014 e in particolare la nuova pesante tassazione delle agroenergie. Limitatamente all’anno in corso, scrive Hoffer, la conversione in legge del decreto ha stabilito che il calcolo della percentuale forfettaria del 25% va effettuato solo sul valore dell’energia prodotta, escludendo la parte riferibile all’incentivo, e solo sulla parte eccedente un’apposita franchigia che identifica la parte di produzione che rimane in ogni caso compresa nel reddito agrario. Questa franchigia è stata stabilita in 260.000 kWh/anno per gli impianti fotovoltaici e 2.400.000 kwH/anno per quelli di biogas o biomasse.

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

 

Un sostegno economico alle imprese in difficoltà

Abi, Coldiretti e Creditagri Italia, assieme ad altri soggetti, hanno sottoscritto un Protocollo di intesa sugli interventi diretti al sostegno delle imprese agricole in difficoltà. L’obiettivo è assicurare un sostegno al nostro tessuto imprenditoriale per fare fronte ad interventi di bonaria ricomposizione debitoria e conseguente risanamento aziendale. Gli uffici di CreditAgri Italia, attraverso i propri specialisti, presteranno massima attenzione alla valutazione di ogni istanza informativa e consulenziale. (Fonte: www.ilpuntocoldiretti.it)

 

La ricerca sugli Ogm deve continuare

Confagricoltura Veneto, Lombardia, Friuli, Piemonte, Emilia Romagna, Campania e Puglia si uniscono all’appello dei 700 agricoltori che hanno scritto alla senatrice Elena Cattaneo manifestando il loro desiderio di vedere riaperta la ricerca sugli organismi geneticamente modificati in Italia e di poterli coltivare. L’associazione degli agricoltori concorda con le parole della senatrice: gli appezzamenti coltivati a mais Ogm in Friuli sono un’occasione preziosa, agli istituti di ricerca deve venir data la possibilità di verificare in quei campi coesistenza, sanità della granella Ogm, rispetto della biodiversità. Inoltre tali coltivazioni potrebbero essere utilizzate per fare della corretta divulgazione fra gli addetti ai lavori e dell’informazione scevra da pregiudizi rivolta ai consumatori e ai cittadini. (Fonte: www.confagricolturalombardia.it)

 

Truffa al Parmigiano Reggiano. Non paghino gli allevatori

“E’ una vicenda che inquieta, ma che conferma l’efficienza dei sistemi di controllo sui prodotti alimentari e sulle ripetute truffe che mettono a repentaglio la salute dei consumatori, la reputazione dei produttori onesti e l’immagine del made in Italy”. È il commento di Antenore Cervi, vicepresidente della Cia Emilia Romagna a seguito del sequestro di forme avvenuto nel Parmense ad opera dei Nas. “L’azione delle forze dell’ordine è stata esemplare e auspichiamo che se dovessero essere accertate e confermate responsabilità venga usata fermezza nei provvedimenti giuridici. Purtroppo – incalza Cervi – l’anello più debole della filiera, ovvero i produttori, ne paga le spese maggiori, oltre ad innescare un clima di sfiducia da parte dei consumatori nei confronti di un mondo produttivo che gode di una elevata stima”. (Fonte: www.emiliaromagna.cia.it)

La Libera in assemblea. Il presidente Piva sferza le istituzioni

Alla presenza del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, dell'assessore regionale all'Agricoltura Gianni Fava e del presidente nazionale della Confagricoltura Mario Guidi, si è svolta presso i locali di Cremonafiere l'assemblea della Libera Associazione Agricoltori, presieduta da Antonio Piva. Ai lavori è intervenuto anche, telefonicamente, il presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo Paolo de Castro. Il presidente della Libera ha incentrato il suo intervento su competitività, sburocratizzazione e giovani. In particolare, ha invitato a non alimentare illusioni tra i molti che si affacciano con interesse ad un settore che, purtroppo, ultimamente non dà "adeguate prospettive di reddito. E’ incredibile che un settore trainante come questo e che insieme al turismo costituisce la principale arma su cui puntare per portare il Paese fuori dalla crisi, stia ancora aspettando un ritorno economico soddisfacente – ha sottolineato Piva - Occorre dare ai giovani vere opportunità e per questo è necessario che le Istituzioni lavorino a fianco delle imprese per ciò che concerne l'accesso al credito, la sburocratizzazione e l'accompagnamento alla internazionalizzazione”. (Fonte: www.agrapress.it)

 

In aumento nel primo trimestre le importazioni di suinetti

Nei primi tre mesi dell’anno si è registrato un aumento nelle importazioni di suini di peso inferiore a 50 kg (+47% rispetto allo stesso periodo del 2013), il quantitativo più consistente degli ultimi 5 anni. Lo rende noto Anas (Associazione nazionale allevatori suini) che sottolinea anche il più contenuto incremento delle importazioni di suini di peso superiore a 50 kg (+2,6% rispetto al primo trimestre del 2013. (Fonte: www.anas.it)

