PAC, I NUOVI SCENARI PER LA PARTITA ITALIANA, TUTTA DA GIOCARE

Una Pac più semplice, con meno oneri burocratici e che consenta maggiori investimenti. Senza ulteriori tagli a spese degli agricoltori. È questo che emerge dal convegno svolto presso l'Auletta dei Gruppi parlamentari di Montecitorio dal titolo "Nuovi scenari per le politiche comunitarie. La partita dell'Italia per il dopo 2020", organizzato dal Movimento Cinque Stelle con Filippo Gallinella, Giuseppe L”Abbate, Chiara Gagnarli e Paolo Parentela. Con la relazione di Angelo Frascarelli.

Nell’Unione Europea si avvia la discussione sulle nuove politiche comunitarie, a partire dalla proposta di revisione del Quadro Finanziario Pluriennale (QFP). In questa cornice si collocano anche le tappe della riforma della Politica Agricola Comune, che mostrano un’accelerazione del processo decisionale.

Diviene quindi indispensabile costruire un percorso di approfondimento e conoscenza, mettere al centro del dibattito le opzioni che si vanno profilando, identificare le opportunità da cogliere per disegnare gli strumenti che meglio di altri siano in grado di sostenere il nostro sistema agro-alimentare.

Il convegno è stato un’occasione di confronto sul processo di revisione delle politiche dell’Unione Europea e sul ruolo della politica agricola comunitaria, un primo tassello per un’azione di approfondimento da porre in essere su tematiche di grande interesse per il nostro Paese.

Ricorda i ‘sette anni biblici” Franco Verrascina nel corso del convegno sulla Pac. “Sette anni di siccità r sette anni di alluvioni”, ironizza. “È venuto il momento di essere artefici della nostra politica agricola comune, al di là degli slogan e dei teatrini politici”. “Siamo molto preoccupati per la Brexit e per l’eventuale tagli al pacchetto agricolo da cui dipende la sopravvivenza degli agricoltori stessi”, spiega Nicola Di Noia, Coldiretti, nello specificare l’importanza del comparto primario “per le generazioni future”. Fuori dal coro PierLuigi Romiti, direttore Fedagri per l’Alleanza delle cooperative: “se andiamo a vedere dove la cooperazione si è sviluppata è lì dove le risorse e i fondi erano di meno. Nell’ortofrutta non lasciamo sul tavolo nemmeno un euro”, spiega. “Per noi la Pac deve essere soprattutto secondo pilastro e investimenti”. Per Marco Barbetta, Cia, “c’è preoccupazione per il taglio delle cifre ma apprezziamo l’apertura di nuove politiche da parte dell’Unione ma senza che questi vengano fatte sulle spalle dell’agricoltura e senza aumentare gli oneri burocratici”. “Al di là delle cifre quelli che conta si nota nell’ambito del bilancio un disimpegno sulla spesa agricola”, spiega Vincenzo Lenucci, Confagricoltura. “Ci preoccupano anche il ridimensionamento di alcune misure importanti come gli Ocm”.

Per Mario Catania i “tagli purtroppo ci sono, sarebbe bastato pochissimo alla Commissione per avere un operazione neutra. Eppure non è stato fatto. Questo vuol dire che il combinato disposto tra i rigoristi e i populisti (tra un populismo emergente e una spinta da parte dei paesi del Nord) genera sicuramente un segno totalmente negativo”. “Più rassicurante la questione relativa alla convergenza esterna mentre di maggior rilievo il fatto di andare a una programmazione che mette insieme il primo e il secondo pilastro. Che declinato in modo sbagliato potrebbe creare degli elementi di distorsione tra le regioni che avrebbero degli effetti devastanti sul totale”.

Per Francesco Vizioli, Aiab, “occorre stare attenti agli effetti sul biologico. Bisogna prendere atto che questa Pac non ha dato ottimi risultati”. “La Pac non è l’unico tema sul tavolo, ci sono anche i cambi climatici e per ora non sappiamo chi sarà al governo”, spiega Raffaele Borriello, Ismea. “Ma occorre capire, anche nell’ottica dell’Export, se occorre considerare un ambito di manovra europeo o internazionale”. Parla invece di "meccanismo retro" Nicodemo Oliverio a proposito di Agea e dei tempi di pagamento. E propone una mozione contro i tagli alla Pac. " Nodi che va risolto". La Pac "non ha funzionato" per Saverio De Bonis, senatore M5S in ComAgri di Palazzo Madama. "Nessuna iniziativa ha cercato di arginare le speculazioni che hanno messo in ginocchio le imprese agricole".

"Per l'Unione italiana vini "occorre essere più ambiziosi e dare più risorse ad ogni paese membro". E le risorse dell'Ocm vino, spiega Nicola Tinelli, "è fondamentale e rappresenta l'1,8 per cento di risorse del totale ma l'export è passato da 3,5 miliardi di euro a 6 miliardi. Occorre non fermare gli investimenti".

"Occorre cominciare a fare una riflessione collettiva", conclude il convegno Alessandra Pesce, il ministro designato al Mipaaf il Movimento Cinque Stelle. "Si parla di un taglio al pacchetto agricolo per quanto riguarda il secondo pilastro di circa un quarto, a prezzi costanti", prosegue. "In un vincolo di bilancio ancora più stringente dobbiamo essere ancora più efficienti", prosegue.

il New delivery model, secondo Pesce, "potrebbe avere una ricaduta sul territorio e per questo occorre sempre di più semplificare sia sul primo che sul secondo pilastro". Senza dimenticare l'innovazione anche per quanto riguarda l'impostazione delle politiche di marketing attraverso una visione strategica e nazionale che non scordi la sostenibilità. Per questo è necessario creare quanto prima un tavolo di concertazione per definire le modalità di ripartizione tra gli stati membri e ottimizzare al meglio l'uso dei fondi".

In questo contesto "non bisogna scordare i regolamenti europei".

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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