PAC, UE RECLAMA 414MLN. ITALIA E’ SECONDA NELLA LISTASONO 22 GLI STATI CHE DOVRANNO RESTITUIRE I SOLDI A BRUXELLES

paesaggiookLa Commissione europea reclama i fondi “spesi male” dagli Stati membri. Per un totale di 414 milioni di euro. Al primo posto la Gran Bretagna, seguita dall’Italia e dalla Spagna. Si tratta della cosiddetta ‘procedura di liquidazione’ nel corso della quale Bruxelles verifica le spese eventualmente ‘improprie’ dei fondi della Politica agricola comune, dato che gli stessi Stati ‘ sono responsabili’ del mancato rispetto delle norme comunitarie o delle procedure di controllo in materia di spese agricole.

Gli Stati membri sono responsabili infatti della gestione della maggior parte dei pagamenti della PAC, principalmente attraverso i loro organismi pagatori. Ma sono anche responsabili dei controlli, come per esempio la verifica dei crediti degli agricoltori per i pagamenti diretti. La Commissione svolge oltre 100 audit ogni anno, verificando che i controlli degli Stati membri e le risposte alle carenze siano sufficienti. Bruxelles ha il potere di revocare posticipatamente i fondi, se gli audit dimostrano che la gestione dello Stato membro e di controllo non è sufficiente a garantire che i fondi comunitari siano stati spesi correttamente.

Sono 22 gli stati interessati dalle ‘rettifiche’ europee: Belgio, Bulgaria, Repubblica ceca, Danimarca, Germania, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Cipro, Lituania, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovenia, Slovacchia, Finlandia, Svezia e Regno Unito. Al primo poto la Gran Bretagna con 111.700.000 (al netto dell'incidenza finanziaria 99.400.000) per carenze nella identificazione delle parcelle agricole e de Sistemi Informativi Geografici (SIPA-GIS), nel trattamento delle domande, nei controlli amministrativi incrociati e in loco per quanto riguarda gli aiuti per superficie. Al secondo posto l’Italia con 48,3 milioni (al netto 48.100.000) ‘per scarso controllo di diversi criteri di gestione obbligatori (CGO), per quanto riguarda le condizioni agronomiche e ambientali (BCAA) e la non corretta applicazione di sanzioni. Al terzo posto la Spagna con 40.600.000 per carenze nella gestione e nel controllo delle restituzioni all'esportazione, deficit di controlli ex ante nel settore delle carni, carenze nella esecuzione dei controlli fisici, controlli inadeguati sulla produzione e sulle scorte di zucchero, un preavviso di controlli fisici dato al esportatori. A seguire la Polonia con 34.400.000 milioni per carenze nella gestione del regime di prepensionamento nel quadro del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR). Poi la Francia con 29.000.000 per carenze nei controlli in loco e misure agroambientali nell'ambito del FEASR. E ancora 17.900.000 a carico dell’Italia per un sistema di controllo gravemente deficitario e le frodi nel settore della trasformazione degli agrumi e altri17,7 milioni (al netto dell'incidenza finanziaria 15,7 milioni) a carico Regno Unito - Irlanda del Nord per carenze nel sistema SIPA-SIG, nei controlli in loco, per i pagamenti e le sanzioni in materia di aiuto per superficie. Altri16 milioni a carico della Spagna per carenze nella distribuzione dei diritti ai beneficiari agli aiuti per ettaro,12.500.000 a carico della Romania per carenze nei controlli di ammissibilità dei beneficiari e le spese, nonché per carenze nell'applicazione delle sanzioni nel "Ammodernamento delle aziende agricole" misura dal FEASR.

alm

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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