PAC, COMMISSIONE UE: PROPOSTA ENTRO GIUGNO. DE CASTRO: NO RIFORME AL BUIO

La commissione Ue vuole presentare la proposta di riforma della Politica agricola comune entro il prossimo giugno. Così da accelerare i tempi e chiudere la partita in tempi strettissimi. Tempi che però non convincono Paolo De Castro:"E’ sbagliata la decisione della Commissione europea di voler presentare già il prossimo giugno la proposta legislativa di riforma della Pac post 2020, ipotizzando un accordo prima della fine dell’anno. Significherebbe trattare frettolosamente un tema importante e fondante per l’Europa con rischi che vanno dalla ri-nazionalizzazione della Pac allo spettro della regionalizzazione per Paesi come Italia, Germania e Spagna dove le entità regionali sono il punto di riferimento per le decisioni agricole" spiega il primo vice presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo nel suo intervento di questa mattina a Dijon durante la conferenza organizzata dall'associazione francese dei produttori di grano e altri cereali.

L’europarlamentare mette in guardia contro “una riforma al buio della Pac” spiegando che nella Commissione europea c’è la volontà di cambiare in modo radicale l’approccio attuale, introducendo per la gestione dei mercati e i pagamenti agli agricoltori l’ampia flessibilità lasciata agli Stati membri per lo sviluppo delle campagne. Certo –spiega l'eurodeputato- alcune misure possono essere semplificate e rese più efficaci come gli impegni ambientali (greening), ma non si può mettere a rischio la coerenza del quadro strategico dell’intervento europeo per la Pac”. Per il primo vicepresidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo quindi, “forzare la mano per riformare la Pac in pochi mesi è quanto meno azzardato considerando che le elezioni europee sono alle porte, e l’Ue sta organizzandosi sul post Brexit a partire da una discussione non semplice sul futuro bilancio dell’Unione”. Concludendo De Castro tiene a sottolineare che bisogna “ricostruire un senso comune attorno all’idea di Europa che non può prescindere dalla Pac, da dove passano sfide epocali: sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale, crescita economica e occupazione. Una Pac forte capace di sostenere la sua centrale funzione economico–produttiva per l’Europa”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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