OSSERVATORIO AGRI&FOOD DI CREMONAFIERE

LATTE 1Etichettatura obbligatoria per latte e derivati,

lo schema del Decreto è arrivato a Bruxelles

Lo schema di decreto che introduce l’indicazione obbligatoria dell’origine per i prodotti lattiero-caseari in Italia è stato inviato per la prima verifica a Bruxelles. Prende quindi avvio l’iter autorizzativo previsto a livello europeo sull’etichettatura obbligatoria per latte e formaggi. Lo rende noto il Mipaaf che in una nota ribadisce come questo sistema consentirà di indicare con chiarezza al consumatore la provenienza delle materie prime di motli prodotti come latte, burro, yogurt, mozzarella, formaggi e latticini. “Siamo davanti a un passo storico – ha dichiarato il minsitro Maurizio martina – che può aiutare tutto il sistema lattiero-caseario italiano. Parliamo di un comparto che nel suo complesso vale più di 20 miliardi di euro e che vogliamo dotare di maggiori strumenti per competere. Ci sono analisi che dimostrano la propensiione dei consumatori anche a pagare di più per un prodotto che sia d’origine italiana tracciata. Con questo decreto sarà possibile sfruttare questi spazi perché finalmente i consumatori potranno essere pienamente informati. L’indicazione chiara ed evidente dell’origine della materia prima è un elemento cruciale per valorizzare il lavoro di più di 34mila allevatori che rappresentano il cuore pulsante di questo settore. Il nostro impegno per salvaguardare il loro reddito è quotidiano e spingiamo perché ci sia un ulteriore rafforzamento dei rapporti di filiera nel nostro Paese. Lavoriamo ancora a Bruxelles perché questa sperimentazione apra la strada a un passo europeo ancora più forte”. Da un’indagine demoscopica commissionata da Ismea emerge che il 67% dei consumatori italiani intervistati si dichiara disposto a pagare dal 5 al 20% in più per un prodotto lattiero-caseario che abbia chiara in etichetta la sua origine italiana. Non solo. Ben 9 italiani su 10 dichiarano che è importante conoscere l’origine delle materie prime per questioni legate al rispetto degli standard di sicurezza alimentare, in particolare per latte fresco e i prodotti lattiero-caseari. Il Decreto prevede che il latte o i suoi derivati dovranno avere obbligatoriamente indicata l’origine della materia prima in etichetta riportando il Paese dove è avvenuta la mungitura; il Paese dove è avvenuto il confezionamento; il Paese dove il latte è stato trasformato.
LATTE 2

Crisi del latte, Confagricoltura in missione a Bruxelles

In una nota di Agrapress si apprende che Confagricoltura sta seguendo da vicino i lavori delle Istituzioni europee sulla crisi del latte e sulle contromisure da varare a livello di legislazione comunitaria. In tale ottica ha promosso nelle scorse settimane una due giorni a Bruxelles interamente dedicata al settore. “Il mercato nazionale ed europeo del latte – ha osservato Confagricoltura – è caratterizzato ormai da alcuni mesi da un notevole squilibrio tra le zone di produzione europee e da una drastica riduzione dei prezzi alla stalla. La situazione è acuita dall’embargo russo e dalle riduzioni delle importazioni dalla Cina, nonchè dal venir meno dei vincoli alla produzione europea”. Secondo il vicepresidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, e il presidente della Federazione di prodotto lattiero-caseario dell’Organizzazione, Luigi Barbieri, che hanno guidato la delegazione, a livello europeo è stato trovato ampio consenso sulle misure che a giudizio di Confagricoltura sono necessarie e con procedura d’urgenza per il contenimento della produzione, quantomeno transitoria, nei momenti di crisi del settore. Secondo i rappresentanti dell’organizzazione agricola queste misure “vanno finanziate con risorse del bilancio Ue e attuate in tutti gli Stati membri in maniera proporzionale alle eccedenze produttive dell’ultima campagna e del livello di autoapprovvigionamento del Paese interessato”. Confagricoltura ha poi chiesto l’obbligo, a livello comunitario, dell’indicazione dell’origine della materia prima in etichetta per i prodotti lattiero-caseari che la Francia ha chiesto di applicare in via eccezionale sui propri prodotti. Tale norma andrà estesa, al più presto, a livello europeo e su questo ha riscontrato segnali importanti di condivisione da parte delle organizzazioni agricole dei Paesi produttori più importanti e del Parlamento europeo. Durante la due giorni a Bruxelles la delegazione ha avuto una fitta serie di appuntamenti per definire proposte e strategie da presentare a breve a istituzioni e stakeholder comunitari, così come sono stati organizzati incontri con gli europarlamentari italiani e gli uffici della Commissione e colloqui con le varie delegazioni delle organizzazioni agricole degli altri Paesi europei per valutare proposte e strategie comuni.
ANTIBIOTICI

Poultry Summit Europe, prima edizione dedicata all’uso razionale degli antimicrobici

Il 17 e il 18 maggio scorsi si è tenuta a Utrecht, nei Paesi Bassi, la prima edizione del Poultry Summit Europe in cui si è discusso di un tema particolarmente attuale: la sfida agli antibiotici.

Ne dà conto nella sua settimanale newsletter il sito di Unaitalia (www.unaitalia.com) riportando i passi salienti dell’evento che si è focalizzato su alcuni temi chiave: consumatore/cliente, mondo scientifico e mondo industriale. In particolare, durante il primo giorno del Summit si è discusso di selezione genetica, allevamento e biosicurezza. Per il genetista americano Randy Borg “il settore del pollame è in rapida crescita al tasso di +1,8% l’anno, ma per essere in grado di aumentare in modo sostenibile occorre ricorrere a dosi sempre minori di antibiotici”. Alla luce dell’esperienza fatta all’interno di una Società di riproduttori, Borg ha sottolineato che negli ultimi decenni il settore avicolo ha raggiunto importanti miglioramenti in termini di crescita e di trasformazione degli alimenti, anche se bisognerebbe chiedersi se questi traguardi rispondono alle future esigenze della società. Secondo Adrian Smulders di Cargill Premix and Nutrition Emea, “l’alimentazione precoce dei pulcini sarà molto importante per puntare a una riduzione degli antibiotici in tutta la catena produttiva”, mentre per Beatrice Conde-Petit, responsabile della sicurezza alimentare di Bühler, cui è toccato affrontare il tema sull’importanza dell’igienizzazione per il controllo della Salmonella nei mangimi “il campionamento delle materie prime dove il patogeno può annidarsi non è affidabile perché la Salmonella non si presenta in modo omogeneo nel prodotto. Quindi la procedura di verifica non è sufficiente a garantire che i pellet prodotti siano liberi da Salmonella: dobbiamo quindi distruggerla al momento del processo di trasformazione dei mangimi”. Infine, per Jeroen Dewulf, professore ordinario presso la facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Gand, in Belgio, “se parliamo di biosicurezza dobbiamo partire dal suo significato reale che è quello di tenere sotto controllo l’igiene, tenendo presente che essa coinvolge anche la logistica degli animali. Presso il nostro Istituto abbiamo sviluppato uno strumento quantitativo per misurare la biosicurezza negli allevamenti di broiler e il rapporto con le prestazioni tecniche e l’uso degli antimicrobici. Si tratta di un sistema di punteggio legato alla biosicurezza interna e esterna che fornisce all’agricoltore, al veterinario, al consulente una buona visione della situazione e dei possibili effetti in caso di miglioramento. Lo strumento è stato reso liberamente accessibile. Attualmente – ha concluso nel suo intervento – è disponibile per suini e broiler, ma preso lo sarà anche per le vacche da latte”.
ALIMENTI ZOOTECNICI

Assemblea Assalzoo, un 2015 con più produzione ma meno valore

Il 27 maggio scorso si è svolta a Roma l’annuale assemblea di Assalzoo durante la quale il presidente, Alberto Allodi, ha illustrato i dati produttivi relativi al 2015 e fornito una previsione per l’attività dei prossimi anni dell’associazione che raggruppa quasi la totalità delle ditte mangimistiche italiane. L’occasione è stata anche quella di festeggiare i 70 anni dalla fondazione. La produzione italiana di mangimi destinati all’allevamento zootecnico, nell’anno che ci siamo lasciati alle spalle, ha superato i 14 milioni di tonnellate con un aumento dell’1,4% rispetto al 2014. In termini di valore, la produzione ha raggiunto i 5,9 miliardi di euro, incassando una diminuzione sull’anno precedente in cui si erano raggiunti i 6,36 miliardi di euro. Questa riduzione del fatturato complessivo va attribuito alla forte diminuzione dei prezzi delle principali materie prime agricole, in particolare cereali e derivati proteici. Per quanto riguarda i prezzi alla produzione anche in questo caso si è dovuto registrare, rispetto al 2014, una diminuzione quantificata nel 9%. Parallelamente però continua ad aumentare il costo del lavoro: +1,3% . La riduzione del fatturato non ha avuto nessun riflesso sui livelli occupazionali che si mantengono sui valori degli anni precedenti: l’industria mangimistica italiana impiega complessivamente 8.500 addetti circa escluso l’indotto; si assottiglia il saldo commerciale negativo tra import ed export: -205 milioni di euro nel 2015, in sensibile miglioramento rispetto al 2014 quando la cifra raggiunse i 294 milioni, grazie all’aumento di oltre il 20% delle esportazioni. “La mangimistica italiana si conferma all’avanguardia per capacità di produzione e qualità di prodotto – ha sottolineato nel suo intervento il presidente Alberto Allodi – e ciò avviene nonostante una dipendenza cronica dall’approvvigionamento di materie prime di importazione. La produzione agricola italiana non è infatti strutturalmente in grado di coprire l’intero fabbisogno necessario al comparto dell’alimentazione animale. Altra nota importante è la capacità dell’industria mangimistica di mantenere i livelli di occupazione pur in un contesto economico difficile. Si tratta di uno sforzo dei mangimisti come dimostra il dato sul fatturato, che garantisce stabilità all’intera filiera zootecnica”. Guardando all’immediato futuro Allodi ha sottolineato che “la sostenibilità ambientale è la sfida che ci aspetta: entro il 2020 un miliardo di euro di sprechi alimentari saranno trasformati in mangimi. Produrre di più producendo meglio e utilizzando quanto non viene consumato per uso umano è una delle sfide che ha di fonte la mangimistica – ha dichiarato – Già oggi, come produttori di mangimi, siamo un settore all’avanguardia che riesce ad utilizzare quantitativi molto elevati di materie prime che residuano da altri cicli produttivi del settore alimentare facendo rientrare questi prodotti, che diversamente andrebbero perduti, nel circuito alimentare. Il nostro obiettivo è quello di arrivare a trasformare per il 2020 un milione di tonnellate di prodotti inutilizzati che derivano dall’industria alimentare, facendoli passare da perdita netta a risorsa per l’alimentazione animale”.

 

 Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

Suinicoltura, maggio si è chiuso in positivo

Secondo l’indice Crefis, nello scorso mese di maggio la suinicoltura ha tirato un po’ il fiato sia nella fase di allevamento, che di macellazione e stagionatura. Infatti, i timidi segnali positivi parlano di una quotazione media dei suini pesanti alla Borsa merci di Modena di 1,26euro/kg, in aumento del 3,1% rispetto ad aprile. Questo ha determinato un incremento della redditività degli allevatori, calcolata su base congiunturale a un +1,1%. Per quanto riguarda la macellazione, rispetto ad aprile l’aumento è stato dello 0,7% mentre di +1% rispetto a maggio 2015. Bene come si diceva anche la redditività della stagionatura dei prosciutti pesanti Parma Dop che a maggio ha registrato un aumento dello 0,5% rispetto ad aprile, ma soprattutto un +15,8% nei confronti di maggio 2015. (Fonte: www.crefis.it) (Clicca qui)

 

Crolla il numero di stalle attive in Italia, in 10 anni si sono dimezzate

Negli ultimi 10 anni si è praticamente dimezzato il numero di stalle presenti in Italia: nel 2015 si è infatti raggiunto il minimo storico di 33mila allevamenti, rispetto ai 60mila attivi del 2005. Il dato arriva dallo studio Coldiretti “Il latte italiano, un primato da difendere”, presentato nei giorni scorsi a Milano. A fronte di una produzione nazionale di circa 110milioni di quintali di latte, sono 85 i milioni di quintali importati dall’estero equivalenti a concentrati, cagliate, semilavorati e polveri che vengono poi imbustati o trasformati industrialmente per diventare mozzarelle, formaggi o latte italiani, all’insaputa dei consumatori visto che l’etichettatura non è ancora obbligatoria. A rischio, secondo la Coldiretti, ci sono 120mila posti di lavoro nell’attività di allevamento da latte che generano lungo la filiera un fatturato di 28 miliardi di euro: la voce più importante dell’agroalimentare italiano dal punto di vista economico ma anche dell’immagine del made in Italy. (Fonte: www.coldiretti.it) Clicca qui

 

L’olio d’oliva verrà distinto in “vergine” ed “extravergine”

Dal primo gennaio 2017 entrerà in vigore la nuova nomenclatura combinata che consentirà di distinguere l’olio “vergine” da quello “extravergine” negli scambi internazionali. Lo rende noto Agrinsieme che sottolinea come la voce doganale che oggi combina l’olio vergine e extravergine sarà diviso in due codici doganali che consentiranno di tracciare i due prodotti e dare informazioni più dettagliate sui flussi commerciali internazionali. Intanto per la campagna 2015/2016 si stima che la produzione mondiale dell’olio d’oliva arriverà a 3.242.000 tonnellate (+33%) di cui 2.303.000 dalla Ue (+61%). La Spagna si confermerebbe primo produttore con 1.395.000 tonnellate stimate (+66%) a seguire l’Italia con 472.000 tonnellate (+112%) e la Grecia con 320.000 tonnellate (+7%). (Fonte: www.cia.it) 
Ok della Ue al Decreto per fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico

L’Unione europea ha espresso parere favorevole all’emanazione del nuovo Decreto per le fonti di energia rinnovabile diverse dal fotovoltaico. Il Decreto disciplinerà l’incentivazione della produzione di energia da fonti rinnovabili non fotovoltaiche fino al 1 dicembre 2016 in attesa di un riordino complessivo della normativa ad esse legata. Il nuovo Decreto conferma sostanzialmente le vecchie tariffe incentivanti ma introduce una novità rilevante riguardo la cumulabilità degli incentivi. Si conferma infatti il limite del 40% per l’intensità dell’aiuto, ma si chiede che quest’ultimo venga dedotto dall’aiuto al funzionamento. Relativamente ai tempi di emanazione del Decreto essa dovrebbe avvenire entro il corrente mese di giugno. (Fonte: www.confagricolturavicenza.it) (clicca qui)
Salute animale e salubrità dei prodotti, promossi gli allevatori europei

Gli allevatori europei sono sempre più attenti e scrupolosi nel rispettare le regole in tema di salute degli animali e di salubrità delle loro produzioni. Lo afferma sul sito agronotizie.it Angelo Gamberini, che riporta e analizza il rapporto di Efsa sulla presenza di residui di medicinali veterinari e di sostanze indesiderate nelle produzioni zootecniche. I dati si riferiscono al 2014 e riportano le analisi che i 28 Paesi europei sono tenuti ad effettuare per monitorare la situazione degli allevamenti. In tutto sono stati esaminati quasi 737mila campioni relativi a tutte le produzioni animali, oltre a latte e uova. I dati riferiti da Efsa sono aggregati e non consentono di evidenziare la situazione a livello di singola nazionale. L’Italia comunque si posiziona sempre ai primi posti per quantità dei campioni esaminati in relazione al proprio patrimonio zootecnico, il che testimonia il buon lavoro di controllo sulle produzioni animali che si effettua nel nostro Paese. (Fonte: www.agronotizie.imagelinenetwork.com) (clicca qui

 

Filiera avicola e antibiotici, Unaitalia chiarisce

A seguito della recente diffusione di notizie sull’antibioticoresistenza nella filiera avicola, Unaitalia ha voluto chiarire alcuni punti e in un comunicato ricorda tra l’altro che il settore avicolo, dal 2013, ha attivato un Piano nazionale per la razionalizzazione dell’utilizzo di antibiotici. Sii tratta del più importante intervento organico di riduzione e razionalizzazione dell’impiego del farmaco in ambito zootecnico, un Piano molto ambizioso fatto proprio dallo stesso ministero della Salute. I dati mostrano che nell’ultimo triennio la somministrazione di questi farmaci è già stata ridotta del 39% e l’impegno è di proseguire in questa virtuosa direzione anche nel triennio successivo. (Fonte: www.unaitalia.com) (clicca qui)
Il Giappone riapre le porte alla carne bovina italiana

Dopo un embargo durato ben 15 anni, il Giappone ha finalmento rimosso il blocco delle importazioni di carne bovina italiana. La decisione segue quelle prese per altri Stati membri della Ue in un periodo in cui il settore, nei principali Paesi produttori europei, soffre di una grave crisi. Il blocco risale all’epoca della “mucca pazza”. La misura scelta da Tokyo però, riferisce la Commissione europea, è andata oltre gli standard fissati dall’Organizzazione mondiale per la salute animale e non ha preso in considerazione i controlli stringenti e le misure di sorveglianza a garanzia della sicurezza della carne bovina europea e dei prodotti derivati adottati nella Ue. /Fonte: www.agroalimentarenews.com) (clicca qui)
Italia ancora in deflazione, subito semplificazione e liberalizzazione

I dati diffusi dall’Istat per il mese di maggio registrano un tasso complessivo di inflazione pari al -0,3% rispetto allo stesso mese del 2015. Lo riporta in una nota Federdistribuzione che attraverso le parole del suo presidente Giovanni Coboli Gigli, sottolinea come “l’Italia continui a rimanere in deflazione, tant’è vero che siamo di fronte al quarto mese consecutivo di prezzi negativi, trascinati al ribasso dai beni energetici (-8,2%). Deflazione, consumi che non decollano, produzione industriale in fase calante ed esportazioni sotto tensione per un rallentamento della crescita mondiale sono segnali preoccupanti che devono indurre il Governo a trovare tutte le risorse possibili per continuare a stimolare la ripresa riducendo la pressione fiscale su famiglie e imprese, semplificando e liberalizzando i mercati per ridare quella fiducia che sola è capace di riavviare la domanda interna, primo e più importante driver di sviluppo del Paese”. (Fonte: www.federdistribuzione.it) (clicca qui)  

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CONSUMO DEL SUOLO: Ok della camera alla Legge per il contenimento

 

La Camera dei Deputati ha dato il primo via libera al disegno di legge sul contenimento del consumo del suolo e il riuso di quello edificato. Lo rende noto il ministero per le Politiche agricole con un comunicato. La decisione è del 12 maggio scorso. Il testo, in linea con gli obiettivi della Ue di azzerare entro il 2050 il consumo del suolo, punta a valorizzare e proteggere il territorio con particolare attenzione alle superfici agricole e alle aree sottoposte a tutela paesaggistica per promuovere e salvaguardare l’attività agricola, il paesaggio e l’ambiente contenendo i consumi e limitando il rischio idrogeologico. Vengono fissati inoltre i criteri del riuso del suolo edificato e della rigenerazione urbana.

 

Più nel dettaglio, la Legge prevede che per la prima volta si definisca il consumo di suolo nell’ordinamento italiano e che venga consentito esclusivamente nei casi in cui non esistano alternative di riuso e rigenerazione delle aree già urbanizzate. Inoltre, presso il Mipaaf, viene prevista l’istituzione di un registro dove sono iscritti i Comuni che hanno adeguato i propri strumenti urbanistici a quanto stabilito dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano in ordine alla riduzione quantitativa di consumo di suolo e ai criteri e modalità da rispettare nella pianificazione urbanistica comunale e nei quali non è previsto consumo di suolo agricolo o ne è prevista la riduzione superiore alla quantità definita dalla Regione di appartenenza. Dagli anni Settanta la superficie coltivata in Italia è diminuita del 28%; negli ultimi 30 la superficie agricola perduta è stata pari a 5 milioni di ettari, che significano oltre 80 campi da calcio al giorno e a una superficie equivalente a Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna messe insieme. L’autoapprovvigionamento alimentare attuale è dell’80-85%, mentre dal 1950 a oggi la popolazione è cresciuta del 28% e la cementificazione del 166%. Questa continua perdita di terreno agricolo ha determinato per il nostro Paese la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento di risorse alimentari. Secondo l’Istat, la Pianura Padana, vale a dire l’area agricola più vasta e produttiva della penisola italiana, ha una percentuale media di superfici edificate pari al 16,4% del territorio; nella classifica delle regioni per così dire più consumate, secondo i dati dell’Ispra aggiornati al 2015 al primo posto si collocano la Lombardia e il Veneto con circa il 10%. Monza e la Brianza sono ai vertici delle province più cementificate. I comuni delle provincie di Napoli, Caserta, Milano e Torino oltrepassano il 50% raggiungendo in alcuni casi anche il 60%.

LATTE: Parmigiano Reggiano, è Alessandro Bezzi il nuovo presidente del Consorzio

 

Il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha un nuovo presidente. E’ Alessandro Bezzi, titolare della Latteria sociale Centro Rubbianino di Reggio Emilia. La sua elezione è avvenuta all’unanimità nell’ambìto del Consiglio di amministrazione dell’ente di tutela a poco più di un mese di distanza dalle dimissioni dall’incarico di Giuseppe Alai, per 10 anni al vertice del Consorzio. Bezzi è anche vicepresidente nazionale del settore lattiero-caseario di Fedagri/Confcooperative e continuerà ad essere affiancato alla vicepresidenza del Consorzio del Parmigiano Reggiano da Adolfo Filippini, Piero Maria Gattoni e Monica Venturini. Il neopresidente guiderà l’ente di tutela sino al rinnovo del Consiglio previsto nella primavera 2017 da parte dell’Assemblea dei consorziati che poche settimane fa ha approvato il nuovo Piano di regolazione dell’offerta per il triennio 2017-2019. “Questo sarà il nostro primo punto di riferimento – ha sottolineato Bezzi – per mantenere un indispensabile equilibrio tra un’ordinata gestione dei flussi produttivi e la domanda interna e internazionale perché è principalmente a questo che si lega la possibilità della valorizzazione di un’eccellenza che si traduca in reddito reale per i produttori, che solo dopo 18 mesi di crisi hanno visto un apprezzabile rialzo delle quotazioni. Contestualmente rafforzeremo ulteriormente le azioni su quei mercati esteri che nel 2015 hanno registrato una crescita complessiva eccezionale, pari al 13,2% (+34% negli USA) anche in virtù di elementi straordinari sui quali occorre puntare per innestare azioni che stabilmente garantiscano comunque un’espansione. Insieme a questi elementi – ha concluso Bezzi – i nostri obiettivi primari restano la qualità assoluta del prodotto, la sua tracciabilità, le azioni di vigilanza dagli allevamenti ai punti vendita, unitamente allo sviluppo di quel Progetto Qualità che riguarda le aree di montagna ed è finalizzato alla migliore valorizzazione di una produzione rispetto alla quale non esistono sostanziali alternative in zone che scontano anche più alti costi produttivi”.

SUINI: Aprile negativo per la redditività degli allevatori

 

Nella mensile analisi condotta da Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole) emerge che ad aprile l’andamento dei prezzi dei suini da macello è stato negativo. La quotazione di Modena, 1,223euro/kg, ha di fatto incassato un -1,4% rispetto a marzo, che se paragonato ad aprile 2015 arriva addirittura a -8,4%. I mercati in discesa hanno quindi deteriorato la redditività dell’allevamento, che Crefis fissa a -2% su base congiunturale e a -7,1% su base tendenziale. Anche la fase di macellazione ha registrato ad aprile una flessione della redditività, -4%, anche se rimane positiva rispetto ad aprile 2015: +5,5%. Tra i fattori che hanno compromesso la performance economica di aprile c’è stato il forte calo dei prezzi dei tagli freschi e in particolare dei lombi taglio Modena che alla Cun sono scesi del 12,7% rispetto a marzo, ma del 17,2% rispetto ad aprile di un anno fa. Stabili invece i prezzi delle cosce fresche pesanti da destinare alla trasformazione in prosciutto crudo Dop; analogo è stato l’andamento per le cosce fresche da destinare al prosciutto crudo generico. Stabile, sempre ad aprile, il prezzo del prosciutto di Parma stagionato da 9-11 kg. fermo a 8,900euro/kg: quotazione elevata rispetto allo stesso mese del 2015 tanto che la variazione tendenziale segna un +19,1%. La redditività della fase di stagionatura del Parma Dop pesante ha invece incassato una lieve flessione, -0.9%, anche se va segnalato il forte miglioramento tendenziale rispetto ad aprile 2015 che l’indice Crefis fissa a +16,2%. E’ andata peggio per i prosciutti pesanti non tutelati, -3,8% su base congiunturale e -9.8% su base tendenziale con la conseguenza che, sempre ad aprile, la redditività del Prosciutto di Parma è stata sensibilmente superiore rispetto a quella dei prosciutti generici con un differenziale che, nel caso dei prodotti pesanti, ha raggiunto il 27%. Positivo infine l’andamento del commercio estero che continua il suo lento miglioramento rispetto ad aprile 2015 sia per una forte riduzione delle importazioni: -9,5 in valore e -6,3% in quantità a gennaio 2016 su gennaio 2015, che per un aumento delle esportazioni: +3% in valore e +10% in quantità.

ETICHETTATURA: I deputati europei chiedono l’indicazione obbligatoria

 

In una risoluzione non vincolante votata giovedì 12 maggio, i deputati europei hanno ribadito che l’indicazione del Paese di origine per tutti i prodotti trasformati a base di carne e per il latte dovrebbe essere riportata obbligatoriamente in etichetta, in questo modo si renderebbe più trasparente la catena di approvvigionamento alimentare favorendo il mantenimento della fiducia dei consumatori. La nota arriva direttamente dal Parlamento europeo che in un comunicato sottolinea la necessità di indicare il Paese di origine o del luogo di provenienza per tutti i tipi di latte, per i prodotti lattiero-caseari e per quelli a base di carne, richiedendo alla Commissione e agli Stati membri di valutare la possibilità di estendere l’indicazione obbligatoria del Paese di origine ad altri prodotti alimentari mono-ingrediente e con un ingrediente prevalente. Il testo è stato approvato con 422 voti favorevoli, 159 contrari e 68 astensioni. I deputati hanno evidenziato che, secondo i dati emersi da un sondaggio Eurobarometro del 2013, l’84% dei cittadini europei ritiene necessario indicare l’origine del latte; l’88% considera questo tipo di etichettatura necessaria per la carne con l’esclusione di quelle di manzo, di suino, di ovi-caprini e di pollame già coperte da questo provvedimento; mentre più del 90% ritiene che l’etichettatura è importante per gli alimenti trasformati. Secondo la relazione della Commissione, i deputati europei hanno rilevato che i costi operativi dell’indicazione obbligatoria del Paese d’origine sull’etichetta per le carni contemplate dallo studio sarebbero relativamente ridotti.

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

Per Confagricoltura le misure Ue anti-Xylella vanno bene

 

A parere di Confagricoltura le conclusioni dell’avvocato generale della Corte Ue, Yves Bot, sulla validità delle misure Ue anti-Xylella che l’Italia ha applicato in Puglia, compresa l’eradicazione delle piante, sono importanti. “L’emergenza legata alla diffusione della Xylella – sottolinea Confagricoltura in una nota – deve essere risolta e tutti i protagonisti devono responsabilmente svolgere la propria parte, non è più il tempo di ipotesi alternative. Occorre andare nella direzione dell’eradicazione di questo parassita per tutelare la nostra olivicoltura e la nostra agricoltura; venir meno agli obblighi della normativa danneggia tutti, favorisce l’espandersi della fitopatia, come già accaduto con l’allargamento della zona infetta”. (Fonte:www.confagricoltura.it) (clicca qui)

Glifosato, sugli effetti occorrono informazioni più chiare

 

Serve fare al più presto chiarezza sugli effetti del glifosato a tutela dei cittadini e degli agricoltori che sono disorientati dal rincorrersi di annunci discordanti. Lo afferma il presidente Coldiretti, Roberto Moncalvo, commentando l’annuncio di Fao e Oms al termine di un meeting di esperti sul fatto che “è improbabile che l’assunzione di glifosato attraverso la dieta sia cancerogena per l’uomo poiché la grande maggioranza delle prove scientifiche indica che la somministrazione di glifosato e di prodotti derivati a dosi fino a 2000 mg per chilo di peso per via orale, la più rilevante per l’esposizione con la dieta, non è associata ad effetti genotossici nella stragrande maggioranza degli studi condotti su mammiferi”. (Fonte:www.coldiretti.it) (clicca qui)

Continua il trend positivo dell’export agroalimentare made in Italy

 

In un quadro di flessione generalizzata, l’agroalimentare italiano si muove in controtendenza e registra un incremento dell’export del 2% segnando performance positive sia nell’area Euro che sul mercato Usa. Lo afferma in una nota la Cia (Confederazione italiana agricoltori) commentando i dati Istat diffusi il 17 maggio scorso. Con un valore superiore ai 5,9 miliardi di euro, si legge nel comunicato, lo sbocco comunitario continua a rappresentare la principale méta delle esportazioni nazionali mentre, in termini di crescita tendenziale, è il mercato Usa a far registrare una delle performance trimestrali più significative (+4,4% per i prodotti alimentari e +23% per quelli agricoli). Sul fronte Russo, nonostante una ripresa relativa delle esportazioni agricole nell’intervallo gennaio-marzo 2016, rispetto al periodo pre-embargo l’agroalimentare made in Italy si è più che dimezzato e ha perso circa 83 milioni di euro. (Fonte:www.cia.it) (clicca qui)

Mais e soia, l’Usda prevede una produzione mondiale in crescita

 

Il Dipartimento per l’Agricoltura Statunitense ha presentato le stime relative alla produzione 2016-17 di mais e soia. La produzione globale di mais è prevista a 1011 milioni di tonnellate, in aumento del 4,4% rispetto alla stagione in corso che terminerà il 31 agosto prossimo. I maggiori raccolti sono attesi negli Stati Uniti (+6,1%), in SudAfrica, nell’Unione europea, in Argentina, in Russia e in Ucraina. Anche la produzione di soia dovrebbe aumentare (+2,6%) rispetto alla campagna in corso che a differenza di quella del mais terminerà il 30 settembre prossimo: si stima che il raccolto globale sfiorerà i 324 milioni di tonnellate. In Cina, che rappresenta il secondo produttore mondiale di mais, la produzione per la nuova stagione è invece prevista in diminuzione, contrariamente ai consumi che sono visti in aumento. La riduzione degli incentivi per le piantagioni di mais ha però favorito un aumento della produzione di soia di cui la Cina è principale Paese importatore. (Fonte:www.clal.it) (clicca qui)

Grano, nel 2016 l’Argentina aumenterà la produzione

 

Nel 2016 la produzione di grano in Argentina dovrebbe raggiungere i 16 milioni di tonnellate, una quantità sufficiente per destinare alle esportazioni 8,7 milioni di tonnellate di prodotto, la maggior parte verso il Brasile. Secondo la società di consulenza Trigo & Farinhas questo è il primo anno in cui le superfici destinate alla semina del cereale sono aumentate dopo che per diversi anni la produzione di grano argentino ha registrato una contrazione. In Brasile invece la produzione dovrebbe registrare una battuta d’arresto a causa delle forti piogge che hanno danneggiato il raccolto negli ultimi due anni e che hanno spinto gli agricoltori a ridurre le superfici destinate alla semina del cereale. (Fonte:www.mangimiealimenti.it) (clicca qui)

Ok degli Usa all’import di salumi toscani

 

Durante la prima settimana di maggio una delegazione delle Autorità federali americane dell’Usda, la Aphis, ha fatto tappa in Toscana con l’obiettivo di riconoscere alla regione lo stato di “regione indenne da Malattia Vescicolare Suina”. La visita ha valutato l’efficacia dei sistemi di controllo gestiti dalle Unità funzionali di sanità pubblica veterinaria e di sicurezza alimentare dei Dipartimenti di prevenzione. L’iniziativa rientra nel percorso già avviato dal ministero della Salute, dalla Regione Toscana e dalle aziende regionali per ottenere il riconoscimento americano. Nel corso dei 5 giorni della visita i funzionari Usa hanno ispezionato gli allevamenti suini, gli impianti di macellazione e di trasformazione. L’iter ha così permesso alla Toscana di ottenere il riconoscimento che permetterà alle sue aziende suinicole di esportare negli Stati Uniti le loro produzioni suine. (Fonte:www.3tre3.it) (clicca qui)

Ttip, i documenti riservati saranno consultabili al Mise

 

Il ministero per lo Sviluppo economico rende noto che a partire dal prossimo 30 maggio i parlamentari e i funzionari governativi potranno prendere visione dei documenti riservati relativi all’accordo di partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti, il Ttip, nella sala lettura istituita al Mise. Secondo il ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda, “gli accordi di libero scambio tra l’Europa, gli Stati Uniti e il Canada sono fondamentali e non si può rischiare di farli saltare per il voto negativo di uno dei Parlamenti dei Paesi membri”. Secondo il Ministro bisogna dare alla Commissione europea maggiore potere negoziale per portare a termine gli accordi perché “se saltano la politica commerciale dell’Europa è morta”. (Fonte:www.agrapress.it) (clicca qui)

Avicolo, nel Regno Unito l’impiego di antibiotici oggi è più responsabile

 

Il British poultry concil (Bpc) ha dichiarato che grazie al suo protocollo per l’utilizzo degli antibiotici è stato raggiunto un obiettivo molto importante per la riduzione e l’uso responsabile degli antibiotici nel settore avicolo.

 

Nel periodo 2012-15 gli antibiotici totali utilizzati dagli allevatori britannici che aderiscono allo schema sono diminuiti del 44%. Nello stesso periodo la produzione è aumentata del 5%, dato che ha permesso alla carne di pollo di rappresentare il 44% della produzione totale di carne nel Regno Unito. I membri del Bpc rappresentano il 90% della produzione di pollo, tacchino e carne di anatra. Quello avicolo è il primo settore zootecnico del Regno Unito a sperimentare un meccanismo di raccolta dei dati sull’uso degli antibiotici e a condividere le informazioni con il Veterinary Medicines Directorate. (Fonte:www.unaitalia.com) (clicca qui)

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NUOVA PAC: Per le domande c’è tempo fino al 15 giugno

 

Il 29 aprile scorso la Commissione europea ha confermato la proroga del termine di presentazione delle domande Pac e Psr 2016 al 15 giugno prossimo. Il Commissario all’Agricoltura Phil Hogan ha sottolineato che la decisione è stata presa per venire incontro alle esigenze delle aziende agricole in considerazione della crisi di alcuni settori e rispetto alle difficoltà emerse nel primo anno di applicazione della nuova Pac. “Siamo soddisfatti della decisione del Commissario Hogan – ha dichiarato il ministro Maurizio Martina – perché viene incontro alle richieste fatte anche dall’Italia. I nostri imprenditori avranno così un mese di tempo in più per presentare le domande. Resta la necessità di lavorare concretamente per la semplificazione delle regole di una Pac che è ancora troppo burocratica. Su questo fronte siamo già al lavoro per cogliere le opportunità della revisione di medio termine del 2017”.

In una successiva nota, il Mipaaf rende noto che per rispondere alle esigenze degli operatori del settore di estendere il termine previsto dal Piano assicurativo, è stata avviata la procedura per far slittare la scadenza dal 30 aprile al 31 maggio 2016, così da consentire agli agricoltori di stipulare le polizze assicurative agevolate sulle colture autunno-primaverili e su quelle permanenti. La proroga, decisa a seguito delle difficoltà riscontrate nella fase di avvio del Piano assicurativo e in considerazione dell’importanza della gestione dei rischi all’interno della nuova programmazione comunitaria, consentirà uno svolgimento regolare della campagna assicurativa agricola.

INIZIATIVA COPA-COGECA: I benefici degli allevamenti nel contesto europeo

 

Copa e Cogeca hanno lanciato una vasta campagna per evidenziare i molteplici benefici che a livello europeo derivano dall’allevamento e dalle carni per la crescita economica e l’occupazione delle zone rurali dinamiche, per una dieta equilibrata e per illustrare le stringenti norme di produzione applicate dagli agricoltori europei. Lo si apprende da un comunicato di Unaitalia, l’Unione nazionale filiere agroalimentari carni e uova, che sottolinea la dichiarazione di Martin Merrild, presidente del Copa: “I benefici nutrizionali del consumo di carni e di uova sono chiari poiché forniscono ai consumatori un eccellente apporto di proteine nella propria dieta – ha affermato – l’allevamento è inoltre cruciale per l’economia delle zone rurali in cui spesso non vi sono alternative occupazionali. Davanti a noi abbiamo sfide crescenti determinate da prezzi dei prodotti di base al libello più basso finora registrato e da costi di produzione in aumento. Inoltre la Ue sta accelerando i negoziati di libero scambio con il blocco commerciale dei Paesi dell’Americana Latina e questo colpirà fortemente il settore agricolo europeo, in particolare le carni bovine. Le importazioni da questi Paesi non sono tenute al rispetto delle elevate norme ambientali, di sicurezza e di benessere previste nei Paesi della Ue, di conseguenza, la campagna che abbiamo appena promosso e che durerà un paio d’anni, mira ad aumentare la conoscenza delle nostre elevate norme europee di produzione evidenziando i numerosi benefici derivanti dal settore dell’allevamento per la crescita, l’occupazione, l’ambiente e i vantaggi nutrizionali del consumo di carne europea tramite ricette facili da cucinare per sfatare i luoghi comuni”. Nel corso della presentazione dell’iniziativa di Copa Cogeca sono stati presentati alcuni documenti in cui viene fatta luce sui benefici dei settori europei della carne bovina e di quella suina, illustrando le nuove iniziative sviluppate dagli agricoltori europei e le loro cooperative agricole per garantire un’economia più verde e un settore più redditizio. In particolare per il settore suinicolo, Copa e Cogeca, insieme ad altre organizzazioni europee di prim’ordine operanti nei settori agroalimentare, veterinario, dei trasporti su strada e del benessere degli animali, stanno creando delle iniziative volontarie per garantire norme di benessere animale ancora più elevate.

GIOVANI AGRICOLTORI: Al via il Bando con una dotazione di 60 milioni di euro

 

Sul n. 16 della rivista L’Informatore Agrario, è stato pubblicato un ampio servizio sul bando Ismea per l’insediamento dei giovani agricoltori che prevede lo stanziamento di 60 milioni di euro per operazioni fondiarie. Le domande di partecipazione al regime di aiuto vanno presentate entro il 10 giugno 2016.

Nell’approfondito articolo si analizzano le caratteristiche del “regime di primo insediamento Ismea, un’operazione fondiaria grazie alla quale è concesso un contributo in conto interessi nella misura massima attualizzata di 70mila euro a favore del giovane agricoltore che acquista un fondo agricolo. La durata dell’operazione – si apprende – va da 15 a 30 anni e il rimborso avviene con rate semestrali posticipate. Per agevolare il beneficiario nel Piano di rientro è previsto un periodo di 2 anni di preammortamento (rimborso dei soli interessi e non del capitale). Per partecipare i giovani devono avere un’età media compresa tra i 18 anni compiuti e 40 anni non ancora compiuti al momento della presentazione della domanda ed esporre un Piano aziendale nel quale è dimostrata la sostenibilità economica, finanziaria e ambientale dell’operazione”. Il bando si articola in due lotti relativamente alla localizzazione geografica delle operazioni fondiarie. Nel primo Lotto sono comprese l’Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia, la Liguria, la Lombardia, il Piemonte, il Trentino-Alto Adige, la Valle d’Aosta, il Veneto, il Lazio, le Marche, la Toscana e l’Umbria. Nel secondo lotto rientrano l’Abruzzo, la Basilicata, la Calabria, la Campania, il Molise, la Puglia,m la Sardegna e la Sicilia: ad ogni lotto sono destinati 30 milioni di euro.

La versione integrale del bando, i criteri per l’attuazione e il regolamento attuativo del regime di aiuto sono scaricabili dal sito www.ismea.it

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

 

Pomodoro da industria, la contrattazione è bloccata

 

“I pomodori da industria sono ormai per più della metà trapiantati o pronti ad esserlo, ma non ci sono le condizioni per una campagna di commercializzazione con prezzi e regole adeguate”. E’ questo l’allarme lanciato nei giorni scorsi da Confagricoltura che, attraverso le parole del presidente della Federazione nazionale di prodotto del comparto, Marco Nicastro, sottolinea che “nonostante l’impegno degli agricoltori a ridimensionare gli investimenti per aderire alle richieste dell’industria, ci ritroviamo oggi con un vero e proprio stallo nella contrattazione. La soluzione – ha rimarcato – è quella di lavorare in filiera, programmando in anticipo le produzioni e garantendo certezza nella tempistica della trattativa: quindi certificando il prodotto per vincere la sfida della competitività ed esaltare il nostro made in Italy”. (Fonte: www.confagricoltura.it) (clicca qui)

Scende l’inflazione, e con lei crollano i prezzi agricoli

 

Gli agricoltori devono vendere 15 kg di grano per un filone di pane e 3 litri di latte per un caffè. Lo afferma Coldiretti analizzando i prezzi nelle campagne italiane che ad aprile, secondo i dati Istat sull’inflazione, sono crollati di -24% per il grano duro, di -34% per il latte, di -57% per i peperoni, di -48% per i pomodori e di -54% per le arance, posizionandosi su valori al di sotto dei costi di produzione. Secondo la confederazione agricola l’embargo russo non fa che peggiorare una situazione già drammatica a causa dell’azzeramento completo delle esportazioni di ortofrutta, formaggi, carni e salumi made in Italy, provocando una devastante turbativa sui mercati agricoli europei che ha messo in crisi decine di migliaia di aziende agricole. (Fonte: www.coldiretti.it)

Microcredito, un accordo per favorire lavoro e inclusione

 

La Cia (Confederazione italiana agricoltori) e l’ente nazionale per il Microcredito hanno siglato nei giorni scorsi un accordo per favorire lavoro e inclusione. Si chiama “La Buona Terra” e il suo obiettivo è quello di realizzare programmi e progetti, finanziati tramite gli strumenti propri del microcredito e della microfinanza, per sostenere la creazione di microimprese e di nuova occupazione attraverso l’agricoltura sociale. L’accordo avrà una validità biennale e prevede che le due organizzazioni collaborino in diverse attività: la realizzazione di programmi e progetti, di attività di formazione in materia di microcredito, start-up e gestione di impresa, realizzazione di business-plan, di un’attività congiunta di fund raising finalizzata a integrare i fondi di garanzia e sviluppo utili per la costruzione di programmi e progetti attraverso eventi nazionale e internazionali.

Stabile nel 2015 l’import di cosce suine fresche e congelate

 

Secondo le stime elaborate da Anas (Associazione nazionale allevatori suini) nel 2015 l’importazione di cosce suine fresche e congelate (incluse quelle importate con le carcasse/mezzene) è rimasta stabile rispetto al 2014, per un totale di circa 62 milioni di pezzi. E’ proseguito l’incremento delle esportazioni dei prosciutti lavorati: l’export di quelli crudi e speck è aumentato del 9% rispetto all’anno precedente e quello dei cotti del 44,5%. Secondo Anas nel 2015 la produzione nazionale di cosce suine è stata pari a circa 22,5 milioni di pezzi (-2,3% rispetto al 2014). Considerato l’import e l’export di cosce suine, il numero di quelle consumate in Italia dovrebbe ammontare a circa 74 milioni di pezzi, in calo del 2,4% rispetto al 2014. A livello nazionale, il grado di autoapprovvigionamento di cosce suine è rimasto stabile rispetto al 2014 e si stima sia stato pari al 30,2%. (Fonte: www.anas.it) (clicca qui)

Un Tavolo a Palazzo Chigi per fronteggiare la crisi del comparto delle carni

 

“Il settore delle carni versa in una grave situazione di crisi ed è al centro di continui attacchi mediatici gratuiti e infondati in particolare a opera del Servizio Pubblico Nazionale”. Secondo Agrinsieme, Assalzoo, Assocarni, Uniceb, Unaitalia, Fiesa e Assica che hanno inviato una lettera su questo tema al presidente del Consiglio Matteo Renzi, occorre un salto qualitativo nella risposta alla crisi del settore che solo il Governo, nella sua globalità, è in grado di garantire e per questo chiedono a Renzi di insediare un tavolo urgente dedicato alla filiera carni a Palazzo Chigi. Il tavolo – affermano – dovrà assumere iniziative immediate in termini di equilibrata comunicazione istituzionale al consumatore finale, un intervento articolato e di lungo periodo di educazione alimentare. Non una unità di crisi però, ma un Tavolo permanente di confronto interministeriale e con la filiera. (Fonte: www.agrapress.it) (clicca qui)

Per i consumatori tedeschi il benessere animale è una priorità

 

I consumatori tedeschi desiderano che i prodotti acquistati siano portatori di riferimenti etici. E’ quanto emerge da uno studio condotto dal Ministero Federale per l’Alimentazione e l’Agricoltura. I risultati infatti evidenziano che l’86% degli intervistati ritiene che gli agricoltori dovrebbero ricevere prezzi migliori e l’88% pensa che il benessere animale debba essere una priorità. Infatti, quasi la metà delle persone coinvolte dalla ricerca dichiara di essere disponibile a pagare di più per i prodotti ottenuti da animali allevati in condizioni di miglior benessere animale. La maggioranza ha poi dichiarato di essere favorevole a interventi normativi per garantire maggiore trasparenza delle informazioni nutrizionali sui prodotti e renderle il più neutrali possibile. (Fonte: www.clal.it) (clicca qui)

Federalimentare auspica la fine dell’embargo russo

 

“Per il settore alimentare italiano la revoca delle sanzioni e contro-sanzioni tra Ue e Russia è un obiettivo assolutamente prioritario”. Lo afferma in una nota il presidente di Federalimentare, Luigi Scordamaglia, che esprime “totale condivisione a massimo sostegno al ruolo determinante del Governo italiano nel portare avanti la revoca delle sanzioni. Dall’inizio dell’embargo a oggi l’Italia ha già perduto circa 250 milioni di euro di esportazioni alimentari in Russia. “Una perdita enorme – sottolinea Scordamaglia – che rischia di essere irreversibile per il consolidarsi di prodotti sostitutivi e imitativi che vanno a sostituire i nostri su quel mercato. Al prossimo Forum Economico di San Pietroburgo, previsto dal 16 al 18 giugno prossimi, per la prima volta ci sarà un Paese ospite e sarà l’Italia: un’occasione per l’industria alimentare italiana volta a contribuire e rinormalizzare e consolidare i rapporti tra il nostro Paese e la Russia”. (Fonte: www.federalimentare.it) (clicca qui)

Germania, no al referendum contro gli allevamenti suini

 

In Germania è fallito il tentativo di realizzare un referendum contro gli allevamenti suini. Il Governo ha trovato un accordo con i partiti ed è riuscito a bloccare il plebiscito nel Land di Berlino-Brandeburgo. Erano state raccolte otre 100mila firme. Gli elementi chiave del compromesso riguardano l’elaborazione di un Piano di benessere con l’obiettivo di eliminare il taglio della coda entro il 2019 creando allevamenti di suini modello per visite con miglioramento delle condizioni di allevamento e riduzione dell’impiego di antibiotici. Verrà nominato un responsabile del benessere degli animali da reddito che dovrà essere una figura indipendente; dovranno essere installati sistemi di filtrazione per i grandi allevamenti con oltre 10mila capi per gli impianti nuovi e quelli esistenti; è stato fissato un tetto massimo per i finanziamenti destinati alla costruzione di nuovi allevamenti con l’obbligo di superficie pari a 2 UBA/ettaro e con un tetto fissato a 600mila euro. (Fonte: www.3tre3.it) (clicca qui)

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Posted by × Pubblicato il 29/04/2016 at 14:48

LATTE

 

Il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha approvato il Piano produttivo

 

Nei giorni scorsi l’assemblea dei soci del Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano ha approvato il Piano di regolazione dell’offerta che sostituirà quello in scadenza alla fine del 2016. I voti favorevoli sono stati 291, 65 gli astenuti e uno solo contrario. “Il punto di partenza – ha spiegato durante l’assemblea il vicepresidente vicario Adolfo Filippini – è rappresentato dall’equilibrio tra la quota comprensoriale di riferimento e le quote latte assegnate lo scorso anno direttamente ai produttori, meccanismo che non solo ha consentito di fissare con chiarezza i livelli produttivi in capo al singolo allevatore, ma soprattutto di generare un nuovo valore reale per gli appartenenti alla filiera del Parmigiano a seguito della cessazione del regime europeo sulle quote latte, che ha azzerato ogni possibilità di scambio e di cessione remunerata per quelle stesse quote”. Il nuovo Piano prende a riferimento 17.550.000 quintali di latte trasformabile nel comprensorio, garantendo però uno spazio di crescita fino al limite massimo di 18.250.000 quintali di latte, corrispondenti all’ammontare complessivo delle quote latte assegnate agli allevatori. I produttori che rispetteranno la quota assegnata non saranno assoggettati ad alcuna contribuzione aggiuntiva, che invece scatterà modularmente in relazione allo “sforamento” partendo da 5 euro per quintale latte sino al 3% di esubero per arrivare sino a 20 euro nel caso in cui la quota eccedente superi il 9%. Oltre alle compensazioni favorevoli alla montagna, un occhio di riguardo è riservato ai giovani, che nel caso di primo insediamento per tre anni usufruiranno di sconti proprio sulle contribuzioni aggiuntive legate ad eventuali produzioni in eccesso. Dopo l’approvazione dell’Assemblea, il Piano passa ora al vaglio dei singoli produttori, che entro il 31 maggio dovranno singolarmente aderire in misura non inferiore al 66%, quota indispensabile affinchè il Piano vada in porto e possa essere approvato entro l’anno dal ministero delle Politiche agricole. Nell’ipotesi peraltro remota in cui i produttori non aderissero, cesserebbe ogni possibilità di programmazione e a quel punto anche le quote individuali perderebbero ogni efficacia. L’Assemblea del Parmigiano Reggiano ha anche approvato il bilancio 2015 – 21,247 milioni di euro di ricavi e 42.000 di utile – che ha registrato un significativo incremento degli investimenti in comunicazione sul mercato interno: +1,2 milioni di euro anche in coincidenza con Expo per una cifra complessiva di 6,3 milioni, a azioni sull’estero per un importo vicino ai 4 milioni, con le più forti azioni sugli Usa (che hanno chiuso il 2015 con un +35%), Giappone, Francia (primo mercato) e Germania, slittata al terzo posto e superata proprio dagli Stati Uniti.

 

 

 

SUINI

 

A marzo la redditività degli allevatori tira il fiato, ma le quotazioni restano ancora basse

 

A marzo le quotazioni dei suini da macello sono salite, rispetto a febbraio. Lo riporta la newsletter mensile di Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole) che evidenzia il prezzo di 1,255euro/kg quotato al mercato di Modena. Secondo il Centro ricerche però, si è trattato di un recupero nei confronti delle ancor più ridotte quotazioni precedenti, tant’è vero che rispetto al mese di marzo 2015 la variazione è ancora negativa: -6,8%. L’incremento dei prezzi dei capi vivi, insieme a un calo dei costi per l’alimentazione, ha favorito il lieve aumento della redditività dei produttori: +0,5% rispetto a febbraio, che rimane però inferiore del 5% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Stabili, sempre a marzo, rispetto al mese precedente le quotazioni delle cosce fresche pesanti per crudo Dop, che alla Cun quotano 4,390euro/kg (+0,1%). Si tratta peraltro di prezzi non disprezzabili per i macellatori, visto che rispetto all’anno scorso le quotazioni sono cresciute del 10,9%. Discorso analogo per le cosce fresche pesanti per prodotti generici: prezzi invariati a 3,430euro/kg rispetto a febbraio ma in aumento del 12,1% su base tendenziale. Il buon momento del mercato dei lombi ha trascinato al rialzo la redditività della macellazione, Crefis fissa a +2,4% rispetto a febbraio e a +10,6% rispetto a marzo 2015. Rimane stabile il mercato del Prosciutto di Parma Dop stagionato che nella tipologia pesante ha quotato a marzo 8,900euro/kg. Prezzi decisamente più elevati rispetto al 2015, tanto che la variazione tendenziale segna +20,2%. Fermo a 11,850euro/kg anche il prezzo del prosciutto di San Daniele: +8,7% la variazione tendenziale. Lo stallo registrato a marzo dei prezzi dei prosciutti, rispetto a febbraio, unitamente ai costi sostenuti lo scorso anno per l’acquisto delle cosce fresche hanno determinato la riduzione della redditività nella fase di stagionatura. L’indice Crefis segna infatti -2,5% per il Parma Dop pesante e -5,6% per i prosciutti generici. Per il “Parma” risulta però molto positiva la variazione tendenziale (+18%) mentre è in discesa (-3,4%) per i prosciutti non tutelati. E’ infine importante rimarcare la conferma di un forte gap positivo tra la redditività del Prosciutto di parma e quella dei prodotti generici: +23%.

 

 

 

SALUMERIA ITALIANA

 

I prodotti italiani piacciono e l’export continua la sua corsa a due cifre

 

L’export registrato nel 2015 per i salumi italiani ha incassato un aumento a due cifre. Lo rende noto Assica (Associazione industriali delle carni e dei salumi) elaborando i dati Istat in base ai quali l’incremento è stato di un +10,7% raggiungendo un totale di 165.250 tonnellate di prodotto che ha varcato i confini nazionali, per un fatturato di 1,352 miliardi di euro (+7,1%). Anche l’import, nel corso del 2015 ha mostrato un trend positivo in quantità: +5,2% per 51.410 tonnellate, con una flessione però, in termini di fatturato, del 3,6% per 187,1 milioni di euro. Grazie a questa dinamica il saldo commerciale del settore ha registrato un ulteriore importante incremento del 9,1% per oltre 1,1 miliardi di euro. Le esportazioni del settore, in termini di fatturato, hanno mostrato un passo più veloce rispetto all’industria alimentare (+6,7%) e decisamente più brillante di quello complessivo del Paese che ha chiuso l’anno con un +3,9%. Nello specifico, nel 2015 hanno brillato i prosciutti crudi stagionati. Gli invii di prodotti con e senza osso, insieme a coppe, culatelli e speck, hanno evidenziato un +8,8% in quantità per oltre 68.430 tonnellate e 7,7% in valore per 711 milioni di euro. Risultato positivo anche per le esportazioni di mortadella e wurstel che dopo un inizio d’anno difficile e un lento recupero nella parte centrale del 2015 hanno chiuso l’anno con un +3,3% in quantità e con un +2,4% in valore. Trend molto dinamico anche per le esportazioni di salami, arrivate a quota 28.170 tonnellate (+10,3%) per circa 264 milioni di euro (+3,9%). Ottime le performance del prosciutto cotto che ha incassato un +44,5% in quantità per circa 20.400 tonnellate e +23,5% in valore per 121,3 milioni di euro. Una performance straordinaria determinata dall’eccezionale aumento degli invii verso la Spagna, ma che anche al netto di questo risultato rimane solida e robusta grazie agli incrementi nella domanda di tutti i principali partner europei. Andamento positivo anche per gli invii della pancetta stagionata: dopo tre trimestri complessi l’export di questa categoria ha chiuso l’anno 2015 con un +11,5% in quantità per 4.900 tonnellate e un +1,6% in valore per 33,9 milioni di euro.

 

 

 

ETICHETTATURA

 

No al “semaforo” inglese, la soddisfazione di Paolo De Castro

 

“Il voto in Plenaria a favore dell’eliminazione dei profili nutrizionali è stato un segnale forte alla Commissione per quanto riguarda qualsiasi forma di sistema di etichettatura sul genere del semaforo inglese”. E’ questa la dichiarazione di Paolo De Castro, europarlamentare, dopo che nei giorni scorsi, a Strasburgo si è votato sul paragrafo 47 del Programma di controllo relativo all’adeguatezza e all’efficacia della regolamentazione europea che contiene indicazioni per la Commissione di eliminare il concetto dei cosiddetti profili nutrizionali. “Le informazioni nutrizionali per i consumatori – spiega in una nota De Castro – devono essere corrette e trasparenti e in alcun modo fuorvianti o condizionanti come lo sono ad esempio quelle percepite dai consumatori inglesi attraverso il sistema di etichettatura a semaforo. L’indicazione dei profili nutrizionali non ha alcun fondamento scientifico, anzi. In base all’indicazione dei contenuti di grassi, sale e zucchero si rischia di creare una lista di alimenti catalogati in buoni o cattivi, cosa profondamente sbagliata non essendo gli alimenti presi singolarmente ad essere dannosi, ma le diete in cui vengono inseriti. Inoltre – ha concluso De Castro – come segnalato dall’esperienza nei supermercati inglesi questo sistema costituisce una penalizzazione anche a livello economico per molti dei nostri prodotti e in particolare di quelli tipici con marchio di qualità”.

 

 

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

 

Confagricoltura: più dei “semafori” serve educazione del consumatore

 

“Estendere agli altri Paesi dell’Unione europea il sistema inglese delle etichette a semaforo è improponibile, inaccettabile e soprattutto contrario ai regolamenti comunitari. Ringraziamo i parlamentari europei di aver dato un segnale preciso sulla necessità di rivedere il Regolamento sui profili nutrizionali in un’ottica di corretta informazione al consumatore a cui ora la Commissione dovrà attenersi. Sollecitiamo anche la Gran Bretagna a conformarsi alle disposizioni comunitarie”. E’ questo il commento di Confagricoltura alla notizia che l’Europarlamento ha chiesto di rimettere in discussione il fondamento scientifico dei profili nutrizionali. “Non è con i semafori che si fa una corretta informazione alimentare – ha concluso Confagricoltura – occorrono piuttosto adeguate iniziative che educhino il consumatore”. LEGGI DI PIU'

 

 

 

Quotazioni in caduta libera, i prezzi agricoli non risalgono

 

Crollano i prezzi nelle campagne italiane: dal -28% del grano duro al -29% delle fragole; dal -44% delle arance al -51% dei pomodori in serra. Tutte riduzioni rispetto al mese di marzo 2015. E non va nemmeno bene nelle stalle, dove i compensi degli allevatori non coprono più nemmeno i costi di produzione. Le percentuali derivano da un’analisi di Coldiretti elaborata a seguito della diffusione dei dati Istat sull’inflazione a marzo sulla base delle rilevazioni Ismea effettuate nell’ultima settimana di marzo. Se sullo scaffale per i consumatori i prezzi sono solo in leggera flessione o praticamente stabili a un -0,3%, sottolinea l’organizzazione agricola, nelle campagne la situazione è drammatica con il crollo delle quotazioni su livelli insostenibili. LEGGI DI PIU'

 

 

 

La programmazione produttiva premia, ottimo il bilancio 2015 per l’Asiago Dop

 

E’ stato approvato dall’Assemblea dei soci del Consorzio di tutela del Formaggio Asiago il bilancio 2015, che ha chiuso con un dato positivo e che conferma l’importanza di poter programmare l’offerta in linea con la domanda del mercato. In leggera crescita la produzione (+1%), ma soprattutto in rafforzamento l’export che tocca i massimi storici e raggiunge le 1.690 tonnellate di prodotto, cioè il +6,5% di vendite a volume rispetto al 2014 e una performance pari a +66% negli ultimi sei anni. Il 2015 è stato il primo anno in cui è stato applicato pienamente il Piano di regolazione dell’offerta. Le forme di Asiago Fresco prodotte sono state 1.377.327 (+1,6% rispetto al 2014) e 265.041 quelle di Asiago Stagionato (-1,9% sul 2014) per un totale di 1,642.368 forme. Il principale mercato estero sono stati gli Usa che hanno aumentato la quota di Asiago importata di quasi il 13%. Seguono la Svizzera e Germania, Austria, Belgioi, senza dimenticare il significativo apprezzamento dimostrato dall’Australia che ha quasi raddoppiato le importazioni. LEGGI DI PIU'

 

 

 

I cittadini europei consumano più carne di maiale

 

Tra il 2011 e il 2013 il consumo pro-capite di carne di maiale, in Europa, ha registrato una diminuzione, ma i dati relativi al 2014-2015 hanno rivelato che la tendenza si è invertita e il consumo è cresciuto di circa 1 kg. Lo afferma l’associazione britannica AHDB Pork. Mediamente un cittadino comunitario, nel 2015, ha consumato circa 40,9kg di carne di maiale. Tuttavia le forniture hanno continuato a superare la domanda. Questo significa che il tasso di autosufficienza è aumentato dal 110% al 112% e che l’Europa sta producendo il 12% di carne di maiale in più di quanto ne consuma. I dati registrati suggeriscono che una quantità maggiore è stata indirizzata al settore ristorazione ed è legata al maggior consumo di prodotti trasformati. LEGGI DI PIU'

 

 

 

Continua la crisi della suinicoltura europea

 

Secondo gli esperti degli Stati membri, l’andamento dei prezzi per le carcasse suine di Classe R (Classe E per l’Europa) si manterrà sotto il livello dello scorso anno ancora per alcuni mesi. Lo rende noto l’Anas (Associazione nazionale allevatori suini) che ricorda come la previsione di questa sfavorevole tendenza sia prevista in Germania a partire dal terzo trimestre dell’anno. Successivamente l’andamento dovrebbe consolidarsi: nel quarto trimestre in quasi tutti i Paesi Ue è atteso un miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2015. In buona sostanza, permane una situazione di criticità per il mercato suinicolo comunitario e per questo non è escluso un nuovo ricorso all’ammasso privato. Prosegue inoltre l’impegno della Commissione per promuovere negoziati commerciali con i Paesi Terzi per aprire nuovi mercati di sbocco per l’esportazione dei prodotti comunitari e risolvere il blocco commerciale con la Russia. LEGGI DI PIU'

 

 

 

Ok ai fondi di mutualizzazione in agricoltura

 

La Conferenza Stato-Regioni ha approvato il decreto del Mipaaf per il riconoscimento, la costituzione e la gestione dei fondi di mutualizzazione in agricoltura che potranno beneficiare dei sostegni previsti nell’ambìto del Programma di sviluppo rurale nazionale fino al 2020. In particolare, il decreto identifica i soggetti che possono costituire e gestire i fondi di mutualizzazione, definisce i requisiti minimi per il riconoscimento da parte dell’Autorità competente e stabilisce le regole per l’adesione degli agricoltori, il riconoscimento delle compensazioni finanziarie e la gestione del patrimonio dei fondi. Relativamente alle polizze agevolate, è stato ultimato il processo di semplificazione del Piano assicurativo individuale. LEGGI DI PIU'

 

 

 

Un opuscolo su competenze e responsabilità per il benessere animale

 

Il ministero della Salute ha pubblicato sul suo sito l’opuscolo “Norme nazionali sulla protezione degli animali negli allevamenti. Competenze e responsabilità”. Il documento ribadisce che la protezione degli animali negli allevamenti è sancita dalle leggi nazionali e internazionali e indica le competenze e le responsabilità degli organi e delle figure che devono occuparsene. Si tratta del ministero della Salute; delle Regioni e delle Provincie autonome; dei veterinari dell’Asl; dei veterinari liberi professionisti; degli allevatori. LEGGI DI PIU'

 

 

 

Burro e formaggi Ue, l’export prende il volo

 

Nel bimestre gennaio-febbraio 2016 le esportazioni di burro e formaggio dalla Ue hanno registrato un forte incremento. Gli aumenti in volume sono stati di +44,9% per il burro; +19% per la polvere di siero; + 17,6% per i formaggi; +9,3% per la polvere di latte scremato e +0,8% per la polvere di latte intero. In diminuzione le esportazioni di latte per l’infanzia (-3,3%) e di latte condensato (-6,7%). Le principali aree geografiche di destinazione sono state l’America del Nord (+9,7%); il Sud-Est Asiatico (+28,1%); il Medio oriente (+18,9%), i Paesi europei extra Ue (+1,4%). L’unica diminuzione è stata registrata per le esportazioni verso l’Africa che hanno registrato un -13,2%. LEGGI DI PIU'

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Posted by × Pubblicato il 05/04/2016 at 16:28

LATTE 1

 

Vola l’export del Parmigiano Reggiano, nel 2015 +13,2% con un forte incremento negli USA

 

Il 2015, per il Parmigiano Reggiano, è stato decisamente un anno da incorniciare per l’export del Re dei Formaggi italiani: in 12 mesi infatti, i flussi sono aumentati del 13,2%, il più importante aumento dell’ultimo decennio.

 

Lo rende noto il Consorzio di tutela in una nota in cui si evidenzia che la quota di prodotto destinato ai mercati internazionali è quindi salita al 35% del totale, collocandosi a 46.700 tonnellate, pari a 1.150.000 forme di formaggio. “In un solo anno – ha dichiarato Riccardo Deserti, direttore del Consorzio – abbiamo registrato un incremento di 130mila forme, con il prodotto grattugiato che ha fatto segnare un +15,4%. Un exploit che si è registrato nonostante il problema delle imitazioni e dei falsi in diversi Paesi extraeuropei e gli inganni che continuano a perpetuarsi soprattutto negli Usa, dove il ricorso ad elementi di italian sounding su confezioni di prodotto denominato Parmesan induce il 67% dei consumatori a ritenere di trovarsi di fronte a un autentico prodotto italiano. “L’orientamento dei consumatori verso prodotti di elevata qualità e assolutamente naturali, unitamente ai nuovi accordi con diverse primarie catene distributive e alle azioni di educazione al consumo messe in atto dal Consorzio – ha spiegato ancora Deserti – hanno generato questa crescita senza precedenti e superiore a molti altri prodotti del made in Italy di qualità. Gli spazi di crescita non mancano, ma non dobbiamo sottovalutare alcuni elementi congiunturali favorevoli che nel 2015 hanno pesato su questo rilevante aumento dell’export, soprattutto in relazione all’andamento del dollaro che ha reso decisamente conveniente l’acquisto di Parmigiano Reggiano”. Non a caso, proprio verso gli Usa si è registrato un aumento dell’export del 34%, con un invio di forme verso gli States pari a 225mila unità, tanto che oggi gli Stati Uniti si sono collocati al secondo posto della classifica dei Paesi importatori di Parmigiano Reggiano, scavalcando la Germania e collocandosi già a ridosso della Francia che resta in vetta alla graduatoria. Dopo la fase più acuta della crisi economica – continua il comunicato del Consorzio di tutela – che aveva determinato un sensibile calo dei flussi, anche la Grecia è tornata a crescere a doppia cifra con un +15%, collocandosi, per percentuale di aumento, alle spalle dell’Olanda, +20% e della Spagna, +18%.

 

 

 

 

 

 

 

LATTE 2

 

Pecorino Toscano Dop, bene quotazioni e mercato

 

Pecorino Romano Dop, prezzi stressati da troppa produzione

 

Pecorino Toscano Dop e Pecorino Romano Dop. Due eccellenze del settore lattiero caseario italiano ma che si trovano a fronteggiare situazioni differenti. Partiamo dal primo che anche nel 2015 ha confermato il suo ottimo stato di salute, producendo un giro d’affari di circa 50 milioni di euro con oltre 1 milione e 100mila forme vendute su un totale di 1.361mila prodotte. Il fatturato dell’export ha coperto un quinto del totale e l’Europa ha rappresentato il maggior mercato con una quota di 50,76%. A seguire si posizionano l’America (39,04%), l’Oceania e l’Asia. All’interno dell’Europa è il Regno Unito il Paese che si aggiudica il primato di maggior importatore di Pecorino Toscano Dop, seguito da Belgio, Polonia e Germania. L’export, nel 2015, ha incassato un aumento del 17,17%, mentre la produzione ha segnato un incremento del 2,52%. Quindici i caseifici che producono il Pecorino Toscano Dop, a cui conferiscono 870 allevatori per un totale di 17 milioni e 543mila litri di latte. Diverso invece il discorso per il Pecorino Romano Dop che a causa di un aumento della produzione, passata da 341.170 quintali del periodo 2013-2014 a 301.650 del 2014-2015, a cui si aggiunge la previsione di un ulteriore incremento del 25% per la campagna in corso, pari a circa 380mila quintali, rischia di vedere crollare i prezzi a causa di un’offerta che il mercato non riesce ad assorbire. Secondo il presidente regionale di Copagri Sardegna, Ignazio Cirronis, i problemi saranno legati anche allo stoccaggio. Numeri alla mano, su 250mila quintali di prodotto stagionato, 137mila quintali sarebbero destinati agli Usa, 51mila alla Ue, 50mila all’Italia e i restanti 12mila ad altre zone. La produzione in esubero ha già creato problemi, tant’è vero che il prezzo di vendita è notevolmente calato assestandosi, oggi, a 8.20euro/kg, ben lontano dal prezzo storico di 9,50euro/kg. Sia il Consorzio di tutela che Copagri Sardegna auspicano una chiusura anticipata della campagna lattiero-casearia del Pecorino per contenerne la produzione e favorire il dirottamento di partite di latte ovino verso mercati extra-regionali.

 

 

 

 

 

 

 

LATTE 3

 

Il sostegno del Mipaaf agli allevatori di vacche da latte

 

“Per superare questa fase molto complicata che sta pesando sugli allevatori non possiamo che schierarci al loro fianco”. Così il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, all’indomani della scadenza dei contratti di fornitura del latte che l’industria ha deciso unilateralmente di non rinnovare, costringendo gli allevatori a cercare collocazioni di emergenza per un prodotto che, come il latte, non può certo essere stoccato. In un comunicato diramato il 2 aprile scorso, il ministro Martina ricorda che “l’equa remunerazione degli sforzi degli allevatori è una nostra priorità fin dall’inizio del mandato. Dall’Europa ci aspettiamo risposte molto più concrete e intanto portiamo avanti il Piano nazionale per il settore. Proprio in questi giorni Agea sta pagando 21 milioni di euro di aiuti straordinari per 25mila allevatori; abbiamo tagliato le tasse del 25%, aumentato la compensazione Iva al 10% e siamo riusciti a chiudere l’accordo con l’Abi per la moratoria di 30 mesi dei mutui delle aziende lattiere. Oggi, in attuazione del nostro accordo di filiera, anche la Grande distribuzione interviene. L’iniziativa straordinaria di promozione del latte per i mesi di aprile e maggio con il mondo della Gdo – ha continuato il ministro – è un ulteriore tassello di questo lavoro che stiamo conducendo ogni giorno a sostegno dei nostri allevatori e dei prodotti lattiero-caseari di qualità del nostro Paese. Abbiamo davanti due mesi importanti per informare bene i cittadini delle qualità anche nutrizionali del latte e per spingere una ripresa dei consumi di una delle nostre eccellenze agroalimentari. Non mancano, in una situazione di emergenza come quella di questi giorni, le iniziative concrete che alcuni operatori, in particolare del mondo cooperativo, stanno mettendo in atto aumentando le quantità di acquisti di latte italiano. Realtà come Granarolo, con cui stiamo collaborando proficuamente, che ha deciso di aumentare di 6 milioni di quintali il suo approvvigionamento di latte italiano, ma anche interventi come quelli di Virglio a Mantova e Plac a Cremona. E’ necessario tuttavia – ha concluso nel comunicato Martina – che questi sforzi non rimangano casi isolati ma si allarghino alle prossime ore ad altre realtà. Penso in particolare all’industria italiana che può fare decisamente molto”.

 

 

 

 

 

 

 

ALIMENTAZIONE ZOOTECNICA

 

La Fda ha pubblicato una Guida sulla sicurezza dei mangimi

 

Il Centro di medicina veterinaria della Fda (Food and drug administration) ha pubblicato le linee guida sulla sicurezza dei mangimi. Il documento, “Guidance for industry – ensuring safety of animal feed maintained & fed on-farm” intende aiutare gli allevatori a essere certi di nutrire gli animali con alimenti sicuri. La notizia è stata diffusa in questi giorni dalla settimanale newsletter Mangimi&Alimenti. La guida si applica a tutti i mangimi prodotti per gli animali da allevamento e in particolare riguarda non solo i mangimi industriali, ma anche quelli realizzati all’interno delle aziende agricole e prende in considerazione sia i prodotti consumati dagli animali durante il pascolo, in campo aperto e nell’allevamento a terra. La Fda precisa che queste guide non stabiliscono responsabilità giuridicamente vincolanti, ma descrivono l’orientamento dell’agenzia su determinati argomenti e devono essere considerate alla stregua di “raccomandazioni”, tranne nel caso in cui si faccia esplicito riferimento a requisiti normativi o ad articoli di legge. In questo caso, la guida descrive le principali misure da adottare per mantenere in sicurezza tutti i mangimi destinati all’alimentazione animale. Il documento, in particolare, raccomanda i metodi più adatti per acquisire mangimi sicuri e per conservarne l’integrità fino al momento dell’utilizzo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

 

 

 

 

 

 

 

Indagine in Europa sull’importanza dell’agricoltura

 

Su incarico della Commissione europea, Eurobarometro ha condotto nello scorso mese di ottobre 2015 un’indagine sulla percezione del ruolo sociale ed economico degli agricoltori, dell’agricoltura e della Pac (Politica agricola comunitaria). L’indagine ha riguardato un campione di circa 28mila persone, mille per ciascuna nazione aderente alla Ue. I risultati a cui ha condotto il sondaggio evidenziano percezioni ovviamente diverse a seconda dei Paesi in questione, tuttavia emergono alcune significative convergenze sul ruolo economico e sociale dell’agricoltura e, di conseguenza, sulla opportunità della Pac: l’agricoltura è importante, la Pac, per quanto per alcuni finanziariamente impegnativa è necessaria e su di essa, in prospettiva, si deve investire di più. (Fonte: Clicca QUI)

 

 

 

 

 

 

 

Per gli alimenti “free” gli italiani sono disposti a spendere di più

 

Dall’aumento del 50% degli acquisti di alimenti senza glutine all’incremento del 20% di quelli biologici senza l’uso della chimica, fino al boom dei consumatori che cercano la garanzia “Ogm free”, sono cresciuti a due cifre in Italia, nel 2015, i consumi di alimenti “senza”. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia che si tratta del segmento più dinamico della tavola, dove i consumi sono stati praticamente stagnanti nell’ultimo anno. Secondo l’organizzazione agricola questo exploit va ricondotto all’attenzione per il benessere, la forma fisica e la salute. Una tendenza in forte ascesa nonostante il sovrapprezzo da pagare poiché il 70% degli italiani è disposto a pagare di più un alimento del tutto naturale, il 65% per uno che garantisca l’assenza di Ogm, il 62% per un prodotto bio e il 60% per uno senza coloranti. (Fonte: Clicca QUI)

 

 

 

 

 

 

 

I prezzi delle commodities in calo trascinano al ribasso anche quelli agricoli

 

Le quotazioni di tutte le commodities, nel 2015, si sono ridotte a causa di un’offerta ampia a cui ha fatto da contraltare una riduzione della domanda e un dollaro Usa più forte. I prezzi dei prodotti agricoli, a loro volta, hanno continuato nell’andamento in calo iniziato nel 2014 sempre per le buone produzioni, nonostante le negative prospettive per il fenomeno del Niño. Se ad aprile il calo previsto era dell’11%, a fine anno le stime lo hanno innalzato al 13%. Il calo maggiore, 22%, si è registrato per i semi oleosi mentre quello dei cereali si attesta al 15%. (Fonte: Clicca QUI)

 

 

 

 

 

 

 

Negoziati Ttip, fiducia di De Castro sulle tutele Dop e Igp italiane

 

La Commissione europea ha consegnato alla delegazione Usa un documento di riflessione nell’ambìto dei negoziati Ttip. “Sono 42 le eccellenze Dop e Igp italiane come Parmigiano Reggiano, Prosciutto San Daniele, Mozzarella di bufala campana, pomodoro Pachino, solo per citarne alcune – ha dichiarato Paolo De Castro, coordinatore S&D alla Commissione agricoltura e sviluppo rurale al parlamento europeo - per le quali si richiede una tutela rinforzata nella bozza di accordo, eccellenze che insieme costituiscono circa il 90% dei prodotti agroalimentari made in Italy esportati nel mondo. L’attenzione della squadra negoziale per la tutela dei prodotti Dop e Igp all’interno dei negoziati Ttip e la battaglia contro l’italian sounding per la corretta informazione del consumatore Usa mostrano in maniera evidente i vantaggi che un esito positivo delle trattative avrebbe per l’agroalimentare italiano. In attesa dei prossimi passaggi, questo documento rafforza la fiducia in un positivo avanzamento dell’iter negoziale e conferma l’Europa come luogo di confronto e opportunità”. (Fonte: Clicca QUI)

 

 

 

 

 

 

 

Semaforo verde al Piano strategico nazionale del biologico

 

Via libera dalla Conferenza Stato Regioni al Piano strategico nazionale del biologico, frutto del lavoro fra il Mipaaf e l’intera filiera. Il Piano prevede una crescita del settore attraverso il raggiungimento di determinati obiettivi da centrare con azioni mirate entro il 2020. In un suo intervento, il ministro Maurizio Martina ha dichiarato che “l’approvazione del Piano rappresenta un passaggio importante per un settore sempre più strategico per tutto il Paese. I consumi nazionali lo dimostrano, tant’è vero che nel solo ultimo anno sono aumentati incassando un +20%. Il Piano strategico prevede 10 azioni: dal biologico nei Piani di sviluppo rurale alle politiche di filiera; dalla promozione del made in Italy al Green public procurement, che tradotto significa l’opportunità di introdurre prodotti biologici nella ristorazione ospedaliera e nelle mense scolastiche. Non manca la semplificazione burocratica e la formazione. (Fonte: Clicca QUI)

 

 

 

 

 

 

 

Suini, un documento della Commissione per limitare il taglio delle code

 

Dopo l’adozione della Raccomandazione della Commissione 2016/336 in relazione alle misure per ridurre la necessità del taglio delle code in maniera routinaria, la Commissione ha pubblicato un documento di lavoro sulle migliori pratiche indirizzate alla prevenzione del taglio delle code e alla corretta somministrazione di materiali di arricchimento per i suini. Il documento fornisce strumenti utili per una comprensione armonizzata di come fornire materiali manipolabili ai suini ed evitare il taglio delle code. E' possibile scaricare l’intero documento: QUI

 

(Fonte: Clicca QUI)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Formaggio Asiago Dop, sventato un tentativo di contraffazione

 

Un nuovo tentativo di contraffazione online è stato sventato dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago che, sulla piattaforma Amazon Europe, ha fatto ritirare una sedicente salsa “Asiago Dressing” non contenente affatto Asiago Dop. Già nel 2014, grazie all’accordo che rende operativo il Programma di verifica dei diritti di proprietà (Verified rights owner – VeRO) sistema che consente ai titolari di diritti di proprietà intellettuale di segnalare eventuali violazioni, il Consorzio di tutela, con il pronto intervento dell’ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Mipaaf, aveva bloccato su eBay un’inserzione di un produttore americano di falso Asiago Dop disponibile all’invio in Europa. La crescente diffusione dell’e-commerce agroalimentare che secondo i dati dell’osservatorio eCommerce B2c Netcomm del Politecnico di Milano nel 2015 ha registrato un fatturato, per il food & wine enogastronomico intorno ai 260 milioni di euro e nel 2017 si prevede raggiungerà il 7% delle vendite totali, impone un impegno senza confini nella tutela del consumatore e nella valorizzazione delle produzioni Dop e Igp. (Fonte: Clicca QUI)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per l’Usda nei prossimi 10 anni la domanda alimentare aumenterà

 

Secondo l’ultimo Rapporto del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (Usda) negli USA, fino al 2025, la domanda mondiale di prodotti agroalimentari è destinato ad aumentare: la produzione di vegetali si ridurrà leggermente, mentre le prospettive per la produzione animale sembrano essere molto promettenti. I Paesi in via di sviluppo continuano a rappresentare il principale mercato esportativo dei prodotti agricoli degli Stati Uniti e anche se il dollaro forte limita la crescita delle esportazioni, gli Usa rimarranno un esportatore agricolo competitivo. Nel prossimo decennio, per il settore dell’allevamento targato United States, si prevede un aumento della produzione grazie a diversi fattori. I costi dei mangimi sono diminuiti e si prevede che aumenteranno solo moderatamente nel corso dei prossimi 10 anni. Inoltre, sia nel mercato interno che in quello dell’esportazione, si prevede che la domanda di carni e prodotti lattiero-caseari rimarrà sostenuta. (Fonte: Clicca QUI)

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Posted by × Pubblicato il 04/03/2016 at 12:20

LATTE 1Maurizio Martina: “Sulla crisi del latte Bruxelles deve dare risposte concrete”

Nei giorni scorsi si è svolta al Palazzo dell’Agricoltura di Roma una riunione tra il ministro per le Politiche Agricole, Maurizio Martina, e gli assessori regionali all’Agricoltura. Tra i temi in discussione, si legge in una nota del Ministero, ne sono stati affrontati alcuni relativi allo sviluppo rurale, in particolare lo stato di attuazione delle misure di gestione del rischio, infrastrutture irrigue e biodiversità animale, oltre che alcune azioni a livello europeo sul settore del latte e della zootecnia. In vista del prossimo Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura europei che si terrà a marzo, il ministro Martina ha sottolineato che alla Commissione europea l’Italia presenterà un position paper che conterrà anche un focus specifico sul latte. “Dalla Commissione Ue ci aspettiamo risposte concrete – ha affermato Martina – In particolare per la crisi del settore lattiero che è europea e non solo nazionale. Per questo abbiamo voluto condividere con le Regioni le proposte di intervento che l’Italia chiede con urgenza a Bruxelles. Quattro sono gli assi fondamentali della nostra proposta all’Europa: rafforzamento delle norme Ue su etichettatura del latte e prodotti lattiero-caseari; raddoppio della soglia degli aiuti de minimis per 3 anni; maggiore tutela degli allevatori con regole chiare sui contratti e meccanismi di indicizzazione dei prezzi; nuove misure di promozione del latte per contrastare il calo dei consumi. Azioni che sono state rimandate per troppo tempo e che possono contribuire nella gestione di una fase complicata. Il Governo continua a lavorare su tutte le leve possibili di intervento – ha continuato Martina – tenendo sempre presente l’esigenza di una tutela effettiva del reddito di oltre 35mila allevatori italiani, ora in oggettiva difficoltà. Come annunciato agli assessori, nelle prossime settimane verranno erogati gli aiuti relativi all’intervento straordinario da 25milioni di euro ottenuti da Bruxelles e abbiamo attivato l’aumento della compensazione Iva al 10% come previsto dalla legge di Stabilità. Ora rilanciamo la sfida a livello europeo, soprattutto sul fronte della valorizzazione dell’origine perché questo è un nodo fondamentale che va sciolto ora”.

 

 

LATTE 2

Parmigiano Reggiano, un taglio “d’artista” conquista il mercato anglosassone

“Parm Crack”, cioè taglio contemporaneo di oltre 400 forme di Parmigiano Reggiano avvenuto il 27 febbraio scorso nei punti vendita della catena distributiva Whole Foods disseminati nei principali Paesi anglosassoni. Qui, i numerosi clienti di Whole Foods hanno potuto assistere a un’usanza decisamente comune e frequente nei nostri caseifici: il taglio a mano della forma di Parmigiano Reggiano con i tradizionali coltelli, una consuetudine che invece oltre i confini nazionali rappresenta una vera e propria rarità. “Da qualche anno la catena Whole Foods, in collaborazione con il nostro Consorzio di tutela, organizza questa apertura spettacolarizzata delle forme – ha dichiarato Riccardo Deserti, direttore dell’Ente di tutela – E’ un modo molto efficace di portare l’attenzione dei suoi consumatori e clienti verso il tema della qualità degli alimenti. La Whole Foods è una grande catena distributiva, basti pensare che nel solo 2015 ha totalizzato un fatturato di 15,4 miliardi di dollari e nei Paesi anglosassoni si colloca come un distributore particolarmente attento alla qualità e alla salubrità dei prodotti, privilegiando alimenti che garantiscono metodi produttivi e origine territoriale riconosciuta e certificata, esattamente come sono i prodotti Dop e quelli biologici”. Da diversi anni la catena investe molto sulla valorizzazione del Parmigiano Reggiano promuovendo viaggi di formazione nella zona di origine per i propri “tagliatori”, attuando una selezione attenta dei caseifici produttori e organizzando questa affascinante manifestazione di apertura contemporanea delle forme: nel primo week-end di marzo l’apertura delle forme è prevista in 438 punti vendita della catena Whole Foods: 418 in Usa, 11 in Canada e 9 in Gran Bretagna. “Campagne come questa a favore della qualità – puntualizza ancora Deserti – appaiono ancora più importanti all’indomani della scoperta del cosiddetto Parmesan americano alla segatura. La denuncia della produzione di questo falso Parmigiano Reggiano avvenuta pochi giorni fa ha riportato all’attenzione del grande pubblico quanto sia dannoso lasciare alle pure logiche di mercato la produzione dei prodotti alimentari, senza adottare il più elementare rispetto delle regole di produzione e delle corrette indicazioni sull’origine dei prodotti, lasciando che il consumatore venga ingannato e senza la possibilità di tutelare i prodotti a denominazione di origine, contrastando così l’uso improprio di nomi con evocazioni che ingannano il consumatore, in particolare in un mercato come quello americano dove sia l’attenzione dei consumatori che la domanda dei prodotti di alta gamma è in crescita. Prova ne è che nel 2015 l’export di Parmigiano Reggiano ha conosciuto un aumento del 28%.

 

 

EFFLUENTI E DIGESTATO

Un Decreto introduce nuove norme sul loro utilizzo

In una nota, il ministero delle Politiche agricole informa che è stato adottato il Decreto interministeriale che prevede la revisione delle norme relative all’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, finora disciplinate dal Decreto ministeriale 7 aprile 2006, oltre alle nuove norme sull’utilizzazione agronomica del digestato prodotto dagli impianti di digestione anaerobica. Il provvedimento è frutto di una lunga e approfondita istruttoria a cui hanno preso parte le Regioni, i ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo economico, della Salute e delle Infrastrutture e le Associazioni di categoria. Queste le novità introdotte dal nuovo Decreto che riguardano, in particolare, la possibilità di utilizzare agronomicamente il digestato frutto della digestione anaerobica degli effluenti di allevamento e di una serie di materie tra cui scarti vegetali e alcuni scarti dell’agroindustria. E’ prevista la bipartizione del digestato in agrozootecnico ed agroindustriale; il divieto di utilizzazione agronomica del digestato prodotto da colture che provengano da siti inquinati; la possibilità per le Regioni di modificare il periodo obbligatorio di 60 giorni di divieto di spandimento degli effluenti, a seconda delle diverse condizioni climatico-ambientali; l’introduzione di una graduale limitazione all’uso di colture no-food alternative all’utilizzazione agricola dei terreni coltivati; il calcolo dell’azoto tramite l’effettivo fabbisogno delle colture. “Dopo anni di empasse e difficoltà – ha dichiarato il ministro Maurizio Martina – con il Decreto si migliora la sostenibilità ambientale delle produzioni agricole, si offrono maggiori possibilità di diversificazione e crescita per le imprese che potranno valorizzare gli scarti di produzione e produrre energia da fonti rinnovabili”. Il provvedimento è stato a lungo discusso anche con la Commissione europea che sarà presto chiamata ad esprimersi sulle richieste di deroga per le zone vulnerabili ai nitrati presentate dalle Regioni Piemonte e Lombardia. “Insieme al ministro Galletti – ha concluso Martina – proseguiremo il lavoro già avviato per la revisione della Direttiva Nitrati in modo da adeguarla ai più recenti studi scientifici in materia”.

 

 

BIOMETANO

Un Manifesto Comune a sostegno di una filiera importante

Nei giorni scorsi si sono svolti a Roma gli Stati generali del biogas organizzati dal Consorzio italiano biogas (Cib) in collaborazione con Confagricoltura e Snam. Durante l’evento è stato presentato un Manifesto Comune, indirizzato al Governo e alla Commissione europea, per sostenere la filiera del biometano italiano, energia rinnovabile che si può ottenere dalla digestione anaerobica di biomasse agricole e agroindustriali. “Il Manifesto – è stato spiegato dagli enti organizzatori – evidenzia la necessità di elaborare un’agenda per il biometano con l’obiettivo di ridefinire l’intervallo temporale per l’accesso agli incentivi, considerata la necessità di modulare in maniera più adeguata la loro attuazione; la previsione di un target annuo di biometano da immettere in rete entro il 2030; l’aggiornamento della normativa nazionale in tema di biocarburanti avanzati coerentemente con la direttiva Iluc e la previsione di un sistema che valorizzi il ruolo della filiera di produzione del biometano nella strategia di riduzione della Co2. “Il biometano – ha affermato il presidente del Cib, Piero Gattoni – è strategico sia sotto il profilo delle politiche energetiche nazionali che sotto quello ambientale. Il suo processo produttivo può contribuire a ridurre in modo significativo le emissioni del settore agricolo che rappresentano a livello globale il 14% dei gas climaalteranti e a restituire al terreno sostanza organica. Il digestato – ha proseguito – cioè ciò che rimane dopo il processo di digestione anaerobica delle matrici agricole, è un ottimo ammendante naturale. Le imprese agricole possono in questo modo abbattere i loro costi di produzione e aumentare competitività e produzioni agricole tradizionali grazie a un modello di economia circolare che alcuni ricercatori e agricoltori hanno ribattezzato ‘biogas fatto bene’, in grado di rilanciare non solo l’agricoltura, ma anche il sistema economico e industriale italiano”.

