PAC, VERRASCINA (COPAGRI):AGRICOLTURA DI QUALITÀ HA UN COSTO

“Dobbiamo essere artefici della Politica agricola comune-Pac, invece di limitarci a subirla”. Così il presidente della Copagri Franco Verrascina in occasione del convegno “Nuovi scenari per le politiche comunitarie. La partita dell’Italia per il dopo 2020”, svoltosi oggi alla Camera e organizzato dal Movimento5Stelle.
“Una buona Pac richiede risorse adeguate, in modo tale da consentire ai produttori di soddisfare le esigenze dei consumatori in materia di qualità; fare agricoltura come ci chiede la società ha un costo, che non può ricadere unicamente e totalmente sulle spalle delle aziende agricole”, afferma il presidente, ribadendo la contrarietà della Copagri ai tagli al bilancio comunitario post-brexit e in particolare ai fondi per la Pac e per i programmi di politica di coesione. “Al nuovo esecutivo chiediamo una forte presa di posizione su questi temi”, aggiunge Verrascina, facendo notare che l’Italia è, alle spalle di Germania e Francia, tra i paesi che contribuiscono maggiormente al bilancio agricolo comunitario e deve pertanto far sentire la propria voce a Bruxelles. “Dobbiamo fare molta attenzione a non sottovalutare la posizione sul meccanismo di convergenza dei paesi del cosiddetto Gruppo di Visegrad”, ha aggiunto.

“Quello di cui abbiamo bisogno è una politica veramente comune, a livello europeo, che consenta di aumentare la competitività delle imprese e la loro capacità di investire, evitando distorsioni della concorrenza”, suggerisce Verrascina, evidenziando inoltre la necessità di “migliorare la capacità progettuale nazionale, così come ha recentemente indicato la Corte dei Conti dell’Unione Europea, lavorando al contempo per accrescere la capacità di spesa dei fondi comunitari”.

“La priorità, inoltre, non può essere solo quella di decidere dove e come tagliare, ma deve essere quella di costruire una vera ed efficace strategia a sostegno dell’agricoltura comunitaria, che miri a contrastare l’Instabilità dei mercati e a contenere i danni causati dai cambiamenti climatici”, prosegue il presidente della Copagri. “L’agricoltura è un bene comune e come tale va trattato e tutelato”, conclude Verrascina.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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