PAC, UNCI AGROALIMENTARE: AZIONE DEL PARLAMENTO UE FONDAMENTALE

Oggi più di ieri si sente la necessità di condivisione di interventi a favore del comparto primario, questa condivisioni viene da una riflessione sulle “Relazioni Industriali e la costruzione di nuovi rapporti”. Il Comparto Agroalimentare e più in generale il Comparto Primario, più di ogni altro settore, sente propria questa tematica. Molte e tante delle nostre Associate sono Aziende a conduzione familiare i cui titolari ogni mattina vanno al lavoro per produrre un reddito. Sono gli imprenditori che costituiscono quell’esercito silente che costruisce e produce. Sono le Cooperative Agricole, Zootecniche, Ortofrutticole e della Pesca professionale che vogliono condividere i valori su cui costruire nuove relazioni industriali. UNCI AGROALIMENTARE da sempre vicina al mondo delle imprese, vede come soluzione premiante verso i problemi occupazionali e di crescita del sistema paese, quella visione nuova delle relazioni industriali dove il lavoro 4.0 non sia solo crescita tecnologica, ma la valorizzazione del capitale umano da porre al centro dei fattori produttivi, “Fare cooperazione e crescere insieme”, questo è il nostro motto. Un sistema di relazioni industriali tese al pluralismo nel mondo del lavoro che premi l’uomo e il lavoro, e trovi in esso il vero valore etico e sociale di cui il mondo del lavoro ha bisogno.

Ma questo già accadeva fin dalla nascita del movimento cooperativo, ovvero il 7 Luglio 1888. Quindi veniamo all’attualità di oggi, mercoledì 2 maggio, quando in Commissione Europea si stanno discutendo le proposte sulla futura politica agricola comune. Nuove regole e norme su aiuti diretti e sviluppo rurale, organizzazione dei mercati e regole “orizzontali”. Emerge ancora un disagio sul riequilibrio finanziario, verrebbero ridotti gli stanziamenti per i fondi di coesione e per l’agricoltura. Maggior attenzione sui i programmi di ricerca e sviluppo, e si legge che verrà fissato un tetto massimo di 60.000 euro l’anno. Il tutto è all’esame dei servizi della Commissione europea e noi, come le altre organizzazioni agricole, registriamo ma, al contempo, siamo già al lavoro per iniziative a difesa della nostra identità agricola. Difatti i possibili tagli al bilancio agricolo porterebbero come conseguenza immediata un enorme onere sulle aree rurali e per le nostre aziende agricole. La serie di tagli di bilancio degli ultimi 20 anni, hanno evidenziato infatti che la PAC (la Politica Agricola Comune) è un fattore di stabilità agricola europea solo se dotata di risorse adeguate e parità di condizioni per tutti gli Stati membri dell’Unione. Quindi l’auspicio è che il sostegno arrivi dal Parlamento Europeo senza che prevalgano gli interessi dei Paesi più forti e non si creino le condizioni di disparità cui spesso siamo stati vittime. “L’UNCI AGROALIMENTARE – ha dichiarato in una nota il Presidente, Gennaro Scognamiglio – ritiene l’azione del Parlamento Europeo fondamentale non solo per grandi temi ma anche perché i tagli non devono essere effettuati sulla spesa agricola al fine di dare all’UE la possibilità di raggiungere gli obiettivi anche in termini di competitività, crescita occupazionale e maggior redditività senza trascurare l’ambiente.”

 

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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