PECORINO DOP, PALITTA: CONFRONTO PRODUTTIVO CON TUTTI SOGGETTI INTERESSATI. ECCO LA PROPOSTA CHE ANDRA IN CDA E ASSEMBLEA PER ASSENSO PREVENTIVO

"L'assemblea organizzata dal consorzio con i soggetti di filiera si è tradotta in una discussione produttiva tra gli associati e le organizzazioni agricole. E’ stato un buon confronto che aiuta e incoraggia la predisposizione del piano così come è stato pensato dal consiglio di amministrazione del Consorzio". Così ad AGRICOLAE Salvatore Palitta, presidente del Consorzio di tutela del Pecorino Romano Dop, consorzio interregionale che comprende l’area del Lazio, della Sardegna e della provincia di Grosseto e che è la Dop più importante in Europa di latte di pecora. (Le seconde in Ue valgono circa la metà). Nonché la quarta Dop in Italia per grandezza.

"Qualcuno ha chiesto delle piccole modifiche - prosegue Palitta - ma abbiamo spiegato che il piano è normato da vincoli ministeriali ed europei nonché dal garante della concorrenza già intervenuto due volte".

Due le tesi di modifica sul tavolo: la prima prevede di consentire le deroghe entro un limite di sforamento del dieci per cento, dal dieci al venti consentire una premialità, e oltre il venti applicare una sanzione di 0,64 centesimi al chilo (circa il 10% del valore del prodotto); la seconda tesi prevede invece che non ci siano limiti sul rapporto allo sforamento. "Prevalente la prima ipotesi, ma naturalmente questi piani hanno bisogno di un ampio consenso da parte di tutti i soggetti interessati", precisa il presidente del consorzio.
"Altra novità - spiega ancora Palitta - è quella di aver attribuito la quota in termini di chili di prodotto e del relativo latte necessario alla produzione. Cosa che consente agli allevatori e ai pastori un riconoscimento della quota latte destinata alla produzione del Pecorino Romano". Se per le cooperative questo avviene attraverso i regolamenti interni delle coop, per gli allevatori che vendono il latte sul libero mercato una delle clausole contrattuali è proprio il riconoscimento di quota.
"Ora il percorso prevede un ritorno in Cda - conclude Palitta - e poi nuovamente in assemblea per il consenso preventivo che attiva poi l’iter presso le assemblee delle cooperative, i caseifici, i produttori e così via".

Qui di seguito AGRICOLAE pubblica la proposta di Piano:

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-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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