 

 

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

 

 

Le misure per i giovani agricoltori vanno nella giusta direzione

L’entrata in vigore delle misure a favore dell’imprenditorialità giovanile prevista dal cosiddetto “Pacchetto generazione Campolibero” è per Agrinsieme (coordinanento di Cia, Confagricoltura, Copagri, Alleanza delle cooperative agroalimentari) un importante passo avanti, soprattutto in considerazione che l’Italia e il settore agricolo nazionale hanno un gap in merito che è fondamentale colmare se si vuole concretamente dare sviluppo e prospettiva all’agricoltura e all’economia italiana. Le misure sostenute da un plafond di 160 milioni di euro sono l’inizio di un percorso che andrà monitorato e sostenuto nel tempo nell’ambìto di una politica economica che guarda con particolare interesse ai giovani. Sono loro il terreno fertile per la necessaria innovazione strutturale e infrastrutturale per ciò che il Paese produce e, dunque, per la carta di identità della nazione. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

Fascino dell’olio d’oliva, in 25 anni i consumi sono raddoppiati

In una sola generazione sono praticamente raddoppiati i consumi mondiali di olio di oliva con un balzo del 73% negli ultimi 25 anni che ha cambiato la dieta dei cittadini in molti Paesi, dal Giappone al Brasile, dalla Russia agli Stati Uniti. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti in occasione della presentazione del primo rapporto “Olio extra vergine di oliva italiano e consumatore mondiale” realizzato da Unaprol/Ixe. Nel mondo, nel 2015, sono stati consumati complessivamente 2,99 miliardi di chili di olio di oliva con la vetta della classifica conquistata dall’Italia con 581 milioni di chili e dalla Spagna con 490 chili di chili ma sul podio – sottolinea Coldiretti – salgono a sorpresa anche gli Stati Uniti con un consumo di ben 308 milioni di chili e un aumento record del 250% nell’arco di 25 anni. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

La Cina non arresta l’import di prodotti lattiero-caseari

Nello scorso mese di gennaio le importazioni della Cina di prodotti lattiero-caseari sono aumentate in volume. Nello specifico il burro ha registrato un +83%; il latte sfuso e confezionato +71,6%; i formaggi +65,7%; la polvere di siero +53,2%; la polvere di latte intero +52,3%; la polvere di latte scremato +43,2%; il latte per l’infanzia +38,9%. Le importazioni sono state favorite dal China Free Trade Agreement, accordo secondo cui la Nuova Zelanda può esportare polvere di latte intero, polvere di latte scremato, burro e formaggi a una tariffa agevolata per determinate quantità di prodotto. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

Bresaola della Valtellina Igp, preaffettato a +3,53%

Per la Bresaola della Valtellina Igp il 2015 si è chiuso con numeri positivi. Bene la produzione, che rispetto al 2014 ha incassato un +1,2% e ancora meglio il preaffettato, +3,53%, che rappresenta il 40% del totale certificato, pari a circa 4.925 tonnellate di prodotto. Il preaffettato rappresenta senza dubbio una categoria dinamica con un andamento di crescita eccellente sia in Italia che all’estero. “La Bresaola della Valtellina mantiene trend interessanti di consumo pur essendo un prodotto di fascia alta di prezzo – ha dichiarato il presidente dell’ente di tutela, Mario Della Porta – La sua forza sta nelle sue caratteristiche dietetiche e nutrizionali che ben si adattano alle moderne abitudini di consumo e agli stili della vita di oggi”. L’export della Bresaola della Valtellina Igp rappresenta oggi il 6.5% del totale, una percentuale ancora contenuta ma destinata a crescere. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

In calo le superfici coltivate a mais. Nel 2016 si potrebbero ulteriormente ridurre

L’Italia sta sottovalutando la riduzione di superfici coltivate che in questi anni sta interessando una coltura strategica come il mais e rischia di aggravare la sua dipendenza dall’estero. Per superare tale crisi le aziende sementiere puntano a sostenere gli importanti investimenti nel nostro Paese sullo sviluppo di varietà nelle classi di maturità specifiche per le nostre condizioni agroclimatiche. Secondo le indicazioni della sezione colture industriali di Assosementi, la contrazione delle superfici coltivate a mais nel 2015 è stata ancora più accentuata rispetto alle statistiche ufficiali dell’Istat: poco più di 800mila ha rispetto a 1 milione di ha circa accertati da Istat. Le intenzioni di semina diramate nelle ultime settimane da Istat prevedono per il 2016 un calo delle superfici del 3,9% per mais da granella e addirittura un aumento del 2,6% per il mais da foraggio. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

Nel Regno Unito diminuisce la contaminazione di Campylobacter nei polli

Secondo la Food Standard Agency (FSA) gli sforzi che nel Regno Unito il settore avicolo sta facendo nella lotta contro il Campylobacter stanno dando i primi risultati al punto che si è registrata un’ulteriore diminuzione del numero di polli con alti livelli di contaminazione acquistati presso i negozi. Nel periodo ottobre-dicembre 2015, infatti, vi è stata una costante riduzione rispetto allo stesso periodo di un anno prima con l’11% dei campioni con il più alto livello di contaminazione, a fronte del 19% del 2014. L’adozione di migliori pratiche legate alla biosicurezza e il trattamento Sono Steam (combinazione di vapore e ultrasuoni) oltre alla rifilatura dei peli sul collo del pollo sono solo alcune delle misure introdotte da alcuni rivenditori per ridurre i livelli di Campylobacter, la loro applicazione ha contribuito a ottenere risultati migliori. Sul sito web della FSA è possibile consultare il rapporto completo. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

Speck Alto Adige Igp, un 2015 positivo con la produzione a +2,3%

Per il Consorzio tutela Speck Alto Adige Igp il 2015 è stato un anno positivo. La produzione ha registrato una crescita del +2,3% sul 2014 e rappresenta ormai il 36% della produzione complessiva. Con il 66% delle vendite globali, il mercato interno si riconferma core market assoluto del Consorzio che trova nell’Alto Adige e nelle regioni settentrionali i principali sbocchi commerciali italiani. L’export rappresenta oggi il 34% delle vendite e con una quota pari al 28% la Germania si riconferma il primo mercato di vendita all’estero seguita da Stati Uniti (2,5%), Austria (1,5%) Francia (1%) e da nuovi mercati come la Svizzera, il Belgio, la Slovenia, la Svezia, il Giappone. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

L’identità dei vitigni italiani verso la salvezza

“La determinazione dei rappresentanti italiani al Parlamento e al Consiglie Ue inizia a dare i primi positivi risultati”. Così Paolo De Castro a margine della seduta di ComAgri alla quale ha partecipato la Direzione generale agricoltura dell’esecutivo Ue per uno scambio di vedute sull’allineamento e la semplificazione della legislazione secondaria dei settori vino e ortofrutta. “A seguito delle nostre osservazioni – spiega De Castro – il direttore generale Joost Korte ha dichiarato che proporrà al commissario per l’Agricoltura Ue Phil Hogan il ritiro dell’atto delegato sul vino. Se questo avverrà sarà un importante successo per i nostri produttori, a conferma che il mantenimento dello status quo per la tutela dei vini identitari è l’unica via da perseguire senza modifiche che, in nome di una fantomatica semplificazione, rischierebbero di creare danni irreparabili”. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

Suini, la Spagna supera la Germania e nel 2015 è il primo produttore europeo

Secondo gli ultimi dati divulgati da Eurostat sulla consistenza della popolazione suina europea, nel 2015 la Spagna ha registrato un aumento sull’anno precedente del 6,8%, pari a +1,8 milioni di capi, arrivando a un totale di 28.367.340 suini, il che per la prima volta la colloca al primo posto in Europa superando la Germania che, al contrario, vede ridotte le proprie consistenze del 2,8% (-800.000 capi) portando il totale a 27.535.400 capi. Per quanto riguarda gli altri principali produttori europei, Francia e Danimarca si collocano rispettivamente al terzo e quarto posto mantenendo di fatto invariata la situazione rispetto al 2014, mentre i Paesi Bassi hanno registrato un incremento del 3,2%. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

Nasce a Bilbao la prima Rete delle Regioni gastroalimentari d’Europa

Lombardia, Paesi Baschi e Aquitania sono tra i fondatori della prima Rete delle Regioni gastroalimentari d’Europa, il cui iter ha preso il via nei giorni scorsi a Bilbao, a margine della Fiera enogastronomica di alto livello Gustoko, manifestazione che ha visto proprio la Lombardia regione ospite. “Un’Europa delle Regioni enogastronomiche è possibile – ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura della Lombardia Gianni Fava – e sono profondamente orgoglioso che la Lombardia sia tra i fondatori”. Il nome della rete, proposto dalla Lombardia, è Regal, Réseau des Règions Gastro-Alimentaires che si adatta alla pronuncia dei diversi fondatori. (Fonte: CLICCA QUI)

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Posted by × Pubblicato il 20/01/2016 at 17:04

INVESTIMENTI E OCCUPAZIONEMipaaf e Intesa SanPaolo siglano un accordo da 6 miliardi di euro

Il 13 gennaio scorso il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina e il Consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, alla presenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, hanno firmato un Protocollo di intesa finalizzato a dare risposte concrete e specifiche alle aziende dell’agroalimentare sul fronte dell’accesso al credito. Lo rende noto in un comunicato il Mipaaf che sottolinea quanto prevede l’accordo. Innanzitutto l’attivazione di un plafond di investimenti dedicato da 6 miliardi di euro in tre anni per il finanziamento di imprese e filiere produttive, oltre a servizi finanziari ad hoc per le esigenze dell’attività agroalimentare. Con il Protocollo sono inoltre potenziati gli strumenti di garanzia e si istituisce un programma formativo per gli imprenditori agricoli. Attraverso una filiera creditizia dedicata, un team centrale e una rete di specialisti territoriali di Intesa Sanpaolo, con il sostegno del ministero per le Politiche agricole, delle associazioni e degli enti locali, si garantisce poi il supporto finanziario e di consulenza alle imprese agricole. Il Protocollo di intesa ha come obiettivo principale quello di semplificare l’accesso al credito per le aziende dell’agroalimentare italiano. L’intento è quello di incrementare l’internazionalizzazione e valorizzare gli investimenti nelle filiere produttive, con un primo ambito di azione relativo al settore zootecnico e al sistema lattiero-caseario nazionale. Le misure previste dall’accordo sono finalizzate a sostenere inoltre investimenti su temi chiave per il futuro del comparto come l’innovazione tecnologica, favorendo la nascita di start up, la digitalizzazione e l’e-commerce. Tutto questo, nelle previsioni, si traduce in 6 miliardi di euro in tre anni di credito dedicato all’agroalimentare che possono generare 10 miliardi di euro di investimenti potenzialmente attivabili con 70mila nuovi posti di lavoro stimati. “Dopo un 2015 molto positivo – ha affermato il ministro Martina – l’agroalimentare italiano può ancora accelerare. Vogliamo sostenere la crescita delle imprese e la creazione di nuova occupazione e per questo servono investimenti, credito e un rapporto più semplice tra banche e imprese. Questo accordo con Intesa Sanpaolo rappresenta un tassello importante della strategia a sostegno di un settore che si sta dimostrando sempre più centrale per l’economia italiana”.

 

 

 

SUINI

Negativa la redditività degli allevatori anche a dicembre, bene solo quella di macellatori e stagionatori

Anche dicembre, per la suinicoltura italiana, si è chiuso per gli allevatori con il segno negativo. Lo rende noto il Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole) nella sua mensile newsletter sull’andamento del comparto. Per il terzo mese consecutivo, infatti, la redditività degli allevatori è peggiorata rispetto a novembre 2015 incassando un -7,1%, mentre rispetto a dicembre 2014 il calo è stato di -3,9%. Secondo l’analisi condotta dai ricercatori di Crefis a gravare sul settore è la pesantezza del mercato dei suini da macello, nonostante il calo dei principali costi di produzione alimentari, a iniziare da mais e soia. Il prezzo medio di questa tipologia di capi sul mercato di Modena si è fermato a dicembre a 1,242euro/kg, in calo del 7,2% rispetto al mese precedente, ma a colpire è soprattutto il dato tendenziale, che segna -8,9%. Negativa anche la congiuntura dei suini leggeri, con prezzi che sempre a dicembre sono scesi del 4,9% rispetto a novembre mentre rispetto a un anno prima (dicembre 2014) il dato è positivo con un incremento del 2,5%.

Bene invece la fase di macellazione. La redditività ha segnato un +10% su base congiunturale e +12,5% su base tendenziale: una delle migliori performance in oltre un decennio. Il risultato scaturisce dal forte calo del prezzo dei suini, principale costo per i macellatori, ma anche per la buona fase del mercato dei lombi freschi, i cui prezzi a dicembre sono saliti alla Cun del 10,7% rispetto a novembre (con variazioni tendenziali ancora però negative: -3,8%). Dicembre ha mostrato un forte aumento anche della redditività della fase di stagionatura dei prosciutti, sia Dop che generici. In particolare, l’indice Crefis della stagionatura del Prosciutto di Parma Dop pesante è migliorato, rispetto a novembre, del 4,2% e addirittura del 14% rispetto al 2014. Per quanto riguarda i prosciutti generici la redditività è migliorata dello 0,5% su base congiunturale e dell’1,5% su base tendenziale.

 

 

 

SUINICOLTURA E MERCATO COMUNITARIO

Lieve l’aumento produttivo previsto nel prossimo decennio

Nello scorso mese di dicembre la Direzione generale agricoltura della Commissione europea ha diffuso le previsioni a medio termine sul mercato agricolo comunitario. In una nota diramata nei giorni scorsi da Anas (Associazione nazionale allevatori suini) viene fatto il punto sul comparto suinicolo europeo. I servizi della Commissione prevedono infatti una crescita marginale della produzione suinicola nel prossimo decennio (+0,2%/anno) dovuta sia a motivi di tutela ambientale che a una flessione dei consumi di carne suina a livello comunitario. Tra i maggiori produttori, gli aumenti interesseranno solo alcuni Paesi tra cui la Germania, la Spagna, la Polonia e l’Olanda, mentre in Danimarca e in Italia è previsto un leggero calo produttivo. Secondo il rapporto, si verificheranno dei progressivi cambiamenti nell’organizzazione produttiva della Ue: Olanda e Danimarca si specializzeranno nella produzione di suinetti e incrementeranno le loro esportazioni, mentre la Germania e la Polonia si confermeranno forti importatori di suinetti (nel 2013 già assorbivano il 78% del mercato comunitario). La domanda di carne suina a livello mondiale si manterrà sostenuta, anche se crescerà più lentamente rispetto al precedente decennio (+2% l’anno anziché +3,1%). Nel 2025 la richiesta mondiale dovrebbe raggiungere gli 8,8 milioni di tonnellate e sarà sostenuta soprattutto dall’Asia e dall’Africa Sub Sahariana. Buona parte della domanda sarà assorbita dalla Cina. Dopo il forte aumento dei consumi pro-capite già registrato tra il 2014-2015, nei Paesi della Ue N13, quelli che sono entrati a far parte dell’Unione più di recente, ci si attende un’ulteriore crescita, soprattutto in Polonia e in Romania, fino a raggiungere i 34,9kg/pro-capite nel 2025. Al contrario, nei Paesi della Ue-15 i consumi pro-capite sono previsti in calo (arriveranno a 31,1kg/pro capite nel 2025). Nel prossimo decennio, secondo gli esperti della Commissione, i prezzi dei suini dovrebbero avere un andamento più sostenuto (+11% nel 2025 rispetto al 2014) grazie soprattutto alla domanda elevata che si registrerà a livello mondiale.

 

 

 

XYLELLA FASTIDIOSA

Per il direttore dell’Informatore Agrario si tratta di un altro pasticcio all’italiana

Dopo l’iniziativa della Procura di Lecce che sulla vicenda legata all’emergenza causata dalla Xylella fastidiosa a fine anno ha messo sotto sequestro preventivo gli olivi interessati dalla programmata rimozione, prevista dal Piano messo a punto dal Commissario Straordinario Giuseppe Silletti bloccandone in buona sostanza l’attuazione volta a contenere l’emergenza fitosanitaria, il direttore della rivista L’Informatore Agrario, Antonio Bossetti, sul n. 1 della rivista, ha firmato un fondo in cui sottolinea che “la vicenda della Xylella fastidiosa in Puglia è senza dubbio un altro grave pasticcio all’italiana. E lo diciamo – scrive – con profondo rammarico perché ancora una volta il nostro Paese non fa una bella figura. Innanzitutto con l’Unione europea, la quale ha già sottoposto l’Italia a procedura di infrazione per il mancato rispetto dei termini di applicazione delle misure di emergenza per la lotta alla Xylella, individuate dalla Ue addirittura nel febbraio 2014. In merito, Enrico Brivio, portavoce della Commissione, da noi a suo tempo interpellato aveva ribadito la posizione di Bruxelles secondo la quale era necessario implementare le misure stabilite dall’Unione contro il batterio per evitarne la diffusione sul territorio europeo. Lo scenario però si è notevolmente complicato in seguito alle iniziative intraprese dalla Procura di Lecce, che oltre ad aver indagato 10 persone tra ricercatori e funzionari pubblici, ha sospeso ogni azione di contrasto alla Xylella. E proprio dalle informazioni rese pubbliche negli atti della Procura – scrive ancora Boschetti – emerge l’altro aspetto poco onorevole per il nostro Paese e nel caso specifico per il mondo della ricerca pugliese, accusato esplicitamente dalla magistratura di aver ‘gestito in maniera monopolistica lo studio del batterio della Xylella’. Al di là della disputa tra ricercatori e dei contrasti con Bruxelles, ancora una volta constatiamo che saranno gli agricoltori a pagare il conto di un sistema Paese poco efficiente”. Boschetti termina chiedendosi “chi si occuperà di portare avanti la ricerca sulla Xylella e capire se è davvero l’agente principalmente responsabile della sindrome del disseccamento rapido dell’olivo? Chi sta pensando agli interessi degli olivicoltori? Anche Bruxelles e i servizi fitosanitari delle Regioni limitrofe alla Puglia hanno manifestato la loro preoccupazione e se i tempi saranno quelli tipici della giustizia italiana c’è davvero di che preoccuparsi”.

 

 

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

 

 

Bene il ministero dell’Agroalimentare, purchè cambi anche la fisionomia del dicastero

Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, nell’apprendere che il ministero per le Politiche agricole diventerà ministero per l’Agroalimentare, ha ricordato che “una proposta in tal senso era stata espressa proprio da Confagricoltura nel 2013 in occasione della presentazione di uno studio sull’agronetwork realizzato con l’Università Luiss Guido Carli. Come avevamo sottolineato all’epoca – ha rilasciato in una nota - l’importante non sarà solo cambiare la denominazione, ma anche la fisionomia del dicastero per farlo essere un hub, un centro nevralgico per lo sviluppo dell’agroalimentare. Dovrà quindi essere una sorta di snodo che permetta di condividere le conoscenze, favorire la collaborazione tra imprese, coordinare i progetti territoriali, allocare correttamente le risorse sui fattori strategici, tagliare drasticamente la burocrazia. Le Regioni dovranno essere al servizio di questa strategia. Non possiamo più permetterci – ha concluso Guidi – politiche agroalimentari non coordinate”. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

Con i Psr 2014-2020 aumentano le opportunità per i giovani agricoltori

L’approvazione di tutti i Piani di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020 da parte della Commissione europea ha formalmente garantito l’avvio della nuova programmazione e le regioni hanno iniziato la pubblicazione dei primi bandi per i giovani tra i 18 e i 40 anni che intendono insediarsi in agricoltura con interventi che possono arrivare ad offrire fino a 70mila euro a fondo perduto per iniziare l’attività, oltre a un contributo, sempre a fondo perduto, sugli investimenti aziendali che può arrivare sino al 60%. Lo si apprende da una nota di Coldiretti che sottolinea come sia crescente la domanda di agricoltura da parte dei giovani che, secondo un sondaggio Coldiretti/Ixe’, nel 57% dei casi oggi preferirebbe gestire un agriturismo anziché lavorare in una multinazionale (18%) o fare l’impiegato in banca (18%). Ma anche, continua Coldiretti, un sostegno alla competitività dell’agricoltura poiché le aziende agricole condotte dai giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54% alla media, un fatturato più elevato del 75% della media e il 50% di occupati per azienda in più. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

Nel siero del latte sono racchiusi ingredienti importanti per la salute umana

Gli ingredienti del siero sono stati una delle principali innovazioni del comparto lattiero-caseario negli ultimi anni. Lo afferma Leo Bertozzi firmando un articolo contenuto nella newsletter clal.it. Il mercato è in continua crescita – ribadisce Bertozzi – e questa tendenza si prevede continui a lungo. Fra tali ingredienti le proteine sono particolarmente importanti per la nutrizione e possono essere impiegate in una vasta gamma di alimenti e bevande mirati a bisogni nutrizionali molto diversificati: dall’alimentazione sportiva a quella per la vita moderna, per l’uso nello sport, nell’alimentazione infantile così come per quella della popolazione anziana. Questi ingredienti permettono di valorizzare il siero e dunque la produzione casearia di cui l’Italia è particolarmente ricca. Perché non sfruttarli a fondo?, si chiede Leo Bertozzi. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

Il comportamento dei polli può segnalare l’infezione da Campylobacter

I ricercatori dell’Università di Oxford hanno monitorato i gruppi di broiler attraverso le telecamere analizzando poi le caratteristiche del flusso ottico dei volatili all’interno del capannone dove venivano allevati. La tecnica funziona utilizzando la rilevazione delle caratteristiche di spazio e tempo formate dai cambiamenti della luminosità dell’immagine in movimenti. I lotti positivi a Campylobacter hanno mostrato una media di movimento inferiore e un movimento meno uniforme rispetto ai lotti negativi. Questi studi rappresentano un primo passo verso importanti linee di ricerca che hanno l’obiettivo di associare salute e benessere animale non solo tra loro, ma anche con la sicurezza alimentare. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

Via allo stoccaggio privato delle carni suine. Le richieste finora hanno superato le 35mila tonnellate

Con l’inizio del mese di gennaio 2016 sono entrati in vigore gli aiuti allo stoccaggio privato delle carni suine a livello Comunitario. Come nel 2015, la Spagna è stato il Paese che ha presentato domande per una maggiore quantità, pari a 9.274 tonnellate. A seguire la Germania con 8.815 tonnellate, la Danimarca con 5.907 tonnellate e la Francia con un più contenuto 1.001 tonnellate. Il totale delle richieste durante i primi giorni ammonta a 35.290 tonnellate. La maggioranza delle richieste riguarda gli stoccaggi a 90 giorni per un totale di 24.067 tonnellate. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

Antalya (Turchia) ospiterà il Congresso Fefac, appuntamento il 21 e il 22 aprile 2016

Il 21 e il 22 aprile prossimi si terrà ad Antalya, in Turchia, il 27mo Congresso Fefac (European feed manufacturers’ federation) che quest’anno affronterà il tema:_ “Il consenso sociale sulla produzione di bestiame e di mangimi nell’Unione europea”. Durante l’evento verrà presentato il “Circular economy package”, la normativa europea contro lo spreco alimentare che definisce quali cibi possono essere impiegati per la produzione di alimenti per animali. In particolare, i rappresentati della Dg Sante e dell’Efsa illustreranno il programma “win-win”, rivolto ai consumatori e a tutti gli operatori della filiera alimentare e mangimistica europea. Il Piano intende promuovere un maggiore consenso sociale sui metodi sostenibili per la produzione di bestiame e di mangimi, con particolare riferimento al riutilizzo dei cibi precedentemente destinati all’alimentazione umana. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

Da quest’anno più opportunità per l’e-commerce agricolo

Un qualsiasi progetto di e-commerce in agricoltura supererebbe con ogni probabilità a pieni voti un’analisi “Swot”, che vuol dire verifica dei punti di forza e debolezza del progetto, nonché delle minacce e delle opportunità. In buona sostanza, l’e-commerce è a tutti gli effetti una grossa opportunità non adeguatamente sfruttata dalle aziende agricole italiane che nel 2016 potrebbe finalmente conoscere una svolta positiva perché le opportunità arrivano da più fronti: dal mercato, dalle iniziative dei privati, dalle agevolazioni degli enti pubblici. Da pochi mesi è a disposizione Packlink, una piattaforma di comparazione dei prezzi dei corrieri in grado di fornire un preventivo immediato dei costi di spedizione per un determinato pacco e per una specifica tratta. Il servizio si avvale di diversi corrieri italiani e internazionali e, grazie agli accordi siglati, è in grado di offrire tariffe scontate, rendendo più competitivo l’-e-commerce di una piccola azienda agricola. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

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Posted by × Pubblicato il 01/12/2015 at 15:23

LATTE 1

 

Raggiunto l’accordo tra produttori e industria, sul tavolo 25 milioni di euro di aiuti

 

Il 26 novembre scorso, al Tavolo della filiera lattiero-casearia che si è tenuto presso la sede del Mipaaf, è stato siglato l’accordo per la stabilità della filiera tra il ministero per le Politiche agricole, le Organizzazioni agricole, le cooperative, l’industria rappresentata da Assolatte e la Gdo.

 

L’intesa raggiunta prevede l’impegno da parte del Mipaaf di destinare 25 milioni di euro, provenienti dall’intervento straordinario europeo per il settore lattiero, agli allevatori come aiuti diretti per il latte prodotto e commercializzato nei mesi di dicembre 2015, gennaio e febbraio 2016. L’impatto stimato della misura è di 1 centesimo in più per litro venduto alla stalla. Le parti hanno concordato anche l’utilizzo di meccanismi di indicizzazione da inserire nei contratti e la promozione dell’utilizzo di contratti standard per rendere più trasparenti i rapporti di filiera. La Gdo si impegna a realizzare campagne straordinarie di valorizzazione e promozione dei prodotti lattiero-caseari italiani attraverso iniziative che rendano facilmente riconoscibile l’origine da parte dei consumatori. “Abbiamo raggiunto un risultato concreto a favore dei nostri allevatori – è la dichiarazione del ministro Maurizio Martina riportata in un comunicato – Con questo accordo facciamo un deciso passo in avanti sbloccando le relazioni tra i soggetti della filiera con impegni utili a far ripartire il settore. Abbiamo stabilito un intervento immediato a favore delle imprese lattiere attraverso i 25 milioni di euro e trovato l’intesa su misure strutturali come l’indicizzazione del prezzo e l’utilizzo di contratti standard. Sono strumenti che si attendevano da anni e che ora dobbiamo mettere in moto subito. Il nostro impegno va avanti, consapevoli che stiamo parlando di un settore strategico non solo per la filiera agroalimentare, ma per l’economia italiana”. Gli impegni delle industrie di trasformazione aderenti a Assolatte consistono nel promuovere l’utilizzo di un contratto standard per l’acquisto di latte; l’introduzione nei contratti di acquisto di meccanismi di indicizzazione basati su parametri rappresentativi dei mercati nazionali e internazionali; l’esposizione sugli imballaggi di alcune menzioni volontarie dell’origine dei prodotti. Le cooperative e le organizzazioni agricole dovranno promuovere con l’industria lattiero-casearia l’applicazione del contratto standard; condividere con l’industria iniziative programmatiche finalizzate alla pianificazione della produzione di latte prevedendo la possibilità di adeguare i contratti di fornitura, ma anche di metodologie e meccanismi di indicizzazione del prezzo basati su parametri rappresentativi dei mercati nazionali e internazionali da utilizzare nei contratti. La Gdo dovrà promuovere l’incremento dei volumi di vendita del latte e dei prodotti derivati attivando iniziative straordinarie di promozione che incentivino l’acquisto di prodotti di origine italiana; rendere più facilmente riconoscibile dai consumatori la provenienza dei prodotti lattiero-caseari anche attraverso l’utilizzo sugli scaffali di cartelli dedicati a campagne informative sull’origine; promuovere l’utilizzo di latte italiano nella referenza latte fresco a marca del distributore.

 

 

 

 

 

LATTE 2

 

Parmigiano Reggiano, l’Assemblea del Consorzio dà il via ad alcune modifiche del Disciplinare

 

L’ultima assemblea del Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano, svoltasi a Reggio Emilia il 25 novembre scorso, ha approvato una serie di modifiche al Disciplinare di produzione. Lo si apprende da una nota diffusa dall’ente di tutela. La lotta alle contraffazioni è l’obiettivo primario delle modifiche che, per l’appunto, prevedono l’introduzione di nuovi sistemi e parametri di controllo (riguardanti isotopi, aminoacidi liberi e acido ciclopropanico) attraverso i quali sarà possibile identificare con precisione il prodotto non originale sia per quanto riguarda la provenienza del latte che l’eventuale uso di prodotti vietati dal Disciplinare nell’alimentazione delle bovine come, ad esempio, gli insilati, ma anche svelare e contrastare possibili dichiarazioni ingannevoli sulla stagionatura del prodotto.

 

Relativamente al legame con il territorio, le modifiche approvate prevedono che il latte destinato alla trasformazione in Parmigiano Reggiano provenga solo ed esclusivamente da bovine nate e allevate nel comprensorio di produzione del Re dei Formaggi, quindi Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna (sponda sinistra del fiume Regno) e Mantova (sponda destra del fiume Po). Stop quindi ad animali provenienti da fuori comprensorio e dall’estero, nonché da altre filiere produttive, i quali, dopo un periodo di quarantena di quattro mesi durante i quali dovevano essere alimentati secondo le norme del Disciplinare di produzione, potevano poi produrre latte da destinare alla trasformazione in Parmigiano Reggiano. Una norma, si legge nel comunicato, che rafforza ulteriormente i vincoli con il territorio e contemporaneamente genererà un effetto indotto anche sui volumi produttivi. In sostanza, si eviteranno quei repentini e troppo consistenti aumenti produttivi che sono avvenuti in passato nel momento in cui il buon andamento delle quotazioni apriva la via all’ingresso di bovine provenienti da altre filiere (latte alimentare o altri formaggi) e, scontata la “quarantena”, ad un rialzo dei quantitativi di prodotto da destinare ai mercati. “Sono fenomeni che abbiamo riscontrato – ha affermato il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai – ed è evidente che la scelta che i caseifici hanno compiuto all’ultima assemblea del 25 novembre è particolarmente rilevante e positiva per quei produttori che costantemente legano gli investimenti e i redditi all’andamento del Parmigiano Reggiano, senza ricorrere a forme di business occasionale che producono andamenti depressivi sulle quotazioni e, conseguentemente, danni proprio ai redditi”.

 

Gli investimenti sulla qualità da parte del Consorzio di tutela intanto continueranno come leva primaria per consolidare la crescita dei consumi interni che da gennaio a fine ottobre hanno segnato un +2,3%. Bene anche l’export con una crescita del 7,2% per il prodotto in forme o porzionato e del 14,7% per il grattugiato nei primi 8 mesi del 2015: sono i primi segnali di ripresa che si stanno manifestando sul fronte delle quotazioni dopo due anni di crisi.

 

 

 

 

 

SUINI

 

Con le Festività Natalizie cresce la richiesta di Zampone e Cotechino Modena Igp

 

Sono buone anche per quest’anno le previsioni per quanto riguarda il consumo di Cotechino e Zampone Modena Igp. Lo rende il Consorzio di tutela che ricorda i 6 milioni di pezzi (1,5 milioni di zamponi Modena Igp e 4,5 milioni di cotechini Modena Igp) arrivati sulle tavole degli italiani lo scorso anno. Il quantitativo totale in volume raggiunse i 3.600.000 kg e il valore 32 milioni di euro. “Per il 2015 abbiamo una percezione positiva nonostante il periodo di crisi dei consumi in atto”, dichiara Paolo Ferrari, presidente del Consorzio Zampone e Cotechino Modena Cotechino Igp, due prodotti che restano ai vertici delle classifiche dei regali natalizi. La riscoperta di questi piatti tradizionali arriva a sostituire le più costose carni di manzo e si colloca perfettamente in linea con la cucina di recupero, posto che del cotechino e dello zampone non si butta nulla perché pronti da gustare così come sono nella loro interezza e rotondità senza bisogno di ricorrere a particolari coltellerie o complesse tecniche di taglio. Oltre alla classica osservazione sulla spiccata territorialità di questi salumi, in base alla quale il centro-nord per abitudine culturale da sempre mostra una particolare affezione nei confronti di cotechino e zampone e quindi un consumo più massiccio rispetto a regioni come la Puglia, la Sicilia o anche il Trentino, è interessante riflettere sul confronto fra realtà urbane e piccoli centri. L’elemento valoriale dello zampone e del cotechino, che risiede in una preparazione fatta con cura, dedizione e pazienza, trova maggiore forza in contesti provinciali raccolti rispetto a quelli metropolitani maggiormente dispersivi e frenetici circa orari e tempistiche. Pregiudizio da combattere nell’immaginario collettivo anche quello della stagionalità connessa all’antico rito dell’uccisione del maiale nel periodo invernale e proprio a questo scopo il Consorzio Zampone e Cotechino Modena Igp ha indetto il secondo Concorso nazionale di cucina rivolto agli chef di domani: istituti alberghieri di tutta Italia hanno inviato ricette particolari a base di zampone e cotechino corredate da scatti fotografici still life alquanto professionali e invitanti. La mattina del prossimo 5 dicembre, in piazza Roma a Modena, davanti alla suggestiva sede dell’Accademia militare, lo chef Massimo Bottura premierà la ricetta più innovativa capace di raccontare queste due eccellenze in maniera originale e al contempo quotidiana.

 

 

 

 

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

 

 

 

 

 

Confagricoltura nella rete virtuosa della spesa sostenibile

 

Le aziende sostenibili di Confagricoltura aderenti alla rete Ecocloud, entrano nella White List di Adiconsum. Lo annuncia l’Organizzazione degli imprenditori agricoli che ha preso parte nei giorni scorsi al convegno organizzato da Adiconsum dal titolo “Responsability: per una rete economica sociale e solidale”, nel corso del quale è stata presentata la White List promossa dall’Associazione dei consumatori. Si tratta di un progetto implementato dal Centro studi consumi 2.0 attraverso il portale omonimo, per mezzo dell’applicazione web “Thela” di Cleviria. Un sito al quale le aziende che operano con “responosability” potranno registrarsi, permettendo al consumatore di scegliere nel momento in cui fa la spesa, quelle che operano secondo i criteri di sostenibilità. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

 

 

Dai Psr nazionali opportunità lavorative per circa 20mila giovani agricoltori

 

Esistono opportunità di insediamento nell’agricoltura italiana per almeno 20mila giovani con l’approvazione da parte della Commissione europea di tutti i Piani di sviluppo rurale presentati dall’Italia. Lo afferma Coldiretti nel sottolineare che con il via libera di Bruxelles prende finalmente il via un volano economico di quasi 21 miliardi di euro fino al 2020 per le campagne con interventi regionali a supporto del primo insediamento dei giovani che vanno dall’ammodernamento delle imprese sino al sostegno delle filiere corte, ma anche interventi nazionali particolarmente importanti quali la gestione del rischio, il piano irriguo e la biodiversità animale. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

 

 

“FeedCode”, un sistema di analisi innovativo per i mangimi

 

Si è tenuta il 26 novembre scorso, presso la sede della Cia nazionale a Roma, la presentazione dei risultati finora raggiunti dalla ricerca europea “FeedCode”, progetto comunitario che studia un sistema di analisi dei mangimi capace di rivelarne la composizione qualitativa e quantitativa. Da un punto di vista tecnico, è stato spiegato durante la presentazione, “FeedCode” ha ottenuto i risultati prefissati e rappresenta un sistema di analisi della composizione dei mangimi più valido di quelli finora adottati. Infatti, rispetto all’analisi al microscopio ottico o a quella bromatologica, il sistema è maggiormente in grado di individuare le singole componenti, dichiarate o no, e di stabilirne un valore quantitativo più preciso nell’ambìto che va dall’1% al 10% in peso. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

 

 

La zootecnia mondiale copre il 40% della produzione agricola

 

Negli ultimi decenni il settore zootecnico ha subìto grandi cambiamenti e oggi rappresenta il 40% del valore globale della produzione agricola e nutre quasi 1,3 miliardi di persone. Lo afferma la Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) secondo cui il boom di richiesta di carne avanzato da diversi Paesi, ha determinato un notevole aumento della produzione zootecnica. Nel perseguire il benessere degli animali e la sicurezza alimentare,la Fao si impegna in particolare a favorire la produzione sostenibile, sicura, efficiente e responsabile dei latticini e degli alimenti di origine animale. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

 

 

Aumenta nel 2015 l’export di carne di maiale europea

 

Nel corso dei primi nove mesi di quest’anno l’Unione europea ha esportato un totale di 2.247.587 tonnellate di carne di maiale rispetto a 2.125.100 tonnellate dello stesso periodo del 2014, pari a un incremento del 5,8%. La destinazione principale delle esportazioni è la Cina con il 33,9% del totale, seguita da Giappone, Hong Kong, Corea del Sud e Filippine. La Cina rappresenta il motore della crescita delle esportazioni con un incremento del 51%, mentre si osservano diminuzioni del 17% e del 33% verso il Giappone e Kong Kong. In relazione alle esportazioni mondiali, la Ue continua ad affermarsi come il principale esportatore al mondo, seguito da Stati Uniti e Canada. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

 

 

Pronto il Disegno di legge sui reati alimentari

 

La Commissione ministeriale presieduta dall’ex procuratore Giancarlo Caselli ha consegnato al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, una proposta di disegno di legge sulla tutela dei prodotti alimentari. Il testo si propone di riformare l’attuale normativa introducendo nuovi reati in campo agroalimentare, avendo come punto di riferimento la tutela del consumatore. La proposta della commissione Caselli, che aveva iniziato i suoi lavori il 5 maggio, è composta da 49 articoli e introduce una serie di nuovi reati che vanno dal “disastro sanitario” fino all’”omesso ritiro di sostanze alimentari pericolose” dal mercato, quando ciò possa arrecare lesioni gravi o morte e quando da tali comportamenti possano scaturire il pericolo di situazioni analoghe che mettano in pericolo la salute pubblica. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

 

 

Cresce in Cina l’import di prodotti lattiero-caseari

 

Nello scorso mese di ottobre le importazioni di prodotti lattiero-caseari da parte della Cina sono aumentate rispetto allo stesso periodo del 2014. Il burro ha registrato un incremento del 55,8%; il latte sfuso e confezionato +49,1%; il latte per l’infanzia +47,7%; i formaggi +23,3%; la polvewre di siero +10,3%. Sono invece diminuite quelle di polvere di latte intero (-24,1%) e di polvere di latte scremato (-49,9%). I Paesi principali esportatori di polvere di latte intero, relativamente ai primi 10 mesi del 2015, sono stati la Nuova Zelanda e l’Australia che comunque hanno dovuto registrare rispettivamente una riduzione del 48,6% e del 79,2%. Per la polvere di latte scremato i maggiori esportatori sono la Nuova Zelanda e gli Usa che, rispettivamente, hanno dovuto incassare una diminuzione dell’1,3% e del 59,7%. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

 

 

Per Federalimentare l’accordo Ttip è fondamentale

 

Il 25 novembre scorso, presso il ministero dello Sviluppo Economico, si è tenuto un incontro sul negoziato Ttip (Trattato di partenariato transatlantico su commercio e investimenti) con gli Stati Uniti. Federalimentare, attraverso le parole del suo presidente, Luigi Scordamaglia, ribadisce le proprie posizioni a favore del Trattato contro le preoccupazioni espresse dal Coordinamento nazionale della “Campagna Stop Ttip". “Sarebbe un gravissimo errore interrompere le negoziazioni sull’accordo di partenariato tra l’Europa e gli Stati Uniti – ha affermato Scordamaglia - Le regole e gli standard sulla sicurezza alimentare rimangono quelli europei, evitiamo quindi di diffondere inutili allarmismi.

Il Ttip è una grandissima opportunità per l'agroalimentare italiano perché gli Usa producono commodity agricole che in alcuni settori noi non abbiamo, e noi produciamo prodotto ad alto valore aggiunto che gli Stati Uniti vogliono: una migliore sinergia non esiste". (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

 

 

Xylella degli ulivi, via libero alla commercializzazione delle barbatelle

 

“Il via libera del Comitato fitosanitario europeo alla commercializzazione delle barbatelle di vite Salentine dopo uno specifico trattamento a caldo è un’ottima notizia per il vivaismo Salentino. Il commissario alla Sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis è stato di parola comprendendo l’impatto che un divieto del genere avrebbe provocato”. Così Paolo De Castro, coordinatore per il Gruppo dei Socialisti e Democratici della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo in merito alla decisione presa per fronteggiare il grave problema della Xylella fastidiosa che ha colpito gli uliveti del Salento. “Adesso – ha commentato – confidiamo in una accelerazione dell’avvio delle operazioni di reimpianto nelle zone colpite dal batterio per far ripartire l’olivicoltura Salentina”. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

 

 

Acquisti alimentari online, nel 2015 +30% ma sono in aumento anche le frodi

 

Gli acquisti online dei prodotti agroalimentari nel 2015 sono cresciuti del 30% per un importo pari a 460 milioni di euro. Il settore del cibo e bevande, secondo una ricerca del Movimento del cittadino-Frodialimentari, realizzata con il Corpo Forestale dello Stato, ha messo a segno la percentuale più alta di crescita insieme all’editoria a pari percentuale. La nuova frontiera di spesa, utilizzata da 18 milioni di italiani, non manca però per i consumatori di insidie visto che il 43% risulta essere stato oggetto di frodi: il 3% in più rispetto al 2014. (Fonte: CLICCA QUI)

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Posted by × Pubblicato il 11/11/2015 at 09:32

LATTESulla “guerra del latte” dice la sua anche

Dario Di Vico del Corriere della Sera

“La guerra del latte”. Questo il titolo dell’articolo apparso sul Corriere della Sera di domenica 8 novembre firmato da Dario Di Vico (pag. 17) a seguito della protesta messa in atto il giorno prima dagli allevatori davanti al centro di distribuzione dei prodotti lattiero-caseari realizzati dalla multinazionale Lactalis, che nel corso degli ultimi anni ha acquistato le italiane Locatelli, Galbani, Parmalat, Invernizzi. Ha scritto De Vico: “L’azione degli allevatori non ha precedenti perché ha individuato una controparte ben visibile, la Lactalis per l’appunto, rea di aver ribassato del 20% il prezzo del latte ritirato dalle stalle a meno di 34 centesimi al litro (in qualche caso pagato anche 31) costringendo così gli allevatori a lavorare in dumping (al produttore un litro di latte costa dai 38 ai 41 centesimi)”. Secondo De Vico “La questione del prezzo fissato da Lactalis apre riflessioni che potrebbero interessare anche l’autorità Antitrust o quantomeno l’apertura di un’indagine conoscitiva. Siamo infatti in una situazione in cui il leader di mercato fissa un prezzo di riferimento e la stragrande maggioranza degli operatori di fatto lo adotta mettendo le controparti in ginocchio. In qualche maniera si può parlare della formazione di un cartello de facto in un segmento in cui chi produce il latte è già in una posizione negoziale svantaggiata sia perché deve vendere in meno di 24 ore pena la deperibilità, sia perché l’offerta in Italia è eccessivamente frantumata con stalle che magari hanno in media dalle 60 alle 100 vacche. Passati gli anni delle quote e del disagio degli allevatori strumentalizzato a fini politici, il tema del latte torna di attualità e stavolta la protesta dal basso si sviluppa nel senso della modernità – il valore della filiera italiana nel dopo Expo – e non solo come la difesa statica di un piccolo mondo antico. Ma perché l’iniziativa degli stessi allevatori sia coerente – è la conclusione forte di De Vico – il passaggio da affrontare è quello della aggregazione delle aziende: se rimarranno così piccole non potranno mai avere il peso negoziale che auspicano. E dunque farebbero bene a muoversi prima che sia troppo tardi”.

SUINI 1

Ottobre negativo per gli allevatori,

la redditività perde il 4,9%

Dopo una fase positiva durata qualche mese, a ottobre i prezzi dei suini pesanti da macello sono calati. Lo rende noto Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole) nella sua mensile newsletter dedicata all’andamento del comparto suinicolo italiano. A Modena, si apprende, le quotazioni sono arrivate a 1,442euro/kg: -4,9% rispetto a settembre. Grazie però alle buone quotazioni dei mesi precedenti, il confronto tendenziale, cioè su ottobre 2014, rimane positivo con un +4%. Rimane però il dato di ottobre 2015 che registra il calo della redditività degli allevatori dovuto anche al rialzo dei prezzi di mais e soia, i principali fattori alimentari di produzione del suino. L’indice Crefis segnala dunque un -4,4% rispetto a settembre, mentre rimane positivo a +16% l’indice tendenziale. E’ invece migliorato l’indice di reddittività del settore della macellazione che su base congiunturale incassa un +4,9%, aiutato anche dal contemporaneo aumento, seppur lieve, dei prezzi dei principali tagli freschi. Quelli delle cosce da destinare a prosciutto crudo dop quotate dalla Cun tagli sono state scambiate a 4,482euro/kg per la tipologia pesante con una variazione di +0,2% rispetto al mese precedente e del +10% rispetto a ottobre 2014. Una crescita dello 0,3% riguarda le cosce fresche pesanti per prosciutto generico che si sono fermate a 3,592euro/kg con una variazione tendenziale molto positiva: +16,8%. Scendono invece dello 0,9% sia rispetto a settembre 2015 che a ottobre 2014 le quotazioni dei lombi taglio Modena, arrivati a 4,460euro/kg.

Forte infine il miglioramento della redditività del Prosciutto di Parma Dop pesante che in ottobre ha finalmente superato fisiologicamente quella del prodotto smarchiato. Rispetto a settembre l’indice Crefis di stagionatura del Parma pesante è arrivato a +3,1%, mentre il dato dei prosciutti generici è sceso del 3,9%. Un autentico balzo è poi segnalato dal dato tendenziale del Prosciutto di Parma arrivato a +22%. Sempre positivo ma di un più modesto 14% l’indice tendenziale per il prodotto generico.

SUINI 2

Prosciutto San Daniele Dop,

vola il mercato del pre-affettato in vaschetta: +11%

Il Consorzio del Prosciutto di San Daniele rende noto che nei primi nove mesi del 2015 sono stati confermati i positivi risultati del comparto. Nonostante i generali andamenti recessivi del mercato dei salumi che fa segnare un calo della spesa delle famiglie italiane del -0,8% sullo stesso periodo del 2014 – si legge in un comunicato – il Prosciutto di San Daniele, in netta controtendenza, ha fatto registrare un +8,6% sugli acquisti delle famiglie italiane (elaborazione Ismea su dati Nielsen – settembre 2015). Nei primi nove mesi dell’anno sono stati venduti circa 2.200.000 prosciutti che determinano un incremento molto positivo del +3,7% sullo stesso periodo del 2014. La crescita passa a due cifre se si analizza il segmento di mercato del pre-affettato in vaschetta, un formato pratico che incontra il favore dei consumatori lasciando inalterati la qualità e il gusto del prodotto. A fine settembre, le confezioni di prosciutto di San Daniele affettato prodotte sono state oltre 14.100.000 segnando un +11% sullo stesso periodo dell’anno scorso. I dati relativi all’export nei principali mercati esteri completano il poker di segni positivi. Da gennaio a settembre 2015 la quota sul totale delle vendite in Europa è cresciuta del 10,36% indicando in Belgio, Germania, Regno Unito e Francia i mercati principali. Stesso incremento con una crescita del 10,7% se si analizza il mercato extraUe: Australia. Giappone, Usa e Svizzera rispetto allo stesso periodo del 2014.

NEGOZIATO TTIP

Proseguono gli incontri bilaterali,

De Castro a Washington su tutela dei marchi

Si è conclusa il 5 novembre scorso la missione a Washington di una delegazione del Parlamento europeo per approfondire alcuni aspetti del negoziato sull’accordo di libero scambio (Ttip) tra Unione europea e Stati Uniti. “I diversi incontri di questa intensa tre giorni di dibattito – spiega in una nota Paolo De Castro relatore per il Titp della Commissione agricoltura e europarlamentare S&D – sono stati proficui soprattutto per le importanti questioni che riguardano il settore agroalimentare europeo. Abbiamo discusso degli standard per garantire al contempo sicurezza alimentare e salute umana e animale e abbiamo espresso la ferma volontà che all’interno del Ttip le indicazioni geografiche vengano riconosciute e tutelate. La controparte – ha evidenziato De Castro – ha mostrato grande attenzione su questo tema e sull’importanza della corretta informazione al consumatore, argomenti ripresi e sostenuti anche dall’ambasciatore Usa presso l’Unione europea, Anthony Luzzatto Gardner durante il suo intervento conclusivo. Contrastare l’Italian sounding e informare in maniera trasparente il consumatore statunitense sulla provenienza dei prodotti che acquista sono due facce della stessa medaglia. Identificare un sistema di etichettatura chiaro, capace di evitare fenomeni di misleading fuorvianti al momento dell’acquisto deve quindi essere un punto centrale in un accordo commerciale di tale peso. Dobbiamo trovare una soluzione ‘win-win’ – conclude nel suo commento De Castro – per far sì che il Ttip possa davvero tradursi in un’opportunità di crescita economica e occupazionale per il settore agroalimentare europeo e, in particolare, per quello italiano”.

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

 

Prezzo del latte, la posizione di Confagricoltura

“Sul prezzo del latte va condannato l’atteggiamento della grande industria che sta approfittando della mancanza di governance europea del comparto lattiero. L’industria non può basare la propria competitività sul prezzo della materia prima, almeno non oltre la soglia di sopravvivenza delle aziende produttrici. La teoria del riferimento al prezzo tedesco non regge, così non si difende e rafforza una filiera made in Italy e i suoi formaggi di qualità sui mercati internazionali; così non si rilanciano i consumi; così si distrugge e basta. Lo dico, in primo luogo a Lactalis che ha delle responsabilità socio-economiche, per non dire morali, come prima industria italiana di trasformazione. Ma lo dico anche alla Grande distribuzione organizzata che impone politiche promozionali a prezzi stracciati”. Lo ha dichiarato il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, dando la totale solidarietà della sua Organizzazione alle manifestazioni di protesta indette dai produttori e al presidio permanente di Confagricoltura Lombardia presso lo stabilimento di Corteolona (PV) da lunedì 9 a mercoledì 11 novembre scorsi. (Fonte: CLICCA QUI)

Pronta la prima trance degli anticipi Pac

Il ministero delle Politiche agricole rende noto che Agea ha avviato il pagamento della prima trance degli anticipi del premio unico Pac a seguito della rideterminazione dei diritti all’aiuto di tutti i produttori nazionali per la nuova programmazione dei fondi europei. Il processo di pagamento prevede l’erogazione immediata di oltre 510 milioni di euro per circa 150mila aziende. A questi si aggiungono 110 milioni di euro di cui beneficeranno i piccoli agricoltori (dati Organismo pagatore Agea). La fase di pagamento di tutti gli anticipi sarà completata entro fine novembre quando saranno erogati ulteriori 400 milioni di euro a seguito del completamento delle verifiche tecniche. (Fonte: CLICCA QUI)

Un autunno anomalo mette a rischio le colture

Dalle piante non cadono le foglie, i radicchi rimangono verdi e la mimosa ha le gemme rigonfie e si rischia una fioritura fuori stagione. E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti sugli effetti del caldo anomalo di questo autunno sulla natura, dopo un’estate che si è classificata in Italia al terzo posto tra le più calde dal 1800 con una temperatura media superiore di 2,3 gradi rispetto al periodo di riferimento 1971-2000 secondo Isac/Cnr. In questa estate di San Martino le piante sono ancora in piena vegetazione come in primavera inoltrata – sottolinea Coldiretti – e a preoccupare gli agricoltori sono i seri danni che possono colpire le colture se, come previsto, ci saranno forti abbassamenti di temperatura”. (Fonte: CLICCA QUI)

In aumento in Nuova Zelanda il numero di vacche da latte macellate

Per la prima volta da 24 anni in Nuova Zelanda, in quest’ultimo anno, il numero di vacche da latte macellate è cresciuto. In pratica, al macello è stato inviato ben il 27% di vacche in più, pari a un aumento in valori assoluti di 253mila animali. Questo è l’effetto del consistente calo del prezzo del latte, che nel Paese oceanico si è ridotto del 50%. E’ chiaro che due annate produttive con prezzi del latte bassi a causa della consistente offerta mondiale e di una ridotta domanda da parte dei Paesi importatori hanno spinto gli allevatori a eliminare le vacche meno produttive e anche quelle manze che normalmente sarebbero rimaste in stalla per la rimonta. Si stima che circa 100mila siano stati i giovani animali inviati al macello nel terzo trimestre dell’anno, pari al 39% del totale macellato nel periodo. (Fonte: CLICCA QUI)

Un board di esperti sull’uso responsabile di antibiotici in suinicoltura

Il National Pork Board ha introdotto sette nuovi membri nel panel di esperti sugli antibiotici, il cui obiettivo è quello di rivedere l’impiego di questi farmaci nel settore suinicolo e consigliare il NPB a programmi di istruzione e ricerca per definire le priorità, invididuando i miglioramenti nella pratica antibiotica e nella sua somministrazione ai maiali. Dopo anni di lavoro per un uso responsabile del farmaco, il National Pork Board ha finalmente adottato un nuovo piano di gestione per l’impiego di antibiotici proattivi, elaborando strategie e collaborazioni da raggiungere attraverso ricerca e comunicazione. Dal Duemila sono stati investiti 5,3 milioni di dollari nella ricerca sulla antibioticoresistenza e sulla possibilità di individuare alternative a questi farmaci. Nel 2016 è previsto un ulteriore investimento da 1 milione di dollari da destinare alla ricerca e all’istruzione. (Fonte: CLICCA QUI)

La Fao organizza il nuovo censimento dell’agricoltura mondiale

Nel 2016 partirà il nuovo censimento dello stato dell’agricoltura globale. Lo promuove la Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura). Il censimento raccoglierà informazioni e statistiche provenienti da tutto il mondo. Secondo la Fao aiuterà a promuovere lo sviluppo agricolo e rurale, a garantire l’accesso alla terra, a migliorare la sicurezza alimentare e a ridurre l’impatto ambientale nocivo delle attività agricole. I dati raccolti consentiranno agli operatori del settore privato di assumere decisioni consapevoli che guideranno i loro investimenti nelle attività di agrobusiness. (Fonte: CLICCA QUI)

Le gabbie arricchite favoriscono il benessere delle ovaiole

Le gabbie arricchite sono considerate un modo per bilanciare il benessere delle ovaiole con le esigenze produttive delle uova a livello commerciale. Tuttavia la cattiva gestione del grattatoio potrebbe impedire agli animali di esprimere alcuni dei comportamenti naturali, il cui incoraggiamento è invece alla base della progettazione delle gabbie arricchite. Il miglioramento dello scratch pad è al centro di un progetto di ricerca in corso realizzato dall’Agenzia francese per l’alimentazione, l’ambiente e la sicurezza sul lavoro (Anses) che sta cercando di colmare le lacune di alcuni attuali grattatoi e rendere più facile la loro gestione. “L’approccio comune per soddisfare la necessità di graffiare e di beccare è prevedere un pezzo di erba artificiale con la lettiera posta sulla sua parte superiore”, afferma Maryse Guinebretiere, responsabile del progetto di Anses. (Fonte: CLICCA QUI)

Olio d’oliva, per l’Italia produzione a+58% sul 2014

E’ prevista a 3 milioni di tonnellate la produzione mondiale di olio, con un aumento del 22% rispetto alla campagna olearia dello scorso anno. E’ questa la fotografia che emerge dalla riunione del Coi, Consiglio oleicolo internazionale, svoltasi a Madrid lo scorso 3 novembre. “Le previsioni del Coi, secondo cui la produzione italiana potrebbe raggiungere le 350mila tonnellate, segnando un +58% rispetto alla disastrosa campagna del 2014-2015 è un segnale di speranza per tutto il settore, che ha pesantemente sofferto della scarsa quantità e qualità della produzione nazionale, flagellata dalla mosca olearia in tutta Italia e dalla Xylella in Puglia”, ha affermato il presidente di Federolio, Giuseppe Masturzo. (Fonte: CLICCA QUI)

Ricerca europea sulla conoscenza delle etichette alimentari

Eurobarometro, il servizio di ricerca e analisi demoscopica dell’Unione europea, ha condotto un’indagine sui temi dello spreco alimentare e del comportamento dei cittadini di fronte alle date di scadenza e al termine minimo di conservazione. L’indagine è stata condotta dall’1 al 3 settembre 2015 in tutti i 28 Paesi della Ue intervistando 26.601 persone, di cui 1.003 in Italia. Il 67% degli italiani, rispetto a un valore medio europeo pari al 58%, quando fa la spesa o prepara da mangiare verifica sempre le date. Il 52% dei nostri concittadini, contro una media europea del 40% ritiene correttamente che la dicitura “da consumare entro” significa che il cibo non dovrebbe essere consumato dopo quella data. Il 20% però, contro una media europea del 28% confonde questa indicazione con il termine minimo di conservazione. Il 56% contro il 47% medio europeo interpreta correttamente il significato della scritta “da consumarsi preferibilmente entro il…”. Il 21%, contro il 24% medio degli europei, pensa che dopo tale data l’alimento non vada consumato. (Fonte: CLICCA QUI)

L’inflazione torna timidamente a crescere

I dati provvisori per il mese di ottobre diffusi dall’Istat registrano un tasso complessivo di inflazione pari al +0,3% rispetto a ottobre 2014. Lo afferma Federdistribuzione in una nota in cui il presidente, Giovanni Cobolli Gigli, evidenzia il contenimento dell’inflazione “sebbene il dato complessivo sia fortemente influenzato dal ribasso dei carburanti. Tuttavia – sottolinea – anche senza questa componente il dato dell’1,1% registrato a ottobre 2015 è compatibile con una politica espansiva di incentivo ai consumi. Di questo c’è infatti bisogno, per puntellare e consolidare i segnali di ripresa che stiamo vedendo dall’inizio dell’anno, ma che sono ancora deboli se confrontati con la violenza della crisi che si è abbattuta sul Paese negli ultimi anni”. (Fonte: CLICCA QUI)

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Posted by × Pubblicato il 05/11/2015 at 13:29

Dopo il successo della Fiera Internazionale del Bovino da Latte (28-31 ottobre 2015) CremonaFiere si prepara ad ospitare nei suoi padiglioni la 12ma edizione de il BonTà, 13-16 novembre 2015. La rassegna, che di fatto rappresenta un viaggio lungo l’Italia delle eccellenze enogastronomiche con oltre 2000 prodotti da scoprire, proposti da 163 espositori provenienti da tutte le regioni d’Italia e da 57 provincie, rappresenta un momento unico di selezione nel corso del quale si daranno appuntamento buyer e operatori della distribuzione provenienti anche dall’estero. Uno degli obiettivi della manifestazione sarà quello di contribuire alla diffusione della cultura alimentare, senza la quale è difficile per il consumatore comprendere ciò che sta dietro le grandi produzioni tipiche italiane, al fine di riconoscere il valore che meritano. Una delle novità di quest’anno al BonTà riguarderà alcuni focus specifici su temi importanti legati all’alimentazione e alla salute. Ad essi si aggiunge un ricco programma di eventi collaterali come concorsi, seminari, presentazioni, workshop e show cooking. Ben 22 gli appuntamenti dedicati sia agli operatori professionali della ristorazione che al pubblico dei buongustai, oltre alle 10 ore ininterrotte di degustazioni guidate presso gli stand. Il BonTà non propone solo la migliore selezione di prodotti tipici provenienti da tutta Italia, ma anche un’ampia area espositiva dedicata alle attrezzature professionali, un’ulteriore arma a disposizione degli chef per valorizzare le nostri grandi produzioni enogastronomiche e uno spazio in cui scoprire cucine professionali, robot, forni, coltelleria e accessori per allestire nel modo più moderno e funzionale il ristorante e la sua cucina.

 

Cala il sipario su Expo 2015,

 

e 1,5 milioni di persone hanno firmato

 

la Carta di Milano

 

“Un milione e mezzo di firme per la Carta di Milano sono la testimonianza della partecipazione attiva e consapevole delle persone a Expo”. E’ così che il ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, ha annunciato il traguardo raggiunto dal documento firmato all’HangarBicocca di Milano il 6 febbraio scorso. “La Carta ha assolto al suo compito: riempire di significato e responsabilità la piattaforma espositiva, provocare animate discussioni, impegnare cittadini, associazioni, imprese e istituzioni a riflettere sulla sfida della sicurezza alimentare più di quanto non abbia mai fatto un’esposizione in tutta la sua lunga storia. La connessione profonda che si è realizzata tra Expo, i nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile approvati dalle Nazioni Unite a fine settembre e la prossima conferenza sul clima di Parigi descrive la forza impressa dal nostro Paese per collocare pienamente l’Esposizione nell’agenda internazionale. L’obiettivo Farne zero entro il 2030 ha dato anima all’Esposizione e i grandi paradossi del nostro tempo, a partire da spreco, obesità e malnutrizione, hanno costretto tutti a misurarsi con impegni e responsabilità nuove per affermare una vera democrazia del cibo. Il nostro lavoro va avanti – si legge in una nota del Ministero - Il 6 febbraio 2016 tornerà Expo delle idee a un anno dal primo straordinario appuntamento dell’HangarBicocca a Milano che fu l’avvio della scrittura della Carta. Expo ha rappresentato il tempo della semina, ora siamo pronti a coltivare le sue idee e a raccogliere frutti importanti”. Online è anche “20 idee per il Post Expo”, ebook che racchiude proposte, idee e conclusioni dei lavori dell’ultimo appuntamento di Expo delle Idee che si è svolto il 10 ottobre scorso nel sito espositivo. Priorità operative, di approfondimento e ricerca che raccolgono tutte le eredità di Expo Milano 2015: dai contributi concreti all’Obiettivo Farne zero al 2030 a Milano come Hub della conoscenza. Un libro che racchiude il percorso della Carta di Milano e che traccia le linee di azione che si svilupperanno dopo la chiusura di Expo.

 

Carne rossa e trasformati cancerogeni?

 

Interviene Paolo De Castro

 

“Di fronte all’allarme lanciato dall’Oms sulla pericolosità cancerogena legata al consumo di carne e prodotti trasformati, torna centrale il tema dell’educazione alimentare. Serve maggiore consapevolezza dell’importanza di un’alimentazione corretta e bilanciata che, insieme a una idonea attività fisica, può sensibilmente migliorare le nostre condizioni di vita”. Così Paolo De Castro, coordinatore per il Gruppo dei Socialisti e Democratici della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, commentando in una nota i dati diffusi dall’International agency for reserarch on cancer (Iarc) dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), secondo i quali ci sarebbe una correlazione fra il consumo di carne lavorata e alcuni tipi di tumore. “E’ rischioso criminalizzare il consumo di carne in sé – ha dichiarato De Castro – perché è evidente che devono essere messe sotto esame frequenza e quantità dello stesso consumo. Una condanna senza distinzioni non permette una corretta informazione del consumatore e rischia di amplificare la logica perversa ed estremamente parziale di sistemi di etichettatura degli alimenti non corretti come, ad esempio, quello a semafori inglese. A Bruxelles stiamo lavorando per varare entro l’anno il nuovo Regolamento sull’Educazione alimentare – ha concluso De Castro – un’opportunità storica per contribuire concretamente al miglioramento delle abitudini alimentari dei cittadini europei. In quest’ottica sarà fondamentale promuovere e rilanciare la dieta mediterranea, della quale da sempre sosteniamo l’altissimo valore qualitativo e per la quale nel 2007, insieme al ministro spagnolo Spinosa, abbiamo avviato il percorso per il suo riconoscimento come patrimonio immateriale dell’Unesco arrivato poi nel 2010”.

 

 

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

 

 

 

L’eredità di Expo all’Italia e al mondo

 

“Al mondo Expo lascia un messaggio forte affidato alla Carta di Milano, che indica un percorso di crescita, di consapevolezza del ruolo che riveste l’agricoltura per nutrire il pianeta, ma anche per una sua evoluzione attenta all’ambiente e alla sostenibilità”. Lo ha affermato il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, riguardo l’eredità che l’Esposizione Universale trasferisce al Paese e al mondo. “Adesso – ha proseguito Guidi – è il momento di mettere a frutto la rete di conoscenze e relazioni avviate dal sistema Paese con e grazie all’Expo: un patrimonio cui istituzioni e privati devono poter attingere, una grande piattaforma che serva ad internazionalizzare, innovare, aggregare in Italia e all’estero”. (Fonte: CLICCA QUI)

 

Nell’ultima campagna sforate le quote latte assegnate,

 

multa della Ue all’Italia per oltre 30 milioni di euro

 

Le nuove multe per il superamento da parte dell’Italia del proprio livello quantitativo di produzione assegnato dall’Unione europea nel 2014/2015 chiudono un’epoca durata 30 anni. Lo afferma Coldiretti in riferimento al pagamento di 30,535 milioni di euro di multa all’Unione europea per il superamento del quantitativo di produzione delle quote latte per il periodo 2014/2015 confermato dalla Commissione europea, secondo cui l’eccedenza del nostro Paese, che avrà tempo fino al 30 novembre per pagare la multa, ammonta a 109.721 tonnellate (Fonte: CLICCA QUI)

 

Cia critica sui limiti alle emissioni fissati da Bruxelles

 

In merito all’approvazione da parte del Parlamento europeo della proposta della Commissione per fissare limiti nazionali più elevati per le emissioni dei principali agenti inquinanti dell’atmosfera, Agrinsieme sottolinea che il settore agricolo, pur non rientrando tra le principali fonti di inquinamento, ha ridotto negli ultimi 15 anni le emissioni di composti azotati in atmosfera di oltre il 15%. Pur ritenendo che tutti i settori coinvolti debbano fare la loro parte nella riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera, Agrinsieme rileva che il testo appena approvato dal parlamento Ue contiene ancora delle criticità. In particolare, preoccupano gli obiettivi sui livelli di ammoniaca, tra l’altro ottenuti utilizzando modelli poco realistici e con una distribuzione degli obiettivi discutibile tra i vari Paesi. (Fonte: CLICCA QUI)

 

Secondo l’Usda nel 2016 i consumi di carne suina nel mondo aumenteranno

 

Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha pubblicato un rapporto sulle previsioni del mercato suinicolo mondiale. Le stime indicano una produzione mondiale 2016 sostanzialmente stabile. Negli ultimi 5 anni la produzione di carne suina nel mondo è cresciuta del 7,6%, crescita accompagnata da un aumento dei consumi in particolare negli Usa, in Brasile, in Messico e nei Paesi asiatici. Sempre per il 2016 si prevedono ulteriori incrementi degli acquisti domestici in quasi tutti i principali Paesi consumatori ad eccezione della Ue, per la quale si prevede una lieve contrazione. Per quanto riguarda le esportazioni dal 2011 al 2015 la Ue ha aumentato l’export verso i Paesi terzi del 9,3%, mentre gli Usa e il Brasile hanno registrato una contrazione tra il 3 e il 4%. Per il 2016 sia gli Stati Uniti che il Brasile dovrebbero recuperare quote di mercato, con incrementi rispettivamente del 4,5% e del 2,7%, mentre le esportazioni comunitarie potrebbero incassare una lieve flessione. (Fonte: CLICCA QUI)

 

Trattrici, crollano le vendite in Europa

 

Nei primi 8 mesi dell’anno le vendite di trattrici nei principali Paesi europei segnano un calo del 7,6%. A fine agosto, secondo le stime dell’Associazione europea dei costruttori Cema che include nelle statistiche anche la Turchia, il numero di macchine immatricolate si è fermato a quota 109mila, rispetto alle 117mila dello stesso periodo 2014. Tutti i Paesi censiti registrano cali significativi: Francia -4,4% in ragione di 19mila macchine immatricolate nel periodo considerato; Germania -8,7%; Regno Unito -16%. Meno pesante rispetto alla media degli altri Paesi il passivo dell’Italia, che secondo i dati relativi ai primi 9 mesi elaborati da FederUnacoma sulla base delle immatricolazioni registrate dal ministero dei Trasporti, segna una flessione del 3% che tuttavia si somma ai cali registrati sistematicamente nel Paese a partire dal 2009 e che hanno portato il numero delle trattrici immatricolati ai minimi storici: 18.178 nel 2014. (Fonte: CLICCA QUI)

 

In Danimarca meno zinco nei mangimi per suini

 

Gli allevatori di suini danesi diminuiranno ulteriormente l’impiego dello zinco contenuto nei mangimi per suini. Già ora, in Danimarca, l’utilizzo di questo minerale nell’alimentazione destinata ai maiali è al di sotto del massimo consentito: l’obiettivo è quello che anche gli altri Paesi dell’Unione europea seguano l’esempio danese. Nel 2003 i massimi livelli consentiti di zinco nella dieta di suini sono diminuiti da 250mg/kg a 150mg/kg, pari a una riduzione del 40%. Attualmente, in Danimarca, i produttori utilizzano zinco per l’85% del massimo consentito. Lo studio in corso determinerà se le dosi di questo minerale possono essere ridotte da un massimo di 150mg/kg di mangime a 70mg/kg senza che il benessere e la produttività dei suini sia influenzata negativamente. (fonte: CLICCA QUI)

 

I foraggicoltori italiani sbarcano in Cina

 

Una nutrita delegazione dei principali imprenditori associati all’Aife (Associazione italiana foraggi essiccati) ha partecipato al Primo Congresso Mondiale che si è tenuto il 25 e il 26 ottobre a Bengbu, in Cina. “Il forte interesse italiano – spiega il presidente Aife, GianLuca Bagnara – deriva dal percorso di accreditamento avviato dalle imprese italiane per poter esportare sul mercato cinese: la procedura è stata avviata a inizio 2015 e sembra ora in fase avanzata”. La Cina rappresenta il 20% della popolazione mondiale con una continua crescita del reddito e delle attese alimentari, ma con appena l’8% della superficie agricola mondiale. La produzione agricola cresce in media dell’1,5% annuo, ma è frenata dalla limitata disponibilità di terreni a fronte di una domanda alimentare in crescita del 2,5% annuo. Di conseguenza le importazioni cinesi sono previste in aumento. Attualmente si contano 15 milioni di bovine da latte alimentate con una razione di erba medica inferiore a 3 kg/die pari a meno del 50% della media europea e una domanda di foraggi di 1,5 milioni di tonnellate soddisfatta solo per il 45% dalla produzione cinese, mentre il resto è importato.

 

Sul sito Gse disponibile il report sull’attività tecnico-amministrativa

 

Dallo scorso 30 ottobre, nella sezione Conto Termico del sito del Gse è disponibile il report sullo stato dell’attività di istruttoria tecnico-amministrativa eseguita dal Gestore dei Servizi energetici sulla richieste di Accesso Diretto agli incentivi del Conto Termico. Dal 1 aprile al 30 ottobre 2015 il Gse ha completato 4.049 istruttorie, il 99% delle quali ha ricevuto un esito di valutazione entro i 60 giorni previsti dalle Regole Applicative. Il Contatore “Conto Termico” è lo strumento operativo che consente di visualizzare i dati relativi agli incentivi riconosciuti ai sensi del D.M. 28/12/12 agli interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. (Fonte: CLICCA QUI)

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Posted by × Pubblicato il 14/10/2015 at 13:11

LATTE 1

 

Grana Padano Dop, presto pronto

 

il Piano produttivo 2016-2018

 

Il 6 ottobre scorso, a Sirmione (BS) si è svolta l’Assemblea del Consorzio di tutela del Grana Padano Dop che ha deciso di applicare uno sconto sulla contribuzione del 2016 per andare incontro alle difficoltà dei consorziati, in considerazione del momento non facile che il mercato lattiero-caseario europeo e italiano sta attraversando che causa inevitabili difficoltà alle aziende. Nel suo intervento, il presidente del Consorzio, Nicola Cesare Baldrighi, ha sottolineato che “la proposta ha ottenuto il 95% dei consensi, confermando la grande sintonia strategica tra la base e i vertici del Consorzio. Un sistema, quello del Grana Padano, che conta oggi su 131 caseifici produttori e 154 stagionatori associati e che, malgrado le difficoltà del mercato interno, nei primi 8 mesi dell’anno ha fatto segnare un aumento dei consumi quantificabili complessivamente tra l’1% e il 2%”. Durante l’assemblea inoltre, si è discusso del Piano di valorizzazione e distinzione del Grana Padano Dop basato su una serie di punti che vanno da un ulteriore miglioramento qualitativo a una conferma della vigilanza fissa sul grattugiato, senza dimenticare un maggior rigore verso la produzione di similari e una nuova campagna di comunicazione da lanciare nel 2016 che evidenzi i valori del Grana Padano Dop e i suoi caratteri distintivi: anche in questo caso l’assemblea ha incassato il 95% dei consensi, dando il via alle procedure per la stesura del nuovo Piano produttivo 2016-2018 “che in novembre – ha sottolineato il direttore generale del Consorzio, Stefano Berni – verrà discusso e approfondito singolarmente con tutti i soci e portato all’approvazione della prossima Assemblea prenatalizia che si terrà il 18 dicembre”. Nel comunicato del Consorzio che riporta quanto avvenuto durante l’Assemblea del 6 ottobre scorso, si sottolinea che nei primi 9 mesi dell’anno la produzione di Grana Padano Dop ha raggiunto le 3.658.373 forme, con un calo del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2014, chiuso con una produzione di 4.840.019 forme (+6% sul 2013) e con un export di 1.588.000 forme: +4,5% sempre sul 2013.

 

LATTE 2

 

Successo del Parmigiano Reggiano a Expo,

 

oltre 1 milione le degustazioni

 

Sono quasi 2 milioni i visitatori di Expo che sono entrati in contatto con il Parmigiano Reggiano e di questi, grazie alla mobilitazione di oltre 100 caseifici del comprensorio, oltre 1 milione hanno degustato il prodotto. Lo afferma in un comunicato il Consorzio di tutela sottolineando i dati a tre settimane dalla chiusura dell’Exposizione universale. “L’aspetto più rilevante della partecipazione ad Expo – ha dichiarato il presidente Giuseppe Alai – è legato al fatto che abbiamo potuto presentare adeguatamente il nostro prodotto, scegliendo luoghi ed eventi nell’ambìto dei quali era possibile parlare con i consumatori delle caratteristiche del Parmigiano Reggiano, dei suoi valori distintivi e delle sue proprietà, fornendo elementi di conoscenza tali da stimolare un consumo consapevole e un acquisto duraturo nel tempo”. “Il maggior numero di contatti – ha sottolineato il direttore del Consorzio, Riccardo Deserti – lo abbiamo registrato grazie alla presenza in esclusiva nel padiglione ‘Supermercato del futuro’ che ai primi di settembre contava oltre 1,2 milioni di ingressi e chiuderà probabilmente con oltre 1,5 milioni. Qui si sono alternati 72 caseifici del Parmigiano Reggiano sfruttando un esclusivo corner di 30 mq dove personale specializzato ha presentato e continua a presentare, per 11 ore consecutive al giorno, il prodotto di due diverse stagionature, mentre uno spazio specifico è dedicato alla gamma delle particolari eccellenze del Parmigiano Reggiano con stagionature classiche e lunghissime, il prodotto di montagna, quello biologico e quello ottenuto dal latte di razze di bovine autoctone. Nel solo corner, che si è aggiunto alla vendita del prodotto in corsia – ha precisato Deserti – oltre 10mila consumatori, di cui oltre il 20% stranieri, hanno anche effettuato l’acquisto nonostante Expo non fosse e non sia un luogo di vendita, bensì una vetrina delle eccellenze mondiali nel campo dell’alimentazione”.

 

SUINI

 

I prezzi in lieve ascesa,

 

ma preoccupano le dinamiche del mercato

 

A settembre i prezzi dei suini da macello hanno continuato a crescere. Lo si apprende dalla periodica newsletter di Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole). I capi pesanti scambiati sul mercato di Modena hanno raggiunto 1,516 euro/kg, pari a +2,3% rispetto ad agosto e +3,7% rispetto a settembre 2014. Il documento sottolinea che da alcuni mesi la Cun (Commissione unica nazionale) presenta forti difficoltà a fissare un prezzo che sia frutto del confronto tra allevatori e macellatori. A soffrirne molto è quindi l’attendibilità dei prezzi in termini di aderenza alle reali dinamiche del mercato. Per questo motivo, per i suini pesanti da macello Crefis ha iniziato a utilizzare le quotazioni del mercato di Modena, anche per quanto riguarda gli indici di redditività. A questo proposito, la fase di allevamento calcolata dall’indice del Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole, ha registrato una variazione di +3% rispetto ad agosto e addirittura di +21,8% su base tendenziale. La fase di macellazione ha invece subito una flessione del 4,9% rispetto ad agosto, mentre è risultata stabile su base tendenziale. Confermati i miglioramenti della fase di stagionatura dei prosciutti crudi Dop. Il Parma stagionato “pesante”, infatti, ha quotato 8,363euro/kg, ovvero +3,3% rispetto ad agosto e +13,3% su base tendenziale. I prezzi in salita fanno migliorare anche la redditività della stagionatura dei Dop che secondo l’indice Crefis cresce del 2,8% nella tipologia pesante (+16,8% su base tendenziale); mentre sempre a settembre è sceso quello legato ai prosciutti generici, -1,4% anche se rispetto allo stesso mese del 2014 il dato si ferma a +3,4%. Nonostante questo miglioramento per i prodotti Dop, la redditività del Prosciutto di Parma rimane del 4,8% inferiore a quella dei prosciutti smarchiati, anche se con un differenziale minore di quello registrato in agosto.

 

IMITAZIONI E CONTRAFFAZIONI

 

Il trattato Ttip deve riconoscere il sistema europeo delle Dop e delle Igp

 

Il 10 ottobre scorso, sul Corriere di Bologna, a pagina 10 Mara Pitari ha firmato un articolo relativo ai contenuti del primo di una serie di seminari all’interno del “Growing seeds forum”, svoltosi nei giorni precedenti a Bologna, organizzato da Nomisma con il supporto di Philip Morris Italia. In base ai dati illustrati e scaturiti dallo studio condotto dalla Società di ricerca e consulenza economica bolognese, i prodotti Dop e Igp dell’Emilia Romagna, ben 41, regione che sia a livello nazionale che europeo detiene il maggior numero di prodotti tutelati, sono tra i più imitati al mondo. Lo studio di Nomisma però, sottolinea che se negli USA i prodotti agroalimentari emiliani sono i più imitati, è altrettanto vero che il “consumatore americano oggi dimostra una maggiore sensibilità e per questo sta sviluppando la voglia di acquistare pasta, olio, vino e formaggi made in Italy”. Le imitazioni comunque non sono appannaggio solo degli Stati Uniti. “Nel 2014 – scrive Pitari – l’Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari ha effettuato 60 segnalazioni in tutta Europa riguardanti pratiche imitative di prodotti Dop e Igp italiani, delle quali ben 40 relative a denominazioni dell’Emilia Romagna. Secondo il report di Nomisma si tratta di un danno incalcolabile per un sistema certificato che a livello regionale vale oltre 2,5 miliardi di euro e che fa dell’Emilia Romagna la prima regione in Europa per valore dei prodotti Dop e Igp”. L’articolo riporta una dichiarazione dell’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli, secondo la quale è fondamentale che il Ttip (Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti) al centro di una serrata trattativa tra Usa e Europa, riconosca il sistema europeo delle Dop e delle Igp. “Anche se in media la quota di prodotti made in Usa rappresenta il 73% della spesa alimentare delle famiglie americane – questa la dichiarazione di Denis Pantini, responsabile del settore agroalimentare di Nomisma, riportata nell’articolo in questione – nella parte rimanente l’italianità dei prodotti ha un ruolo di primo piano: l’Italia figura al primo posto come origine di alimentari esteri più ricercati con una predilezione particolare verso formaggi, pasta, olio d’oliva, sughi e vino”. “Il mercato dei prodotti alimentari con gli Usa – continua Pitari – è il più importante tra quelli non comunitari con il 7% del totale delle esportazioni regionali. L’origine italiana rappresenta una garanzia di qualità secondo il 72% dei consumatori Usa e di sicurezza alimentare per il 19%, anche se il fenomeno del cosiddetto italian sounding rende difficile capire ciò che è realmente prodotto da noi”.

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

 

Salumeria italiana, nel primo semestre dell’anno

 

l’export ha spiccato il volo

 

E’ importante la crescita delle esportazioni di salumi italiani registrata nel primo semestre 2015. Lo afferma Assica (Associazione industriali delle carni e dei salumi). I dati elaborati su base Istat indicato che gli invii di prodotti della salumeria italiana hanno raggiunto quota 74.067 tonnellate (+5,9%) per un valore di 614,6 milioni di euro: +3,9%. Un contributo importante è arrivato dallo straordinario risultato degli USA: +20,8% in quantità e +25,9% in valore. Nel corso del semestre l’import ha registrato una lieve crescita in quantità (+1,5% per 24.775 ton) ma una contrazione in valore (-2,5% per 89,6 milioni di euro). Il saldo commerciale del settore ha registrato un importante incremento (+5,1%) per 525 milioni di euro. (Fonte: www.assica.it) (Leggi la notizia)

 

 

 

Accesso al credito, accordo tra Confagricoltura,

 

BancaImpresa e Federcasse

 

Iccrea BancaImpresa e Federcasse (rispettivamente la Banca corporate e l’Associazione nazionale delle Banche di Credito cooperativo e casse rurali) hanno siglato insieme a Confagricoltura un accordo nazionale per favorire l’accesso al credito delle imprese agricole associate alla confederazione. In particolare, l’accordo prevede che il Credito cooperativo si renda disponibile ad offrire alle imprese agricole associate a Confagricoltura prodotti finanziari dedicati che spaziano dai finanziamenti agrari di conduzione a prestiti di dotazione a medio-lungo termine, sino a finanziamenti idonei a sopperire a temporanee necessità di cassa, con una riduzione importante dei costi di istruttoria. (Fonte: www.confagricoltura.it) (Leggi la notizia)

 

Le famiglie spendono di più,

 

e la produzione agroalimentare cresce

 

La produzione dell’industria agroalimentare lievita a un tasso del 60% in più di quella media industriale, con un aumento pari all’1,6% ad agosto rispetto allo stesso mese dello scorso anno. E’ quanto afferma Coldiretti in riferimento ai dati dell’Istat sulla produzione industriale nel mese di agosto, sottolineando la positiva inversione di tendenza in atto nell’alimentare con consumi, produzioni ed esportazioni tutti con il segno positivo. A spingere la ripresa, rileva Coldiretti, è la spesa delle famiglie italiane in alimenti e bevande che è tornata ad aumentare dopo 7 anni di riduzione consecutiva e si prevede a fine anno uno 0,3% di crescita cumulata nei 12 mesi sulla base delle previsioni Ismea-Nielsen relative al 2015. (Fonte: www.coldiretti.it) (Leggi la notizia)

 

L’embargo russo spalanca le porte al latte bielorusso

 

Il blocco russo all’importazione di latte e derivati da un lato ha avuto pesanti conseguenze nei Paesi esportatori Ue, e in particolare Lituania e Finlandia, dall’altro ha spalancato le porte alla Bielorussia. La produzione di latte rappresenta l’asse portante dell’agricoltura del Paese e negli ultimi 10 anni è passata da 4 a 6,7 milioni di tonnellate. La Bielorussia rappresenta inoltre l’1,4% della produzione mondiale di latte con il 54% della produzione interna destinato all’export, quasi interamente indirizzato verso il mercato russo. Con il blocco dell’import russo nei confronti dei Paesi occidentali, la strada è sempre più a senso unico. Resta da vedere se e in quale misura il rapido sviluppo di prodotti analoghi dei formaggi in Russia potrà rallentare la dinamica dell’export bielorusso, attività divenuta vitale per il Paese. (Fonte: www.clal.it) (Leggi la notizia)

 

Suinicoltura, nelle porcilaie italiane

 

il numero di scrofe è stabile

 

L’Istituto nazionale di statistica ha recentemente pubblicato i dati di consistenza dei capi suini rilevati nel mese di giugno 2015. I dati evidenziano una situazione di sostanziale stabilità nella consistenza delle scrofe, dopo il forte calo registrato tra il 2011 e il 2012. Secondo l’Istat, il numero totale di scrofe al 1 giugno 2015 è calato dello 0,3% rispetto alla consistenza rilevata nel mese di dicembre 2014: lo stesso trend viene segnalato dalla Banca dati nazionale che indica una flessione del numero di scrofe a -0,2% rispetto a dicembre 2014. (Fonte: www.anas.it) (Leggi i dati)

 

Negli USA prevista un’altra ottima annata per il sorgo

 

Anche nel 2015 la produzione statunitense di sorgo continuerà a crescere, i ritmi sono visti più lenti, ma in pratica si replicherà quanto avvenuto lo scorso anno. Il dato emerge dal rapporto presentato dall’Associazione US National Sorghum Producers e dall’Organizzazione Sorghum Checkoff. Nel 2014 la superficie degli Stati Uniti destinata alla coltivazione del sorgo è aumentata del 22%, mentre in alcune aree la crescita è stata addirittura del 33%. Il raccolto dell’anno scorso rappresenta quasi il 50% di quello ottenuto negli ultimi 5 anni. I produttori ritengono che la Cina, maggiore importatore del cereale, si riprenderà presto e richiederà quantità sempre maggiori di raccolto. Attualmente, essa acquista già l’80% del sorgo prodotto negli Stati Uniti per destinarlo soprattutto alla produzione commerciale di suini e anatre. (Fonte: www.mangimiealimenti.it) (Leggi la notizia)

 

Un ateneo e un economista italiani

 

progetteranno un Parco agroalimentare in Egitto

 

La Società di Ingegneria D’Appolonia Spa di Genova e l’economista agroalimentare Gianluca Bagnara di Forlì si sono aggiudicati l’incarico dell’Unido (Agenzia delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale) per progettare il Parco agroalimentare a Qalioubeya, 60 km a nord del Cairo, Egitto, al centro del Delta del Nilo. L’obiettivo è quello di organizzare una piattaforma di aggregazione, lavorazione e servizi di mercato per i prodotti agricoli freschi del bacino produttivo: orticole, pollame fresco, filiera del latte. Attualmente, in Egitto, oltre il 40% del prodotto agricolo viene sprecato per mancanza di sistemi di qualità e servizi di lavorazione e catena del fresco per fornire la città del Cairo. La piattaforma potrà funzionare non solo per portare i prodotti egiziani sui mercati internazionali in contro-stagione, ma anche nel flusso inverso. La crescita del livello di reddito della popolazione egiziana, oltre che della popolazione stessa (+2,5% annuo) sta portando ad un maggior interesse per i prodotti frutticoli invernali dall’Italia come mele, pere e kiwi.

 

L’Asiago Dop pronto a rafforzare le vendite nella Gdo

 

di Germania, Svizzera e Austria

 

Per la prima volta nella sua storia, Asiago Dop lancia un articolato Piano promozionale biennale destinato ad aumentare export e volumi di vendita e a rafforzare il suo radicamento nella Gdo in Germania, Svizzera e Austria, i tre Paesi d’elezione di questo formaggio. Il Piano di investimenti promozionali, avviato nei mesi scorsi, prevede l’intensificarsi delle azioni nel secondo semestre del 2015, con la realizzazione di oltre 500 giornate di degustazione nelle principali insegne della distribuzione organizzata e la partecipazione a eventi fieristici. In Germania, nel 2014, il valore dell’Asiago Dop ha conosciuto un incremento del 21,95%, in Svizzera del +3,16% e in Austria del +39,35% rispetto al triennio 2011-2013, portando complessivamente i tre Stati ad un +14,11% di crescita nel 2014 sul triennio precedente. (Fonte: www.formaggioasiago.it) (Leggi la notizia)

 

L’accordo Tpp può condizionare l’export europeo di carne suina

 

Secondo Ahbd Porq, il nuovo Trans-pacific-partnership (Tpp) firmato lo scorso 5 ottobre tra Stati Uniti e 11 Paesi che affacciano sull’Oceano Pacifico, potrebbe avere un impatto negativo sul commercio mondiale di carne suina. Tra i firmatari del Trattato, i principali importatori sono il Giappone, l’Australia e il Messico, mentre gli Stati Uniti, il Canada e il Cile sono tutti esportatori. Se il commercio di carni suine tra Messico, Canada e Stati Uniti è già coperto dall’accordo Nafta, il Tpp potrebbe garantire ai Paesi esportatori un considerevole vantaggio in Giappone e Australia. Al di fuori della Ue, il Giappone è il più grande importatore di carni suine al mondo. Il Tpp può rendere più difficile per gli esportatori europei competere in un mercato da oggi regolamentato dal Tpp e il rischio è quello di vedere assottigliarsi la quota di mercato già in parte erosa. (Fonte: www.3tre3.it) (Leggi la notizia)

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Posted by × Pubblicato il 07/10/2015 at 15:54

LATTE 1

 

Un Pacchetto di aiuti in arrivo da Bruxelles, pronti 420 milioni di euro

 

Il ministero delle Politiche agricole rende noto che la Commissione europea ha adottato il documento che prevede uno speciale Pacchetto di misure per gli aiuti agli allevatori. La parte più consistente riguarda l’attivazione di misure di sostegno straordinarie per il settore lattiero e la zootecnia da carne, rendendo disponibili risorse comunitarie per 420 milioni di euro. Nel Pacchetto è prevista inoltre l’attivazione dello stoccaggio privato dei formaggi e quello delle carni suine, oltre a un intervento finanziario aggiuntivo di 30 milioni di euro per le misure di promozione in particolare nei mercati terzi. “Siamo pronti a dare una tempestiva attuazione al Pacchetto di misure a favore del latte e delle carni deciso a Bruxelles – ha dichiarato il ministro Maurizio Martina – dopo le forti sollecitazioni che abbiamo fatto insieme a Francia, Spagna e Portogallo. I regolamenti sono molto migliorati rispetto alla prima stesura e garantiscono una maggiore flessibilità per le scelte degli Stati membri a favore dei produttori. Insieme alla misura dello stoccaggio privato dei formaggi, che vede una quota consistente per il nostro Paese e che potrà crescere anche in fase di attuazione, abbiamo a disposizione un budget di oltre 25 milioni di euro. Abbiamo deciso di concentrare queste risorse su strumenti efficaci, in particolare per l’acquisto di formaggi Dop che saranno destinati alla distribuzione gratuita”, ha concluso Martina.

