PECORINO ROMANO, PUBBLICATO PIANO REGOLAZIONE OFFERTA

E’ stata pubblicato sul sito istituzionale del Consorzio Pecorino Romano al link https://www.pecorinoromano.com/pecorino-romano/piano-di-regolazione-dell-offerta la bozza del nuovo Piano di Regolazione dell'Offerta del formaggio Pecorino Romano DOP 2019-2022, al fine di rendere trasparente il processo di informazione sul percorso di condivisione del piano, fino all’ eventuale approvazione.

Attraverso la procedura di registrazione al sito web del Consorzio, la bozza del Piano, visionabile per tutti, consentirà ai portatori di interesse di inoltrare commenti e suggerimenti, che verranno tenuti nel debito conto. Il Piano già presentato e discusso durante l’Assemblea dei soci del Consorzi, aperta per l’occasione ai componenti del Tavolo istituzionale della Prefettura di Sassari ed alla presenza dell’Assessore Regionale all’Agricoltura Gabriella Murgia, troverà più ampia condivisione attraverso la pubblicazione nel sito istituzionale.

Come previsto dal DM 1813 del 15 febbraio 2019 la bozza pubblicata presenta un’analisi sul contesto lattiero- caseario riferita ad un periodo di 5 anni, con elaborazione dei dati di mercato disponibili e da una previsione sulla possibile evoluzione delle condizioni dell’offerta e della domanda, sia sul mercato interno che sul mercato internazionale. L’analisi di mercato contiene tutte le indicazioni utili per consentire una oggettiva valutazione sugli effetti di un Piano produttivo, con particolare riferimento al mercato del latte nella zona interessata Sardegna, Lazio e Provincia di Grosseto, alle destinazioni alternative del latte, al mercato dei formaggi, ed alle prospettive per lo sviluppo di nuovi mercati, tenuto conto dell’attuale piano e delle criticità emerse.

In dettaglio l’analisi riguarda:

• Il Contesto Internazionale del settore lattiero caseario

• Consumi in Europa e sviluppo economico

• Il mercato Nazionale

• Il mercato del Pecorino Romano DOP

• Il latte nella zona di produzione del Pecorino Romano DOP

A seguire viene presentata la proposta tecnico-operativa del Piano contenente tutti gli elementi innovativi che sono stati oggetto di discussione e condivisione sia da parte del Consiglio di Amministrazione del Consorzio che da altri portatori di interesse.

Il Piano, che ha durata triennale, prevede l’individuazione di un tetto produttivo (punto di equilibrio) annuale, indicato dal Consorzio come livello di produzione ottimale basato sulla reale capacità di assorbimento del mercato di Pecorino Romano DOP.

Il Consorzio conta di poter utilizzare lo strumento per rafforzare il continuo miglioramento qualitativo del prodotto e per consolidare una politica di orientamento all'export del surplus di formaggio.

Elementi distintivo della bozza proposta sono :

il cosiddetto incentivo alla diversificazione produttiva del latte, che attraverso la destinazione del “latte atto a divenire” a produzioni diverse dalla trasformazione in Pecorino Romano, escludendo i prodotti similari, potrà generare percorsi virtuosi utili a tutta la filiera;

l’introduzione di un blocco sull’utilizzo delle deroghe sulla contribuzione aggiuntiva mediante l’utilizzo di una % massima di sforamento, oltre la quale verrà addebitata per intero la contribuzione aggiuntiva (che è stata indicata pari a €0,64/kg, ovvero 4 volte tanto la contribuzione prevista per il Piano in corso.

Questa previsione sarà oggetto di discussione in quanto non è stata ancora trovata una posizione comune.

Grazie alla contribuzione aggiuntiva differenziata, data dalla quota versata dal socio in caso di superamento della soglia produttiva assegnata, si potranno programmare nuove risorse promozionali per l'espansione sia nei mercati di riferimento, che in nuovi mercati.

Il Presidente del Consorzio, Salvatore Palitta, sottolinea come “Il Piano di regolazione dell’offerta del Pecorino Romano DOP, cosi come gli altri Piani degli altri formaggi DOP (Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Asiago) risultano essere uno strumento con valenza programmatoria, avendo caratteristiche di orientamento delle produzioni, mai deve rappresentare un vincolo alla dinamicità ed allo sviluppo della libertà di impresa. Rappresenta uno strumento fondamentale per ridare stabilità al sistema, evitando l’eccessiva volatilità del mercato, con l'obiettivo finale di garantire un adeguato livello di reddito ai produttori.”

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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