PCP, ACI: LE NOVITA’ DELLA COMMISSIONE PESCA

pesciQuanti ritenevano la proposta della CE intoccabile, o gli indirizzi discussi dal Consiglio definitivi, rimarranno delusi: il Parlamento Europeo si appresta a dire la sua sulla riforma della Politica Comune della Pesca, con il voto previsto nella Assemblea Plenaria del 4-7 Febbraio prossimo su un testo ampiamente emendato dalla Commissione Pesca del PE. Il rapporto della relatrice On. Ulrike Rodust, diffuso nei giorni scorsi, presenta infatti diverse novità, anche e soprattutto su alcuni punti che costituiscono i capisaldi della proposta della Commissione Europea. In primo luogo rispetto al raggiungimento del MSY (massima cattura sostenibile) dei vari stock ittici per il quale la CE pone dogmaticamente il termine del 2015, mentre il PE aggiunge un “entro il 2020 al più tardi”, spuntando su questo obiettivo la ostinata rigidità della Commissaria Damanaki. Un altro pilastro che il PE potrebbe far crollare è quello delle Concessioni di Pesca Trasferibili che costituiscono l’aspetto più “rivoluzionario” della proposta di riforma. Dopo un lungo confronto in cui venivano da più parti avanzate diverse proposte di modifica, nel Rapporto Rodust si arriva a proporre  la cancellazione dell’intero blocco di articoli riguardanti le concessioni (articoli da 27 a 33), cosa di cui il nuovo FEAMP non potrà non tenere conto mantenendo, ci auguriamo, gli incentivi ai ritiri definitivi dei pescherecci. Anche il paventato obbligo di istituire delle aree di interdizione della pesca per il 15-20% delle acque territoriali per 3-5 anni (questo non proposto dalla CE ma dalla stessa Commissione Pesca del PE in una precedente versione del Rapporto) è stato “edulcorato” con la previsione di un network di zone di protezione da stabilire, senza termini di tempo o di estensione minima.

Capitolo complesso rimane quello del bando dei rigetti, che per quanto debba essere preceduto da progetti pilota, basato su pareri scientifici e dei Comitati Consultivi, mantiene l’obiettivo di mantenere a bordo e scaricare a terra le specie catturate accidentalmente e soggette a regolazione: dal 1 Gennaio 2014 nella pesca delle alici, tonno e pesce spada, e dal 1 Gennaio 2017 per tutti gli altri sistemi di pesca. Altri aspetti interessanti sono poi costituiti dalla nuova definizione di piccola pesca avanzata dal PE (lunghezza fuori tutto delle imbarcazioni uguale o superiore a 15 m e/o che fanno bordi di durata inferiore alle 24 h, che vendono il prodotto allo stato fresco, con l’eccezione degli attrezzi da traino) e la nuova definizione di capacità di pesca intesa come abilità di pesca (misurata in termini di caratteristiche della barca, inclusi GT e Kw, come  anche  di  caratteristiche  e  misura  dei  suoi strumenti da pesca e ogni altro parametro che determina la sua abilità a catturare pesce). Queste ed altre novità, dopo il voto di inizio Febbraio, saranno al centro di una trattativa non facile, dai cui esiti dipenderà il futuro della pesca Europea. Una trattativa su cui l’Alleanza delle Cooperative Italiane della pesca – che segue attentamente il dossier grazie anche alla disponibilità del Vice Presidente della Commissione Pesca del PE, On. Guido Milana - auspica sia posto un elevato grado di attenzione da parte del Governo italiano.

com/neo

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