 

 

 

LATTE 2

 

La domanda è destinata ad aumentare, per questo la produzione deve essere sostenibile

 

Nella periodica newsletter di Clal.it, Leo Bertozzi firma un articolo dedicato alla nutrizione e alla sostenibilità per il pianeta. “Il mondo ha bisogno di latte – scrive l’autore – nel 2025 si stima che occorreranno 241 milioni di tonnellate di latte in più per soddisfare una popolazione prevista in 8 miliardi di persone. Questa quantità è pari al doppio dell’attuale produzione di latte USA. Si dovrà faticare per stare al passo con la domanda e il latte potrà avere una valorizzazione adeguata. Ovviamente le dinamiche della produzione così come del consumo sono soggette a variabili non facilmente prevedibili che determinano la volatilità dei prezzi. Questa instabilità economica è propria delle commodities agricole, che oltre alle variabili finanziarie e geopolitiche, devono fare i conti anche con i fattori climatici. Il latte è il prodotto che accomuna una diversità di Paesi e realtà produttive – continua Bertozzi - per soddisfare le necessità alimentari di una società in continua evoluzione. E’ pertanto necessario pensare a una produzione sostenibile, per la sua potenzialità di riuscire ad assicurare uno sviluppo che soddisfi i bisogni attuali senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri. Occorre pertanto armonizzare la necessità di accrescere la produzione con quella di assicurare la sostenibilità. Questa è la sfida – conclude l’esperto – ed è una sfida vincente che accomuna tutti i produttori di latte del mondo”.

 

 

 

APPUNTAMENTI FIERISTICI

 

Fiera Internazionale del Bovino da Latte, a CremonaFiere dal 28 al 31 ottobre 2015

 

Mancano poche settimane alla 70ma edizione della Fiera Internazionale del Bovino da Latte che come di consueto si svolgerà presso i padiglioni di CremonaFiere, quest’anno dal 28 al 31 ottobre prossimi. Molte le novità in programma per un appuntamento che rappresenta da sempre uno dei principali eventi mondiali per il settore agricolo e zootecnico. Non a caso la manifestazione, posta al centro della più importante zona di produzione di latte italiana dove esiste la maggior concentrazione di grandi allevamenti, rappresenta l’appuntamento imprescindibile per operatori agrozootecnici e aziende di produzione di impianti e servizi. Nei giorni della rassegna sarà possibile ammirare gli esemplari appartenenti alla migliore genetica internazionale con più di 400 campionesse in mostra. Oltre alla vasta proposta espositiva, uno dei principali punti di forza della Fiera Internazionale del Bovino da Latte sarà come sempre il programma convegnistico-seminariale, che ogni anno affronta con la competenza dei più qualificati specialisti internazionali gli argomenti più caldi del comparto. Contemporaneamente si svolgerà la Rassegna Suinicola di Cremona – Italpig, giunta alla sua 19ma edizione, con il suo programma di seminari, workshop, dibattiti, faccia-a-faccia e forum dove gli allevatori potranno confrontarsi e aggiornarsi su genetica internazionale, consumatori, credito e tassazione, leggi e normative. Non dimentichiamo poi la quinta edizione di Expocasearia, la sezione della Fiera Internazionale del Bovino da Latte dedicata alla trasformazione del latte, appuntamento che risponde alle esigenze informative legate all’opportunità di sviluppare nuovo reddito attraverso piccoli e medi caseifici aziendali e ultima, ma non certo per importanza, in programma la terza edizione dell’International Poultry Forum dedicato al comparto avicolo.

 

 

 

ANTIMICROBICI VETERINARI

 

Pubblicate le Linee Guida per un uso responsabile degli antibiotici

 

L’Anas (Associazione nazionale allevatori suini) informa che sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea dell’11 settembre scorso sono state pubblicate le Linee Guida della Commissione sull’uso prudente degli antimicrobici in medicina veterinaria, volte a rafforzare la prevenzione e il controllo dell’antibiotico-resistenza e a fornire agli Stati membri orientamenti pratici sull’uso responsabile di questi farmaci. Il documento ribadisce la necessità di un loro impiego più razionale e mirato, ottimizzando l’effetto terapeutico e riducendo al minimo il rischio della resistenza antimicrobica. L’obiettivo perseguito è quello di ridurre il ricorso agli antimicrobici mediante la prevenzione delle malattie assicurando biosicurezza, prassi di buona gestione e programmi integrati di controllo delle patologie. Le Linee Guida suggeriscono i principi di base da rispettare nei casi in cui sia necessario usare antimicrobici per salvaguardare la salute e il benessere degli animali e dispongono che nel caso di somministrazione di farmaci a gruppi di animali attraverso mangimi e acqua, si debba tenere conto di numerosi fattori. Tra questi l’invito è a non praticare il trattamento di gruppo come trattamento di profilassi, a limitarlo agli animali che ne hanno la necessità e ad adottare adeguati sistemi di somministrazione. Secondo le Linee Guida le quantità di antimicrobici somministrati in mangimi o acqua devono essere monitorate e documentate ed è importante assicurare l’omogeneità della distribuzione se la somministrazione avviene con mangimi, inoltre l’uso off-label (a cascata) deve essere limitato a casi eccezionali in cui non sono disponibili altre opzioni di trattamento autorizzate. E’ inoltre evidenziato che la responsabilità principale dell’utilizzo prudente degli antimicrobici ricade su chi li prescrive (cioè il veterinario) e chi li somministra (l’allevatore).

 

CLICCA QUI per leggere e scaricare il testo integrale delle Linee Guida.

 

 

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

 

 

 

No ai formaggi con latte in polvere, Confagricoltura plaude all’azione del Governo

 

In una nota, Confagricoltura dichiara di apprezzare la linea della fermezza del Governo nel mantenere il divieto, previsto dalla normativa italiana, di detenere e utilizzare il latte in polvere, concentrato e ricostituito per la produzione di prodotti lattiero-caseari. “Il made in Italy si tutela valorizzando e utilizzando esclusivamente latte italiano”, dichiara Confagricoltura a commento della lettera inviata alla Commissione europea dal Governo in cui si esprime in modo circostanziato la volontà di mantenere l’attuale normativa nazionale. “Confidiamo che Bruxelles non costringa a modificare una normativa fondamentale per produttori e consumatori – chiarisce la nota – E’ tempo di prevedere, come indicato anche dallo stesso commissario Hogan, un’etichettatura esaustiva obbligatoria con indicazioni chiare e dettagliate nei confronti del consumatore per distinguere il formaggio commercializzato sul nostro territorio e prodotto con latte in polvere/concentrato da quello prodotto con latte fresco”. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

L’Italia rifiuta la coltivazione nazionale degli Ogm

 

A soli due giorni dalla scadenza, fissata per il 3 ottobre 2015, l’Italia ha richiesto il divieto di coltivazione sul suo territorio di 8 Ogm approvati o in via di approvazione a livello europeo. Inoltrata alla Commissione europea dal ministro Maurizio Martina di concerto con il ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti e della Salute, Beatrice Lorenzin, la richiesta attua la nuova Direttiva europea dell’11 marzo scorso che consente agli Stati membri di vietare al proprio interno la coltivazione degli organismi geneticamente modificati anche se autorizzati a livello europeo. L’Italia si aggiunge così agli 11 Paesi che hanno già dichiarato il loro parere negativo. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

Aumenta l’export di carne suina proveniente dal Brasile

 

In Brasile i prezzi dei suini continuano ad aumentare. Il rapporto di scambio con il mais, metodo utilizzato per la verifica dell’andamento dei margini, è migliorato nonostante i recenti aumenti dei prezzi dei cereali. La causa di questi rialzi va ovviamente ricercata nell’aumento della domanda esterna, determinata dalla svalutazione della moneta locale, il Real. La media giornaliera di imbarchi di carni suine è cresciuto del 57,7% rispetto al mese di settembre di un anno fa, parallelamente, sono state imbarcate 33,5 mila tonnellate di prodotto. L’aumento del prezzo della carne bovina ha determinato nel Paese sudamericano un leggero aumento della domanda interna di prodotto suino. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

Su a settembre i prezzi dei prodotti alimentari, ma non per gli agricoltori

 

I prezzi dei prodotti alimentari aumentano cinque volte in più della media. Lo afferma Coldiretti che sottolinea come a far salire il carrello della spesa siano soprattutto i prezzi di frutta e verdura che a settembre sono cresciuti del 13,9% rispetto allo stesso mese del 2014. Nei campi però i compensi corrisposti agli agricoltori non coprono ormai neppure i costi di produzione. I numeri scaturiscono da una analisi condotta da Coldiretti sulla base di dati Istat relativi all’andamento dell’inflazione in Italia a settembre, con i prezzi dei prodotti alimentari aumentati dell’1,5%, cinque volte la media generale pari allo 0,3%. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

In attesa della Finanziaria la Cia incontra i parlamentari agricoli

 

La Cia (Confederazione italiana agricoltori) sta incontrando in queste settimane i parlamentari “agricoli” di Camera e Senato per manifestare preoccupazioni, valutazioni e interrogativi sulla prossima manovra finanziaria. Si tratta di confronti preventivi alla presentazione del testo, atteso per il 15 ottobre che, si prevede, avrà nella sua componente fiscale una parte fondamentale dell’intera manovra. “Vogliamo un confronto volto a consolidare il massimo della consapevolezza sulla crisi agricola in atto – ha spiegato il presidente della Cia, Dino Scanavino – in particolare per alcuni settori come la zootecnia e il lattiero-caseario, cercando di suscitare il consenso attivo del Parlamento verso un comparto che certamente non rifiuta di fare la propria parte a sostegno della ripresa del Paese”. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

Mercati stabili o un po’ depressi. L’analisi di Ismea

 

E’ ancora stasi sui mercati vinicoli nazionali. I pochi scambi sono avvenuti sulla base di prezzi stazionari e per volumi scarsamente significativi in un clima di attesa che potrebbe protrarsi anche nella prima decade di ottobre. E’ quanto emerge dalla consueta analisi Ismea contenuta nell’Overview sui mercati agroalimentari dell’ultima settimana di settembre/inizio ottobre. Analoga la situazione sul mercato degli oli di oliva, mentre per la frutta si registra una tenuta dei valori per mele e pere, con prezzi per entrambe le pomacee superiori ai livelli dell’anno scorso. Sottotono il mercato dell’uva da tavola. Nel settore zootecnico le quotazioni dei suini da macello e quelle dei suinetti da ingrasso non registrano sostanziali variazioni, mentre qualche rialzo potrebbe invece verificarsi per i ristalli bovini. Positivo il mercato degli avicoli nonostante la domanda appaia in quest’ultimo periodo meno tonica e più attenta al fattore prezzo. Stabili i lattiero-caseari, per i quali sono previsti leggeri rialzi, e i cereali, con qualche probabile ulteriore ribasso solo per il frumento duro. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

L’importanza della luce nell’allevamento avicolo

 

Secondo le ricerche più recenti condotte sul campo, luci specifiche intorno al cibo e all’acqua aiuterebbero i polli a raggiungere il loro potenziale genetico, migliorando in modo significativo il consumo di mangimi e acqua. E’ stato infatti confermato che l’alta intensità luminosa, utilizzata nel corso di un periodo di 24 ore, rappresenta il fattore dominante nel comportamento degli uccelli. La maggior parte dei ricercatori conclude che i broiler preferiscono un’intensità luminosa superiore a 40 lux o 4 fc nei momenti di attività, ma inferiore a 5 luc o 0,5 fc durante il riposo. Un altro studio ha concluso che l’allevamento di broiler con luce molto fioca, inferiore a 5 lux o 0,50 fc ha effetti negativi sul benessere degli animali e determina occhi più grandi e pesanti, una diminuzione dell’attività e una maggiore zoppia. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

Sulla Bioeconomia bisogna puntare e investire

 

Si è tenuto nei giorni scorsi a Lodi il Forum italiano sulle biotecnologie industriali e la bioeconomia a cui hanno partecipato 200 esperti provenienti oltre che dall’Italia anche da diversi Paesi dell’area euro-mediterranea. “Chiediamo che l’Italia si doti di un Piano strategico nazionale per la bioeconomia – ha detto nel suo intervento Leonardo Vingiani, direttore di Assobiotec – come fatto dagli altri Paesi europei e come fortemente chiesto da Bruxelles”. “E’ necessario che i mondi della ricerca e dell’industria siano sempre più coordinati – gli ha fatto eco Gianluca Carenzo, direttore generale del Parco tecnologico di Lodi – Riteniamo che la proposta di un Piano strategico nazionale per la bioeconomia sia condivisibile e da sostenere per focalizzare gli sforzi come sistema Paese in un settore in forte crescita e con grandi opportunità”

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Posted by × Pubblicato il 01/10/2015 at 13:50

LATTE: Il Pecorino Romano non conosce la crisi, volano le vendite in Italia e all’esteroIl mercato del Pecorino Romano viaggia a vele spiegate. Ne dà conto Gustavo Credazzi nell’articolo da lui firmato e pubblicato sul n. 34 della rivista L’Informatore Agrario. L’autore afferma che “nonostante l’incremento produttivo, che per quest’anno è stimato attorno al 5%, i mercati nazionali e soprattutto quelli esteri stanno assorbendo senza difficoltà il prodotto disponibili con quotazioni in aumento. I picchi di crescita toccati nel 2014 – continua la sua analisi Credazzi – non si sono toccati: ricordiamo che a luglio 2014 i listini erano superiori a quelli dello stesso mese di un anno prima del 35,3% e nell’intero anno del 30,5%. Ciononostante, nei primi 8 mesi del 2015 il prezzo all’origine del Pecorino Romano è ulteriormente aumentato ininterrottamente fino all’estate, passando da 8,79euro/kg di gennaio a 9,33euro/kg dei mesi estivi e risultando mediamente superiore di quasi il 20% rispetto allo stesso periodo della campagna precedente. All’inizio del mese di settembre poi, i listini sono nettamente al di sopra degli alti valori dell’anno scorso: +12,9%”. Per quanto riguarda l’export, l’autore sottolinea che “dopo due anni di rallentamento, nei primi cinque mesi del 2015 si è registrato un forte incremento quantitativo di prodotto esportato, +19,2%, rispetto allo stesso periodo della precedente campagna, mentre il prezzo del pecorino Romano avviato ai mercati esteri, in aumento per la quarta stagione consecutiva, è stato superiore del 7,7% a quello dell 2014: +40,9% rispetto al 2011. Va da sé che la buona stagione del Pecorino Romano si stia riflettendo positivamente sul valore della materia prima. Nelle principali aree produttive, e in particolare in Sardegna da dove proviene la massa del prodotto, ma anche in Lazio e in Toscana dove restano importanti insediamenti, il prezzo del latte alla stalla che per anni è rimasto fermo su livelli piuttosto bassi è aumentato per il secondo anno consecutivo: rispetto al 2014 si calcola si sia rivalutato attorno al 20%. Nell’attuale campagna di commercializzazione la produzione di Pecorino è stata agevolmente collocata o stoccata e nel 2016 – conclude Credazzi – dovrebbe aumentare ancora, tanto che il mondo imprenditoriale del comparto sta pensando a forme di programmazione produttiva e alla possibilità di diversificarla”.

 

GIOVANI AGRICOLTORI: Arrivano dalla Bei 50 milioni di euro per gli imprenditori under 40

Il Consiglio di amministrazione della Banca europea degli investimenti (Bei) ha autorizzato la concessione a Ismea di una prima linea di credito pari a 50 milioni di euro. Lo rende noto il ministero per le Politiche agricole. La somma deliberata dalla Bei sarà utilizzata per il finanziamento di iniziative start-up e di ampliamento di imprese agricole da parte di imprenditori under 40. Potranno essere finanziati, con una durata fino a 20 anni, il capitale circolante delle aziende nonché gli investimenti destinati al miglioramento dell’efficienza aziendale, all’internazionalizzazione e al commercio elettronico. Nelle prossime settimane, definiti i contratti di finanziamento tra Bei ed Ismea, si definiranno le modalità di intervento dell’Istituto e potranno essere avviate le prime istruttorie di fido da parte di Ismea. “Si tratta di un’opportunità importante – ha dichiarato il ministro Maurizio Martina – per sostenere le idee innovative dei giovani che vogliono investire in agricoltura. Questi 50 milioni di euro costituiscono un patrimonio da utilizzare al meglio e si inseriscono nel piano di azioni del Governo per favorire il ricambio generazionale. Penso alle azioni di Campolibero come i mutui a tasso zero, alle detrazioni del 19% per gli under 35 che affittano terreni, al credito di imposta al 40% per gli investimenti nell’e-commerce fino a 50mila euro. Nei mesi scorsi abbiamo aumentato del 25% gli aiuti diretti dei fondi comunitari per le aziende condotte da giovani e dato una corsia preferenziale agli under 40 con il nostro decreto TerreVive per affittare o acquistare i 5.500 ettari che lo Stato vuole far tornare all’agricoltura. Più del 65% delle prime assegnazioni sono andate a ragazzi. Vogliamo andare avanti – ha concluso Martina – dobbiamo dare fiducia e credito ai nostri imprenditori under 40. Sono loro a rappresentare il futuro del settore”.

 

SUINI: Il meglio della salumeria italiana sbarca in Brasile per conquistarne il mercato

Dal 28 settembre al 3 ottobre l’Ivsi (Istituto valorizzazione salumi italiani) sarà protagonista di un programma di promozione in Brasile, e più precisamente a San Paolo, che coinvolgerà molti target: giornalisti, foodies, importatori, buyer della grande distribuzione, dell’horeca e delle scuole di cucina. “La recente apertura del Brasile per i prodotti di salumeria stagionati almeno 30 giorni, come i salami, le pancette e le coppe – afferma il presidente di Ivsi, Francesco Pizzagalli – ha consentito di ampliare la gamma dei salumi italiani esportabili nello Stato sudamericano, contribuendo a stimolare gli investimenti in questo Paese”. La prima campagna promozionale effettuata in Brasile dall’Istituto valorizzazione salumi italiani risale al lontano 1998. Da allora le esportazioni dei prodotti della nostra salumeria sono più che raddoppiate in quantità e quasi triplicate in valore. Secondo i dati elaborati da Assica (Associazione industriali delle carni) siamo infatti passati dalle circa 305 tonnellate, pari a 2,2 milioni di euro di valore del 1998 alle 735 tonnellate (6,1 milioni di euro) del 2014. Un incremento che Ivsi giudica particolarmente significativo se si considera che nel periodo compreso tra il 2001 e il 2013 le esportazioni hanno conosciuto una fase difficile a seguito della chiusura del mercato ai prodotti a breve stagionatura. All’interno del comparto salumi, quelli più esportati sono i prosciutti crudi stagionati, la mortadella, i wurstel e altri insaccati cotti, i salami. “In questo nostro viaggio – sottolinea ancora Pizzagalli – cercheremo di diffondere le caratteristiche di qualità della salumeria italiana e le garanzie offerte dalla nostra filiera di produzione, puntando anche sulla differenziazione dai prodotti italian sounding. Occorrerà far comprendere le differenze qualitative tra i nostri salumi e i prodotti locali o provenienti da altri Paesi in modo da competere adeguatamente con i produttori brasiliani o altri competitor”.

 

ALIMENTAZIONE ZOOTECNICA: Da oggi la sicurezza alimentare si misura con Ipafeed

E’ nata Ipafeed, una piattaforma digitale dedicata alla sicurezza dei mangimi. Questo database è stato creato all’interno del progetto Marlon per monitorare i possibili effetti delle colture geneticamente modificate sulla salute degli animali da reddito. Lo rende noto la settimanale newsletter di Mangimi & Alimenti. Marlon è un progetto finanziato dalla Ue che intende indirizzare tutte le informazioni sugli Ogm in un unico portale. Nel database Ipafeed sono stati infatti inseriti i risultati degli studi scientifici condotti in materia utilizzando descrizioni dettagliate, collegamenti alle fonti e risultati accessibili a tutti. Il sito è stato realizzato da esperti provenienti da 8 Stati che hanno introdotto strumenti e linee guida per aiutare gli allevatori a monitorare lo stato di salute a lungo termine degli animali alimentati con mangimi contenenti ingredienti Ogm. L’obiettivo è quello di fornire agli operatori del settore e alle Autorità sorveglianti i mezzi per scoprire subito gli eventuali rischi per la salute umana e animale legati all’utilizzo degli Ogm. I dati finora raccolti non hanno indicato gli effetti collaterali negli animali nutriti con mangimi prodotti con piante geneticamente modificate. Sono invece emersi alcuni elementi positivi: diversi studi hanno rilevato che le piante Gm resistenti agli insetti contengono quantità inferiori di sostanze chimiche tossiche prodotte dai funghi che colonizzano le colture.

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

 

Un convegno a Expo sulle potenzialità del biocarburante

Nei giorni scorsi, a Expo, si è svolto un incontro organizzato da Cib (Consorzio italiano biogas) e Confagricoltura per illustrare le potenzialità del biocarburante avanzato made in Italy: il biometano. Ospite per l’occasione l’onorevole Giuseppe Castiglione, sottosegretario al ministero delle Politiche agricole che ha detto: “In questi ultimi due anni ci siamo fortemente impegnati per sostenere le imprese agricole che decidono di investire nella generazione diffusa di energia da fonti rinnovabili, anche nel settore dei trasporti. Continua il percorso verso una green economy concretamente attuabile dalle imprese agricole. Le linee guida del Gse, pubblicate il 5 agosto scorso, sono destinate agli operatori che chiederanno di avere accesso agli incentivi e ai certificati di immissione in consumo e completano la definizione degli aspetti tecnici necessari per consentire l’effettivo avvio della realizzazione dei nuovi impianti”. (Fonte: CLICCA QUI)

 

Via alla raccolta delle olive. Sarà un anno da record

E’ già iniziata in Italia con un anticipo di almeno una settimana la raccolta delle olive, che quest’anno vedrà un aumento stimato in oltre il 30% della produzione di olio rispetto al 2014, con una qualità ottima per l’andamento climatico favorevole. Si mette così in moto un settore che può contare su un patrimonio di circa 250milioni di piante distribuite su 1,1milioni di ettari di terreno, con un fatturato di circa 2 miliardi di euro e un impiego di manodopera per 50 milioni di giornate lavorative. Numeri che fanno dell’Italia il secondo produttore mondiale di olive dopo la Spagna, ma anche il primo Paese per numero di oli Dop: ben 43. (Fonte: CLICCA QUI)

 

Blue Tongue, il focolaio francese preoccupa il ministero della Salute italiano

“Se il focolaio registrato in Francia sarà gestito con le dovute precauzioni, non creerà problemi al settore dei bovini da carne italiano”. Lo afferma Agrinsieme in riferimento al sierotipo di Blue Tongue BTV8 riscontrato in Francia, che attacca i bovini in modo meno aggressivo di quanto accade negli ovini, e comunque non è fortunatamente presente in Italia. Agrinsieme apprezza la tempestiva azione avviata dal ministero della Salute che sta concordando con le istituzioni francesi le misure da mettere in atto per assicurare il mantenimento del commercio dei broutards francesi, pur con le corrette garanzie per evitare la diffusione del sierotipo sul nostro territorio nazionale. (Fonte: CLICCA QUI)

 

Mais e soia, la produzione mondiale vista in calo

Il Dipartimento per l’Agricoltura Statunitense ha divulgato il report Wasde di settembre 2015 che ha evidenziato una riduzione delle produzioni mondiali di mais e di soia per la stagione 2015-2016: rispettivamente a 978.10 Mio t. e 319.61 Mio t. Le previsioni riflettono minori raccolti di mais attesi negli Stati Uniti, -0,7%, e nella Ue, -6,8%, a cui si aggiungono riduzioni minori anche nelle Filippine, in Moldavia, Serbia e Thailandia. La produzione di soia è stimata in aumento negli Stati Uniti (+9,5%) grazie a un incremento della resa dei terreni, e in diminuzione in Ucraina e in Canada. Nell’Unione europea si attende un minor impiego di mais e avena nell’alimentazione zootecnica a favore di un maggiore utilizzo di orzo e frumento. (Fonte: CLICCA QUI)

 

Bene l’agricoltura italiana nel 2015: previsto un aumento del 3%

La proiezione per l’agricoltura italiana per l’intera annata 2015 resta saldamente positiva. Lo afferma, in base alle stime elaborate, Ismea, secondo la quale l’anno in corso si potrebbe chiudere con un aumento del 3-3,5% del valore reale della produzione (a prezzi costanti) e del 2-2,5% per la stessa variabile calcolata a prezzi correnti. Gli elementi finora disponibili e le aspettative sugli sviluppi produttivi da qui a fine anno lasciano prevedere un’evoluzione migliorativa delle dinamiche occupazioni in agricoltura, che chiude il secondo trimestre dell’anno con un incremento del 2% degli occupati, dopo la già positiva performance del 2014: +1,6%. (Fonte: CLICCA QUI)

 

In forte aumento la quantità di mais rumeno esportato

Nel periodo compreso tra giugno 2014 e luglio 2015 la Romania ha esportato circa 2,5 milioni di tonnellate di mais, un volume 2,4 volte più elevato rispetto a quello degli ultimi 5 anni. Lo riferisce una recente relazione della Commissione europea. Circa il 64% dei 4 milioni di tonnellate di mais che l’Unione europea ha esportato proviene dalla Romania. Anno su anno questo Paese ha guadagnato posizioni nella classifica dell’export di mais dell’Unione, fino ad arrivare al primo posto. Dal 2006 al 2010 ha contribuito in media con il 24% del totale dei 2,3 milioni di tonnellate di prodotto esportato. Nel periodo 2009-2013 la quota rumena esportata dalla Ue ha raggiunto il 48%, arrivando oggi al 64%. (Fonte: CLICCA QUI)

 

Stabile a giugno il numero di scrofe nelle porcilaie italiane

L’Istituto nazionale di statistica ha recentemente pubblicato i dati relativi alla consistenza dei capi suini rilevati nel mese di giugno 2015. I dati evidenziano una situazione di sostanziale stabilità rispetto alla consistenza delle scrofe dopo il forte calo registrato tra il 2011 e il 2012. Secondo l’Istat il numero totale delle scrofe al 1 giugno 2015 è calato dello 0,3% rispetto al dato rilevato nel mese di dicembre 2014 e lo stesso trend viene segnalato dalla Banca dati nazionale che indica una flessione del numero delle scrofe allo 0,2% rispetto a dicembre 2014 (Fonte: CLICCA QUI)

 

A Bruxelles un summit internazionale sulla Bioeconomia

Il Commissario europeo per la Ricerca, Innovazione e Scienza, Carlos Moedas, ospiterà l’Investment Summit sulla Bioeconomia il 9-10 novembre 2015 a Bruxelles, evento dedicato alle opportunità di investimento nella Bioeconomia, ritenuta in grado di svolgere un ruolo importante nella creazione di una economia europea sull’uso efficiente delle risorse, nonché per l’enorme potenziale connesso alla crescita e alla creazione di occupazione. L’obiettivo di questi due giorni di vertice è quello di individuare possibili modi di mobilitare investimenti pubblici e privati, in particolare per garantire contesti favorevoli, in primis politici e normativi. L’evento riunirà numerosi portatori di interessi delle istituzioni europee, dell’industria, dei produttori primari, della società civile, della comunità scientifica e delle banche di investimento. (Fonte: CLICCA QUI)

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Posted by × Pubblicato il 25/09/2015 at 17:34

EXPORT AGROALIMENTARE

 

Da gennaio a luglio il risultato supera i 21 miliardi di euro

 

Nei primi 7 mesi del 2015 l’export agroalimentare ha superato la quota dei 21 miliardi di euro. Lo rende noto il ministero per le Politiche agricole, sottolineando che si tratta di un risultato straordinario che esprime tutta la forza di questo settore. L’obiettivo di raggiungere i 50 miliardi nel 2020 sembra a portata di mano, così come quello dei 36 miliardi di euro per il 2015. Il Ministero evidenzia che si tratta di un successo senza precedenti che può essere ancora migliorato aiutando le aziende a guardare al mondo e a conquistare nuovi spazi di mercato. La spinta di Expo nei tre mesi da maggior a luglio è stata evidente, soprattutto su alcuni mercati strategici. Per rafforzare ancora i risultati Mipaaf e ministero dello Sviluppo economico stanno attuando il Piano di internazionalizzazione che contiene delle azioni forti di attacco all’italian sounding nel mondo. Sul mercato degli Stati Uniti, in occasione del Columbus Day del 12 ottobre, partirà un’importante campagna contro il falso made in italy con investimenti per 50 milioni di euro. Occorre inoltre continuare nella promozione dell’eccellenza dei prodotti italiani e per questo motivo proprio in questi giorni, a Mosca, l’italia ha partecipato con un proprio padiglione, presentando anche il segno unico distintivo “The Extraordinary Italian Taste”, al World Food, una delle maggiori fiere specializzate russe. Una presenza significativa perché, nonostante la complessa situazione che stiamo vivendo, il nostro paese continua a ricoprire un ruolo importante tra i paesi fornitori della federazione russa ed è fondamentale continuare a presidiare anche questo mercato

 

 

 

NEGOZIATI TTIP

 

Lo scoglio restano le indicazioni geografiche protette

 

Il Ttip (Transatlantic trade and investment partnership) continua a essere un tema di grande attualità. Nell’ultima newsletter di Clal.it Leo Bertozzi fa un’analisi dell’avanzamento dei negoziati e scrive che “una delle aree di disaccordo fra Unione Europea e Stati Uniti riguarda le indicazioni geografiche protette nella Ue come Dop, Igp, Stg. Negli Usa la protezione di questi prodotti ha natura di proprietà privata e ricade nel regime generale dei marchi di certificazione stabiliti dal Lenham Act del 1946. Gli operatori statunitensi ritengono che molte delle Ig europee possano essere ottenute altrove, replicando tecniche e tecnologie produttive. Sostengono poi che denominazioni quali Asiago, Parmesan, Feta o Gouda, sono da tempo divenute dei nomi generici che in alcuni casi sono anche stati registrati come marchi. Di conseguenza – continua Bertozzi – un loro eventuale divieto d’uso avrebbe ripercussioni gravi per la produzione e il commercio e impedirebbe ai consumatori di trovare sufficienti quantità di questi formaggi, essendo la domanda superiore alla quantità prodotta nei Paesi d’origine: una posizione, questa, sostenuta in particolare dal Consortium for Common Food Names. Sembra però che il clima stia cambiando a causa di almeno cinque buone ragioni. La prima è che la protezione dei prodotti d’origine geografica comincia ad avere il sostegno delle imprese, come dimostrano la protezione dei vini nella Napa Valley in California e le patate in Idaho. La seconda – riflette ancora Bertozzi – è che gli Usa continuano a negoziare accordi commerciali bilaterali e regionali con Paesi che offrono protezione alle indicazioni geografiche. La terza riguarda il riconoscimento delle Ig che permetterebbe di valorizzare i prodotti d’origine Usa ed esportarli su nuovi mercati, tutelandoli. La quarta coinvolge i consumatori, che sarebbero garantiti sulla vera origine del prodotto acquistato e la quinta eviterebbe la perdita d’immagine per le ricorrenti denunce e prese di posizione da parte di imprese e Paesi europei”. Leo Bertozzi conclude la sua analisi affermando che “i negoziati Ttip possono portare a una riduzione delle differenze commerciali fra le due grandi realtà atlantiche e gli Usa potrebbero fare lo sforzo di superare l’ostacolo, loro, delle indicazioni geografiche. Dipende però cosa ottengono in cambio. La logica latina del do ut des è sempre valida”.

 

 

 

SUINI

 

Migliora ad agosto la redditività degli allevatori

 

L’incremento registrato nel mese di agosto, rispetto a quello precedente, è dell'11,5%, pari a una quotazione media mensile di 1,600euro/kg. Lo rende noto la consueta analisi del Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole) che sottolinea anche l’aumento del 2% rispetto a un anno fa. Va detto però che da più di 4 mesi, quindi oltre 16 settimane, i rappresentanti dei macellatori non partecipano alle riunioni della Commissione unica nazionale (Cun) di Mantova, lasciando di fatto la definizione dei prezzi nelle sole mani degli allevatori. Crefis sottolinea quindi la probabilità che i prezzi effettivamente riconosciuti ai produttori siano diversi e meno elevati: basti infatti pensare che a Modena i suini pesanti, sempre ad agosto, hanno raggiunto una quotazione di 1,481euro/kg. Poiché gli indici di reddittività dell’allevamento sono formulati sulla base dei prezzi Cun, il forte miglioramento è quindi solo apparente, anche se le basse quotazioni delle materie prime utilizzate nell’alimentazione stanno contribuendo a far quadrare i bilanci delle aziende. Da questo quadro consegue che ad agosto, nella fase di macellazione, la redditività secondo l’indice Crefis ha subito una flessione del 6,3% su base congiunturale, rimanendo però positiva (+2,1%) su base tendenziale. Il Prosciutto di Parma Dop stagionato ha proseguito il deciso trend al rialzo iniziato timidamente a fine giugno e proseguito per tutto il mese di luglio. Ad agosto infatti, i prezzi hanno registrato un aumento del 4,1% rispetto al mese precedente con una variazione tendenziale del +9,3%. “Questo marca una chiara inversione di tendenza nel mercato del Parma stagionato che era attesa da tempo – afferma il direttore di Crefis, Gabriele Canali – L’auspicio è che questo aumento possa rafforzarsi e consentire alla filiera qualche complessivo recupero di redditività, particolarmente necessario dal momento che quella del Parma Dop è ancora inferiore a quella del non tutelato”. Grazie a questo recupero, ad agosto è risultata buona anche la performance della fase di stagionatura, con un indice in aumento del 2% rispetto al mese di luglio, ma soprattutto in crescita del 10,8% se confrontato con agosto 2014. Infine i prosciutti generici, che ancora una volta segnano un dato positivo: +1,1% su base congiunturale e +3% su quella tendenziale, anche se meno dinamica dei Dop.

 

 

 

OLIVICOLTURA

 

Xylella fastidiosa, il ceppo CoDiRO non contamina la vite

 

Si sono conclusi i test di patogenicità di Xylella fastidiosa per il genere Vitis, il cui risultato definitivo attesta che il ceppo rinvenuto a Lecce e denominato CoDiRO non contamina la vite. Lo rende noto il ministero per le Politiche agricole. I test, effettuati dall’Istituto per la Protezione sostenibile delle piante del Cnr e dal Dipartimento di Scienze del suolo, della pianta e degli alimenti dell’Università degli Studi di Bari, sono durati più di un anno e hanno riguardato diverse varietà di vite, dimostrando che le misure fitosanitarie applicate alle piante contro Xylella fastidiosa possono essere abolite in quanto il ceppo batterico presente in Puglia non ha alcun effetto su queste piante. I risultati rafforzano quanto sinora evidenziato dalle indagini effettuate nei territori contaminati. Il dossier in questione, corredato dei relativi dati scientifici, è già stato trasmesso ai competenti uffici della Commissione europea e la sua discussione è prevista davanti al Comitato fitosanitario permanente del 17-18 settembre prossimi a Bruxelles, nell’ambìto del quale dovranno essere assunte le decisioni in merito alla modifica della normativa dell’Unione su Xylella fastidiosa, eliminando la vite dall’elenco delle specie ospiti del ceppo CoDiRO sottoposte a regolamentazione. “Si tratta di un risultato molto importante – ha dichiarato il ministro Maurizio Martina – sul quale abbiamo lavorato per mesi. Provvederemo alla pubblicazione del dossier e alla sua diffusione anche presso i Paesi terzi perché in questi mesi ci sono state troppe speculazioni che hanno danneggiato il comparto vivaistico legato al commercio di barbatelle e di viti non solo in Puglia. Attraverso le nostre Ambasciate inviteremo i Paesi che hanno blocchi sulle nostre piante a modificare le loro decisioni”.

 

 

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

 

 

 

Agroalimentare bio, l’export in aumento ne conferma l’eccellenza

 

Cresce l’export di prodotti biologici italiani, dimostrando l’importanza che ha questa eccellenza del made in Italy verso l’estero. Lo sostiene Confagricoltura commentando i dati scaturiti dallo studio di Sinab, Ismea e Nomisma condotto nel 2014, secondo il quale le vendite di prodotti agroalimentari italiani certificati bio ammontano a 1,4 miliardi di euro e rappresentano il 4% dell’export agroalimentare italiano. Forte è la propensione all’export agroalimentare delle imprese del bio: il fatturato che raggiunge i mercati internazionali rappresenta il 24%, a fronte del 18% registrato dalle imprese agroalimentari italiane nel complesso. Secondo i dati Nomisma la propensione a cercare mercati di sbocco all’estero crescerà nei prossimi anni. Infatti, ben il 57% delle aziende bio italiane manifesta l’intenzione di farlo e si sta attrezzando: quasi 8 su 10 aziende prevedono un incremento del fatturato estero a marchio biologico nei prossimi tre anni. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

I prezzi alimentari aumentano ma non per gli agricoltori

 

Ad agosto i prezzi di frutta e verdura sono cresciuti del 6,8% rispetto all’anno scorso, ma nei campi è crisi, con compensi corrisposti agli agricoltori che non coprono ormai neppure i costi di produzione. Lo afferma Coldiretti a commento di un’analisi effettuata sui dati Istat relativi all’andamento dell’inflazione in Italia ad agosto, con i prezzi dei prodotti alimentari cresciuti dello 0,9%: più di quattro volte la media generale dello 0,2%. “Un trend di crescita sulle tavole che non si trasferisce agli agricoltori – afferma in una nota Coldiretti – ai quali sono riconosciuti compensi in calo, dal latte alla carne fino all’ortofrutta. E’ in atto una vera speculazione che sottopaga gli agricoltori e non permette a molti cittadini di garantirsi il consumo di prodotti indispensabili per la salute”. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

Fauna selvatica, un pericolo da contrastare

 

E’ allarme nei campi per la presenza sempre più numerosa di ungulati. Lo denuncia la Cia (Confederazione italiana agricoltori) che attraverso il suo presidente, Dino Scanavino, parla di una “situazione fuori controllo e non governata. Gli agricoltori contano danni e cercano rimedi estemporanei a spese loro. Esiste un oggettivo problema di sicurezza”. In quasi tutte le regioni italiane si registrano nelle campagne danni ingenti proprio a causa di una popolazione di fauna selvatica sempre più numerosa e inevitabilmente pericolosa. Per proteggere i vigneti dagli attacchi degli ungulati, ricorda la Cia, gli agricoltori costruiscono reticolati con tondini di ferro che però, a volte, non bastano. Anche per questo il presidente della Cia chiede con forza l’intervento dell’esercito. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

Con l’agricoltura di precisione migliorano produttività e attività lavorativa

 

Entro il 2020 il mercato dei software per le attività agricole di precisione dovrebbe raggiungere 1,77 miliardi di dollari, aumentando il tasso di crescita annuale composto del 15,1%. Il dato scaturisce dal rapporto Precision Farming Software Market by Software, Services, Hardware, Application & Geography – Analysis & Forecast to 2020, pubblicato dalla Società di ricerche di mercato MarketsandMarkets. L’obiettivo dell’agricoltura di precisione è quello di migliorare la produttività e la funzionalità delle operazioni agricole.

 

I software per l’agricoltura di precisione hanno numerose possibilità d’impiego: aiutano a gestire i dati finanziari, a monitorare i diversi stadi della produzione, ad annotare e reperire tutte le informazioni utili per l’attività agricola. Possono essere utilizzati nelle piccole, medie e grandi imprese, inoltre ne esistono di specifici per le grandi cooperative. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

Obbligatoria in etichetta l’indicazione dello stabilimento di produzione

 

Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di disegno di legge di delegazione europea che reintroduce nel nostro ordinamento l’indicazione obbligatoria della sede dello stabilimento di produzione o confezionamento dei prodotti alimentari. L’obbligo riguarderà gli alimenti prodotti in Italia e destinati al mercato italiano. “Quello di oggi è un passo importante che conferma la volontà del Governo di dare indicazioni chiare e trasparenti al consumatore sullo stabilimento di produzione degli alimenti. Viene così data una risposta anche alle tantissime aziende che hanno chiesto questa norma e hanno continuato in questi mesi a dichiarare lo stabilimento di produzione nelle loro etichette”. Così il ministro Maurizio Martina a commento del provvedimento. Martina ha poi sottolineato che “porteremo avanti la nostra battaglia anche in Europa, perché l’etichettatura sia sempre più completa, a partire dall’indicazione dell’origine degli alimenti”. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

Dalla Ue 28 milioni a sostegno dei settori latte e carne. Entro un mese arriverà il 70% della quota

 

Dei 500 milioni di euro stanziati dalla Ue, dopo l’approvazione dei ministri dell’Agricoltura europei, a sostegno dei settori del latte e delle carni, oltre 28 saranno destinati all’Italia. A partire dal prossimo 16 ottobre arriverà il 70% della quota totale. Il provvedimento prevede anche lo stoccaggio privato delle carni con la semplificazione delle procedure come richiesto anche dal nostro Paese. Per le carni suine saranno aumentati i prezzi di stoccaggio e ampliati i prodotti ammessi, compresi i tagli del cosiddetto “quinto quarto”. Sono inoltre state confermate anche le misure di medio-lungo periodo, in particolare la creazione di un gruppo di alto livello per il rafforzamento del monitoraggio del mercato del latte e delle carni. Infine, il 24 ottobre prossimo Italia, Spagna, Francia e Portogallo si ritroveranno per definire ulteriori soluzioni operative per il settore agricolo. L’incontro, voluto dal Mipaaf, si terrà in Italia. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

Positivi gli andamenti delle quotazioni per il settore avicunicolo

 

Anche durante la seconda settimana di settembre, quella che è andata dal 7 al 13, il mercato avicunicolo ha mantenuto un andamento positivo, confermando la ripresa dei consumi che tradizionalmente interessa la stagione autunnale. Per quanto riguarda i polli, soprattutto vivi, è stato registrato un aumento. La richiesta è stata elevata e gli operatori, nel breve periodo, si aspettano qualche ritocco al rialzo delle quotazioni. Riguardo le galline i consumi stanno lentamente portandosi a volumi normali per la stagione. Positivi anche i risultati nel settore delle uova che rispetto alla settimana precedente hanno incassato un lieve aumento. Il mercato cunicolo si è avviato verso un percorso di aumento dei prezzi supportato dalla reale mancanza di conigli vivi. Parallelamente, anche l’offerta del macellato è limitata per cui ci si attende un nuovo, cospicuo aumento delle quotazioni. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

Crolla il numero delle aziende agricole. In soli 3 anni -9,2%

 

Secondo un’indagine dell’Istat, nel 2013 il numero delle aziende agricole è diminuito del 9,2% rispetto a quanto rilevato dal Censimento dell’agricoltura del 2010. Anche la superficie complessiva delle imprese diminuisce, seppure in misura minore rispetto al loro numero: la superficie agricola utilizzata diminuisce del 3,3% e quella agricola totale del 2,4%. E’ pertanto aumentata la dimensione media aziendale tra 7,9 e 8,4 ettari. Sempre rispetto al 2010, tra le coltivazioni praticate le flessioni più consistenti delle superfici si riscontrano nelle ortive, -15,2%, nel frumento duro, -12,8% e nei fruttiferi, -8,4%. Il settore zootecnico è in flessione per i suini (-7,8% il numero dei capi) e i bovini (-4,5%) mentre gli allevamenti avicoli e ovicaprini risultano sostanzialmente stabili: rispettivamente -1,5% e +0,5%. (Fonte: CLICCA QUI)

 

 

 

CremonaFiere a Manhattan porta l’eccellenza agroalimentare italiana

 

“Be Italian – You are what you eat” è il nuovo progetto di CremonaFiere dedicato alle eccellenze agroalimentari italiane: un Salone nell’ambìto di International Restaurants & FoodService Show al Javits Center di Manhattan, New York. Il Salone, che si svolgerà dal 6 all’8 marzo 2016, sarà il primo negli Stati Uniti dedicato al prodotto alimentare 100% italiano. La rassegna rappresenta uno dei punti di riferimento fieristici per i prodotti di qualità negli Usa e durante l’edizione 2015 vi hanno partecipato 724 espositori e 21.235 visitatori professionali in rappresentanza di ristoratori, chef, dealer, food brokers e foodies. “Be Italian” non è solo una fiera, è anche uno strumento innovativo di promozione internazionale.

 

 

 

La Fipe chiede una legge contro lo spreco del cibo

 

Secondo le stime della Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe), un terzo dei consumi alimentari avviene nei pubblici esercizi con enormi sprechi di cibo. Anche per questo la Fipe, che rappresenta più di 300mila imprese nel settore della ristorazione, dell’intrattenimento e del turismo, chiede una legge ad hoc per bar e ristoranti. “I consumi fuoricasa costituiscono ad oggi il 34% dei consumi alimentari – afferma Marcello Fiore, direttore generale della Federazione – per un valore di 20 miliardi di acquisti di alimenti. Questo significa che un terzo dei consumi alimentari avviene nei pubblici esercizi e, in parallelo, si deve ritenere che una percentuale di alimenti quantomeno identica, se non superiore, venga sprecata. Manca una normativa specifica in grado di facilitare il lavoro degli esercenti nella gestione del cibo invenduto”.

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Posted by × Pubblicato il 29/08/2015 at 11:25

EXPORT

 

L’agroalimentare italiano spicca il volo oltre confine

 

Ammonta a circa 18 miliardi di euro il valore dei prodotti agroalimentari italiani esportati nel primo semestre di quest’anno. Lo ha reso noto il ministero delle Politiche agricole. Si tratta di un risultato senza precedenti, che rispetto al 2014 incassa un aumento dell’8%, dovuto anche alla spinta positiva di Expo. A giugno, inoltre – si legge in una nota del Mipaaf – il mercato americano ha fatto registrare un +29% per il comparto, con vendite che nei sei mesi presi in esame superano 1,7 miliardi di euro. “Siamo in linea con l’obiettivo di 36 miliardi di esportazioni entro l’anno – ha dichiarato il ministro Maurizio Martina – Si tratta di numeri record che danno la dimensione della potenza che l’Italia esprime in questo comparto e raccontano la forza di un tessuto fatto da centinaia di migliaia di piccole imprese che si mettono in gioco e puntano a conquistare i mercati mondiali. Il Governo è al loro fianco e per questo con il Piano straordinario per l’internalizzazione, nei prossimi tre anni investiremo più di 70 milioni di euro, con una campagna di promozione del made in Italy e di lotta all’italian sounding. I consumatori di tutto il mondo cercano l’Italia a tavola, vogliamo aiutare i produttori a coprire questo fabbisogno con i veri prodotti italiani”.

 

 

 

 

 

SUINI 1

 

Lieve miglioramento a luglio per la redditività degli allevatori

 

Registra un +10%, nel mese di luglio, la redditività dell'allevamento dei suini pesanti. Lo si apprende dal Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole) nel consueto report mensile. Un aumento migliorato soprattutto grazie alle migliorate quotazioni. Tuttavia i prezzi fissati dalla Cun suini per l'intero mese in questione non sono state determinate da accordi tra le parti a causa dell'assenza alla trattativa dei macellatori. In ogni caso, pur aumentando del 10,5% rispetto al precedente mese di giugno, i prezzi restano inferiori a quelli di luglio 2014 nella misura del -8,9%. Qualche segnale di preoccupazione, anche se per ora non ha manifestato effetti importanti sulla redditività dell'allevamento, arriva dall’incremento dei prezzi dei cereali e della soia destinati all'alimentazione. A Milano il mais nazionale si è apprezzato, rispetto a giugno, del +7,9%, mentre il prezzo della soia ha registrato un aumento più contenuto, +1,7% per il prodotto nazionale quotato a 377,7euro/ton.; in leggero rialzo anche le quotazioni dell’orzo (+4,8%). Il miglioramento della redditività nella fase di allevamento ha penalizzato quella legata alla macellazione che rispetto a giugno ha dovuto incassare un -6,3%. Nonostante la diminuzione però, la variazione rispetto a luglio 2014 resta positiva: +10,2%. Segnali positivi arrivano dalle quotazioni del prosciutto di Parma Dop: la quotazione della tipologia pesante arriva a 7,9euro/kg nelle ultime settimane del mese. Anche gli indici di redditività della fase di stagionatura del Parma Dop sono aumentati nella misura dell’1,5% rispetto a giugno, sia per la tipologia leggera che per quella pesante. Secondo le analisi elaborate da Crefis permane l'aumento dei prosciutti non tipici: +6,7% per quelli leggeri e +6,1% per quelli pesanti.

 

 

 

 

 

SUINI 2

 

Per la Commissione europea la produzione aumenterà

 

La Direzione generale Agricoltura della Commissione europea ha recentemente pubblicato un rapporto sulle previsioni a breve termine del mercato comunitario delle carni suine. Lo rende noto l’Associazione nazionale allevatori suini (Anas). Secondo i servizi della Commissione, i prezzi più bassi dei mangimi e una consistenza delle scrofe in lievissimo aumento dopo sette anni di calo, creano le premesse per un ulteriore aumento della produzione Ue nei prossimi due anni. Le crescite più rilevanti già registrate nel 2014, si legge nel comunicato dell’Anas, si sono verificate in Spagna (dove il parco scrofe è aumentato del 5%) e in Polonia. Un aumento della produzione lo scorso anno è stato registrato anche in Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Francia e Regno Unito. Per il 2015 si prevede che le difficoltà finanziarie in cui versano alcuni suinicoltori comunitari, dovute al fatto che i prezzi dei capi animali non sempre coprono i costi di produzione, dovrebbero determinare un rallentamento della crescita produttiva fino alla fine dell’anno e ciò potrebbe limitare l’aumento produttivo comunitario annuo al +3% circa rispetto al 2014, mentre nel 2016 l’incremento previsto è dello 0,9%. Relativamente ai prezzi, il rapporto della Commissione rileva che l’ammasso privato aperto nel marzo scorso potrebbe aver contribuito a una stabilizzazione nonostante le esigue quantità stoccate. Ciononostante, il prezzo medio Ue è ancora inferiore del 4% rispetto alla media 2010-2014. Infine, secondo i servizi della Commissione, nel 2015 si dovrebbe registrare una crescita dei consumi interni, mentre per il 2016 è prevista una sostanziale stabilità.

 

 

 

 

 

 

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

 

 

 

Accordo Confagricoltura e UbiBanca a supporto delle aziende agricole

 

Confagricoltura e Ubi Banca hanno raggiunto un accordo di collaborazione basato sulla condivisione delle informazioni necessarie per valutare la situazione patrimoniale ed economico/finanziaria delle imprese agricole. Nello specifico, l’accordo prevede che le banche appartenenti al Gruppo Ubi Banca utilizzino anche i documenti prodotti dalle strutture di Confagricoltura per l’istruttoria delle richieste di affidamento avanzate dalle imprese agricole a essa aderenti. “Con l’avvio nel 2015 del Progetto credito Agricheck – ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi – possiamo contare su diverse strutture territoriali della nostra Organizzazione dotate delle conoscenze e degli strumenti informatici, in grado di redigere puntuali situazioni patrimoniali e finanziarie delle imprese e dare loro un valido supporto tecnico per la preparazione dei dati e dei documenti necessari per l’istruttoria delle banche di una domanda di credito”. (Fonte: www.confagricoltura.it) (Leggi la notizia)

 

 

 

 

 

Vendemmia in anticipo e aumento della produzione

 

Da oltre un decennio non era mai iniziata così presto la vendemmia in Italia, che quest’anno si prevede con una produzione stimata in aumento di almeno il 5% rispetto al 2014, per un totale atteso di circa 44 milioni di ettolitri di ottima qualità. E’ quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che il distacco del primo grappolo di uva da vino made in Italy del 2015 è avvenuto addirittura con quasi una settimana di anticipo rispetto allo scorso anno in Franciacorta, dove si raccolgono le uve bianche destinate alla produzione di spumanti che tradizionalmente sanciscono l’avvio della vendemmia in Italia. Con l’inizio della vendemmia si è attivato un motore economico che genera quasi 9,5 milioni di euro di fatturato solo dalla vendita del vino e che dà occupazione a 1,25 milioni di persone. (Fonte: www.coldiretti.it)

 

 

 

 

 

Subito interventi a sostegno del comparto zootecnico

 

Mentre si plaude all’approvazione definitiva della legge sull’agricoltura sociale che mette l’azienda agricola al centro di un nuovo welfare, per il presidente della Cia (Confederazione italiana agricoltori) Dino Scanavino occorre risolvere rapidamente la crisi del comparto zootecnico nazionale. Latte e carne, seppur con diverse sfumature, sono al centro di una lunga fase di difficoltà che richiede rapidità di intervento. Ritiri dal mercato di prodotti caseari da assegnare agli aiuti agli indigenti; ristrutturazione dei debiti delle aziende colpite dalla crisi; attività di promozione per il consumo di latte e carni italiane; sgravi fiscali. Sono questi alcuni possibili interventi da adottare con urgenza per invertire la rotta e calmierare gli effetti della congiuntura negativa che stanno vivendo gli allevatori. “Il prossimo Consiglio agricolo del 7 settembre – ha sottolineato Scanavino – rappresenta la prima occasione da non perdere”. (www.cia.it) (Leggi la notizia)

 

 

 

 

 

Il Governo pensa a una modifica dell’Iva speciale

 

Palazzo Chigi sta lavorando alla rimodulazione dell’Iva speciale sulle aziende agricole. Lo ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina. L’obiettivo è quello di allineare il modello italiano a quello europeo. “Basta vedere come lavorano Francia, Spagna e Germania sull’Iva per capire che esiste la possibilità di aggiornare anche il modello italiano, adeguarlo agli standard europei e in questo modo costruire un’operazione virtuosa per tutti, tanto per le grandi imprese agricole quanto per le piccole”, ha spiegato il ministro, secondo il quale l’operazione sull’Imu agricola e sull’eliminazione dell’Irap dal 2016 “può valere anche più di 500 milioni di euro”: (Fonte: www.agroalimentarenews.it) (Leggi la notizia)

 

 

 

 

 

Sempre pesanti gli effetti causati dall’embargo russo

 

Nelle scorse settimane in Russia sono stati distrutti formaggi e frutta provenienti da Paesi soggetti al blocco commerciale in vigore dal 6 agosto 2014 per Ue, Norvegia, USA, Canada e Australia. Si tratta di prodotti arrivati illegalmente attraverso Paesi confinanti o qui riconfezionati modificando il Paese d’origine. Questo divieto all’importazione in Russia, insieme alla riduzione degli acquisti cinesi e al generale aumento produttivo, ha comportato un generale crollo del prezzo del latte a livello mondiale. Il calo delle quotazioni, rispetto a un anno fa, si aggira infatti intorno al 50% in Nuova Zelanda e al 30% o più in Europa, determinando gravi ripercussioni per gli allevatori. Se da un lato in buona parte delle grandi aree lattiere del mondo gli allevatori si trovano a dover collocare il latte a prezzi insufficienti, dall’altro si assiste a una penuria di prodotti sugli scaffali dei negozi. (Fonte: www.clal.it) (Leggi la notizia)

 

 

 

 

 

Non si abbassa l’allerta sull’epidemia di Xylella

 

E’ prevista per venerdì prossimo, 28 agosto, la riunione del Comitato fitosanitario permanente dell’Unione europea che avrà come primo e secondo punto all’Ordine del giorno due informative riguardanti la Xylella. Nella prima i rappresentanti di Italia e Francia presenteranno al Comitato i recenti sviluppi delle epidemie registrate in Puglia e in Corsica e le misure intraprese o da intraprendere in base alla decisione di esecuzione comunitaria 2015/789; nella seconda i rappresentanti di Commissione e Stati membri daranno conto della possibilità introduzione di un programma Comunitario intensificato e cofinanziato per la ricerca sulla Xylella. (Fonte: www.agrapress.it)

 

 

 

 

 

In calo a luglio l’indice dei prodotti alimentari

 

I prezzi dei principali prodotti alimentari, a luglio, hanno raggiunto il livello medio più basso da settembre 2009, con forti cali dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari e degli oli vegetali, che hanno più che compensato alcuni aumenti di zucchero e cereali. I prezzi della carne sono invece rimasti stabili. L’indice dei prezzi alimentari della Fao si attesta in media a 164,6 punti, in calo dell’1% rispetto a giugno e del 19,4% rispetto a un anno prima. L’indice dei cereali è aumentato del 2% su giugno, ma aveva toccato il -10,1% rispetto a luglio 2014. Per il secondo mese consecutivo i prezzi di grano e mais sono aumentati, in parte a causa del clima sfavorevole in Nord America e in Europa, mentre quelli legati all’andamento del riso hanno continuato a diminuire. (Fonte: www.3tre3.it) (Leggi la notizia)

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Posted by × Pubblicato il 06/08/2015 at 17:28

LATTE 1

Dal Mipaaf oltre 120 milioni di euro a sostegno del comparto

Si è svolta a Roma il 30 luglio scorso la riunione del Tavolo latte alla presenza del ministro Maurizio Martina, delle Regioni e dei principali rappresentanti della filiera, dalle organizzazioni agricole alla cooperazione, dall’industria alla grande distribuzione. Nel corso dell’incontro il Ministro ha presentato le nuove azioni che il Governo metterà in campo per il settore del latte con investimenti complessivi che superano i 120 milioni di euro nel triennio che si concluderà a fine 2017, misure che vanno ad aggiungersi agli interventi già stabiliti con la recente approvazione della Legge Agricoltura, in base alla quale è prevista la rateizzazione in tre anni senza interessi e l’ampliamento delle possibilità di compensazione tra produttori per le multe dell’ultima campagna. Le principali azioni previste coinvolgono, come detto, oltre 120 milioni di euro, 65 saranno destinati al sostegno della liquidità e alla ristrutturazione del debito degli allevatori. In pratica, sono previsti interventi di miglioramento della competitività del sistema e il sostegno all’accesso al credito da parte dei produttori, fornendo in questo modo una prima risposta alle loro necessità di liquidità finanziaria. Sono inoltre previsti 0,5 centesimi di euro in più al litro per i produttori di latte attraverso l’aumento della compensazione Iva e la costituzione presso il Ministero di un gruppo di lavoro, coordinato da Ismea, per la definizione a livello nazionale di un Sistema di indicizzazione del valore del latte alla stalla condiviso dagli attori della filiera, riprendendo e potenziando il lavoro svolto in Lombardia. In accordo poi con il ministero della Salute, il Mipaaf avvierà da settembre un’apposita campagna informativa che punta a stimolare e incrementare i consumi di latte fresco, sottolineandone le proprietà nutritive, salutari e qualitative. Lo stanziamento finanziario per questa campagna è di 8 milioni di euro nel prossimo triennio. Inoltre, i grandi formaggi Dop italiani saranno protagonisti di specifiche azioni nell’ambìto del Piano straordinario per il made in Italy, a cui si aggiunge il sostegno agli impianti per il biometano. Infatti, per stimolare l’integrazione al reddito degli allevatori, il Mipaaf intende sostenere gli investimenti verso questo tipo di strutture per valorizzare le biomasse residuali e i sottoprodotti della lavorazione agricola: nel decreto sulle energie rinnovabili, infatti, il Mipaaf punta su migliori tariffe per gli impianti a biogas di piccole dimensioni con una priorità per le aziende agricole costituite prevalentemente da aziende zootecniche.

 

 

LATTE 2

Grana Padano Dop, l’export aumenta del 10%

Il Grana Padano consolida la leadership di prodotto Dop più consumato nel mondo facendo registrare anche nei primi sei mesi dell’anno performance rilevanti. Lo rende noto con una nota il Consorzio di tutela che sottolinea come, sul fronte dei consumi, nonostante la crisi, a livello nazionale si registri una sostanziale tenuta delle vendite, mentre continuano a crescere le esportazioni, che nel primo quadrimestre registrano un +10% con ben 660.000 forme esportate.

Sul territorio nazionale le vendite di Grana Padano sono in sofferenza negli ipermercati e nei discount, mentre nei supermercati sono positive come nell’Horeca e nelle vendite dirette effettuate nei caseifici.

"Da gennaio a giugno - spiega Nicola Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio Tutela Grana Padano – abbiamo registrato un'impennata particolarmente rilevante negli Stati Uniti dove, anche grazie agli effetti della rivalutazione del dollaro, il segno positivo dell'export aumenta del 60% con 67.000 forme commercializzate oltre oceano in soli quattro mesi. Molto positivi anche i numeri che riguardano l'Unione Europea, in particolare in Germania e in Spagna con aumenti quantificabili nel 9%. Inevitabili, invece, gli effetti negativi dell'embargo in Russia dove si registra un calo nei consumi dell’80%, quantificabile in 3,8 milioni di euro in soli 4 mesi”.

In crescita costante 'il grattugiato' le cui vendite, rapportate a un anno, crescono complessivamente del 5% interessando 1.171.400 forme.

Guardando poi alla stretta attualità e alle proiezioni dei prossimi mesi, Stefano Berni, direttore generale del Consorzio, evidenzia come "il caldo di luglio abbia compresso la produzione lattiera, aiutando così ad alleggerire ulteriormente i magazzini e a predisporre il mercato del Grana Padano verso l’ultima parte dell’anno in modo incoraggiante, nonostante l'andamento generale del lattiero caseario in Europa non appaia certo favorevole".

"Qualora le produzioni dei caseifici nel trimestre luglio-agosto-settembre fossero in linea con le previsioni e le attese del Consorzio di Tutela Grana Padano - conclude Berni - l’ultimo trimestre del 2015 dovrebbe confermarsi con una tendenza sicuramente positiva".

 

 

LATTE 3

Parte a Bruxelles la discussione sul Pacchetto Latte Bis

A Bruxelles è partita la discussione sul cosiddetto “Pacchetto Latte Bis”. Ne dà conto il supplemento Stalle allegato al n. 29 della rivista Informatore Agrario in un articolo firmato da Ermanno Comegna. In buona sostanza, si tratta della prosecuzione del lavoro svolto nel 2012 “quando – scrive Comegna – in vista della fase finale del regime delle quote, furono introdotte alcune misure come la contrattualizzazione tra allevatori e primi acquirenti, la programmazione produttiva per i formaggi dop, l’istituzione obbligatoria degli organismi interprofessionali a livello di Stati membri e l’introduzione di alcuni interventi per la trasparenza e la circolazione delle informazioni sul mercato lattiero-caseario”. Oggi, quindi, il confronto presso la sede del Parlamento europeo all’indomani della pubblicazione del rapporto di James Nicholson che dovrà superare l’approvazione dell’Aula. “Nei prossimi mesi – scrive ancora Comegna – l’iniziativa passerà al vaglio della Commissione europea alla quale compete la funzione di predisporre la proposta di regolamento, dopodichè si inizierà la procedura politica per il varo del regolamento. In particolare, il rapporto Nicholson evidenzia la necessità di favorire l’innovazione e il ricambio generazionale nel settore del latte introducendo specifici interventi finanziari tali da consentire l’accesso al credito e l’attuazione di progetti di investimento e ammodernamento aziendale. Di particolare interesse è l’insistenza con la quale il relatore evidenzia la necessità di mantenere la presenza del settore zootecnico da latte in maniera diffusa su tutto il territorio europeo, comprese le aree svantaggiate, quelle di montagna e le regioni insulari e periferiche. Un altro importante elemento è la presa di coscienza che il Pacchetto latte del 2012 non ha prodotto quei risultati che ci si attendeva. Da qui l’esigenza di rivedere e rafforzare alcuni strumenti, come il ruolo delle organizzazioni dei produttori e l’osservatorio europeo sul mercato del latte”. Ma secondo l’articolista l’elemento più sensibile all’interno del dibattito sul Pacchetto latte bis “ruota attorno al fenomeno della volatilità dei prezzi e della gestione e prevenzione dei rischi”. Il dibattito è appena iniziato, e i temi non potranno che accenderlo.

 

 

AGROALIMENTARE

“Be Italian”, l’eccellenza agroalimentare italiana protagonista a Manhattan

“Be Italian – You are what you eat” è il nuovo progetto di CremonaFiere dedicato alle eccellenze agroalimentari italiane: un Salone nell’ambìto di International Restaurants & FoodService Show al Javits Center di Manhattan, New York. Il Salone, che si svolgerà dal 6 all’8 marzo 2016, sarà il primo negli Stati Uniti dedicato al prodotto alimentare 100% italiano. La rassegna rappresenta uno dei punti di riferimento fieristici per i prodotti di qualità negli Usa e durante l’edizione 2015 vi hanno partecipato 724 espositori e 21.235 visitatori professionali in rappresentanza di ristoratori, chef, dealer, food brokers e foodies. “Be Italian” non è solo una fiera, è anche uno strumento innovativo di promozione internazionale. Le aziende che vi aderiranno, infatti, potranno seguire un programma informativo e formativo sulla filiera distributiva, sulle normative igienico-sanitarie e doganali e sulle abitudini e preferenze alimentari dei consumatori americani. Parallelamente il partner americano Urban Exhibition Inc. organizzerà corsi per far conoscere agli operatori americani della distribuzione e della ristorazione il “saper fare italiano”.

 

 

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

 

Confagricoltura plaude alle misure scaturite dal Tavolo Latte

“Sono state accolte molte nostre richieste. Dalla crisi si esce rilanciando i consumi e l’export. Occorre puntare su competitività, innovazione e oordinamento di filiera”. Così il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, a commento della presentazione dei provvedimenti presentati dal ministro Maurizio Martina al Tavolo della filiera latte convocato il 31 luglio scorso. “Le misure previste dovranno essere incentrate a sostegno delle imprese che fanno la produzione nazionale e di quelle che hanno scelto la strada dell’aggregazione per affrontare con più forza il mercato, evitando la dispersione delle risorse disponibili – ha sottolineato ancora Guidi – Il nodo da sciogliere è quello della creazione dell’indice nazionale del prezzo del latte che possa fornire una maggiore trasparenza di mercato e orientare la contrattazione tra le parti. Ma gli industriali devono pronunciarsi con chiarezza se sono d’accordo a individuare lo strumento condiviso dell’indicizzazione che, in un’ottica di filiera, deve fare da riferimento per il mercato”. (Fonte: www.confagricoltura.it) (Leggi la notizia)

 

 

Allevamenti e mangimi, sui controlli l’Italia non teme confronti

In una lunga intervista rilasciata da Silvio Borrello, direttore generale della Sanità animale e dei farmaci veterinari del ministero della Salute a Mangimi & Alimenti, il funzionario pone l’accento sui controlli effettuati negli allevamenti e ai mangimi destinati all’alimentazione del bestiame. “Il nostro Paese – afferma – è all’avanguardia sotto il profilo dei controlli negli allevamenti anche grazie alla scelta di incardinare i servizi veterinari nel servizio sanitario nazionale. Per quanto riguarda l’aspetto qualitativo, i mangimi destinati ad animali da produzione alimentare sono formulati e bilanciati proprio per garantire la migliore produttività degli animali. Pensando al recente passato, è stato incidendo sull’alimentazione dei suini attraverso mangimi a base di mais, orzo e soia che è stato possibile, nel corso degli anni, ottenere prodotti di salumeria sempre meno grassi parallelamente a un aumento degli acidi grassi insaturi sul totale a discapito dei grassi saturi”. (Fonte: www.mangimiealimenti.it) (Leggi la notizia)

 

 

Ortofrutta, i prezzi salgono ma non a vantaggio dei produttori

I prezzi dei prodotti vegetali crescono del 6,1% a luglio rispetto all’anno precedente, mentre quelli della frutta salgono del 4,1%. Nei campi però è crisi, con i compensi corrisposti agli agricoltori che non coprono ormai neppure i costi di produzione. Lo afferma Coldiretti a margine da un’analisi effettuata sulla base dei dati Istat relativi all’andamento dell’inflazione in Italia a luglio, che su base annua cresce dello 0,2% grazie anche all’aumento dello 0,7% fatto registrare dai prodotti alimentari sotto la spinta dell’ortofrutta, registrando un trend di crescita che però non si trasferisce agli agricoltori. Secondo Coldiretti infatti, dal campo alla tavola le quotazioni della frutta moltiplicano fino al 500%: dalle pesche pagate al produttore 0,30 euro e rivendute al consumatore a 1,80euro alle susine, per le quali l’agricoltore si vede corrispondere 0,40 euro per poi ritrovarle sui banchi dei supermercati a 1,40euro. (Fonte: www.coldiretti.it) (Leggi la notizia)

 

 

Aumentano le irrigazioni, occorre una quota maggiore di gasolio agevolato

Le continue irrigazioni d’emergenza determinate dal lungo periodo di siccità e dalle temperature elevate di queste settimane impongono l’aumento della quota di gasolio agevolato in tutte le regioni per irrigare e salvaguardare le produzioni agricole colpite dal caldo torrido. Lo chiede la Cia (Confederazione italiana agricoltori) in una lettera firmata dal suo presidente, Dino Scanavino, inviata sia al presidente delle Regioni, Sergio Chiamparino, che agli assessori regionali all’Agricoltura per sollecitare un intervento urgente in merito. La situazione è molto grave perché il lungo periodo siccitoso impone irrigazioni quotidiane per portare a maturazione le produzioni agricole e difendere i raccolti, quando, solitamente e in condizioni meteorologiche più consone alla normalità per il nostro territorio, le irrigazioni sono previste due volte la settimana. (Fonte: www.cia.it) (Leggi la notizia)

 

 

Vola l’export di carne suina e bovina spagnola

Nel primo trimestre dell’anno la Spagna ha incrementato le sue esportazioni di carne, frattaglie e grasso di maiale superando in totale le 382mila tonnellate, pari a un +15% rispetto allo stesso periodo del 2014. Tradotto in termini di valore stiamo parlando di 747milioni di euro (+11,5%). Per quanto riguarda invece il comparto bovino, carni e frattaglie hanno raggiunto una quota export di 42.500tonnellate (+32,5%), un dato mai raggiunto prima. Anche in questo caso, in termini di valore i numeri si traducono nella cifra record di 132milioni di euro (+20%). (Fonte: www.3tre3.it) (Leggi la notizia)

 

 

Campagna 2015-2016, negli USA previsto meno mais ma più soia

Il dipartimento per l’Agricoltura Statunitense ha divulgato il report Wasde di luglio 2015 secondo il quale per la stagione 2015-2016 si assisterà a una riduzione della produzione di mais e a un aumento di quella di semi di soia, rispettivamente -0,2% e +0,4%. La produzione americana di mais è quindi prevista a 343.68 milioni di tonnellate (-0,7%) rispetto alle stime di giugno a causa di una riduzione delle aree. La produzione di soia è invece prevista in aumento (+0,9%) a 105.73milioni di tonnellate, con un aumento della superficie coltivata. Per la stagione in corso (2014-2015) negli Stati Uniti si stima un aumento dell’export di mais e del suo impiego nella produzione di etanolo, riducendo gli stock iniziali previsti per la nuova stagione (-5,2%). Riguardo la Ue è prevista una diminuzione delle produzioni di mais a causa delle recenti temperature particolarmente torride e un aumento delle importazioni sia di mais che di soia. (Fonte: www.clal.it) (Leggi la notizia)

 

 

Biogas da Arundo Donax, i risultati confermano la sua validità

Dal Gruppo Ricicla del Dipartimento di Scienze agrarie e ambientali, produzione, territorio, agroenergia dell’Università di Milano, arriva una breve anteprima dei dati della digestione anaerobica ottenuta con l’impiego di Arundo Donax in un impianto in scala reale. L’impianto a biogas in questione aveva una potenza elettrica installata di 380KW, i giorni di ritenzione dell’impianto sono stati 60-70, la prova ha avuto una durata di 80 giorni (10 febbraio-30 aprile 2015) (60 giorni di wash out + 20 giorni di digestione a regime di arundo). La dieta giornaliera prima dell’introduzione di siloarundo era composta da 15 tonnellate di mais, 2 tonnellate di pollina, 10 mc di liquame bovino, 2,5 tonnellate di ricircolo digestato solido. Sono state introdotte 3 tonnellate/giorno di arundo al posto di 2 tonn/giorno di mais, pari a circa il 20% della dieta giornaliera per 80 giorni. Fatta questa premessa, i risultati ottenuti hanno riguardato una regolare produzione di biogas prima, durante e dopo l’utilizzo di arundo (circa 4.300 mc biogas/giorno); un regolare funzionamento del digestore durante l’utilizzo di arundo (nessun galleggiamento, nessuna crosta o schiume, nessun problema di mescolamento del digestante), il graduale incremento della percentuale di metano nella miscela di biogas (il siloarundo in tutte le prove effettuate ha sempre restituito una maggiore concentrazione di metano nel biogas rispetto al mais). Infine, aspetto certo non secondario, il costo di produzione del metrocubo di biogas è stato dimezzato. (Fonte: Gruppo Ricicla - Unimi)

 

 

Water Footprint, Conserve Italia ottiene la certificazione

Conserve Italia è la prima azienda alimentare italiana ad aver conseguito la certificazione della propria impronta idrica (water footprint) secondo lo standard internazionale ISO14046, introdotto per la prima volta nell’agosto 2014. La Water Footprint è stata calcolata su tre prodotti di punta del marchio Valfrutta (polpa di pomodoro, borlotto, nettare di pera), dei quali sono stati quantificati i potenziali impatti ambientali relativi all’acqua. “Anche l’agricoltura è chiamata a fare la sua parte per ridurre i consumi di acqua – ha spiegato il presidente di Conserve Italia Maurizio Gardini - Il volume idrico complessivamente utilizzato in Italia è pari a 42 miliardi di m3/anno, dei quali il 60% è impiegato dal settore agricolo, contro il 25% del settore industriale e il 15% di quello civile”. Le analisi sui primi prodotti di cui è stata certificata l’impronta idrica hanno evidenziato che le aree di miglioramento sulle quali intervenire sono per lo più relative alla parte agricola e riguardano fondamentalmente la scelta e la gestione delle colture, le pratiche agronomiche, i metodi irrigui e l’uso di risorse idriche alternative. (Fonte: www.conserveitalia.it) (Leggi la notizia)

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Posted by × Pubblicato il 24/07/2015 at 13:41

LATTE 1
Negoziati Ttip, scende in campo il Parmigiano Reggiano
"Nel settore agroalimentare l’Europa ha interessi estremamente rilevanti, con un saldo attivo di 6 miliardi di euro, ed in questo negoziato è evidente che l'Italia, Paese europeo con il maggior numero di prodotti Dop, si gioca tanta parte di uno sviluppo possibile da sostenere con ogni azione".
Così Paolo De Castro - europarlamentare e già presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo - si è espresso all'indomani dell’audizione svoltasi a Bruxelles del direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Riccardo Deserti, davanti alla Commissione europea nell’ambito dei negoziati Ttip tra Ue e Usa. Lo riporta una nota diramata dal Consorzio di tutela .
"Proprio a partire da questo confronto - aggiunge De Castro - va rilanciata un'azione autorevole per raggiungere un risultato ambizioso ed equilibrato, perchè sul mercato americano c'è ancora molto spazio per la crescita delle esportazioni italiane ed europee, soprattutto per i prodotti di alta qualità come le Dop, e il Ttip deve essere l'occasione per bloccare l'uso ingannevole dei richiami ai nostri marchi e all'origine geografica".
"Gli inganni palesi a carico dei consumatori americani - ha detto il direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano a Bruxelles - ammontano a quasi 100.000 tonnellate all'anno per il nostro prodotto, una cifra che è pari al 74% dell'intera produzione di Parmigiano Reggiano ed è più che doppia rispetto al totale delle nostre esportazioni, pari a 44.500 tonnellate nel 2014, con poco meno di 6.600 negli Usa".
"Sconfiggere questo parmesan che si presenta in confezioni che in vari modi si richiamano al Tricolore, e che pertanto ingannano i consumatori sull'origine del prodotto e danneggiano i produttori italiani - aggiunge Deserti - aprirebbe prospettive straordinarie, non solo perchè la richiesta del mercato americano sul Parmigiano Reggiano è oggi altissima per le sue caratteristiche di artigianalità e assoluta naturalità molto apprezzate negli States, ma a maggior ragione per gli accordi che continuiamo a consolidare e a realizzare con le più grandi catene distributive americane".
"Il mercato del Parmigiano Reggiano taroccato, rapportato ai prezzi medi alla partenza dall'Italia dell'autentico Parmigiano Reggiano - spiega Deserti - vale potenzialmente quasi un miliardo di euro, e sebbene sia evidente che buona parte di quel prodotto rientrerebbe tra i generici parmesan ammessi negli Stati Uniti, è altrettanto chiaro di quale potenziale stiamo parlando per le nostre esportazioni".
"I problemi, le opportunità e gli effetti della lotta ai falsi - ha detto Deserti alla Commissione Europea a Bruxelles - non sono, comunque, solo una questione di cifre e di mercati, ma all'origine ci sono due fatti estremamente gravi che devono pesare nelle trattative con gli Usa: la concorrenza sleale e l'inganno perpetuato a danno dei consumatori".
Deserti ha ricordato che proprio pochi giorni fa l'Autorità sanitaria americana (FDA), ha imposto il ritiro dal mercato Usa di quasi 15.000 chili di parmesan perchè non indicava in etichetta la presenza dell'additivo Lisozima, un allergene derivato dall'uovo e assolutamente vietato nella produzione di Parmigiano Reggiano.

LATTE 2
Il caldo fa crollare la produzione, 50 milioni di litri in meno in due sole settimane
L’ondata di caldo di queste ultime settimane sta avendo gravi ripercussioni nelle stalle di vacche da latte e nei pollai dove si allevano galline ovaiole. Lo riporta un comunicato di Giovani Impresa di Coldiretti. A causa dello stress da caldo, si stima che nelle stalle italiane, nei primi 15 giorni di luglio, siano stati prodotti 50 milioni di litri di latte in meno rispetto alla media. Una situazione climatica che almeno fino agli ultimi giorni di luglio, secondo le previsioni meteorologiche, non sembra destinata a cambiare sostanzialmente. Sono pertanto scattate le misure anti-afa e gli abbeveratoi destinati agli animali lavorano a pieno ritmo, visto che ogni singolo capo è arrivato a bere fino a 140 litri di acqua al giorno contro i 70 dei periodi più freschi. La situazione è più preoccupante ovviamente in Pianura Padana, dove si concentra il maggior numero di stalle e dove i ventilatori, le doccette e i condizionatori per rinfrescare stalle, pollai e porcilaie sono entrati in funzione a pieno regime. In diminuzione, a causa del caldo, anche la produzione di uova, tant’è vero che a causa dello stress provocato dalle alte temperature le galline hanno anticipato la muta. Il calo è stato valutato in una forbice compresa tra il 5% e il 10% della produzione. Tutto questo causa agli allevatori un aggravio di costi, determinati da maggiori aumenti di consumi di acqua ed energia. Una situazione molto delicata e preoccupante, a cui solo un sensibile calo delle temperature potrà porre rimedio.

EMBARGO RUSSO
Presto operative le misure a favore del comparto ortofrutticolo
Nei giorni scorsi, a Bruxelles, la Commissione ha presentato al competente Comitato di gestione il progetto di regolamento europeo per le nuove misure a favore del settore ortofrutticolo colpito dall’embargo russo. Il provvedimento passerà ora all’esame del Collegio dei Commissari e una sua approvazione finale dovrebbe arrivare entro il 31 luglio prossimo, in modo che sia operativa già a inizio agosto con una durata in scadenza il 30 giugno 2016. Lo rende noto il ministero per le Politiche agricole. Per l’Italia il plafond di ritiri complessivo sarà di circa 50mila tonnellate di prodotto e in particolare: mele e pere 17.500 tonnellate; pesche e nettarine 9.200 tonnellate; agrumi 3.300 tonnellate; susine, kiwi e uva da tavola 15.300 tonnellate; altri ortaggi 650 tonnellate. A questi quantitativi si aggiunge un ulteriore plafond da 3 mila tonnellate che può essere gestito a livello nazionale. Le tipologie di azioni ammesse sui prodotti ortofrutticoli oggetti del regolamento riguardano il ritiro dal mercato e la destinazione agli indigenti, ma anche la mancata raccolta e la raccolta verde. “Abbiamo chiesto un intervento della Commissione – ha affermato il ministro Maurizio Martina – che potesse andare incontro alle aziende danneggiate dall’embargo russo. Si tratta di una risposta necessaria che conferma i quantitativi che erano previsti per i nostri produttori lo scorso anno e introduce il ritiro di pesche e nettarine come da noi richiesto anche nell’ultimo Consiglio a Bruxelles. L’attivazione di questo sostegno è frutto anche del grande lavoro fatto già da maggio dal Ministero insieme a Francia e Spagna nell’ambito del Comitato misto. Le misure poi consentono la donazione agli indigenti della frutta che non va sul mercato e mi auguro che gran parte dei quantitativi possa essere destinato a questa finalità”.

ENERGIE RINNOVABILI
Da AssoRinnovabili una nuova versione per modificare il Decreto
Nei giorni scorsi AssoRinnovabili ha inviato al ministero dello Sviluppo economico una nuova versione aggiornata delle proprie proposte di modifica all’ultima bozza di Decreto ministeriale di incentivazione alle fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico. In un comunicato, l’associazione sottolinea che se la bozza non verrà emendata, si assisterà di fatto al blocco del settore che ha generato occupazione, senza contare i benefici per l’ambiente e la salute e, non ultimo, l’opportunità di affrancarsi sempre più dai produttori di energia ottenuta da fonti fossili. Secondo AssoRinnovabili, la nuova bozza del Decreto sui meccanismi di incentivazione non appare sufficiente a garantire un quadro di ulteriore sviluppo per il settore, soprattutto in considerazione dell’attuale valore del contatore pari a 5.747 miliardi di euro che rischia di vanificare l’efficacia del Decreto stesso, volto a disciplinare (fino al raggiungimento del tetto massimo di 5,8 miliardi di euro) la transizione verso un nuovo modello di sostegno compatibile con la disciplina europea sugli aiuti di Stato. A questo proposito, AssoRinnovabili chiede di conoscere in dettaglio quale sia l’entità degli incentivi effettivamente in corso di erogazione; quale sia, quindi, l’entità degli incentivi temporaneamente assegnati agli impianti idonei e in posizione utile nelle graduatorie di aste e registri del DM 6 luglio 2012, ma non ancora erogati; quale sia l’incidenza degli incentivi assegnati mediante il meccanismo dell’accesso diretto. Ciò premesso, si legge nel comunicato, il testo contiene alcuni elementi positivi come la possibilità di accedere alle tariffe del DM 6 luglio 2012 per gli impianti che entreranno in esercizio entro un anno dall’uscita del nuovo Decreto; il riconoscimento del primo criterio di priorità per gli impianti idonei ma esclusi dai Registri precedenti per esaurimenti dei contingenti e i principi individuati in tema di manutenzioni.

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

Temperature elevate e piralide, il mais sotto osservazione
Nei principali areali maidicoli del Nord Italia il caldo di queste ultime settimane sembra aver favorito lo sviluppo della piralide. Lo evidenzia in una nota il portale Assomais. In Lombardia, il bollettino fitosanitario dell’Ersaf sottolinea che le elevate temperature ne hanno facilitato il completamento del ciclo e nelle aree orientali sono presenti in campo crisalidi e i primi adulti sfarfallati. Parallelamente, sempre a causa del caldo eccessivo che non dovrebbe mollare la presa nemmeno nei prossimi giorni, sono favorevoli le condizioni per le pullulazioni del ragnetto rosso. Per quanto riguarda il Veneto, gli ultimi bollettini di “Colture Erbacee” editi da Veneto Agricoltura informano che da inizio luglio lo sviluppo della piralide viaggia a un tasso molto rapido, al punto che, contrariamente allo scorso anno, proprio l’andamento climatico in atto si dimostra propizio all’instaurarsi di popolazioni elevate di piralide, che in caso di assenza di significative precipitazioni o di interventi irrigui si alimenteranno su piante più suscettibili all’attività di alimentazione delle larve. (Fonte: www.assomais.it) Clicca QUI per l'articolo completo

Sugli Ogm la “via” suggerita da Confagricoltura
C’è una “via italiana” che può superare la questione degli Ogm così come l’abbiamo vissuta finora. E’ quanto è emerso dal convegno “Geni italiani”, organizzato da Confagricoltura all’auditorium di Palazzo Italia, a Expo 2015, al quale hanno partecipato, Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, Harald Von Witzke dell’Università di Berlino e Michele Morgante dell’Università di Udine, oltre al ricercatore Roberto Defez dell’IBBR Cnr di Napoli. “Il paradosso italiano – ha detto Guidi – da noi sempre denunciato, è che mentre si vieta la coltivazione ai nostri imprenditori, si importa moltissima materia prima transgenica, che viene in larga parte utilizzata per produrre le nostre eccellenze agroalimentari. Nel nostro Paese manca una politica a favore di una ricerca per l’innovazione e la genetica in agricoltura. Ma abbiamo eccellenze, ricercatori e accademie che sono ampiamente in grado di lavorare su questi temi producendo innovazioni di cui la nostra agricoltura può beneficiare. Tecniche nuove – ha sottolineato Guidi – perfette per l’agricoltura italiana, diverse da quelle transgeniche utilizzate nelle commodities internazionali, come il genome editing e la cisgenesi, che potrebbero addirittura non essere considerate degli Ogm. Se solo si provvedesse anche ad una diversa definizione”. (Fonte: www.confagricoltura.it) .

Da Ismea un monitoraggio costante sul comparto suinicolo
Nonostante il recupero dei prezzi che il comparto suinicolo ha registrato a giugno rispetto al precedente mese di maggio, +3,5%, la fiducia tra gli operatori non è tornata, dal momento che le quotazioni sono ancora molto inferiori ai livelli dell’anno scorso, con un divario negativo di oltre il 15% per il suino pesante. Ismea ha avviato un monitoraggio continuativo sulla redditività dell’allevamento suinicolo che si basa sulle caratteristiche di un’azienda-tipo specializzata nell’allevamento del suino pesante e sulla relativa struttura costi/ricavi. L’indicatore elaborato monitora costantemente la dinamica e i livelli dei costi nelle loro componenti fisse e variabili, l’incidenza di ogni singola voce di costo sugli oneri complessivi aziendali, i ricavi di vendita determinati sulla base delle quotazioni di mercato e i livelli di redditività aziendali. Secondo l’Istituto, l’aspetto forse più incoraggiante è il proseguimento del trend al ribasso dei costi di produzione che ha alleggerito gli esborsi a carico degli allevatori sia per l’approvvigionamento di mangimi che di capi da ristallo, attenuando anche il peso della bolletta energetica. (Fonte: www.ismea.it) Clicca QUI per l'articolo completo

Calano i prezzi dei mangimi per i suini, aumentano quelli per le galline ovaiole
Il primo semestre dell’anno, rispetto allo stesso periodo del 2014, ha registrato nel settore dei mangimi per suini un calo del 2,8% in Italia e dell’1,7% nella Ue. Questo si è tradotto in un valore aggiunto del -4% in Italia e del -10% nella Ue per la contemporanea flessione dei prezzi, seppur con un trend di recupero. Per quanto riguarda il settore avicolo, e più nello specifico le galline ovaiole, i primi sei mesi del 2015, sullo stesso periodo dell’anno precedente, hanno registrato una ripresa dei costi dei mangimi dell’1,8% in Italia e dell’1% nella Ue, con una incidenza sul valore aggiunto che è calato del 10% in Italia, ma è aumentato del 2,8% nella Ue. Per i broiler infine, i mangimi hanno registrato un calo del 2% in Italia e dell’1% nella Ue (primo semestre 2015 su primo semestre 2014). Il valore aggiunto è calato del 2% nel nostro Paese, ma è aumentato del 14% nella Ue per un recupero dei prezzi. (Fonte: Studio elaborazioni G.L. Bagnara, M.T. Mengarelli).

Politiche più efficaci per valorizzare il latte alimentare
Sulla newsletter Clal.it, Leo Bertozzi scrive che oggi il latte non rappresenta una categoria di prodotto ad alto valore aggiunto. “In generale – sottolinea – nei maggiori Paesi produttori dell’emisfero Nord i consumi di latte alimentare sono stagnanti o in diminuzione. Negli Stati Uniti questa tendenza si è manifestata a partire dalla fine degli anni Settanta, quando le nuove generazioni hanno adottato abitudini di consumo che tendevano sempre più ad abbandonare il latte come bevanda durante i pasti. Poiché però il latte è un prodotto generalmente presente nel paniere degli acquisti, sono diverse le innovazioni di prodotto che mirano a costruire valore anche in quello alimentare. La strategia per dare valore a una categoria di prodotto che è diventata una commodity – conclude – richiede interventi in branding e marketing per dare solidità alla marca, sui social per comunicare con immediatezza benefici e valori del latte non commodity e, soprattutto, ricerca e innovazione per valorizzare gli aspetti nutrizionali collegati a salute e benessere”. (Fonte: www.clal.it) Clicca QUI per l'articolo completo

La proposta dell’Asiago Dop per i negoziati Ttip
Il 15 luglio scorso, a Bruxelles, il Consorzio di tutela del formaggio Asiago Dop, nel contesto dei negoziati Ttip ha presentato la sua proposta per superare le attuali posizioni negoziali ed arrivare ad un reciproco riconoscimento delle indicazioni geografiche e dei marchi legati alle specificità dei territori. “La Strategia Europa 2020 pone al proprio centro aspetti come l’inclusività e lo sviluppo sostenibile – ha detto il direttore del Consorzio, Flavio Innocenzi – chiediamo allora che le Istituzioni europee intensifichino i loro sforzi per la difesa di un patrimonio che, ancor prima che economico, è di natura sociale e culturale. La tutela del consumatore contro la standardizzazione del gusto e la massificazione produttiva conseguente a scelte di delocalizzazione, alla esasperata ricerca dell’ottimizzazione dei costi, rappresenta oggi più che mai un imperativo categorico prioritario non solo per i Consorzi di tutela, ma anche per le Istituzioni comunitarie”. (Fonte: www.formaggioasiago.it) Clicca QUI per l'articolo completo

Anche a giugno segno negativo per i prezzi agricoli
Giugno conferma la dinamica negativa dei prezzi nelle campagne italiane. Lo afferma nel suo periodico report Ismea. Con un valore pari a 109 (base 2010=100) l’indice dei prezzi agricoli alla produzione elaborato dall’Istituto di servizi per il mercato agroalimentare ha fatto segnare il mese scorso una flessione del 3,2% rispetto a maggio e dell’1% su giugno 2014. Nello stesso mese, come rilevato dall’Istat, i prezzi al consumo dei beni alimentari e delle bevande, inclusi gli alcolici, sono invece cresciuti dello 0,1% su base mensile e dell’1% su base annua, confermando i rialzi dei due mesi precedenti. Su base annua la flessione generale dell’indice resta ancorata alla dinamica deflativa del comparto zootecnico (-9,1% lrispetto a giugno 2014) compensata solo parzialmente dai rincari dei prodotti vegetali (+8,8%). (Fonte: www.ismea.it) Clicca QUI per l'articolo completo.