 

Macchine agricole, un 2013 di vendite al top

In occasione dell’assemblea annuale di FederUnacoma sono stati diffusi i dati economici del settore. Nel 2013 in Italia la produzione di macchine agricole è aumentata superando la quota di 7,7 miliardi di euro e avvicinandosi ai livelli raggiunti nel 2018 quando si toccarono 8,2 miliardi. In termini complessivi, il comparto della meccanizzazione per l’agricoltura e il movimento terra sfiora quota 10,2 miliardi di euro, con un incremento dell’1% sul 2012. Un aumento che va attribuito al buon andamento delle esportazioni, che nel 2013 hanno incassato un incremento complessivo in valore del 5,8%. (Fonte: www.unacoma.it)

 

Il Brasile apre le porte ai salumi italiani

Le autorità brasiliane hanno comunicato l’approvazione del nuovo certificato sanitario per l’esportazione dall’Italia verso il Brasile di prodotti derivati dalle carni suine. E’ stato infatti pubblicato nei giorni scorsi il provvedimento con cui le Autorità locali hanno riconosciuto la regionalizzazione della malattia Vescicolare e quindi autorizzato l’ingresso di prodotti di salumeria stagionati almeno 30 giorni come salami, pancette, coppe provenienti da Lombardia, Emilia-romagna, Veneto, Valle d’Aosta, piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Marche e le province autonome di Trento e Bolzano. (Fonte: www.assica.it)

 

Ancora in discesa a maggio l’indice dei prezzi agricoli

Ancora ribassi dei prezzi agricoli alla prima fase di scambio. L'indice Ismea è sceso a maggio a 130,9 (base 2000=100), facendo segnare una flessione dello 0,6% su aprile e del 5,4% rispetto a maggio di un anno fa.
 Nell'aggregato zootecnico si registra una flessione media dei prezzi dello 0,8%, con riduzioni più marcate per i lattiero-caseari (-1%) e solo marginali per gli animali vivi e le uova (-0,6%). Tra questi ultimi, avicoli, suini e ovi-caprini hanno beneficiato nel mese in esame di rincari rispettivamente del 2,4%, 0,8% e 0,5%, mentre arretrano su aprile i bovini (-2,1%) e le uova (-1,6%). 

Passando al confronto su base annua le quotazioni chiudono con un +1,3% annuo. A sostenere i listini è stata unicamente la componente dei lattiero-caseari (+4%), mentre animali vivi e uova hanno ceduto l'1,2% rispetto a maggio 2013. (Fonte: www.ismea.it)

 

Falsa Mortadella Bologna Igp in Spagna, il Pacchetto Qualità sventa la truffa

Nei giorni scorsi i Nuclei Antifrodi dei Carabinieri hanno scoperto in Spagna, durante l'avvio dell'Operazione 'Estate sicura', una linea di commercializzazione di 'Mortadela Bolonia'. Paolo De Castro, presidente uscente alla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo ha sottolineato come, anche in questo caso, le misure europee per la tutela dei prodotti agroalimentari di qualità si siano dimostrate tempestive ed efficaci. La clausola ex-officio che prevede il sequestro di questi prodotti, introdotta lo scorso anno dal Parlamento europeo all'interno del Pacchetto Qualità, si conferma uno strumento fondamentale di tutela dei prodotti certificati da usurpazioni, imitazioni ed evocazioni. Il ritrovamento e il sequestro in Spagna di falsa "Mortadella Bologna Igp", è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra Autorità italiane, spagnole e Consorzio di Tutela. (Fonte: www.paolodecastro.it)

 

Bisogna incrementare l’export agroalimentare della Ue

“I dati diffusi da Roger Waite, portavoce di Ciolos, sull’export Ue che situa al quarto posto l’Italia per l’importanza del commercio agroalimentare - dichiara il presidente nazionale di Confeuro, Rocco Tiso - sono motivo di orgoglio e fiducia. Il Belpaese ha esportato nel mondo prodotti agroalimentari per un valore di 11,2 miliardi di euro e ne ha importati per 9,6 miliardi, con un saldo positivo di 1,6 miliardi, a dimostrazione di quanto le esportazioni siano un alto valore aggiunto rispetto alle importazioni. Gli ottimi risultati ottenuti dall’Ue in generale (diventato il maggior esportatore di prodotti agricoli al mondo per un valore di 120 miliardi di euro) e dai prodotti nostrani in particolare - continua Tiso - non devono certo essere un punto d’arrivo, bensì un nuovo slancio, fungendo da stimolo per sviluppare la multifunzionalità e il potenziale del settore”. (Fonte: www.confeuro.it)

 

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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