PAC, COMAGRI CAMERA. ATTENZIONE A DERESPONSABILIZZAZIONE UE. MAGGIORE FLESSIBILITÀ MA RISCHIO BRACCIO DI FERRO. INTERVENTI DI ALLEANZA COOPERATIVE, COPAGRI, CIA, CONFAGRICOLTURA

“Il budget della pac è un grande punto interrogativo, così come i tempi ristretti per discutere della riforma”, due grandi criticità per l’Alleanza delle cooperative, intervenuta in comagri camera in merito alla riforma Pac.

“Ci sono alcune proposte rivoluzionarie da parte della commissione Ue, ad esempio sul piano strategico con l’accorpamento dei tre regolamenti ma soprattutto con il new delivery model. Quest’ultimo però, ha proseguito Allenaza delle cooperative, è un aspetto molto complesso e può risultare una deresponsabilizzazione dell’Ue verso gli Stati membri che avranno maggiore autonomia sulle politiche agricole. Non è ancora chiaro come i piani strategici saranno discussi tra Ue e gli Stati, con il rischio di un braccio di ferro e non più politiche agricole comuni. La maggiore flessibilità è importante per rispondere alle esigenze locali ma attenzione a non deresponsabilizzare. Altro tema importante, ha concluso il suo intervento l’Alleanza delle cooperative, è l’aggregazione dove nel nostro paese ben il 65% sono piccole imprese”.

Per Copagri “i tagli incidono negativamente sugli obiettivi ambiziosi della pac e quello del quadro finanziario è una delle più grandi criticità perché le spese previste devono essere implementate e protette anche post 2020. È positivo, ha proseguito Copagri, che l’Ue con il new delivery model abbia ammesso la diversità degli Stati membri dando maggiore flessibilità, ma attenzione a quegli stati che avranno difficoltà a raggiungere e sviluppare un piano agricolo nazionale. Importante poi sottolineare come la condizionalità implichi nuovi obblighi ma pochissimi proventi per l’agricoltore. Chiediamo poi che il testo preveda una soglia entro cui ottenere pagamenti del primo pilastro”.

“La riforma della pac è assolutamente necessaria” sottolinea Cia. “Ora come ora la pac non risponde a tutte le esigenze del mondo agricolo, questo rappresenta allora un punto di partenza, serve un anno zero da cui ripartire, con una politica semplice e facilmente gestibile. I fondi pac, ha evidenziato Cia, sono da riconfermare e non da tagliare, altrimenti saranno inavvicinabili quegli obiettivi come la coesione prevista dalla stessa pac. Serve un gioco di squadra a tutti i livelli, sia nazionale che regionale, così da far calare la pac su tutto il territorio nazionale”.

“È evidente -dichiara Confagricoltura- come il tempo procedurale della riforma pac influenzi le decisioni da assumere, tanto più che si discute su una riforma molto complessa e articolata. Le maggiori criticità riguardano la disponibilità delle risorse che mal si sposano con gli aspetti ambiziosi della pac, a fronte di una spesa agricola Ue scesa sotto il 30%. Vi è poi la convergenza esterna, con il trasferimento di risorse da paesi come l’Italia che hanno pagamenti su ettari, ad altri Stati membri, senza però considerare le diverse spese all’interno di ogni paese. Altra criticità, sottolinea Confagricoltura, sono le pretese senza alcun incentivo, come il maggior interesse ambientale richiesto agli agricoltori a cui però non corrisponde nessun ritorno remunerativo. Vi è inoltre il problema del new delivery model col rischio di rinazionalizzazione delle politiche agricole. Vi è il pericolo di incorrere in contrapposizione di forze nascoste alle quali gli Stati potrebbero cedere, col rischio di essere molto oneroso e di avere maggiori ritardo nei pagamenti agricoli” ha concluso Confagricoltura.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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