Federalimentare invita Bruxelles a decisioni più efficaci su Ogm ed etichettatura
In occasione dell’incontro avvenuto nei giorni scorsi a Expo col Commissario UE alla Salute, Vytenis Andriukaitis, il presidente Federalimentare Luigi Scordamaglia ha invocato un ruolo più forte da parte di Bruxelles su temi vitali e non delegabili agli Stati membri come gli Ogm o l’etichettatura dei prodotti alimentari. Sollecitando inoltre un intervento dell’Unione europea per revocare le sanzioni contro la Russia, che continuano a penalizzare l’Italia, in particolare il settore agroalimentare italiano. Secondo Scordamaglia, “l’elasticità che la Ue concede ai singoli Stati su etichette e Ogm ha creato distorsioni di mercato inaccettabili che penalizzano intere filiere e comparti produttivi. E disattendono lo spirito e la stessa mission dell’Unione. Bruxelles – ha sottolineato Scordamaglia – deve dare un rapido colpo di timone per evitare che prosegua la deriva in atto, riconducendo fughe normative nazionali all’interno di un processo reale e convincente di armonizzazione legislativa europea”. (Fonte: www.federalimentare.it) Clicca QUI per l'articolo completo

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Posted by × Pubblicato il 15/07/2015 at 14:26

LATTE

 

Anche sul Parmigiano Reggiano gli effetti della crisi greca

 

La crisi della Grecia preoccupa anche il Parmigiano Reggiano. Secondo il presidente del Consorzio di tutela, Giuseppe Alai, nella trattativa in atto tra la Ue e il Paese ellenico non si può tener conto solo delle conseguenze finanziarie di questa drammatica crisi. “Insieme ai destini dei cittadini greci – è la sua valutazione – vi sono in gioco interessi economici importanti per il nostro Paese e per le nostre imprese, incluse quelle che producono il Parmigiano Reggiano. Il mercato greco vale 563 tonnellate di export, pari a circa 15mila forme, e questo dato, riferito al 2014 ha già scontato un calo di quasi 300 tonnellate rispetto al 2013, ovviamente legato al fatto che la caduta dei redditi dei consumatori greci ha spostato i consumi su prodotti di minor costo e qualità rispetto al Parmigiano Reggiano. In buona sostanza – prosegue Alai – la crisi greca, in termini di esportazioni, è costata in misura comparabile all’embargo russo (400 tonnellate) ma questo aspetto rischia di apparire indifferente rispetto agli interessi finanziari. Nonostante i dati storici e gli ordinativi in essere lascino pensare che si sia toccato il punto più basso delle importazioni greche di Parmigiano Reggiano, riteniamo che nell’interesse dei nostri produttori, come per tutti i prodotti italiani d’eccellenza che hanno rapporti con quel mercato ottenendone grande apprezzamento, sia necessario un approccio alla crisi greca che non si esaurisca ad una pura questione finanziaria e di bilanci. In questo senso – conclude – crediamo sia fondamentale un’analisi e un intervento più agganciato all’economia reale che guardi ai modi in cui si possa favorire il rilancio di un Paese le cui sorti riguardano innanzitutto i suoi cittadini, ma anche le economie reali di tanti partner europei”. Intanto, dall’altra parte dell’oceano arriva una buona notizia. Nei giorni scorsi il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha siglato un accordo con uno dei colossi della distribuzione USA, la Whole Foods, che ha scelto il Parmigiano Reggiano come prodotto di punta per qualificare l’intera offerta di formaggi della catena: in pratica, un prodotto selezionato di almeno 24 mesi verrà porzionato nel punto vendita. “E’ un grande passo in avanti – sottolinea in una nota il direttore del Consorzio di tutela, Riccardo Deserti – non solo perché rafforza un trend di esportazioni in vertiginosa crescita nel primo trimestre 2015, con i dati Istat che parlano di un +74%, ma soprattutto per rafforzare il contrasto delle imitazioni, sul quale incideranno molto anche gli esiti dei negoziati Ttip”.

 

SUINI

 

In leggero miglioramento la redditività degli allevatori

 

Si ferma a un apprezzabile +4% rispetto al mese di maggio la redditività della fase di allevamento secondo l’indice Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole) relativo al mese di giugno. Un incremento che lievita fino a un +4,3% se lo si paragona allo stesso periodo di un anno fa. Il buon risultato è stato determinato dagli andamenti favorevoli del mercato dei suini da macello e da quelli delle materie prime destinate all’alimentazione dei suini. La quotazione media mensile, secondo la Cun, è infatti aumentata del 3,5% rispetto al mese precedente. Un dato moderatamente positivo in termini congiunturali, anche se il confronto con lo stesso mese dell’anno scorso indica ancora prezzi più bassi del 14,5%. Questo dato positivo però, agisce negativamente sulla redditività della macellazione, che a giugno si è fermata a un -2,6% rispetto a maggio. Va detto però che in termini tendenziali, l’indice Crefis sulla redditività della fase di macellazione si posiziona a un +14,3% rispetto al mese di giugno 2014, nonostante un mercato delle cosce fresche stagnante o addirittura in calo. Relativamente alla fase di stagionatura, anche nel mese di giugno la redditività dei prosciutti non tutelati si mantiene superiore a quella del Prosciutto di Parma Dop, con una differenza calcolata nel 5,6% per le cosce stagionate pesanti. Del resto, sempre a giugno, la redditività del Prosciutto di Parma pesante, registrata dall’indice Crefis relativo, è diminuita rispetto a maggio dell’1%, mentre è salita la redditività dei prosciutti generici pesanti che su base congiunturale hanno incassato un +0,5%. Negativi infine i dati tendenziali: -7,1% per il Prosciutto di Parma; -1% per quello generico.

 

LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE

 

Aumentano i controlli. Quasi 50mila nel primo semestre dell’anno

 

Ammontano a 49mila i controlli effettuati in ambìto agroalimentare nel primo semestre 2015. Lo ha reso noto il ministero delle Politiche agricole. Rispetto al primo semestre di un anno fa l’aumento è del 14%. I sequestri frutto dei controlli ammontano a un valore di circa 57milioni di euro a cui si sommano le oltre 4 mila sanzioni amministrative e le oltre 700 persone denunciate. “Il nostro Paese ha un sistema di controlli che assicura l’elevato standard qualitativo delle nostre produzioni – ha dichiarato il ministro Maurizio Martina – Siamo convinti che la lotta alla contraffazione sia una priorità assoluta e anche per questo, dopo il Forum internazionale di lotta alla contraffazione di Lodi, abbiamo voluto un momento di confronto internazionale a Expo che abbiamo organizzato in collaborazione con il ministero della Salute”. Tra le principali operazioni anti-contraffazione vanno segnalate quella condotta dai Nac che ha visto perquisizioni e controlli in circa 15 fra caseifici e magazzini di stoccaggio di Parmigiano Reggiano e Grana Padano: i militari hanno concentrato la loro attenzione su migliaia di forme che non avevano i requisiti necessari alla commercializzazione. Da menzionare poi il sequestro, da parte del Corpo forestale dello Stato di oltre 580 kg di latticini freschi, in prevalenza mozzarella di bufala campana a marchio Dop, che non avevano i requisiti di rintracciabilità del prodotto. Oltre alle attività anti-contraffazione il Cfs ha condotto con successo la quotidiana attività di prevenzione e controllo nella cosiddetta Terra dei Fuochi. Inoltre l’operazione Hydrias, condotta dall’Icqrf e dalla Guardia di Finanza di Bologna, con l’obiettivo di contrastare le frodi nel settore vinicolo. Sono stati sequestrati oltre 310mila ettolitri tra mosti, vini e succhi d’uva, 900 quintali di zucchero liquido, 2.730 quintali di zucchero e 4 serbatoi con acqua e zucchero presso lo stabilimento di un’importante azienda bolognese del settore per un valore commerciale di oltre 30 milioni di euro.

 

ENERGIE RINNOVABILI

 

Agrinsieme chiede modifiche sostanziali al Decreto

 

Le modifiche apportate al nuovo testo sono del tutto insufficienti ad attivare gli investimenti necessari per dare futuro al settore agroenergetico. Lo afferma Agrinsieme, il coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari, in una lettera indirizzata al ministro Maurizio Martina in cui vengono esposte considerazioni e preoccupazioni rispetto all’ultima stesura del Decreto. Due le principali questioni irrisolte: il livello degli incentivi e l’uso dei sottoprodotti. “Per quanto riguarda le tariffe incentivanti relative a impianti a biogas e biomasse – recita la lettera – siamo ancora lontani dalla richiesta avanzata in precedenza dal nostro coordinamento. Ribadiamo pertanto l’assoluta necessità che per gli impianti a biomasse e biogas di potenza fino a 300 kWe venga mantenuto il livello di incentivazione stabilito dal Decreto del 6 luglio 2012. Ci teniamo a ribadire che si tratta di impianti di piccola taglia che utilizzano prevalentemente sottoprodotti e che per le loro caratteristiche valorizzano la filiera corta, le risorse del territorio, le imprese agricole e forestali, attivando quindi lo sviluppo sostenibile e responsabile a scala locale”. Agrinsieme insiste sottolineando che ritiene necessario preservare “un adeguato livello di incentivazione per gli impianti a biomasse e biogas di potenza superiore se realizzati in forma associativa o cooperativa che utilizzano biomasse di provenienza nazionale. Occorre altresì una revisione del sistema di calcolo dell’incentivo per gli impianti a biomasse, ai quali a breve si applicherà la tariffa onnicomprensiva, in relazione all’andamento del mercato dell’energia”. Sull’utilizzo dei sottoprodotti, la lettera di Agrinsieme afferma che “le disposizioni dell’art. 23 del Decreto vanno in direzione opposta rispetto a quella da noi auspicata di un incremento della loro valorizzazione energetica. Pertanto sosteniamo l’eliminazione del suddetto articolo e sosteniamo le iniziative relative a impianti a biomasse e biogas alimentati esclusivamente con sottoprodotti, che hanno fatto richiesta di incentivo ai sensi del DN del 6 luglio 2012 attraverso l’iscrizione al primo registro del 2012 ma che, ad oggi, rischiano di non riuscire a realizzare gli impianti nei termini previsti dalla normativa vigente”. Agrinsieme, infine, auspica l’intervento del Mipaaf presso il ministero dello Sviluppo economico affinchè siano introdotte le necessarie modifiche al Decreto.

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

 

Presentato a Expo il “Segno distintivo” delle produzioni agroalimentari italiane

 

Il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, insieme al viceministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda, hanno presentato nei giorni scorsi a Expo 2015 il “Segno unico distintivo per le produzioni agricole e alimentari italiane” che sosterrà la comunicazione ufficiale del cibo italiano nelle pubblicità, nelle manifestazioni promozionali, nei punti vendita della grande distribuzione internazionale. Si tratta di un marchio raffigurante una bandiera italiana, di altezza crescente dal verde al rosso, con tre “morsi” (uno per colore) nella parte superiore, sotto cui è scritto “The extraordinary italian taste” (Lo straordinario gusto italiano). Il marchio è già “operativo” proprio ad Expo, nei padiglioni del vino e del cibo. (Fonte: L’Informatore Agrario, n.27)

 

Formaggi con latte in polvere, la posizione dell’Asiago Dop

 

Solo latte fresco e una storia millenaria di totale naturalità distinguono il formaggio Asiago Dop, prodotto con materie prime controllate e metodi certificati in tutte le fasi di produzione. Sono queste le caratteristiche che, nel dibattito sul tema della salvaguardia delle tradizioni e della salubrità dei prodotti caseari avviato con l’invio della lettera di costituzione in mora da parte della Commissione europea, il Consorzio di tutela formaggio Asiago ribadisce a tutela e garanzia del consumatore e del mercato. “Il dibattito in corso – afferma il presidente del Consorzio, Fiorenzo Rigoni – è un momento importante per riflettere su quale futuro immaginiamo per le produzioni casearie del nostro Paese. Oggi più che mai le indicazioni geografiche comunitarie, tra cui i formaggi a denominazione di origine protetta rientrano, rappresentano l’unica vera garanzia offerta al consumatore di acquistare un prodotto salubre, tracciabile, fatto con latte fresco”. (Fonte: www.formaggioasiago.it) (http://www.asiagocheese.it/uploads/news_537_559fb9bdab9b4.pdf.)

 

Al via il programma “Spighe Verdi” voluto da Confagricoltura

 

I presidenti della Foundation for Environmental Education-FEE Italia, Claudio Mazza, e di Confagricoltura, Mario Guidi, hanno sottoscritto nei giorni scorsi un protocollo di intesa per avviare il programma “Spighe Verdi”, volto a favorire lo sviluppo sostenibile dell’ambiente rurale e destinato ai Comuni rurali, in primo luogo a quelli delle aree interne del Paese. Il prodotto del programma “Spighe Verdi” sarà uno strumento per semplificare la gestione sostenibile ambientale dei Comuni rurali. Quindi, non sarà solo un marchio ma l’espressione di un processo di miglioramento continuo per contribuire alla salvaguardia delle risorse ambientali del pianeta. Il programma coinvolgerà le Amministrazioni locali, che lo adotteranno gratuitamente e spontaneamente nella valutazione della conservazione del paesaggio, dell’uso del suolo, della valorizzazione dei centri storici e degli aspetti culturali dei luoghi per finire con lo sviluppo turistico e l’educazione ambientale. (Fonte: www.confagricoltura.it) (http://www.confagricoltura.it/ita/press-room_anno-2015-1/luglio-2015/dalle-bandiere-blu-alle-spighe-verdi-al-via-il-progetto-per-i-comuni-rurali-firmato-oggi-il-protocollo-d-intesa-tra-fee-italia-e-confagricoltura.php)

 

Ok dell’Usda a 6 nuove sostanze antimicrobiche

 

Il Servizio per la sicurezza alimentare e Inspection Service (Fsis) del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (Usda) ha pubblicato una revisione della Direttiva sulle sostanze utilizzate per la produzione di carne, pollame e prodotti a base di uova, che aggiorna la lista degli ingredienti sicuri e adeguati che possono essere utilizzati. In aggiunta alla lista aggiornata, la Direttiva prevede un programma di ispezione per il personale. In pratica, l’Fsis ha aggiunto 6 nuove sostanze antimicrobiche, includendo una miscela di acido paracetico e perossido di idrogeno per uso sulle carcasse, tagli di carne e frattaglie di bovini, suini e polli. La Direttiva, tra le varie sostanze, riesamina anche l’uso del cloruro di sodio acidificato. (Fonte:www.3tre3.it) (https://www.3tre3.it/ultima-ora/usa-nuova-direttiva-su-sustanze-utilizzate-per-produzione-carni_4416/)

 

Quote sforate nella campagna 2014-2015. Multa da 30 milioni

 

Ammontano a circa 30 milioni le nuove multe per il superamento, da parte dell’Italia, del proprio livello quantitativo di produzione assegnato dall’Unione europea nel 2014/15 dopo cinque annualità in cui nessuna sanzione è stata dovuta dagli allevatori italiani. La produzione nazionale di consegne è stata di 11.000.705 tonnellate, con una eccedenza produttiva nazionale di 107.093 tonnellate ed esuberi individuali di 730.512 tonnellate. In base a tali dati l’ammontare del prelievo supplementare dovuto all’Unione europea è pari a circa 30 milioni di euro. L’entità dei prelievi imputabili ai singoli produttori e delle restituzioni sarà determinato in seguito alle operazioni di contabilizzazione e verifica in corso da parte dell’Agea. (Fonte: www.ilpuntocoldiretti.it) (http://www.ilpuntocoldiretti.it/attualita/Pagine/Quotelatte,30mlndimultaallItaliaperil20142015.asp)

 

Chiude in rosso il bilancio 2014 dei trattori

 

Il mercato mondiale dei trattori cala del 3,2% nel 2014, con flessioni maggiori in Europa (-8%) e in particolare in Francia (-22%). Di conseguenza frenano le esportazioni italiane e la produzione cala del 2%. Anche nel primo trimestre 2015 FederUnacoma registra un calo complessivo delle esportazioni (-6%) e non si prevedono significativi miglioramenti nel corso dell’anno. Sono questi i dati più importanti sottolineati nel corso dell’annuale assemblea di Federunacoma (Federazione nazionale costruttori macchine per l’agricoltura) tenutasi nei giorni scorsi a Bologna. Parallelamente ai dati relativi all’export, è emerso che il mercato interno soffre ancora una grave crisi e dopo un 2014 concluso con un saldo negativo del 4,4% per le trattrici, nel periodo gennaio-maggio 2015 si registra una nuova, considerevole flessione per tutte le tipologie di macchine soggette a immatricolazione: -6,6% per le trattrici; -6,4 per i rimorchi e -30% per le trattrici con pianale di carico. L’unica tipologia in controtendenza è quella delle mietitrebbiatrici che mettono a segno un incremento del 10,6%. (Fonte:www.federunacoma.it) (http://www.federunacoma.it/it/informati/comunicati.php)

 

Calano i consumi di carne di pollo, aumentano quelli delle uova

 

Tra il 29 giugno e il 5 luglio il consumo di carne di pollo, in Italia, ha registrato un calo, tuttavia l’offerta contenuta permette di mantenere il comparto in una situazione di equilibrio, con prezzi sostanzialmente invariati. Per quanto riguarda le uova, l’andamento continua a segnalare un rialzo grazie a una minore pressione alla vendita sui mercati europei, determinata da un forte aumento dell’export Ue verso gli Usa, dove l’emergenza aviaria ha già ridotto del 10% le consistenze di galline ovaiole. Di conseguenza, la domanda aumenta sia per le uova in natura che per quelle destinate alla lavorazione industriale. Gli operatori invitano comunque alla prudenza per le evoluzioni del comparto che si registrerà nelle prossime settimane. (Fonte: www.unaitalia.com) (http://www.unaitalia.com/UNAITALIAINFORMA/listacategorie/TabId/204/ArtMID/724/ArticleID/2989/Il-commento-di-Ismea-al-mercato-avicunicolo.aspx)

 

I mutamenti climatici condizionano anche la produttività degli agricoltori

 

Il cambiamento climatico provoca perdita di produttività sul lavoro. Soprattutto in ambìto agricolo. Lo riportano alcune ricerche menzionate in un articolo apparso domenica 12 luglio nell’inserto Corriere Salute del Corriere della Sera, a pag.47. I mutamenti del clima, si legge, influirebbero negativamente sulla resa dei raccolti sotto due aspetti: il primo dovuto alla fatica degli agricoltori per seguire i campi, il secondo perché piante fondamentali per l’alimentazione risentono inevitabilmente di caldo e siccità. Viene citato inoltre l’ultimo rapporto dell’Ipcc, il principale organismo scientifico internazionale che valuta le questioni climatiche, secondo il quale nel 2050 le rese di grano, mais sorgo e miglio potrebbero ridursi dell’8% in Africa e nel Sudest asiatico. (Fonte: Corriere della Sera)

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Posted by × Pubblicato il 08/07/2015 at 11:17

LATTE - 1Parmigiano Reggiano, verso il Canada si punta al raddoppio

Raddoppiare le esportazioni verso il Canada nei prossimi cinque anni, con il passaggio da 50.000 a 100.000 forme: è questo l'obiettivo del Consorzio del Parmigiano Reggiano. Lo riporta una nota dell’Ente di tutela. "Il mercato canadese - spiega il direttore del Consorzio, Riccardo Deserti - rappresenta per importanza il secondo mercato extra UE dopo gli Stati Uniti, con 50.000 forme (circa 2.000 tonnellate) di export annuo, ed è qui che negli ultimi dieci anni si è diffusa la conoscenza del nostro prodotto, considerato il Re dei formaggi per le sue caratteristiche del tutto naturali, la versatilità nell'utilizzo legata alle diverse stagionature e le tecniche di produzione artigianali, particolarmente apprezzate in Canada. Pur essendo costantemente aumentata la quota esportata, questo canale ha però risentito sino ad oggi dei limiti imposti dal regime delle quote in vigore in Canada, che impone un tetto alle importazioni di formaggi dall'Unione Europea. Ora però si aprono prospettive del tutto nuove, legate da una parte all'accordo sul libero scambio Ceta (siglato tra Unione Europea e Canada nel 2014) che programma per i prossimi anni la concessione di nuove quote per le importazioni di formaggi europei (si dovrebbero aggiungere 18.000 nuove tonnellate per i formaggi europei) e dall'altra, grazie agli accordi siglati in questi giorni dal Consorzio, con le tre grandi catene canadesi.I contatti avuti con importatori e detentori di quote – aggiunge il direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano – non solo confermano che il nostro è tra i formaggi più richiesti, ma che è possibile puntare proprio al raddoppio delle esportazioni, con 50.000 forme in più nell'arco di cinque anni.

L'elemento che accomuna gli accordi con le catene distributive canadesi - prosegue Deserti - è il lavoro che verrà sviluppato sulla conoscenza del prodotto, sull'informazione legata ai fattori di distintività del Parmigiano Reggiano e, fatto particolarmente rilevante, sul supporto che verrà assicurato alle catene nella formazione del personale addetto alle vendite". E mentre dal Canada giungono intanto notizie già di per sé positive, con un incremento del 10% delle esportazioni di Parmigiano Reggiano nei primi mesi del 2015, dal Consorzio giunge la conferma che "proprio il coinvolgimento diretto delle catene distributive - spiega il presidente Giuseppe Alai - è l'elemento strategico sul quale sarà imperniato tutto il lavoro sulle esportazioni che va ad affiancare i progetti costruiti con esportatori ed importatori. Nelle aree del mondo con maggiore potenziale di sviluppo - conclude Alai richiamando Paesi extra UE come Usa, Canada, Sud America e Cina - si sta infatti rivelando fondamentale questo approccio che ci porta nei punti vendita a parlare direttamente con i consumatori e a creare nuove conoscenze e consapevolezze tra chi gestisce il vero e proprio atto di vendita".

 

 

LATTE – 2

Il contributo del Grana Padano Dop contro l’obesità

L’obiettivo è quello di dare un contributo alla lotta contro il sovrappeso e l’obesità. Per questo, nell’ambìto delle iniziative promosse a Expo2015, il Consorzio di tutela del Grana Padano propone una innovativa dieta ipocalorica equilibrata in grado di educare alla gestione del peso con un programma facile, ma scientificamente corretto. L’iniziativa si chiama “La dieta del Grana Padano” e sarà disponibile gratuitamente per tutti sul portale web “Educazione nutrizionale Grana Padano”. E’ dedicata alle persone sovrappeso, a quelle obese di primo grado e a quelle normopeso con obesità addominale. Sul sito viene proposto un questionario di poche domande, compilando il quale si entra nel programma di controllo del peso, ricevendo una dieta ipocalorica personalizzata con un apporto calorico modulato sulla base di peso, altezza, età e sesso della persona. Menu settimanali, programmi di attività fisica personale e good practice accompagnano l’utente ad apprendere l’autogestione del controllo del peso compresa la fase di mantenimento, da molti esperti considerata la più difficile dopo i giorni della dieta di dimagrimento vera e propria. Il Grana Padano Dop è introdotto nella dieta per il suo apporto di proteine ad alto valore biologico, aminoacidi essenziali, calcio e molecole bioattive che lo rendono un alimento funzionale nelle diete ipocaloriche. La dieta è adatta anche a coloro che soffrono di ipertensione e ipercolesterolemia. Da ben 10 anni il Consorzio di tutela del Grana Padano è impegnato sul fronte della prevenzione con il portale “Educazione nutrizionale Grana Padano” occupandosi della corretta alimentazione e dello stile di vita, al quale oggi si aggiunge “La Dieta del Grana Padano”. L’iniziativa verrà presentata il 15 luglio prossimo alle ore 11 presso la Sala Workshop della Cascina Triulza a Expo2015. I relatori della conferenza saranno la professoressa Maria Letizia Petroni, Responsabile clinico-scientifico Centro Obesità e Nutrizione Clinica di Villa Igea, Forlì, coordinatore del Comitato scientifico “Educazione nutrizionale Grana Padano” e curatore del programma di controllo del peso; il professor Carlo Signorelli, medico, Ordinario di Igiene all’università di Parma, presidente della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica; il dottor Ovidio Brignoli, vicepresidente della Società italiana di medicina generale e cure primarie e il dottor Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio di tutela del Grana Padano.

 

 

AGRICOLTURA DI PRECISIONE

Il Mipaaf promuove un Piano nazionale per lo sviluppo dell’innovazione tecnologica

L’annuncio è del 1 luglio. Il ministro Maurizio Martina ha avviato un tavolo tecnico di lavoro presso il Mipaaf per la redazione del primo Piano nazionale per lo sviluppo dell’agricoltura di precisione, valorizzando a questo fine le risorse della Rete Rurale nazionale previsto nell’ambìto del secondo pilastro della Pac. “Unendo le professionalità di enti e istituzioni pubbliche, a cominciare dal Crea – ha dichiarato Martina – con le migliori esperienze private del settore, è possibile arrivare entro fine anno alla redazione di una vera e propria strategia di investimento italiana sulla frontiera dell’agricoltura di precisione a tutto vantaggio delle peculiarità del nostro modello agricolo. Sono convinto che l’Italia possa diventare leader in Europa nell’utilizzo di tecnologie e innovazioni in grado di rendere più efficienti le pratiche agricole, puntando sulla sostenibilità ambientale e aumentando la competitività delle nostre imprese. Vogliamo lavorare con le Regioni per sfruttare al meglio le opportunità che abbiamo – ha proseguito il Ministro – con la nuova programmazione dei fondi europei per investire nella sperimentazione e nello sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative con i partenariati europei, che vedranno protagonisti enti di ricerca, università e imprese. Allo stesso tempo, grazie ai Psr fino al 2020 avremo più di 1 miliardo di euro da dedicare agli investimenti innovativi delle imprese, con un contributo che va da un minimo del 40% a un massimo del 50%. Per incentivare ulteriormente l’ammodernamento delle aziende agricole abbiamo promosso la stipula di convenzioni tra Regioni, Organismi pagatori e Abi per concedere prestiti agevolati fino al 100% delle spese che rientrano in questi programmi. Ci sono filiere e territori – ha concluso Martina – pronti a investire su questa sfida decisiva per il futuro del modello agricolo italiano. Siamo leader nella meccanizzazione agricola, nei sistemi esperti di irrigazione e crediamo sia venuto il momento di fare un ulteriore salto di qualità. Con il Piano nazionale avremo finalmente una strategia unitaria e una sinergia nuova tra pubblico e privato per dare futuro alla nostra agricoltura”.

 

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

 

Formaggi con latte in polvere, il parere di Paolo De Castro

Sulla diffida inviata a Roma dalla Commissione europea in cui si auspica che l’Italia metta fine al divieto di utilizzo di latte in polvere concentrato e ricostituito per la produzione di formaggi e derivati, Paolo De Castro, coordinatore S&D Comagri ha sostenuto come sia necessario impegnarsi per difendere invece questa norma, un’”eccezione” italiana rispetto agli altri Paesi dell’Unione. De Castro ricorda come la disciplina nazionale sia diventata un segno distintivo che ha generato un meccanismo di fiducia nell’approccio dei consumatori al prodotto italiano. Un’eventuale armonizzazione con la normativa europea, e quindi l’abrogazione del divieto, non costituirebbe comunque nessun rischio per le produzioni italiane Dop e Igp per le quali è utilizzato oltre il 70% della produzione di latte italiano, che manterrebbero l’obbligo di utilizzare latte liquido. Le autorità italiane avranno due mesi di tempo per motivare e preservare l’”eccezione” normativa davanti alla Commissione. (Fonte: www.paolodecastro.it) (http://www.paolodecastro.it/latte-in-polvere-difendere-%E2%80%98eccezione%E2%80%99-italiana-nessun-rischio-per-prodotti-di-qualit%C3%A0-certificata)

 

 

Sugli anticipi Pac la proposta di Confagricoltura Lombardia

Confagricoltura Lombardia ha indirizzato una nota all’assessore regionale all’Agricoltura, Gianni Fava, formulando una proposta che potrebbe consentire di superare l’ostacolo rappresentato dalla mancata assegnazione dei titoli da parte di Agea e procedere comunque ad anticipare alle aziende agricole lombarde una parte di quanto loro dovuto rispetto ai premi Pac. “A seguito della chiusura delle presentazioni delle Domande Uniche – spiega in una nota il presidente di Confagricoltura Lombardia, Matteo Lasagna – è possibile desumere dal sistema informativo della Regione il numero degli agricoltori attivi e gli ettari complessivamente da loro condotti. Si può quindi procedere ad una stima del valore medio dei titoli per la Lombardia e all’erogazione dell’anticipo calcolato sulla base di tale valore, applicando una percentuale compatibile con l’impegno finanziario che la Regione può garantire. Tutto ciò, nell’ipotesi che Agea non proceda rapidamente alla determinazione del valore dei titoli, anche a titolo provvisorio, in maniera tale da superare l’attuale situazione di stallo”. (Fonte: www.confagricolturalombardia.it) (http://www.confagricolturalombardia.it/news.asp?idnews=1135)

 

 

Prodotti agricoli, le previsioni di Fao e Ocse per i prossimi 10 anni

Secondo l’ultimo outlook agricolo diffuso nei giorni scorsi dalla Fao e dall’Ocse, nel prossimo decennio le rese colturali raggiungeranno livelli elevati, si registrerà un aumento della produttività e si assisterà a un rallentamento della crescita della domanda mondiale, il che si tradurrà in un graduale declino dei prezzi dei prodotti agricoli che, in ogni caso, resteranno superiori a quelli registrati nei primi anni del Duemila. In base all’elaborazione del rapporto, il calo dei prezzi agricoli sarà determinato anche dalla diminuzione del costo del petrolio che farà scendere i costi energetici e dei fertilizzanti, oltre a ridurre l’incentivo a produrre biocarburanti di prima generazione utilizzando colture alimentari. (Fonte: www.agrapress.it) (http://www.agri-outlook.org)

 

 

Ttip, la trattativa procede. I deputati pronti per una votazione in Aula

I deputati della Commissione per il commercio internazionale, nella seduta del 29 giugno scorso, hanno aperto la strada a un piano di voto sui progetti di raccomandazioni del Parlamento europeo-negoziatori Ttip (Trattato libero scambio UE-Nord-America) votando per inviare nuovamente tutti gli emendamenti della sessione plenaria di giugno che erano stati trasmessi alla Commissione per il commercio internazionale. Vicino alla votazione in Aula, i negoziati tra i gruppi politici cercano ora un denominatore comune sulle questioni che dividono i negoziati Ttip. In particolare, il nodo riguarda la decisione da prendere se un accordo debba o no includere l’uso di un arbitrato privato per risolvere le controversie tra investitori e Stati. (Fonte: www.3tre3.it) (https://www.3tre3.it/ultima-ora/ttip-i-deputati-aprono-la-strada-a-una-votazione-in-aula_4379/)

 

 

Ok dell’Usda a tre nuovi coadiuvanti destinati ai polli

L’Usda (Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti) ha approvato nei giorni scorsi tre nuovi trattamenti coadiuvanti “pronti per l’uso”, diretti a rafforzare l’efficacia dei vaccini destinati al pollame. Il loro obiettivo è quello di migliorare le difese immunitarie degli animali. Nel dettaglio, l’approvazione dell’Usda prevede un periodo di sospensione di 21 giorni durante il quale i coadiuvanti saranno impiegati insieme ai vaccini somministrati per via sottocutanea con lo scopo di rafforzare il sistema immunitario dei polli e proteggerli dalle malattie. Salgono così a 13 i coadiuvanti Enabi approvati dall’Usda. Di essi, 5 sono utilizzati per potenziare i vaccini destinati ai bovini e altrettanti per rendere più efficaci i vaccini riservati ai suini. In questo modo gli imprenditori avranno la possibilità di individuare la formulazione più adatta per rafforzare le difese immunitarie di polli, suini e bovini. (Fonte: www.mangimiealimenti.it) (http://mangimiealimenti.it/articoli/1397-usda-approva-nuovi-coadiuvanti-ai-vaccini-per-pollame)

 

 

Effetto della crisi, dalla Grecia approda in Italia troppo olio d’oliva

La crisi della Grecia sta sommergendo il nostro Paese di olio d’oliva. Lo afferma in una nota la Coldiretti. Infatti, nel primo trimestre dell’anno, le importazioni hanno registrato un aumento record del 569%. Preoccupano anche le importazioni di frutta e verdura conservate greche, pari a un aumento, sempre nel primo trimestre di quest’anno, dell’84%. Secondo le analisi Coldiretti, nel 2014 l’Italia ha importato dalla Grecia prodotti agroalimentari per un importo di 720 milioni di euro e ne ha esportato per circa 602. Importi decisamente limitati, soprattutto se si considera che le esportazioni agroalimentari totali, lo scorso anno, hanno raggiunto i 34,3 miliardi di euro. Malgrado ciò, si tratta di scambi commerciali tra Italia e Grecia concentrati in specifici settori sui quali potrebbero verificarsi delle tensioni. (Fonte: www.coldiretti.it) (http://www.coldiretti.it/news/Pagine/468---3-Luglio-2015-.aspx)

 

 

Aumenti a doppia cifra per i salumi piacentini Dop
Il Consorzio dei Salumi Dop Piacentini ha reso noti i dati di produzione delle tre Dop, Coppa, Pancetta e Salame. Dati che confermano un trend positivo con le tre produzioni a denominazione di origine protetta tutte con il segno “più”. In particolare, per il Salame Piacentino, che ha registrato un salto del 46% in termini di pezzi prodotti e che sana la leggera flessione registrata nel 2012 e 2013. Bene anche la Coppa Piacentina, con l’aumento del 12%, e la Pancetta Piacentina con un +1,5%. Entrando nel dettaglio, la produzione di Salame Piacentino, che nel 2000 contava 222.297 pezzi, nel 2014 invece ne ha registrati ben 1.581.835. Praticamente sette volte tanto. La Pancetta Piacentina si assestava sui 12.994 nel 2000; nel 2014, 129.142. E infine la Coppa Piacentina: da 67.640 pezzi a 389.783 nel 2014. (Fonte: www.salumi-italiani.it)
 
 
Sis-Società italiana sementi, ok dell’assemblea al bilancio 2014
L’assemblea dei soci di Sis-Società italiana sementi ha approvato il bilancio 2014 che si è chiuso con un valore della produzione di 42.660.004 euro, con un incremento di circa il 15% rispetto a quello dell’anno precedente che rappresenta per Sis il miglior risultato di sempre. Il margine operativo di 1.118.811 euro, il risultato ante-imposte di 354.387 euro e l’utile netto di 109.908 euro, ottenuti dalla Società hanno raccolto il parere unanime dell’assemblea. Il risultato è stato raggiunto grazie alle attività e alle vendite in vari settori, in particolare quello del seme di soia e di altri due comparti, il riso e il frumento duro, di cui Sis è direttamente attiva nella ricerca e in cui ha introdotto e sta lanciando sul mercato tante nuove varietà di sicuro valore e protagoniste di diverse filiere. (Fonte: www.sisonweb.com) (http://www.sisonweb.com/it/dettaglio_news.php?idNews=74)
 
 
Federdistribuzione: siamo fuori dalla crisi, ma la ripresa non decolla
I dati provvisori per il mese di giugno diffusi dall’Istat registrano un tasso complessivo di inflazione pari al +0,1% sia rispetto a giugno 2014 che al mese precedente. “Gli ultimi dati forniti dall’Istat ci consegnano il quadro di un Paese che ha superato il punto più critico della crisi, ma che non riesce ad avviare una decisa ripresa – ha dichiarato il presidente di Federdistribuzione, Giovanni Cobolli Gigli – I consumi sono deboli: le vendite al dettaglio nei primi 4 mesi del 2015 crescono a valore solo dello 0,2%, e nonostante le operazioni della Bce, non riescono a spingere una ripresa dei prezzi e l’occupazione non decolla. Occorre sbloccare questa situazione con iniziative che contribuiscano ad aumentare il potere d’acquisto delle famiglie, ridurre la pressione fiscale sulle imprese e consolidare il programma di riforme per accelerare un vero cambiamento nel Paese, capace di ridare fiducia e prospettive alle persone, portandole a investire in modo produttivo parte delle risorse in questo momento accantonate a risparmio”. (Fonte: www.federdistribuzione.it) (http://www.federdistribuzione.it/ufficio_stampa.php)
 

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Posted by × Pubblicato il 01/07/2015 at 11:32

LATTEParmigiano Reggiano, +74% l’export verso gli USA

Nei primi tre mesi dell’anno le esportazioni di Parmigiano Reggiano in USA sono cresciute del 74%. Un vero e proprio exploit che il presidente del Consorzio di tutela, Giuseppe Alai, spiega come un “risultato frutto di un lavoro intenso, sviluppato in quello che per il Parmigiano Reggiano rappresenta il primo mercato extra Ue e il terzo mercato estero in assoluto. Su questo ottimo andamento però, ha inciso il rallentamento registrato negli ultimi mesi del 2014 rispetto alle attese degli operatori commerciali sui mercati valutari e un rapporto euro-dollaro che si è consolidato come più decisamente favorevole alla divisa americana”. Soddisfazione e prudenza, dunque. “Il dato è in ogni caso straordinario – ha continuato Alai - su un mercato che nel 2014 ha assorbito quasi 6.600 tonnellate di Parmigiano Reggiano e che, da solo, detiene una quota del 17,6% del totale delle nostre esportazioni, preceduto solo dalla Germania (20,8%) e dalla Francia (20%) e che vede proprio il Parmigiano Reggiano ai vertici delle esportazioni di formaggi duri italiani negli Usa, con quasi due terzi del totale. Gli elementi contingenti che hanno determinato questa crescita in America influiranno ancora sui dati del mese di aprile, ma il loro effetto si attenuerà nei mesi successivi. E’ per questo che stiamo lavorando su elementi più certi e prevedibilmente più duraturi, a partire da quella ripresa economica statunitense che favorisce un rilancio dei consumi e, in quest’ambìto, il consolidamento di un’attenzione alle Dop italiane e ai prodotti completamente naturali, come il nostro, che stanno occupando uno spazio sempre più rilevante nelle abitudini alimentari degli americani”. L’occasione presta il fianco anche a una riflessione sulle trattative per gli accordi Ttip tra Ue e Stati Uniti. “Il nostro obiettivo – ha spiegato il direttore del Consorzio, Riccardo Deserti – è quello di far sì che vengano elevate le protezioni del marchio Parmigiano Reggiano anche nelle sue traduzioni. Contestualmente è necessario ‘fare pulizia’ attorno agli usi impropri e ingannevoli per i consumatori statunitensi, soprattutto in materia di uso del tricolore e di richiami geografici che lasciano pensare che i prodotti che nascono in Usa o in Sud America abbiano un’origine italiana. A questo si lega anche il tema delle quote import, perché la loro eliminazione su questo mercato, senza una contemporanea forte tutela della denominazione ‘Parmesan’ che in Europa è già tutelata e riconosciuta come esclusivamente legata al Parmigiano Reggiano, paradossalmente rischierebbe di dar vita a un mercato parallelo, con formaggi duri prodotti magari in altri Paesi europei che, una volta giunti negli Usa, potrebbero essere etichettati come ‘Parmesan’, magari con l’aggiunta di tricolore e Italian sounding”.

 

MANGIMI

Assemblea Assalzoo, nel 2014 lieve aumento produttivo

Nel 2014 la produzione italiana di mangimi destinati all’allevamento zootecnico è stata pari a 14.090.000 tonnellate, lo 0,3% in più rispetto al 2013, quando i numeri si fermarono a 14.042.000 tonnellate. Nel corso dell’annuale assemblea di Assalzoo (Associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici) sono stati illustrati i dati del comparto che in base ai principali indicatori economici del settore mostrano una buona tenuta della produzione industriale, nonostante il perdurare di un periodo di stagnazione dell’economia italiana.

Relativamente al valore prodotto nel 2014, il comparto degli alimenti zootecnici in Italia ha generato 6,36 miliardi di euro, un miliardo in meno rispetto al 2013 quando la cifra era stata di 7,35 miliardi di euro. Questa importante riduzione del fatturato complessivo è da addebitare alla marcata riduzione dei prezzi di tutte le principali materie prime agricole, in particolare cereali e derivati ma anche proteici. I prezzi alla produzione hanno fatto registrare una diminuzione a doppia cifra rispetto al 2013 del -13%. A fronte di questo si è verificato un leggero aumento del costo del lavoro, +3,4%. La contrazione del fatturato però non ha intaccato i livelli occupazionali che si mantengono sui valori degli anni precedenti: l’industria mangimistica italiana impiega complessivamente 8.500 addetti circa escluso l’indotto. Infine il saldo commerciale tra import ed export, che pur restando in area negativa (-294 milioni di euro nel 2014) risulta migliorato rispetto al 2013 con +23,5% grazie al decisivo incremento del valore delle esportazioni: +37%.

“L’Italia si conferma nell’élite dei produttori europei – ha dichiarato il presidente di Assalzoo, Alberto Allodi, durante il suo intervento in Assemblea – restando saldamento al quinto posto in Europa. Questo avviene nonostante la sostanziale assenza di crescita degli ultimi anni dell’economia nazionale e la dipendenza cronica dell’approvvigionamento di materie prime di importazione, non essendo la produzione agricola italiana in grado di stare al passo con il fabbisogno necessario al comparto dell’alimentazione animale. I dati relativi ai livelli di occupazione e produzione vanno valorizzati – ha concluso – anche in considerazione della doppia dipendenza tra il contesto economico nazionale e l’oscillazione dei prezzi delle materie di importazione. Uno sforzo dei mangimisti che regala stabilità all’intero comparto agroalimentere”.

 

EMBARGO RUSSO

Il rinnovo delle sanzioni Ue provoca la reazione di Putin

“Il fine è quello di garantire la sicurezza della Russia”. Con queste parole Vladimir Putin ha annunciato il 24 giugno scorso la decisione di prorogare di un anno l’embargo sui prodotti alimentari provenienti dalla Ue. E’ questa la risposta all’estensione di altri sei mesi, quindi fino al gennaio 2016, delle sanzioni stabilite da Bruxelles nei confronti della Russia. L’embargo, come si ricorderà, era scattato nell’agosto dello scorso anno dopo le disposizioni decise dalla Ue a seguito della crisi Ucraina. In un incontro con i membri del Governo, Putin ha dichiarato che si è trattato di una decisione necessaria. Nonostante ciò, il primo ministro russo Dmnitry Medvedev non ha chiuso la porta a un eventuale ripensamento affermando che “l’elenco dei prodotti proibiti può mutare a seconda di come agisce l’Unione europea”, sottintendendo che eventuali modifiche possono essere prese in considerazione in base anche e soprattutto al progresso delle relazioni con i partner del Vecchio Continente. Per Carlo Calenda, viceministro allo Sviluppo economico, la proroga dell’embargo non produrrà severi contraccolpi perché “la stima sulla contrazione delle esportazioni per tutto il 2015 è inferiore all’1% del totale dell’export italiano di beni”. In pratica, le perdite economiche determinate dall’embargo sarebbero state recuperate dall’aumento delle vendite italiane negli Usa avvenute nel solo primo quadrimestre di quest’anno. Non la pensa allo stesso modo Fruitimprese, (Associazione imprese ortofrutticole) secondo la quale il settore ortofrutticolo italiano subirà un ulteriore gravissimo contraccolpo. In base a una ricerca internazionale infatti, in termini di export il nostro Paese avrebbe perso nel primo trimestre 2015 il 25% rispetto all’anno prima. E peggio ancora è andata ad altri Paesi europei: il 42% la Francia e il 30% la Germania.

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

 

La Ue chiede all’Italia di produrre formaggi con il latte in polvere

Nel nostro Paese il divieto di utilizzare il latte in polvere, concentrato e ricostituito per produrre formaggi risale al 1974. Con una lettera recapitata nei giorni scorsi, la Commissione europea ci chiede di porre fine al divieto perché secondo Bruxelles la norma rappresenta una restrizione alla “libera circolazione delle merci”. In pratica, l’Italia dovrebbe autorizzare la produzione di formaggi “senza latte”, ottenuti quindi con la polvere, e al contempo aprire le porte del nostro mercato all’ingresso di questi medesimi prodotti provenienti dall’estero. I termini sono perentori, visto che se il nostro Paese non recepirà quanto Bruxelles chiede potrebbe essere avviata una procedura di infrazione con le relative conseguenze. Va detto che a rischio non sarebbero il Grana Padano, il Montasio, il Provolone del Monaco che hanno il marchio Dop. Ma tutti gli altri? (Fonte: www.corriere.it) (http://www.corriere.it/economia/15_giugno_28/diktat-ue-italia-formaggi-latte-disidratato-6ad23ca4-1d65-11e5-8ee0-8912bb49d278.shtml)

 

Sequestrati falsi Prosciutti di Parma. In realtà erano polacchi

Venduti come italiani. Ma di italiano non avevano proprio nulla perché la loro provenienza è polacca. La notizia è stata diffusa dai media nazionali domenica scorsa, 28 giugno. A Villaricca, in provincia di Napoli, i carabinieri hanno scoperto infatti un laboratorio clandestino dove prosciutti esteri venivano disossati e etichettati con marchi di aziende italiane per poi essere venduti al dettaglio a prezzi inferiori rispetto a quelli di mercato. Addirittura, alcuni di loro riportavano il marchio del Consorzio del Prosciutto di Parma. Secondo un’indagine della Coldiretti il fenomeno dei falsi prodotti agroalimentari made in Italy si è acuito con la crisi economica. Tant’è vero che nel solo 2014 il valore dei sequestri effettuati dai carabinieri dei Nas nel settore delle carni è aumentato del 180%. (Fonte: www.agi.it) (http://www.agi.it/cronaca/notizie/prosciutti_polacchi_venduti_come_parma_sequestro_nel_napoletano-201506281025-cro-rt10026)

 

L’Istituto salumi italiani tutelati ha un nuovo presidente. E’ Lorenzo Beretta

Lorenzo Beretta è il nuovo presidente dell’Istituto salumi italiani tutelati (Isit). La nomina è avvenuta il 17 giugno scorso nel corso dell’Assemblea dell’Istituto che riunisce i Consorzi di tutela di 20 salumi italiani Dop e Igp. “Sono orgoglioso di poter mettere a disposizione dell’Isit il mio impegno e le mie competenze – ha dichiarato Beretta che subentra a Nicola Levoni – per proseguire il lavoro svolto da chi mi ha preceduto e per potenziare il ruolo di riferimento per la salumeria tutelata che Isit rappresenta per le istituzioni e per far fronte alle sfide e ai continui cambiamenti dello scenario in cui operiamo. In questi ultimi due anni i rapporti con i Ministeri si sono intensificati e questo ci permette di portare avanti con decisione una serie di iniziative per promuovere e diffondere le Dop e le Igp italiane”.(Fonte: Ufficio Stampa Isit)

 

Più competitività e sostenibilità nelle aziende agricole

Confagricoltura ha aderito lo scorso 26 giugno a Farm Europe, il Think Thank nato per stimolare il dibattito a livello europeo sulle leve politiche che permettono di aumentare la competitività e la sostenibilità delle aziende agricole e del settore agroalimentare. “L’agricoltura italiana come quella europea hanno bisogno che Bruxelles proponga e promuova politiche ambiziose – ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi – Non può accontentarsi di perseguire semplicemente la via del consenso senza una vera strategia né ambizione economica. E’ urgente affrontare le sfide economiche decisive per le filiere europee e anticipare le future evoluzioni della Pac con idee e proposte che siano veramente ambiziose”. Inaugurato il 29 maggio scorso, il Think Thank Farm Europe vanta un’equipe di esperti dalle elevate competenze economiche e tecniche. (Fonte: www.confagricoltura.it) (http://www.confagricoltura.it/ita/press-room/)

 

Una Cabina di regia sulla pasta, per Agrinsieme è un progetto positivo

Agrinsieme, il coordinamento che raggruppa Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative italiane agroalimentari, accoglie con soddisfazione l’istituzione della Cabina di regia sulla pasta, voluto dal ministro del Mipaaf Maurizio Martina e dal presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, definendolo uno strumento che andrà meglio valutato alla prova dei fatti, ma che risponde all’esigenza di una migliore organizzazione della filiera della pasta e di una maggiore penetrazione del prodotto sul mercato internazionale. Secondo Agrinsieme sarà importante prestare maggiore attenzione alla ricerca e all’innovazione, ambìto in cui l’Italia rischia di perdere un ruolo perché la ricerca genetica è ormai in mano alle multinazionali e alla Francia. (Fonte: www.cia.it) (http://www.cia.it/news?p_p_id=visualizzaarticoli_WAR_visualizzaarticoliportlet_INSTANCE_FiFVNpMIQJX2&p_p_lifecycle=0&p_p_state=normal&p_p_mode=view&p_p_col_id=column-1&p_p_col_count=1&_visualizzaarticoli_WAR_visualizzaarticoliportlet_INSTANCE_FiFVNpMIQJX2_articleId=940195&_visualizzaarticoli_WAR_visualizzaarticoliportlet_INSTANCE_FiFVNpMIQJX2_action=getArticolo)

 

Grazie a una deroga speciale il porcetto sardo ha lasciato l’isola

Dopo 3 anni e 7 mesi di blocco totale che di fatto ha impedito di varcare i confini dell’isola, grazie a una deroga speciale al divieto è arrivato all’Expo di Milano l’originale “porcetto sardo”, l’unico prodotto nazionale a godere del provvedimento del ministero della Salute previsto a livello internazionale nel caso di Esposizioni universali. L’11 novembre del 2011 un decreto dell’Unione europea sospendeva le autorizzazioni all’esportazione di carni suine fresche e insaccate sarde a causa della recrudescenza della peste suina africana presente in Sardegna dal 1978. L’iniziativa che ha permesso al “porcetto sardo” di arrivare all’Expo va accreditata agli allevatori sardi della Coldiretti. Tutte le fasi di arrivo, preparazione, cottura e distribuzione della carne sono state garantite dalla sorveglianza speciale delle Autorità sanitarie che sono state preventivamente informate dell’iniziativa a garanzia del rispetto delle procedure. (Fonte: www.coldiretti.it) (http://www.coldiretti.it/News/Pagine/441---26-Giugno-2015.aspx)

 

Fonti rinnovabili, già raggiunti gli obiettivi previsti al 2020

L’Italia ha raggiunto gli obiettivi in materia di fonti rinnovabili fissati al 2020 dalla Ue, ed “è in linea sugli altri target previsti” rispetto ai temi del clima e dell’energia. Lo ha affermato in un comunicato il ministero dello Sviluppo economico a margine di un incontro che si è tenuto nei giorni scorsi tra la titolare del Mise, Federica Guidi e il Commissario europeo all’Energia e al Clima, Miguel Arias Cañete, durante il quale è stato fatto il punto sulle procedure di infrazione in corso nei settori del mercato interno. La ministra Guidi ha precisato che “molti dei rilievi della Commissione Ue sono più di natura formale che sostanziale e in ogni caso il Governo italiano è impegnato ad assicurare la piena corrispondenza della normativa nazionale con quella comunitaria”. (Fonte: www.lapresse.it) (http://www.lapresse.it/politica/energia-guidi-raggiunti-gli-obiettivi-2020-sulle-fonti-rinnovabili-1.722133)

 

Italia e Francia insieme contro la fame e i cambiamenti climatici

Il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina e il suo omologo francese Stéphane Le Foll hanno firmato una dichiarazione congiunta sul tema della sicurezza alimentare e sul rafforzamento della lotta contro i cambiamenti climatici. Nel documento, i ministri rivolgono un appello alla comunità internazionale per raggiungere un accordo ambizioso, equo e universale sul clima volto a preservare il pianeta e a ridurre la fame e la povertà, in particolare nelle zone rurali. Martina e Le Foll chiedono a tutti gli Stati di lavorare concretamente nella lotta contro il cambiamenti climatico, la fame e la malnutrizione attraverso metodi agricoli che permettano di aumentare la produzione e di ridurre le emissioni di gas a effetto serra.(Fonte:www.politicheagricole.it) (https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/8786)

 

Meno latte verso Cina e Russia. Così i prezzi si sono dimezzati

Nel corso di un anno i prezzi mondiali del latte si sono dimezzati. La causa principale è stata la contrazione della quota importata da Cina e Russia che rappresenta poco più del 2% della produzione mondiale del latte. Nei Paesi che esportano in Oceania e in Europa si sono rapidamente manifestate serie conseguenze sui produttori e sulle imprese con la necessità di affrontare la nuova situazione. La realtà è però diventata critica anche negli Stati importatori, dal momento che la caduta dei prezzi mondiali rende eccessivamente competitivi i prodotti importati a scapito delle produzioni locali. (Fonte: www.clal.it) (http://news.clal.it/it/dazi-e-sussidi-o-free-trade/)

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Posted by × Pubblicato il 24/06/2015 at 18:03

LATTE

Ok della Camera al Decreto Agricoltura

Il Decreto legge 51/2015 ha superato l’esame della Commissione agricoltura della Camera. Il provvedimento è passato quindi al Senato e prevede interventi a sostegno dei settori agricoli in crisi, in primis latte e olio, oltre che per quelle aziende agricole colpite da eventi di carattere eccezionale, non dimenticando la razionalizzazione delle strutture ministeriali. Nello specifico, il Decreto interviene sul settore lattiero dopo la fine delle quote latte e consente la rateizzazione in tre anni senza interessi delle multe relative all’ultima campagna, ampliando le possibilità di compensazione tra produttori, puntando sull’organizzazione interprofessionale e intervenendo sui contratti con novità rilevanti come la durata minima di 12 mesi e l’indicazione obbligatoria del prezzo di vendita che può essere fisso o legato a fattori determinati. Relativamente al settore dell’olio, che per il mondo agricolo vale circa un miliardo e mezzo di euro, il Decreto dà avvio al Piano olivicolo nazionale con una dotazione che sale a 32 milioni di euro, a cui si sommano le risorse previste dai Psr delle regioni interessate. L’obiettivo è quello di arrivare a una crescita del 25% della produzione italiana nei prossimi anni toccando quota 650mila tonnellate. Contestualmente sale a 21 milioni di euro lo stanziamento previsto per il Fondo di solidarietà nazionale che per la prima volta viene utilizzato per un’emergenza fitosanitaria come la Xylella fastidiosa. Le imprese agricole colpite da eventi alluvionali o da infezioni di organismi nocivi ai vegetali beneficeranno di una dotazione complessiva del Fondo di solidarietà nazionale: oltre agli 11 milioni previsti per la Xylella vengono stanziati ulteriori 10 milioni di euro per il 2016 per gli altri interventi, arrivando così a 21 milioni di euro in totale. L’accesso al Fondo viene esteso anche alle avversità atmosferiche caratterizzate da vento forte e ai danni alle scorte di materie prime causati da eventi eccezionali verificatisi nell’ultimo triennio. Infine, è prevista l’istituzione delle Commissioni uniche nazionali (Cun) per le filiere maggiormente rappresentative del sistema agricolo e alimentare per garantire la trasparenza nelle relazioni contrattuali tra gli operatori di mercato e nella formazione dei prezzi.

 

 

NUOVA PAC

I ritardi di Agea penalizzano gli agricoltori

Un caos annunciato. Così ha bollato la situazione che si è venuta a creare per gli agricoltori alle prese con le domande Pac in scadenza il 15 giugno scorso il direttore della rivista L’Informatore Agrario, Antonio Boschetti, in un articolo apparso sul n. 24 della rivista da lui diretta. “Il 2015 sarà ricordato come l’anno in cui gli agricoltori italiani hanno rischiato di perdere un pezzo importante dei loro aiuti Pac – scrive - A causa dei ritardi nella emanazione delle circolari attuative da parte di Agea Coordinamento, i Caa e gli Organismi pagatori regionali (Opr) si sono trovati a operare in mancanza di un quadro normativo definito e quindi nell’impossibilità di presentare le domande. Basta osservare le date con cui Agea Coordinamento ha reso disponibili le regole per applicare la Pac per capire l’affanno con cui l’Italia ha affrontato le scadenze fissate da Bruxelles: l’ultima circolare, riferita alle domande semplificate, porta la data del 9 giugno, quando il termine per la presentazione delle richieste di aiuto era stato stabilito dalla Ue, in seconda battuta, per il 15 giugno. Altre due circolari sono state pubblicate da Agea il 3 giugno, ben oltre il termine originario del 15 maggio e a ridosso della nuova scadenza, e ancora il 12 e il 14 maggio”. Un incrocio e un rincorrersi di date che, secondo Boschetti, dimostrano come qualcosa non abbia decisamente funzionato. Quali conseguenze ha comportato tutto questo a danno degli agricoltori. “Agea è chiamata a fissare i titoli, quanto tempo le ci vorrà? – si chiede Boschetti – Gli errori e le decurtazioni ai premi di questa prima annualità, da non escludere date le condizioni di lavoro a cui sono stati costretti i Caa, si potrebbero protrarre ma non è certo, a carico degli agricoltori per ognuno dei 7 pagamenti annuali, arrecando loro un danno onerosissimo. Per questo alcuni Caa nazionali hanno già inviato una lettera di diffida ad Agea ritenendola unica responsabile di quanto certamente a breve potrà essere appurato in riferimento ad eventuali danni agli agricoltori”. Per Boschetti Agea ha quindi fallito, mancando l’appuntamento più importante per l’agricoltura italiana e proprio per questo va riformata subito, individuando i responsabili dei disservizi arrecati. “I soldi degli agricoltori comunque dovranno continuare a essere gestiti, anche se meglio, dagli agricoltori”, è la sua considerazione finale.

 

 

FONTI RINNOVABILI

Sui nuovi incentivi c’è ancora molto da discutere

La bozza del Decreto sui meccanismi di incentivazione per le rinnovabili elettriche, ad esclusione del fotovoltaico, è stata visionata da AssoRinnovabili e a suo giudizio non appare, purtroppo, sufficiente a garantire un quadro di ulteriore sviluppo per il settore, soprattutto in considerazione della recentissima e a giudizio dell’Associazione inspiegabile impennata del contatore a 5,765 miliardi di euro che rischia di vanificare l’efficacia del Decreto e l’obiettivo di disciplinare, fino al raggiungimento del tetto massimo di 5,8 miliardi di euro, la transizione verso un nuovo modello di sostegno compatibile con la disciplina europea sugli aiuti di Stato. Secondo AssoRinnovabili il testo contiene alcuni elementi positivi come ad esempio la possibilità di accedere alle tariffe del DM 6 luglio 2012 per gli impianti che entreranno in esercizio entro un anno dall’uscita del nuovo Decreto, nonché il riconoscimento del primo criterio di priorità per gli impianti risultati idonei ma esclusi dai Registri precedenti per esaurimento dei contingenti e ancora i principi individuati in tema di manutenzioni. Allo stesso tempo però sono presenti numerosi punti negativi, i principali sono l’orizzonte temporale molto breve, solo fino al 1 dicembre 2016, che non permette agli operatori di programmare adeguatamente gli investimenti nelle loro imprese, peraltro aggravato dal raggiungimento che sembrerebbe ormai prossimo del tetto dei 5,8 miliardi di euro. Ma anche la riduzione dei contingenti incentivabili resi talmente esigui da non sanare nemmeno tutte le istanze risultate idonee ma non ammesse ai Registri precedenti, così come il taglio drastico degli incentivi, in particolare per i piccoli impianti: fino al 17% per quelli a biomasse e biogas. AssoRinnovabili ritiene pertanto che se la bozza non verrà emendata, si assisterà di fatto al blocco del settore che ha generato occupazione, senza contare i benefici per l’ambiente e la nostra salute e che, non ultimo, ci ha resi più indipendenti dai produttori di energia da fonti fossili. Per questo ha effettuato un’analisi puntuale di tutti gli articoli della bozza del Decreto fornendo/suggerendo per ciascun profilo una modifica.

 

 

 

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

 

Mangimi, nella Ue lieve calo produttivo

Nel 2014, la produzione europea di mangimi ha raggiunto 153,4 milioni di tonnellate, lo 0,5% in meno rispetto al 2013. Lo ha annunciato la Fefac (European Compound Feed Manufacturers’ Federation) nel corso del 58° Congresso annuale, che si è tenuto il 10 e l'11 giugno a Colonia (Germania), dedicato al tema: "Assicurare il futuro del comparto zootecnico e della produzione di mangimi nell'Unione europea". A livello generale nell'UE-28 si è registrata una sostanziale stabilità produttiva, mentre nel dettaglio risultano in crescita i mangimi per gli avicoli. Tra i principali Paesi produttori con il segno positivo, la Germania (+2,3%) e l’Italia (+0,3%), mentre di segno negativo risultano il Regno Unito (-1,6%), la Francia (- 0,7%), l’Olanda (-4,5%) e la Spagna (-0,8%). Da notare che la somma delle produzioni di questi sei Paesi insieme rappresentano oltre il 70% della produzione realizzata complessivamente nell’UE a 28 Stati. In rilievo infine la produzione della Polonia, al settimo posto, che ha avuto l'annata più favorevole, registrando una crescita produttiva annua vicina al 7%. (Fonte: www.assalzoo.it)

 

 

Mipaaf e Gdo insieme contro l’agropirateria

"Il protocollo sottoscritto nei giorni scorsi all'Expo dal ministro Maurizio Martina e dalla Grande distribuzione organizzata per la valorizzazione dei prodotti Dop e Igp sugli scaffali dei punti vendita, è una vittoria del Consorzio Grana Padano. Siamo stati i primi a sollecitare il Governo e l'Unione europea affinchè il consumatore potesse scegliere con chiarezza e trasparenza cosa acquistare. Da sempre, Grana Padano combatte una difficile battaglia per fronteggiare il fenomeno dei 'falsi' e delle imitazioni ingannevoli". Così Nicola Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio Grana Padano a margine dell’avvenuto accordo in questione. Solo per il Grana Padano il danno legato all’agropirateria si aggira a circa 1 miliardo di euro: 700 milioni all'estero e 300 milioni in Italia. (Fonte: www.granapadano.it) (http://www.granapadano.it/stampa?l=it)

 

 

Cresce in Italia la produzione di uova, nel 2014 +3%

Nel 2014 la produzione italiana di carni avicole è stata pari a 1.261.200 tonnellate, in lieve aumento rispetto al 2013 (+0,2%) e a 12,6 miliardi di uova (+3%). Nell’ultimo anno la produzione interna e il consumo di carne di pollo hanno mostrato un sensibile aumento, rispettivamente +1% e +2,3%. Sono i dati illustrati nei giorni scorsi alla terza assemblea di Unaitalia, l’associazione che rappresenta la quasi totalità dei produttori italiani di uova e pollame, che ha riconfermato alla presidenza Aldo Muraro e rinnovato il Consiglio direttivo. Il comparto avicolo italiano si conferma completamente autosufficiente, con una percentuale di autoapprovvigionamento di circa il 106%. Per il 2015 è previsto un aumento delle produzioni di carni avicole e, seppure in maniera minore, delle uova, un incremento a cui contribuisce anche la diminuzione dei costi delle materie prime utilizzate per la produzione di mangimi. Sull’intero territorio nazionale il settore avicolo conta più di 6.200 allevamenti a cui si uniscono 400 stabilimenti per la produzione di mangimi, 174 macelli piccoli e grandi e oltre 500 stabilimenti per il taglio e l’elaborazione di prodotti e preparazioni a base di carne. (Fonte: www.unaitalia.com) (http://www.unaitalia.com/UNAITALIAINFORMA/listacategorie/TabId/204/ArtMID/724/ArticleID/2875/CategoryID/8/Carni-avicole-Unaitalia-crescono-produzione-e-consumi-LItalia-punta-a-raggiungere-la-media-Ue.aspx)

 

 

Agricoltura bio, la riforma europea non soddisfa

“L’approvazione dell’intesa sull’agricoltura biologica firmato al Consiglio dei ministri agricoli della Ue è una vittoria a metà che non ci soddisfa pienamente”. E’ questo il commento di Confagricoltura in relazione alla riforma sull’agricoltura biologica che ora passa in discussione all’Europarlamento. Secondo Confagricoltura il testo definito “va considerato favorevolmente perché rappresenta un passo avanti importante in una riforma fortemente voluta dal mondo bio e dai consumatori, evitando così di affossarla come tentavano di fare i Paesi importatori del Nord Europa. Va giudicato invece con sfavore laddove perdura l’incertezza sul sistema dei controlli che favorisce solo quei Paesi che importano materie prime da fuori Europa per trasformarle in prodotti bio”. (Fonte: www.confagricoltura.it) (http://www.confagricoltura.it/ita/press-room_anno-2015-1/giugno-1/biologico-confagricoltura-vittoria-a-meta-la-decisione-del-consiglio-agricoltura-della-ue.php)

 

 

Le nuove linee guida dell’Efsa sulle piante geneticamente modificate

Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha pubblicato le nuove linee guida per il rinnovo dell’autorizzazione a importare nell’Unione europea piante geneticamente modificate destinate all’alimentazione umana e animale. Le nuove linee guida intendono garantire ai consumatori europei che la valutazione dei rischi relativi agli alimenti e ai mangimi Gm si fondi su solide basi scientifiche. L’Efsa ha quindi il compito di valutare se le precedenti valutazioni siano ancora valide, se siano emersi cambiamenti o nuovi pericoli, se siano mutati gli scenari di esposizione e se siano sorte nuove incertezze scientifiche. Su questa base l’Autorità fornirà un parere alla Commissione europea e agli Stati membri che potranno decidere se concedere o meno il rinnovo dell’autorizzazione: (Fonte: www.mangimieallimenti.it) (http://www.mangimiealimenti.it/articoli/1372-ogm-rinnovo-autorizzazioni-l-efsa-spiega-cosa-fare)

 

 

In aumento gli italiani che acquistano online prodotti alimentari

Sono 15 milioni gli italiani che fanno acquisti online con una crescita esponenziale che si è registrata soprattutto negli ultimi anni. Rimane comunque una percentuale elevata del 28,7% di utenti che ha paura di essere truffato. Lo afferma Coldiretti nel commentare positivamente l’operazione del Comando unità speciali della Guardia di finanza che hanno sequestrato/oscurato centinaia di siti sulla base dei dati Censis. Parallelamente al numero degli utenti è aumentato il fatturato dell’e-commerce con un incremento nel nostro Paese del 17% nel 2014 rispetto all’anno precedente, per un volume economico pari a 13,2 miliardi di euro. Il settore agroalimentare si colloca, forse a sorpresa, al secondo posto tra quelli che pesano maggiormente sulle vendite online con una quota del 12% secondo il terzo Rapporto Agromafie elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare. (Fonte: www.coldiretti.it) (http://www.coldiretti.it/News/Pagine/420---19-Giugno-2015.aspx)

 

 

Più sinergie tra agromeccanici e filiera produttiva

“La lettera aperta al ministro del Lavoro Giuliano Poletti da parte di Unacma, l’Unione nazionale dei commercianti di macchine agricole, evidenzia alcuni aspetti sui quali anche Confai desidera soffermarsi: la necessità di una formazione adeguata per gli operatori di mezzi e trattrici agricole e il dialogo all’interno della filiera produttiva”. Leonardo Bolis, presidente della Confederazione degli Agromeccanici e Agricoltori Italiani, ha teso la mano a maggiori sinergie che dovrebbero essere attuate, secondo l’organizzazione, “sia all’interno della filiera della meccanizzazione agricola che di quella agroalimentare, perché è ormai evidente che si parla di soggetti estremamente connessi fra loro, soprattutto se gli obiettivi sono la sostenibilità delle produzioni e la qualità delle stesse”. (Fonte: Ufficio Stampa Confai http://twitter.com/GeorgicheJack)

 

Controlli igienico-sanitari, i formaggi svizzeri nel mirino

Le analisi effettuate nel 2014 in Svizzera su 560 formaggi, di cui 489 svizzeri e 71 esteri, hanno evidenziato che il 9% di quelli analizzati, quindi una cinquantina, non hanno rispettato i requisiti di igiene minimi richiesti dalla normativa in vigore. Alta la percentuale dei formaggi a base di latte di capra, 19%, mentre quelli prodotti con latte vaccino o di pecora non ha superato l’8%. I formaggi molli sono stati quelli dove è stata rilevata la maggiore criticità e l’80% risultato non idoneo era a base di latte crudo. Le analisi hanno comunque riguardato sia i formaggi molli, i semiduri e i duri, ma anche quelli venduti al dettaglio da vendere al taglio o confezionati. (Fonte: www.ilfattoalimentare.it) (http://www.ilfattoalimentare.it/norme-igieniche-formaggi-svizzeri.html)

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Posted by × Pubblicato il 10/06/2015 at 12:24

LATTE

Export a +10,1% nel primo bimestre 2015 per il Parmigiano Reggiano

E' una crescita pressochè senza precedenti quella che stanno registrando le esportazioni di Parmigiano Reggiano, che ha chiuso il primo bimestre 2015 con una crescita a doppia cifra: +10,1%. Lo rende noto il Consorzio di tutela in una nota diramata nei giorni scorsi. A trainare il boom delle esportazioni sono soprattutto gli Usa, con risultati che in gennaio e febbraio si sono attestati attorno al +11%. "I flussi - sottolinea Giuseppe alai, presidente del Consorzio - sono buoni anche in Europa, che resta tuttora il principale mercato, tanto che a febbraio le esportazioni complessive intra ed extra-UE sono cresciute del 9,4%. Questi risultati hanno permesso di riassorbire ampiamente l'impatto, a volume, dell'embargo russo, ma auspichiamo che a breve l'azione diplomatica internazionale possa consentire la riapertura delle frontiere di questo importante mercato, cosa che porterebbe ad una ulteriore accelerazione delle performance estere del nostro prodotto". Sempre nel primo bimestre 2015, anche le vendite di grattugiato registrano un significativo incremento, con un +9,8%. "Un risultato - spiega Alai - particolarmente importante per il sistema Parmigiano Reggiano, soprattutto in considerazione del fatto che tutte le operazioni di confezionamento avvengono nel comprensorio di produzione, accorciando la filiera, rendendo più agevoli e incisivi i controlli e le operazioni di vigilanza e generando nuovo valore nei territori cui il prodotto è storicamente legato". Sul versante produttivo, intanto, prosegue il calo che si era già manifestato all'inizio dell'anno: ad aprile, infatti, la produzione è scesa dell'1,2%, portando il dato quadrimestrale a -1,9% "Nonostante la crescita del 5% registrata da inizio anno - prosegue Alai - le quotazioni si mantengono a livelli ancora del tutto insoddisfacenti. In questo modo è il mercato il vero regolatore di quell'offerta che, al contrario, deve essere determinata con l'esercizio di un ruolo più attivo da parte dei produttori, così come è negli obiettivi dei Piani di regolazione dell'offerta che abbiamo rivisto in occasione della recente assemblea e sui quali i caseifici dovranno esprimersi entro l'autunno". Quanto alle prospettive, Alai vede ancora nelle esportazioni, associate proprio alla regolazione dell'offerta, il primo motore di sviluppo del sistema. "L’aumento continuo delle quantità esportate - conclude - rende evidente il fatto che in termini percentuali sarà difficile mantenere gli attuali ritmi, ma le nuove azioni avviate in Cina e in diversi Paesi dell'America Latina, unite agli incontri commerciali di cui siamo protagonisti nell'ambito di Expo, stanno già offrendo nuovi e incoraggianti segnali per il nostro prodotto".

 

 

SUINI

Canali: “Le strategie della filiera stanno a zero”

“Senza una strategia la filiera suinicola ha il fiato corto”. E’ questo il titolo di un articolo firmato da Gabriele Canali docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e direttore di Crefis (Centro ricerche economiche delle filiere suinicole), apparso sul n. 19 della rivista L’Informatore Agrario. Nell’analisi del comparto produttivo italiano, Canali sottolinea che nonostante la modesta ripresa segnalata dagli ultimi dati disponibili e le basse quotazioni delle materie prime, sulla valorizzazione del prodotto nazionale sono state dette tante parole ma attuate poche scelte e zero strategie condivise di filiera “che vive ancora – scrive - nelle contraddizioni tipiche delle realtà nelle quali si pensa che l’unica salvezza risieda nella debolezza degli altri anelli della catena produttiva. Così continua la triste e assai poco produttiva lotta tra macellatori e allevatori per la fissazione dei prezzi nell’ambìto della Commissione unica nazionale (Cun). Una Cun che, nel 2014, su 52 settimane ha regolarmente quotato, come accordo tra le parti, solo 17 volte e che nelle prime 18 sedute del 2015 ha conseguito questo risultato, che dovrebbe essere l’unico ammissibile, solo 5 volte. E’ evidente che queste tensioni segnalano una filiera priva di una capacità di visione comune e lungimirante, in grado di intraprendere percorsi di sviluppo della competitività di medio e lungo termine. D’altro canto i segnali non sono più confortanti se si guarda all’andamento della redditività dei prosciutti Dop, in particolare del Parma, di gran lunga il più importante in termini quantitativi: da ben oltre un anno e mezzo la sua redditività è inferiore rispetto a quella del non tipico”. Impietoso il giudizio che Canali dà rispetto alla difesa di determinate posizioni da parte dei singoli componenti della filiera. “Tutte le occasioni, anche quelle promosse dal Mipaaf per affrontare i problemi della filiera – scrive ancora l’esperto – e per tentare di mettere in campo soluzioni anche nuove, si infrangono su posizioni che tendono più a conservare che a innovare. (…) Il primo passo resta la comprensione da parte dei soggetti delle filiere, principalmente quelli economici, che devono giocare un ruolo diverso rispetto a quello del passato e soprattutto devono puntare a rafforzare quegli elementi di cooperazione sulle grandi direttrici strategiche di sviluppo se si vuole costruire un futuro diverso e più promettente del passato… e del presente”.

 

 

AGROMECCANICA

Contoterzisti e Psr, incontro al Mipaaf

A seguito delle notizie recentemente apparse sulla stampa riguardanti le modalità di accesso dei contoterzisti nel Programma di sviluppo rurale che purtroppo ad oggi non hanno avuto positivo riscontro, nei giorni scorsi una delegazione del Cai, il Coordinamento degli Agromeccanici Italiani, costituito da Unima e Confai, è stata ricevuta al ministero delle Politiche agricole da Angelo Zucchi, responsabile delle Segreteria politica del ministro Martina, e da Giuseppe Blasi, capo Dipartimento Politiche europee e sviluppo rurale. L’incontro è stata l’occasione per individuare percorsi condivisi finalizzati a definire le strategie di ingresso delle imprese agromeccaniche nei Programmi di sviluppo rurale regionali, superando in tempi brevi gli ostacoli posti dall’Unione Europea sia a livello tecnico che a livello politico. Cai si ritiene soddisfatto della prontezza di intervento del ministero delle Politiche Agricole e del sostegno che alcuni assessori regionali all’Agricoltura stanno dando per l’accesso degli agromeccanici alle provvidenze previste nel Psr. Resta elevata la soglia di attenzione, che porta il Coordinamento degli Agromeccanici Italiani a non sbilanciarsi in avventate dichiarazioni trionfalistiche, che Unima e Confai preferiscono lasciare a minimali organismi di rappresentanza. L’auspicio del Cai è che si elidano rapidamente i motivi di esclusione degli agromeccanici dai Psr, sostenuti da alcuni funzionari dell’Unione Europea, per consentire investimenti da parte delle imprese agromeccaniche, oggi colonna portante della moderna agricoltura e che sono gli unici soggetti in grado di introdurre innovazioni tecnologiche in tema di meccanizzazione agricola.

 

 

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

 

Esportare salumi negli USA sarà più semplice

E’ stato revocato dalle Autorità Statunitensi il provvedimento denominato “100% reinspection”, ovvero il controllo sistematico di tutte le partite di salumi provenienti dall’Italia che arrivavano in dogana. A questo si aggiunge la rinnovata possibilità, per il ministero della Salute, di abilitare nuove aziende italiane all’esportazione negli Usa. Questo importante risultato è frutto del lavoro del suddetto dicastero e della nostra Ambasciata a Washington che hanno potuto contare sul costante supporto di Assica (Associazione industriali delle carni e dei salumi) per lo svolgimento delle procedure di invio verso il ritorno alla normalità dopo due anni di costosi controlli rafforzati.

Nonostante le difficili condizioni di accesso al mercato, anche nel 2014 gli USA si sono comunque confermati il primo Paese di destinazione Extra UE per le esportazioni dei salumi italiani con 7.365 ton (+16,4%) per 86,8 milioni di euro (+18%).

(Fonte: www.assica.it - http://www.assica.it/it/ultime-dal-settore/news/93/da-oggi-pi---semplice-esportare-i-salumi-italiani-negli-usa.php)

 

 

Cereali, netto calo delle quotazioni

Gli ingenti quantitativi presenti sul mercato e la concorrenza tra i produttori di mangimi stanno determinando il calo del prezzo dei cereali. Lo afferma il Grain market report, l’analisi del mercato globale dei cereali elaborata dall’International grains council (Igc). Secondo l’Istituto infatti, i prezzi d’esportazione dei principali prodotti sono diminuiti nel mese di febbraio con un declino sostanzialmente simile negli Stati Uniti, in SudAmerica e nei Paesi del Mar Nero: il listino del granoturco è sceso addirittura del 6%, il livello più basso registrato in più di quattro mesi. Quello dell’orzo si è abbassato del 5%. Particolarmente rilevante il calo dei prezzi registrati in Europa, soprattutto in Francia, a causa della concorrenza dei mangimi prodotti con il grano e della previsione di una buona produzione prevista nel 2015.

(Fonte: www.mangimiealimenti.it - http://mangimiealimenti.it/articoli/1345-igc-prezzo-dei-cereali-in-calo-sul-mercato-internazionale)

 

 

Ottime le performance del formaggio Asiago Dop. Aumentano volumi e valore

Nel 2014 e in questa prima parte del 2015 i prezzi che hanno caratterizzato le vendite del Formaggio Asiago Dop hanno oscillato da un minimo di 4,99euro/kg a dicembre a un massimo di 5,29euro/kg a febbraio per l’Asiago Fresco, mentre per la tipologia Stagionato l’oscillazione è stata da 5,72euro/kg a 6,19euro/kg. Lo rende noto il Consorzio di tutela che, attraverso l’Osservatorio dedicato al mercato dei prodotti lattiero-caseari vicentini, sottolinea la significativa crescita sia in volume, +7%, che in valore, +5,8% sui dati comparati tra il primo trimestre 2014 e quello del 2014. La spesa media è aumentata dell’8,4%. L’Asiago Dop si conferma particolarmente apprezzato nel Sud Italia e nel Nord Est, dove sono ripartiti rispettivamente il 29,9% e il 28,9% degli acquirenti totali con una percentuale di penetrazione assoluta del 48,7%. I risultati si riferiscono ad un campione che rappresenta le 24,2 milioni di famiglie consumatrici a livello nazionale.

(Fonte: www.formaggioasiago.it)

 

 

Un Fondo finanziario europeo per progetti innovativi

Si è riunito nei giorni scorsi a Bruxelles il gruppo di lavoro per il lancio del nuovo strumento finanziario della Banca Europea degli Investimenti (BEI) e della Commissione europea: il Fondo di finanziamento del capitale naturale (Natural Capital Financing Facility - NCFF). Si tratta di un nuovo strumento destinato a fornire proposte finanziarie innovative a sostegno di progetti altrettanto innovativi nei settori delle infrastrutture verdi, come i sistemi di riutilizzo e raccolta di acqua piovana e/o per la protezione dalle inondazioni e il controllo dell’erosione del suolo; ma anche dei servizi ecosostenibili, dei progetti pro-biodiversità e di adattamento delle imprese. Il NCFF dispone di un finanziamento della BEI pari a circa 100-125 milioni di euro. A ciò va aggiunto il contributo della Commissione Europea pari a 50 milioni euro impiegabili come garanzia sugli investimenti, mentre altri 100 milioni di euro sono destinati ad accrescere la dotazione economica del Fondo per il capitale naturale europeo.

 

 

Sull’etichettatura dei prodotti alimentari le relazioni della Commissione

La Commissione europea ha pubblicato due relazioni relative all’etichettatura di origine dei prodotti alimentari, esattamente come richiesto dal Consiglio e dal Parlamento europeo. Entrambe le relazioni concordano sui benefici dei nuovi requisiti di etichettatura obbligatoria, affermando che non aumentano in maniera chiara i costi e che le norme di quella volontaria sembrano la soluzione più appropriata. La prima relazione analizza la fattibilità delle diverse opzioni per l’etichettatura obbligatoria di origine per i prodotti lattiero-caseari e per le carni minori, mentre la seconda esplora la necessità per i consumatori di essere informati sull’origine dei prodotti alimentari non trasformati, di quelli a base di un unico ingrediente o di quelli che costituiscono più del 50% di un alimento.

(Fonte: www.3tre3.it - https://www.3tre3.it/ultima-ora/ue-potenziale-impatto-etichettatura-sullorigine-di-alcuni-alimenti_4205/)

 

 

Aviaria, tre Procure indagato su un presunto traffico illecito del virus

Le Procure di Verona, Pavia e Padova hanno aperto un’inchiesta sul presunto traffico illecito del virus dell’Aviaria. “La pericolosità dei virus H7N3 e H9 – afferma in una nota Rocco Tiso, presidente di Confeuro - rappresenta un grave rischio per la salute dei cittadini e mette di fatto a repentaglio anche l’affidabilità dell’intero comparto agricolo, e in particolare degli allevatori, che devono difendere la loro produzione, oltre che loro stessi, dai rischi del contagio”. Secondo Tiso il Gup del Tribunale di Roma ha fatto molto bene ad attivare tutte le misure del caso “calcolando in questa attività illecita un potenziale di 40 milioni di euro di danni al patrimonio avicolo”.

(Fonte: www.confeuro.it - http://www.confeuro.it/spip.php?article2594)

 

 

Xylella fastidiosa, per l’Efsa non è l’unica colpevole della malattia degli ulivi

Secondo un’analisi condotta dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), non esiste al momento alcuna evidenza scientifica che comprovi l’indicazione che alcuni funghi, anziché il batterio Xylella fastidiosa, siano la causa primaria della sindrome del disseccamento rapido degli ulivi osservata in Puglia e nel sud dell’Italia. Efsa sottolinea inoltre che non vi è alcuna evidenza pubblicata in letteratura scientifica che il trattamento della malattia fungina riduca l’insediamento, la diffusione e le conseguenze della Xylella, benchè una corretta gestione del campo sia generalmente benefica per la salute delle piante. In una valutazione dei rischi da Xylella fastidiosa pubblicata nel gennaio scorso, l’Efsa aveva affermato che gli ulivi malati erano generalmente colpiti da un insieme di organismi nocivi e diverse specie fungine appartenenti ad altrettanti generi. I nuovi studi, assieme ad altre evidenze disponibili, avvalorano questa tesi.

(Fonte: http://www.efsa.europa.eu/it/press/news/150417a.htm)

 

Per Federdistribuzione la ripresa è ancora troppo fragile

I dati pubblicato nei giorni scorsi dall’Istat relativi allo scorso mese di marzo, mostrano complessivamente un calo dello 0,2% rispetto allo stesso mese del 2014, frutto di una dinamica diversa tra prodotti alimentari (+0,7%) e non alimentari (-0,8%). Nei primi tre mesi dell’anno si registra una crescita complessiva delle vendite pari al +0,3% con l’alimentare a +1,2% e il non alimentare a -0,1%. “I nostri timori sulla fragilità e debolezza della ripresa delle vendite al dettaglio sono stati purtroppo confermati – dichiara in una nota il presidente di Federdistribuzione, Giovanni Cobolli Gigli – Guardando i dati del 2015 si evidenzia come il fuoco di paglia di gennaio (+1,2%) si sia già esaurito il mese successivo (0,0%) per tornare con i dati di marzo in terreno negativo (-0,2%). Segno che ancora non ci sono le condizioni economiche e di fiducia sul futuro da parte delle famiglie per un cammino di reale crescita dei consumi”.

(Fonte: http://www.federdistribuzione.it/ufficio_stampa.php)

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Posted by × Pubblicato il 29/04/2015 at 18:06

 

LATTE

Assemblea del Grana Padano Dop.

Nel 2014 la produzione è aumentata del 6,02%

Si è svolta nei giorni scorsi a Desenzano del Garda l’Assemblea generale del Consorzio di tutela del Grana Padano, che al termine dei lavori ha approvato la relazione del Consiglio d’amministrazione sull’attività del 2014 e il Piano produttivo per il 2015, il primo dopo la fine del regime delle quote latte. Nel suo intervento, il presidente del Consorzio, Nicola Cesare Baldrighi, ha sottolineato che “nell’anno che ci siamo lasciati alle spalle abbiamo dovuto mettere in campo tutte le nostre forze per resistere e fronteggiare la crisi internazionale, e anche se l’export ha fatto segnare una nuova e significativa crescita del 4,5%, abbiamo dovuto fare i conti con l’embargo Russo”. Riguardo i Piani produttivi, va ricordato che il Consorzio del Grana Padano, oltre dieci anni fa, fu il primo ad ottenere dall’Unione europea il via libera ad uno strumento che collegasse andamento delle produzioni a interventi di promozione, aprendo una strada che solo due anni fa il Parlamento europeo ha inserito nella normativa comunitaria. “I Piani sono necessari per far crescere la produzione in modo ordinato e secondo le esigenze del mercato – ha ribadito Stefano Berni, direttore generale dell’ente di tutela – lo testimoniano le performance del Grana Padano che dal 1998 a oggi ha fatto registrare un incremento in quantità del 45,71% e dal 2003 del 27,5%, accompagnati da una crescita esponenziale delle esportazioni, cresciute da 350mila forme di 17 anni fa a 1.588mila del 2014”. Anno in cui, rispetto al 2013, la produzione di Grana Padano è aumentata del 6,02% con il 59,27% lavorato nei caseifici cooperativi e il 40,73% nelle industrie casearie. Riguardo l’export, l’incremento del 2014 sull’anno precedente è stato pari a un +4,5%. I mercati principali partono dalla Germania, dove sono approdate 373.192 forme, seguita dagli USA con 142.608 forme e dalla Svizzera, 142.554. L’aumento più significativo è arrivato dalla Spagna, +29%. Il servizio di vigilanza contro le contraffazioni ha effettuato oltre 8.200 controlli, comprese 45 verifiche su siti di e-commerce che offrivano Grana Padano a prezzi fuori mercato. Circa 2.700 sono state le ispezioni compiute oltre confine.

 

 

OLIVICOLTURA

Azzerata la produzione negli uliveti colpiti da Xylella fastidiosa

La produzione olivicola nelle zone infettate dal batterio Xylella fastidiosa è azzerata. Lo afferma in un approfondito articolo apparso sul n. 16 della rivista L’informatore Agrario, Luigi Catalano del Civi-Italia (Centro interprofessionale per le attività vivaistiche). La situazione a fine marzo scorso ha decretato l’intera provincia di Lecce “zona di insediamento di innumerevoli focolai” e l’epidemia ha ormai superato i confini provinciali. Si tratta di una vera e propria emergenza fitosanitaria che sta causando effetti drammatici per l’agricoltura e la vegetazione dell’intero bacino del Mediterraneo e del continente europeo. Catalano sottolinea che il nostro Paese affronta questa emergenza con un sistema che non è organizzato e con risorse inadeguate, contando principalmente sullo spirito di sacrificio di pochi e su un volontariato encomiabile ma non sufficiente. “Di contro, la Ue chiede sempre più misure reali, ossia l’eradicazione delle piante infette su larga scala, minacciando di non erogare i fondi necessari agli interventi e al sostegno a chi ha visto sconquassate le proprie attività lavorative e imprenditoriali, con danni socioeconomici ingentissimi”. Dopo la nomina di un commissario straordinario, Giuseppe Silletti, che però regge un incarico a tempo, la Regione Puglia, lo Stato e la Comunità hanno stanziato 13,6 milioni di euro, una cifra che Catalano giudica “del tutto insufficiente a far fronte alle azioni da svolgere, mentre manca qualsiasi traccia di risarcimenti da dover in un certo senso assicurare a quanti hanno subìto e subiranno i danni, ignari di tutto ciò”. Secondo l’autore dell’articolo “più che di eradicazione della Xylella fastidiosa bisognerà cercare il modo per convivere con questo pericoloso patogeno, tentando di contenerne al massimo presenza e diffusione sul territorio per tenerlo relegato quanto più possibile in un’area confinata. Esistono troppi punti di ingresso comunitari per le piante provenienti da Paesi terzi dove sono presenti organismi nocivi da quarantena di grande impatto sull’agricoltura mediterranea. I Servizi tecnici presso il Mipaaf e quelli fitosanitari regionali andrebbero di sicuro rafforzati – conclude l’articolo Catalano – garantendo adeguate risorse. Si assiste invece allo smantellamento di queste strutture tecniche e all’assegnazione di compiti diversi da quelli propri di un servizio fitosanitario”.

 

 

LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE

L’efficacia dei controlli al centro anche dell’Expo

E’ stato pubblicato sul sito del ministero per le Politiche agricole il report dell’attività operativa dell’Ispettorato centrale repressione frodi (Icqrf) relativo al 2014. Oltre 36 mila i controlli ispettivi effettuati, quasi 10mila le verifiche di laboratorio, più di 54mila i prodotti controllati e sequestrati per un valore di circa 43 milioni di euro. L’Ispettorato, collaborando con le principali Forze di polizia, ha partecipato ad alcune tra le principali operazioni di contrasto alla criminalità in campo agroalimentare come ad esempio l’operazione “Vertical Bio”, che ha bloccato profitti illeciti derivanti dalla commercializzazione in tutta Europa di falsi prodotti biologici, oppure le operazioni a tutale dell’olio d’oliva italiano “Fuente” e “Olio di carta”. Un ruolo molto importante è stato svolto sempre dall’Ispettorato anche nell’attuazione di Campolibero, che ha introdotto semplificazioni di grande portata per il mondo agricolo, come ad esempio l’estensione dell’Istituto della diffida a tutte le violazioni alle norme che disciplinano la produzione e il commercio dei prodotti alimentari e dei mezzi tecnici. “La lotta alla contraffazione agroalimentare – ha sottolineato il ministro Maurizio Martina – sarà uno dei temi principali che affronteremo durante il semestre dell’Esposizione universale. Presenteremo ad oltre 140 Paesi il nostro sistema di controlli, uno dei migliori a livello europeo, proseguendo il lavoro fatto a Lodi a marzo con il Forum internazionale sulla tutela del cibo vero. In quella occasione abbiamo riunito i principali organismi di controllo internazionali per un confronto e un potenziamento degli strumenti di contrasto alle frodi in campo agroalimentare, sono state individuate buone pratiche e obiettivi condivisi, un lavoro che porteremo sul tavolo della discussione ad Expo per giungere a un salto di qualità nella lotta alla contraffazione internazionale del cibo”.

 

 

UOVA

In Europa la popolazione diminuisce,

ma aumenta il consumo di uova e ovoprodotti

Si prevede che nel 2050, in Europa, si conteranno un totale di 709 milioni di abitanti: 20 milioni in meno rispetto al 2000. Attualmente la quota è di 743 milioni di persone, poco più del 10% della popolazione mondiale. Questi numeri ci introducono all’analisi recentemente pubblicata da Terry Evans secondo il quale oggi in Europa si registra il maggior consumo di uova a persona, ma non si può sottovalutare che il Vecchio Continente sia l’unica area al mondo in cui, dal 2000, la popolazione è via via diminuita e, come riportato più sopra, continuerà a diminuire. Secondo i dati forniti dalla Fao, rispetto al 2000 il consumo di uova stimato per persona è aumentato in tutte le aree del mondo con un incremento di circa l’1%anno, crescita che porta a prevedere che a fine 2015 si arriverà a un consumo di 9,2kg/uova/persona. Secondo l’International Egg Commission (Iec) nelle economie sviluppate le industrie di uova stanno compiendo uno sforzo per ampliare l’utilizzo e quindi il consumo di uova e di ovoprodotti. A livello internazionale questi ultimi vengono consumati da circa il 7-8% della popolazione; negli Stati Uniti e in Canada il consumo di uova in forma di prodotto è pari ad oltre il 30% del consumo totale, mentre in Europa la percentuale è del 20-25%. Sempre secondo i dati elaborati da Iec, i francesi si collocano al primo primo posto, ben 91, ma anche danesi, italiani e spagnoli ne consumanoo almeno 70 a persona. Percentualmente, i prodotti a base di uova consumati in Francia rappresentano circa il 42% del consumo totale di uova. In Danimarca, Italia, Spagna e Svizzera la percentuale si aggira intorno al 30%, nel Regno Unito e nei Paesi Bassi si ferma a poco più del 20%. In Irlanda, invece, solo il 9% delle uova vengono mangiate sottoforma di prodotti.

 

 

ENERGIE RINNOVABILI

Dieci obiettivi e 33 azioni per incrementare le Fer

Assorinnovabili ha elaborato un documento composto da 10 obiettivi e 33 azioni per lo sviluppo delle rinnovabili elettriche che è stato inviato al Presidente del Consiglio e ai ministri impegnati nella formulazione del Green Act. Assorinnovabili ritiene che le cosiddette Fer, se adeguatamente regolamentate e sostenute, possono contribuire al rilancio dell’occupazione e alla crescita del Pil in armonia con gli obiettivi stabiliti nel documento di Strategia energetica nazionale (Sen) e nel recente accordo sui target 2030 definito in sede di Consiglio europeo. Nel documento in questione, si pone l’accento sulla necessità di stabilire regole certe a tutela degli investitori, procedure più semplici in un’ottica di progressiva sburocratizzazione del Paese e un fisco più amico delle rinnovabili, sottolineando inoltre come il Governo, contrariamente a quanto fatto negli ultimi mesi con le misure note come spalmaincentivi, dovrebbe valorizzare il grande patrimonio nazionale costituito dagli oltre 50 GW di impianti rinnovabili esistenti, favorendone la massima efficienza e il continuo rinnovo tecnologico. “Il Green Act è l’occasione che non possiamo permetterci di perdere – ha dichiarato il presidente di Assorinnovabili, Agostino Re Rebaudengo – Oggi più che mai dobbiamo contribuire a costruire un futuro più sostenibile e più efficiente che porti occupazione, ricchezza e benessere. Le rinnovabili possono già offrire tutto questo. Il nostro documento indica la direzione da percorrere per superare gli ostacoli che ancora ne frenano la crescita”.

 

 

 

Flash dal mondo agroalimentare nazionale e internazionale

 

Prezzo del latte, no di Confagricoltura al riferimento del mercato tedesco

Alla riunione della Federazione regionale lattiero-casearia di Confagricoltura Lombardia che si è svolta nei giorni scorsi a Cremona, era presente anche il presidente Mario Guidi. Nel corso dell’incontro è stata ribadita la contrarietà al modello di contratto di fornitura latte recentemente proposto che lega il prezzo conferito agli allevatori alle quotazioni del mercato tedesco con l’applicazione di un differenziale. Un meccanismo, secondo Confagricoltura, che non valorizza adeguatamente la produzione italiana e non tiene conto del suo possibile utilizzo ai fini della produzione di formaggi Dop e di altri ad alto valore aggiunto. A questo proposito, è stata espressa la necessità di un confronto con la parte industriale al fine di individuare soluzioni contrattuali alternative: (Fonte: www.confagricolturalombardia.it)

 

Formaggio Asiago Dop, Fiorenzo Rigoni è il nuovo presidente del Consorzio di tutela

Fiorenzo Rigoni è il nuovo presidente del Consorzio tutela del Formaggio Asiago. L’elezione è avvenuta il 21 aprile scorso. Nel ringraziare per la fiducia espressa da tutti i consiglieri, Rigoni ha voluto sottolineare che la sua nomina “ribadisce l’inscindibile legame di Asiago Dop con il suo territorio insieme all’inimitabile combinazione di fattori locali non replicabili che fanno della nostra Dop un importante presidio della biodiversità ambientale da preservare, valorizzare e promuovere anche attraverso un legame sempre più stretto con le sue origini”. Il Consorzio di tutela del Formaggio Asiago è stato istituito nel 1979 e riunisce oggi 41 caseifici produttori e 4 aziende di stagionatura nel territorio delle province di Vicenza, Padova, Treviso e Trento. (Fonte: www.formaggioasiago.it)

 

Bruxelles sblocca i fondi per promuovere il made in Italy oltre i confini Ue

La Commissione europea ha dato il via libera all’Italia per oltre 8 milioni di euro da destinare alla promozione dei prodotti agricoli nazionali sui mercati extra-Ue. Lo riporta il sito dell’Ansa. Quattro i programmi selezionati da Bruxelles, tutti finalizzati a far decollare il made in Italy agroalimentare. A Unaprol, il programma interamente dedicato all’olio e alle olive, è andata la fetta più cospicua del cofinanziamento, triennale, pari a 4.147.652 euro che verranno spesi per conquistare i mercati nordamericani. La Cso di Ferrara (Centro servizi ortofrutticoli) intende invece promuovere tutta la frutta e la verdura fresca e trasformata in Nordamerica, così come in Cina, Giappone e Medio Oriente e per lei, sempre a livello triennale, è stato stanziato il 50% dei cofinanziamenti europei rispetto a un budget totale di oltre 5 milioni di euro. L’Ivsi (Istituto valorizzazione salumi italiani) potrà contare su un cofinanziamento di 400mila euro destinati a un programma di promozione biennale per promuovere i salumi Dop, Igp e Stg in Giappone (Fonte: www.ansa.it)

 

Continua la discussione sull’Imu agricola

“Il documento del Def con il quale si annuncia la volontà di rivedere l’Imu agricola va considerato come uno dei tanti passi in avanti che ancora vanno fatti per riformare il comparto agroalimentare”. Lo afferma il presidente nazionale di Confeuro, Rocco Tiso, che ribadisce la convinzione della necessità di ripensare il mondo agricolo su diversi aspetti: da quello dell’accesso al credito, allo snellimento delle fasi della filiera; dall’esigenza di maggiore trasparenza fino alle maggiori garanzie sulla qualità delle produzioni. “Il nostro auspicio – conclude Tiso – è che prima o poi si riesca a parlare di agricoltura in termini strategici e soprattutto come mezzo per approdare ad una nuova fase di sviluppo per tutto il Paese. E’ però evidente che prima che questo possa accadere c’è la necessità che questa possibilità venga percepita come tale dalle Istituzioni, nonchè dell’avvio di un chiaro percorso riformatore. ( Fonte: www.confeuro.it)

 

Il Guardasigilli in campo contro i reati agroalimentari

Su proposta del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, è stata istituita la Commissione di studio per l’elaborazione di proposte di intervento sulla riforma dei reati in materia agroalimentare, un fenomeno sempre più diffuso che mina l’eccellenza del made in Italy nel settore enogastronomico e favorisce l’infiltrazione di organizzazioni criminali in questo importante settore economico. Ne dà notizia lo stesso ministero della Giustizia, spiegando che la predisposizione delle proposte dovrà essere ultimata entro il 31 luglio 2015. Il Gruppo di lavoro sarà guidato dall’ex Procuratore di Torino, Giancarlo Caselli, che attualmente presiede il Comitato scientifico dell’osservatorio sulla criminalità in agricoltura e nel sistema agroalimentare. (Fonte: www.agrapress.it)

 

Sicurezza alimentare, dall’industria italiana ogni anno 2 miliardi di euro

Il presidente di Federalimentare, Luigi Scordamaglia, è intervenuto al recente convegno “La Sanità in Italia, falsi miti e vere eccellenze”, promosso dal ministero della Salute affermando che l’industria alimentare italiana investe ogni anno il 2% del fatturato, circa 2,6 miliardi di euro, per garantire la sicurezza e alti standard qualitativi degli alimenti che i consumatori portano in tavola, in Italia e nel mondo. Ogni anno nelle aziende vengono effettuate oltre 720.000 visite ispettive ed oltre 1 miliardo di controlli analitici. I dati ufficiali parlano di circa un 8% del fatturato complessivo, pari a ben 10 miliardi di euro, investito in ricerca, sviluppo e innovazione. La qualità garantita dall’industria alimentare italiana si svolge su molteplici direttrici e ha parametri più o meno misurabili, che consistono nell’ottimizzazione dei processi per la conservazione delle qualità nutrizionali e organolettiche, nella selezione delle materie prime, nella varietà delle gamme, nell’alto contenuto di servizio aggiunto, nella capacità di rispondere a determinate esigenze nutrizionali (4.200 prodotti nuovi o riformulati e 3.600 riporzionati negli ultimi 10 anni), nella conformità a disciplinari di produzione. (Fonte: www.federalimentare.it)

 

Macchine agricole, precipitano le vendite nel primo trimestre dell’anno

E’ crollo nelle vendite di macchine agricole nel primo trimestre del 2015. I dati elaborati da FederUnacoma in base alle immatricolazioni registrate presso il ministero dei Trasporti, rispetto allo stesso periodo del 2014 parlano di un calo del 9,4% per le trattrici, del 12,5% per le mietitrebbiatrici, del 32,7% per le trattrici con pianale di carico e dell’8,8% per i rimorchi. Il dato aggrava la situazione complessiva del settore, che aveva chiuso il 2014 con un calo del 4,4% per le trattrici, del 26,6 per le mietitrebbiatrici, del 3,9% per le trattrici con pianale di carico e del 2,5% per i rimorchi: dal 2009 al 2014 la contrazione per le sole trattrici è stata del 33%. L’unica tipologia a non registrare questi dati negativi, e che anzi ha incremento le proprie quote, è quella dei trattori specializzati, in particolare per vigneto e frutteto, che costituiscono una delle eccellenze dell’industria italiana. (Fonte: www.federunacoma.it)

 

Una tecnologia innovativa darà informazioni sulla qualità della carne

Un team di ricercatori chimici del Massachusetts Institute of Technology (Mit) in USA ha sviluppato un nuovo sensore portatile costituito da nanotubi di carbonio modificati chimicamente, capace di individuare il sottoprodotto chimico volatile del deterioramento microbico della carne. Test su carne suina, pollame, carne di merluzzo e salmone hanno dato risultati promettenti. Il sensore richiede poca potenza e potrebbe essere applicato al packaging della carne fornendo informazioni sulla sicurezza e qualità dell’alimento. (Fonte: www.alimenti-salute.it)

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Posted by × Pubblicato il 15/04/2015 at 14:50

LATTE

Il Governo deve vigilare sull’applicazione dell’Art. 62

La commissione Agricoltura della Camera ha approvato nei giorni scorsi una risoluzione a tutela dei produttori di latte. Lo riporta la newsletter Mangimi&Alimenti di questa settimana. Il provvedimento impegna infatti il Governo “ad assicurare l’effettiva applicazione dell’art. 62 relativo ai contratti di cessione dei prodotti agricoli e alimentari per quanto di sua competenza, oltre a predisporre le norme di attuazione delle regole contrattuali comunitarie di cui al Reg. Ce 1308/2013, prestando particolare attenzione ai criteri, dove previsti, per calcolare il prezzo delle consegne del latte sulla base degli indicatori di mercato, del volume consegnato, della qualità e della composizione del latte crudo. E’ prevista inoltre da parte di Ismea la realizzazione di analisi specifiche relative ai costi di produzione delle imprese di allevamento e alla ripartizione del valore aggiunto nella filiera del settore lattiero-caseario”. La Risoluzione è stata votata all’unanimità e nei suoi contenuti viene evidenziata la condizione di debolezza contrattuale delle imprese del comparto lattiero-caseario che vivono anche una situazione di grave crisi finanziaria. Anche per questo, viene chiesto al Governo un ulteriore sforzo per sostenere in Europa l’indicazione d’origine della materia prima e la promozione dei formaggi italiani. La Commissione impegna infine l’Esecutivo a “rendere pubblici i dati relativi alle importazioni di latte fresco e di prodotti semilavorati a base di derivati del latte anche attraverso la realizzazione di sistemi di tracciabilità delle sostanze utilizzate nella fabbricazione dei formaggi affinchè sia chiaramente percepibile dai consumatori”.

 

 

LATTE

Grana Padano, più risorse dai Piani produttivi

Nei giorni scorsi il Consorzio di tutela del Grana Padano ha diramato una nota contenente un’analisi del sistema delle Quote latte (cessato il 31 marzo scorso) e dei più recenti Piani produttivi ai quali il documento dedica un ampio spazio, ricordando che la loro funzione, a differenze delle Quote, è quella di confrontarsi esclusivamente con i mercati e con la loro ricettività, fornendo risorse aggiuntive per l’acquisto di nuovi spazi commerciali. “Produrre più di quanto il mercato possa assorbire a prezzi accettabili – si legge – è la prima regola che l’economia insegna ad evitare, in tutti i settori. I Piani produttivi, infatti, prevedono costi crescenti con il crescere delle produzioni rispetto ad un riferimento produttivo del caseificio solo se viene superato il punto di equilibrio globale, con l’obbligo che tali risorse vengano totalmente e interamente investite per far crescere i consumi mondiali dei prodotti Dop che li adottano. Inoltre, questi costi aggiuntivi raggiungono al massimo il 15-20% del valore del prodotto in esubero e chi paga si vede riassegnata una buona parte delle quantità aggiuntive di mercato conquistate. Non va neppure dimenticato che i formaggi Dop sono prodotti da tantissimi caseifici, ma arrivano sul mercato con un unico marchio e un’unica denominazione: sarebbe pura follia oltrechè anarchico comportamento masochistico se non esistesse un orientamento complessivo sulle quantità da immettere sul mercato, specie quando si tratta di formaggi prodotti oggi ma consumati dopo molti mesi”. Relativamente al Grana Padano, il comunicato ricorda che da quando sono entrati in vigore i Piani produttivi, la produzione è aumentata in media del 2,5%/anno e la dimensione media dei caseifici è cresciuta in produttività annua di ben il 51,6%, perché i Piani hanno anche favorito gli accorpamenti, le fusioni tra cooperative o le cessioni di ramo d’azienda generando benefici sia a chi ha ceduto che a chi ha acquistato. Inoltre, grazie alle risorse derivanti dalla loro applicazione, l’export è più che raddoppiato al punto che nel 2014 ha raggiunto la quota record di 1milione e 588mila forme, equivalenti a circa 800milioni di litri di latte utilizzati. Non solo. Sempre grazie all’applicazione dei Piani è stato garantito ai soci delle cooperative che producono il 60% di tutto il Grana Padano un dividendo che ha assicurato un prezzo alla stalla di tutto il latte prodotto in Italia a livelli migliori rispetto a quelli esteri, francese e tedesco in primis. Numeri, chiude il comunicato, che vanno tenuti presente e che sottolineato l’importanza dei Piani produttivi rispetto alle prospettive di sviluppo e di tenuta futura dell’intero sistema lattiero-caseario italiano.

 

 

SUINI

Le previsioni europee parlano di quotazioni in leggera crescita

Le previsioni degli esperti di molti Paesi UE confermano che fino alla fine del 2015 si registrerà un andamento riflessivo delle quotazioni, motivato da un tendenziale aumento delle produzioni. Lo rende noto l’Anas in un comunicato di qualche giorno fa. Secondo i servizi della Commissione, nonostante il bando russo, nel secondo semestre del 2014 si è registrato un aumento record delle esportazioni comunitarie verso i Paesi terzi; il bando imposto dalla Russia potrebbe cessare nel mese di agosto 2015 e tale circostanza dovrebbe produrre effetti positivi sui prezzi. D'altro canto, si temono anche possibili ribassi delle quotazioni dovuti alla reimmissione sul mercato nel prossimo mese di luglio delle carni suine avviate allo stoccaggio privato a partire dallo scorso mese di marzo. Per i prossimi mesi, è atteso anche un forte aumento della pressione competitiva USA sui mercati extra-europei. Per quanto riguarda l'Italia, si prevede una tenuta dei prezzi nel secondo semestre rispetto allo stesso periodo del 2014, per una tendenziale minore offerta di suini e una possibile ripresa dei consumi di carne fresca.

 

 

BIOENERGIE

Castiglione: “Nelle rinnovabili l’agricoltura ha un ruolo primario”

Che fine farà l’agroenergia? E’ questa la prima domanda che il direttore de L’Informatore Agrario, Antonio Boschetti, ha posto a Giuseppe Castiglione, sottosegretario alle Politiche agricole con delega alle agroenergie, in un’intervista apparsa sul supplemento “Energia Rinnovabile” allegato al n. 14 della rivista. “L’agricoltura non può restare fuori dalla partita delle rinnovabili – ha risposto Castiglione – in primis perché l’agroenergia distribuita e di piccola taglia è una risposta formidabile al taglio degli aiuti Pac al mondo zootecnico, e poi perché nel nostro Paese si è ormai sviluppata un’industria delle rinnovabili con migliaia di occupati dediti alla costruzione e manutenzione di impianti a biogas e a biomassa”. Boschetti ricorda quindi a Castiglione che siamo ormai prossimi alla scadenza del triennio dell’ultimo sistema di incentivazione e che ancora non si parla di un prolungamento del regime di aiuti. “Il ministero dell’Agricoltura ha presentato a quello dello Sviluppo economico una proposta in tema di incentivazione – ha risposto il sottosegretario – che in prima battuta ha avuto il parere unanime di tutte le organizzazioni professionali e che ha come strategia quella di valorizzare le biomasse agricole tra biogas-biomasse e biometano. L’obiettivo della proposta è quello di favorire i piccoli impianti alimentati con sottoprodotti o al massimo con un 30% in peso di colture dedicate. Abbiamo inoltre proposto di fissare per l’accesso agli incentivi il limite rispetto alla taglia di 300 kW di potenza elettrica installata e di applicare una tariffa omnicomprensiva di valore non inferiore a quella attualmente in vigore, inclusiva dei bonus relativi all’efficienza di sfruttamento dell’energia termica e alla gestione dell’azoto”. Boschetti chiede infine a Castiglione quando vedremo realizzato il primo impianto a biometano, soprattutto a seguito della delibera siglata il 12 febbraio scorso dall’Autorità per l’energia elettrica relativamente alle modalità di connessione alla rete. “Sono fiducioso e ritengo che entro quest’anno partiranno i primi progetti – ha risposto Castiglione – A completamento degli aspetti tecnici, il Gse sta lavorando alle proprie linee guida per gli operatori che chiederanno di avere accesso agli incentivi e ai certificati di immissione in consumo”.

 

 

MATERIE PRIME

Gli agricoltori americani semineranno meno mais

Il report diffuso dall’International Grains Council (IGC) segnala alcuni elementi di criticità per il raccolto di mais a livello mondiale. Lo riporta nella sua newsletter il sito Assomais.it. Il calo di produzione globale che si potrebbe manifestare nella stagione 2015-2016 sarebbe pari al 4,9% per un totale di 941 milioni di tonnellate. Una riduzione che potrebbe riflettersi negativamente sui consumi, in particolar modo nelle aree in cui le ingenti colture della stagione 2014-2015 ne hanno stimolato l’utilizzo. Il calo delle scorte di mais sarà particolarmente marcato nei Paesi che si classificano come i maggiori esportatori di prodotto, con una caduta stimabile in 50 milioni di tonnellate. Il fatto avrà inevitabilmente una ripercussione sulle quotazioni, in quanto le scorte detenute da questi Paesi (ad esempio Stati Uniti, Brasile ed Ucraina) sono particolarmente importanti nella definizione dei prezzi a livello mondiale. In ogni caso, guardando al comparto nel suo complesso, l’IGC ritiene che le scorte totali di cereali rimarranno attestate a livelli definiti tranquillizzanti sino al termine della prossima stagione nonostante un calo del 5% (quota 406 milioni di tonnellate). Inoltre, a quanto pare gli agricoltori americani hanno deciso di seminare quest’anno meno mais e puntare su un'altra coltura, il sorgo, che sostituirà in parte mais e frumento, crollati di prezzo dopo due stagioni consecutive di raccolti da primato mondiale. Al mais in particolare, sarà riservata l’area più piccola da 5 anni, benché ridotta di appena l’1,5% dalla passata stagione e comunque enorme (89,2 milioni di acri, circa 36 milioni di ettari). Secondo il rapporto di previsione sulle semine diffuso dall’Usda nei giorni scorsi, nel corso della prossima stagione i coltivatori americani vi riserveranno 7,9 milioni di acri, circa 3,2 milioni di ettari: un’estensione relativamente piccola - specie se paragonata a quelle delle maggiori colture - ma la più alta da sette anni e in crescita del 10,7% rispetto al 2014-15.

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Posted by × Pubblicato il 19/02/2015 at 15:51

ENERGIE RINNOVABILI BioEnergy Italy, appuntamento a CremonaFiere dal 25 al 27 febbraio Bioeconomia, chimica verde, biolubrificanti, biometano, gestione di rifiuti e sottoprodotti agroindustriali ma anche di reflui ed effluenti, buone pratiche di coltivazione del mais, valorizzazione della pollina, opportunità di lavoro nella green economy. Sono solo alcuni dei temi al centro dei tre giorni in cui, presso i padiglioni di CremonaFiere, dal 25 al 27 febbraio prossimi si svolgerà la V edizione di BioEnergy Italy, rassegna dedicata alle energie rinnovabili che quest’anno si articolerà anche nella prima edizione del Food Waste Management Conference e nell’ulteriore prima edizione della Green Chemistry Conference and Exhibition. Un appuntamento importante, nel corso del quale tutto il mondo delle risorse rinnovabili e della loro trasformazione verrà esplorato attraverso il nutrito parterre espositivo e il ricco programma convegnistico in calendario che presenteranno e illustreranno le tecniche più innovative. Oggi, in Europa, secondo un report della Commissione europea del 2012, la bioeconomia genera un fatturato di circa 2mila miliardi di euro e dà lavoro a 22 milioni di persone. Il suo sviluppo è considerato strategico anche nelle politiche di espansione della Ue, con strumenti come il programma Horizon 2020 e di molti Paesi nel mondo. Il fulcro di questa svolta epocale nelle produzioni è rappresentato dall’agricoltura. Ed è proprio cogliendo questo aspetto che CremonaFiere, alla consolidata proposta di BioEnery Italy, ha pensato quest’anno di affiancare le due nuove iniziative Food Waste Management Conference e Green Chemistry Conference and Exhibition. Si tratta del naturale completamento di una proposta espositiva all’insegna dell’innovazione, che vede nell’integrazione delle filiere produttiva, energetica, food e non food lo snodo fondamentale attraverso il quale agricoltura e industria agroalimentare potranno contribuire allo sviluppo sostenibile creando nuove opportunità di lavoro e rilanciando la competitività del settore primario e della trasformazione.

LATTE

Parmigiano Reggiano, calano le quotazioni ma crescono i consumi In un anno segnato da forti insoddisfazioni per le quotazioni, i consumi di Parmigiano Reggiano sono cresciuti dell’1,7%. Lo rende noto il Consorzio di tutela che ricorda come, dopo due anni di sostanziale stabilità con una lieve tendenza alla flessione, nel 2014 il mercato interno abbia registrato una domanda in rialzo, con un picco particolarmente rilevante degli acquisti familiari nelle settimane a ridosso delle festività (+7%). “Contrariamente a quanto da alcune parti è stato rilevato e in controtendenza rispetto ad altri formaggi duri – ha precisato il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai – a partire dai similgrana che hanno registrato un calo delle importazioni del 2,7% nel 2013 e dello 0,8% nel 2014, le rilevazioni sulle famiglie e i dati relativi a tutti i canali di vendita (incluso l’Horeca) indicano un buon andamento dei consumi interni per il Parmigiano Reggiano, che si associa a una dinamica ancor più soddisfacente per l’export (+3,6%). Il dato è purtroppo del tutto insoddisfacente per quello che riguarda le quotazioni all’origine, il cui calo è associato anche a una flessione dei prezzi al consumo”. Alai ha ricordato che lo scorso anno i prezzi medi al consumo sono scesi di oltre il 4%, con punte assai più rilevanti in vaste aree del Paese, “incluse le zone di produzione e quelle che presentano i consumi tradizionalmente più elevati”. Le offerte e le promozioni particolarmente intense nella seconda metà dell’anno hanno spinto gli acquisti, ma le quotazioni per i produttori, mediamente pari a 8,06euro/kg nel 2014 rispetto agli 8,74euro/kg del 2013 e ai 9,12euro/kg del 2012, sono risultate fortemente penalizzanti per i redditi”. Un andamento strettamente legato a un aumento dell’offerta che, in quattro anni, si è concretizzata in una crescita produttiva superiore al 10%. “Ora – ha concluso Alai – la tendenza sembra essersi invertita con un calo della produzione che a dicembre si è attestato all’1,1% e divenuto ancora più marcato a gennaio 2015 con un -2,5% rispetto allo stesso mese del 2014, un dato che evidenzia i primi effetti delle difficoltà del comparto”. SUINI In ripresa a gennaio la redditività degli allevatori A gennaio le quotazioni del suino pesante da macello sono aumentate dell’1,8%, arrivando a 1,35euro/kg (Cun). Lo si apprende dalla mensile newsletter di Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole). Il dato, riferisce il documento, è solo apparentemente positivo perché, se si va a vedere lo stesso mese dello scorso anno, il confronto diventa pesantemente negativo: -12,7%. In pratica, il dato tendenziale dice che i prezzi di inizio 2015 sono molto più bassi di quelli di un anno fa. Nonostante ciò, l’indice Crefis di redditività della suinicoltura italiana sale a gennaio del 3,7% rispetto a dicembre e del 5,9% rispetto a gennaio 2014. In peggioramento la redditività nella fase di macellazione che sempre a gennaio sconta i costi maggiori per l’acquisto dei suini da macello: l’indice Crefis mostra un -5,9% ma indica anche un +15,8% rispetto allo stesso mese del 2014. Un mese negativo per la macellazione che, oltre ai maggiori costi, è segnato dal calo delle quotazioni dei tagli freschi. Le cosce per crudo Dop hanno quotato 3,410euro/ kg per la tipologia leggera e 3,850euro/kg per quella pesante. Riguardo la fase di stagionatura dei prosciutti Dop la redditività migliora seppure in maniera molto contenuta. Il dato è un +0,4% per la tipologia leggera e +0,5% per quella pesante. Un dato rimane positivo anche dal punto di vista tendenziale:+7,5% per entrambe le tipologie di peso. Per i prosciutti generici l’andamento a gennaio è stato negativo e ha fatto registrare una variazione congiunturale di -0,7% per la tipologia leggera e di -2% per quella pesante. Molto al ribasso anche le variazioni tendenziali: rispettivamente a -6,9% e -5,5%.

DIRETTIVA NITRATI

Zone vulnerabili, il 17 marzo si parlerà di revisione Dopo mesi di attesa, alla fine dello scorso mese di gennaio l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ha presentato uno studio sull’inquinamento da nitrati che di fatto “assolve” gli allevamenti dall’antipatico ruolo di principali colpevoli. Tutto bene quindi? Non proprio, perché, come scrive Angelo Gamberini sul sito Agronotizie del 12 febbraio scorso, “il problema dell’applicazione della Direttiva nitrati è tutt’altro che risolto, perché vanno ridefiniti alla luce di queste nuove conoscenze evidenziate dallo studio di Ispra i parametri di impiego dei reflui zootecnici e va rivisto il perimetro delle aree vulnerabili, quelle dove il limite di azoto per ettaro dovrebbe passare da 340 a 170kg”. Il 10 febbraio scorso, a Roma, si è svolto un primo incontro per decidere il da farsi e al tavolo interministeriale, presenti il ministro Maurizio Martina e Gianluca Galletti, rispettivamente titolari del dicastero delle Politiche agricole e dell’Ambiente, erano presenti anche i rappresentanti delle Regioni e delle Organizzazioni agricole. L’incontro – continua nel suo articolo Gamberini – si è risolto con la decisione di un ulteriore rinvio fissato al 17 marzo prossimo, nel corso del quale le regioni che insistono sulle zone vulnerabili dovranno presentarsi con proposte concrete riguardo la relativa revisione. Un compito che dovrà essere svolto con un confronto tecnico fra gli assessori regionali all’Agricoltura e all’Ambiente. L’auspicio del giornalista, al termine dell’articolo, è che alla data del 17 marzo tra i punti all’ordine del giorno non figuri la voce “rinvio”. MANGIMI Assalzoo dà vita a un Comitato scientifico sui temi della sicurezza alimentare Sempre attenta ai temi dell’innovazione per migliorare tanto la qualità dei mangimi quanto gli standard di food safety, Assalzoo (Associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici) ha deciso di rafforzare la propria azione creando un comitato scientifico composto da scienziati, dedito in via prioritaria ai temi dell’innovazione. Il Comitato è composto da cinque membri. Il coordinamento è affidato al professor Giuseppe Pulina, Ordinario di Zootecnia speciale all’Università di Sassari e past-president dell’Associazione scienze delle produzioni animali. Accanto a lui il professor Roberto Villa, docente di Farmacologia e Tossicologia Veterinaria presso l’Università di Milano; il professor Gabriele Canali, docente di Economia dei sistemi agroalimentari presso l’Università Cattolica di Piacenza; il professor Matteo Crovetto, Ordinario di Alimentazione animale all’Università di Milano e la dottoressa Elisabetta Bernardi, Nutrizionista e consulente scientifico di Rai Expo Milano 2015. Tra i temi su cui si concentrerà il lavoro del Comitato – ricorda una nota diffusa dall’Ufficio Stampa di Assalzoo – vanno ricordati quello dell’antibiotico resistenza, del microbioma, del mercato delle materie prime di interesse zootecnico, senza dimenticare questioni più generali che toccano comunque il settore dell’alimentazione animale come la sostenibilità ambientale e le nuove emergenze tossicologiche. “Assalzoo – ha dichiarato il presidente Alberto Allodi – da sempre ha considerato il mondo scientifico un punto di riferimento importante. Questo Comitato rappresenta un gruppo in cui abbiamo riunito elevate professionalità, con un evidente grado di complementarietà il cui obiettivo è fornire ad Assalzoo, e al settore mangimistico, uno strumento tecnico e conoscitivo indispensabile per garantire la sicurezza alimentare, nonché un supporto strategico verso l’innovazione per rendere più efficiente, competitivo e sostenibile il nostro lavoro”. Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale Guidi (Confagricoltura): Agea paghi i contributi Pac La Giunta esecutiva di Confagricoltura che si è riunita nei giorni scorsi, tra gli altri ha affrontato anche il tema dei ritardi nell’erogazione dei sostegni della Pac da parte di Agea, organismo pagatore. “In un contesto di particolare criticità per le aziende agricole – ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi – dobbiamo anche registrare la mancata erogazione del saldo degli aiuti riferiti alle domande di pagamento unico 2014”. Per questo Guidi ha rivolto un appello ai vertici di Agea affinchè le aziende possano prontamente ricevere gli aiuti di loro spettanza. “E’ una boccata d’ossigeno necessaria – ha affermato Guidi – per le imprese del settore su cui pesano anche le incertezze derivanti dall’applicazione della riforma della Pac”: (Fonte: www.confagricoltura.it) Sull’Imu agricola si continua a discutere La Coldiretti, dopo la scadenza del 10 febbraio, nel sottolineare la necessità che venga rispettato lo Statuto del contribuente, ha formulato un appello a tutti i sindaci di Italia affinchè venga ridotta al minimo l’aliquota da applicare ai terreni agricoli nei Comuni interessati dall’Imu, ricordando che nell’immediato è anche necessario evitare le sanzioni nei casi di ritardato pagamento quando dovuto. Sono state infatti individuate diverse categorie di Comuni per l’esenzione dall’imposta: la prima è quella dei Comuni totalmente montani, del tutto esenti dal pagamento, mentre la seconda categoria riguarda i Comuni parzialmente montani dove l’Imu non si applica solo se i proprietari dei terreni sono in possesso della qualifica di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale, oppure se i terreni agricoli sono stati dati in affitto o in comodato. (Fonte: www.ilpuntocoldiretti.it) Azioni concrete a difesa della biodiversità La biodiversità si sta progressivamente riducendo. In un secolo si sono estinte 300mila varietà vegetali. L’allarme arriva dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori) che ricorda come nel nostro Paese siano a rischio di estinzione oltre 2000 varietà tra animali e vegetali e solamente negli ultimi 50anni si siano perse almeno 80 razze tra bovini, caprini, ovini, suini ed equini. Molte razze antiche e varietà locali sono a rischio scomparsa perché soppiantate dalle varietà più produttive adatte ai sistemi di allevamento e coltivazione intensivi e alle regole del mercato globale. La Cia, su questo tema, promuove e rilancia da anni la figura dell’”agricoltore custode”, adoperandosi per valorizzare l’opera di questi imprenditori impegnati nella difesa della biodiversità di cui porta avanti le istanze. (Fonte: www.cia.it) Ancora in calo i consumi di carne fresca suina Secondo i dati pubblicati da Ismea, nei primi 11 mesi del 2014 gli acquisti delle famiglie italiane hanno registrato un calo consistente: la carne suina fresca si conferma il prodotto che subisce la contrazione più significativa dei consumi con una flessione delle quantità acquistate del 6,2% e una diminuzione delle famiglie acquirenti del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2013. I salumi registrano invece un aumento dei volumi acquistati, con una crescita del 2,4% per quelli non Dop/ Igp e dell’1,5% per i Dop/Igp. Purtroppo i dati confermano il fenomeno della deflazione: in diminuzione i prezzi della carne suina fresca “naturale” e quelli dei salumi. (Fonte: www.anas.it) L’americano “Asiago Cello” insidia il vero Asiago Dop L’esistenza del marchio “Asiago Cello”, registrato da una Società del New Jersey (USA), ha spinto l’Ufficio per i brevetti e i marchi commerciali degli Stati Uniti a rifiutare al Consorzio di tutela dell’Asiago la protezione per il nome del formaggio veneto, decisione contro la quale il Consorzio ha presentato ricorso. Lo riferisce un portale specializzato, spiegando che l’ente di tutela aveva fatto presente al responsabile del dossier di essere il rappresentante ufficiale dell’Asiago e di “esercitare un legittimo controllo sull’uso” del nome in base alla normativa europea sulle indicazioni geografiche, ma non è servito. La Società che detiene il marchio “Asiago Cello” è la Arthur Schuman inc., che ha un ampio portafoglio di marchi evocativi: dal “Parm Cello” al “Bella Rosa” al “Gran Cello” al “Viadana”. (Fonte: www.agrapress.it) Ad Atlanta il Meeting sulla sicurezza alimentare e la registrazione dei prodotti Si è chiuso con successo l’ottavo Meeting dei regolatori internazionali della mangimistica di Atlanta, negli Stati Uniti. All’incontro ha partecipato un numero record di operatori provenienti da tutto il mondo. Tra i temi affrontati la sicurezza degli alimenti e la registrazione dei prodotti, ma si è discusso anche di legislazione di settore in Sudafrica, Australia e America Latina. “Gli operatori della mangimistica possono contribuire a rendere i settori dell’alimentare e del bestiame più responsabili e a raggiungere obiettivi comuni come la sicurezza del cibo e la salute degli animali”, ha detto Daniela Battaglia, funzionario della Divisione Salute e Produzione Animale della Fao. (Fonte: www.mangimiealimenti.it) Abbattuta un’altra barriera sanitaria. Ora il Canada è ancora più vicino La Canadian Food Inspection Agency (CFIA) ha eliminato il limite minimo di stagionatura dei prodotti di salumeria esportabili nel Paese. L’iter era iniziato nell’autunno dello scorso anno su richiesta di Assica ed era finalizzato ad ottenere l’eliminazione del periodo minimo di stagionatura di 30 giorni previsto per i salumi esportati dall’Italia e la conseguente apertura del mercato canadese alle carni suine fresche. Le nuove condizioni per l’esportazione proposte dalla Cfia non prevedono requisiti minimi di stagionatura dalle Regioni italiane indenni dalla malattia vescicolare. Il mercato canadese negli ultimi cinque anni (2008-2013) ha registrato un +60,8% in quantità per 791 tonnellate di prodotto e un +63,3% in valore pari a 8,4 milioni di euro. (Fonte: www.assica.it) La vertenza dei portuali americani mette in crisi il settore suinicolo statunitense L’Associazione nazionale dei produttori di carni suine americana, insieme a 92 altre organizzazioni agricole, alimentari e industriali, hanno sollecitato le parti coinvolte nella controversia di lavoro che colpisce le esportazioni di alimenti attraverso i porti della costa occidentale per risolvere in tempi molto brevi la loro vertenza. Il conflitto con i lavoratori nei porti di Long Beach, Los Angeles, Oakland, Seattle e Tacoma ha incagliato migliaia di contenitori di carne di maiali e di altri prodotti agricoli. Da novembre il prezzo della carne di maiale è sceso del 20%. Le stime parlano di una perdita, per le industrie della carne suina americana, per più di 30 milioni di dollari la settimana. (Fonte: www.3tre3.it) In Venezuela per latte e petrolio i conti non tornano Il crollo del prezzo del petrolio sta provocando pesanti conseguenze ai Paesi esportatori con effetti negativi sul mercato del latte, prodotto di cui questi Paesi sono in genere importatori. Fra questi, oltre alla Russia c’è il Venezuela, dove il petrolio rappresenta più dell’80% delle sue entrate in valuta estera. In questa nazione è in atto una depressione economica aggravata da un’inflazione ormai vicina al 65% e un debito estero in continua ascesa. A gennaio si è poi accentuata anche la scarsità di alimenti e beni essenziali a causa di una produzione interna insufficiente e di importazioni sempre più difficili da sostenere. In questa ottica, anche il mercato del latte deve essere considerato nel più ampio contesto dell’economia mondiale. (Fonte: www.clal.it) Federdistribuzione, troppo elevato il divario tra Nord e Sud del Paese “I dati diffusi negli ultimi giorni dall’Istat sulla situazione del Mezzogiorno sono estremamente preoccupanti e riportano il tema del Sud d’Italia tra le assolute priorità del Paese”. Lo ha affermato Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione. Il Mezzogiorno risulta avere un pil pro-capite, nel 2013, inferiore del 45,8% a quello del Centro-Nord, pari nel Meridione a 17.200euro. Ma soprattutto evidenzia, sempre per il 2013, una spesa di consumi per abitante inferiore del 32% rispetto a quella del Centro-Nord: 12.500euro contro i 18.300euro del resto del Paese. “I dati si aggiungono a quelli sui livelli di disoccupazione e di lavoratori irregolari che sono più del doppio nel Sud rispetto al resto del Paese – ha dichiarato Cobolli Gigli – disegnando un quadro drammatico dal punto di vista economico e sociale”. (Fonte: www.federdistribuzione.it)

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Posted by × Pubblicato il 13/02/2015 at 16:02

LATTE

Martina, insieme alla Gdo per difendere il sistema produttivo

Il 17 febbraio prossimo, al ministero per le Politiche agricole, si terrà un incontro con le realtà della Gdo. Lo ha annunciato nei giorni scorsi il ministro Maurizio Martina che, in una nota divulgata da Agrapress, sottolinea quanto “il mondo della distribuzione organizzata italiana possa dare una mano importante in questo delicato passaggio per il settore lattiero-caseario per le stalle e i caseifici italiani. “Sul nostro latte e sui nostri formaggi di qualità – ha dichiarato Martina – possiamo condividere azioni di sostegno e nuove iniziative verso i produttori e i consumatori. Penso al rafforzamento delle informazioni sull’etichetta, a partire da una maggiore evidenza della zona di mungitura, al tema organizzativo dell’interprofessione e anche al rafforzamento immediato della promozione di Dop e Igp. Con alcuni operatori, da sempre sensibili su questo fronte, abbiamo già parlato e credo proprio ci siano margini per fare un buon lavoro insieme. Torno a chiedere a tutti più gioco di squadra nell’interesse dell’agroalimentare italiano e a difesa dei nostri allevatori e agricoltori che rimangono l’anello debole della filiera”. Sullo stesso argomento il ministro Martina era intervenuto anche in occasione del convegno dedicato al tema “Parmigiano Reggiano e lo scenario post-quote latte, il ruolo del Consorzio di tutela” che si è tenuto sabato 31 gennaio a Soragna, in provincia di Parma. In quella sede il ministro Martina ha sottolineato che i due punti di forza sui quali puntare sono l’interprofessione nel sistema latte e formaggio, “sulla quale il Ministero farà la propria parte per essere elemento di stimolo e di coagulo riorganizzativo e, contemporaneamente, il rafforzamento dei Consorzi di tutela in uno scenario che cambia e va riletto con una visione aperta”.

 

AVICOLO

Il comparto tiene. Bene produzione e consumi

Ammonta a 1.261.200 tonnellate il volume della produzione di carne avicola registrata nel nostro Paese nel 2014. Ne dà conto il sito Agricoltura Moderna in un articolo firmato da Giuseppe Paracelso. L’aumento, sull’anno precedente, è stato dello 0,2%. In crescita la produzione di polli, +1%, mentre in flessione i tacchini e le altre specie avicole. L’articolo si rifà ai dati preliminari diffusi da Unaitalia (Unione nazionale delle filiere delle carni e delle uova) e riporta anche alcune dichiarazioni del presidente, Aldo Muraro. Riguardo i consumi, anche qui si è registrato un incremento dell’1% in linea generale, con un +2,3% per la carne di pollo e un -2,1% per quella di tacchino e le altre carni avicole. In pratica, gli italiani consumano 13,92kg di carne di pollo e 4,31kg di tacchino a testa/anno. Tiene l’autoapprovvigionamento del settore, con una produzione pari al 102,8% relativa alle carni di pollo consumate a livello nazionale, e addirittura del 117,8% per quelle di tacchino, dimostrando una completa autosufficienza che garantisce la provenienza e la qualità del prodotto consumato sulle tavole italiane. Relativamente alle uova da consumo, Paracelso sottolinea che l’adeguamento alle normative comunitarie sul benessere delle ovaiole aveva influenzato negativamente la produzione, a cui però le aziende hanno saputo reagire dandole nuovo impulso. In numeri, le uova prodotte nel 2014 hanno incassato un +3% rispetto all’anno precedente e sono state pari a 12 miliardi e 534 milioni. Ciononostante, per soddisfare la domanda interna è stato necessario ricorrere alle importazioni che in ogni caso sono diminuite di circa il 20% rispetto al 2013. “In un momento di transizione dovuto all’introduzione della normativa sul benessere – ha dichiarato nell’articolo Aldo Muraro – il sistema produttivo italiano ha saputo rilanciare la produzione e garantire elevati standard di qualità. Se è vero che la sostituzione delle gabbie convenzionali con quelle arricchite, dotate di posatoi e nidi e l’allargamento delle produzioni a terra hanno comportato un rallentamento della produzione, i dati incoraggianti dimostrano come gli allevatori e i produttori italiani di uova abbiano lavorato alacremente per garantire efficienza al sistema produttivo”. L’articolo termina ipotizzando per il 2015 un aumento delle produzioni totali di carni avicole, soprattutto di pollo. Riguardo le uova, la normalizzazione degli allevamenti dovrebbe portare a un incremento, lieve, della produzione.

 

NEGOZIATO TTIP

Trattativa in salita, lo scoglio con gli Usa sono le Dop

La Commissione europea ha pubblicato i documenti relativi all’accordo Ceta (Comprehensive trade and economic agreement) di libero scambio col Canada e alla situazione dei negoziati in corso con gli Stati Uniti sul Ttip (Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti). Nella newsletter Clal.it, Leo Bertozzi riporta la cronaca degli ultimi avvenimenti con una personale analisi della situazione. Egli infatti scrive che nell’accordo concluso con il Canada, la Commissione europea ha realizzato l’impresa di avere il riconoscimento sul principio della protezione delle Indicazioni geografiche che nella Ue comprendono Dop, Igp e Stg. Attualmente le IG canadesi sono tre, tutte prodotte in Québec: Agneau de Charlevoix, Cidre de glace du Québec, Vin de glace du Québec. Il problema maggiore, secondo Bertozzi, è invece con gli USA che non riconoscono il sistema europeo di tutela delle denominazioni. Addirittura, esiste un Consortium for common food names che si oppone alla tutela della IG, sostenendo al contrario come esista una tradizione nell’uso di nomi che ora sono generici: fra questi Asiago, Feta, Parmesan, Munster, tutte denominazioni che nella UE sono protette come Dop. I documenti pubblicati dalla Commissione – scrive ancora Bertozzi – manifestano uno sforzo per accrescere la trasparenza del sistema europeo. Fra questi un testo specifico chiarisce suolo e natura della protezione per le Indicazioni geografiche, argomento sensibile e contrastato, che specifica come il sistema statunitense dei marchi di certificazione non dà sufficienti garanzie ai consumatori in merito alla vera origine dei prodotti. Vista l’importanza del negoziato Ttip che riguarda una serie di norme che possono avere un grande impatto sulla produzione e trasformazione dei prodotti europei, diventa importante che il riconoscimento delle IG non venga sacrificato per altri, maggiori interessi. Diventa dunque cruciale la posizione dell’Italia che dovrà essere univoca per sostenere con forza il riconoscimento di Dop e Igp da parte degli Stati Uniti. Questo se non si vuole perdere il fattore di competitività a livello internazionale offerto dai prodotti di qualità rispetto alle generiche commodity. I campanelli d’allarme non mancano anche nella Ue, conclude Bertozzi. Ad esempio il ministro tedesco all’Agricoltura, Schmidt, ha messo in dubbio l’interesse di tener duro sulle Indicazioni geografiche quando altre, maggiori opportunità, sarebbero offerte dal libero accesso al mercato USA.

 

MATERIE PRIME

L’Usda prevede raccolti in aumento, eccetto l’orzo

L’Anas (Associazione nazionale allevatori suini) ha elaborato i dati Usda (United States Department of Agriculture) sul mercato mondiale di cereali e soia fornendo le previsioni per la campagna 2014-15 aggiornate a gennaio 2015. Per quanto riguarda il frumento tenero le previsioni indicano una produzione mondiale di 723,4 milioni di tonnellate, in aumento dell’1,1% rispetto all’annata precedente. Per quanto riguarda la UE-28 l’incremento produttivo sarà dell’8,4% per complessive 155,5 milioni di tonnellate. Aumentano del 6,5% gli stock mondiali iniziali (in totale 185,8 milioni di t.) e del 5,5% quelli finali (196 milioni di t.). In crescita anche i numeri totali: +1,3% per complessive 713.19 milioni di t. e gli utilizzi per l’alimentazione animale, +7% per 139,4 milioni di t. Relativamente al mais la produzione mondiale è stimata in 988,1 milioni di t. e si mantiene stabile rispetto alla precedente campagna agraria, mentre la produzione UE è in crescita del 15,1% per un totale di 74 milioni di tonnellate. Gli stock mondiali iniziali e finali sono confermati in aumento rispettivamente del 24,9% e del 9,8%. In crescita dell’1,9% anche i consumi totali (971,16 milioni di t.) e del 3,7% quelli per l’alimentazione animale (594,23 milioni di t.. In calo invece i raccolti mondiali di orzo (-3,9% per un totale di 139,74 milioni di t.) mentre nell’Unione europea, le previsioni Usda indicano una produzione in lieve aumento (+0.5%). Confermata la sostanziale stabilità dei consumi mondiali di orzo (-0,2%) mentre una flessione più marcata è indicata per i consumi comunitari (-1,9%). Infine la soia, rispetto alla quale le stime Usda indicano una produzione mondiale in crescita del 10,8%. Gli stock mondiali iniziali e finali sono indicati in aumento rispettivamente del 15,8% e del 37,2%. In crescita del 5,1% i consumi mondiali.

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

 

Il Consorzio Grana Padano sarà sempre presente a Expo

E’ stato presentato nei giorni scorsi a Milano il progetto con cui il Consorzio Tutela Grana Padano sarà presente per tutti i sei mesi dell’Esposizione Universale a Cascina Triulza, Padiglione della Società Civile di Expo Milano 2015: un vero e proprio caseificio per mostrare la lavorazione di uno dei prodotti più prestigiosi della tradizione italiana. La presenza del Consorzio nel Padiglione della Società Civile è una testimonianza significativa del mondo cooperativo, che sarà protagonista a Cascina Triulza insieme alle altre realtà del Terzo Settore, al mondo della produzione sostenibile e alle Istituzioni impegnate sui temi e gli obiettivi proposti dal Padiglione. (Fonte: www.granapadano.com)

 

A Brescia scende in piazza Agrinsieme in difesa del mondo agricolo

Le federazioni regionali lombarde di Confagricoltura e Cia scenderanno in piazza mercoledì 18 febbraio a Brescia nell’ambìto della serie di manifestazioni indette a livello nazionale dal Coordinamento Agrinsieme per sensibilizzare il mondo politico e l’intera opinione pubblica sulle difficoltà e sulle prospettive del mondo agricolo. Molta attenzione sarà riservata ad alcuni temi di particolare interesse per l’agricoltura lombarda, quali la situazione del comparto lattiero-caseario alla vigilia della conclusione del regime delle quote, l’applicazione della Direttiva Nitrati che penalizza fortemente il settore zootecnico, le nuove norme del Pan fitofarmaci che creano gravi problemi nella gestione agronomica di alcune colture speciali quali il riso. (Fonte: www.confagricolturalombardia.it)

 

Segnalati in Lombardia 4 focolai di Ped. Ma no a inutili allarmismi

Nei giorni scorsi sono stati accertati in Lombardia quattro focolai di Ped (Porcine epidemic diarrhea). La notizia ha creato un comprensibile allarme. In tutti i quattro casi è stato isolato il ceppo USA a bassa patogenicità e quindi non si tratta del temuto ceppo che ha colpito pesantemente gli allevamenti del Nord America. In ogni caso bisogna tenere alto il vello di guardia e per questo la Sezione diagnostica dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Brescia diretta dal dottor Loris Alborali ha attivato un Piano di emergenza per effettuare in 24 ore la diagnosi e in 48 ore la tipizzazione del ceppo virale. La raccomandazione rivolta agli allevatori è di inviare immediatamente al laboratorio di Brescia i campioni biologici di ogni eventuale caso sospetto: Sezione diagnostica IZS – Via Antonio Bianchi, 7/9 – 25124 Brescia – Tel. 030/2290221-211 (Fonte: www.anas.it)

 

I prezzi degli alimentari non lavorati spingono alla deflazione

A spingere l’Italia in deflazione oltre all’energia e ai carburanti sono i prezzi dei prodotti alimentari non lavorati come frutta, verdura, carne e pesce fresco che fanno registrare una riduzione dello 0,2% a gennaio 2015 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat. A calare su base annuale sono soprattutto le quotazioni dei vegetali freschi (-1,5%), mentre in leggero rialzo sono i prezzi della frutta fresca (+0,2%). Da segnalare, conclude la Coldiretti, il rialzo del prezzo dell’olio d’oliva in termini tendenziali (+1,2%) dovuto al crollo storico dei raccolti. (Fonte: www.coldiretti.it)

 

Inquinamento delle acque, non è la zootecnia il principale colpevole

Lo Studio dell’Ispra offre nuovi spunti sull’origine dell’inquinamento delle acque. E’ quanto emerso nel corso di un convegno che si è svolto di recente a Roma al quale hanno partecipato i ministri per le Politiche agricole, Maurizio Martina, e quello dell’Ambiente, Gianluca Galletti. Nel corso dell’incontro è stato presentato lo studio realizzato da Ispra su incarico del Mipaaf finalizzato all’individuazione delle diverse fonti di inquinamento da nitrati nelle acque. Lo studio ha evidenziato la prevalenza della fonte di inquinamento da fertilizzanti minerali rispetto a quella zootecnica, erroneamente considerata sino a oggi la principale causa della contaminazione da nitrati e la prevalenza delle sorgenti di inquinamento multiple, vale a dire quelle in cui concorrono il settore civile/industriale, i fertilizzanti minerali utilizzati in agricoltura e il settore zootecnico. La metodologia messa a punto da Ispra e i risultati raggiunti consentono l’apertura di un dibattito scientifico, da portare anche a livello Comunitario, in modo da affrontare il problema della Direttiva nitrati in maniera da incidere sulle reali fonti di inquinamento delle acque. (Fonte: www.unaitalia.com)

 

Cresce la domanda e l’industria alimentare è più ottimista

I segnali di recupero della domanda interna e della produzione spingono verso l’alto la fiducia dell’industria alimentare italiana nell’ultimo scorcio del 2014. Lo rileva l’Ismea sulla base della consueta indagine condotta su un panel di 1.300 imprese del settore. L’indicatore che misura il sentiment delle aziende, spiega l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, sintetizzando i giudizi sull’andamento degli ordini e sul livello delle scorte e le attese produttive future, si attesta su un valore pari a -0,4% con una crescita di 4,5 punti rispetto al trimestre precedente e di 3,9 su base annua. L’incremento congiunturale dell’indice, chiarisce l’Istituto, è da attribuirsi all’evoluzione positiva dei giudizi sugli ordini e sul livello delle scorte, di riflesso a fattori stagionali (festività natalizie) mentre il confronto su base annua mette in luce un miglioramento di tutte le componenti dell’indice, comprese le aspettative. (Fonte: www.agrapress.it)

 

Energie rinnovabili, le condizioni del decreto Spalmaincentivi

Entro il prossimo 17 febbraio i produttori di energia rinnovabile che beneficiano di incentivi sottoforma di certificati verdi e tariffe omnicomprensive dovranno scegliere se aderire o meno a un sistema che prevede la rimodulazione dell’attuale incentivo su un periodo più lungo di 7 anni rispetto a quello originario. E’ quanto prevede il decreto Spalmaincentivi emanato dal ministero dello Sviluppo economico. Quelli che non aderiranno alla spalmatura dovranno infatti rinunciare per 10 anni, a partire dal termine del periodo di incentivazione, ad accedere a possibili sistemi di sostegno per futuri interventi di ristrutturazione dell’impianto. L’eventuale adesione alla rimodulazione comporta pesanti riduzioni delle entrate per gli operatori del settore eolico, idroelettrico e in particolare agroenergetico (è escluso quello fotovoltaico, per il quale è entrato in vigore nei mesi scorsi uno Spalamaincentivi ad hoc) mentre la non adesione porterà di fatto a un mancato rinnovo degli impianti. (Fonte: www.informatoreagrario.it)

 

L’Irlanda investe per produrre più latte

L’Irlanda punta molto sulla possibilità di esportare le proprie commodity lattiero-casearie e per questo investirà 35 milioni di euro, in parte pubblici e in parte privati, per dare slancio all’innovazione nel settore. Ben 25 milioni saranno destinati alla realizzazione presso l’Università di Limerick del Centro irlandese di tecnologia lattiero-caseario; altri 10 milioni di euro serviranno invece per ampliare l’impianto tecnologico pilota esistente presso il polo di Moorepark. L’iniziativa è sostenuta da tutte le principali imprese lattiero-caearie irlandesi per dare impulso al settore in vista della fine del regime delle quote. Il settore lattiero-caseario irlandese si è posto l’obiettivo, per il 2020, di incrementare del 50% la produzione di latte. E’ evidente che ricerca e innovazione diventano lo strumento fondamentale per avere prodotti competitivi sul mercato mondiale in termini di prezzo e qualità. (Fonte: www.clal.it)

 

Rabobank, per la suinicoltura prospettive deboli anche nel 2015

Secondo l’ultimo rapporto della Rabobank, per il 2015 si prevede che le turbolenze che hanno colpito il mercato dei suini durante il 2014 continueranno a causa delle incertezze sulla possibile riemergenza della Ped, gli sviluppi della situazione della peste suina africana (Psa), il blocco dell’import di carni da parte della Russia e le evoluzioni sui cambi delle valute. Le prospettive per la Ue continuano a essere deboli per il primo trimestre del 2015 con una continua pressione sui consumi. Gli unici segnali positivi sono la caduta del valore dell’euro e la possibile ripresa dell’export di carni suine verso la Russia da parte di alcuni Stati membri. Brasile e Cina stanno passando un primo trimestre positivo. La filiera suina brasiliana si sta avvantaggiando da una buona domanda interna e buone esportazioni. In Cina la diminuzione del patrimonio delle scrofe sarà compensato solo in parte dall’aumento della loro produttività. (Fonte: www.3tre3.it)

 

Federconsumatori sostiene le istanze degli allevatori

Federconsumatori e Adusbef condividono le preoccupazioni espresse dagli allevatori per la forte spirale al ribasso registrata nel prezzo del latte alla stalla. Nell’ultimo semestre vi è stato un calo del 19% del prezzo. Per i consumatori, invece, il prezzo del latte fresco è cresciuto del +1,2% solo nell’ultimo trimestre. Un andamento che mostra tutte le contraddizioni e le criticità di un settore fondamentale e delicato per la nostra economia. Federconsumatori e Adusbef ritengono sia necessario un grande sforzo per promuovere e valorizzare la qualità del latte italiano tutelando il diritto dei cittadini a consumare prodotti di qualità. Ritiene altresì si debba avviare un dibattito a livello nazionale coinvolgendo i diversi attori economici, perché non può essere affidata solo ai singoli marchi la responsabilità di assumersi l’impegno di corrispondere prezzi equi agli allevatori. (Fonte: www.federconsumatori.it)

 

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Posted by × Pubblicato il 30/01/2015 at 13:03

LATTE

Parmigiano Reggiano, il presidente del Consorzio

in audizione alla Commissione Agricoltura del Senato

Nei giorni scorsi il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Giuseppe Alai, è intervenuto in audizione alla Commissione Agricoltura del Senato sulle problematiche della filiera nell’ambìto della più ampia situazione lattiero-casearia italiana. Ne dà conto in un comunicato il Consorzio di tutela. Nel suo intervento, si legge nel documento, Alai ha evidenziato l’eterogeneità delle caratteristiche degli allevamenti e delle diverse condizioni produttive che connotano, anche in termini di costi, le imprese del territorio. “Nelle aree montane – ha precisato – la media produttiva annua di un allevamento è pari a 2.900 quintali di latte rispetto a un dato medio comprensoriale di 4.900 quintali. I primi 5 allevamenti producono 535.000 quintali di latte, cifra pari a quella che realizzano, insieme, i 750 allevamenti più piccoli. Una situazione analoga si registra anche a livello di strutture di trasformazione, dove i primi 6 caseifici producono 360.000 forme di formaggio, pari a quelle che annualmente escono dai 130 caseifici più piccoli del comprensorio. In una situazione che registra pesanti difficoltà a carico di tutti gli allevamenti, ma con aggravi specifici per quelli operanti in montagna e per i giovani allevatori che si sono insediati più recentemente – ha continuato Alai – non è pensabile che possa essere lasciata al mercato una selezione fra allevatori e caseifici che indebolirebbe tutto il sistema, perché non esistono condizioni che possano avvantaggiare un modello o una dimensione rispetto a un’altra in una filiera in cui il protagonista è un prodotto artigianale, alle cui quotazioni si legano le prospettive di reddito di ogni tipologia d’impresa”. Il presidente del Consorzio ha poi sottolineato la delicatezza del passaggio che sta avvenendo sul fronte produttivo che da una parte, con la ormai prossima cessazione delle quote, sancirà il passaggio da una produzione contingentata da trent’anni a un regime libero le cui ripercussioni segneranno profondamente il futuro del settore in Europa. Dall’altra, nell’ambìto della produzione del Parmigiano Reggiano, vede già operativa la gestione volontaria della regolazione dell’offerta legata direttamente ai produttori, visto che proprio il Consorzio del Parmigiano Reggiano è l’unico ente di tutela che ha assegnato le quote latte da trasformare in formaggio direttamente agli allevatori. “Il governo della produzione – ha concluso nella sua audizione Alai – è un elemento strategico, attraverso il quale, come se fossimo di fronte a un’unica fabbrica, si punta a orientare e governare il mercato con una diretta ricaduta sull’esito delle contrattazioni e delle quotazioni, i cui andamenti sono positivi o negativi proprio in base all’entità quantitativa dell’offerta”.

 

 

SUINI

La suinicoltura italiana chiude un 2014 da dimenticare

Per la suinicoltura italiana il 2014 si è chiuso molto amaramente. Lo si apprende dalla nota stampa diffusa da Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole) che evidenzia il crollo delle quotazioni dei suini da macello e, con esse, della redditività degli allevamenti. Il Centro di ricerca ha calcolato infatti che a dicembre la redditività dei suinicoltori è stata del 3,3% inferiore rispetto a  novembre. A giocare negativamente sembrano solo fattori congiunturali. La variazione tendenziale della redditività infatti, quella per intenderci paragonata al dicembre 2013, è stata positiva: +4,8%. A pesare a dicembre sono stati in particolare i prezzi dei suini pesanti che rispetto a novembre sono scesi del 6,2% fermandosi a 1,334euro/kg. Una quotazione bassa, tanto da risultare inferiore del 13,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. In discesa del 4% anche i prezzi dei suini leggeri da macello registrati a Modena: -9,7% il dato tendenziale. La depressione del mercato dei suini ha avvantaggiato l’industria di macellazione che a dicembre ha registrato un balzo di redditività del 9,4% rispetto a novembre e del 19% rispetto a dicembre 2013: uno dei livelli più elevati degli ultimi anni. Negativo, sempre a dicembre, l’andamento delle cosce fresche destinate alla produzione di prosciutti Dop. Alla Cun la coscia leggera è scesa rispetto a novembre del 6,5% pari a 2,413euro/kg; mentre quella pesante è calata del 4,8% (2,913euro/kg); le variazioni tendenziali sono state negative per entrambe le tipologie di peso rispettivamente di un -9,1% e un -3,4%. In calo anche i prezzi delle cosce destinate ai prosciutti generici: -6,5% per quella leggera e -4,8% per quella pesante. Un andamento negativo testimoniato anche dal confronto dei prezzi con dicembre 2013: -9,1% per la tipologia leggera e -3,4% per quella pesante. In crescita comunque, sempre a fine anno, la redditività di stagionatura dei prosciutti Dop, rispetto ai quali l’indice Crefis registra un +2,2% per la tipologia leggera e un +2,3% per quella pesante rispetto a novembre che in ogni caso aveva fatto registrare incrementi di redditività. Rispetto allo stesso mese del 2013, invece, l’indice Crefis dei prosciutti inseriti nel circuito tutelato è migliorato di oltre il 7% per entrambe le tipologie di peso.

 

 

OGM

La Riforma approvata dal Parlamento europeo soddisfa il ministro Martina

Il Parlamento europeo ha dato il via libera lo scorso 13 gennaio al testo di accordo raggiunto nelle scorse settimane tra Consiglio, Commissione e Parlamento europeo sulla riforma della Direttiva in materia di ogm che sancisce il diritto degli Stati membri di limitare o proibire la coltivazione di organismi geneticamente modificati (ogm) sul territorio nazionale, anche se questi sono autorizzati a livello europeo, per motivi di natura economica e agricola.  Lo si apprende dalla newsletter di Assomais. “E’ un successo della Presidenza italiana – ha dichiarato il ministro del Mipaaf Maurizio Martina – e del ministro Galletti con cui abbiamo lavorato a stretto contatto. Un risultato che non era scontato e sul quale si lavorava da più di 4 anni”. Un mito da sfatare – ha commentato in merito Assalzoo (Associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici) – è quello secondo il quale la preferenza di materie prime ogm di molte industrie di trasformazione sia dettata da ragioni di risparmio economico. “E’ importante evidenziare – ha sottolineato Giulio Gavino Usai, responsabile economico di Assalzoo – come, da un semplice controllo delle quotazioni delle principali borse merci italiane si evidenzi che per il mais di importazione che può contenere ogm i prezzi sono in genere superiori a quelli del mais non ogm di produzione nazionale. Un fatto che dipende essenzialmente da una domanda crescente da parte degli operatori delle industrie di trasformazione verso un mais che, seppure più caro, fornisce maggiori garanzie di sicurezza e di qualità della materia prima da utilizzare nel ciclo di produzione”.

 

 

ENERGIE RINNOVABILI

BioEnergy Italy, a Cremona dal 25 al 27 febbraio il Salone delle tecnologie per le rinnovabili

Dal 25 al 27 febbraio 2015 i padiglioni di CremonaFiere ospiteranno la quinta edizione di BioEnergy Italy, il Salone delle tecnologie per le rinnovabili. L’appuntamento di quest’anno prevede tre eventi in contemporanea per presentare tutte le opportunità che la Bioeconomia offre al mondo dell’agricoltura e dell’industria agroalimentare. Oltre agli appuntamenti previsti nell’ambìto di BioEnergy Italy infatti, si svolgerà la prima edizione di Food Waste Management Conference e di Green Chemistry Conference and Exhibition. L’idea di unire questi tre filoni  così importanti e in ogni caso legati tra loro è nata dalla volontà di offrire una panoramica completa sulle nuove e concrete opportunità di business per le aziende agricole e l’industria alimentare. Opportunità che rappresentano soluzioni efficaci per la soluzione di problemi del settore quali, ad esempio, lo smaltimento dei sottoprodotti dell’industria alimentare e delle deiezioni animali. Riguardo la Bioeconomia i Governi di Europa, Stati Uniti e Cina considerano questa la via maestra per garantire alle future generazioni sviluppo sostenibile, sicurezza alimentare e minore dipendenza dalle fonti fossili di energia. Un complesso di attività che ha il suo fulcro nell’agricoltura e che in Europa genera un fatturato di circa 2.000 miliardi di euro e dà lavoro a 22 milioni di persone. Con la prima edizione della Green Chemistry Conference and Exhibition verranno approfonditi gli scenari e le opportunità di un settore che si sta dimostrando uno dei più interessanti per sviluppare nuovo business a fianco dell’attività agricola: nel 2008 il mercato dei principali bioprodotti, quindi le bioplastiche, i biolubrificanti, i tensioattivi vegetali e biosolventi in Europa valeva 20 miliardi di euro. Secondo i dati forniti da Europe Innova Progetto Biochem, nei prossimi 6 anni il mercato raddoppierà di valore e gli occupati passeranno da 50.200 a oltre 93.000 unità.

 

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazional

 

A Lodi il primo forum sulla contraffazione alimentare

Il Parco tecnologico padano di Lodi ospiterà a marzo il Forum europeo sulla lotta alla contraffazione agroalimentare organizzato dal ministero delle Politiche agricole. La data non è ancora stata fissata. “Vogliamo mostrare anche agli altri organismi di controllo europei e internazionali un polo tra i più innovativi d’Europa – ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina – questa struttura è strategica per il futuro dell’agroalimentare italiano per la capacità di sviluppare ricerca in un settore chiave della nostra economia. Questa esperienza può rappresentare un modello per altri distretti agroalimentari, perché mettere insieme aziende e ricercatori è la direzione che dobbiamo scegliere per poter guardare avanti. E’ la prova che l’Italia c’è anche sul fronte dell’innovazione”. (Fonte: www.italiaatavola.net)

Confagricoltura, le iniziative in vista di Expo

Il “prima” di Expo per Confagricoltura è già iniziato. Sono già partiti numerosi progetti: filiere intelligenti dei giovani imprenditori dell’Anga, la maratona delle imprenditrici di Confagricoltura Donna, gli incontri B2B, la partecipazione a Cooking for Art, a Roma e a Milano, ma anche il tema degli Ogm proseguiranno accompagnando le aziende associate e comunicando ai vari pubblici le iniziative denominate “Expo anch’io”, nome del progetto di Confagricoltura per l’Esposizione universale di Milano, sinonimo di uno sforzo coeso che determinerà e segnerà profondamente gli scenari futuri del settore e del Paese. (Fonte: www.confagricoltura.it)

Con la crisi aumenta solo la spesa low cost

Nel 2014 è cresciuta in Italia solo la spesa low cost nei discount alimentari che ha fatto segnare un aumento del 2,3%, mentre sono calati gli acquisti in tutte le altre forme distributive con un segno negativo per le vendite nella grande distribuzione (-0,7%) e un vero tonfo per le piccole botteghe alimentari (-2,9%). E’ quanto emerge da una proiezione della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio al dettaglio nei primi undici mesi del 2014. Un andamento che ha provocato il crollo del fatturato dell’industria alimentare, delle bevande e del tabacco che è stato del 3,1% a novembre rispetto lo stesso periodo del 2013. (Fonte: www.coldiretti.it)

I tentennamenti del Governo frenano gli investimenti

“Può essere considerato normale un Paese in cui un imprenditore agricolo, alla vigilia di importanti scadenze che implicano decisioni e investimenti navighi nel buio in attesa delle decisioni del Governo?”. Lo chiede Agrinsieme strigmatizzando l’atteggiamento confuso, ondivago e assolutamente non tempestivo del Governo riguardo le questioni dell’Imu, dell’applicazione della riforma della Pac su pagamenti diretti e Piani di sviluppo rurale. “Fare impresa – afferma in una nota il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative agroalimentari – esige regole certe e tempi necessari di programmazione non continui ritardi e ripensamenti”. (fonte: www.cia.it)

Prezzi in calo per la soia brasiliana. In una settimana -5%

I prezzi della soia soffrono una riduzione sul mercato brasiliano in seguito alla movimentazione della commodities alla Borsa di Chicago. Lo si apprende da Cepea (Centro de Estudos Avançados em Economia Aplicada). Oltre alla tendenza americana, anche la previsione di raccolto record in Brasile sta pressando i prezzi al ribasso. Il sacco da 60 kg nel Paranà ha registrato un calo del 5% tra il 9 e il 16 gennaio scorsi. Per i futures brasiliani invece la quotazione si mantiene stabile. (Fonte: www.3tre3.it)

Consumo del suolo, alla Camera si esamina il nuovo testo

Le Commissioni Agricoltura e Ambiente della Camera hanno messo a punto il nuovo testo base sul consumo di suolo iniziandone subito l’esame in sede referente. In coerenza con le indicazioni della Costituzione e gli indirizzi Comunitari, il nuovo testo pone i principi per la valorizzazione e la tutela del suolo con particolare riguardo alle superfici agricole e alle aree sottoposte a tutela paesaggistica al fine di promuovere e tutelare l’attività agricola, il paesaggio e l’ambiente, nonché contenere il consumo del suolo quale bene comune e risorsa non rinnovabile che esplica funzioni e produce servizi ecosistemici anche in funzione della prevenzione e della mitigazione degli eventi di dissesto idrogeologico e delle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. (Fonte: www.agrapress.it)

L’Usda rivede al ribasso la stima produttiva del mais

Il Dipartimento per l’Agricoltura degli Stati Uniti (Usda) nel rapporto Wasde di gennaio 2015 prevede per la stagione 2014/2015 una produzione di mais di 988 milioni di tonnellate, in diminuzione rispetto alle stime di dicembre 2014, con un calo della resa dei terreni. La produzione e la resa, negli USA, si mantengono comunque a livelli record. E’ in aumento il mais destinato alla produzione di etanolo a causa della riduzione dell’impiego di sorgo. La produzione mondiale di semi di soia è prevista a 314 milioni di tonnellate, riflettendo l’aumento delle rese negli Stati Uniti e in Brasile. In India la produzione di mais è prevista in crescita, mentre quella di soia è stimata in diminuzione a causa del ritardo della semina e della brevità della stagione dei monsoni (Fonte: www.clal.it)

Crollato nel 2014 il reddito agricolo nazionale: -11%

Un 4% secco di riduzione dei redditi agricoli nel 2014. Compensato solo parzialmente da un input di manodopera in calo del 2,3% rispetto al 2013. L’effetto netto è stato una contrazione del reddito agricolo per unità di lavoro pari all’1,7%, un risultato emerso da una misurazione di Eurostat, l’Ufficio statistico di Bruxelles, effettuata a livello della UE 28: 20 Stati hanno registrato variazioni di segno negativo e solo 8 sono stati quelli in crescita. Per l’Italia il 2014 ha chiuso i battenti con un pesante -11%, il risultato peggiore dopo quello di Belgio, Lituania e Finlandia e distante purtroppo parecchi punti percentuali dalla media, comunque negativa, dell’Unione europea. (Fonte: www.informatoreagrario.it)

Sui mangimi medicati il parere favorevole di Assalzoo

Assalzoo ha accolto molto favorevolmente la presentazione della bozza di Regolamento sui mangimi medicati. Poiché la fase di consultazione svolta prima della presentazione della bozza è stata effettuata su ampi principi senza avere il minimo riscontro del testo in discussione, è inevitabile che vi siano passaggi non solo di difficile comprensione, ma che non sembra possano apportare un plus valore verso un uso responsabile del farmaco veterinario. Anzi, rischiano di complicare le condizioni di produzione. Molti aspetti che hanno in linea di principio una valenza positiva possono, purtroppo, essere visti anche in una luce negativa. (Fonte: www.mangimi&alimenti.it)

Embargo russo, Federalimentare chiede al Governo negoziati bilaterali

La chiusura della Commissione Europea verso ogni possibile alleggerimento dell’embargo russo è inaccettabile e penalizza i prodotti Dop ed Igp italiani. È la posizione del presidente di Federalimentare Luigi, Scordamaglia, rilasciata a margine della presentazione del bilancio 2014 e delle prospettive 2015 dell’industria agroalimentare italiana. In particolare, Scordamaglia chiede che il nostro Governo gestisca il problema con negoziati bilaterali, cancellando ogni delega in materia alla Commissione europea.  Nel 2014, ricorda Federalimentare, gli effetti dell’embargo e l’arretramento del Pil hanno ridimensionato il peso delle esportazioni di prodotti alimentari italiani in Russia. Il +3,9% del 2014 rappresenta una brusca frenata rispetto al +24,4% del 2013 e anticipa una decelerazione più marcata nel lungo periodo.
I comparti specifici dell’industria alimentare colpiti dal boicottaggio (dalle carni bovine e suine, al latte e all’ittico), coinvolgono una cifra complessiva di quasi 165 milioni di euro, che incide per il 30% sul totale dell’export di settore in Russia. (Fonte: www.federalimentare.it)

 

 

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Posted by × Pubblicato il 16/01/2015 at 15:20

LATTE Cala la produzione di Parmigiano Reggiano A dicembre la produzione di Parmigiano Reggiano è diminuita dell’1,1%. Lo rende noto in un comunicato il Consorzio di tutela che sottolinea come questa tendenza rappresenti un’inversione che assicura al 2014 una chiusura all’insegna di una sostanziale stabilità (circa 15.000 forme in più). Secondo il Consorzio, infatti, questo rappresenta un segnale importante per i mercati in attesa delle decisioni dei singoli produttori circa la riduzione del 5% approvata dall’Assemblea dei caseifici per il 2015 e in linea con quanto già messo in atto da altri Consorzi di Dop italiane, perché il calo indica la via per il ripristino di un miglior equilibrio tra domanda e offerta. Contestualmente, le esportazioni di Parmigiano Reggiano nei primi nove mesi del 2014 sono apparse in aumento a livelli superiori al 5%, mentre sul mercato interno, in occasione delle recenti festività natalizie e di fine anno, si è registrato un incremento delle vendite del 7% rispetto allo stesso periodo del 2013. Proprio in vista delle festività, sono state infatti collocate 285.000 forme di Parmigiano Reggiano che rappresentano il 15% dell’intera produzione destinata in pezzi al mercato interno.

POST QUOTE LATTE Promozione e risorse per fronteggiare le incognite future Il 31 marzo 2015 è ormai alle porte e quello che la fine del regime delle quote determinerà rappresenta un tema su cui si stanno concentrando gli interventi di tutti i maggiori esperti del settore a livello europeo. Il 7 gennaio scorso, presso la sede del Parlamento europeo a Bruxelles, si è svolto il workshop “Crisis in the milk market: management of the post quota system”. L’iniziativa è stata organizzata dal Gruppo dei Socialisti e Democratici della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale di cui Paolo De Castro è oggi coordinatore. “Migliaia di allevatori stanno vivendo una situazione difficile – ha detto nel suo intervento introduttivo al workshop De Castro – Il prossimo 1 aprile finirà il regime delle quote, un termine importante che ha già spinto la produzione europea a crescere del +5% nel 2014. In questo contesto, il crollo dei consumi interni e gli effetti dell’embargo russo sui formaggi spiegano il crollo del prezzo del latte, oggi pari al 50% di quello di poco più di sei mesi fa. Un quadro complesso e difficile in cui il Parlamento europeo interverrà introducendo nuovi strumenti di gestione dell’offerta, dando direttamente agli allevatori la possibilità di contrastare la volatilità dei prezzi”. Per l’Italia era presente Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio di tutela del Grana Padano e responsabile settore latte di Agrinsieme, che ha sottolineato la necessità di adottare “misure, nel breve e medio-lungo periodo, che pongano rimedio al calo di consumi, interno ed esterno, e ridiano ossigeno al settore. Nel medio periodo servono più risorse per la promozione interna ed esterna dei prodotti ad alto valore aggiunto e la rimozione delle barriere all’export sia per questi prodotti che per le commodity. Se queste misure non dovessero attuarsi, assisteremo al crollo della produzione di latte in Europa che ci renderebbe in gran parte dipendenti dall’estero”. PSR L’approvazione di Bruxelles rischia di slittare a primavera Da indiscrezioni provenienti da Bruxelles, i Programmi di sviluppo rurale 2014-2020 delle Regioni italiane corrono il rischio di essere approvati non prima del via libera al Bilancio comunitario 2015 previsto per la prossima primavera. Lo si apprende da una nota pubblicata sul portale della Regione Emilia Romagna, E-R. Se la notizia verrà confermata, si legge, si rischia di perdere un intero anno di operatività perché lo slittamento dei tempi di approvazione per motivi di contabilità europea si aggiunge al ritardo già accumulato in Italia a seguito della tardiva sottoscrizione dell’Accordo di partenariato con la Ue per l’utilizzo dei fondi europei, avvenuto alla fine di ottobre dello scorso anno. E’ indispensabile, continua la nota, che i Governi europei propongano alla Commissione un’approvazione in via tecnica dei Psr prima della formale approvazione del bilancio europeo. Intanto il 19 dicembre scorso sono pervenute alla Regione Emilia Romagna le previste osservazioni della Commissione europea al Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 che stanzia 1,2 miliardi di euro e che è stato approvato dall’Assemblea legislativa nel luglio 2014. Si tratta di oltre 500 osservazioni, peraltro in linea con quelle pervenute ad altre Regioni, legate in gran parte alla necessità di adeguare i programmi regionali approvati a luglio ai contenuti dell’Accordo nazionale di partenariato con la Ue sottoscritto a fine ottobre e alle linee guida europee di attuazione dei Psr, pubblicate anch’esse in data successiva a luglio 2014. L’adeguamento più rilevante riguarda l’impegno nazionale a destinare il 4,17% delle risorse dei singoli Psr al potenziamento delle infrastrutture per la banda larga e ultralarga. Un secondo blocco di adeguamenti è relativo all’indicazione dei sistemi di verifica dei risultati attesi sulla base di un regolamento europeo che nel luglio 2014 non era ancora disponibile. MANGIMI Prudenza e ottimismo per i produttori europei Per i produttori di mangimi il 2015 si presenta con previsioni ottimistiche ma improntate alla prudenza. Lo si apprende da un articolo pubblicato sull’ultima newsletter mangimiealimenti.it. Per quanto riguarda l’Europa, si legge, resta ancora in primo piano la questione degli aspetti regolativi e dei controlli. “La Fefac (Federazione europea dei produttori di mangimi, ndr) spera che il sistema di tassazione riconoscerà i controlli eseguiti rendendolo più efficiente, favorendo controlli mirati, il dialogo e la cooperazione”, ha detto il presidente della Federazione, Ruud Tijssens. Altro tema caldo riguarda la libertà di importare colture Ogm. Tijssens punta all’approvazione delle 12 produzioni Gm che sono state già valutate positivamente dall’Efsa e sulle quali è attesa una decisione definitiva da parte della Commissione europea. “L’approvazione è essenziale per mantenere vitali le forniture di risorse ricche in proteine e la competitività del settore dell’allevamento Ue che deve affrontare le conseguenze negative del divieto di importazione russo”. La Fefac sarà impegnata anche nelle proposte mirate ad assicurare la fornitura di materie prime strategiche: uno dei pilastri riguarderà la produzione di soia, priorità per l’agenda politica nel 2015. Infine, un tema che ha riguardato da vicino anche il lavoro parlamentare italiano: Tijssens ha dichiarato che la revisione della direttiva sui mangimi medicati dovrà essere in linea con i principi del quadro di sicurezza dei mangimi nella Ue. ENERGIE RINNOVABILI Con il Milleproroghe slitta l’entrata in vigore della legge 89/2014 L’applicazione della legge 89/2014, che doveva entrare in vigore il 1 gennaio 2015, è stata posticipata di un anno. Lo si apprende da un articolo pubblicato sul n. 1 della rivista Informatore Agrario. Il posticipo è stato sancito dal decreto legge n. 192 del 31 dicembre 2014, il cosiddetto “Milleproroghe”. La legge 89, riporta l’articolo, prevede la cessazione dell’applicazione del reddito catastale agli imprenditori agricoli (persone fisiche, Società di persone e Società cooperative) che producono energia fotovoltaica e da biogas, con l’introduzione di una nuova determinazione del reddito pari al 25% del valore delle cessioni assoggettate a Iva. La soluzione transitoria, già applicata per il 2014 e ora estesa al 2015, consiste in una franchigia al di sotto della quale l’attività di produzione di energia viene considerata ancora produttiva di reddito agrario e a cui non si applica quindi il coefficiente di redditività del 25%. I limiti della franchigia sono: produzione e cessione fino a 2.400.000 kWh annui per le rinnovabili agroforestali; produzione e cessione fino a 260.000 kWh annui per il fotovoltaico. Per i corrispettivi che superano la franchigia scatta in ogni caso l’applicazione del coefficiente di redditività del 25%. Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale In Corea del Sud tornano Parmigiano Reggiano e Grana Padano Confagricoltura commenta molto positivamente la notizia dello sblocco, da parte del Ministry of food and drug security della Corea del Sud, della commercializzazione di Parmigiano Reggiano e Grana Padano in questo Paese. “La soluzione della controversia commerciale con la Corea del Sud, iniziata nei primi mesi del 2014 e che ha portato gravi danni all’export di questi prodotti (-21% nei primi undici mesi dell’anno) è un risultato importante per l’Italia – sottolinea Confagricoltura in una nota – ottenuto grazie all’impegno di tutto il Governo che ha lavorato per il giusto riconoscimento degli standard produttivi e qualitativi delle aziende”. Confagricoltura aveva sollevato la questione al tavolo agroalimentare di Mise e Mipaaf e ricorda che molte sono ancora le controversie commerciali aperte sulle quali è necessario continuare a tenere alta l’attenzione a supporto dell’export e anche della tutela delle nostre indicazioni geografiche nei Paesi Terzi. (Fonte: www.confagricoltura.it) Pecorino Romano Dop, aumentano export e valore Volano ai massimi i prezzi del Pecorino Romano Dop spinti dall’aumento del valore delle esportazioni del 10%, la migliore performance tra tutti i prodotti agroalimentari made in Italy, in netta controtendenza alla crisi generale dell’economia. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti dalla quale si evidenzia che le quotazioni all’ingrosso di Pecorino Romano stanno per sfondare i 9euro/ kg, un valore addirittura superiore per la prima volta nella storia a quelle del Parmigiano Reggiano. Secondo Coldiretti questa tendenza è destinata a consolidarsi anche nel 2015 per effetto del tasso di cambio euro/dollaro che favorisce le esportazioni negli Usa, dove è diretta quasi un terzo della produzione nazionale di Pecorino Romano Dop e l’aumento del valore dell’export è stato addirittura del 22%. (Fonte: www.coldiretti.it) Prezzi e formato convenienza la priorità della spesa degli italiani La netta frenata dell’inflazione nel 2014, che si attesta allo 0,2% ai livelli più bassi da oltre mezzo secolo, riflette la situazione di crisi persistente con i consumi delle famiglie ormai stabilmente in territorio negativo. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito agli ultimi dati diffusi dall’Istat. I consumi sono tornati ai livelli di trent’anni fa. Dal 2008 a oggi sono diminuiti quasi del 40% viaggi e vacanze, ma soprattutto le famiglie hanno dovuto ridurre il budget a disposizione per la tavola di oltre 12 miliardi di euro. Non modifica nulla il fatto che, nella media del 2014, le decelerazioni più marcate hanno riguardato proprio i prezzi dei prodotti alimentari con una crescita praticamente nulla (+0,1%). Il 58% degli italiani sceglie il cibo in base al prezzo e il 42% privilegia i cosiddetti “formati convenienza”. Il 32% abbandona i grandi brand per i marchi più economici e il 24% ricomincia a fare cucina di recupero. Per ben 6,5 milioni di famiglie i discount sono diventati l’unica via praticabile per difendersi dalla recessione. (Fonte: www.cia.it) Uova, le quotazioni del 2014 non soddisfano Negli ultimi 5 anni le quotazioni delle uova hanno subito una riduzione media del 23%. Lo afferma lo Studio di consulenza agribusiness ed economia territoriale GL Bagnara – M.T. Mengarelli al termine delle periodiche analisi economiche. L’andamento registrato durante l’anno che si è da poco concluso conferma una quota di poco superiore a 1euro/kg., quotazione che viene confermata anche a inizio 2015. L’elaborazione delle stime prevede per le prossime settimane un leggero aumento che dovrebbe portare la quotazione a circa 1,15euro/kg. (Fonte G.L.Bagnara-M.T. Mengarelli) Psr 2014, il Centro-Nord ha saputo spendere i contributi Nel corso del 2014 per i Programmi di sviluppo rurale (Psr) sono stati erogati contributi superiori a 2,6 miliardi di euro, di cui circa 1,34 messi a disposizione dalla Ue. Lo ha reso noto il ministero delle Politiche agricole. In cima alla classifica della spesa si confermano le Regioni del Centro-Nord, in particolare la Provincia autonoma di Bolzano con il 94,6% della spesa realizzata, seguita dalla Lombardia (90,7%), mentre le rimanenti Regioni sempre del Settentrione raggiungono una percentuale di spesa compresa tra il 75 e l’86%. Per le Regioni del Sud la percentuale di spesa rimane inferiore alla media nazionale. (Fonte: www.italiaatavola.net) Gli antiossidanti nella razione migliorano la qualità di latte e carne Gli antiossidanti sono fattori nutritivi sempre più importanti nell’alimentazione degli animali da reddito, dei ruminanti in particolare. Gli studi condotti dai ricercatori dell’Università di Sidney, guidati da Pietro Celi, fanno luce sulle loro svariate proprietà, soprattutto riguardo il selenio e la vitamina E. “Se saremo in grado di utilizzarli in maniera efficace – ha spiegato Celi – otterremo animali migliori e più redditizi. Un uso attento degli antiossidanti garantisce infatti carne e latte di elevata qualità e fornisce all’animale elementi di cui beneficia tutto l’organismo. Tra questi la riduzione del calore e una migliore termoregolazione, ma soprattutto una difesa supplementare contro le mastiti. (Fonte: www.mangimiealimenti.it) Carne bovina, gli USA riaprono alle importazioni Gli Stati Uniti riaprono alle importazioni di carne di manzo europea dopo 17 anni di divieto a causa del morbo della mucca pazza. I produttori europei possono partecipare al mercato da 4 miliardi di euro l’anno di import statunitensi. Il primo Paese Ue a firmare un accordo è stata l’Irlanda che era già il primo esportatore di carne negli USA prima del divieto. Scarso l’interesse italiano visto che il nostro Paese importa già il 40% di carni bovine. Intanto però, oltre oceano cresce del 20% annuo la richiesta di carni biologiche e senza ormoni. (Fonte: www.agronotizie.it) Dall’Inea uno studio sull’impatto dell’embargo russo in Europa Poco prima della fine del 2014 l’Inea (Istituto nazionale di economia agraria) ha pubblicato uno studio sull’impatto dell’embargo russo sull’agroalimentare italiano che sta avendo ripercussioni significative poiché il nostro, nel 2013, è stato il sesto Paese europeo per esportazioni agroalimentari verso il mercato russo, passate in 10 anni da 222milioni di euro a oltre 684 milioni (+208%). Il settore più colpito è l’ortofrutticolo a cui segue quello lattiero-caseario i cui flussi verso la Russia, sempre nel 2013, sono stati pari a circa 45 milioni di euro, quasi il 2% dell’export italiano complessivo del comparto. Tre i livelli analizzati dallo studio circa la politica di embargo attuata dalla Russia: gli effetti a livello europeo, quelli per l’Italia e la valutazione degli scenari futuri circa l’impatto del blocco alle importazioni sul sistema agroalimentare europeo. (Fonte: www.inea.it)

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Posted by × Pubblicato il 08/01/2015 at 17:01

LATTE
Fine quote, stanziati dal Governo oltre 108 milioni di euro
Il Governo ha stanziato per il triennio 2015-2017 108 milioni di euro in vista della fine del regime delle quote latte. Lo riporta la rivista Informatore Agrario nel suo ultimo numero in uscita nel 2014, il 47. Gli obiettivi di questo stanziamento, suddiviso in 8 milioni di euro per il 2015 e 50 milioni sia nel 2016 che nel 2017, riguardano l’incremento della longevità degli animali; il miglioramento del benessere animale; lo studio della resistenza genetica alle malattie; il rafforzamento della sicurezza alimentare; la riduzione dei trattamenti antibiotici. Agli allevamenti e alle imprese che aderiscono al Piano verrà concesso un contributo per gli investimenti secondo le regole del de minimis, quindi fino a un massimo di 15mila euro per le aziende agricole e di 200mila euro per le aziende che, oltre alla produzione primaria, trasformano e commercializzano. Nell’attuazione saranno previsti criteri favorevoli alle imprese condotte da giovani e a quelle nelle zone montane. Il Fondo Latte di Qualità, riporta ancora l’Informatore Agrario, rientra in un più ampio quadro di azioni strategiche per il comparto lattiero-caseario messo a punto dal Mipaaf. Il Piano straordinario è stato presentato dal ministro Maurizio Martina ai rappresentanti della filiera agricola e industriale del latte e si basa su 5 aree principali: miglioramento della qualità del latte; campagna di educazione alimentare per invertire il calo dei consumi del fresco; promozione su mercati esteri dei grandi formaggi italiani; revisione della normativa sui prodotti trasformati in modo da valorizzare la qualità dei prodotti italiani; richiesta alla Commissione europea di accelerare l’attuazione del regolamento sull’etichettatura, in modo da indicare il luogo di trasformazione e quello di mungitura del latte.

SUINI
La Commissione europea prevede un aumento produttivo
La Direzione generale agricoltura della Commissione europea ha elaborato le previsioni a medio termine sul mercato agricolo comunitario. Lo rende noto l’Anas (Associazione nazionale allevatori suini). Per il comparto, nel 2015 la Commissione prevede una ripresa della produzione dopo tre anni di calo, dovuto principalmente all’entrata in vigore delle norme sul benessere delle scrofe e recentemente accentuato dalla presenza del virus della peste suina africana localizzata al confine orientale della Ue, nonché dalle incertezze di mercato legate al blocco delle importazioni imposto dalla Russia. Secondo gli esperti, da qui al 2024 l’aumento produttivo di carne suina dovrebbe attestarsi a un +2%. Per quanto riguarda le esportazioni, gli esperti prevedono una crescita costante determinata dalla domanda mondiale che si mantiene elevata anche se inferiore rispetto al decennio precedente: +1,7% annuo anziché +4,1% annuo.
In considerazione di ciò, le esportazioni Ue dovrebbero aumentare di oltre il 20% tra il 2014 e il 2024 per raggiungere circa 2,5 milioni di tonnellate a termine periodo. Nonostante alcune campagne di marketing volte a promuovere il consumo della carne suina fresca, i consumi procapite nella Ue-15 (vale a dire i primi 15 Stati membri) non dovrebbero aumentare. Dopo una leggera ripresa nel 2015, secondo gli analisti inizieranno a diminuire di nuovo (29,7 kg pro capite entro il 2024) a vantaggio della carne di pollame. Per quanto riguarda i prezzi, dopo i ribassi del 2014 si dovrebbe registrare una lieve ripresa, sostenuta dalla domanda elevata che arriverà ancora una volta a livello mondiale.

MATERIE PRIME
Mais, situazione di stallo sul mercato nazionale
Durante le ultime due settimane di dicembre 2014 i prezzi del mais nazionale si sono attestati intorno a 146,50euro/t, evidenziando un calo contenuto. Lo riporta Assomais, sottolineando che le quotazioni sono comunque ben al di sotto del punto di pareggio. Il super raccolto italiano del 2014 presenta purtroppo problemi sanitari come la contaminazione da micotossine, soprattutto Don, che in particolare nel Nord Ovest del Paese si traduce in un problema di difficile gestione. Una situazione complessa, si legge, che ha favorito i cereali foraggeri concorrenti come il frumento tenero e l’orzo a cui si deve aggiungere il prezzo particolarmente basso del mais che non ha incoraggiato la domanda dei mangimisti. Lo stallo del mercato nazionale è quindi evidente e per uscire da questa situazione di impasse è necessario guardare ai mercati esteri che invece denotano un notevole dinamismo della domanda, soprattutto dei Paesi terzi, in base alla quale, secondo l’Igc (International Grains Council) si passerà da 940 a 963 milioni di tonnellate. L’offerta resta molto elevata: la produzione mondiale del 2014 (982 milioni di tonnellate) non si discosta di molto da quella del 2013 (984 milioni di tonnellate), un dato ampiamente compensato dalla crescita del commercio mondiale, passato da 176 a 195 milioni di tonnellate. Un andamento che ha influito sulle quotazioni dei mercati a termine sia in Europe che in Nord America. Il Matif (future di dicembre 2014) è passato da 147 a 157,2euro/t.; a Chicago l’incremento del prezzo è stato di circa l’8% e il prodotto comunitario, pur risentendo della concorrenza ucraina, al Fob di Bordeaux ha tenuto con una quotazione pari a 151euro/t.

ETICHETTATURA EUROPEA
Più trasparenza e chiarezza nelle nuove etichette
Da sabato 13 dicembre 2014 è entrato in vigore il Regolamento comunitario 1169/2011 che uniforma l’etichettatura degli alimenti nei Paesi della Ue. Il nuovo sistema prevede che tutte le etichette alimentari siano più leggibili con l’obbligo di mettere in evidenza le sostanze allergizzanti anche per i ristoratori. E’ inoltre prevista maggiore chiarezza su oli e grassi utilizzati, su prodotti scongelati e ingredienti ingannevoli. Con l’anno che è da poco iniziato prende avvio anche l’indicazione di provenienza obbligatoria per le carni suine, ovi-caprine e di pollame, mentre dal 2016 l’etichetta dovrà riportare maggiori informazioni di carattere nutrizionale. Per Paolo De Castro l’introduzione della nuova etichetta permette all’Europa di compiere un nuovo e importante passo verso il raggiungimento di quell’obiettivo specifico di tutela dei diritti dei consumatori e di garanzia delle produzioni agroalimentari che ne rappresenta uno dei pilastri fondanti. Secondo il Coordinatore S&D alla Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale presso il Parlamento Europeo, si conclude dunque con successo un lungo percorso di confronto interistituzionale in cui l’Europarlamento ha giocato un ruolo strategico nella definizione di innovativi criteri di etichettatura per una sempre maggiore trasparenza e corretta informazione dei consumatori. Va ricordato infine, che relativamente agli stabilimenti di produzione a livello europeo non c’è mai stato l’obbligo di indicarli in etichetta. Fino a oggi era in vigore una normativa italiana che lo prevedeva e alla luce del nuovo Regolamento comunitario, lo Stato membro che intenda introdurre questo obbligo (peraltro più stringente rispetto alla normativa comunitaria) dovrà notificarlo alla Commissione che dovrà poi autorizzarlo.

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

Successo in Giappone per il Grana Padano Dop
Alla sua prima partecipazione a Messe Nagoya, la più grande Fiera intersettoriale del Giappone, il Consorzio Grana Padano, in collaborazione con l’Associazione “Le Mappe dei Tesori d’Italia”, ha segnato un primo record assoluto di presenze e risultati: nell’arco di 4 giorni lo stand del Consorzio ha registrato 6.200 visitatori, il 10% del numero totale, con un indice di gradimento del prodotto da parte del pubblico pari al 90%. Soddisfatto il presidente del Consorzio di tutela, Nicola Cesare Baldrighi. “Dopo un periodo di assenza durato qualche anno – ha dichiarato – nel 2014 abbiamo deciso di tornare a investire nel mercato giapponese. Nel 2013 sono state esportate oltre 31.500 forme, con un incremento del 5% sul 2012. Il successo della manifestazione a cui abbiamo partecipato fa intravvedere interessanti prospettive future”. (Fonte: www.granapadano.com)

Suini, Confagricoltura chiama in campo il ministro Martina
“Riteniamo assolutamente offensiva la proposta della parte industriale di pagare 1,32euro al chilo per i suini da macello. I costi di produzione sono superiori a 1,60euro e la delegazione degli allevatori è stata quindi costretta a uscire dalla contrattazione”. Lo ha detto la presidente della Federazione suinicola nazionale, Giovanna Parmigiani, a proposito dell’offerta dei macellatori avanzata in Commissione unica nazionale (Cun). “Questa assurda offerta, fatta peraltro in una fase di grande difficoltà per il settore – ha continuato Parmigiani – è l’ennesima dimostrazione che alla base della crisi vi è ancora la mancanza assoluta di una strategia seria, propositiva e condivisa per rilanciare il comparto”. A parere di Confagricoltura è necessario intervenire con forza e nuovamente sul ministro delle Politiche agricole nel tentativo di mediare una situazione che si sta trascinando da troppo tempo. (Fonte: www.confagricoltura.it)

Aumentano le aziende in difficoltà finanziaria
Il 2014 si è concluso con un dato allarmante. Secondo le analisi elaborate da Coldiretti sulla base del terzo bollettino statistico della Banca d’Italia, le imprese agricole in difficoltà finanziaria sono salite a oltre 18mila (+6%) rispetto all’anno precedente. L’ammontare dei finanziamenti in sofferenza è pari a 4,9 miliardi di euro, circa 600 milioni in più sul 2013. “A pesare sono state le difficoltà di mercato ma anche quelle provocate dal maltempo che ha tagliato le principali coltivazioni agricole – dichiara in una nota Coldiretti – In questo contesto Creditagri Italia, ente intermediario finanziario vigilato dalla Banca D’Italia, ha avuto un importante ruolo di sostegno alle imprese agricole e cooperative del settore”. (Fonte: www.agrapress.it)

Più made in Italy sulle tavole italiane durante le festività natalizie
Sulle tavole italiane nei giorni delle Feste ha trionfato il made in Italy e secondo la Cia (Confederazione italiana agricoltori) è stato sancito il crollo delle mode esterofile in cucina a vantaggio della tradizione, con menù “tricolori” nel 77% dei casi. Il budget delle famiglie italiane per i cenoni delle Feste è rimasto inalterato rispetto al 2013 e secondo i dati della Cia solo l’11% degli italiani ha speso meno per cibo e bevande. La spesa complessiva stimata per imbandire le tavolate delle festività natalizie si è aggirata a poco più di 3 miliardi di euro di cui circa 900 milioni solo per il cenone della Vigilia di Natale. Gli acquisti sono stati più attenti, con il 64% delle famiglie che ha fatto molta più attenzione agli sprechi alimentari. (Fonte: www.cia.it)

Aumenta negli USA il numero di suini allevati
L’Usda (Dipartimento Americano del Settore Agricolo Nazionale) attraverso il Servizio di Statistiche Agricole ha pubblicato i dati del censimento americano per il comparto suinicolo. Alla data del 1 dicembre 2014 negli allevamenti americani si contavano 66.1 milioni di maiali, con un aumento del 2% rispetto al dicembre dell’anno prima e un +1% sul mese di settembre 2014. Dei 66.1 milioni, 5.97 milioni sono riproduttori. Da settembre a novembre 2014 sono stati svezzati il 4% di suinetti in più rispetto allo stesso periodo del 2013. La media nello stesso periodo degli svezzati per parto è stata pari a 10.23 suinetti. Gli allevatori stimano 2.87 milioni di parti tra dicembre 2014 e febbraio 2015, e 2.90 milioni di parti tra marzo e maggio 2015. (Fonte: www.3tre3.it)

A Lodi un forum contro la pirateria agroalimentare
Nel prossimo mese di marzo, a Lodi, il Mipaaf organizzerà un forum con gli organismi di controllo europei e internazionali in vista di Expo. Lo riporta il Corriere della Sera del 30 dicembre scorso in un’intervista al ministro Maurizio Martina. L’iniziativa nasce all’indomani degli oltre 100mila controlli effettuati a tutela delle produzioni provenienti dalle oltre 50mila aziende agricole lombarde a cui si aggiungono le 11mila dell’artigianato alimentare. I controlli e i sequestri di falso cibo made in Italy hanno interessato una cifra pari a 40 miliardi di euro. Nell’intervista rilasciata a Laura Guardini, Martini ricorda gli incentivi per aiutare i giovani ad aprire nuove aziende: mutui a tasso zero, detrazioni sugli affitti e accesso più semplice ai fondi Ue. (Fonte: Corriere della Sera – 30/12/2014)

Assica, alla presidenza eletto Nicola Levoni
Assica ha un nuovo presidente. E’ Nicola Levoni, presidente di Levoni Spa. La nomina risale al 15 dicembre scorso e nei primi mesi dell’anno da poco iniziato, nel corso dell’Assemblea dei soci, verranno ratificate le funzioni che il neopresidente ha assunto all’indomani della sua elezione. Levoni succede a Lisa Ferrarini che, nominata vicepresidente nazionale di Confindustria, in ottemperanza alle regole dell’associazione aveva rassegnato le proprie dimissioni. Nicola Levoni ha già una vasta esperienza nel mondo consortile e associativo essendo stato nominato nel 2013 vicepresidente di Assica, a cui si aggiungono altri prestigiosi incarichi assunti nel corso degli ultimi anni nel comparto della salumeria Dop. (Fonte: www.assica.it)

In 11 anni la produzione di latte negli USA ha spiccato il voto
Fra il 2003 e il 2014 la produzione di latte negli USA è aumentata di 15.5 milioni di tonnellate, il 75% delle quali assorbite dall’export. Lo si legge in un articolo firmato da Leo Bertozzi pubblicato su Clal News. L’incremento dell’export è stato di 11.7 milioni di tonnellate, raggiungendo il 15,5% del totale, percentuale che nel 1996 era appena del 4%. Secondo l’analista, questo notevole successo della produzione lattiero-casearia USA sui mercati internazionali difficilmente potrà continuare anche nel 2015 a causa della generale flessione dei prezzi conseguenti alla crescita dell’offerta di Europa e Oceania e al rallentamento nell’import di Cina e Russia. (Fonte: www.clal.it)

I numeri confermano l’importanza economica dell’agroalimentare italiano
Circa 2 milioni di imprese, il 9% del Pil italiano (il 14% considerando anche l’indotto), 3,2 milioni di lavoratori impiegati nelle varie fasi della filiera (il 14% degli occupati italiani) e un contributo al bilancio dello Stato di 25 miliardi di euro. Sono i dati del quadro economico dell’agroalimentare italiano forniti dal Rapporto Nomisma realizzato per Agrinsieme, il coordinamento di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane forniti in occasione dell’iniziativa #Campoliberofinoinfondo. L’agroalimentare è stato uno dei settori che meglio ha retto gli effetti della crisi, registrando tra il 2007 e il 2013 una crescita del valore aggiunto del 6%. I consumi alimentari però, nello stesso periodo, si sono ridotti del 14%. (Fonte: www.mangimiealimenti.it)

Spingere sull’export. E’ l’obiettivo di Federalimentare
L’industria alimentare italiana rappresenta il secondo settore manifatturiero del Paese; nel 2013 ha fatturato 132 miliardi di euro, mentre i consumi alimentari si sono tradotti in 207 miliardi di euro. Nel 2011 di sola Iva sono stati versati 15 miliardi di euro. Sempre nel 2013, quindi in piena crisi economica, il comparto ha creato valore incrementando il fatturato di un +1,5%; +5,8% di export; +4,1% di import e +11,5% ha riguardato la bilancia commerciale, mentre la produzione ha registrato un -0,7% e il totale dei consumi alimentari -3%. Sono le percentuali elaborate dal Centro Studi Federalimentare su dati Istat 2014 rispetto ai quali il nuovo Presidente di Federalimentare, Luigi Scordamaglia, presentando la sua squadra ha affermato di puntare a incrementare di un +66% il valore delle esportazioni nei prossimi 5 anni, passando dagli attuali 30 agli auspicati 50 miliardi di euro. (Fonte: www.federalimentare.it)

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Posted by × Pubblicato il 01/12/2014 at 12:49

LATTE
L’aumento produttivo apre le porte alle sanzioni
Al 30 settembre 2014 le consegne di latte a livello nazionale sono state superiori del 3,32% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per un quantitativo totale pari a 10.700.607 tonnellate. Lo rende noto Clal.it, Società di consulenza specializzata nel settore agroalimentare con sede a Modena. Coinvolte la maggioranza delle regioni italiane, con la sola eccezione dell’Abruzzo, della Liguria, della Puglia, della Toscana, dell’Umbria e della Valle d’Aosta, che hanno consegnato quantitativi inferiori al 2013. La Lombardia ha registrato un aumento del 3,88% pari a 3.528.099 tonnellate di latte, seguita dall’Emilia Romagna con 1.342.896 (+1,67%); dal Veneto con 852.447 tonnellate (+4,09%); dal Piemonte, 755.393 tonnellate (+6,16) e poi via via tutte le altre. Secondo l’analisi condotta da Ermanno Comegna e pubblicata su n. 40 dell’Informatore Agrario, questa situazione potrebbe tradursi in un prelievo da versare alla Ue di circa 80 milioni di euro con una sanzione complessiva a carico dei produttori eccedentari anche superiore ai 10 milioni di euro, calcolata in base alle norme sul conteggio del prelievo previste dalla legge 33/2009 che prevede la possibilità di chiedere ai produttori più sanzioni di quelle che devono effettivamente versare a Bruxelles. Per evitare che questa scure si abbatta sugli allevatori italiani, Comegna indica due opzioni: una riduzione produttiva da qui ai prossimi mesi e la richiesta alla Commissione europea di un intervento ad hoc sulla normativa in materia di quote latte, oltre all’introduzione di un meccanismo di “atterraggio morbido” che già la Germania e altri nove Paesi membri avevano chiesto a inizio 2014 che però non ottenne nessun risultato.

SUINI
Per la redditività degli allevatori un ottobre positivo
Torna a fiatare la redditività dei suinicoltori nel mese di ottobre. Lo rende noto Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole) nel suo consueto rapporto mensile. Il miglioramento, rispetto al mese di settembre, è stato di un +1,5% e di un +8,7% rispetto allo stesso mese del 2013. La performance positiva è stata dettata dalla forte contrazione delle quotazioni dei fattori di produzione e nonostante il calo dei prezzi dei suini da macello. Relativamente a quest’ultimo segmento produttivo, anche la redditività della fase di macellazione a ottobre ha incassato il segno più: +3,4% sul mese di settembre e +6,4% rispetto a un anno primo. Buona anche la redditività nella fase di stagionatura dei prosciutti Dop con un incremento del 6,1% per i prosciutti Dop leggeri e del 5,6% per quelli pesanti. Per i prosciutti non inseriti nel circuito tutelato la redditività è invece diminuita di circa il 2% sia per la tipologia pesante che per quella leggera. Un dato però che li posiziona a un livello sensibilmente superiore rispetto ai corrispettivi Dop. Infine il prezzo medio mensile dei suini pesanti da macello elaborato sempre dal Crefis: 1,388euro/kg, in calo del 3,7% rispetto a settembre 2013 e del 7,7% rispetto a un anno prima.

GIOVANI E AGRICOLTURA
Dalla nuova Pac più risorse per gli Under 40
Secondo una recente indagine condotta da Nomisma a cura della rivista Informatore Agrario i giovani agricoltori italiani rappresentano oggi solo il 10% del tessuto agricolo nazionale, pari a 161.716 unità. L’indagine ha coinvolto un campione di 1.125 giovani under 40, di cui 607 agricoltori. In base alla ricerca effettuata solo l’8,4% di questi 607 giovani agricoltori ritiene che i prossimi anni saranno migliori del passato e per il 67,3% di loro il fatto che la società percepisca la professione di agricoltore come uno status inferiore rispetto ad altre professioni rappresenta un elemento negativo. Ciononostante sembra che l’agricoltura eserciti un certo appeal sui giovani che intraprendono gli studi universitari. Se infatti dei 132.338 laureati nel 2013 solo 2.719 avevano scelto la facoltà di Agraria, bisogna ricordare che negli ultimi 8 anni i laureati in Agraria hanno conosciuto un vero e proprio boom con un incremento del 35%. Le buone notizie arrivano da Bruxelles per bocca dell’europarlamentare Paolo De Castro il quale sottolinea che “al Parlamento europeo abbiamo ottenuto nella Pac 2014-2020 un aiuto obbligatorio per gli agricoltori under 40 con un incremento del 25% di risorse a loro destinate. Per affermarci dobbiamo però rendere più attrattiva l’impresa agricola e più competitiva la nostra agricoltura in un contesto di aumentata domanda di cibo a livello mondiale e di boom del made in Italy”.

MATERIE PRIME
Cereali, forte aumento dell’import nei primi 8 mesi dell’anno
Nei primi 8 mesi dell’anno l’importazione di cereali è aumentata del 21% rispetto allo stesso periodo del 2013. Lo evidenzia in una newsletter “Mangimi & Alimenti”, il periodico di Assalzoo in base ai dati elaborati da Anacer. La percentuale si traduce in circa 2,2 milioni di tonnellate. Coinvolte tutte le tipologie a cominciare dalla granella, +2,1mio/t.; grano duro, +838mila ton; granoturco, +771mila ton.; grano tenero, +448mila ton. Da rilevare il modesto incremento delle esportazioni di cereali italiani verso l’estero, che in riferimento al medesimo periodo dell’anno ha fatto segnare nel 2014 un +2,5% pari a 64mila tonnellate di prodotto. Aumentano anche le vendite dei cereali in granella, +24mila ton. pari a un +12,2% e dei prodotti trasformati dei cereali, +29mila ton pari a +6,7%. In discesa invece le esportazioni dei mangimi a base di cereali. Sempre secondo i dati Anacer, la newsletter Mangimi & Alimenti mette in risalto che dal punto di vista della bilancia commerciale il rosso ovviamente aumenta. Nel corso degli 8 mesi monitorati l’export ha raggiunto un controvalore di 3,719,7 milioni di euro (nel 2013 era di 3.537,7), mentre le vendite hanno fruttato 2.035,3 milioni di euro (nel 2013 furono pari a 2.032,4). La forbice del saldo valutario si allarga e nel periodo è pari a -1.684,4 milioni di euro contro -1.505,2 milioni del 2013.

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

I giovani di Confagricoltura chiedono più impegno al Governo
I giovani di Confagricoltura invitano il Governo ad un maggiore impegno e a una maggiore determinazione nel sostegno all’imprenditoria agricola, e in particolar modo a quella giovanile sollecitando azioni significative e concrete. In un comunicato, si legge che i giovani di Confagricoltura auspicano che il ministero per le Politiche agricole difenda i giovani imprenditori e l’intero settore agricolo in sede Ue e all’interno dello stesso Consiglio dei Ministri dai tagli delle risorse finanziarie destinate al comparto, come quello derivante dalla riforma Pac, con misure compensative; che si opponga con forza al susseguirsi di proposte di nuovi tagli al bilancio europeo e nazionale, così come al continuo aumento della tassazione per le attività agricole e quelle connesse. (Fonte: www.confagricolturalombardia.it)

Opportunità concrete dalla dismissione di terreni pubblici
Dalla vendita o dall’affitto dei terreni agricoli pubblici possono nascere oltre 10mila nuove imprese agricole condotte da giovani. E’ quanto è emerso da una analisi di Coldiretti Giovani Impresa nel dossier “Nella green economy c’è lavoro per i giovani” presentato in occasione della consegna degli Oscar Green, i premi per l’innovazione con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Il programma di dismissione è già in atto con il Demanio che ha appena pubblicato online i bandi che riguardano i primi 500 ettari dei 5.500 resi disponibili dallo Stato, mentre alcune Regioni hanno creato le cosiddette “banche della terra” dove censire i terreni pubblici disponibili, ma in alcuni casi anche i terreni incolti dei privati. (Fonte: www.coldiretti.it)

Lo spreco alimentare, una piaga da sanare
C’è ancora molto da fare sul fronte dello spreco alimentare, in Italia ogni anno finiscono nella pattumiera più di 5 milioni di tonnellate di prodotti commestibili. Lo afferma in una nota la Cia che rincara affermando che se anche la crisi ha ridotto notevolmente le cifre degli sprechi (-30% in media dal 2008) le famiglie italiane buttano ancora oggi tra i rifiuti 6,5 euro a settimana di alimenti ancora consumabili. Uno scandalo dal punto di vista economico ed etico, se si pensa che sono aumentate del 10% in un anno le famiglie che hanno chiesto aiuto per mangiare, con 4 milioni di persone assistite con pacchi alimentari e pasti gratuiti nelle mense. (Fonte: www.cia.it)

Confusione sul Greening. De Castro chiede un rinvio
“Abbiamo lavorato a una riforma della Pac che fosse capace di sostenere gli agricoltori europei, non possiamo rischiare che una delle misure previste finisca per arrecare danno all’intero settore”. Così Paolo De Castro, coordinatore per il Gruppo dei Socialisti e Democratici della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento europeo dopo l’invio di una lettera al Commissario all’Agricoltura UE Phil Hogan, firmata anche dai coordinatori degli altri maggiori gruppi politici, in cui si chiede uno slittamento al 2016 dell’entrata in vigore delle misure della nuova Pac riguardante il Greening. “Abbiamo appreso che in numerosi Stati membri – prosegue De Castro – c’è ancora molta confusione sia sulle varietà da piantare che sulle modalità di applicazione delle regole previste ed eventuali errori potrebbero comportare il rimborso dei pagamenti ricevuti dagli agricoltori”. (Fonte: www.paolodecastro.it)

Start-up e innovazione nell’agroalimentare in vista dell’Expo
Al bando internazionale hanno partecipato oltre 100 team di progetto. Ne sono stati selezionati 15. Stiamo parlando del Progetto Expo 2015 Alimenta2Talent che intende favorire la ricerca e l’innovazione nel food e nel biotech sostenendo la nascita di nuove imprese. La presentazione è avvenuta nei giorni scorsi all’Expogate di Milano. I 5 vincitori selezionati tra i 15 finalisti avranno la possibilità di trascorrere un semestre di lavoro presso il Parco tecnologico di Lodi, promotore del progetto insieme al Comune di Milano, dove svilupperanno il business plan da presentare agli investitori. Il Parco Tecnologico di Lodi è uno dei maggiori centri italiani di ricerca e sviluppo nell’agroalimentare e nelle biotecnologie e a marzo del prossimo anno ospiterà il primo Forum dedicato al contrasto della contraffazione alimentare promosso dal Mipaaf. (Fonte: www.lastampa.it)

Frenano i consumi di carne suina fresca. Male anche il Prosciutto di Parma Dop
Secondo i dati pubblicati da Ismea, nei primi nove mesi del 2014 rispetto alle produzioni suinicole si sono accentuati alcuni comportamenti dei consumatori: il prodotto nella situazione più critica è la carne fresca che ha registrato una diminuzione degli acquisti del 5% e, dato ancora più preoccupante, una riduzione del numero di famiglie acquirenti (-4,3%). Diversa invece la situazione per i salumi, il cui consumo è risultato in aumento del 2,2% e anche il numero di famiglie acquirenti è rimasto sostanzialmente stabile. Per quanto riguarda gli andamenti registrati per i prosciutti crudi di Parma e San Daniele Dop, Ismea indica uno spostamento della scelta delle famiglie dal Prosciutto di Parma (-6,1% famiglie acquirenti) verso il Prosciutto di San Daniele (+4,5%). (Fonte: www.anas.it)

A Roma si discute per rivedere la Direttiva nitrati
Presso la Commissione Politiche Agricole della Camera è stata raggiunta nei giorni scorsi un’intesa affinchè nel Decreto ministeriale sui nitrati venga fissato un termine perentorio che tenga conto dei dati emersi dalle ricerche effettuate da Ispra e da Regione Lombardia, che dicono qual è l’effettiva responsabilità del mondo agricolo in tema di inquinamento delle acque superficiali o di falda. L’annuncio è stato dato dall’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava che ha detto: “Siamo in attesa di avere il testo per definire i criteri e le modalità per la revisione organica delle zone vulnerabili ai nitrati”. (Fonte: Matteo Bernardelli – Ufficio stampa Assessore all’Agricoltura della Lombardia)

Parmigiano Reggiano, nel 2015 la produzione calerà
Nel 2015 la quota di latte destinato alla trasformazione in Parmigiano Reggiano scenderà del 5%. Lo rende noto il Consorzio di tutela con un comunicato. Circa 800mila quintali in meno, in sostanza, che porteranno la produzione di formaggio a 3.150.000 forme rispetto ai 3,3 milioni con i quali si chiuderà il 2014. “Il riequilibro dell’offerta rispetto alla domanda – ha affermato il presidente dell’ente, Giuseppe Alai – punta a ridare fiato ai redditi dei produttori a fronte di quotazioni che hanno pesantemente risentito di un aumento produttivo che in tre anni è stato pari al 9,5%. Dall’inizio della crisi economica i consumi di formaggi, nelle famiglie italiane, sono scesi del 6,3%”. (Fonte: www.parmigianoreggiano.it)

Export agroalimentare visto in aumento. Ma non basterà a rilanciare il settore primario
“I dati forniti da una ricerca di Intesa SanPaolo sulla previsione di incremento del 4,3% delle esportazioni di cibo italiano sono una buona notizia per il settore, ma anche un boomerang se il Governo si convince che basterà questo a rilanciare il comparto agroalimentare italiano”. Lo afferma in una nota il presidente di Confeuro, Rocco Tiso che conclude: “ancora una volta auspichiamo che l’Esecutivo ci spieghi, se possibile a tutto il mondo agricolo e non solo a una parte, in che direzione si sta cercando di trainare il settore primario”

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Posted by × Pubblicato il 21/11/2014 at 12:52

Se si intende riprodurre o riportare le notizie contenute in questo notiziario, si prega di citare come fonte l'Osservatorio Agri&Food di CremonaFiere.

RASSEGNE FIERISTICHE
I 4 giorni de il BonTà chiudono con un bilancio positivo
Presso i padiglioni di CremonaFiere, dal 7 al 10 novembre scorsi si è svolta l’11ma edizione de Il BonTà, una delle più consolidate manifestazioni dedicate all'agroalimentare artigianale di qualità, che fin dal suo esordio ha saputo proporre una formula originale capace di attrarre sia gli operatori professionali (ristoratori, distributori, e buyer), sia il pubblico dei gourmet.
Quest'anno, al fianco di 158 espositori, CremonaFiere ha organizzato 54 eventi con la partecipazione di 23 tra Associazioni e Istituzioni in ambìto alimentare e ben 59 chef che si sono esibiti in show cooking e hanno partecipato come speaker ai diversi appuntamenti tra seminari, workshop, presentazioni e concorsi.
"La nostra attenta selezione di espositori e questo ricco programma di eventi - ha sottolineato Antonio Piva, Presidente di CremonaFiere - sono pensati e realizzati con un obiettivo ben preciso: fare de il BonTà uno strumento di promozione e di valorizzazione non solo delle singole aziende produttrici, ma soprattutto dell'intero settore agroalimentare tradizionale. Si possono trovare nuove strade commerciali in Italia e all'estero solo se il settore è supportato da una cultura del cibo sempre più diffusa e radicata".
Un obiettivo centrato appieno, come testimoniano sia gli espositori, molto soddisfatti della qualità del pubblico arrivato a Cremona da tutto il nord Italia (oltre che dalle rappresentative di buyer esteri - francesi in particolare), sia i visitatori (quest'anno la manifestazione ha registrato 49.406 visitatori), che hanno trovato tra gli stand oltre 2.000 prodotti di alta qualità, ma non solo: quest'anno si è infatti ulteriormente sviluppata l'area espositiva dedicata alle attrezzature professionali, con ben 300 mq che hanno ospitato alcune tra le più qualificate aziende produttrici di cucine e accessori per la ristorazione.
"Chiudiamo decisamente bene questo 2014 - ha aggiunto Piva - le nostre manifestazioni autunnali si sono chiuse tutte con buoni risultati, nonostante un periodo non facile per tutti i settori. Questo significa che abbiamo lavorato tanto e bene, e soprattutto diamo ai nostri clienti un segnale forte di continuità".

LATTE
Rotta la trattativa sulle nuove quotazioni.
Allerta del Consorzio su falso Parmigiano Reggiano in vendita
La trattativa sul prezzo del latte alla stalla si è arenata. Le tre federazioni regionali lombarde di Confagricoltura, Coldiretti e Cia hanno abbandonato il tavolo della discussione avviato con il Gruppo Italatte e in un comunicato congiunto hanno sottolineato l’impossibilità di raggiungere un’intesa su un livello di prezzo soddisfacente per gli allevatori. Intanto l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, ha scritto al ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, chiedendo la convocazione di un tavolo che aiuti e guidi le parti nella definizione di un prezzo equo del latte. “Rischiamo di arrivare alla fine del regime delle quote – ha scritto inoltre Fava – con un sistema ‘latte Italia’ in frenata, mentre nel centro-nord Europa si registrano incrementi di produzione anche a doppia cifra”.
Intanto, sul fronte dei prodotti caseari, il Consorzio del Parmigiano Reggiano alza la guardia e mette in allerta i caseifici e le Autorità giudiziarie rispetto a possibili truffe che potrebbero ricadere su produttori e commercianti nelle compravendite di prodotto. In una nota del Consorzio infatti, si legge che l’ente di tutela ha ricevuto diverse segnalazioni da parte di commercianti e operatori del settore, rispetto a soggetti che vanno proponendo ingenti quantità di formaggio a prezzi assolutamente anomali rispetto a quelli di mercato, utilizzando ed evocando illegittimamente il nome del Consorzio di tutela o vantando conoscenze e accreditamenti all’interno dello stesso Consorzio che sono del tutto prive di fondamento.

AVICOLO
Scendono i prezzi di uova e ovaiole. La ripresa prevista per l’anno prossimo
Anche il mercato avicolo soffre la crisi dei consumi. Ne dà conto Gustavo Credazzi in un articolo apparso sul n. 39 della rivista Informatore Agrario. Nei primi 9 mesi del 2014 il prezzo medio dei broiler ha incassato un -8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Le ovaiole -1,7% e le uova -5,4%. Secondo l’analista, se per quest’ultimo scorcio d’anno la situazione non dovrebbe registrare particolari variazioni, per il 2015 si potrebbe prospettare un andamento diverso e migliore con una domanda interna in leggero assestamento, confermato dalla quota di importazione che è aumentata a fronte di un export che da 4 anni è stabile su valori considerevoli. Secondo Credazzi è dunque legittimo prevedere che nella campagna targata 2015 il consumo nazionale di carne avicola ricomincerà a crescere e, con una produzione orientata verso una normalizzazione, anche i mercati potrebbero recuperare almeno in parte quanto è andato perduto quest’anno.

TRATTATIVA TTIP
Paolo De Castro nominato relatore permanente ai negoziati di libero scambio Ue-USA
Sarà Paolo De Castro il referente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo per i negoziati di libero scambio tra Unione europea e Stati Uniti attualmente in corso. In una nota diffusa dal sito dell’europarlamentare (www.paolodecastro.it), si legge che la designazione - decisa dalla Comagri - consentirà all’europarlamentare pd e coordinatore di commissione per il Gruppo dei Socialisti e Democratici, di partecipare alle riunioni negoziali dell'Esecutivo Ue e di entrare a far parte del bureau della commissione per il Commercio internazionale (Inta), presieduto da Martin Schulz, insieme agli altri relatori designati per le rispettive aree di competenza. Per De Castro è un riconoscimento importante che conferma la necessità di una maggiore partecipazione democratica ai processi decisionali dell’Unione. Il sistema agroalimentare europeo sarà centrale nel Ttip (Trattato Transatlantico sul commercio e gli investimenti) ed è compito delle istituzioni Ue difendere con tenacia gli alti standard qualitativi ai quali i consumatori europei sono abituati, tutelando allo stesso tempo le produzioni che rappresentano una fondamentale leva di mercato per molti Paesi comunitari, Italia in primis. È altresì necessario fare chiarezza sull’andamento dei lavori negoziali, eliminando dallo scenario possibili “zone grigie” che rischiano di farlo percepire in maniera errata all’opinione pubblica. L'impegno è di lavorare a un negoziato trasparente e capace di creare concrete opportunità di crescita per un settore di grandissimo valore economico, ma anche sociale e ambientale, come quello agricolo e alimentare europeo.

AMBIENTE
La green economy cresce. In aumento gli investimenti e i posti di lavoro
Più di un'impresa su cinque dall'inizio della crisi ha scommesso su innovazione, ricerca, conoscenza, qualità, sulla green economy. Sono infatti 341.500 le aziende italiane (circa il 22%) dell'industria e dei servizi con dipendenti che dal 2008 hanno investito, o lo faranno quest'anno, in tecnologie green per ridurre l'impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di Co2. Un dato che sale al 33% nell'industria manifatturiera. Un orientamento che si rivela strategico, tanto che proprio alla nostra green economy si devono 101 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 10,2% dell'economia nazionale, esclusa la componente imputabile al sommerso. Oltre alla ricchezza l'economia verde - sempre più apprezzata dai consumatori italiani, visto che il 78% di essi è disposto a spendere di più per prodotti e servizi eco-sostenibili - produce anche lavoro: già oggi in Italia ci sono 3 milioni di green jobs, ossia occupati che applicano competenze 'verdi'. Una cifra di tutto rispetto destinata a salire ancora nel corso del 2014. Dalle realtà della green Italy infatti arriveranno quest'anno 234 mila assunzioni legate a competenze green: ben il 61% della domanda di lavoro, con i green jobs che diventano protagonisti dell'innovazione e determinano addirittura il 70% di tutte le assunzioni destinate alle attività di ricerca e sviluppo delle nostre aziende. Una percentuale da capogiro superiore al già alto 61,2% dello scorso anno. I dati appartengono a GreenItaly 2014, il rapporto annuale di Unioncamere e fondazione Symbola, e sono stati presentati nei giorni scorsi ad un convegno organizzato a Roma.

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

Carne bovina, nella Ue produzione ed export in calo
Una flessione della produzione di carne bovina nell'Unione Europea (-7% al 2023), accompagnato a un calo delle esportazioni e a un forte aumento delle importazioni di carne bovina (+38%), soprattutto dal Brasile. È uno degli scenari elaborati da Ismea nel Volume “II 2014 del Report Economico Finanziario”. Dai dati preliminari della pubblicazione emerge ad esempio che negli Usa si assisterà ad un aumento della produzione e dell'export (nel 2022 dovrebbe detenere una quota superiore al 14% del mercato mondiale), soprattutto verso Canada e Messico. Nella fase agricola, la produzione di carne bovina incide per quasi il 20% sul valore degli allevamenti calcolato ai prezzi di base e per il 6% su quello dell’agricoltura complessivamente considerata, attestandosi su 3,4 miliardi di euro. (Fonte: www.mangimiealimenti.it)

Latte, la produzione australiana aumenta
Aumenta la produzione di latte in Australia e in Nuova Zelanda. Nel periodo giugno-agosto di quest’anno in Nuova Zelanda si è registrato un aumento del 5,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. In Australia, nel periodo luglio-settembre, l’incremento, riferito al medesimo periodo del 2013, è stato del 2,82%. La situazione meteo attualmente è ritenuta favorevole e vicina al picco stagionale con volumi superiori, come abbiamo visto, al 2013. Le scorte di commodity lattiero-casearie si stanno ricostituendo con prodotto supplementare disponibile per l’export. I mercati segnalano una tendenza al ribasso ed alcuni analisti non prevedono un rimbalzo delle tendenze attuali almeno entro la metà del 2015 (Fonte: www.clal.it)
Elena Cattaneo: sugli Ogm un pregiudizio infondato
“Da tempo sto studiando l’argomento per capire come stanno le cose sugli Ogm e del perché vengono avversati in Italia con tanta forza. In tutta Europa solo da noi vengono vietate le sperimentazioni in campo aperto. Solo da noi la ricerca sugli Ogm è vietata. Non li si può nemmeno studiare. Vorrei capire perché”. Lo ha dichiarato Elena Cattaneo, senatrice a vita e direttrice del Laboratorio di Biologia delle cellule staminali e Farmacologia delle malattie neurodegenerative del Dipartimento di Bioscienze all’Università di Milano. “Il principio di precauzione, se applicato a qualsiasi campo dell’innovazione e della scienza, ci lascerebbe senza auto, senza cellulari e senza cure mediche. I paesi che usano il mais Ogm hanno risolto il problema delle fumonisine”, ha ricordato Cattaneo. (Fonte: www.assalzoo.it)

Negli USA quasi ultimato il raccolto di mais e soia
Negli Stati Uniti si sta ultimando la raccolta del mais e della soia. Oltre il 65% della superficie coltivata infatti è già stata coperta. Lo rende noto l’Usda che sottolinea come il quantitativo di raccolto di entrambi i prodotti sia elevato: una stima di 14.783 miliardi di bushels per il mais (1 bushels di mais equivale a 25,4kg di prodotto); e 4.033 miliardi di bushels per la soia (1 bushels di soia equivale a 27,22 kg di prodotto). Le condizioni climatiche registrate in quest’ultimo periodo hanno favorito la velocizzazione del raccolto. Infatti, dopo una serie di precipitazioni piovose, si assiste ora a un clima più secco e favorevole alla mietitura. (Fonte: www.assomais.it)

Sicurezza dei mangimi, siglato un protocollo tra Assalzoo e Nas
E’ stato sottoscritto nei giorni scorsi nella sede del Comando dei Carabinieri Nas a Roma, l’accordo di collaborazione tra l’Associazione Nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici-Assalzoo ed il Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute (NAS) finalizzato a migliorare l’efficacia e l’efficienza complessiva dei controlli e delle attività di vigilanza in materia di tutela della salute pubblica con riferimento specifico alla sicurezza e qualità dei mangimi, nonché dei prodotti di origine animale che ne derivano. I sottoscrittori del protocollo sono il presidente Assalzoo, Alberto Allodi e il Comandante dei Nasi dei Carabinieri, gen. Cosimo Piccinno. (Fonte: www.assalzoo.it)

Previsioni quotazioni suini, clima di attenzione
Le previsioni degli esperti indicano fino alla fine del primo semestre 2015 un andamento fortemente riflessivo delle quotazioni, dovuto anche al condizionamento dettato dal blocco dell’export verso la Russia. Tuttavia, buona parte delle esportazioni comunitarie avrebbe già trovato nuovi mercati di sbocco e la prevista crisi dei prezzi sembra trovare una motivazione nella segnalata crescita della produzione suinicola legata all’aumento della consistenza delle scrofe registrato lo scorso giugno nei principali Paesi produttori. Per quanto riguarda l’Italia, si prevede un calo più modesto delle quotazioni rispetto agli altri Paesi Ue legato ad un tendenziale calo della produzione suinicola nazionale. (Fonte: www.anas.it)

Sulla ripresa dei consumi l’impegno della Gdo
“Dopo 5 mesi di discesa, a ottobre la dinamica dei prezzi segnala una lieve ripresa, riportando l’inflazione su un terreno positivo – ha detto Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione – Era ormai da agosto che il Paese stava vivendo una situazione di deflazione. Il modesto +0,1% di ottobre non deve far pensare che il rischio di deflazione sia ormai superato. Bisogna continuare a stimolare la domanda interna. La Gdo moderna sta facendo tutto il possibile per tutelare il potere d’acquisto dei consumatori eroso dalla crisi attraverso una politica di forte accelerazione sulla convenienza, anche a scapito della propria redditività”. (Fonte: www.federdistribuzione.it)

Prodotti alimentari, la spesa degli italiani è più leggera
Drammatiche, ma non per questo sorprendenti, le stime che la Confcommercio ha pubblicato nei giorni scorsi sull’andamento dei consumi, diminuiti a settembre dello 0,2% sul mese precedente e dello 0,6% sull’anno. Lo afferma in una nota Federconsumatori che aggiunge: “Si tratta delle ennesime cifre negative che si accodano al pessimo andamento dei consumi delle famiglie registrato dal nostro Osservatorio nazionale pari, nel triennio 2012-2014 al -10,7%. Allarma in particolar modo la riduzione dei consumi alimentari, diminuiti ad agosto del 3,7% sull’anno che si traduce, per una famiglia media, in una contrazione della spesa alimentare di ben 207 euro nell’ultimo anno. (Fonte: www.federconsumatori.it)

Banca dati regionale, accesso consentito ai veterinari aziendali della Lombardia
Dal 29 ottobre scorso i veterinari liberi professionisti della Lombardia possono accedere alla Banca Dati Regionale. E’ stata infatti introdotta la funzionalità che consentirà loro, tramite apposite credenziali, di interrogare il database sugli allevamenti di competenza in quanto responsabili dei Piani sanitari. Per la Sivar si tratta del giusto passo sulla strada indicata dai veterinari aziendali. Il sistema non è ancora a pieno regime ma va nella direzione auspicata dai veterinari liberi professionisti e abbatte le barriere telematiche fra le istituzioni regionali e i veterinari aziendali, decretando una collaborazione di fatto foriera di ulteriori sinergie integrate fra pubblico e privato. (Fonte: www.anmvioggi.it)

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Posted by × Pubblicato il 31/10/2014 at 12:45

FIERE ZOOTECNICHE INTERNAZIONALI DI CREMONA

Puntare sul Modello Italia, soprattutto nell’export.

E’ questa la sfida vincente

Dal 22 al 25 ottobre scorsi Cremona è stata la capitale della zootecnia nazionale ed estera con la 69ma edizione della Fiera Internazionale del Bovino da Latte, la 18ma di Italpig e la seconda dell’International Poultry Forum. Quattro giorni ricchi non solo di scambi commerciali, ma soprattutto di spunti e soluzioni strategiche per affrontare un futuro che per il mondo agricolo e allevatoriale è ancora ricco di incognite, ma anche di interessanti opportunità, soprattutto sui mercati esteri che si stanno dimostrando più dinamici.

Ed è proprio sui mercati stranieri che si sta concentrando l'attenzione delle aziende, che quest'anno a Cremona sono riuscite ad incontrare gli interlocutori più interessanti per sviluppare nuovo business a livello internazionale: oltre alle delegazioni ufficiali da 13 Paesi organizzate direttamente da CremonaFiere, sono stati infatti migliaia gli operatori stranieri che si sono dati appuntamento a Cremona, ormai riconosciuta come uno dei principali eventi mondiali per la zootecnia.

"Abbiamo raggiunto un ottimo risultato per quanto riguarda la presenza di operatori esteri - ha sottolineato Antonio Piva, presidente di CremonaFiere - Merito anche della scelta che ci ha portato oggi a riunire sotto il cappello delle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona le principali filiere alla base dell'agroalimentare nazionale: latte, carne suina, avicoltura e trasformazione lattiero-casearia. Un'offerta così ampia e di qualità è stata in grado di attrarre oltre 3.700 operatori esteri da più di 20 Paesi".

Ottenere il massimo possibile nella trattativa Ue-Stati Uniti sull’export, considerare l’Italian Sounding un’opportunità di espansione, intervenire radicalmente sui modelli organizzativi del settore primario, tematizzare efficacemente le questioni relative al reddito: questi i capisaldi della strategia comune da mettere a punto per la creazione di un vero e proprio ‘modello Italia’ in grado di promuovere l’agroalimentare di casa nostra in tutto il mondo. Il confronto (a cura di Assalzoo e CremonaFiere) fra i rappresentanti delle principali associazioni di categoria e il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina è andato in scena nella mattina del 25 ottobre durante l’affollato convegno dedicato, per l’appunto, al cosiddetto Modello Italia dell’Agroalimentare. E a questo proposito, chiaro e netto è stato il giudizio di Martina sul Transatlantic Trade and Investment Partnership (Ttip) in discussione tra Ue e Usa: “Ritengo fondamentale il raggiungimento di un accordo con gli Stati Uniti: la contrattazione non sarà semplice, ma il patto offrirebbe all’Italia potenzialità di sviluppo elevatissime”.

 

 

LATTE

Ritirate a Parigi forme di falso Grana Padano e Asiago Dop

L’agropirateria continua a essere al centro delle cronache. E questa volta a essere colpiti sono stati il Grana Padano e l’Asiago Dop. Per il Grana Padano, il fenomeno dei falsi, delle imitazioni e dell’utilizzo indebito del prestigioso marchio produce un danno complessivo annuo stimato in circa 1 miliardo di euro: 700 milioni all’estero e 300 milioni in Italia”. Al Sial di Parigi, svoltosi dal 19 al 23 ottobre scorsi, in uno stand di un’azienda della Lettonia è stato accertato l’utilizzo illecito delle Dop Grana Padano e Asiago. Immediatamente allertato, l’Ispettorato del ministero per le Politiche agricole italiano, che opera per la repressioni delle frodi (ICQRF), ha emanato un’ordinanza internazionale di blocco dell’usurpazione contro la Società lettone rea della contraffazione. Al centro dell’intervento numerose forme e pezzi di formaggio prodotti in Lettonia, del tutto simili per aspetto morfologico, colore e pezzatura al nostro Grana Padano e Asiago Dop, che riportavano in etichetta e in lingua italiana i nomi Grana e Asiago e “la ricetta tradizionale”.

In un comunicato diffuso dal Consorzio di tutela del Grana Padano, si legge che l’ICQRF ha immediatamente coinvolto le corrispondenti autorità francesi e la Commissione europea in base al Regolamento Ue che protegge e tutela le Dop e le Igp su tutto il territorio dell’Europa a 28, e che impone a ogni Stato membro di intervenire a tutela dei prodotti certificati di tutti i Paesi della Ue.

 

 

SUINI

Per scongiurare il crack del comparto serve una forte sterzata

Il sistema suinicolo nazionale è vicino al crack: è un vero e proprio grido di dolore quello che si è alzato nel corso degli Stati Generali della Suinicoltura, organizzato nella cornice delle Fiere Zootecniche Internazionali ospitate da Cremonafiere dal 22 al 25 ottobre scorsi. Un dato su tutti spaventa l’intera filiera: “Il Prosciutto Crudo di Parma Dop, vanto assoluto dell’agroalimentare italiano, perde ogni anno 700mila unità nel mercato interno – ha spiegato il presidente di Assosuini, Elio Martinelli – i consumi all’estero sono sì positivi, con un incremento annuo di 100mila pezzi, ma questo non basta a scongiurare il concreto pericolo di fallimento del settore”. Parole dure e inequivocabili.

Le contromisure sono pronte, ma la loro attuazione dovrà scontrarsi con uno status quo ormai incancrenito: il ‘piano di salvezza’ presentato da Assosuini è stato applaudito sia dall’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia Gianni Fava che dal presidente nazionale di Federconsumatori Rosario Trefiletti, che, tuttavia, non hanno mancato di evidenziare come l’eccessiva frammentazione delle rappresentanze costituisca un ostacolo forse inscalfibile al raggiungimento dell’obiettivo. La proposta, infatti, prende le mosse da una precisa esigenza: quella di creare un Direttivo Nazionale della suinicoltura in grado di armonizzare le molteplici e contrastanti voci all’interno della filiera dando vita, così, ad un unico soggetto autorizzato ad agire a livello istituzionale. Il progetto di Assosuini si fonda, poi, su altri due punti fondamentali: da un lato la valutazione oggettiva delle carcasse (e delle cosce in particolare) attraverso la costituzione di una società finanziata dagli allevatori e garantita dal ministero dell’Agricoltura, dall’altro l’introduzione di un marchio, denominato “100% carne italiana”, a tutela della produzione italiana.

In coda, un plauso all’ambiziosa iniziativa di Assosuini presentata dal presidente, Elio Martinelli: “La nomina di unico portavoce delle esigenze di settore sarebbe una mossa assai utile non solo per il sistema, ma anche per la politica”.

 

 

ENERGIE RINNOVABILI

Accordo UE sui nuovi target 2030. Un’intesa che soddisfa a metà

Nella notte del 24 ottobre scorso il Consiglio Europeo ha chiuso l’accordo sui nuovi target al 2030: il 27% di energia dovrà provenire da fonti rinnovabili; la riduzione delle emissioni di CO2 dovrà arrivare al 40% rispetto ai dati del 1990 e l’efficienza energetica dovrà superare il 27%. Questi gli aspetti che caratterizzano l’accordo, ma per Assorinnovabili l’impressione è che i Capi di Governo della UE si siano limitati ad assolvere un “compitino”, rimanendo sordi agli inviti di maggior coraggio che fino all’ultimo sono arrivati dal settore della green economy e perdendo lo slancio più rivoluzionario che aveva caratterizzato il pacchetto 20-20-20. “Pur apprezzando in parte il lavoro svolto – ha commentato il presidente di Assorinnovabili, Agostino Re Rebaudengo – ritengo si potesse e dovesse fare di più. In più occasioni avevamo chiesto che l’obiettivo per le rinnovabili non fosse inferiore al 30% considerando i tanti vantaggi che la produzione di energia verde ha saputo offrire e offrirà al nostro Paese in termini di emissioni evitate di CO2, minori danni alla salute dei cittadini, incremento di Pil e occupazione. Ci auguriamo – ha concluso – che nel processo di codecisione il Parlamento Europeo possa ancora correggere la volontà espressa dal Consiglio e che l’Unione europea continui a mantenere il ruolo di leader globale nella lotta ai cambiamenti climatici, preparando il terreno per il successo della Conferenza sul Clima di Parigi 2015”.

 

 

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

 

Rinnovo del contratto di lavoro, siglato l’accordo

E’ stato firmato nei giorni scorsi, presso la sede di Confagricoltura, a Roma, l’accordo per il rinnovo del CCNL operai agricoli e florovivaisti per il quadriennio 2014-2017 che interessa più di 200mila imprese e oltre 1 milione di lavoratori. “Il senso di responsabilità ha qualificato l’intera trattativa, sia da parte dei sindacati dei lavoratori sia da parte delle Organizzazioni datoriali – ha affermato il presidente, Mario Guidi - nonostante le difficoltà che, a livello generale, stanno caratterizzando l’attuale fase economica”. L’aumento retributivo previsto è del 3,9% ed è ripartito in due tranche. Si tratta di un aumento che cerca di coniugare l’esigenza di salvaguardare il potere di acquisto dei lavoratori con quella di mantenere un costo del lavoro sostenibile per l’impresa. (Fonte: www.confagricoltura.it)

 

Con i tagli ai fondi per l’export si compromette lo sviluppo dell’agroalimentare

Agrinsieme esprime contrarietà per i mancati fondi all’internazionalizzazione delle imprese e alla promozione all’estero contenuti nella legge di Stabilità, già rinviati dal decreto “Sblocca Italia” a questo provvedimento. Lo si legge in una nota della Cia dove si ricorda che “l’agroalimentare, con un valore delle esportazioni di 33 miliardi di euro nel 2013 (+6% rispetto al 2012) e un incremento dell’1,9% nel primo trimestre del 2014 è la voce che cresce di più dell’export del nostro Paese, di cui rappresenta ormai quasi il 10% e molte sono ancora le possibilità di sviluppo”. Agrinsieme confida che dell’importanza di questi fondi si tenga conto nel corso dell’iter parlamentare del provvedimento. (Fonte: www.cia.it)

 

Con l’embargo russo a settembre esportazioni giù del 10,2%

Le esportazioni di prodotti made in Italy in Russia, nel mese di settembre, sono crollate del 10,2% per una perdita di quasi 96 milioni di euro. E’ quanto afferma Coldiretti al termine dell’analisi effettuata su dati Istat. Secondo l’organizzazione agricola il bilancio è particolarmente pesante se si pensa alla lista dei prodotti agroalimentari colpiti: formaggi, carne, salumi, frutta e verdura. Ai danni diretti vanno aggiunti quelli indiretti determinati dalla diffusione sul mercato russo di imitazioni low cost dei prodotti italiani che rischiano di scalfire l’immagine dei prodotti originali nel tempo, dal Parmesan al Provolone, dalla mozzarella al salame. (Fonte: www.coldiretti.it)

 

 

Ttip, le direttive del negoziato diventano pubbliche

Il Consiglio europeo ha deciso di rendere pubbliche le direttive del negoziato sul Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti (Ttip). Paolo De Castro ha sottolineato come si tratti di una decisione molto positiva, fortemente caldeggiata in questi mesi dal Parlamento europeo. Ha poi ricordato come sia prioritario fugare ogni dubbio sulle finalità del negoziato e seguire in maniera trasparente il suo andamento e che il Parlamento europeo e il Congresso americano dovranno essere messi nelle condizioni di poter esprimere un voto pienamente consapevole sui contenuti, visto l’enorme interesse che questo accordo, una volta raggiunto, avrà in particolare per le produzioni alimentari. (Fonte: www.paolodecastro.it)

 

Aumenta in Italia la produzione di mais e soia. Nel 2014 rispettivamente +14,3% e +33%.

Le stime nel 2014 indicano una contrazione delle superfici destinate a mais e girasole e un significativo aumento di quelle a soia. Sono i dati elaborati dall’Ismea a mostrare per quest’anno un aumento dei raccolti in Italia del 14,3% per il mais e del 33% per la soia, quest’ultima ai massimi da 10 anni. In lieve flessione invece la produzione nazionale di girasole, prevista in calo dell’1,1% rispetto al 2013. Per quanto riguarda la soia, le 850mila tonnellate previste da Ismea riflettono un incremento della produttività di quasi il 9% e un forte aumento delle superfici seminate (+22,4%). Le rese hanno potuto beneficiare quest’anno delle favorevoli condizioni meteo dei mesi estivi, caratterizzate soprattutto nelle regioni centro-settentrionali da un’abbondanza di precipitazioni e da temperature inferiori alla media stagionale. (Fonte: www.mangimiealimenti.it)

 

Prosciutto cotto, Federconsumatori plaude alle argomentazioni del Mise

Appare del tutto non condivisibile per Federconsumatori la posizione di Assica nel sostenere le argomentazioni del decreto del ministero dello Sviluppo economico a proposito della produzione di salumi e per quanto riguarda in particolare le modalità di fabbricazione del prosciutto cotto. L’uso della denominazione, allargato a comprendere anche altre tipologie di preparati alimentari, risulta contrario ad una corretta informazione che tenga conto delle tradizioni culturali e del normale apprezzamento del pubblico. Preoccupazione suscita anche l’esclusione del termine minimo di conservazione quale dicitura di garanzia per il consumatore circa la deperibilità del prodotto che non può rientrare nella normale previsione di responsabilità dell’operatore. (Fonte: www.federconsumatori.it)

 

In flessione le vendite delle trattrici. Nei primi 9 mesi -2,5%

Il mercato italiano delle trattrici risulta in calo anche nel consuntivo dei primi nove mesi del 2014, ma riduce il suo passivo grazie ad un lieve recupero registrato nei mesi di agosto e settembre. Il dato complessivo delle immatricolazioni, elaborato dalla Federazione dei costruttori FederUnacoma sulla base delle registrazioni del ministero dei Trasporti, indica infatti una flessione nelle vendite di trattrici pari al 2,5% rispetto ai primi nove mesi del 2013, corrispondente ad un totale di 14.430 macchine, ma evidenzia una crescita nel mese di agosto (+7% rispetto all’agosto 2013) e nel mese di settembre (+2,8% rispetto al settembre 2013). (Fonte: www.federunacoma.it)

 

Vendita o affitto dei terreni demaniali. Firmato il protocollo di intesa

Il 23 ottobre scorso il Mipaaf ha siglato con le Regioni, i Comuni, l’Agenzia del demanio e Ismea il protocollo di intesa “Terrevive” per la vendita e l’affitto dei terreni demaniali con lo scopo di favorire l’imprenditorialità giovanile in agricoltura e la ricomposizione fondiaria attraverso il conferimento all’Agenzia del demanio del mandato irrevocabile a vendere o cedere in locazione i terreni agricoli delle Istituzioni locali o, in alternativa, attraverso le operazioni fondiarie operate da Ismea. I giovani agricoltori potranno trovare online la prima parte del bando “Terrevive” sul sito dell’Agenzia del demanio. La firma del protocollo rappresenta la seconda fase del progetto che nel luglio scorso aveva sbloccato la vendita e/o l’affitto di 5.500 ettari di terreni di proprietà dello Stato. (Fonte: www.politicheagricole.it)

 

 

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Posted by × Pubblicato il 15/10/2014 at 18:52

SUINI

Nuove equazioni di stima. Il Mipaaf autorizza l’”intervallo di incertezza di misura”

Con una circolare a firma congiunta, il 10 settembre scorso Ipq e Ineq (Istituto Parma Qualità e Istituto Nord Est Qualità), gli enti certificatori rispettivamente del Prosciutto di Parma Dop e del Prosciutto di San Daniele Dop, hanno comunicato ai macelli che il Mipaaf aveva accolto le loro indicazioni circa l’applicazione del cosiddetto “intervallo di incertezza di misura”, una sorta di franchigia che permetterà anche alle cosce con una percentuale di carne magra superiore al 55%, più esattamente in un range compreso tra il 38,4% e il 56,6%, di rientrare in quelle destinate al circuito tutelato, più tecnicamente classificate come E. Si supera così, seppure in maniera transitoria, una vicenda che da alcuni mesi tormentava il sonno degli allevatori che producono per la Dop. Infatti, nell’inverno scorso il Crpa di Reggio Emilia (Centro ricerche produzioni animali), su incarico del Mipaaf aveva elaborato le nuove equazioni di stima per le carcasse suine. Il lavoro era stato approvato da Bruxelles e doveva essere applicato immediatamente. Purtroppo però, dalla sperimentazione effettuata, risultava che con le nuove equazioni ben oltre il 20% delle cosce sarebbe stata estromessa dalla Dop perché troppo elevata era la percentuale di carne magra rilevata rispetto a quanto prevede il Disciplinare di produzione. Un danno economico, per gli allevatori, calcolato in centinaia di migliaia di euro. Dopo un’estate di discussioni e incontri volti a trovare una soluzione, all’indomani dell’entrata in vigore del provvedimento, 8 settembre, ecco la sterzata autorizzata dal Mipaaf: l’”intervallo di incertezza di misura” che, nell’attesa dell’elaborazione di ulteriori nuove equazioni di stima, consentirà agli allevatori di evitare una serie di penalizzazione che, in alcuni casi, qualcuno ha paventato avrebbero portato alla chiusura definitiva di numerose aziende.

 

RASSEGNE FIERISTICHE

Cremona capitale della zootecnia. L’appuntamento è dal 22 al 25 ottobre 2014

Dal 22 al 25 ottobre 2014 le Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona diventeranno il palcoscenico sul quale si darà appuntamento il gotha della zootecnica nazionale e internazionale. Con la 69ma Fiera Internazionale del Bovino da Latte e la 4° edizione di Expocasearia, la 18ma edizione di Italpig e il 2° International Poultry Forum, Cremona darà vita a quattro giorni di convegni, seminari, workshop, esposizioni di alto livello dedicati al settore bovino, suino e avicolo, a dimostrazione che la città lombarda è ormai riconosciuta come la capitale della zootecnia italiana. Nell’organizzazione dei numerosi eventi spiccano le collaborazioni dei principali attori delle tre filiere: Assalzoo, Aita, Anmvi, Sivar, Anafi, Assosuini. I numeri registrati durante lo svolgimento delle ultime edizioni del 2013 confermano le aspettative: quasi 82mila i visitatori professionali che hanno varcato i padiglioni di CremonaFiere, di questi il 64% erano visitatori abituali, mentre il 18% nuovi visitatori. Il 71% della totalità ha sviluppato rapporti commerciali durante la Fiera o intendeva farlo nei mesi successivi. Numerose le delegazioni estere di operatori provenienti dai principali mercati attese dal 22 al 25 ottobre prossimi: Croazia, Serbia, Finlandia, Irlanda, Egitto, Tunisia e Paesi del Maghreb. Partecipare e/o visitare le Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona vuol dire arrivare al cuore del mondo zootecnico e incontrare le persone giuste del mercato italiano ed estero.

 

AMBIENTE

Semaforo verde dalla Commissione Ambiente al documento sulla Green economy

Le Commissioni Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici e Attività Produttive della Camera dei deputati hanno approvato all’unanimità il documento conclusivo sulla Green economy, l’indagine conoscitiva dedicata all’economia verde in Italia. Sul sito www.alternativasostenibile.it si legge che si tratta di un testo condiviso che individua nella cosiddetta Economia verde la chiave per combattere i cambiamenti climatici e per affrontare la crisi, fornendo un quadro dello stato dell’arte nel Paese, utile anche per le azioni e le politiche da promuovere a livello nazionale e internazionale a partire dall’Europa. La Green economy è infatti una straordinaria occasione per rilanciare la competitività delle imprese italiane che abbraccia i più diversi settori dell’economia nazionale, da quelli più tradizionali all’high tech, dall’agroalimentare alla meccanica, dalla manifattura alla chimica, dall’energia ai rifiuti, dal made in Italy tradizionale all’edilizia. Nel nostro Paese, come è evidenziato anche dal rapporto Greenitaly di Symbola e Unioncamere, già oggi esiste un’Italia che scommette sull’economia verde: il 22% delle imprese ha investito sull’ambiente producendo il 40% dei nuovi occupati. Da qui al 2020 si stima che si potranno creare in Europa, come indicato dalla stessa Commissione, altri 20 milioni di posti di lavoro verdi.

Flash dall’agroalimentarte nazionale e internazionale

Sì agli Ogm, fanno parte del progresso tecnologico

“Gli Ogm sono una delle tante opzioni da utilizzare nelle politiche di sviluppo dei Paesi Terzi e per combattere la fame nel mondo”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi intervenendo a Mantova al convegno “La ricerca italiana rilancia la genetica in agricoltura”. “Buone norme di coesistenza permetterebbero ai produttori di scegliere cosa produrre e ai consumatori cosa consumare – ha detto ancora il presidente di Confagricoltura -. Certamente l’uso di questa libertà e del progresso tecnologico devono essere responsabili, e come tali in qualche modo regolamentati, ma senza che principi non negoziabili, quali la libertà imprenditoriale, siano cancellati. Che è invece quello che stiamo vedendo in questi anni. Gli Ogm fanno parte del progresso tecnologico. Tutte le varietà e le specie che vengono utilizzate in agricoltura sono frutto dell’intervento di miglioramento genetico dell’uomo ed è difficile sostenere scientificamente che l’uso di un’ulteriore tecnica quale quella utilizzata per produrre Ogm, sia meno ‘naturale’ di quelle usate finora”. (Fonte: www.confagricoltura.it)

In sei anni gli acquisti alimentari sono calati del 13%

E’ deflazione in Italia anche sulla tavola, con i prezzi dei beni alimentari in calo dello 0,2% annuo e crolli veri e propri per frutta (-7,8%) e verdura fresca (-3,4%). Un quadro che riflette la debolezza persistente della domanda interna, con i consumi in caduta libera e una contrazione della spesa per il cibo che ormai va avanti da 13 trimestri consecutivi. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in merito agli ultimi dati Istat diffusi.

Dall’inizio della crisi, un italiano su due (54%) è passato a prodotti più economici nel carrello alimentare, con una caduta degli acquisti per la tavola del 13% circa in sei anni - osserva la Cia - Le famiglie tagliano il superfluo ma anche lo spreco, approfittano di sconti e promozioni che oggi riguardano un terzo dei prodotti sugli scaffali e soprattutto ricorrono ai discount il doppio delle volte ma per comprare la metà dei tempi pre-crisi. La conseguenza è che, anche nel primo semestre 2014, nonostante la flessione dei prezzi al dettaglio, lo scontrino alimentare degli italiani si è ulteriormente accorciato dell’1,4%, con una riduzione più marcata soprattutto per latte e formaggi (-4,6%); uova (-3,4%); ortofrutta (-1,3%); acqua minerale (-2,4%). (Fonte: www.cia.it)

Paolo De Castro relatore permanente per Expo 2015

Paolo De Castro sarà il relatore permanente per Expo 2015 della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento europeo. La nomina è stata decisa il 7 ottobre dai membri di Comagri e affida al parlamentare europeo la gestione e il coordinamento di tutti gli aspetti ideativi e preparatori dell’esposizione universale di Milano per conto della Commissione di riferimento. “Expo sarà una grande occasione per riportare il tema dell’alimentazione al centro del dibattito mondiale – ha detto subito dopo la nomina De Castro – e l’agricoltura sarà la vera protagonista di questo appuntamento”. (Fonte: www.paolodecastro.it)

Crolla a settembre la redditività dei suinicoltori

Una brusca frenata della redditività. E’ quanto accaduto a settembre alla suinicoltura italiana. Lo si apprende dal Crefis di Mantova. Dopo mesi di dati positivi, l’indice della redditività in allevamento a settembre segna un pesante -6,1% rispetto ad agosto, un passo indietro che viene confermato dal dato tendenziale (confronto tra settembre 2014 e settembre 2013) che è peggiorato del 6,6%. Il crollo dei prezzi dei suini da macello è stato determinante per questa congiuntura negativa. E’ andata bene invece per la redditività dei macelli che sempre a settembre ha segnato +4,4% su agosto e +11% rispetto a settembre 2013. Male la stagionatura dei prosciutti Dop rispetto a quelli generici. Per la prima tipologia il segno è -2,4%, per la seconda il calo è stato meno vistoso e si è fermato a -1,7%. (Fonte: www.crefis.it)

Il Forum europeo contro la contraffazione si terrà a Lodi

Il Forum europeo sulla lotta alla contraffazione agroalimentare di marzo 2015 si svolgerà al Polo tecnologico padano di Lodi. Lo ha confermato il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina. “Vogliamo mostrare anche agli altri organismi di controllo europei e internazionali – ha detto – un Polo tra i più innovativi d’Europa. Questa struttura è strategica per il futuro dell’agroalimentare italiano per la capacità di sviluppare ricerca in un settore chiave della nostra economia. Vogliamo essere protagonisti nel proporre soluzioni nuove e un modello di sviluppo agricolo che sappia dare risposte alle necessità delle nostre imprese e alle grandi questioni di sicurezza alimentare che il pianeta ha di fronte: (Fonte: www.agrapress.it)

In calo l’export europeo delle carni suine

Gli ultimi dati del Comitato di gestione mostrano un forte calo dell’export di carni suine europee, che con 1.554.443 tonnellate esportate durante i primi 7 mesi dell’anno rappresentano una caduta del 9,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il blocco russo all’import di carni suine europee ha spostato verso la Cina la destinazione delle produzioni del Vecchio Continente con 380.941 tonnellate esportate, pari al 23,9% del totale, nonostante una diminuzione del 2% rispetto allo stesso periodo dl 2013. (Fonte: www.3tre3.it)

Coppa e Pancetta Piacentini, il fatturato cresce

A Piacenza il comparto alimentare dei salumi Dop cresce: la coppa piacentina Dop dell’+1,9% con 348.323 pezzi prodotti, la pancetta piacentina Dop del +5,7% con 127.268 pezzi prodotti. Solo il salame piacentino Dop ha avuto un calo del 3% con 1.082.402 pezzi prodotti. Questi i dati forniti dal Consorzio Salumi Piacentini in occasione della presentazione della relazione di gestione. Nel periodo 2000-2013 la produzione di coppa piacentina è aumentata di 5 volte (515%), la pancetta piacentina di circa 10 volte (980%), mentre il salame piacentino di 4 volte (487%). (Fonte: www.assica.it)

Ripartizione dei fondi, gli allevatori lombardi appoggiano l’assessore Fava

Il sistema allevatoriale lombardo si schiera a fianco dell’assessore all’agricoltura di Regione Lombardia, Gianni Fava, nelle rivendicazioni sulla ripartizione dei fondi per i controlli funzionali ed il miglioramento genetico. Nei giorni scorsi infatti l’assessore ha ribadito che la percentuale preponderante di tale attività è svolta sul territorio lombardo, dove si effettuano il 42% dei controlli nazionali del sistema zootecnico: da qui la richiesta di una copertura finanziaria corrispondente che arrivi almeno al 30% delle risorse totali previste e a livello nazionale. “La presa di posizione dell’assessore Fava è equilibrata e condivisibile – afferma il presidente dell’Associazione Regionale Allevatori di Lombardia, il bresciano Germano Pè -. In questa fase è bene ricordare a tutti ancora una volta che la Lombardia produce da sola oltre il 40% del latte italiano”. (Fonte: www.aral.it)

Entro il 2050 la domanda di carne bovina raddoppierà

Secondo gli esperti di Agribenchmark Beef è prevedibile un raddoppio della domanda di carne bovina nel mondo entro il 2050. Agribenchmark Beef è una rete internazionale di esperti e rappresentanti della filiera carne bovina dei 31 Paesi principali produttori. Per quanto riguarda l’Italia, tra il 2000 e il 2013 il consumo pro-capite di carne bovina è calato di quasi il 20% (dati Ismea) sia per motivi economici, legati a una minore propensione alla spesa da parte dei consumatori, sia per motivi salutistici. Eppure la distintività della produzione italiana potrebbe essere un plus da valorizzare per recuperare redditività in vista dell’ulteriore calo dei contributi della Pac. Importante però è anche lavorare per aumentare l’efficienza delle fasi di produzione e trasformazione, che presentano ancora ampi margini di miglioramento. Il Piano Carne del ministero delle Politiche agricole apre alla possibilità dell’applicazione del marchio Sqn (Sistema qualità nazionale), che con una efficace comunicazione verso il consumatore potrebbe diventare un valido strumento utile di promozione. (Fonte: www.crpa.it)

La contraffazione del nostro made in Italy dissolve quasi 300mila posti di lavoro

Dalla prima Summer School sul made in Italy promossa da Coldiretti è emerso che la contraffazione e la falsificazione dei prodotti alimentari made in Italy vale nel mondo circa 60 miliardi di euro e costa all’Italia quasi trecentomila posti di lavoro che si potrebbero creare nel Paese con una seria azione di contrasto a livello nazionale e internazionale particolarmente importante in un momento di crisi.

“Bisogna combattere un inganno globale per i consumatori che causa danni economici e di immagine alla produzione italiana sul piano internazionale cercando un accordo sul commercio internazionale nel Wto per la tutela delle denominazioni dai falsi” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “è anche necessario fare chiarezza a livello nazionale ed europeo dove occorre estendere a tutti i prodotti l'obbligo di indicare in etichetta l'origine dei prodotti alimentari. (Fonte: www.coldiretti.it)

 

 

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Posted by × Pubblicato il 05/09/2014 at 16:55

PAESAGGIO 2OSSERVATORIO AGRI&FOOD DI CREMONAFIERE

LATTE

Bruxelles interviene per fronteggiare l’embargo russo. A giorni partirà l’ammasso privato per il Parmigiano Reggiano

L’embargo è scattato il 6 agosto scorso. Da allora la Russia ha chiuso le porte all’importazione di un largo paniere alimentare che comprende carne, prodotti lattiero-caseari, salumi, frutta provenienti dalla Ue, dalla Norvegia, dagli Stati Uniti, dal Canada dall’Australia come ritorsione per le sanzioni adottate nella crisi con l’Ucraina. Un danno, per il nostro Paese, calcolato in circa 700 milioni di euro. “Il valore aggregato di tutti i formaggi italiani esportati verso la Russia ammonta a circa 43 milioni di euro – spiega al nostro Osservatorio Giuseppe Alai, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano – pari a 7.200 tonnellate di prodotto. Per il Parmigiano Reggiano, dati 2013, parliamo di 11mila forme equivalenti a 450 tonnellate di prodotto che unito al Grana Padano porta a un quantitativo totale di 1.615 tonnellate per 14,8 milioni di euro”. Lo stop all’importazione di prodotti agroalimentari europei da parte della Russia però non è stato un fulmine a ciel sereno. “Già nei primi mesi dell’anno – prosegue Alai – avevamo registrato una contrazione, tant’è vero che l’incremento dell’export non era andato oltre il 4%, a fronte del +21% incassato nello stesso periodo del 2013. Questo perché la Russia ha deciso di orientarsi per i suoi approvvigionamenti di prodotti lattiero-caseari verso i Paesi dell’America Latina e la Nuova Zelanda, che se da una parte possono garantire costi più contenuti, dall’altra non possono certo vantare la qualità di un prodotto come quella del Parmigiano Reggiano”. Quali sono a questo punto le prospettive e quale destinazione prenderanno le forme di Parmigiano Reggiano che non potranno entrare in Russia? “Bisogna sottolineare che se guardiamo all’aspetto legato alla quantità non esportata il danno, di per sé, non è enorme. Lo è invece rispetto al collocamento del prodotto, soprattutto in un momento in cui, anche e soprattutto a causa della congiuntura economica in atto, stiamo registrando un calo dei consumi e un aumento produttivo che non fa bene alle quotazioni, attualmente ferme a meno di 8euro/kg, addirittura 1 euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2013. Il Consorzio stava investendo molto sul potenziale russo – ragiona in conclusione Alai – tant’è vero che nell’arco dei prossimi 3 anni pensavamo di raddoppiare la quota esportata. A questo punto vanno riviste tutte le strategie a cominciare dalla possibilità di conquistare quote di mercato proprio in quei Paesi dell’America Latina che d’ora in poi esporteranno verso la Russia”. "L’embargo voluto da Putin rappresenta per noi una sanzione assai pesante – gli fa eco attraverso una nota Stefano Berni, direttore generale del Consorzio Grana Padano - Stiamo investendo da anni in Russia con eccellenti risultati in termini di consumi e corriamo il rischio di vedere svanire in un attimo questi sforzi economici e organizzativi che stiamo sostenendo da parecchio tempo. Negli ultimi dieci anni in Russia abbiamo investito oltre 2 milioni di euro per la promozione e, partendo da zero, siamo riusciti ad arrivare a esportare, nel 2013, 34 mila forme pari a un incremento del 23% e nei primi quattro mesi di quest’anno avevamo registrato un +14%. Senza dimenticare il danno arrecato ai nostri progetti, come quello comunitario triennale, riguardante anche la Russia, o iniziative specifiche, come, ad esempio, quella che prevedeva 10 mila assaggi di Grana Padano per un pubblico selezionato nella prima classe dei treni ad alta velocità sulla tratta da Mosca a San Pietroburgo".

Nel frattempo però, è proprio di queste ore la decisione della Commissione europea riguardo l’estensione ai formaggi a pasta dura e a lunga stagionatura, tra i quali anche il “re dei formaggi”, delle misure già adottate per i prodotti freschi volte a tamponare i danni a carico dei produttori agricoli dovuti all’embargo della Federazione Russa verso le esportazioni di prodotti agroalimentari europei. In particolare, nei prossimi giorni scatteranno specifiche misure per attivare l'ammasso privato del Parmigiano Reggiano. Soddisfatto Giuseppe Alai, che ha espresso apprezzamento per un provvedimento “la cui adozione si lega alla particolare attenzione e all’impegno del ministro Martina in sede europea. Questa apertura – sottolinea – è la risposta che attendevamo rispetto alle sollecitazioni espresse dal Consorzio del Parmigiano Reggiano e dal sistema rappresentativo dei formaggi Dop italiani. Nel merito, queste misure consentiranno di sostenere i produttori in una fase critica di mercato, nell’ambito della quale l’embargo russo chiude uno dei canali commerciali che si sono rivelati tra i più interessanti in questi ultimi anni in termini di crescita. L’auspicio è che vengano superate al più presto le situazioni che hanno portato alle sanzioni e all’embargo, ripristinando in tal modo il regolare scambio di prodotti come si conviene all'interno di un sistema di mercati aperti”.

 

SUINI

Luglio conferma il buon andamento della redditività per gli allevatori

Ancora positiva la redditività degli allevatori nel mese di luglio. Lo rende noto Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole) di Mantova che sottolinea il +4,8% registrato dai produttori rispetto al mese precedente, frutto della combinazione tra prezzi dei suini in aumento e costi alimentari in diminuzione. Male invece il dato legato alla redditività dei macelli: -2,9%, dovuto secondo gli analisti agli elevati costi di approvvigionamento dei suini e ai prezzi stagnanti, se non addirittura in calo, dei tagli freschi. Leggermente più positive le quotazioni delle cosce. Per quelle fresche destinate alla trasformazione in prosciutto crudo Dop l’aumento, rispetto a giugno, è stato del 2% nella tipologia leggera e dell’1,9% per quella pesante. Le variazioni tendenziali restano comunque negative per la prima tipologia: -4,6% e positive per quelle più pesante: +3%. Profondo rosso per la fase di stagionatura che vede ancora una volta approfondirsi il divario della redditività tra prosciutti tutelati e generici. Per il Prosciutto di Parma, nelle due tipologie leggero e pesante, l’indice Crefis del mese di luglio ha segnato sul mese precedente rispettivamente -6,7% e -7,5% a cui fa da contraltare il +1,6 e il +2,1% dei prosciutti non Dop nelle tipologie leggero e pesante. Questo significa, sottolinea Crefis, che a luglio stagionare prosciutti non tutelati leggeri è stato di oltre il 18% più redditizio che stagionare prosciutti Dop. Un po’ meno ampio, ma ugualmente preoccupante, il differenziali nei prosciutti pesanti: +8,8% a favore del prodotto smarchiato.

 

MATERIE PRIME

Mais, in rialzo le previsioni produttive mondiali previste a luglio

La produzione mondiale di mais per la stagione 2014-2015 è prevista in aumento, e più precisamente a 985.39 milioni di tonnellate. Un aumento che supera quello indicato dalle stime elaborate a luglio. I raccolti saranno maggiori negli Stati Uniti e nella Ue. Lo confermano le analisi condotte da Clal.it su dati Usda. Negli Stati Uniti la produzione dovrebbe registrare un +4,4 milioni di tonnellate rispetto alle previsioni di luglio, pari a 356.43 milioni di tonnellate, con una resa dei terreni pari a 10,63t/ha, il che potrebbe comportare un incremento dell’export e una maggiore produzione di etanolo. Nell’Unione europea l’aumento dovrebbe assestarsi a +1.4 milioni di tonnellate (67.05 milioni di t. totali) rispetto alle stime di luglio, grazie alle precipitazioni abbondanti e al clima favorevole di luglio. In diminuzione sono previsti i consumi europei di mais: -2 milioni di tonnellate. Riguardo la soia le previsioni parlano di una produzione invariata rispetto a quelle elaborate a luglio. Confermato il raccolto record degli Stati Uniti con un +16% rispetto alla stagione 2013-2014 e una resa dei terreni stimata a 3.09t/ha e una superficie coltivata pari a 33.64ha.

 

AMBIENTE

Direttiva Nitrati, confronto Ministero-Regioni per la produzione e l’utilizzo del digestato

Lo scorso 5 agosto il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina e il collega titolare del dicastero all’Ambiente, Gianluca Galletti, hanno preso parte alla riunione del Tavolo di lavoro sui nitrati a cui hanno partecipato anche i rappresentanti delle Regioni maggiormente interessate all’attuazione della Direttiva nitrati. Durante l’incontro, si legge in un comunicato diffuso dal Mipaaf, è stata presa in esame l’ultima versione del decreto interministeriale “Criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue, nonchè per la produzione e l’utilizzazione agronomica del digestato”. L’analisi si è in particolare soffermata su alcuni aspetti di particolare rilevanza quali la suddivisione del digestato in agrozootecnico e agroindustriale; le condizioni per la sua assimilazione ai fertilizzanti di origine chimica; l’uso delle produzioni agricole dedicate da immettere negli impianti di digestione anaerobica; la possibilità di utilizzare metodi alternativi al limite di spandimento di 340kg/ha di azoto nelle zone non vulnerabili. Il documento verrà discusso dalla Conferenza Stato Regioni per il previsto parere.

 

Flash dal mondo agroalimentare nazionale e internazionale

 

Il contratto di rete in agricoltura è una realtà

Confagricoltura ha lavorato alacremente alla sulla Competitività (che vara le misure di ‘≠campolibero’) e in essa è inserito il contratto di rete in agricoltura. La nuova disciplina consentirà alle imprese agricole di mettere in comune i fattori produttivi (terreno, macchinari, strutture produttive) per accrescere e migliorare la produzione agricola e dunque favorire una maggiore competitività per le aziende, con importanti riflessi positivi anche di natura fiscale. Con le reti in agricoltura il mondo agricolo si appresta a diventare più moderno ed organizzato, più innovativo e competitivo. Confagricoltura ricorda che, in generale, sono 1.550 i contratti di rete ed oltre 7.800 le imprese coinvolte; oltre 350 sono aziende agricole. (Fonte: www.confagricoltura.it)

 

Embargo russo, le ripercussioni sul settore suinicolo

Assica (Associazione industriali delle carni e dei salumi) stima in 55 milioni di euro le perdite per il settore suinicolo con il blocco all'import di prodotti alimentari europei, inclusi i prodotti di salumeria e carni fresche italiane. Di questi 55 milioni, 19 milioni riguardano i salumi, pari al 7%, e gli altri 36 milioni le carni fresche, le frattaglie e i grassi. La Russia è per il comparto suinicolo un mercato molto promettente. L'export di salumi verso la Federazione Russa nel 2013 è aumentato sia in valore che in quantità. Per le quantità nel 2013 l'aumento è stato del +58,2% per i grassi e +49,3% per i salumi rispetto al 2012 (Fonte: www.3tre3.it)

 

Macchine agricole, male il mercato interno. Bene l’export

Il mercato italiano delle macchine agricole continua la sua fase negativa, e nel primo semestre del 2014 registra cali per tutte le tipologie di macchine. Le trattrici, che nel consuntivo 2013 avevano chiuso con una flessione dell’1,7%, segnano nel semestre un calo del 4,4% in ragione di 9.819 macchine immatricolate contro le 10.267 del primo semestre 2013. La grave crisi del mercato nazionale non impedisce tuttavia una crescita della produzione, legata all’incremento della domanda sui mercati esteri e quindi alle esportazioni. L’industria italiana delle macchine agricole, che nel 2013 ha registrato un fatturato pari a 7,7 miliardi di euro (+3,3% sul 2012), si prevede chiuderà l’anno con ulteriori incrementi di produzione così come lascia prevedere l’andamento dell’export. (Fonte: www.agricolturanews.it)

 

Il ministro Martina lancia un piano per aumentare l’export agroalimentare italiano

"A settembre lanciamo l'iniziativa 'quota 50'.... un piano di internazionalizzazione. Vogliamo far aumentare l'export alimentare da 33 miliardi di euro all'anno a 50. Gli incentivi per l'aggregazione delle imprese sono la madre di questa rivoluzione. L'aggregazione è necessaria per affrontare il mercato globale". Lo ha annunciato il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina in una intervista a Sette, il settimanale del Corriere della Sera raccolta da Vittorio Zincone. (Fonte: www.agrapress.it)

 

Giovani e agricoltura. Le 10 azioni del Governo

L'agricoltura rappresenta sempre di più una valida scelta per i giovani. Per loro e per il loro futuro, il Governo mette in campo 10 azioni per favorire il ricambio generazionale del settore. Dai mutui a tasso zero per investimenti fino a 1,5 milioni di euro nei segmenti della produzione, della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, alle agevolazioni per l'acquisto e la vendita dei terreni con mutui anche trentennali; dagli sgravi di 1/3 del costo del lavoro, all'accesso al credito passando per un pacchetto di aiuti per gli under 40 che decidono di investire il loro futuro nella terra. Tra le altre iniziative è previsto un credito di imposta per il triennio 2014-2016 da destinare a investimenti fino a 50mila euro per e-commerce di prodotti agroalimentari. (Fonte: www.mpaaf.it)

 

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Posted by × Pubblicato il 18/07/2014 at 13:17

PAESAGGIO

LATTE

A Bruxelles il ministro Martina chiude il dossier sull’incremento delle quote chiesto da Germania, Olanda e Austria

Il primo Consiglio dei ministri dell’Agricoltura presieduto dall’Italia e svoltosi lo scorso 14 luglio ha incassato un risultato politico molto importante: il neopresidente Maurizio Martina ha dichiarato chiuso il dossier sull’incremento delle quote latte, richiesto da Germania, Olanda ed Austria per limitare le multe Ue a carico dei loro produttori che hanno superato le quantità assegnate. Dopo un acceso dibattito e di fronte ad una maggioranza di partner europei contrari all’aumento delle quote per ragioni di equità nei confronti dei produttori che hanno rispettato le regole, Martina non ha esitato a passare ai voti e a mettere fine a un dibattito che durava da cinque mesi. La decisione ha però scatenato la dura reazione del ministro dell’Agricoltura austriaco Andra Rupprechter che ha tirato in ballo l’Italia ricordando la procedura d’infrazione formalizzata la scorsa settimana da Bruxelles sulla mancata riscossione delle multe a carico degli allevatori che tra il 1995 e il 2009 hanno sforato: su un totale di 2,265 miliardi di euro ne mancano all’appello ancora 1,39 miliardi. Secondo la Commissione, che ha inviato a Roma il suo “parere motivato” relativamente alla procedura di infrazione avviata un anno fa, le Autorità italiane non hanno ancora adottato le misure sufficienti per assicurare il pagamento delle somme dovute. Il Governo Renzi ha ora a disposizione due mesi per rispondere alle contestazioni mosse da Bruxelles, pena il ricorso alla Corte di Giustizia europea. Il sottosegretario alle Politiche comunitarie, Sandro Gozi, ha garantito la Commissione sul recupero delle multe non pagate e sul rispetto dei termini previsti per informare dell’attività in atto.

 

SUINI

Mipaaf e Regioni al lavoro per il rilancio del comparto

Alla presenza del ministro alle Politiche agricole, Maurizio Martina, si è svolto il 3 luglio scorso il Tavolo suinicolo interprofessionale. L’obiettivo è stato quello di individuare la strada per il rilancio del comparto, che nell’agroalimentare nazionale riveste un ruolo di primo piano. Il Mipaaf quindi ha indicato un percorso che prima di tutto dia identità alle carni nazionali attraverso l’Sqn (Sistema qualità nazionale) che si fonda su un disciplinare attraverso il quale verrà data alle Regioni l’opportunità di utilizzare le risorse dei Psr per sostenere le aziende suinicole. Secondo quanto dichiarato dal Ministro, il progetto di rilancio prevede il coordinamento dell’elaborazione del disciplinare da parte del Mipaaf che dapprima verrà concordato con le Regioni e successivamente con gli attori della filiera per arrivare all’istituzione di un Sqn che avrà una dicitura utilizzabile da tutti, permettendo comunque agli operatori di sfruttare marchi commerciali propri. Intanto la Lombardia, attraverso l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianni Fava, metterà a disposizione della suinicoltura 20 milioni di euro. “Gli allevatori vanno sostenuti - ha dichiarato Fava – e spinti verso un patto tra tutti gli anelli della filiera per evitare la morte del comparto”.

 

 

LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE

Operazione “Estate Sicura”, i Carabinieri sequestrano oltre 16 tonnellate di alimenti irregolari

Nel corso dei controlli del periodo estivo, i NAC-Nuclei Antifrodi Carabinieri di Parma, Roma e Salerno del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari hanno intensificato i controlli sulle filiere produttive e commerciali dei prodotti alimentari, verificando in particolare l’osservanza della normativa a tutela dei consumatori sulla etichettatura e sulla tracciabilità.

L’attività ha visto una prima fase di controlli straordinari su 75 linee produttive in cui, soprattutto nei settori lattiero caseario e zootecnico, sono state riscontrate irregolarità nei sistemi di etichettatura e rintracciabilità. In particolare, nelle province di Parma, Modena e Bologna 8 aziende sono state interessate a sanzioni per indebite evocazioni di marchi Dop e al sequestro di oltre 15.000 etichette irregolari. In provincia di Salerno sono stati effettuati controlli straordinari sul traffico merci della rete stradale bloccando il trasporto irregolare su autobotti di 5 tonnellate tra latte fresco bovino, bufalino e mozzarelle risultate prive della documentazione di tracciabilità. I controlli hanno interessato anche alcuni supermercati di reti commerciali locali, in cui è stata contestata la frode in commercio per la gestione di circuiti di commercializzazione di formaggi stagionati di minore qualità falsamente indicati come Dop (“Grana Padano”). I controlli hanno interessato anche altri prodotti alimentari come paste, vini, liquori e dolciumi. Complessivamente i risultati operativi dei controlli dei Nuclei Antifrodi Carabinieri in questa prima fase dell’“Operazione Estate Sicura” hanno visto il sequestro di 53.685 etichette/packaging irregolari che avrebbero tratto in inganno i consumatori, e di oltre 16 tonnellate di prodotti alimentari irregolari nella tracciabilità o nella indebita evocazione di marchi di qualità e del made in Italy.

 

AMBIENTE

Una strategia-Paese per incrementare le agroenergie

Un Piano strategico per le agroenergie. E’ quello che auspica Antonio Boschetti, direttore dell’Informatore Agrario, firmando l’’editoriale del Supplemento “Energia rinnovabile” uscito con il numero 27 della rivista da lui diretta. Secondo Boschetti gli incentivi dovranno essere garantiti almeno per un nuovo triennio avviando una trattativa incentrata sull’obiettivo di consentire agli agricoltori di integrare il reddito. “E’ il momento – scrive il direttore - di attuare una strategia-Paese mirata ad aiutare gli allevatori a recuperare almeno in parte il reddito eroso con le disposizioni della nuova Pac, visto che per i bovini da ingrasso si parla di una riduzione del pagamento unico aziendale fino al 40% e per le stalle da latte sparirà già a partire dal 2015 il regime delle quote; occorre dare continuità a un settore industriale che occupa migliaia di persone e rendere meno oneroso in termini di tempo, costi economici e rischi di impresa l’iter autorizzativo”. Boschetti insiste ricordando che occorre far leva sulle opportunità offerte dal Secondo pilastro della Pac e convenire che gli allevamenti italiani possono sostenere solo impianti di piccola taglia, sotto i 300 kW, riconoscendo che il carico burocratico per la realizzazione di un piccolo impianto è esagerato: 30mila euro di costi autorizzativi per costruire un impianto da 60-70 kW elettrici non sono accettabili. “Semplificare per dare un futuro al settore potrebbe voler dire dedicare un plafond adeguato (500 mW) fino al 2020 riservato agli impianti di piccola taglia senza registro – conclude nell’editoriale – con tariffe ventennali, alimentati con effluenti zootecnici e sottoprodotti. Eliminando anche i bonus, visto che come quelli del DM del 2012 restano inapplicabili per mancanza della normativa di riferimento”.

 

 

Flash dal mondo agroalimentare nazionale e internazionale

 

 

Nuova Pac, con la soglia minima di ingresso migliorerà la semplificazione

Nella bozza di accordo Pac, non ancora definitivamente approvato in Conferenza Stato-Regioni, è stata prevista l’applicazione della soglia minima di ingresso al regime dei pagamenti diretti pari a 250 euro nel 2015, aumentata poi a 300 euro dal 2017. Nel testo di base il Regolamento dell’Ue dava la possibilità di stabilire una soglia pari a 100 euro che, per l’Italia, poteva essere aumentata fino a 400 euro sulla base della differente struttura delle economie agricole dei vari Stati Membri. L’aumento della soglia minima dovrebbe consentire l’eliminazione dei pagamenti irrisori e la riduzione dei costi amministrativi, molto spesso superiori all’importo stesso erogato, portando così ad una semplificazione della macchina amministrativa.

(Fonte: www.ilpuntocoldiretti.it)

 

EcoCloud, il decalogo di Confagricoltura sulla responsabilità ambientale

E’ stato presentato nei giorni scorsi il “Manifesto delle buone pratiche EcoCloud”, decalogo di Confagricoltura sulla responsabilità ambientale. Il progetto, iniziato lo scorso anno, è nato con l’obiettivo di far conoscere i molteplici percorsi di sostenibilità già avviati dalle imprese agricole associate, favorendone la condivisione attraverso la rete confederale e ponendo le basi per lo sviluppo di nuove iniziative, per rafforzare la presenza sul mercato delle imprese già impegnate in attività di eccellenza in questo ambito.
 
Dopo una partenza di grande successo con la partecipazione alla “rete delle pratiche sostenibili Ecocloud”, Confagricoltura prosegue il cammino intrapreso avviando “Ecocloud 2.0”.

(Fonte: www.confagricoltura.it)

 

Aumentano le famiglie che si stanno impoverendo. Situazione al limite nel Sud

La crisi persistente e la disoccupazione in aumento stanno impoverendo le famiglie. Solo nell’ultimo anno sono stati oltre 4 milioni gli italiani costretti a rivolgersi agli enti caritativi per un pasto gratuito o un pacco alimentare. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando il rapporto dell’Istat su “La povertà in Italia”. Nel 2013 gli individui in povertà assoluta hanno superato i 6 milioni, quelli in povertà relativa i 10 milioni. Vuol dire che la situazione economica degli italiani è giunta al limite, soprattutto al Sud dove il disagio economico è sempre più diffuso: in Calabria e in Sicilia in particolare l’incidenza di povertà tocca una famiglia su tre, rispettivamente il 32,4% e il 32,5%.

(Fonte: www.cia.it)

 

 

Per la Ue le produzioni agricole quest’anno cresceranno

 

La Commissione agricoltura europea ha pubblicato le previsioni produttive a breve termine delle produzioni agricole per le quali nel 2014 è previsto un raccolto di cereali per il secondo anno consecutivo superiore alla media UE, ed un livello record di esportazioni di cereali per la campagna di commercializzazione 2013/14. Per il settore della carne dopo due anni di scarsità dell'offerta, la produzione di carne è vista in aumento così come il suo consumo, mentre sono previste in calo le esportazioni di carne, in particolare quelle suinicole e avicole soprattutto a causa della crescente incertezza negli scambi con alcuni tra i più importanti partner commerciali dell'Ue quali Russia e Ucraina. Nei primi quattro mesi di dell'anno le consegne di latte in Unione europea hanno raggiunto un massimo storico, nonostante i prezzi siano rimasti fermi e in gran parte al di sopra dell'anno scorso a causa della forte domanda di esportazioni, soprattutto per il latte in polvere.

(Fonte: Rinascita Agraria – www.liberacr.it)

 

 

Presentato al Mipaaf il Piano strategico per l’innovazione del sistema agricolo

 

Il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, il sottosegretario alle Politiche agricole Giuseppe Castiglione, il Capo del dipartimento delle Politiche europee ed internazionali e dello Sviluppo rurale del Mipaaf Giuseppe Blasi e il Direttore scientifico del Cra (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura) Stefano Bisoffi hanno presentato nei giorni scorsi il Piano strategico per l'innovazione e la ricerca nel sistema agricolo e forestale, che descrive la strategia per le azioni da intraprendere rispondendo al dettato della prima delle sei priorità del Regolamento europeo per lo sviluppo rurale 2014-2020: “promuovere il trasferimento di conoscenze ed innovazione nel settore agricolo e forestale nelle zone rurali”.

(Fonte: www.agrapress.it)

 

 

Umidità e alte temperature favoriscono lo sviluppo delle micotossine

 

I livelli di umidità, l'aumento delle temperature, la disponibilità di ossigeno e, in generale, la cattiva gestione della conservazione sono tutti fattori che contribuiscono a modificare le tipologie e la quantità di micotossine presenti nei mangimi, rappresentando un vero allarme per la salute degli animali da allevamento. Le micotossine presenti nelle colture rimangono stabili; se, quindi, sono presenti al momento del raccolto, lì rimarranno, all'interno della coltura immagazzinata. Le muffe, invece, rimangono 'dormienti' all'interno delle colture stoccate a meno che non ci siano fattori di stress tali da attivarle come il calore, l'umidità o l'ossigeno.

(Fonte: www.mangimiealimenti.it)

 

 

La denominazione “Prodotto di montagna” è una realtà

 

Prende corpo il “Pacchetto qualità”, ovvero quel complesso di regolamenti comunitari tesi ad ampliare i marchi di tutela delle produzioni agricole e alimentari: oggi è il turno del “Prodotto di montagna”. Prosciutti, insaccati, carni, formaggi stagionati, latticini, frutta, legumi e mieli prodotti in aree montuose, potranno fregiarsi del nuovo marchio europeo d’origine e tutela “Prodotto di montagna”. Ovviamente tali produzioni approderanno sul mercato solamente se rispettosi di rigorosi parametri imposti dal Regolamento europeo, ad esempio nel caso degli allevamenti, gli animali non solo dovranno aver trascorso almeno gli ultimi due terzi del loro ciclo di vita in aree di altura, ma dovranno essere stati alimentati con almeno il 50% di mangimi prodotti in montagna.

In Emilia-Romagna l’indicazione “prodotto di montagna” è riservata ai prodotti il cui ciclo produttivo è svolto interamente nei 117 Comuni della montagna emiliano-romagnola con la sola possibilità di derogare la fase di trasformazione (macellazione, molitura, ecc.) entro i 30 chilometri di prossimità.

(Fonte: www.agenter.it/conoscerepercompetere.http)

 

 

Un’app contro lo spreco alimentare

 

E' stata presentata recentemente al viceministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Andrea Olivero, la nuova applicazione contro lo spreco alimentare favorendo l'incontro tra offerta di pane e bisogno. Si chiama Breading ed è stata ideata da nove giovanissimi ragazzi. "Da tempo lavoro contro gli sprechi e questa app può dare un contributo in modo semplice e lineare. Mi congratulo con questi giovani intraprendenti - ha detto Olivero - che hanno pensato a una start up non profit per contribuire a affrontare un problema così importante. È un bel modo per realizzare economia civile"

(Fonte: www.prosciuttodiparma.com/it_IT/areastampa/corriere-gusto)

 

 

Agromeccanici, una strategia per crescere in competitività

 

I presidenti di Unima, Silvano Ramadori, e di Confai, Leonardo Bolis, nella loro rappresentanza del Coordinamento agromeccanici italiani, hanno incontrato nei giorni scorsi il presidente della Cia, Dino Scanavino, e di Copagri, Franco Verrascina. Lo scopo era quello di tracciare linee comuni per la crescita della competitività in agricoltura, attraverso uno sviluppo razionale della meccanizzazione agricola. Ramadori e Bolis evidenziano che “è emersa netta la necessità di avere un comparto agromeccanico sempre più forte e innovativo, perché è anche grazie alle circa 10mila imprese di meccanizzazione agricola che si arricchisce il percorso di modernizzazione, professionalità, sicurezza e razionalizzazione economica, del settore primario”.

(Fonte: http://twitter.com/Georgichejack)

 

 

I prezzi aumentano ma la domanda è in calo. L’analisi di Federconsumatori

 

L'Istat registra un tasso di inflazione a giugno dello 0,3%. Seppure in frenata significa comunque che i prezzi continuano a crescere, in maniera del tutto ingiustificata ed ingiustificabile. Un andamento in piena controtendenza rispetto alla grave crisi della domanda interna che rileviamo da anni: quest'ultima solo nel biennio 2012-2013 ha registrato una diminuzione del -8,1% pari ad oltre 58 miliardi di euro in meno sul mercato.

Se il potere di acquisto continua a diminuire (secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori del -13,4% dal 2008 ad oggi) ed i prezzi continuano, in ogni caso, a crescere è purtroppo inutile sorprendersi di fronte a dati come quelli sulla povertà diffusi dall'Istituto di Statistica.

Una crescita dell'inflazione dello 0,3% equivale pur sempre ad un incremento dei costi a carico di una famiglia di 3 persone pari a 107 euro annui.

(Fonte: www.federconsumatori.it)

 

 

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Posted by × Pubblicato il 20/06/2014 at 16:54

agricoltura e cielo

LATTE

Pacchetto Latte, bene la sua applicazione.

Lo dice il rapporto della Commissione europea

La Commissione europea ha pubblicato nei giorni scorsi una relazione sullo sviluppo della situazione del mercato lattiero-caseario e sul funzionamento del Pacchetto latte 2012, descrivendo il quadro piuttosto positivo del mercato lattiero-caseario, facendo il punto sull’attuazione delle disposizioni e delle possibilità del provvedimento comunitario e illustrando altre considerazioni in vista della fine del sistema delle quote nel 2015. Lo rende noto il sito www.agricolae.eu La relazione conferma che i contratti tra allevatori e trasformatori sono stati resi obbligatori in 12 Stati membri (Bulgaria, Croazia, Cipro, Francia, Italia, Lettonia, Lituania, Portogallo, Romania, Slovacchia, Spagna e Ungheria), mentre in altri (Belgio e Regno Unito) sono stati concordati codici di buone prassi tra le organizzazioni di allevatori e di trasformatori. Le disposizioni nazionali per il riconoscimento delle organizzazioni dei produttori (OP) hanno consentito il riconoscimento ufficiale di 228 OP in sei Stati membri (Belgio, Francia, Germania, Italia, Repubblica ceca e Spagna). In quattro di questi Stati (Francia, Germania, Repubblica ceca, e Spagna) le OP hanno condotto negoziati collettivi coprendo tra il 4 e il 33% del totale delle forniture. Due Stati membri (Francia e Italia) hanno applicato norme per regolamentare l’offerta di determinati formaggi Dop e Igp. Nonostante una prospettiva ampiamente positiva per i mercati mondiali di prodotti lattiero-caseari, con significative opportunità di crescita negli anni a venire, la relazione analizza alcuni dubbi che sono stati espressi circa la capacità del quadro normativo dell’Unione europea di far fronte ad un’estrema volatilità del mercato o ad una situazione di crisi dopo il termine del regime di quote, in particolare per garantire uno sviluppo equilibrato della produzione lattiera in tutta l’Unione europea ed evitare una forte concentrazione nelle aree più produttive. La relazione conferma che la Commissione porterà avanti il dibattito per rispondere a tali preoccupazioni e valuterà la necessità e la portata di eventuali strumenti supplementari.

 

SUINI

L’indice Crefis certifica a maggio una buona redditività per allevatori e stagionatori

A maggio la redditività lungo la filiera dei suini e delle carni suine in Italia ha mostrato un classico andamento a intermittenza: in salita la suinicoltura, in discesa la macellazione, in crescita la stagionatura dei prosciutti. Lo rende noto il Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole (Crefis) di Mantova. A determinare la redditività lungo la filiera (+1,6% l’indice Crefis) hanno concorso il calo dei costi delle materie prime alimentari e l’incremento dei corsi dei suini da macello. Il loro apprezzamento si riverbera direttamente sui costi, e quindi sulla redditività, della fase di macellazione che secondo gli indici Crefis a maggio è peggiorata rispetto ad aprile del 2,6%. Un andamento negativo confermato dal confronto tendenziale con il 2013 che evidenzia un -1,8%. In miglioramento i dati relativi alla fase di stagionatura: sia i prosciutti tutelati che quelli generici hanno mostrato incrementi di redditività significativi. I Dop hanno incassato un +5,5% per la tipologia leggera e un +6,4% per quella pesante. In termini tendenziali tuttavia, il differenziale è ancora negativo: -1,3% i prosciutti leggeri e -1,9% i pesanti. Considerando il prodotto non tipico, la redditività è cresciuta del 9,7% per la tipologia leggera e dell’,8,8% per quella pesante con variazioni tendenziali molto positive: +16,1% per la prima tipologia e +15,1% per la seconda. La redditività dei prosciutti leggeri Dop continua però a essere inferiore rispetto a quella dei corrispettivi non tutelati: -7,1%. Per i prosciutti pesanti sono le produzioni tipiche quelle caratterizzate dalla redditività più elevata: +4,8% rispetto ai non tutelati. Sembra così essere parzialmente superata la situazione anomala registrata nei mesi precedenti.

 

ALIMENTAZIONE ZOOTECNICA

Dalla Fefac i dati sulla produzione europea del 2013

Nel 2013, in Europa, sono state prodotte 155 milioni di tonnellate di mangimi, una cifra superiore, anche se di poco, a quella registrata nel 2012 quando si arrivò a 154,7 milioni di tonnellate. Lo rende noto Assalzoo (Associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici). Si tratta delle stime finali elaborate dalla Fefac, la Federazione europea dei produttori di alimenti zootecnici diffuse durante l’incontro “Greening the landscape for animal nutrition in Europe” conclusosi di recente a Liegi, in Belgio. Rispetto all’anno precedente, nel 2013 la produzione nell’Europa a 28 si è mantenuta stabile (+0,2%). Dal meeting europeo è emerso che mentre i mangimi per suini hanno registrato una diminuzione della produzione pari all’1,4%, quelli per bovini hanno avuto invece un aumento del 2,2% e i prodotti per il pollame sono rimasti sostanzialmente stabili (+0.,3%) confermando la loro posizione di leader del segmento dei mangimi composti. Secondo le stime Fefac le prospettive per il 2014 dovrebbero mantenersi inalterate, con una leggera contrazione che dovrebbe essere intorno al mezzo punto percentuale.

 

IMPRENDITORIA AGRICOLA

In crisi il ricambio generazionale, aumentano però le quota rosa

Negli ultimi anni l'agricoltura italiana ha registrato una continua fuoriuscita di forza lavoro tanto da presentarsi oggi con le seguenti caratteristiche: alta presenza di ultra-sessantenni, scarsa propensione al ricambio generazionale e tendenza alla femminilizzazione del settore. Da diversi anni l'Inea (Istituto nazionale di economia agraria), nell'ambito della collaborazione con l'Osservatorio per l'imprenditoria giovanile (Oiga) e della Rete rurale nazionale, segue i suddetti fenomeni per analizzare la demografia dell'imprenditoria agricola, le sue caratteristiche e le dinamiche da essa registrate. La notizia è apparsa sul portale www.reterurale.it che prosegue sottolineando che l’analisi condotta vuole in questo modo intercettare i fabbisogni per individuare specifici interventi di politica pubblica. È il contesto in cui si inseriscono due specifiche attività di ricerca, affidate dall'Oiga all'Inea: la prima dedicata all'analisi della nati-mortalità delle imprese agricole, la seconda allo studio delle problematiche che determinano la mortalità aziendale e i relativi fabbisogni di intervento. Nel volume da poco pubblicato al riguardo sono riportati i risultati degli studi condotti. Le indagini essenzialmente indirizzate all'imprenditoria giovanile in agricoltura restituiscono anche uno spaccato sulle imprese condotte da donne, fenomeno che si è andato amplificando nel corso dell'ultimo decennio. Il lavoro dà un quadro dell'imprenditoria giovanile e femminile in agricoltura in termini di dinamiche, capacità strutturali e fabbisogni d'intervento che, alla vigilia del nuovo ciclo di programmazione comunitaria della Politica di sviluppo rurale 2014-2020, può costituire la base conoscitiva da cui partire per la definizione di strumenti di politica a favore di tali tipologie di impresa.

 

CONTROLLI E SANZIONI

I Nac scovano i furbetti del Piani di sviluppo rurale

I Nuclei Antifrodi Carabinieri del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari hanno avviato un programma straordinario di controlli sul sistema dei finanziamenti dell’Unione europea nella Pac accertando condotte fraudolente per oltre 5 milioni di euro di illeciti. I Nac hanno contestato a 20 imprenditori agricoli, agronomi e rappresentanti legali di aziende agricole e società di consulenza i reati di truffa aggravata ai danni dell’Unione europea, falso ideologico e nei casi più gravi, in cui le frodi sono risultate organizzate sistematicamente, l’associazione per delinquere. L’attività di verifica si è conclusa di recente e le più gravi irregolarità sulla corretta destinazione dei finanziamenti dell’Unione europea destinati a sostenere il comparto agroalimentare sono state individuate in particolare in Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Lazio specificatamente nei settori degli aiuti destinati al rinnovamento aziendale nell’ambìto del Psr e nei settori seminativo, olivicolo e biologico. Le attività dei Nuclei Antifrodi Carabinieri proseguono ora con il sequestro preventivo dei beni disposto dall’Autorità Giudiziaria e con l’avvio delle azioni di recupero e delle segnalazioni alle Procure Regionali della Corte dei Conti per l’accertamento del danno erariale.

 

Flash dal mondo agroalimentare nazionale e internazionale

 

Metti la green economy nei progetti professionali dei giovani

L’agricoltura è la nuova frontiera per fare impresa in Emilia Romagna. Lo afferma Coldiretti regionale, sottolineando che tra il 2011 e il 2013 nelle campagne emiliano-romagnole hanno aperto i battenti 600 nuove imprese al ritmo di 200 l’anno. La tendenza ad orientarsi verso attività legate al verde e al cibo è confermata anche dalle iscrizioni scolastiche, che al primo anno delle superiori (per il 2014) ha visto un giovane su cinque optare per scuole per l’agricoltura, l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera. Nelle campagne italiane la green economy apre nuove opportunità che i giovani scelgono per fare impresa. Ed è proprio a questi giovani che si rivolge Oscar Green, il premio per l’innovazione in agricoltura promosso da Coldiretti Giovani Impresa, giunto quest’anno all’ottava edizione per premiare le aziende capaci di conquistare il mercato con idee e prodotti innovativi. (Fonte: www.giovanimpresa.coldiretti.it)

 

Confagricoltura stigmatizza l’accordo Mipaaf-Regioni sulla nuova Pac

“A distanza di tre settimane dall’accordo raggiunto tra il Mipaaf e le amministrazioni regionali e dopo un attento esame dei documenti resi disponibili, non possiamo che confermare la nostra prima impressione negativa sulle scelte operate a livello nazionale in merito all’attuazione della nuova Pac”. Lo ha affermato il presidente di Confagricoltura Lombardia, Matteo Lasagna. Diversi i punti che lasciano perplessi i componenti di Confagri: i pagamenti accoppiati “per i quali – continua Lasagna – si è deciso di utilizzare solo l’11% del massimale nazionale e non l’aliquota massima consentita dai regolamenti comunitari. Il coordinamento Agrinsieme aveva presentato un proposta basata sull’utilizzo del massimo importo disponibile che avrebbe portato maggiori risorse a comparti strategici per la nostra agricoltura e avrebbe sostenuto in maniera più efficacie le aziende agricole produttive per accompagnarle nella competizione sui mercati internazionali”. (Fonte: www.confagricolturalombardia.it)

 

La Cia invita a incentivare gli accordi di filiera a favore dell’export

L’export agroalimentare continua a mostrare un andamento molto positivo nel 2014, registrando un aumento del 2,9% nei primi quattro mesi dell’anno (+5% solo ad aprile), anche se nel contempo le vendite dei prodotti agricoli sui mercati stranieri segnano un momento di flessione (-0,5% nel primo quadrimestre e -3,8% ad aprile). Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, analizzando i dati Istat sul commercio estero diffusi nei giorni scorsi.

Le esportazioni danno un contributo fondamentale al made in Italy agroalimentare nel suo complesso e all’economia italiana in generale in un quadro di stagnazione generale. Anzi, oggi più che mai, bisogna lavorare per favorire e incrementare tutti quegli accordi di filiera tra produttori e agroindustria che sviluppano l’export mondiale. (Fonte: www.cia.it)

 

La Riforma della PA non ha dimenticato l’agricoltura

Il Decreto Legge sulla riforma della Pubblica Amministrazione presentato il 13 giugno scorso dal Governo contiene alcune misure che riguardano l’agricoltura. Si punta infatti a favorire l’occupazione dei giovani sia con la detrazione del 19% delle spese sostenute per l’affitto di terreni a carico degli agricoltori fino a 35 anni di età, sia con gli incentivi all’assunzione di giovani con contratto a tempo indeterminato o determinato di minimo 3 anni con lo sgravio di un terzo della retribuzione lorda. A prescindere all’età viene poi introdotta una deduzione dell’Irap per ogni lavoratore assunto con contratto a tempo determinato di almeno 3 anni e per almeno 150 giornate all’anno. Per favorire l’innovazione e l’alleanza fra piccole aziende si garantisce inoltre un credito di imposta pari al 40% per somme fino a 400mila euro. (Fonte: www.corriere.it)

 

Vola l’export dell’agroalimentare emiliano-romagnolo.

Nel 2013 +5,4%

E' stato presentato a Bologna il rapporto agroalimentare dell’Emilia-Romagna 2013 promosso da Regione e Unioncamere. Secondo i dati cresce l’export dei prodotti agroalimentari emiliano-romagnoli che hanno raggiunto un valore complessivo di 5 miliardi 471 milioni di euro, mettendo a segno rispetto all’anno precedente un +5,4% a fronte di un aumento, su scala nazionale del 4,9%. Per quanto riguarda l’annata agraria il rapporto ha invece evidenziato una riduzione del 3% della produzione lorda vendibile dovuto essenzialmente al forte maltempo primaverile. Un dato tanto più importante se confrontato con il calo dei consumi interni in atto da alcuni anni.

(Fonte www.aiol.it)

 

Il presidente del Consorzio produttori carni bovine della Lombardia critico nei confronti della nuova Pac

"Pur condividendo quanto espresso dalle istituzioni e grati alle Forze dell'Ordine per il loro operato, le vicende che hanno investito il comparto della carne bovina nei giorni scorsi, ci lascia molto amareggiati". Così Primo Cortelazzi, presidente del Consorzio regionale produttori carni bovine della Lombardia e del Consorzio Carne Bovina Documentata. La delusione di Cortelazzi nasce da due importanti riflessioni. La prima è relativa ai continui attacchi che ha subìto il sistema di etichettatura facoltativa della carne bovina a livello comunitario. La seconda preoccupazione deriva dalle decisioni da prendere a proposito della nuova Pac, settore carne bovina. "Il volere legare un premio base solo all'età alla macellazione e al tempo di permanenza in stalla degli animali, inserendo una bassa percentuale aggiuntiva per i capi controllati dei consorzi titolari dei disciplinari di etichettatura, non è una soluzione che ci soddisfi, perché il nuovo impianto degli aiuti deve premiare prima di tutto gli allevatori che si sono impegnati a lavorare in trasparenza, dandosi regole più stringenti rispetto alle norme vigenti”.

 

Carne suina fresca e consumi. Nei primi due mesi dell’anno forte flessione

Secondo i dati pubblicati da Ismea, nei primi due mesi del 2014 si è registrata una forte flessione degli acquisti di carne suina fresca: -12,5% le quantità acquistate e -12,4% il loro valore. Lo rende noto Anas (Associazione nazionale allevatori suini). La contrazione degli acquisti domestici interessa anche il segmento dei salumi: il volume della domanda è calato dell’1,6% per i salumi Dop/Igp e dello 0,7% per quelli non marchiati, mentre in valore il calo è stato del 3,1% per i salumi Dop/Igp e del 5,4% per i salumi non marchiati. Per quanto riguarda i Prosciutti di Parma e di San Daniele, Ismea indica una contrazione delle quantità acquistate pari al 5,5% per il Parma e del 4% per il San Daniele, mentre in valore il calo è stato pari al 6,9% per il Parma e al 3,9% per il San Daniele. (Fonte: www.anas.it)

 

Gli USA annunciano più risorse per l’agroalimentare americano

Si è svolto a Canonsburg, in Pennsylvania, il primo di una serie di quattro incontri promossi dalla Commissione regionale degli Appalachi (Arc) con lo scopo di promuovere l'export rurale americano. All'incontro, al quale hanno partecipato imprenditori e operatori locali del comparto agroalimentare, è intervenuto, tra gli altri, il segretario all'agricoltura Tom Vilsack, il quale ha annunciato lo stanziamento di risorse aggiuntive per promuovere le esportazioni agroalimentari dalle zone rurali. "Nel 2013 le esportazioni agroalimentari hanno raggiunto il valore di 144 miliardi di dollari, garantendo circa un milione di posti di lavoro", ha detto Vilsack, spiegando che per questo motivo vanno aiutate e sostenute. (Fonte: www.agrapress.it)

 

E’ la Lombardia il primo fornitore di suini certificati per la Dop

Il dossier 2013 dell’Istituto Nord Est Qualità e Istituto Parma Qualità confermano la Lombardia come primo fornitore di suini certificati con 4.550.149 capi, seguita dal Piemonte con 1.280.209 e dall’Emilia Romagna con 1.174.333 capi. In totale 8.701.726 suini destinati alla produzione tutelata nel 2013. Questi numeri rappresentano un calo del 2,8% rispetto al 2012 e del 6,1% rispetto al 2011. Il calo del numero delle scrofe si è attestato inferiore del 4,7% rispetto al 2012 e del 9,3% sul 2011. (Fonte: www.3tre3.it )

 

Il presidente della Fipe plaude agli interventi dell’Arma contro la contraffazione

"Apprezziamo molto il lavoro svolto dai Nuclei antisofisticazione e sanità dell’Arma dei Carabinieri, perché oltre che prevenire rischi alla salute dei consumatori, contrastano attività criminose e servono per mantenere in sicurezza e alta l’offerta dei prodotti alimentari”. È questo il commento di Lino Stoppani, presidente di Fipe, la Federazione italiana dei pubblici esercizi aderente a Confcommercio – Imprese per l’Italia alla notizia sui cibi adulterati e relativi sequestri segnalata nei giorni scorsi. “Siamo allarmati – prosegue Stoppani – dalle dimensioni dei prodotti contraffatti che hanno invaso il mercato. I ristoratori sono esposti al pari delle famiglie nell’acquisto degli alimenti che hanno subìto trattamenti non consentiti dalla legge, come riportato. Fipe si è sempre impegnata per aiutare le imprese di pubblico esercizio, mettendo, tra l’altro, a disposizione degli associati il Manuale di corretta prassi operativa–ristorazione gastronomia gelateria pasticceria validato dal ministero della Salute, che sintetizza chiaramente le norme e le corrette prassi igienico-sanitarie da osservare per garantire la salute del consumatore”. (Fonte: www.fipe.it) .

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Posted by × Pubblicato il 13/06/2014 at 14:20

LATTE

Baldrighi scrive a Renzi. Il Commissario europeo all’Agricoltura deve essere italiano

“E’ il momento che l’Italia pretenda il Commissario Europeo per l’Agricoltura”. Inizia così la lettera che il presidente del Consorzio del Grana Padano, Nicola Cesare Baldrighi, ha inviato nei giorni scorsi al Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Nella missiva, Baldrighi invita il Premier a “valutare con sensibilità e lungimiranza un’esigenza forte che, in più occasioni, è già stata sollevata. Una richiesta che porta con sé l’interesse di uno dei sistemi produttivi più rappresentativi e sviluppati nel nostro Paese”. La lettera sottolinea che per i produttori di Grana Padano, il prodotto Dop più consumato al mondo, non si tratta di un’esigenza personalistica bensì “il sentir comune di tutti i sistemi produttivi dell’eccellenza agroalimentare italiana affinchè venga posta la meritata attenzione sull’intero comparto, che è attualmente il più resistente ai duri colpi inferti dalla crisi ma che necessita di attenzione, rispetto, risposte. Il settore agricolo rappresenta il 6% dell’occupazione e contribuisce per il 5% alla ricchezza europea – si legge ancora nel messaggio – estendendosi a tutto il sistema agroalimentare compresa l’industria di trasformazione che oggi rappresenta il primo asset manifatturiero europeo, coinvolgendo oltre 30 milioni di addetti. L’agroalimentare italiano poi rappresenta un business decisivo che contribuisce grandemente alla formazione del pil nazionale anche con una quota di export di qualità che non ha eguali. Riteniamo che non possa esserci occasione migliore dell’Expo 2015 – conclude la lettera Baldrighi – per avere finalmente al timone dell’agricoltura e dell’agroalimentare europeo una valida e operativa risposta italiana”.

 

SUINI

Il calo è generalizzato. Meno scrofe, scrofaie e suini certificati

L’Anas (Associazione nazionale allevatori suini) ha reso noto il Rapporto dei servizi coordinati di controllo Ipq-Ineq relativo al 2013. Il documento mette in evidenza che rispetto all’anno precedente, si è registrato un calo del numero di scrofe pari al 4,7%. In diminuzione anche il numero delle scrofaie, -5,6% e quello dei suini certificati per il circuito Dop pari a un -2,8%.

Più nello specifico, prendendo a riferimento le 5 regioni a maggior produzione suinicola destinata alla trasformazione in prosciutti crudi del circuito tutelato, cioè Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia, gli allevamenti con scrofe, rispetto al 2012, hanno registrato una contrazione del 6,4% in Lombardia, del 2,6% in Piemonte, dell’8% in Emilia Romagna, del 3,1 in Veneto e del 10% in Friuli Venezia Giulia. Gli allevamenti con ingrasso e a ciclo chiuso certificati sono diminuiti dell’1,7% in Lombardia, del 3% in Emilia Romagna, dello 0,1 in Piemonte, dello 0,9% in Veneto e del 4,2% in Friuli Venezia Giulia. I suini certificati nel 2013 hanno infine registrato una riduzione, rispetto all’anno prima, del 3% in Lombardia, del 2,6% in Emilia Romagna, dello 0,3% in Piemonte, del 3,1% in Veneto e addirittura del 23,5% in Friuli Venezia Giulia.

 

AVICOLO

In aumento il prezzo del mangime per le ovaiole

Nei primi quattro mesi di quest’anno i costi dei mangimi destinati alla produzione di galline ovaiole hanno registrato una ripresa a scapito del valore aggiunto. In pratica, rispetto allo stesso periodo del 2013 i costi dell’alimentazione sono calati del 10% in ambìto europeo e del 14% in Italia, ma la riduzione dei prezzi delle uova ha ridotto il valore aggiunto: 99 nella Ue e 133 in Italia. Lo rende noto lo Studio Bagnara-Mengarelli di Forlì, specificando che nel 2013 il costo dei mangimi destinato alle galline ovaiole ha fatto segnare un aumento del 2,4% sia a livello europeo che in Italia rispetto all’anno prima, traducendosi in una perdita di valore aggiunto anche a seguito del calo generale dei prezzi (indice prezzo uova/mangimi = 96 in Ue e 145 in Italia) con un trend in calo del 22% in Europa e del 4,6% in Italia.

 

AMBIENTE

Decreto Irpef, le modifiche sono state accolte. Si va verso altri provvedimenti

Nei giorni scorsi le Commissioni Bilancio e Finanze del Senato hanno dichiarato ammissibili tutti gli emendamenti presentati sull'art.22 del DL 66/14 (il cosiddetto decreto Irpef in vigore dal 24 aprile scorso) che, come si ricorderà, aveva scatenato le proteste e le preoccupazioni degli operatori in quanto, in origine, prevedeva che la produzione di energia elettrica e calorica ottenuta da impianti a biogas venisse esclusa dal reddito agrario indicando una base imponibile pari al 25% dell'intero fatturato soggetto all'imposta sul valore aggiunto. Gli emendamenti prevedono invece varie soluzioni che vanno dalla soppressione del comma fino a diverse ipotesi di riduzione dell'impatto dell'imposta aggiuntiva per le aziende produttrici. Le Commissioni che hanno esaminato il provvedimento in sede consultiva (in particolare quella Agricoltura) hanno evidenziato la necessità di valutare la previsione di una diversa graduazione delle disposizioni del comma 1, la cui stima di maggior gettito Irpef in termini di competenza si attesta a circa 45 milioni di euro annui. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende inoltre noto che la norma sulle agroenergie verrà aggiornata attraverso modifiche parlamentari. Le modifiche in questione prevederanno l'esclusione del valore dell'incentivo dalla base imponibile per calcolare il coefficiente di redditività e l'esclusione dall'ambito di applicazione del nuovo regime di tassazione degli impianti inferiori a 200 KW per il fotovoltaico e di 300 KW per gli impianti di biomasse e biogas.

 

NUOVA PAC

Sul Corsera il ministro Martina chiama i giovani all’agricoltura

Sostenere il ricambio generazionale in agricoltura. E’ questo uno degli obiettivi del ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina. Lo ha ribadito in un articolo apparso a pag. 25 del Corriere della Sera di domenica 8 giugno firmato da Fabio Savelli. Nell’articolo, l’autore sottolinea che nei prossimi giorni il ministro presenterà al Consiglio dei ministri una serie di misure per forzare il cambiamento e indurre gli under 35 a caccia di un impiego a considerare anche il lavoro agricolo, finora percepito ancora come un retaggio del passato. “Agevolazioni per gli affitti dei terreni, credito di imposta a favore delle imprese giovanili, pacchetto incentivi per le assunzioni delle nuove leve – ha detto il titolare del dicastero – tutto per impedire la dispersione delle competenze. Sgravi, in buona sostanza, che fanno il paio con la decisione già messa nero su bianco per riconoscere un 25% di maggiorazione degli aiuti alle start-up agricole”. Savelli ricorda inoltre la soddisfazione del ministro Martina all’indomani del raggiunto accordo con le Regioni sulla nuova Pac che “prevede aiuti complessivi per 52 miliardi di euro da qui al 2020: 27 dedicati al primo pilastro, vale a dire interventi diretti agli agricoltori completamente a carico dell’Unione europea. Altri 21 per lo sviluppo rurale per metà provenienti da Bruxelles e per l’altra metà co-finanziati dagli Stati membri, mentre gli ultimi 4 miliardi di euro andranno alle Ocm (Organizzazione comune di mercato) attraverso interventi mirati in alcuni settori”.

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

 

Benessere ovaiole, si discute ancora sulle gabbie

Nonostante gli allevatori italiani di galline ovaiole siano tutti in regola con le norme europee sul benessere e abbiano sostenuto ingenti costi per modificare le loro gabbie, la Corte dell’Unione europea dichiara l’Italia inadempiente nella messa al bando delle vecchie gabbie per l’allevamento. Lo denuncia la Coldiretti dopo l’annuncio dell’organismo comunitario che “non avendo garantito, a partire dal 1/1/2012, che le galline da uova non fossero più tenute in gabbie non modificate, l’Italia è venuta meno agli obblighi previsti dalla normativa europea”. Coldiretti ricorda che in molti casi gli allevatori sono andati invece oltre le modifiche imposte dalla Direttiva comunitaria, consapevoli che il benessere degli allevamenti è soprattutto un dovere etico ma anche un riscontro economico notevole. L’organizzazione sindacale invita invece la Ue a effettuare puntuali e rigorosi controlli sull’importazione di uova e ovo-prodotti provenienti spesso da Paesi che non hanno gli stessi standard sanitari e di benessere. (Fonte: www.ilpuntocoldiretti.it)

 

 

Crisi e povertà, l’agricoltura può risollevare il Paese

Se l’Italia è in crisi, il Mezzogiorno lo è ancora di più. Nel 2013 il Pil è crollato del 4% al Sud, il doppio rispetto al resto del Paese, tanto che oggi gli italiani a rischio di povertà o esclusione sociale nel meridione sono saliti al 48%. Un effetto combinato dell’aumento della disoccupazione, soprattutto giovanile, e del calo drastico del reddito disponibile, che in valori assoluti al Sud è pari a 13.200 euro, quasi la metà rispetto alla media del Nord (20.300 euro). Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in merito ai dati diffusi dall’Istat.

La conseguenza più diretta della situazione drammatica del Mezzogiorno si riscontra nel carrello alimentare, tutto improntato al low-cost .

Occorre prendere provvedimenti seri di sostegno alle famiglie e aiutare le imprese che operano nel Mezzogiorno a sviluppare nuova occupazione. Cominciando dall’agricoltura che è l’unica attività economica che resiste, con un lieve calo dello 0,3% del valore aggiunto nel 2013 in controtendenza rispetto al crollo di industria (-8,3%) e servizi (-3,1%). (Fonte: www.cia.it)

 

L’importanza del benessere animale e della sostenibilità dell’agroalimentare italiano

Consenso, Zoetis e Confagricoltura hanno organizzato un momento di confronto con ricercatori, politici e stakeholder sul tema del benessere animale e della sostenibilità della filiera agroalimentare, per valutare le prospettive del sistema zootecnico italiano alla luce di uno scenario in costante evoluzione, nell’ottica di rispondere alle esigenze dei consumatori. Con un valore superiore ai 17,2 miliardi di euro, la zootecnia italiana, hanno sottolineato gli organizzatori, rappresenta poco meno del 35% del valore dell’intera produzione del settore primario del Paese. “In questo complesso contesto – ha rimarcato in occasione della tavola rotonda Giovanna Parmigiani - si è aggiunta un'evoluzione delle normative in tema di sostenibilità e di benessere animale con conseguenze che non si possono trascurare”. (Fonte: www.confagricoltura.it)

 

Con la nuova Pac indispensabile ricorrere a sementi certificate

Nel prendere atto dell’accordo raggiunto fra il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina e gli assessori regionali sull’applicazione in Italia della nuova Pac inerente gli aiuti accoppiati, la Società italiana sementi (Sis) invita a porre l’attenzione sulla necessità di legare gli aiuti all’uso di sementi certificate. “Proprio perché – dicono il presidente Gabriele Cristofori e il direttore generale Claudio mattioli – l’accordo assicura un sostegno forte a settori portanti della nostra agricoltura e, con esso, garantisce quelle produzioni su cui si fonda lo straordinario successo del made in Italy. Gli aiuti accoppiati Pac concessi ai seminativi non possono prescindere dall’uso del seme certificato onde assicurare, attraverso la tracciabilità, l’assoluta assenza di ogm”. (Fonte: www.sisonweb.com)

 

 

 

Innovazione e nuovi strumenti al servizio degli allevatori mantovani

L’associazione mantovana allevatori punta su innovazione e nuovi servizi come strumenti per accompagnare la crescita del comparto zootecnico. “I numeri dei capi allevati nella nostra provincia sono in aumento e le bovine iscritte ai controlli funzionali sono quasi 105mila – ha dichiarato il presidente dell’Apa mantovana Alberto Gandolfi – Diventa sempre più fondamentale la vicinanza ai soci, anche perché i segnali che riceviamo dalle nuove stalle iscritte ci dicono che c’è un grande bisogno di servizi in azienda. La nostra missione è sicuramente curare il miglioramento genetico, seguire l’anagrafe zootecnica, dare indicazione di efficienza delle aziende”.

 

Assalzoo critica l’intesa raggiunta tra Mipaaf e Regioni sulla nuova Pac

L’intesa raggiunta tra il ministro delle Politiche agricole e le Regioni sulle regole di applicazione della riforma della Pac è preoccupante e dannosa per il futuro dell’agricoltura italiana. Lo afferma in una nota Assalzoo (Associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici). Si è preferito rinunciare a riportare la politica agricola nazionale al centro delle scelte strategiche del Paese – si legge – favorendo l’inutile distribuzione a pioggia degli aiuti e penalizzando quegli operatori, specie più grandi, che effettivamente producono e fanno dell’attività agricola la loro principale fonte di reddito. (Fonte: www.assalzoo.it)

 

Tavolo nitrati, Rabboni soddisfatto a nome degli assessori regionali

“Una riunione positiva, i ministri hanno accolto molte delle istanze nostre e del mondo agricolo”. Così l’assessore all’Agricoltura dell’Emilia Romagna Tiberio Rabboni all’indomani della riunione sul Tavolo nitrati che si è svolta di recente a Roma nella sede del Mipaaf. “Nella riunione – ha sottolineato Rabboni – è stata annunciata l’imminente emanazione di un decreto con il quale si autorizzerà l’utilizzo agronomico del biodigestato prodotto da impianti a biogas alimentati con effluenti zootecnici e biomasse di origine agricola e una flessibilità nel calendario invernale degli spandimenti per tenere conto delle frequenti variabilità e anomalie meteorologiche”, (Fonte: www.agronotizie.it)

 

Sventata una truffa da oltre 500mila euro ai danni dello Stato e della Ue

Il ministero delle Politiche agricole rende noto che grazie ad una fondamentale collaborazione tra le Forze dell'Ordine e l'Ispettorato centrale repressione frodi (Icqrf) è stata scoperta una truffa aggravata ai danni dello Stato e dell'Unione europea finalizzata alla percezione di contributi comunitari erogati nell'ambito del Piano europeo di sviluppo rurale 2007/2013 e dell'Ocm (Organizzazione comune di mercato) 2011/2012 per un importo complessivo di oltre 500 mila euro. Le indagini, condotte dalla Guardia di finanza in collaborazione con l'Icqrf, hanno portato alla luce un complesso sistema di frode, messo a punto da un produttore vitivinicolo di una nota azienda agricola dell'Orvietano per ottenere contributi finalizzati all'acquisto di nuovi beni, risultati poi in realtà già utilizzati presso un'altra società. (Fonte: www.agrapress.it )

Gli agromeccanici chiedono di contare di più

“È ora che il sistema agricolo prenda coscienza del ruolo del contoterzismo e superi dicotomie di comodo che rappresentano ormai una pura e antiquata discriminazione. Al governo chiediamo con forza che si faccia carico di un capovolgimento totale nel rapporto con la meccanizzazione agricola”. A dirlo sono i presidenti di Unima, Silvano Ramadori, e di Confai, Leonardo Bolis, che dallo scorso dicembre hanno dato vita al Coordinamento degli agromeccanici italiani (Cai. “Nelle statistiche elaborate dagli addetti ai lavori i numeri inerenti alle immatricolazioni dei trattori non vengono segmentati in base agli acquirenti – sottolinea Bolis – mentre siamo certi che una valutazione del mercato anche sulla base di chi investe in nuove tecnologie e in meccanizzazione agricola moderna contribuirebbe a valorizzare il ruolo degli agromeccanici all’interno del comparto primario e a sostegno dell’industria meccanica agricola”. Parallelamente, il sistema coordinato degli agromeccanici italiani chiede a gran voce che sia finalmente garantito l’accesso ai Programmi di sviluppo rurale, affinché possano essere incentivati gli investimenti sulla meccanizzazione e le nuove tecnologie, in grado di agevolare un percorso di sostenibilità economica, ambientale e di sicurezza sul lavoro.

 

Per ridurre gli errori la Commissione chiede chiarezza nei Psr

Per il periodo di programmazione 2014-2020, la Commissione europea ha richiamato gli Stati membri alla necessità di predisporre strumenti specifici ed azioni finalizzate alla riduzione del tasso di errore riscontrato nella programmazione dello sviluppo rurale. Per il nuovo periodo programmatorio, la più importante azione correttiva agli elevati tassi di errore è la predisposizione di Psr che contengano misure definite in modo chiaro e che siano verificabili e controllabili. L'applicazione di questi principi nella fase di preparazione dei programmi è una responsabilità condivisa tra la Commissione e gli Stati membri ed è affidata a tutti i soggetti attuatori, in particolare alle Autorità di Gestione ed agli Organismi Pagatori. Nell'ambito delle azioni previste dal piano d'azione nazionale per la riduzione del tasso di errore, è stato previsto un programma organico per l'aggiornamento e perfezionamento delle competenze gestionali dei soggetti coinvolti nell'attuazione dei PSR. (Fonte: www.reterurale.it)

 

 

 

 

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Posted by × Pubblicato il 30/05/2014 at 17:45

LATTE

Presto da Bruxelles una relazione sul mercato del latte europeo

Entro il prossimo mese di giugno Bruxelles pubblicherà una relazione sul mercato del latte in Europa e sulle prospettive all’orizzonte in vista della cessazione del regime delle quote. Lo si legge in un articolo firmato da Ermanno Comegna e pubblicato sul supplemento Stalle del n. 20 della rivista Informatore Agrario. Nell’articolo, l’autore fa un’analisi dell’andamento delle quotazioni a livello europeo partendo dai dati pubblicati dall’Osservatorio sul mercato del latte istituito di recente dalla Commissione europea. Il prezzo del latte spot, evidenzia Comegna, è attualmente il più interessato dalla correzione delle quotazioni: in Olanda è sceso al di sotto dei 35cent.euro/kg, dopo aver toccato addirittura i 50cent.euro/kg. Diverso il discorso legato alla remunerazione degli allevatori che nella media generale europea, rispetto al latte crudo alla stalla, viaggia intorno ai 40cent.euro/kg., mentre in Italia siamo addirittura a 44,5cent.euro/kg. Secondo l’autore dell’articolo non è escluso si vada incontro a un’azione di ribasso, considerato che anche nel resto del mondo sono stati raggiunti livelli molto elevati mai visti prima. L’aumento produttivo registrato nei primi mesi dell’anno da parte dei Paesi principali esportatori, Nuova Zelanda +9,3%, Unione Europea +4,7%, potrà rappresentare il motivo alla base dei futuri ribassi. Nonostante ciò, gli allevatori di vacche da latte europei manifestano fiducia verso il futuro perché, conclude la sua analisi Comegna, sono consapevoli che la domanda mondiale sarà destinata a crescere soprattutto nei Paesi emergenti. Occorre però essere in grado di mettere in campo misure adeguate per affrontare il tema della volatilità dei prezzi e garantire al mercato del latte un andamento equilibrato.

 

SUINI

Il suino intermedio, per produrlo serve elevata specializzazione

Non è una strada che tutti i suinicoltori possono percorrere. E se si vuole competere con chi da sempre produce un suino leggero-intermedio (120-140 kg) come i Paesi del Nord Europa occorre puntare al massimo grado di qualità. E’ una delle conclusioni a cui si è giunti nei giorni scorsi alla Tavola Rotonda organizzata a Reggio Emilia dal Crpa (Centro ricerche produzioni animali) sulla produzione in Italia del suino leggero-intermedio visto come un’opportunità per la filiera. Intesa a volte come una produzione competitor del suino pesante destinato alla trasformazione in salumi Dop, proprio per questo la produzione del suino leggero-intermedio, nel nostro Paese, non è mai decollata nonostante Il 40% della carne suina fresca arrivi dall’estero, una percentuale che dà le dimensioni di un segmento di mercato che potrebbe essere invece coperto da una produzione nazionale. Secondo uno studio condotto lo scorso anno dal Consorzio Quinn che fa capo all’Università La Normale di Pisa, svolto in collaborazione con il Crpa e illustrato da Giacomo Petrini, l’allevatore che intende orientarsi verso la produzione di un suino leggero-intermedio non può prescindere dallo studio delle cosiddette buone pratiche di adozione per produzioni non destinate al circuito tutelato, deve fare emergere i requisiti tecnico-gestionali ed elaborare i risultati in un formato facilmente veicolabile. In buona sostanza, si tratta di una specializzazione produttiva che richiede professionalità, ottime infrastrutture aziendali, imprescindibilità di un corretto processo di sistema senza i quali l’allevamento del suino leggero-intermedio si rivelerebbe un autentico flop.

 

NUOVA PAC

Raggiunto l’accordo con le Regioni. Soddisfatto il Ministro, un po’ meno gli assessori all’Agricoltura

E’ stato raggiunto l’accordo tra il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina e gli assessori regionali all'Agricoltura sull'attuazione in Italia della Politica agricola comune 2014-2020, che vale 52 miliardi di euro. In una nota diffusa dal dicastero il Ministro afferma che "l'accordo arriva dopo un lungo lavoro con le Regioni che ci consente di scrivere un capitolo importante della nuova Pac, mantenendo l'impegno di chiudere entro maggio. Abbiamo fatto scelte decisive per il futuro e per il rilancio dell'agricoltura guardando a settori strategici''. Una quota dell’11% è stata destinata alla ripartizione degli aiuti accoppiati pari a una cifra di 426 milioni di euro, mentre il 4% delle risorse è andato al pagamento di base. Zootecnia da latte, da carne, piano proteico e seminativi come riso, barbabietola e pomodoro da industria e olivicoltura sono i settori che beneficeranno delle maggiori risorse. Un’attenzione particolare è stata riservata al lavoro giovanile, nei confronti del quale è stata prevista la maggiorazione degli aiuti diretti pari al 25% per i primi 5 anni di attività per le aziende condotte da titolari under 40, assicurando il livello massimo di plafond disponibile che ammonta a circa 80 milioni di euro. È stato anche stabilito che nel 2016 verranno effettuate verifiche sull'operatività e sull'attuazione delle nuove misure, in virtù delle scelte che verranno compiute dagli altri partner europei. Il ministro Martina ha parlato di ''scelte decisive per il futuro e per il rilancio dell'agricoltura”.

 

 

AMBIENTE

L’emendamento è stato accolto. Modificato il Decreto Irpef

Copagri (Confederazione produttori agricoli) e Agroenergie Italia, il consorzio di settore aderente alla confederazione, "plaudono ed accolgono con soddisfazione l'intervento annunciato dal ministero delle Politiche agricole per modificare le norme inerenti gli incentivi e la tassazione per il settore contenute nel cosiddetto decreto legge Irpef”. In un lancio dell’agenzia Agrapress si legge che il riferimento è in particolare all'esclusione del valore dell'incentivo dall'imponibile per valutare il coefficiente di redditività e l'esclusione degli impianti inferiori a 200 kw per il fotovoltaico e di 300 kw per gli impianti di biomasse e biogas dal previsto regime di tassazione. “L'intervento – si legge nella dichiarazione di Copagri e Agroenergie Italia - con il quale si annunciano le modifiche in sede parlamentare, recepisce le vitali esigenze di quegli agricoltori che hanno deciso di integrare il loro reddito con attività agroenergetiche attraverso impegni aziendali o di filiera".

 

 

Flash dal mondo agroalimentare nazionale e internazionale

 

Bonus 80 euro. Il 14% lo spenderà per migliorare la spesa alimentare

Quasi un italiano su quattro, il 18%, tra quelli che hanno appena ricevuto in busta paga il bonus di 80 euro, ha deciso di spenderli per andare più spesso a mangiare fuori (4%) o per fare una spesa migliore (14%). E’ quanto emerge dal dossier “La crisi nel piatto degli italiani nel 2014” presentato in questi giorni dal presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo a Napoli. Secondo l’indagine Coldiretti/Ixè una maggioranza del 38% utilizzerà i soldi per far fronte alle spese famigliari, mentre il 18% li metterà da parte per risparmiare, il 15% per acquistare qualcosa per se stesso o per la propria famiglia e l’8% per pagare debiti. (Fonte: www.coldiretti.it)

 

Suinicoltura, il tavolo Agrinsieme per il rilancio del comparto

Si è riunito nei giorni scorsi a Roma il tavolo suinicolo di Agrinsieme. Alla presenza del coordinatore Mario Guidi e dei dirigenti di settore di Cia, Confagricoltura e Alleanza Cooperative Italiane, sono state poste le basi per un lavoro che porterà a breve a proposte e linee guida per rilanciare un comparto essenziale della nostra zootecnia.

“Affronteremo tutte le questioni aperte – hanno dichiarato i rappresentanti del coordinamento Agrinsieme - Ci siamo impegnati a lavorare assieme su questo fronte per un nuovo progetto economico strategico di rilancio di un comparto che conta per il 6% circa della produzione agricola e del fatturato industriale con un giro d’affari complessivo di 10 miliardi tra fase allevatoriale, macellazione e trasformazione delle carni”. (Fonte: www.cia.it)

 

Un piano ad hoc per controllare e gestire l’antibiotico-resistenza

Il fenomeno dell’antibiotico-resistenza è un problema sempre più attuale e stringente tra quelli che riguardano la salvaguardia della salute animale ed umana. Confagricoltura e Aisa Federchimica si sono impegnate a riunire un gruppo di esperti italiani che potesse fornire utili riflessioni sulle azioni da intraprendere. Dall’incontro è scaturita una serie di considerazioni che hanno spinto le Organizzazioni a responsabilizzare i propri associati e le istituzioni pubbliche affinché venga intrapreso un percorso che guidi l’Italia ad optare per azioni utili alla salvaguardia dei propri cittadini, del proprio patrimonio zootecnico e della propria capacità produttiva. Per raggiungere tali obiettivi, Confagricoltura e Aisa Federchimica ritengono utile procedere ad una razionalizzazione dell’utilizzo degli antimicrobici, evitando estreme limitazioni che danneggerebbero la salute degli animali allevati e le capacità produttive dell’Italia. (Fonte: www.confagricoltura.it)

 

Buono il raccolto del foraggio nel distretto del Parmigiano Reggiano

A inizio maggio è iniziata la campagna di fienagione 2014 nel comprensorio del Parmigiano-Reggiano. I primi sfalci hanno interessato i medicai più vecchi e i prati stabili, che garantivano la portanza del terreno dopo le abbondanti piogge di aprile. La produzione può considerarsi generalmente nella norma per quantità di biomassa, ma l'anticipo stagionale provocato dall'inverno mite potrebbe aver influito sulla qualità del fieno. Infatti, nei medicai si è riscontrata precocemente la comparsa di insetti defogliatori (in particolare fitonomo e fitodecta), che hanno danneggiato l'apparato fogliare delle piante e di conseguenza la qualità complessiva e il contenuto di proteina del fieno. (Fonte: www.crpa.it)

 

Soia e cereali, le previsioni Usda per la produzione mondiale

L’Anas (Associazione nazionale allevatori suini) ha pubblicato l’ultimo aggiornamento (maggio 2014) relativo alle previsioni 2014-2015 per il mercato mondiale dei cereali e della soia. Dopo l’incremento produttivo registrato nella campagna 2013-14 le previsioni Usda per la prossima annata indicano per il frumento tenero un calo produttivo mondiale del 2,4% per complessive 697 milioni di t. Stabile è vista invece la produzione del mais mentre per quella dell’orzo, dopo l’incremento registrato nella campagna passata (+11,6%) è previsto un calo dell’8,7%. Rispetto alla soia le stime prevedono una produzione mondiale in aumento del 5,6% per un totale di 299,8 milioni di t. (Fonte: www.anas.it)

 

Direttiva nitrati, il ministro Martina la vuole ridiscutere a Bruxelles

Si è svolta il 28 maggio al ministero per le Politiche agricole una riunione dedicata all’applicazione della Direttiva nitrati alla quale hanno partecipato il ministro Maurizio Martina, il collega del dicastero dell’Ambiente Gianluca Galletti e gli assessori all’Agricoltura delle regioni Lombardia, Emilia Romagna, quello dell’Ambiente del Friuli Venezia Giulia e altri esponenti istituzionali. Durante l’incontro sono stati presentati i risultati della ricerca condotta dall’Ispra sull’impatto ambientale delle acque superficiali e sotterranee in Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte e Friuli Venezia Giulia. Lo studio ha dimostrato che in tutte le regioni in questione, ad eccezione del Piemonte dove la percentuale è del 19%, l’impatto dei nitrati di natura zootecnica interessa non più del 10% della superficie. “Il nostro impegno – ha affermato martina – è quello di aprire un tavolo a Bruxelles per ridiscutere l’intero impianto sulla normativa comunitaria”. (Fonte: www.agrapress.it)

 

Le quote sono state rispettate, la produzione di latte non ha sforato

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha comunicato che con la scadenza dell’ultimo termine del 21 maggio, stabilito per la registrazione degli accertamenti mensili mancanti, l’Agea ha reso noti i dati relativi alla campagna lattiero casearia 2013/2014, chiusa il 31 marzo scorso, che confermano, anche per quest’anno, il rispetto della quota di produzione assegnata al nostro Paese, determinata in 10,923 milioni di tonnellate. La prossima campagna sarà l’ultima sulla quale verranno applicate le quote, prima della liberalizzazione che avverrà dal 1° aprile 2015. (Fonte: www.aiol.it)

 

Trasporto animali, nel 2013 effettuati oltre 27mila controlli

Dall'analisi dei dati di rendicontazione 2013 risultano effettuati 27.419 controlli sui mezzi di trasporto animali e la maggior parte di questi (19.004 ) sono stati eseguiti al luogo di arrivo. Sono stati riscontrati 388 mezzi di trasporto che hanno presentato violazioni, di cui 197 mezzi hanno riguardato la non conformità dei documenti di viaggio. Il 35% circa dei veicoli sanzionati è risultata appartenere a ditte italiane, il 27% provenire dalla Francia, l'8,5% dalla Spagna, mentre un altro 8,5% proviene dall'Europa dell'Est. Nel 2012 la percentuale dei veicoli sanzionati appartenenti a ditte italiane è risultato più basso (23,9%). (Fonte: www.alimenti-salute.it)

 

In aumento l’indice dei prezzi agricoli nel primo trimestre dell’anno

L’Istat ha pubblicato i dati provvisori dei prezzi agricoli relativi al primo trimestre 2014. Rispetto al trimestre precedente l’indice dei prezzi dei prodotti acquistati è aumentato dello 0,7% ed è diminuito dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2013. Gli aumenti congiunturali maggiori si sono registrati per i mangimi (+1,6%), le spese veterinarie (+1,3%). In diminuzione i prezzi di energia e lubrificanti (-0,4%). Tendenzialmente le diminuzioni riguardano i concimi e gli ammendanti (-6,5%), i mangimi (-2,6%) l’energia e i lubrificanti (-2,1%). (Fonte: www.liberacr.it)

 

Un coro di no all’abolizione delle date di scadenza sui prodotti a lunga conservazione

"Sì alla lotta agli sprechi, ma non a spese della qualità dei prodotti", sostiene il segretario generale dell'Unione nazionale consumatori Massimiliano Dona commentando la proposta, pervenuta al Consiglio agricolo europeo da parte di alcuni Paesi membri, circa l’abolizione delle date di scadenza sui prodotti a lunga conservazione. Secondo l'Associazione, "la strada della deregulation delle date di scadenza di alimenti come la pasta, il riso, il caffè, i biscotti non è quella migliore per tutelare gli interessi dei consumatori". (Fonte: www.agrapress.it)

 

 

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Posted by × Pubblicato il 22/05/2014 at 19:09

LATTE
Per competere, le aziende devono guardare oltreoceano
Le aziende lattiero-casearie con aspirazioni internazionali non possono fare a meno di pensare alle potenzialità delle economie emergenti. Lo afferma Leo Bertozzi, esperto del settore lattiero-caseario, in un articolo apparso nei giorni scorsi sul sito www.clal.it. Se in Asia l’attenzione è rivolta in primo luogo alla Cina – prosegue Bertozzi - non bisogna dimenticare gli altri mercati del sud est asiatico. Fra questi il Vietnam, che negli ultimi anni ha fatto registrare crescite molto significative nei consumi di latte dovute alla crescente urbanizzazione e all’aumento del potere d’acquisto: attualmente la crescita economica registrata nel Paese è del 5%. Nonostante la produzione locale di latte copra appena il 20% dei consumi, con importazioni provenienti soprattutto da Australia, Nuova Zelanda ed USA, il Governo Vietnamita ha introdotto una serie di misure per aumentare produzione ed export. Anche gruppi multinazionali europei, come FrieslandCampina e Bel, ma anche Tetra Pack, si sono già collocati in Vietnam dove comunque l’impresa che domina il mercato è Vinamilk, con una quota del 50% nelle vendite di latte alimentare, la categoria maggiore, oltre a latte condensato e yogurt. Secondo quanto comunicato dall’azienda, si legge ancora nell’articolo di Bertozzi, nei primi tre mesi di quest’anno le vendite hanno incassato un aumento in valore pari a 337,4 milioni di dollari, +3,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. L’obiettivo di Vinamilk è quello di espandersi a livello internazionale ed entro il 2017 punta a diventare una delle 50 maggiori aziende lattiero-casearie a livello mondiale. Non è un caso che nel dicembre scorso abbia annunciato di voler acquisire il 70% della californiana Driftwood Dairy, mentre per quest’anno, conclude Bertozzi, intende costituire una filiale in Polonia per avere una presenza anche sul mercato europeo.

SUINI
In crescita ad aprile la redditività degli allevatori
Ad aprile la redditività dell’allevamento di suini pesanti (160-176 kg) è aumentata dello 0,5% rispetto al mese precedente. Lo rende noto Crefis, Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole di Mantova. L’aumento delle quotazioni e la progressiva diminuzione dei prezzi delle materie prime sono alla base dell’incremento, che per i macelli ha invece registrato un più confortante +6%. In crescita anche la redditività dei prosciutti Dop, +5% su marzo per entrambe le tipologie di peso, e di quelli non tutelati: +1,3% (tipologia leggera) e +1,1% (tipologia pesante), mentre ha registrato una crescita più consistente la redditività dei prosciutti crudi Dop: rispettivamente +5,2% e +5,1%. Le quotazioni medie incassate ad aprile dai suini da macello destinati al circuito tutelato e quotati dalla Cun sono state di 1,442euro/kg, in crescita dello 0,4% sul mese precedente e del 10,9% rispetto all’aprile del 2013; per quanto riguarda l’export di suini, carni suine e salumi il saldo finale a gennaio 2014 è stato negativo, con un -105 milioni di euro: -10,8 milioni di euro rispetto a dicembre 2013. Infine alcuni dati sulle quotazioni delle materie prime che in Italia, ad aprile, sono leggermente aumentate per quanto riguarda il mais nazionale e comunitario, mentre per orzo e soia si è registrata una diminuzione anche se non particolarmente marcata. A Milano, sottolinea ancora Crefis, il mais nazionale si è apprezzato dello 0,5% sul mese di marzo per un valore medio di 197,8euro/t. Per quanto riguarda l’orzo le quotazioni sono state di 213,8euro/t per quello nazionale e di 223,3euro/t per quello comunitario. La soia nazionale è andata a 473,5euro/t, quella importata a 464,3 euro/t.

AMBIENTE
Spring, il Cluster tecnologico nazionale per la Chimica Verde
Si è tenuto il 14 maggio scorso il primo incontro del Cluster tecnologico nazionale Spring (Sustainable processes and resources for innovation and national growth). I Cluster tecnologici – 8 in Italia – sono reti di imprese, enti di ricerca e associazioni promosse dal Miur (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca) per favorire la cooperazione nella ricerca e l’accesso ai programmi europei Horizon 2020. Il Cluster Spring riguarda la Chimica Verde ed è coordinato da Novamont, Mossi & Ghisolfi, Versalis (ENI), i 3 principali player italiani.
Al Cluster sono pervenute 130 richieste di adesione (55 imprese, 24 associazioni, 36 enti ricerca, 8 Regioni), di cui 80 già formalizzati. Quattro i comitati tematici in cui è organizzato. Pur non essendo rivolto alle bioenergie, è previsto che, insieme a prodotti e processi, gli impianti spesso le sviluppino.
Catia Bastioli, a.d. Novamont e presidente Spring ha ricordato nel suo intervento che nel settore italiano della Chimica Verde è stato investito 1 miliardo di euro con 200 milioni destinati alla ricerca e allo sviluppo, e che tra il 2013 e il 2015 l’Italia sta costruendo 4 impianti flagship all’avanguardia in Europa.
Antonio Di Giulio, responsabile DG Ricerca e Innovazione CE, ha ricordato che a livello europeo è stato creato un Osservatorio Bioeconomia e un Piano di azione sulla Bieconomia basato su 3 criteri principali: investimenti, interazione di filiera e mercato e competitività. Le principali fonti di materie prime per Chimica Verde sono l’agricoltura, l’industria alimentare e la frazione organica dei rifiuti (Forsu). In Italia si calcola che le quantità in gioco siano pari a 10 milioni di tonnellate per la Forsu e a 12 milioni di tonnellate per gli scarti agroalimentari.

AVICOLO
All’International Poultry Forum il punto sul miglioramento delle condizioni ambientali in allevamento
CremonaFiere si prepara ad ospitare la seconda edizione dell’International Poultry Forum, in programma dal 22 al 25 ottobre 2014 all’interno delle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona durante le quali si svolgeranno anche la 69ma edizione della Fiera Internazionale del Bovino da Latte, Expocasearia e la 18ma edizione di Italpig. Dopo il grande successo dello scorso anno in cui il tema del Forum si era concentrato sulla gestione del farmaco e sulle ricadute in allevamento a seguito dell’applicazione della normativa sul benessere animale delle galline ovaiole, quest’anno il dibattito riprenderà il sempre attuale tema dell’uso responsabile del farmaco antimicrobico e il miglioramento delle condizioni ambientali degli allevamenti. Al tavolo dei relatori siederanno scienziati e ricercatori italiani e stranieri, a conferma dell’elevato livello di professionalità che l’appuntamento garantirà ai partecipanti. Non mancheranno gli interventi relativi alla situazione esistente in altri Paesi europei, prima fra tutti l’Austria, dove da 4 anni esiste una banca dati del farmaco attraverso la quale, sfruttando la ricerca elettronica, è oggi possibile conoscere e controllare l’uso del farmaco in ogni allevamento avicolo.

Flash dal mondo agroalimentare nazionale e internazionale

La crisi affonda la dieta mediterranea. Si salva solo il vino
Con la crisi crolla la spesa a tavola degli italiani che nel 2014 dicono addio alla dieta mediterranea, dalla pasta (-5%) all’olio extravergine (-4%), dal pesce (-7%) alla verdura fresca (-4%) rispetto al 2013. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli acquisti delle famiglie italiane riferita al primo bimestre dell’anno che aggrava il trend negativo degli acquisti in atto da anni secondo l’Ismea. I prodotti base della dieta mediterranea - sottolinea la Coldiretti - sono quelli che hanno maggiormente subìto il taglio della spesa alimentare che in media è stato pari al 2% e non ha risparmiato nessun prodotto della tavola. In controtendenza solo il vino che registra un aumento della spesa del 3% a fronte però di un calo nel numero di bottiglie acquistate per effetto della tendenza degli italiani a bere meno ma meglio. (Fonte: www.coldiretti.it)

La ricetta di De Castro per il futuro della zootecnia
Il futuro della zootecnia emiliana configurabile in base ai cambiamenti nella politica agricola comune (Pac), è stato al centro di un convegno organizzato dalla Cia Emilia Romagna svoltasi di recente al Museo Cervi di Gattatico (RE). All’iniziativa, tra gli altri, ha partecipato anche il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro il quale ha ricordato che molti altri Paesi europei, dove sono già stati definiti i piani, prevedono sostegni accoppiati, legati cioè ai volumi produttivi, proprio nel settore zootecnico. “Si dovrebbe quindi fare altrettanto in Italia – ha puntualizzato De Castro – pena un’automatica perdita di competitività. La trattativa in corso tra Ministero, Regioni e Organizzazioni sembra orientarsi in questo senso: di 388 milioni di euro di aiuti accoppiati previsti nell’ultima ipotesi in discussione, 200 (pari al 52%), andrebbero al settore zootecnico pur in forme nuove perché sarebbero superati diversi dei premi speciali previsti in precedenza”. (Fonte: www.cia.it)

Migliorare il rapporto tra banche e imprese, i suggerimenti di Agrinsieme
“Inizia a farsi sentire un fenomeno di stretta creditizia che sta interessando solo di recente il settore agricolo e per di più in maniera marginale (-0,3%). Il segnale non va sottovalutato, perché per la prima volta c’è un’inversione di tendenza”. Lo ha sottolineato il coordinatore di Agrinsieme, Mario Guidi, intervenendo alla presentazione del nuovo rapporto di “Agrosserva”, l'Osservatorio di Ismea-Unioncamere sulla congiuntura dell'agroalimentare italiano.
Il rappresentante del coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Alleanza delle Cooperative italiane ha posto in evidenza come la percentuale di imprese che chiedono ed ottengono un credito bancario è superiore (18-22%) nei settori vitivinicolo, zootecnia da carne e colture arboree (tranne gli olivi), guarda caso proprio i comparti che mostrano un indice di fiducia positivo.
Agrinsieme ha indicato le proposte per ottimizzare il rapporto tra banche ed imprese. (Fonte: www.confagricoltura.it)

Banca Dati degli Indicatori, uno strumento per programmare i nuovi Psr
E' online la Banca Dati degli Indicatori di contesto 2014-2020 realizzata dalla Task Force Monitoraggio e Valutazione nell'ambito delle attività della Rete Rurale Nazionale. La Banca dati rappresenta un utile strumento per le Regioni, i valutatori e tutti i soggetti coinvolti nella programmazione dei nuovi Psr (Piani di sviluppo rurale) per acquisire agevolmente le informazioni di base necessarie all'individuazione dei fabbisogni di intervento. La Banca Dati contiene tutti i dati attualmente disponibili relativi agli indicatori di contesto proposti dalla Commissione europea e verrà progressivamente aggiornata con nuove informazioni che la Rete acquisirà o provvederà a stimare. Gli indicatori sono stati valorizzati, sia con le informazioni di fonte prevalentemente Eurostat rese disponibili direttamente dalla Commissione, sia con informazioni di fonte prevalentemente nazionale raccolti e/o elaborati dagli esperti della Task Force Monitoraggio e Valutazione. Nel caso degli indicatori messi a disposizione dalla Commissione si è verificata la disponibilità di una fonte nazionale più aggiornata. (Fonte: www.reterurale.it)

Più trasparenza sulla provenienza delle materie prime. Lo ha deciso il ministro Lorenzin
“I flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero per la produzione alimentare saranno resi pubblici”. Così il ministro della Salute Beatrice Lorenzin in una dichiarazione pubblicata dal Corriere della Sera il 10 maggio scorso. “Finora – continua la nota – una complessa normativa doganale ha impedito l’accessibilità dei dati senza significative ragioni legate alla tutela della riservatezza, provocando gravi turbative sul mercato e ansia e preoccupazione dei consumatori a fronte dell’impossibilità di fare trasparenza sulla provenienza degli alimenti”. Nell’articolo firmato da Corinna De Cesare si ricorda che questa mancanza di trasparenza ha favorito il verificarsi di inganni a danno di prodotti simbolo del made in Italy come i prosciutti provenienti dalla Germania spacciati però come italiani. Il Ministro ha quindi disposto la costituzione di un comitato che stabilirà le modalità con le quali saranno disponibili le informazioni sulla provenienza dei prodotti agroalimentari. (Fonte: Corriere della Sera)

Cosce troppo magre. I risultati delle indagini Anas
Sono stati elaborati i dati riguardanti 17.277 carcasse appartenenti a suini delle razze Large White, Landrace e Duroc allevati nel corso degli anni presso il Centro genetico Anas ed è stato indagato il comportamento delle cosce ai fini delle lavorazioni Dop. Lo rende noto l’Associazione nazionale allevatori suini che sottolinea l’elevata evidenza dei risultati. Esiste infatti un forte effetto della classe di carnosità della carcassa sulla qualità della coscia per la stagionatura. In particolare, le cosce delle classi E hanno prestazioni in stagionatura nettamente peggiori rispetto a quelle delle classi U, R e O. La distribuzione delle carcasse per classe di carnosità è stata: E n. 658 (3,81%); U n. 5987 (34,65%); R n. 8.941 (51,75%) O n. 1691 (9,79%). Le differenze tra le medie del parametro che misura la qualità per la stagionatura, conclude la nota, sono state sottoposte ad analisi statistica con il test t di Student, le differenze sono altamente significative. (Fonte: www.anas.it)

Nitrati, un progetto innovativo che coinvolge Italia e Cipro
Un asse italo-cipriota per sconfiggere i nitrati in agricoltura, con il Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona a fare da perno per la parte italiana, insieme col ministero dell’Agricoltura e dell’Ambiente di Cipro, l’Università Tecnica di Cipro, il Politecnico di Atene (Grecia), l’Università di Santiago di Compostela (Spagna) e l’azienda Animalia Genetics Ltd, con sede nell’isola del Mediterraneo orientale. Una realtà che è leader nazionale per la genetica suina e tratta circa 30.000 tonnellate anno di liquame suino, letame, oltre a scarti agro-alimentari provenienti da tutta l’isola. Il progetto è stato denominato “Life Livewaste” e ha l’obiettivo di recuperare risorse rinnovabili dagli effluenti di natura animale tramite un impianto dimostrativo all’avanguardia, particolarmente attento agli aspetti della sostenibilità tecnica, economica ed ambientale. La conclusione del progetto è prevista nel 2016. Il costo totale della ricerca si aggira intorno a 2 milioni di euro ed è sostenuta per il 50% dall’Unione europea nell’ambito del programma Life. (Fonte: www.aiol.it)

Dal Censis dati incoraggianti sul ruolo strategico dell’agroalimentare italiano
"I risultati del rapporto Censis-Cia ci danno un'ulteriore conferma del ruolo strategico del mondo agricolo e agroalimentare", ha detto il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, commentando i dati emersi dalla presentazione della ricerca del Censis. "Se per anni il settore è stato visto come marginale rispetto ad altri, oggi questo pregiudizio è finalmente tramontato, come dimostra il fatto che la stragrande maggioranza degli italiani – ha osservato il Ministro - lo considera un asset decisivo per il rilancio di tutto il Paese, in grado non solo di resistere alla crisi ma anche di creare opportunità lavorative soprattutto per i giovani. Stiamo costruendo un progetto complessivo per creare un percorso nuovo per il settore da qui ai prossimi anni – ha precisato Martina - in questa prospettiva rientra anche il decreto 'Campolibero', che presenteremo a breve in Consiglio dei Ministri, dove abbiamo previsto misure attese dal settore, mirate a dare maggiore competitività alle nostre aziende, semplificare il carico burocratico che pesa sugli imprenditori, sostenere i giovani che fanno il loro ingresso nel settore”. (Fonte: www.agrapress.it)

Il 71% degli italiani assegna al made in Italy uno standard di qualità elevato. Lo dice un’indagine Doxa
Per 6 italiani su 10 il settore alimentare è quello che meglio ci rappresenta nel mondo. Lo rileva un’indagine condotta dalla Doxa per conto di Federalimentare, la Federazione delle industrie alimentari. La ricerca conferma l’alto livello di fiducia verso i prodotti del food & beverage italiano: il 71% degli intervistati associa al made in Italy uno standard di qualità elevato e il 65% promuove a pieni voti i sistemi di controllo adottati. La crisi economica però si è fatta sentire e nel 2013, secondo i risultati dell’indagine, i consumi interni sono calati del 4%. Per registrare una ripresa, seppur contenuta, bisognerà attendere il 2015. Nonostante l’export continui a segnalare indicatori positivi, +5,8%, resta il gap negativo nei confronti di Germania e Francia. (Fonte: www.informatoreagrario.it)

Cala il Pil nazionale nel primo trimestre dell’anno
Nel primo trimestre del 2014 il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2005, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% nei confronti del primo trimestre del 2013. Il calo congiunturale è la sintesi di un incremento del valore aggiunto nel settore dell'agricoltura, di un andamento negativo nell'industria e di una variazione nulla nel comparto dei servizi. Il primo trimestre del 2014 ha avuto una giornata lavorativa in meno del trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al primo trimestre del 2013. Nello stesso periodo il Pil, in termini congiunturali, è aumentato dello 0,8% nel Regno Unito e ha segnato una variazione nulla negli Stati Uniti. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 3,1% nel Regno Unito e del 2,3% negli Stati Uniti. La variazione acquisita per il 2014 è pari a -0,2%. (Fonte: www.istat.it)

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Posted by × Pubblicato il 12/05/2014 at 18:13

LATTE

Grana Padano Dop, fari puntati su contraffazioni e Expo 2015

Si è svolta nei giorni scorsi l’Assemblea generale dei soci del Consorzio di tutela del Grana Padano Dop. All’incontro, oltre al presidente Nicola Cesare Baldrighi, hanno partecipato tra gli altri anche l’onorevole Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura al Parlamento europeo e l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia Gianni Fava. La lotta alla contraffazione e l’Expo 2015 sono stati i temi su cui si è concentrata buona parte della relazione del presidente. “Il nostro impegno contro l’agropirateria e la contraffazione – ha detto Baldrighi – è sempre più serrato. Lo dimostrano i circa 10mila controlli effettuati in Italia e all’estero. Il danno economico che deriva da questa piaga, per il Grana Padano Dop, mostra numeri da capogiro: 1 miliardo di euro, 700 milioni all’estero e 300 milioni in Italia. Un’attenzione particolare poi la stiamo riservando all’Expo 2015, dove sarà possibile rendere sempre più protagonista, a livello internazionale il Grana Padano, che è il prodotto Dop più consumato al mondo”. Ottimi i dati illustrati e riferiti all’export del 2013 con un incremento, sull’anno precedente, del 6,5% e una quota complessiva di prodotto venduto nel mondo pari a 1.519.464 forme. Riguardo la produzione totale di Grana Padano Dop, nel 2013 sono state prodotte 4.565.000 forme.

 

SUINI

La salumeria italiana premia il comparto: export a +3,8%

Anche per i salumi italiani il 2013, nonostante i pesanti effetti della crisi economica, le esportazioni hanno incassato un risultato positivo. Lo rende noto Assica (Associazione industriali delle carni e dei salumi) sulla base delle elaborazioni condotte su dati Istat. Le spedizioni dei salumi italiani hanno raggiunto quota 143.500 tonn. (+3,8%) stabilendo il risultato di 1,182 miliardi di euro (+5,7%). Di contro, anche l’import è tornato a crescere con un +9,2% in quantità, pari a 43.930 tonn. e +9,2% in valore, pari a 175,8 milioni di euro. Nonostante questo incremento, il saldo commerciale del settore ha registrato un ulteriore importante incremento superando 1 miliardo di euro (+5,1%). In termini di fatturato, si legge in una nota diffusa da Assica, le esportazioni del settore hanno mostrato un passo in linea con quello dell’industria alimentare (+5,8%) e decisamente più brillante rispetto a quello del Paese che sostanzialmente è rimasto stabile sul 2012 (-0,1%). In riferimento all’export verso l’Europa, in cui va segnalato l’ingresso della Croazia, l’incremento è stato pari al 3,1% in quantità e al 5,6% in valore, con Germania e Francia in cima alla lista dei Paesi dove si sono maggiormente concentrate le esportazioni, senza però sottovalutare il contributo comunque positivo in termini di fatturato giunto da tutti i nostri principali partner commerciali.

 

AGROZOOTECNIA

Il rilancio dell’economia nazionale passa dall’alleanza tra il mondo agricolo e quello industriale

“Favorire una visione moderna e integrata fra tutti i soggetti della filiera agroalimentare, così da rafforzare la capacità produttiva e la presenza sui mercati mondiali del made in Italy. Con scelte coraggiose e moderne l'agricoltura italiana può creare centomila nuovi posti di lavoro”. Lo ha affermato Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, in una lunga intervista pubblicata sul nuovo numero Mangimi&Alimenti, la rivista di Assalzoo, l'Associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici. “L’innovazione tecnologica è indispensabile per consentire al nostro settore di crescere e anche per affrontare i mercati internazionali - ha puntualizzato - e per far questo occorre un nuovo approccio, una ristrutturazione delle unità produttive e investimenti, tra i quali anche la banda larga e le infrastrutture, per superare il digital divide nei campi. È anacronistico escludere le aree rurali dalla rivoluzione 2.0”.

“L'impegno di tutta la filiera è indispensabile – ha commentato il presidente di Assalzoo, Alberto Allodi – per la costruzione di un percorso di valorizzazione del mondo dell'agroalimentare. La grande rilevanza che il food riveste nell'opinione pubblica tende a dimenticare il complesso processo produttivo alla base del successo del made in Italy. L'alleanza tra produttori agricoli e mondo industriale configura il primo indispensabile passo per la presa di consapevolezza del fondamentale ruolo economico che l'agroalimentare svolge per l'economia italiana di oggi e, ancor di più, per il rilancio della crescita futura”.

 

ENERGIE RINNOVABILI

Agrinsieme dice no alle misure previste dal Decreto competitività

“Le misure restrittive sul settore delle agroenergie del Decreto competitività (n.66/2014) vanno soppresse o comunque radicalmente riviste, perché compromettono l’attività di produzione energetica e coinvolgono pesantemente anche quelle agricola e zootecnica a cui sono connesse”. Lo sottolinea Agrinsieme (il Coordinamento di Cia, Confagricoltura e Alleanza nazionale delle cooperative) che sollecita un immediato cambiamento di rotta. Agrinsieme ricorda che la tassazione su base imponibile del 25% già a partire dal periodo d'imposta 2014 penalizza irrimediabilmente gran parte della green economy agricola pregiudicando la sopravvivenza delle iniziative in essere sul fotovoltaico, le biomasse ed il biogas; vanifica pure le prospettive future di sviluppo di energia termica da biomasse e del biometano da parte delle imprese agricole. Non tenendo conto, si legge in una nota, che si tratta di attività profondamente collegate a quelle agricole, che permettono di utilizzare sottoprodotti, residui e rifiuti, con benefici anche per l’ambiente. Il timore, peraltro secondo Agrinsieme tutt’altro che infondato, è che se non si interviene rapidamente le imprese agricole con impianti già in esercizio, colpite dalle nuove disposizioni, chiuderanno le loro attività con riflessi su occupazione, economia e ambiente. Il Coordinamento chiede infine al Governo di ripensare questa misura ritenuta troppo penalizzante e si dice certo che il ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, saprà comprendere le ragioni di questa richiesta.

 

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

 

Un euro troppo forte penalizza l’export dell’agroalimentare italiano

Il rialzo dell'euro frena le esportazioni made in Italy negli Stati Uniti, dove i prodotti agroalimentari italiani hanno realizzato un fatturato record di 2,9 miliardi di euro nel 2013. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento al tasso di cambio dell’euro che ha raggiunto nei confronti del dollaro i livelli massimi dal 2011. In una situazione di consumi interni stagnanti, gli effetti negativi sulle esportazioni rischiano di frenare la ripresa in un settore come quello agroalimentare in cui - sottolinea Coldiretti - oltre 1/3 delle esportazioni sono dirette verso mercati extracomunitari. Nel 2013 in Italia, a fronte di un calo dei consumi pari al 3,1%, si era verificato un aumento del 4,7% delle esportazioni per un totale di 33,4 miliardi di euro. (Fonte: www.coldiretti.it)

 

Nuova Pac, i pagamenti accoppiati preoccupano Confagricoltura

E’ forte la preoccupazione di Confagricoltura Lombardia per gli sviluppi del dibattito sull’attuazione della Politica agricola comunitaria (Pac) in ambìto nazionale, e in particolare per la situazione di stallo relativa all’attivazione del regime dei pagamenti accoppiati previsto nel Primo Pilastro. Al riguardo, le simulazioni al momento effettuate a livello ministeriale riguardanti i pagamenti diretti non hanno ancora definito la natura e quanto dell’effettiva entità della Sau (Superficie agricola utile) a livello nazionale verrebbe ammessa a contributo. In merito all’individuazione della figura del cosiddetto “agricoltore attivo”, Confagricoltura Lombardia ribadisce la necessità di definirla in maniera tale da consentire l’accesso ai contributi a tutti i produttori che svolgono una reale attività di impresa in ambito agricolo. (Fonte: www.confagricolturalombardia.it)

 

Cibo sprecato, il 10% della spesa mensile finisce in discarica

Ogni famiglia italiana in un anno spende mediamente 515 euro in alimenti che poi non consumerà, sprecando circa il 10% della spesa mensile. Si tratta di oltre 4mila tonn. di cibo acquistate dai consumatori e buttate in discarica ogni giorno, pari a 6 milioni di tonn. in un anno. Lo comunica la Cia-Confederazione italiana. Più in dettaglio, ogni anno finisce nella spazzatura il 19% del pane, il 4% della pasta, il 39% dei prodotti freschi (latticini, uova, carne e preparati) e il 17% di frutta e verdura.

Ma in questo impegno "dissipatorio" l’Italia è in buona compagnia. In Gran Bretagna ogni anno vanno persi 6,7 milioni di tonn. di alimenti ancora perfettamente utilizzabili per un valore di 10 miliardi di sterline. In Svezia ogni famiglia getta nella spazzatura il 25% del cibo comprato, mentre in Cina si arriva al 16%. Ma la "maglia nera" spetta agli Stati Uniti, che nel complesso buttano via il 40% della spesa alimentare. (Fonte: www.cia.it)

 

Bene il bilancio della Sis, il 2013 ha chiuso sui valori dell’anno precedente

L’assemblea dei soci di Sis (Società italiana sementi) riunitasi il 5 maggio scorso, ha approvato il bilancio 2013 che si è chiuso con un valore alla produzione di circa 35,5 milioni di euro, in linea con quello dell’anno precedente in cui Sis aveva ottenuto il suo miglior risultato di sempre. Si tratta di un esito ottenuto grazie alle attività e alle vendite in vari settori, in particolare riguardo ai frumenti, comparto in cui Sis è direttamente attiva nella ricerca e in cui ha introdotto e sta lanciando sul mercato tante nuove varietà di valore. (Fonte: www.sisonweb.com)

 

Confai Mantova auspica l’elezione di politici sensibili ai temi dell’agricoltura

Tutela del territorio e dell'ambiente rurale, promozione del contoterzismo agrario e supporto ad un'agricoltura professionale, moderna e competitiva sono i punti cardine del messaggio che Confai Mantova rivolge ai candidati alle prossime elezioni europee e amministrative. Lo si legge in una nota di Agrapress in cui Marco Speziali, presidente di Confai Mantova, ribadisce che "a coloro che saranno eletti nelle istituzioni comunitarie, così come ai numerosissimi amministratori che saranno chiamati a profondere il proprio impegno a livello locale, la nostra associazione chiede di contribuire a guidare l’agricoltura italiana verso traguardi di reale modernità ed efficienza". (Fonte: www.agrapress.it)

 

Opas consolida i suoi numeri. Fatturato a +10,8% e oltre 448mila suini commercializzati

Oltre 448mila suini commercializzati e un fatturato vicino ai 120 milioni di euro (+10,8 milioni rispetto all’anno precedente), con un margine operativo lordo prossimo ai 280mila euro. Sono questi i numeri che Lorenzo Fontanesi, presidente di Opas, una delle più importanti organizzazioni di produttori di suini a livello italiano, ha illustrato all’assemblea dei soci che si è tenuta nei giorni scorsi a Tripoli di San Giorgio. Il bilancio del 2013, approvato all’unanimità, destinerà gli utili per potenziare il patrimonio di Opas, assecondando un “percorso estremamente prudenziale partito già negli anni scorsi, per fronteggiare le complessità in cui le imprese si trovano ad affrontare il mercato”, ha specificato Fontanesi.

 

Timori per le previsioni produttive del frumento italiano

Archiviato un 2013 che ha visto, per il frumento italiano, un risultato produttivo poco soddisfacente con un calo sul 2012 rispettivamente del 2,8% per il duro e dell’1,8% per il tenero, anche il 2014 - in base alle prime indicazioni di semina - potrebbe non rivelarsi positivo. È quanto emerge dal trimestrale Ismea “Tendenze” relativo al frumento, nel quale l’Istituto illustra le principali dinamiche sia alla fase agricola che industriale. Sul versante dei prezzi alla produzione, nel primo trimestre di quest’anno i listini mondiali hanno registrato una lieve flessione congiunturale (nonostante il rialzo di marzo innescato dalla crisi geopolitica in Crimea) e una significativa riduzione su base annua. Diversamente dal trend sui mercati esteri, il frumento nazionale - in base alle rilevazioni Ismea - ha beneficiato di una rivalutazione dei listini su base trimestrale rispettivamente del 2,7% per il tenero e del 7,4% per il duro, non sufficiente tuttavia a invertire la tendenza su base annua (-17,4% il prezzo medio del frumento tenero rispetto al primo trimestre 2013 e -6,1% la quotazione del duro). (Fonte: www.aiol.it)

 

Le quotazioni delle uova non arrestano la discesa

Continua la discesa delle quotazioni delle uova sul mercato di Forlì. Le ultime rilevazioni del 5 maggio scorso riportano il prezzo di 1,01euro/kg facendo registrare un ribasso della media storica degli ultimi 5 anni pari all’11,4%. Lo afferma lo studio di consulenza di agribusiness ed economia territoriale Bagnara-Mengarelli. A inizio anno 2013 le quotazioni registravano una media di 1,26euro/kg, un anno dopo di 1,11euro/kg. La previsione per le prossime settimane è prevista in lieve aumento.

 

Se la carne è tenera e buona il consumatore è disposto a spendere di più

Attraverso un test sensoriale descrittivo e un test di gradimento è stata valutata l’influenza di tre diversi tempi di frollatura sulle caratteristiche sensoriali di lombi provenienti da suini pesanti allevati nel circuito delle Dop. Lo studio è stato realizzato con la partecipazione del Crpa (Centro ricerche produzioni animali) Lab Sezione Alimentare di Reggio Emilia all’interno di un progetto della Misura 124 PSR 2007-2013 della Regione Emilia-Romagna, il cui beneficiario era un salumificio della provincia di Modena. I lombi sono stati valutati dopo 24, 48 e 96 ore di frollatura dalla macellazione. Dal primo test sul consumatore e dal panel test è emerso che la carne è stata effettivamente percepita e apprezzata diversamente in base al fattore frollatura, con una preferenza per le 96 ore. Il legame tra tempi di frollatura superiori, tenerezza e succosità migliori per la carne di suino, se opportunamente comunicato in fase di vendita, potrebbe incidere positivamente sulla disponibilità del cliente finale a spendere una cifra di poco superiore a quella corrente, però in grado di compensare i maggiori costi di frollatura. (Fonte: www.crpa.it)

 

I pasti fuori casa costano sempre di più: in un anno +2%. Per risparmiare si torna al fai da te

Di anno in anno si fanno sempre più salati i prezzi delle pietanze servite presso i punti di ristoro, le mense ed i self service. Lo afferma Federconsumatori, che in una nota sottolinea che gli aumenti medi registrati in questi primi mesi dell’anno rispetto al 2013 sono attualmente del 2%. Un pasto tipo, composto da acqua, piatto di pasta, dessert e caffè consumato in una tavola calda/self service può arrivare a costare 13,40 euro al giorno, per un totale di 294,80 euro al mese, ben il 142% in più rispetto al 2001. Alla luce di questi rincari, in tempo di crisi, sono sempre di più i cittadini che rinunciano alla “pausa pranzo” nei punti self service/bar/mense e preferiscono portarsi il pranzo da casa. Una scelta sicuramente meno comoda, ma che permette un notevole risparmio: lo stesso pasto tipo, infatti, preparato a casa costa circa 3,20 euro, cioè il 76% in meno rispetto a quello acquistato. (Fonte: www.federconsumatori.it)

 

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Posted by × Pubblicato il 16/04/2014 at 13:48

Notiziario n.21 del 16/04/2014 a cura dell'Ufficio Comunicazione di CremonaFiere

 

SUINI

Prosciutti crudi Dop, la produzione di Parma e San Daniele tiene e guarda sempre più all’export

Il Prosciutto di Parma Dop chiude il 2013 con un giro di affari complessivo di 1,5 miliardi di euro e una produzione di circa 9 milioni di pezzi, un livello quantitativo ormai stabile da qualche anno. Lo rende noto il Consorzio di tutela. Nonostante l’Italia si confermi il primo mercato di sbocco con il 72% della produzione assorbita, nel 2013 l’intero comparto del prosciutto crudo ha registrato una flessione dei consumi che ha interessato sia le produzioni tutelate sia quelle non tutelate, anche se le quote di mercato e i prezzi al consumo non hanno subito particolari variazioni. Nel 2013 sono stati esportati complessivamente 2,5milioni di prosciutti con la corona pari a un incremento del 2% e un fatturato alla produzione di 237 milioni di euro. Si tratta del quarto anno consecutivo in positivo per le esportazioni del Prosciutto di Parma Dop. Per quanto riguarda il Prosciutto di San Daniele Dop, il fatturato del 2013 ha chiuso con una crescita del 4%, pari a un giro d’affari alla produzione di 330 milioni di euro, con le esportazioni sostanzialmente stabili che incidono per circa il 13% dei volumi venduti, destinati per il 60% ai Paesi della UE. Il Consorzio di tutela friulano precisa inoltre che il comparto ha chiuso con una sostanziale tenuta un anno molto difficile, sia per l’andamento economico generale che per singoli casi isolati di crisi. I dati 2013 confermano che oltre il 12% del San Daniele Dop viene affettato e venduto in vaschetta, mentre l'export, come indicato, si mantiene al 13% sul totale della produzione.

LATTE

Nei Paesi della UE le consegne sono in aumento

Rispetto allo stesso mese del 2013, le consegne di latte registrate nel gennaio scorso nei Paesi della UE sono state di circa 12 milioni di tonnellate, pari a un +4,6%. Lo riporta Rinascita Agraria, il periodico della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi nella sua ultima newsletter. Quasi tutti i Paesi produttori hanno aumentano le consegne, con il Regno Unito che ha fatto segnare +11,4% su base annua, pari a 1,2 milioni di tonnellate, seguito dalla Polonia. Complessivamente, nel periodo aprile 2013-gennaio 2014, le consegne hanno toccato i 118 milioni di tonnellate, 2,3 milioni in più rispetto alla campagna precedente. Solo la Repubblica Ceca e l’Austria hanno incassato una contrazione: rispettivamente -3% e -0,10%. Per quanto riguarda invece il latte UHT, gli analisti ritengono che nel 2019 il suo valore dovrebbe raggiungere 137,7 miliardi di dollari, una cifra più che raddoppiata rispetto al dato del 2012, quando il valore ammontava a 60,8 miliardi di dollari. Il notevole trend di crescita trova spiegazione nella forte richiesta che arriva soprattutto dalla Cina, con un conseguente interesse da parte dei players di mercato che continuano ad incrementare gli investimenti. L’urbanizzazione e il prezzo decisamente più contenuto rispetto al latte pastorizzato sono alla base dell’incremento di consumo di latte UHT previsto anche in altri Paesi dell’Asia come l’India, il Pakistan e l’Australia.

LOTTA ALLE FRODI

Illeciti nei finanziamenti europei, i Carabinieri mettono a segno un’indagine milionaria

Durante il 2013 il Comando Carabinieri Politiche Agricole Alimentari ha vigilato sulla corretta destinazione dei finanziamenti europei nel comparto agroalimentare. In una nota diffusa dai Nuclei Antifrodi Carabinieri è riportato che circa il 70% dei finanziamenti verificati dai Nac sono risultati illecitamente percepiti. Oltre 28,3 sono stati i milioni di euro di finanziamenti UE accertati e a oltre 6,7 milioni ammonta il valore dei sequestri di beni immobili, conti correnti e altri valori finanziari sottratti al circuito illegali. I settori più colpiti dalle frodi sono stati individuati nei finanziamenti della Pac (Fondo europeo agricolo di garanzia, Feaga e Fondo sviluppo rurale) in cui sono stati accertati 1,9 milioni di euro di frodi nel settore cerealicolo, 1,2 milioni in quello zootecnico, 1,5 milioni per le produzioni di tabacco e circa 1 milione nell’ortofrutta. Irregolarità per oltre 13,7 milioni di euro sono state accertate anche nei fondi strutturali, in cui le frodi hanno riguardato prevalentemente la gestione di Corsi di formazione, attività promozionali a sostegno dell’agricoltura e il settore agrituristico. Complessivamente, i risultati hanno evidenziato un incremento delle frodi accertate con 28.344.135 euro nel 2013 (+249% rispetto al 2012 quando l’ammontare fu di 8.105.753) e del volume dei beni immobili sequestrati pari a 6.744.999 euro nel 2013. Nel 2012 il valore fu di 2.583.891: +161%.

BIOENERGIE

Greening ed energy crop, Arundo Donax risponde alla chiamata

L’Arundo Donax rappresenta un’opportunità per le aziende agroenergetiche nel nuovo quadro normativo del greening contenuto nella Pac 2014-2020. Lo afferma il Gruppo Ricicla del Dipartimento di Scienze agrarie e ambientali, produzione, territorio, agroenergia dell’Università di Milano. Nel documento si legge che fra le cosiddette energy crop, l’Arundo Donax costituisce una valida alternativa alle più comuni colture utilizzate, ad esempio, per l’alimentazione di impianti di biogas o alle colture da short-rotation per la produzione di biomassa solida. Allo stesso tempo questa specie ha per sua natura degli effetti positivi sull’ambiente: è una pianta no-food, richiede bassi input agronomici, come ad esempio l’assenza di lavorazioni meccaniche dopo il primo anno e dell’impiego di fitosanitari, contrasta il dissesto idrogeologico e ha un alto potere di fitorisanamento se impiegata in terreni contaminati. L’Arundo donax è già inserito nell’elenco Agea delle destinazioni produttive ammissibili per l’attuale domanda unica dei pagamenti (attuale Pac) e dovrebbe dare diritto al pagamento della quota di base del nuovo regolamento Pac. Sono peraltro numerose le aziende agricole che guardano con estremo interesse alla possibilità di abbinare la coltivazione di questa pianta in applicazione ai requisiti imposti dalla nuova politica comunitaria in tema di pratiche ambientali.

 

Flash dall’agroalimentare nazionale e internazionale

 

Un quarantenne alla guida di Confagricoltura Lombardia. E’ Matteo Lasagna

Matteo Lasagna è il nuovo presidente di Confagricoltura Lombardia. L’elezione è avvenuta lo scorso 4 aprile. Lasagna, insieme al padre Rodolfo, conduce un’azienda zootecnica a indirizzo lattiero-caseario a Pegnagnaga (MN) e nonostante i suoi 40anni vanta una significativa esperienza sindacale culminata nell’ottobre 2012 con l’elezione alla presidenza di Confagricoltura Mantova, dopo due mandati da vicepresidente e i cinque anni da presidente dell’Anga Lombardia. L’incarico coprirà il prossimo triennio (2014-2017). Alla vicepresidenza il Consiglio direttivo ha confermato Renato Giavazzi, presidente di Confagricoltura Bergamo. (Fonte: www.confagricoltura.it)

 

Coldiretti plaude allo stop delle rendite per banche e assicurazioni

“Condividiamo e sosteniamo la volontà di dire basta alle rendite di una casta di intoccabili che non vive certo di agricoltura annunciata dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, che nell’intervista al quotidiano La Stampa ha sottolineato che l’Italia toglierà i contributi agricoli a banche, assicurazioni, società immobiliari ed enti pubblici. Si tratta di circa 3000 soggetti che rappresentano lo 0,2% della platea dei beneficiari, ma che in questi anni hanno assorbito il 15% del sostegno all’agricoltura”. Lo ha dichiarato il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo. “La lotta a tutte le rendite sembra finalmente rientrata nell’agenda della buona politica”. Ha concluso. (www.coldiretti.it)

 

Per la Cia #Campolibero è un’opportunità da cogliere al volo

 

Dino Scanavino, presidente della Cia, è favorevole all’iniziativa presentata nei giorni scorsi dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina. “#Campolibero è un’opportunità importante e bisogna coglierla – ha affermato - Le 18 azioni annunciate dal premier Matteo Renzi e presentate dal ministro delle Politiche agricole accolgono le sollecitazioni del mondo agricolo. E noi siamo pronti, come richiesto dallo stesso presidente del Consiglio, a collaborare, fornendo un contributo di proposte e idee affinché l’intero pacchetto di misure possa rispondere con efficacia alle esigenze dei produttori agricoli. Giovani, semplificazione e costi ridotti sono una priorità assoluta per riprendere la strada della crescita e tornare così competitivi sui mercati”. Per Scanavino Pac ed Expo 2015 rappresentano passaggi cruciali. (Fonte: www.cia.it)

 

Copagri insiste e rilancia sulla necessità di rilanciare i consumi

 

In un lancio di agenzia, Agrapress riporta una dichiarazione di Copagri successiva all’analisi dei dati Istat sulla produzione industriale diramati nei giorni scorsi. “Nonostante l'exploit evidenziato sul fronte delle esportazioni con un 2013 da record e un 2014 iniziato ancora in crescendo – vi si legge - la produzione dell'industria alimentare fa registrare una riduzione, seppure lieve, strettamente legato al calo dei consumi. L'obiettivo - ribadisce Copagri - resta quello di riavviare il ciclo virtuoso che parta da una crescita del reddito disponibile delle famiglie, e quindi del potere d'acquisto reale, passa per il rilancio dei consumi, fino ad arrivare ad una più dinamica produttività in grado di creare anche occupazione". (Fonte: www.agrapress.it)

 

Il Parmigiano Reggiano riduce la produzione e punta all’export

“Se l’agroalimentare made in Italy vale 33,5 miliardi di euro e il made in Germany ne vale quasi il doppio, per il Paese che vanta il maggior numero di prodotti Dop a livello mondiale, cioè il nostro, esistono ampi spazi di crescita e per azioni che consentano di trasformare un indiscusso primato di notorietà in reale reddito per i produttori”. Lo si legge in una nota del Consorzio del Parmigiano Reggiano in cui si sottolinea che all’ultima assemblea dei soci il presidente, Giuseppe Alai, ha presentato alcune iniziative volte ad accrescere la redditività del comparto a cominciare dal piano di regolazione dell’offerta, che per quest’anno prevede una produzione di 3.250.000 forme, cioè 29mila in meno rispetto al 2013. (Fonte: www.parmigianoreggiano.it)

 

In caduta anche a marzo la redditività dei suinicoltori

Anche se di poco, la redditività all’allevamento suinicolo italiano è calata anche a marzo. Lo rende noto Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole) che mette in evidenza il -0,3% registrato rispetto al mese di febbraio. Le ragioni del dato negativo si racchiudono soprattutto nell’andamento delle quotazioni delle principali materie prime utilizzate nell’alimentazione dei suini che hanno fatto segnare un seppur lieve rialzo e la riduzione dei prezzi del suino pesante. Bene invece la redditività della macellazione (+1,5% rispetto a febbraio e addirittura +4,2% su marzo 2013) e discreto anche l’andamento per gli stagionatori che sia per i prosciutti Dop leggeri e pesanti hanno visto lievitare la redditività di un +0,7%. (Fonte: www.crefis.it)

 

Occupazione, il ministro Martina prevede in agricoltura 150mila posti di lavoro

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera di domenica 13 aprile, il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina afferma che l’agricoltura, nel nostro Paese, può creare 150mila posti di lavoro. “A differenza di altri settori – si legge nell’intervista firmata da Lorenzo Salvia – qui le prospettive ci sono. E soprattutto per i giovani. Grazie all’Europa, per il periodo 2014-2020 avremo 75 milioni di euro per favorire l’imprenditoria giovanile. Oggi la metà dei titolari di azienda ha più di 60 anni, gli under 40 sono appena il 10%. Ai giovani viene più facile avere i piedi qui e la testa nel mondo”. (Fonte: www.corriere.it)

 

Migliora il deficit della bilancia agroalimentare. Lo dice l’Inea

Nel quarto trimestre del 2013, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, le esportazioni agroalimentari sono cresciute del 2,1% e dello 0,4% le importazioni, con ricadute in termini di miglioramento del deficit della bilancia agroalimentare. Lo rende noto l’Inea (Istituto nazionale di economia agraria). In aumento le importazioni provenienti da quasi tutti i principali fornitori e in particolare dalla Spagna per l'acquisto di olio di oliva vergine ed extravergine, principale prodotto di importazione dell'Italia da quest'area. Per le esportazioni, incremento vicino al 30% dei flussi destinati alla Russia, legato soprattutto a prodotti del made in Italy quali prodotti dolciari a base di cacao, Asti spumante e pasta. (Fonte: www.inea).

 

Aumentano le esportazioni di prosciutti e spalle stagionate spagnole

Nel 2013, le esportazioni spagnole di prosciutti e spalle stagionate hanno raggiunto un volume di 31.164 tonnellate. Ne dà conto il sito 3tre3.it, sottolineando che questo dato si traduce in un aumento del 16,2% secondo i dati elaborati dalla Fundación del Jamón Serrano España Exportación e Inversiones. Il valore esportato dalle aziende produttrici di prosciutti è stato pari a 276,3 milioni di euro, che corrisponde a un aumento del 16,3% rispetto ai 237,6 milioni del 2012. L’Unione Europea è il principale mercato di riferimento con circa l’80% dell’export. I maggiori clienti sono la Germania (26,5%) e la Francia (25%), seguiti a distanza da Portogallo, Belgio, Italia e Paesi Bassi. Stati Uniti, Giappone e Australia stanno consolidando le loro quote di importazione (Fonte: www.3tre3.it)

 

Soffre il mondo della ristorazione. Nel 2013 chiusi 9mila locali

Il comparto italiano dei ristoranti ha chiuso un 2013 in negativo. Sono ben 9mila i locali che hanno chiuso. Lo riporta il sito online Italia a Tavola sulla base del rapporto stilato dal Centro Studi Fipe-Confcommercio. I ristoranti tradizionali stanno soffrendo molto più dei take away. La Lombardia conta il maggior numero di società (15,4%), seguita dal Lazio (10,7%) e dalla Campania (9,3%). A livello complessivo il 2013 è stato per le imprese che offrono un servizio di ristorazione un anno ancora negativo sul fronte della movimentazione. Il rapporto presenta una fotografia dettagliata del settore. Il numero delle imprese è pari a 315.665 unità, ripartito in 148.164 bar (46,9%), 164.519 ristoranti (52,1%) e 2.982 (0,9%) mense e catering. (Fonte: www.italiaatavola.net)

 

 

 

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Posted by × Pubblicato il 16/04/2014 at 12:33

SUINI

Prosciutti crudi Dop, la produzione di Parma e San Daniele tiene e guarda sempre più all’export

Il Prosciutto di Parma Dop chiude il 2013 con un giro di affari complessivo di 1,5 miliardi di euro e una produzione di circa 9 milioni di pezzi, un livello quantitativo ormai stabile da qualche anno. Lo rende noto il Consorzio di tutela. Nonostante l’Italia si confermi il primo mercato di sbocco con il 72% della produzione assorbita, nel 2013 l’intero comparto del prosciutto crudo ha registrato una flessione dei consumi che ha interessato sia le produzioni tutelate sia quelle non tutelate, anche se le quote di mercato e i prezzi al consumo non hanno subito particolari variazioni. Nel 2013 sono stati esportati complessivamente 2,5milioni di prosciutti con la corona pari a un incremento del 2% e un fatturato alla produzione di 237 milioni di euro. Si tratta del quarto anno consecutivo in positivo per le esportazioni del Prosciutto di Parma Dop. Per quanto riguarda il Prosciutto di San Daniele Dop, il fatturato del 2013 ha chiuso con una crescita del 4%, pari a un giro d’affari alla produzione di 330 milioni di euro, con le esportazioni sostanzialmente stabili che incidono per circa il 13% dei volumi venduti, destinati per il 60% ai Paesi della UE. Il Consorzio di tutela friulano precisa inoltre che il comparto ha chiuso con una sostanziale tenuta un anno molto difficile, sia per l’andamento economico generale che per singoli casi isolati di crisi. I dati 2013 confermano che oltre il 12% del San Daniele Dop viene affettato e venduto in vaschetta, mentre l'export, come indicato, si mantiene al 13% sul totale della produzione.

LATTE

Nei Paesi della UE le consegne sono in aumento

Rispetto allo stesso mese del 2013, le consegne di latte registrate nel gennaio scorso nei Paesi della UE sono state di circa 12 milioni di tonnellate, pari a un +4,6%. Lo riporta Rinascita Agraria, il periodico della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi nella sua ultima newsletter. Quasi tutti i Paesi produttori hanno aumentano le consegne, con il Regno Unito che ha fatto segnare +11,4% su base annua, pari a 1,2 milioni di tonnellate, seguito dalla Polonia. Complessivamente, nel periodo aprile 2013-gennaio 2014, le consegne hanno toccato i 118 milioni di tonnellate, 2,3 milioni in più rispetto alla campagna precedente. Solo la Repubblica Ceca e l’Austria hanno incassato una contrazione: rispettivamente -3% e -0,10%. Per quanto riguarda invece il latte UHT, gli analisti ritengono che nel 2019 il suo valore dovrebbe raggiungere 137,7 miliardi di dollari, una cifra più che raddoppiata rispetto al dato del 2012, quando il valore ammontava a 60,8 miliardi di dollari. Il notevole trend di crescita trova spiegazione nella forte richiesta che arriva soprattutto dalla Cina, con un conseguente interesse da parte dei players di mercato che continuano ad incrementare gli investimenti. L’urbanizzazione e il prezzo decisamente più contenuto rispetto al latte pastorizzato sono alla base dell’incremento di consumo di latte UHT previsto anche in altri Paesi dell’Asia come l’India, il Pakistan e l’Australia.

LOTTA ALLE FRODI

Illeciti nei finanziamenti europei, i Carabinieri mettono a segno un’indagine milionaria

Durante il 2013 il Comando Carabinieri Politiche Agricole Alimentari ha vigilato sulla corretta destinazione dei finanziamenti europei nel comparto agroalimentare. In una nota diffusa dai Nuclei Antifrodi Carabinieri è riportato che circa il 70% dei finanziamenti verificati dai Nac sono risultati illecitamente percepiti. Oltre 28,3 sono stati i milioni di euro di finanziamenti UE accertati e a oltre 6,7 milioni ammonta il valore dei sequestri di beni immobili, conti correnti e altri valori finanziari sottratti al circuito illegali. I settori più colpiti dalle frodi sono stati individuati nei finanziamenti della Pac (Fondo europeo agricolo di garanzia, Feaga e Fondo sviluppo rurale) in cui sono stati accertati 1,9 milioni di euro di frodi nel settore cerealicolo, 1,2 milioni in quello zootecnico, 1,5 milioni per le produzioni di tabacco e circa 1 milione nell’ortofrutta. Irregolarità per oltre 13,7 milioni di euro sono state accertate anche nei fondi strutturali, in cui le frodi hanno riguardato prevalentemente la gestione di Corsi di formazione, attività promozionali a sostegno dell’agricoltura e il settore agrituristico. Complessivamente, i risultati hanno evidenziato un incremento delle frodi accertate con 28.344.135 euro nel 2013 (+249% rispetto al 2012 quando l’ammontare fu di 8.105.753) e del volume dei beni immobili sequestrati pari a 6.744.999 euro nel 2013. Nel 2012 il valore fu di 2.583.891: +161%.

BIOENERGIE

Greening ed energy crop, Arundo Donax risponde alla chiamata

L’Arundo Donax rappresenta un’opportunità per le aziende agroenergetiche nel nuovo quadro normativo del greening contenuto nella Pac 2014-2020. Lo afferma il Gruppo Ricicla del Dipartimento di Scienze agrarie e ambientali, produzione, territorio, agroenergia dell’Università di Milano. Nel documento si legge che fra le cosiddette energy crop, l’Arundo Donax costituisce una valida alternativa alle più comuni colture utilizzate, ad esempio, per l’alimentazione di impianti di biogas o alle colture da short-rotation per la produzione di biomassa solida. Allo stesso tempo questa specie ha per sua natura degli effetti positivi sull’ambiente: è una pianta no-food, richiede bassi input agronomici, come ad esempio l’assenza di lavorazioni meccaniche dopo il primo anno e dell’impiego di fitosanitari, contrasta il dissesto idrogeologico e ha un alto potere di fitorisanamento se impiegata in terreni contaminati. L’Arundo donax è già inserito nell’elenco Agea delle destinazioni produttive ammissibili per l’attuale domanda unica dei pagamenti (attuale Pac) e dovrebbe dare diritto al pagamento della quota di base del nuovo regolamento Pac. Sono peraltro numerose le aziende agricole che guardano con estremo interesse alla possibilità di abbinare la coltivazione di questa pianta in applicazione ai requisiti imposti dalla nuova politica comunitaria in tema di pratiche ambientali.

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Posted by × Pubblicato il 07/04/2014 at 19:49

Notiziario n.20 del 07/04/2014 a cura dell'Ufficio Comunicazione di CremonaFiere

 

LATTE

Formaggi italiani in Francia, le vendite aumentano

Il 2013 ha consolidato l’egemonia del made in Italy caseario sulla Francia. Lo rende noto l’Agenzia Agrapress commentando i dati diffusi dall’Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare). Il balzo in avanti delle esportazioni verso la Francia, nell’anno che ci siamo lasciati alle spalle, è stato pari a +7,6%, equivalenti a 67mila tonnellate di formaggi. L’importazione di prodotti francesi nel nostro Paese invece, si è mantenuto intorno alle 48mila tonnellate. Nel complesso, le vendite all’estero di formaggi e latticini italiani nel 2013 sono state di 322mila tonnellate, pari a un controvalore che per la prima volta, da quando il trend ha iniziato a salire, ha superato i 2 miliardi di euro. “La continua espansione dell’export – ha sottolineato in una nota l’Ismea – si traduce in un importante stimolo per la produzione casearia italiana in un contesto di forte stagnazione della domanda interna: negli ultimi dieci anni le esportazioni della produzione casearia italiana sono quasi duplicate in valore, arrivando a incassare un incremento di circa il 50% in valore”. Secondo l’Ismea, i migliori risultati sia da un punto quantitativo che monetari vanno appannaggio dei formaggi freschi, rispettivamente +15% e +16%, compresi i latticini. Bene anche i prodotti semiduri, +14% in volume e +15% in valore.

 

SUINI

I salumi trattati termicamente potranno finalmente andare in Cina

Prosciutto cotto, mortadella, cotechini e altri prodotti trattati termicamente, potranno finalmente varcare il confine cinese. La notizia arriva da Assica (Associazione industriali delle carni e dei salumi), a seguito della nota diffusa dal ministero della Salute il 27 marzo scorso. Si è così concluso il lungo iter di negoziazioni per l’apertura del mercato cinese ai prodotti cotti della salumeria italiana avviatosi nel 2004 tra il Governo Italiano e quello di Pechino, con l’abilitazione di un primo gruppo di aziende italiane che potranno esportare i salumi cotti ottenuti da carne di suini nati, allevati e macellati in Italia. Il via libera si riferisce agli stabilimenti visitati 8 anni fa dalle Autorità sanitarie cinesi e approvati oggi da parte dei Servizi veterinari di Pechino. Per fornire una prima valutazione delle potenzialità oggi inespresse dell’export in Cina, l’ufficio economico di Assica ha considerato il dato di Hong Kong, dove è oggi possibile esportare tutta la salumeria italiana per un valore, nel 2013, che è stato di 5 milioni di euro, moltiplicato per 5. Quindi, potenzialmente, qualcosa come 25 milioni di euro.

 

ALIMENTAZIONE ZOOTECNICA

Tiene in Europa, e anche in Italia, la produzione di mangimi composti

Nel 2013 la produzione di mangimi composti per l'alimentazione zootecnica in Europa (UE-28) è stata di 153,8 milioni di tonnellate, un livello leggermente inferiore (-0,2%) rispetto al 2012. È quanto emerge dalle prime stime elaborate da Fefac, la Federazione europea dei produttori di alimenti zootecnici. Anche l'Italia ha tenuto il passo, facendo registrare nel 2013 una lieve riduzione della produzione. I dati finali della produzione italiana, ancora in via di elaborazione da parte di Assalzoo, l'Associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici, saranno comunicati durante il consueto appuntamento dell'Assemblea annuale dell'Associazione che si terrà nel prossimo mese di giugno.

“I dati relativi all'Italia, che si conferma uno tra i primi sei produttori europei, sono ancora in corso di elaborazione – spiega Giulio Gavino Usai, responsabile economico di Assalzoo – ma in via preliminare evidenziano una sostanziale tenuta del nostro Paese, pur considerando che nel quarto trimestre si è accusata una contrazione produttiva. Un dato positivo nonostante la congiuntura economica sfavorevole, l'onda lunga della crisi economica che ha colpito pesantemente i consumi interni e gli allevatori e una preoccupante ulteriore crescita della dipendenza dall'estero di materie prime necessarie a coprire il fabbisogno. Hanno contribuito ad attenuare gli effetti della crisi economica generale un'attenta politica dei costi da parte dei produttori di mangimi italiani – continua Usai – e una costante e continua ricerca di sicurezza e qualità degli alimenti destinati agli allevamenti del nostro Paese, che sono uno dei segreti del successo sui mercati mondiali dei prodotti di origine animale che compongono il made in Italy alimentare”.

 

AGRICOLTURA E OCCUPAZIONE

La crisi risparmia il settore primario. Nel 2013 +9.5% di nuovi contratti

Nel 2013, i nuovi rapporti di lavoro attivati nel settore agricolo sono stati 271.463, il 9,5% in più rispetto all’anno precedente. I numeri sono riportati nelle colonne del n. 12 dell’Informatore Agrario su dati forniti dal Sistema informativo delle comunicazioni obbligatorie del ministero del Lavoro. Si tratta oggettivamente di dati straordinari, soprattutto in considerazione della grave crisi occupazionale in atto e dei numeri negativi che caratterizzano altri settori come l’Industria (-1,8%) e i Servizi (-2,1%) rispetto al quarto trimestre 2013. Nell’articolo, l’autore sottolinea che non solo le unità maschili, in agricoltura, hanno registrato una crescita nell’attivazione di nuovi rapporti di lavoro (+13,4%); anche il mondo femminile ha incassato un +2,4%. E occorre inoltre rilevare “il virtuosismo del settore primario nel bilancio dell’intera annata trascorsa. Se si guarda infatti al saldo tra rapporti di lavoro attivati e cessati nel corso dell’anno, l’agricoltura è l’unico settore che nel 2013 presenta uno scarto positivo di oltre 1.800 unità”. Le attivazioni di nuovi rapporti di lavoro hanno superato infatti le cessazioni.

 

Flash dal mondo agroalimentare nazionale e internazionale

 

Nelle nostre campagne in arrivo 10mila lavoratori stagionali extracomunitari

Via libera all’ingresso di diecimila lavoratori stagionali extracomunitari che troveranno occupazione soprattutto nelle campagne, dove i cicli delle produzioni sono stati anticipati dal caldo anomalo degli ultimi mesi. Lo rende noto la Coldiretti. “I prodotti dell’agricoltura italiana – precisa una nota - passano nelle mani dei lavoratori stranieri che rappresentano circa il 25% del numero complessivo di giornate di occupazione del settore, secondo la Coldiretti. Gli stessi distretti produttivi di eccellenza del made in Italy possono sopravvivere solo grazie al lavoro degli immigrati, dalle stalle del nord dove si munge il latte per il Parmigiano Reggiano alla raccolta delle mele della Val di Non, dal pomodoro del meridione alle grandi uve del Piemonte”. (Fonte: www.coldiretti.i)

 

Agrinsieme soddisfatta per la proroga sulle assicurazioni

Agrinsieme, il coordinamento di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, ha accolto con soddisfazione la proroga al 30 aprile 2014 per la stipula delle polizze assicurative agevolate sulle colture autunno-primaverili e quelle permanenti. Lo spostamento della data di scadenza, precedentemente fissata al 31 marzo 2014, era stata sollecitata con una lettera al ministro per le politiche Agricole Maurizio Martina, dal coordinatore di Agrinsieme Mario Guidi. La richiesta nasceva dal fatto che molte imprese agricole si trovavano in forti difficoltà a rispettare le date fissate dal piano assicurativo 2014, soprattutto quella del 31 marzo. “La proroga concessa – afferma Agrinsieme – consentirà di certo alle imprese di procedere con maggiore serenità alla scelta dei prodotti assicurativi per la copertura delle produzioni e allo stesso tempo permetterà una definizione completa dei contratti assicurativi su tutto il Paese”. (Fonte: www.confagricoltura.it)

 

Il carrello della spesa degli italiani si alleggerisce ancora

L’agricoltura concorre a rallentare l’inflazione, che tocca un nuovo minimo a marzo, ma le buste della spesa rimangono sostanzialmente vuote. La riduzione netta dei prezzi di frutta e verdura fresca, che calano rispettivamente del 3,9% e del 6,5% tendenziale, contribuisce a evitare rincari sulla voce alimentare ma non modifica per nulla la situazione depressiva dei consumi. Prima di tutto quelli per la tavola. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in merito ai dati Istat. Nonostante da novembre a oggi la corsa dei prezzi si è praticamente dimezzata, la domanda interna resta molto debole - osserva la Cia - Gli italiani, cioè, sono costretti a praticare ancora una spending review sul cibo, tanto che se nel 2007 mettevano nel carrello 5 prodotti alimentari, ora ne prendono soltanto due. (Fonte: www.cia.it)

 

Ok della Regione alla nascita del Distretto suinicolo lombardo

Su proposta dell’assessore all’Agricoltura Gianni Fava, la Giunta regionale della Lombardia ha approvato una delibera con la quale viene sancita la creazione del Distretto suinicolo lombardo, nato dalla riunificazione di due distinti soggetti interprovinciali: il Distretto suinicolo padano con capofila il Gruppo riunito suinicoltori, e il Distretto della filiera suinicola lombarda, con capofila Assocom. Il Distretto interessa le province di Brescia, Cremona, Mantova e Lodi dove, puntualizza la Regione, si concentra la produzione e la lavorazione del suino, pari al 39% dei capi allevati a livello nazionale. (Fonte: www.agrapress.it)

 

Cereali, nel 2013 in Italia l’import è aumentato

Secondo i dati forniti dall’Associazione nazionale cerealisti, le importazioni in Italia di cereali, semi oleosi e farine proteiche nel 2013 sono aumentate di 1,33 milioni di tonnellate rispetto all’anno precedente, passando da 15,2 a 16,6 milioni di tonnellate, pari a un +8,7%. In particolare il granoturco ha subìto un incremento di 1,29 milioni di tonnellate totali di cui +630mila tonn. dall’Ucraina, +160mila tonn. dalla Francia e +146mila tonn. dalla Bulgaria. In aumento anche il grano duro, l’orzo e il sorgo. In diminuzione invece gli arrivi di grano tenero e di avena, rispettivamente -303mila tonn. e -7.800 tonn.) (Fonte: www.aiol.it).

 

Sull’etichettatura delle carni il Ministero chiarisce

Dal 1 aprile 2015 scatterà l’obbligo di indicare in etichetta il Paese d’origine o del luogo di provenienza delle carni suine. Il regolamento europeo 1337/2013 prevede la possibilità di utilizzare il termine «origine» solo nel caso di animali nati, allevati e macellati nello stesso Paese nonché di indicare il luogo di provenienza delle carni secondo uno schema prestabilito, consentendo anche la possibilità di integrare le informazioni sull'origine con ulteriori informazioni relative alla provenienza della carne, tra cui un livello geografico più dettagliato. (Fonte:www.3tre3.it)

 

Martina dice no alla reintroduzione dell’Imu sui fabbricati rurali

“La reintroduzione dell'Imu per i fabbricati rurali non può assolutamente essere accettata. La sua cancellazione, infatti, disposta con la legge di stabilità 2014 e approvata poco più di 3 mesi fa dalla stessa Commissione bilancio, è stata coperta attraverso risorse reperite dallo stesso comparto agricolo, sulla base di una valutazione condivisa nel merito dalle forze politiche in Commissione agricoltura. Il Ministero ha espresso parere assolutamente contrario all'emendamento". Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, in riferimento all'emendamento 2.99 presentato da Antonio Castricone in relazione al decreto-legge sulla finanza locale, attualmente all'esame delle Commissioni bilancio e finanze della Camera, che prevede la reintroduzione dell'Imu sui fabbricati rurali. (Fonte: www.politicheagricole.it)

 

Intensa l’attività dei carabinieri contro le contraffazioni

Durante il 2013 i Nuclei antifrodi carabinieri (Nac) del Comando Carabinieri Politiche agricole e alimentari hanno effettuato controlli su 3.121 aziende agroalimentari, operato sequestri su 9,5 mila tonnellate di prodotti e oltre 3 milioni di etichette/packaging illegali, accertato 28,3 milioni di euro di illeciti finanziamenti ai danni dello Stato e dell’Unione europea e operato sequestri di beni per 6,7 milioni di euro, deferendo all’Autorità giudiziaria 2055 autori di reato. Sul fronte delle frodi alimentari i controlli sulla filiera sono stati orientati a contrastare i principali fenomeni di contraffazione, le nuove forme di illegalità che riguardano la falsa evocazione dei marchi Dop/Igp/Stg e biologico e le violazioni alle norme su etichettatura, tracciabilità e made in Italy. (Fonte: www.carabinieri.it)

 

“Io sono originale”, un’iniziativa contro la contraffazione

Sono operativi dal 1 aprile gli sportelli per la lotta alla contraffazione promossi dal ministero dello Sviluppo economico e dalle Associazioni dei consumatori per contrastare il fenomeno dei falsi. L’iniziativa si chiama “Io sono originale” e mette in campo una serie di attività informative e di sensibilizzazione per i cittadini rispetto ai danni sulla salute pubblica, sul mancato rispetto della legalità e sull’economia che la contraffazione può causare. Il progetto durerà due anni. Per il momento sono attivi sei sportelli territoriali e uno virtuale. All’indirizzo sportello@iosonoriginale.it i cittadini possono rivolgersi per avere un filo diretto con gli operatori. Molti i settori produttivi coinvolti. Tra i primi quello agroalimentare: (Fonte: www.federconsumatori.it)

 

I prezzi nei pubblici esercizi a febbraio sono rimasti stabili

A febbraio 2014 la variazione dei prezzi nei pubblici esercizi è stata dello 0,1%

sul mese precedente e dell’1,5% sullo stesso mese dell’anno precedente. L’inflazione acquisita per l’anno in corso si attesta sullo 0,9%. A livello generale i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,5% rispetto ad un anno fa mentre la variazione congiunturale è stata negativa per un decimo di punto. La forbice tra la dinamica dei prezzi della ristorazione e quella generale si mantiene sostanzialmente invariata. (Fonte: www.fipe.it)

 

 

 

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Posted by × Pubblicato il 11/03/2014 at 18:20

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Grana Padano, +5,87% l’export del 2013

Il Grana Padano ha consolidato nel 2013 la sua leadership di formaggio Dop più consumato nel mondo. Lo rende noto il Consorzio di tutela sottolineando inoltre che nei primi undici mesi dell’anno che ci siamo lasciati alle spalle le esportazioni hanno registrato un incremento del 5,87%. “Si tratta di un risultato davvero lusinghiero – è stato il commento del direttore generale del Consorzio, Stefano Berni – che vede la Ue incassare un +7% e gli altri Paesi al di fuori dell’Unione europea un +4%”. I risultati conseguiti premiano l’investimento sulla promozione fatto in Germania, che nel 2013 ha raggiunto i 4 milioni di euro, dove si è registrato un incremento di prodotto importato pari all’8,5%: in totale 350mila forme consumate. A seguire, su questo ideale podio dei paesi importatori, la conferma arriva dagli Stati Uniti con 160mila forme/anno seguiti dalla Svizzera, con quasi 140mila forme. All’interno dell’area comunitaria l’Austria ha fatto registrate una crescita del 15%, la Spagna dell’11%. Sorprendente l’exploit della Russia con una quota esportata di Grana Padano pari al 25%. Se nel nostro Paese i consumi non hanno seguito l’andamento caratterizzato dall’export, non si può sottovalutare in ogni caso una sostanziale tenuta rimasta pressochè invariata rispetto al 2012. “Si tratta di un buon risultato visto l’andamento negativo dei consumi alimentari italiani – ha commentato Berni – a cui dobbiamo aggiungere il calo del 3% delle scorte registrato al 31 dicembre 2013”.

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Sempre negativa la redditività degli allevatori. Il Prosciutto di Parma Dop arranca sul prodotto non tutelato

La flessione delle quotazioni di mais e soia non sono bastate a invertire la rotta. La redditività dei suinicoltori italiani nel quarto e ultimo trimestre del 2013 è tornata a peggiorare. Lo rende noto il Rapporto trimestrale sulle filiere suinicole di Crefis. Rispetto al trimestre precedente infatti, la flessione è stata pari al 4,7% anche se rispetto allo stesso periodo del 2012 ha registrato un +4,6%. La redditività – si legge ancora nel documento – è peggiorata anche a livello medio Ue, -4%, su base congiunturale. In questo caso però la variazione su base tendenziale è rimasta positiva incassando un +21,9%, a dimostrazione che sugli altri mercati europei esiste una situazione nettamente più favorevole. Per quanto riguarda la fase di macellazione, la redditività registrata nel quarto trimestre dell’anno ha in parte recuperato terreno rispetto alla contrazione del trimestre precedente. L’aumento è stato infatti pari a un +5,6% che si traduce in un +7,3% su base tendenziale. Male invece la redditività del Prosciutto di Parma Dop che a confronto del terzo trimestre 2013 ha incassato -6,1% per la tipologia più leggera e -6,5% per quella più pesante. Se si confronta il dato con lo stesso periodo del 2012 la contrazione è stata addirittura -20,1% per la tipologia leggera e -13,4% per quella pesante. Ha continuato invece ad aumentare la redditività dei prosciutti non tipici: +10,1% per quelli leggeri e +8,2% per quelli pesante.

Infine alcuni dati sulla redditività registrata nello scorso mese di febbraio. Per gli allevatori il dato è negativo rispetto a gennaio con un -6%. La fase di macellazione incassa +6,1%, sempre su gennaio, e un +12,2% rispetto allo stesso periodo del 2012. Rimane stabile la redditività del Prosciutto di Parma Dop che resta però inferiore allo stesso prodotto non tutelato.

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Soia e mais, l’Usda prevede produzione e quotazioni in discesa

Nel secondo semestre dell’anno i magazzini di soia avranno una consistenza inferiore del 35% rispetto alla media degli ultimi cinquant’anni, dovuto in parte all’aumento della domanda da parte della Cina. E’ la previsione dell’Usda (Dipartimento Agricoltura degli Stati Uniti) riportata in una nota di 3tre3.it in cui si legge inoltre che il calo del 40% del valore del mais negli Usa registrato lo scorso ha spinto gli agricoltori a seminare più soia. Attualmente i prezzi denunciano -6% rispetto alle quotazioni del 2013, e comunque quelle di mais e frumento hanno dovuto incassare cali ancora più importanti. Secondo le ultime stime, negli Stati Uniti la superficie coltivata a soia dovrebbe aumentare del 6%, raggiungendo la quota record di 32,9 milioni di ettari. I terreni invece coltivati a mais dovrebbero diminuire del 2% anche a seguito degli ingenti quantitativi raccolti nel 2013. Infine, per quanto riguarda un grande competitor degli Stati Uniti, il Brasile, l’Usda prevede che questo Paese produrrà una quantità molto elevata di soia, sorpassando per la prima volta gli Usa e diventando il primo produttore mondiale.

AVICOLO

Il settore reclama interventi concreti per il suo rilancio

Il presidente della Federazione regionale allevamenti avicoli di Confagricoltura Lombardia, Gianni Comati ha scritto all’assessore all’agricoltura della Regione Lombardia Gianni Fava per suggerire e favorire tutte quelle soluzioni che potrebbero aiutare il comparto in un momento così delicato.

Secondo i dati dell’ultimo censimento generale dell’agricoltura (risalente al 2010), le aziende italiane impegnate nel settore sono 23.953, ovvero il 95% in meno rispetto al precedente censimento (quando se ne contavano quasi 478mila). Solo in Lombardia, viene allevato quasi il 16% di tutto l’avicolo nazionale per un valore di produzione che nel 2011 è stato di 447,7 milioni di euro, cui vanno aggiunti altri 198,2 milioni di euro per le uova.

Oltretutto il trend di consumo di carni bianche è in crescita e questo per la sempre maggiore richiesta di carne a un prezzo contenuto. Ciò nonostante, non si registra al contempo un proporzionale aumento di produttività e redditività degli allevamenti, che viene quindi compensato con una pericolosa impennata delle importazioni.

La Federazione auspica quindi una serie di interventi urgenti quali l’etichettatura delle carni avicole, una burocrazia più snella, interventi strutturali per l’ammodernamento degli allevamenti e la riduzione dei costi di produzione.

AMBIENTE

Bioenergy Italy, Cremona si conferma punto di riferimento nazionale per l’energia rinnovabile

A BioEnergy Italy (CremonaFiere 5-7 marzo 2014) si è visto un settore in piena evoluzione: in un momento di grande cambiamento e nuove regole, le nuove tecnologie vengono incontro alle imprese che vogliono sfruttare uno scenario internazionale dinamico e ricco di opportunità.

La manifestazione si è infatti confermata come un punto di riferimento europeo e uno strumento commerciale di grande efficacia: a Cremona si sono visti esclusivamente operatori professionali altamente qualificati e soprattutto con una forte domanda di informazioni per sviluppare nuovo business.

I numerosi appuntamenti in programma tra workshop e seminari tecnico-scientifici sono stati tutti molto frequentati, con particolare riferimento a quelli che hanno proposto temi assolutamente innovativi e freschi.

"Quest'anno a BioEnergy Italy abbiamo parlato molto di biometano, bioraffinerie e chimica verde - ha dichiarato Antonio Piva, presidente di CremonaFiere. Settori in cui il comparto agricolo può giocare un ruolo da grande protagonista, ma da cui anche l'industria alimentare e le amministrazioni territoriali possono trarre grandi benefici. La trasformazione degli scarti agroindustriali in energia e in nuovi sottoprodotti è sempre più strategica al fine di ampliare il raggio d'azione delle imprese e dello sviluppo di nuovo business".

E l'esempio nazionale è sempre più interessante anche per le imprese estere: a Cremona si sono viste delegazioni di operatori professionali da tutto il mondo, arrivati per scoprire non solo le novità tecnologiche, ma soprattutto il modello italiano in questo settore.

"BioEnergy Italy è la dimostrazione che quando una nanifestazione è pensata e realizzata per rispondere concretamente ad esigenze professionali specifiche, si raggiungono buoni risultati: i nostri espositori ci hanno confermato che anche quest'anno hanno fatto buoni affari direttamente in Fiera e hanno incontrato gli interlocutori giusti (questa edizione ha registrato 6.203 operatori professionali). Questo è il nostro obiettivo: essere uno strumento di marketing collettivo per contribuire a promuovere l'intero settore delle fonti rinnovabili di energia”, ha concluso Piva.

 

Flash dal mondo agroalimentare nazionale e internazionale

 

Sicurezza alimentare, oltre 500 gli allarmi registrati in Italia nel 2013

In Italia, nel 2013, si sono verificati 534 allarmi sulla sicurezza di alimenti potenzialmente dannosi per la salute. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base delle notifiche inoltrate al sistema europeo di allerta rapido per alimenti e mangimi (Rasff) nel commentare un nuovo caso di mozzarella blu occorso di recente nei pressi di Torino. Solo una minoranza di allarmi – sottolinea la Coldiretti – è dovuta a prodotti nazionali con circa 97 casi di irregolarità ed una tipologia del rischio abbastanza eterogenea. Per le mozzarelle blu la causa più probabile della colorazione potrebbe essere legata ad una contaminazione in fase di produzione, del prodotto o del liquido di governo, da parte di un batterio del gruppo Pseudomonas, non inserito tra gli indicatori di igiene o di sicurezza alimentare da parte dell'Unione europea in quanto non pericoloso per l’uomo, ma ben conosciuto dai produttori del settore lattiero caseario per le sue capacità di causare alterazioni nel latte e nei formaggi. (Fonte: www.coldiretti.it)

Con il decreto “Destinazione Italia” aiuti anche per il settore agricolo

Confagricoltura esprime viva soddisfazione per la conversione in legge del decreto “Destinazione Italia”. Viene infatti definitivamente estesa anche alle imprese agricole ed ittiche la disciplina degli incentivi per i consorzi di internazionalizzazione economico. “Era del tutto ingiusto – ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi - escludere le imprese agricole dagli incentivi per i consorzi; peraltro in un momento nel quale la propensione all’export dei nostri operatori è fattore essenziale di crescita e sviluppo per il Paese, come dimostrano anche i dati Istat della bilancia commerciale diffusi in questi giorni”. Purtroppo la norma approvata contiene un aspetto critico che va assolutamente superato. Gli incentivi alle imprese agricole sono concessi solo nei limiti del regime de minimis (quindi limitati a 15 mila euro per tre esercizi come prevede il nuovo regolamento in vigore dal primo gennaio). “In sede comunitaria questa quota dovrà essere innalzata almeno a 50mila euro”. (Fonte: www.confagricoltura.it)

L’inflazione non riparte e gli italiani risparmiano anche sul cibo

L’inflazione rimane ferma allo 0,7%, ai minimi da più di tre anni, ma questo non vuol dire che i consumi ripartono. Anzi, il tasso resta così basso anche a causa di una domanda interna molto debole, con gli italiani costretti a una feroce spending review perfino sul cibo, che ha portato nel 2013 a un crollo del 4% della spesa alimentare pari a -2,5 miliardi di euro. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in merito ai dati sui prezzi al consumo diffusi dall’Istat.

A determinare la stabilità dell’inflazione ha contribuito la frenata delle dinamiche inflazionistiche di molti prodotti, in particolare quelli energetici, mentre sono cresciuti dello 0,4% (+1,3% su base annua) i prezzi dei prodotti alimentari, trascinati in alto dal rialzo super dei vegetali freschi, che toccano +4,6% a livello congiunturale, pagando gli effetti della lunga ondata di maltempo che va a incidere sui listini stagionali. (Fonte: www.cia.it)

Produrre latte in Italia costa più di quanto si ricava

Nel 2012, per produrre 100kg di latte per Parmigiano Reggiano in un’azienda situata in pianura con una media di 127 bovine da latte sono stati necessari 60,85euro in termini di costo totale e 54,73 euro in termini di costo netto. Il dato è pubblicato negli Opuscoli del Crpa (Centro ricerche produzioni animali) di Reggio Emilia disponibili da pochi giorni. Nel documento si legge inoltre che nelle aziende che producono latte alimentare/Grana Padano in pianura, con una consistenza media di 87 vacche, il costo totale di produzione è stato di 57,24euro/100kg, mentre quello netto è arrivato a 49,90euro. Il calo dei ricavi ha ridotto i margini per gli allevatori sia del comprensorio del Parmigiano Reggiano sia di quelli che producono latte alimentare. (Fonte: www.crpa.it)

Biometano, disponibile il manuale per accedere agli incentivi

E’ stato presentato nei giorni scorsi al Mipaaf il vademecum per accedere ai nuovi incentivi sul biometano. La guida si sviluppa in due parti: una introduttiva in cui si analizzano i dati sulla diffusione del biometano e una seconda parte che illustra ed esamina attentamente le norme applicative contenute nel nuovo provvedimento attuativo. Il volume vuole evidenziare le potenzialità per lo sviluppo del biometano che possono trovare applicazione in ambito agricolo e fornire un ulteriore strumento di integrazione del reddito per le imprese agricole. Il volume è disponibile anche in formato elettronico sul sito internet dell’Enama (Fonte: www.enama.it).

I nuovi Psr prevedono misure per assicurare raccolto e bestiame

“L’agricoltura è sempre stata un settore soggetto a rischi, dal meteo alle fluttuazioni dei mercati locali e internazionali. Le nuove misure prospettate dall’Unione europea all’interno del regolamento sullo sviluppo rurale avranno pertanto positive ripercussioni sulla stabilità del settore primario”. Lo ha affermato il presidente di Apima Mantova (Associazione provinciale imprenditori meccanizzazione agricola) Marco Speziali analizzando gli strumenti individuati dall’Unione europea. “Innanzitutto – sottolinea – vi sono aiuti per l’assicurazione del raccolto, degli animali e delle pianta. Si tratta di sovvenzioni pubbliche per il pagamento di premi versati dagli imprenditori per assicurare il raccolto e gli allevamenti, con un tetto massimo del 65% dell’entità del premio”. (Fonte: www.apimamantova.it)

Un corso di due giorni sulla classificazione delle carcasse suine

Il Mipaaf e il Crpa di Reggio Emilia (ministero per le Politiche agricole e Centro ricerche produzioni animali) organizzano un corso sulla classificazione delle carcasse suine e sull’uso degli strumenti di classificazione autorizzati dalla Ue per l’Italia che si svolgerà a breve. Il programma sarà articolato in due giorni. Il Crpa ricorda che l’attività di formazione è necessaria per permettere l’applicazione della normativa comunitaria e nazionale che obbliga tutti gli impianti che macellano una media annua pari o superiore a 200capi/settimana di classificare le carcasse suine. Per i macelli e per gli operatori che non classificano correttamente sono previste sanzioni pecuniarie. (Fonte: www.crpa.it)

Bruxelles pensa a una legislazione supplementare per il benessere animale

La Commissione Europea sta valutando se proporre una legislazione supplementare che riguarda il benessere degli animali ad uso zootecnico. Il Commissario alla salute Tonio Borg ha rimarcato che assicurare il benessere animale rimane una priorità per la Commissione Europea. Gli esperti hanno evidenziato che i cambiamenti non possono attuarsi in tempi brevi, poiché sono necessarie valutazioni di impatto. La nuova legislazione basata sul rischio e su misure preventive, comporta una vasta ristrutturazione della normativa attuale sul benessere animale che integrerà 25 regolamenti e direttive esistenti in un regolamento, abrogando più di 40 leggi ritenute obsolete. (Fonte: www.alimenti-salute.it)

Credit Crunch, si riduce ancora il credito bancario alle aziende agricole italiane

Si inasprisce nel terzo trimestre 2013 la stretta al credito verso le aziende agricole. Le elaborazioni Ismea sui dati Sgfa indicano una riduzione delle erogazioni concesse alle imprese italiane del settore primario del 21% su base annua, con l’ammontare dei prestiti concessi tra luglio e settembre dell’anno scorso sceso a 426,1 milioni di euro. La riduzione ha coinvolto tutte le macro aree territoriali seppure con diversa intensità: più accentuata la flessione delle erogazioni nelle regioni di Nord-Ovest e nelle Isole a fronte di un andamento in linea con il dato medio nazionale nel Centro-Sud e di una contrazione più attenuata nel Nord-Est. In relazione alla durata, l'analisi Ismea rivela nel periodo luglio-settembre una riduzione su base annua di oltre il 37% dei finanziamenti a lungo termine, la cui quota sul monte prestiti complessivo è scesa sotto la soglia del 50%. (Fonte: www.aiol.it)

Reddito agricolo ai massimi, in America l’agricoltura è in ottima salute

Il Segretario americano all'agricoltura, Tom Vilsack, ha espresso di recente soddisfazione per i dati preliminari contenuti nel censimento 2012 dell'agricoltura americana dai quali emerge "una forte America rurale, che è rimasta stabile nonostante le difficoltà economiche del periodo preso in esame”. Secondo il Segretario iI censimento "conferma che siamo riusciti a rallentare significativamente la perdita di terreni agricoli e che i nuovi strumenti della farm bill 2014 contribuiranno a rallentare ulteriormente ed a invertire questa tendenza, considerato inoltre che il reddito agricolo è a livelli record”. Vilsack ha sottolineato che la farm bill 2014 amplierà il supporto riservato all'avvio di nuove attività agricole ed offrirà nuove opportunità di mercato per tutti i produttori. (Fonte: www.agrapress.it)

 

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Posted by × Pubblicato il 04/02/2014 at 11:38

LATTE

Parmigiano Reggiano, entro il 2020 il 50% della produzione andrà all’export

La tenuta dei consumi interni tiene, l’export vola incassando un +5% sul 2012. Le giacenze sono diminuite del 4,3% e le quotazioni, nel 2013, hanno registrato una media annua di 8,74euro/kg. Oggi la soglia dei 9euro/kg è stata ampiamente superata arrivando anche a punte di 9,40euro/kg. L’andamento è decisamente favorevole. Stiamo parlando del re dei formaggi italiani, il Parmigiano Reggiano, che nei giorni scorsi a Bologna è stato al centro della tradizionale conferenza stampa per illustrare i dati dell’anno che ci siamo lasciati alle spalle e lanciare un focus sul futuro. “Il nostro primo obiettivo – ha spiegato il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai – è quello di dare stabilità ai redditi dei produttori e grazie all’adozione del Piano di regolazione dell’offerta, che lega il nostro sistema e ciascuno dei suoi 3.500 allevatori. Riteniamo di raggiungere questo obiettivo attraverso il governo della produzione che sancisce un più diretto legame con il territorio e il mercato”. Per il 2014 è prevista la produzione di 3.250.000 a fronte delle 3.279.156 del 2013. Il 34% delle quali prende la via dell’estero, una percentuale che negli ultimi cinque anni è raddoppiata e che da qui al 2020 si punta a far arrivare al 50%. Notevoli gli investimenti che il Consorzio ha deciso di mettere in campo per conquistare nuovi mercati esteri: 13,7 milioni di euro che in parte saranno destinati anche al consolidamento e alla promozione sul mercato italiano.

 

SUINI

Siglato da allevatori e macellatori il nuovo regolamento Cun. Funzionerà?

I rappresentanti del Mipaaf, della Borsa merci telematica italiana, di Assica, Confagricoltura, Coldiretti e Cia si sono incontrati il 22 gennaio scorso per approvare il nuovo regolamento Cun-Suini da macello, entrato in vigore immediatamente il giorno dopo, 23 gennaio, alla Borsa merci di Mantova. La sottoscrizione della riforma della Cun arriva dopo un lungo periodo di impasse che ha avuto inizio a ottobre dello scorso anno, quando i macellatori hanno deciso di non sedersi più al tavolo della trattativa, obbligando di fatto i soli allevatori a fissare un prezzo. La riforma prevede l’impegno delle parti a stabilire il prezzo finale escludendo l’ipotesi del “non quotato”, introducendo però alcuni elementi di flessibilità nella tempistica che contrastano con la necessità di chiudere la trattativa nello stesso giorno; è prevista la semplificazione di alcune procedure nella definizione del prezzo che rafforza la funzione mediatrice del segretario designato dalla Bmti.

 

AMBIENTE

Rinnovabili ed emissioni, Bruxelles detta i nuovi limiti per il 2030

La Commissione europea ha presentato i nuovi obiettivi del Pacchetto Energia Clima per il 2030. I precedenti obiettivi da raggiungere entro il 2020 e attualmente in corso prevedevano la sequenza 20-20-20: 20% di riduzione delle emissioni di Co2 rispetto al 1990, 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili e un altro 20% di riduzione dei consumi attraverso gli interventi di efficienza energetica. Relativamente alle rinnovabili, i nuovi obiettivi vincolanti a livello europeo da raggiungere entro il 2030 indicano che la produzione di energia dovrà arrivare al 27%; il 40% dovrà essere la percentuale di riduzione delle emissioni di gas serra, mentre relativamente alla efficienza energetica al 2030 nella proposta della Commissione non sono al momento previsti specifici obiettivi da raggiungere. La procedura prevede che la proposta della Commissione dovrà essere sottoposta al Consiglio europeo e successivamente al

Parlamento europeo.

 

AVICOLO

Confagricoltura e Unaitalia insieme per le filiere avicola e suinicola

E’ stato firmato nei giorni scorsi a Roma, nella sede di Confagricoltura, un protocollo di collaborazione tra la stessa confederazione e Unaitalia, l’Associazione che rappresenta le filiere zootecniche delle carni e delle uova. Il documento intende rafforzare le relazioni già in corso da tempo tra le due realtà associative per unire risorse e iniziative a tutela e valorizzazione della filiera avicola e suinicola. L’accordo riguarderà l’aspetto sindacale, tributario, previdenziale, legale, tecnico, ambientale ed economico e permetterà di delineare un quadro comune d’azione su tutti i dossier di maggiore interesse, come la messa a punto di strategie concordate per la previsione dei finanziamenti da erogare agli allevamenti avicoli e suinicoli sulla base della nuova Pac. “Confagricoltura e Unaitalia – si legge in una nota di Rinascita Agraria della Libera associazione agricoltori cremonesi – daranno vita ad un coordinamento delle rispettive rappresentanze ai tavoli di lavoro regionali, nazionali e comunitari allo scopo di collaborare univocamente per i comuni interessi”.

 

AGROALIMENTARE

Giovani agricoltori crescono. Nel 2013 sorte più di 11mila nuove aziende

Un ruolo guida nello sviluppo della nuova imprenditoria, soprattutto nel Sud del Paese. E’ questo il risultato scaturito dal nuovo Rapporto congiunturale sul sistema agroalimentare nato da un’iniziativa congiunta di Ismea con Unioncamere. Lo studio è stato presentato il 9 gennaio scorso al ministero delle Politiche agricole, presenti Arturo Semarari e Ferruccio Dardanello, presidenti rispettivamente di Ismea e Unioncamere. Ne dà conto la rivista Informatore Agrario nell’uscita n. 2/2014. Nel primo semestre 2013, emerge dal Rapporto, il settore primario ha contato 11.485 nuove aziende. Il 19% dei neoimprenditori avvia un’azienda agricola stimolato dalla necessità di trovare una prima occupazione e un altro 7% in risposta alle difficoltà nel trovare un lavoro dipendente stabile. Altre percentuali interessanti riguardano chi intende sfruttare le opportunità di mercato, il 14%; chi vuole valorizzare le proprie competenze, il 13,2% e chi punta a conseguire un successo personale ed economico, il 6,1%. La metà dei nuovi imprenditori agricoli risiede nel meridione d’Italia e nel complesso il 17,2 ha meno di 30 anni; il 37,5% possiede un diploma e il 19% di questi nuovi imprenditori agricoli è laureato.

 

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Posted by × Pubblicato il 30/01/2014 at 16:29

LATTE

In Lombardia c’è l’accordo. Da febbraio a giugno gli allevatori percepiranno 44,5 centesimi al litro. Per il periodo febbraio-giugno 2014 gli allevatori di vacche da latte della Lombardia percepiranno 44,5cent./lt. E’ questo il risultato scaturito dall’accordo siglato nei giorni scorsi tra i rappresentanti di Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Italatte. Un aumento di 2,5 cent./lt rispetto a quanto percepito fino a oggi. In una nota diramata congiuntamente dalle tre confederazioni, si sottolinea il “grande senso di responsabilità dimostrato da tutti nel corso della trattativa, alla luce dell’attuale andamento del mercato del latte e del difficile contesto economico generale. Particolarmente positivo il fatto che, contrariamente a quanto avvenuto in altre precedenti occasioni, il nuovo accordo sia stato sottoscritto prima della scadenza di quello attualmente in vigore (prevista per domani, ndr), evitando così che si creasse una situazione di incertezza per gli allevatori, consentendo loro di lavorare in una prospettiva economica certa fino al prossimo mese di giugno”.

SUINI

Nel 2013 più carne fresca e salumi nella spesa alimentare delle famiglie italiane. Secondo i dati pubblicati da Ismea, il consumo di carne suina fresca nei primi dieci mesi del 2013 è aumentato del 4% rispetto allo stesso periodo del 2012, una evidente controtendenza rispetto all’andamento registrato per le carni fresche avicole (-1%) e bovine (-3,7%). Lo rende noto l’Anas (Associazione nazionale allevatori suini) che evidenzia anche il calo degli acquisti domestici di salumi (-1,4%) a denominazione di origine, Dop e Igp, mentre quelli non marchiati hanno registrato una contrazione più contenuta pari a un -1%. I prosciutti Dop hanno registrato un calo nelle quantità acquistate del 2,1%, quelli non marchiati del 3,8%. L’unico aumento si registra per gli acquisti domestici di prosciutto cotto: +1%. Riguardo la spesa sostenuta dalle famiglie italiane per l’acquisto di carne suina fresca, sempre nel periodo gennaio-ottobre 2013 va registrato un aumento del 9,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Contrariamente alle dinamiche delle quantità acquistate – continua la nota dell’Anas – è aumentata la spesa sostenuta dalle famiglie per l’acquisto di salumi a denominazione di origine (+1,4%) mentre ha segnato una lieve flessione la spesa per l’acquisto di salumi non marchiati (-0,4%). Per quanto riguarda i prosciutti, la spesa per i prodotti del circuito tutelato è calata dell’1,2%, quella per i prosciutti non marchiati del 6,1%.

AGROALIMENTARE

Frodi alimentari ed etichettatura, il Parlamento europeo è in prima linea. Nei giorni scorsi il Parlamento europeo ha approvato il rapporto di iniziativa "sulla crisi alimentare, le frodi nella catena alimentare e il loro controllo". Nella risoluzione l’Assemblea legislativa ha ribadito che l'obbligo relativo a un'etichettatura chiara ed esaustiva sull'origine è essenziale e può contribuire a contrastare le frodi promuovendo una maggiore trasparenza lungo la catena di approvvigionamento alimentare. Rispetto la corretta informazione al consumatore, è stato chiesto che i dati relativi ai prodotti e ai produttori che vìolano la legislazione europea in materia alimentare vengano resi disponibili il più tempestivamente possibile e che venga agevolata la condivisione di questi stessi dati tra le Autorità competenti e le Forze di polizia sia a livello nazionale che comunitario. La risoluzione approvata, partendo dalla richiesta di una definizione comune, chiara e giuridicamente valida di frode alimentare all'interno dell'Unione, chiede anche un maggiore impegno da parte degli Stati membri nel mettere a disposizione risorse adeguate per i controlli e sollecita sanzioni più pesanti per i casi accertati di frode.

AMBIENTE

Biometano, il Decreto è attuativo ma sul calcolo degli incentivi non c’è chiarezza.  Da qui al 2030 le aziende agrozootecniche italiane potrebbero produrre 8 miliardi di metri cubi di biometano, equivalenti all’attuale produzione italiana di gas naturale. Lo afferma il volume “Il biometano fatto bene, una filiera ad elevata intensità di lavoro italiano” realizzato in collaborazione tra Crpa, Aiel e Cib (rispettivamente Centro ricerche produzioni animali, Associazione italiana energie agroforestali e Consorzio italiano biogas). La recente firma del Decreto sulla incentivazione del biometano immesso nella rete del gas naturale apre scenari molto interessanti a iniziare dal processo di upgrading attraverso il quale sarà possibile decidere verso quale destinazione inviare il biometano prodotto: immissione in rete, autotrazione, cogenerazione ad alto rendimento. Più opaco, allo stato, il discorso sugli incentivi previsti che se per ogni destinazione prevede una durata ventennale, riguardo il calcolo che ne dovrà stabilire l’entità pare esista ancora un po’ di confusione. Gli esperti stanno lavorando per arrivare quanto prima a una indicazione certa. Secondo Mezzadri, referente per il settore del biogas di Aiel, l’indirizzo più interessante dovrebbe essere quello dell’autotrazione “anche se si dovrà fare i conti con l’offerta dei veicoli a gas metano e la diffusione dei distributori a metano presenti oggi sul territorio nazionale”. Infatti, se attualmente in Italia circolano circa 800mila mezzi alimentati con questo carburante, poco meno del 2% del totale circolante, i distributori totali secondo Assogasmentano sono 985: oltre il 60% di essi è concentrato in sei regioni: Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Toscana, marche, Veneto.

AVICOLO

In lieve crescita nel 2013 le macellazioni dei polli, ma il mercato delle uova resta altalenante. Secondo le elaborazioni del mercato di Forlì le macellazioni dei polli pesanti (oltre i 2 kg di peso) hanno registrato nel 2013 (periodo gennaio-ottobre) un leggero recupero rispetto allo stesso periodo del 2012: +0,4%. Un dato nettamente inferiore a quanto si era registrato nel 2012 sull’anno precedente, +5% le macellazioni e +3% sul peso medio dei capi, percentuale che aveva fatto incassare un +10% sulla media storica degli ultimi 5 anni. Relativamente al comparto delle uova, la seduta del 20 gennaio scorso ha fissato la quotazioni a 1,07euro/kg, a fronte di 1,10euro/kg registrato una settimana prima. La media registrata a inizio 2013 è stata di 1,38euro/kg, quella di inizio 2014 1,09. Nella media storica degli ultimi 5 anni la riduzione della media è pari al 4,6%.

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Posted by × Pubblicato il 17/01/2014 at 17:22

OSSERVATORIO AGRI&FOOD DI CREMONAFIERE

Notiziario n.12 del 17/01/2014

 

LATTE

Tenuta dei consumi interni ed espansione all’estero. Il Parmigiano Reggiano pronto alla sfida internazionale

Quanto, come, per chi. Sono questi i capisaldi su cui si concentrerà la produzione del Parmigiano Reggiano nel 2014. Lo rende noto in un comunicato il Consorzio di tutela, che sottolinea come l’adozione dei piani produttivi rappresenti uno snodo fondamentale per la tenuta e l’espansione soprattutto all’estero del Re dei formaggi italiano. Per l’anno da poco iniziato è prevista una produzione di 3.250.000 forme e una serie di investimenti che ammontano a quasi 13 milioni di euro. “Nei prossimi mesi – ha dichiarato il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai – valuteremo nuove modifiche al disciplinare di produzione con l’esclusivo obiettivo di tutelare e innalzare gli elementi di distintività del prodotto, quelli che oggi consentono al Parmigiano Reggiano di viaggiare con incrementi superiori al 3% sulle esportazioni e di tenere molto bene sui consumi interni, che hanno incassato una leggera flessione, comunque inferiore al calo medio del 2,6% registrato negli ultimi mesi dai formaggi duri”. Grande attenzione quindi sull’export. “Le quotazioni – ha sottolineato Alai – sono in ripresa. Dopo il minimo registrato nel luglio scorso con 8,53euro/kg, al 30 novembre si sono portate a 9euro/kg”.

 

SUINI

Redditività in crescita sul finire dell’anno. Ma il prosciutto crudo Dop rende meno di quello generico

Allevatori, macellatori e trasformatori hanno chiuso il 2013 con il segno positivo. Gli indici di redditività rilevati da Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole) infatti, evidenziano che a dicembre il settore primario, rispetto al mese precedente, ha incassato un +2,7% e addirittura un +17% rispetto allo stesso periodo del 2012. I suini pesanti, quelli destinato al circuito della Dop, hanno quotato 1,54euro/kg, l’1,3% in più incassato a novembre e il 2,8% in più rispetto a un anno prima. Relativamente al settore della macellazione, le quotazioni delle cosce fresche sia destinate alla Dop che ai prosciutti generici hanno registrato una flessione rispetto a novembre: rispettivamente -2,2% e -1,5%. Bene invece l’andamento dei lombi che ha permesso ai macelli di registrare una redditività positiva: l’indice Crefis ha infatti registrato un +1,6% rispetto a novembre e un +3,3% su dicembre 2012. Modesto l’incremento della redditività dei prosciutti Dop nella fase di stagionatura, +3,7% le cosce leggere e +4,9% quelle pesanti. “Finalmente un segnale positivo anche se ancora tutto da confermare – ha commentato Gabriele Canali direttore del Crefis – I motivi di preoccupazione restano in tutta la loro gravità perché ancora oggi rende molto di più stagionare prosciutti generici che non Dop”. Per Canali è quindi necessario trovare al più presto un via d’uscita se si vuole ritrovare la redditività perduta.

 

AGROALIMENTARE

Un settore su cui puntare per la crescita economica.

Paolo De Castro plaude al Job Act di Matteo Renzi

"Aver inserito l'agricoltura tra i primi settori su cui puntare per creare nuovi posti di lavoro è una scelta vincente. Puntare sull'agricoltura come motore di crescita e sviluppo economico e sociale è, senza ombra di dubbio, una scelta che testimonia una lettura attenta dei dati attuali".

Così Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura al Parlamento europeo, riguardo la bozza del Job Act presentata nei giorni scorsi dal segretario del Pd, Matteo Renzi. "Nonostante la crisi - ha sottolineato De Castro – l’agroalimentare è un settore checontinua a crescere in fatturato, export e occupazione, conquistando sempre più l'interesse dei giovani, sia nello studio che nell'attività imprenditoriale. Un settore dalle straordinarie potenzialità di sviluppo come dimostrano sia la crescita delle esportazioni del made in Italy nel mondo - 33 miliardi di euro di fatturato nel 2013 - sia le opportunità che è in grado di creare relazionandosi con altri comparti del nostro sistema economico quali il turismo e la cultura”.

 

AMBIENTE

Nitrati, il problema non è addebitabile al solo mondo agricolo

Il problema dei nitrati non è ascrivibile solo al mondo agricolo. Ciononostante tocca a quest’ultimo impegnarsi per migliorare le sue attuali condizioni. Questo è emerso dal recente incontro che si è svolto negli uffici della Provincia di Cremona alla presenza di esponenti della Regione Lombardia, del Gruppo Equizoo, dell’Ersaf e della Fabbrica della Bioenergia. Un pool di esperti che negli ultimi anni ha lavorato sul tema dei nitrati e sulla possibilità di migliorare l’attuale situazione sia da un punto di vista tecnologico ma anche politico e organizzativo. Lo rende noto Rinascita Agraria, organo di informazione della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi. Proprio dal progetto Equizoo, in cui sono coinvolte oltre alla Libera il Crpa (Centro ricerche produzioni animali) di Reggio Emilia e la Regione Lombardia, è emerso che l’efficienza dell’assorbimento dell’azoto può essere migliorato ricorrendo alle cosiddette buone pratiche agricole. Da qui la necessità di richiedere la deroga a 250 kg di azoto/ha/anno (anziché i 170 previsti dalla Direttiva nitrati nelle zone vulnerabili) non più per singola azienda bensì per aree territoriali, a patto che in quella zona si ricorra alle suddette buone pratiche. Una strada ritenuta indispensabile, rispetto alla quale occorre però che la Regione Lombardia chieda all’Unione Europea il rinnovo della proroga che viceversa scadrebbe alla fine di quest’anno.

 

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Posted by × Pubblicato il 08/01/2014 at 16:00

LATTE

 

Parmigiano Reggiano e Grana Padano conquistano i Paesi esteri

Le esportazioni di Parmigiano Reggiano continuano a volare.

Lo rende noto il Consorzio di tutela che evidenzia, aggiornato alla fine dello scorso mese di settembre, un +4% e una previsione per la fine dell’anno appena terminato di oltre 45mila tonnellate di prodotto, pari a oltre 1.100.000 forme e al 34% di quelle prodotte nel 2011, oggetto di commercializzazione proprio nel 2013. Soddisfatto il presidente dell’Ente di tutela, Giuseppe Alai, che segnala “un andamento molto positivo, in linea con la buona tenuta dei consumi interni e con la diminuzione del 7,4% delle scorte presenti alla fine di ottobre rispetto allo stesso mese del 2012”. Nel 2014 l’export rimarrà uno degli obiettivi primari del Consorzio. Sei i milioni di euro che verranno investiti in questa direzione. “Nei Paesi europei – ha sottolineato Alai – punteremo a consolidare i flussi che continuano a crescere a buoni ritmi e contemporaneamente metteremo in atto nuove azioni nei Paesi emergenti. In questi ultimi mesi abbiamo ottenuto la registrazione del marchio in Russia e in Cina, il che apre alla possibilità di sostenere con maggiore efficacia le azioni commerciali degli esportatori”.

E viaggia a un +4% anche l’export legato al Grana Padano, che nel 2013 ha visto valicare i confini nazionali con 1 milione e 500mila forme, a fronte di una produzione complessiva di 4 milioni e 571 forme. Dal 2006 a oggi, si legge in una nota del Consorzio di tutela, la produzione di Grana Padano è cresciuta del 13%.

 

SUINI

 

La produzione e i consumi mondiali sono visti in crescita.

C’è attesa per la convocazione al Ministero del Tavolo interprofessionale

Secondo l’Usda (United States Department of Agriculture), nel 2014 la produzione mondiale di carne suina sarà di 108.924.000 tonnellate, l’1,3% in più rispetto al 2013. Lo rende noto l’Anas (Associazione nazionale allevatori suini) ricordando che gli incrementi produttivi, legati probabilmente a costi di produzione che si prevedono più contenuti, riguarderanno soprattutto la Cina, la Russia, Gli Stati Uniti, il Brasile, il Messico e il Vietnam. Stabili invece le previsioni produttive nell’Unione Europea, dove anche i consumi sono visti sostanzialmente invariati, a differenza degli altri Paesi dove la tendenza è indicata in aumento.

Continua intanto a vivere momenti di grande difficoltà la suinicoltura italiana. Nei giorni scorsi gli assessori all’Agricoltura di Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e Friuli Venezia Giulia hanno scritto al ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo, per chiedere che entro gennaio venga convocato il tavolo interprofessionale della filiera suinicola “con il coinvolgimento diretto delle regioni italiane che da sole rappresentano oltre l’80% del patrimonio suinicolo nazionale”.

 

MATERIE PRIME

Per cereali e soia la produzione mondiale è prevista in aumento

Le produzioni mondiali di frumento tenero, mais, orzo e soia sono previste in aumento. Lo rende noto l’Usda (United States Department of Agriculture). I prezzi, invece, secondo l’ente statunitense dovrebbero registrare una flessione rispetto agli anni precedenti. Nel dettaglio, l’incremento produttivo mondiale previsto per il frumento tenero nella campagna 2013-2014 dovrebbe aggirarsi intorno al 7,8%, per il mais dell’11,6%, per l’orzo dell’8,9% e per la soia del 5,9% rispetto all’annata passata. Relativamente all’orzo, Usda sottolinea che gli incrementi produttivi dovrebbero riguardare tutti i Paesi maggiori produttori ad eccezione di Stati Uniti e Argentina dove si dovrebbe invece registrare una flessione rispettivamente del 2,4% e del 14%. Parallelamente agli incrementi produttivi, anche i consumi totali e gli stock finali di cereali e soia saranno destinati a registrare ulteriori aumenti.

 

AVICOLO

In Lombardia il Distretto della filiera è una realtà

Si è costituito di recente il Distretto della filiera avicola della Lombardia, la cui attività si svolgerà in collaborazione con Crefis e Unioncamere Lombardia.

Sono 130 le aziende che ne fanno parte, pari al 33% dei polli macellati in regione nel 2012. In Lombardia l’avicoltura rappresenta una voce importante del comparto agroalimentare. Si contano infatti quasi 2.400 allevamenti con più di 26 milioni di capi allevati e, dopo il Veneto e l’Emilia Romagna, costituisce la regione più importante a livello nazionale con le province di Brescia e Mantova ai vertici produttivi sia per quanto riguarda la carne che le uova. Intanto si cominciano a stilare i bilanci per il 2013. Dopo le ottime performance registrate nel comparto delle uova nel 2012, con una quotazione media di 2,42euro/kg (+34,4% sull’anno precedente), l’anno che si è da poco concluso dovrebbe assestarsi su una media di circa 2,35euro/kg (-2,9%). (Fonte Informatore Agrario)

 

AGROALIMENTARE

In calo il valore aggiunto agricolo. Nel 2013 si salva solo l’export

Un anno da dimenticare. E’ questo il lapidario giudizio espresso dal Centro Studi di Confagricoltura nel tracciare il bilancio del 2013. Crisi economica e calamità naturali sono i fattori principali che hanno fatto perdere reddito e occupazione alle imprese, anche se dall’export dell’agroalimentare non mancano segnali positivi. Secondo il Centro Studi il 2014 potrà essere l’anno della riscossa nelle campagne, della ripresa di reddito e occupazione, “a patto che tutti lavorino per raggiungere questo risultato, che deve invertire quanto avvenuto nei primi 9 mesi del 2013, in cui il valore aggiunto agricolo è sceso dell’1,4%. Nello stesso periodo dell’anno gli occupati agricoli complessivi sono scesi del 4,3% e del 3,3% quelli dipendenti, un dato che annulla il buon aumento di un +3,6% di occupati dipendenti che si era registrato dal 2011 al 2012”. L’analisi di Confagricoltura pone ovviamente l’accento anche sull’export “che lascia ben sperare per il futuro – si legge ancora nella nota – Nei primi dieci mesi del 2013 le esportazioni dell’agroalimentare italiano hanno registrato un +5,5%, facendo lievitare la quota complessiva dall’8% del 2011 all’8,5% del 2013”.

 

 

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Posted by × Pubblicato il 17/12/2013 at 12:31

Etichettatura carni

Più chiarezza in etichetta sulla provenienza delle carni

Il ministro per le Politiche agricole Nunzia De Girolamo si è detta molto soddisfatta per la decisione assunta in sede europea e ha garantito che si impegnerà affinchè la norma venga applicata nel nostro Paese al più presto. Stiamo parlando del Regolamento approvato nei giorni scorsi a Bruxelles dal Comitato permanente per la catena alimentare dell’Unione Europea, in base al quale gli operatori del settore avranno l’obbligo di indicare sulle etichette delle carni il luogo dove sono stati allevati e macellati gli animali. Per quanto riguarda invece l’origine, essa potrà essere inserita su base volontaria se la carne sarà ottenuta da animali nati, allevati e macellati nel medesimo Stato. Il provvedimento riguarderà le carni fresche, refrigerate o congelate suine, avicole e ovicaprine. Nei prossimi giorni la proposta sarà varata dalla Commissione ed entrerà in vigore a livello europeo il 1 aprile 2015.

 

Latte

Le previsioni mondiali puntano a un aumento della produzione

All’ultima edizione del World Dairy Summit Fil-Idf svoltosi a Yokohama (Giappone) è stato fatto il punto sulla produzione mondiale di latte. Secondo una nota di Clal, Società di consulenza del comparto lattiero-caseario con sede a Modena, il 2013 sta per essere archiviato con un aumento dei consumi pari a +2%, mentre l’andamento per il 2014 segnala alcune perplessità determinate dalle condizioni meteo che si verificheranno durante l’anno che sta per iniziare, dai consumi dei Paesi emergenti, dal valore di cambio del dollaro e dal dinamismo della produzione di latte cinese ed asiatica. Nel 2012 la produzione ha conosciuto un incremento del 2,2% raggiungendo i 770 milioni di tonnellate: 637 milioni solo di latte bovino, a cui si aggiungono 101 milioni/t. di latte di bufala e 32 milioni/t. di ovicaprino. Aumentano i consumi in Asia, Africa e SudAmerica, con la Cina a farla da padrone, visto che da sola assorbe circa un terzo del latte commercializzato. L’incremento demografico mondiale, parallelamente a quello del consumo di latte procapite stimato in 1-2 kg/anno, fa propendere gli analisti verso una previsione di aumento annuo della domanda oscillante tra i 15 e i 22 milioni di tonnellate/anno.

 

Suini

Nel terzo trimestre 2013 crolla la redditività di tutta la filiera

I dati pubblicati dal Rapporto trimestrale di Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole) di Mantova preoccupano l’intero comparto. Nonostante il prezzo dei suini da macello (160-176kg) sia aumentato in media del 25% rispetto al trimestre precedente i mesi di luglio, agosto e settembre di quest’anno, le quotazioni hanno registrato un sostanziale allineamento (+1,1%) nel confronto con i valori incassati nel 2012. L’elaborazione del Centro ricerche evidenzia inoltre che nemmeno la diminuzione dei prezzi nazionali e internazionali del mais e la sostanziale stabilità di quelli della soia, sono riusciti a dare una boccata d’ossigeno alla redditività degli allevatori che è sì migliorata rispetto al secondo trimestre 2013 (+26,4%), ma non è riuscita a raggiungere il livello dello stesso trimestre dello scorso anno (-0,3%). Male anche l’andamento dei macelli sia per le cosce fresche destinate alla produzione di prosciutti Dop che per i lombi: la redditività rispetto al secondo trimestre di quest’anno ha segnato un -9,3%. Analoga situazione per gli stagionatori che assistono all’aumento dei prezzi delle cosce fresche e alla diminuzione di quelli legati al prodotto stagionato con un crollo della redditività compresa tra il -8% e il -9,3% a seconda del peso della coscia.

 

Export

L’intesa Wto semplificherà e velocizzerà le esportazioni

E’ stato approvato l’8 dicembre scorso, a Bali (Indonesia), uno storico accordo sulla liberalizzazione degli scambi commerciali. Lo rende noto l’agenzia Agrapress. “L’intesa Wto – ha dichiarato il Viceministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda al termine della IX Conferenza ministeriale dell’Organizzazione – sigla un accordo multilaterale sul commercio che mancava da vent’anni e che poggia sulla firma di ben 160 Paesi. Il testo adottato da tutti i membri del Wto prevede un’ampia gamma di misure per facilitare gli scambi commerciali, la possibilità per gli Stati in via di sviluppo e meno sviluppati di accumulare derrate alimentari da distribuire ai cittadini più poveri, una serie di misure per aiutare i Paesi meno avanzati a inserirsi nei flussi del commercio mondiale”. Soddisfazione è stata espressa anche da Paolo De Castro, Presidente della Commissione Agricoltura al Parlamento Europeo, secondo il quale “l’introduzione di procedure doganali semplificate, con minori costi e tempi più rapidi, per l’Europa e l’Italia incentiverà in maniera significativa le esportazioni”.

 

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