PESCA BRUXELLES – SERPILLO, AGRIPESCA-UCI: SETTORE CHE VA RIPENSATO E RISTRUTTURATO

La pesca del basso Adriatico subisce le norme europee. Considerando quel tratto di mare alla stregua del ricco Mare del Nord, Bruxelles ha varato una serie di norme piuttosto restrittive.
A partire dalla dimensione delle maglie delle reti, che aumenta facendo sfuggire il pescato locale, come gli esili gamberetti bianchi e i moscardini, fino al controllo delle coordinate dichiarate e delle misure consentite per il pescato, passando per il caro gasolio, il settore pesca del Gargano è in seria difficoltà. Decisamente una severità eccessiva. Fioccano le multe. La Capitaneria di Porto di Manfredonia, dinanzi alla quale i pescatori si sono radunati la scorsa settimana, comprende ma alza le mani. Le norme comunitarie ci sono e vanno rispettate.
I pescherecci non riprenderanno il mare fino a quando non sarà fatta chiarezza sulle rivendicazioni della categoria: il 24 ottobre è previsto un incontro con il Ministro Teresa Bellanova, che ha auspicato si svolga «in un clima di generale responsabilità».
Il prolungato fermo delle attività di pesca sta creando uno stato di disagio economico in tutta la popolazione. Il valore monetario derivante dal settore si aggira intorno ai 30-40 milioni di euro, somma che cresce progressivamente per l'effetto moltiplicatore dovuto ai vari passaggi di Filiera. La Marineria di Manfredonia, attualmente una delle più attive del mare Adriatico, con circa 200 motopescherecci superstiti su 600 in attività fino a qualche anno fa, è il gruppo più rumoroso.
I pescatori sono allo stremo e cercano di organizzarsi. Della vicenda si sono interessati l'europarlamentare On. Patriciello (Forza Italia) e i Consiglieri regionali Gatta e Marmo.  La protesta si è allargata al Salento e alla Marineria di Termoli. Da un lato, il sottosegretario On. L'Abate ha invitato i pescatori al tavolo del Mipaaf, dall'altro l'On. Fitto (passato a Fratelli d'Italia) appoggia i pescatori e se la prende con la Regione che non ha investito i soldi dei PSR.
Non indietreggiano di un passo i pescatori della Marineria di Manfredonia nel ribadire le passate ed inascoltate istanze di continue vessazioni nei loro confronti, oggi imposte con vigore attraverso lo sciopero che tiene ferma ogni singola imbarcazione.
Ma la mancanza di pesce provoca anche un effetto moltiplicatore in negativo, a pioggia. La carenza di pesce fresco locale favorisce la penetrazione di quello, per lo più congelato, proveniente da altri centri ittici anche esteri. Una circostanza operante da parecchio, favorita dalla prolungata (ormai da oltre tre anni) chiusura del mercato ittico locale, che avrebbe dovuto funzionare come garante della igienicità del pescato.

“Non c'è, dunque, solo un problema di Regolamenti UE: il settore della pesca va ripensato e ristrutturato in tutte le sue diramazioni di filiera, per il vantaggio comune di operatori e consumatori”, le parole di Mario Serpillo, Presidente Nazionale dell'Unione Coltivatori Italiani e di Agripesca-Uci.

Il segnale che gli operatori del mare vogliono dare è perentorio: hanno nominato un legale, l'avv. Pierpaolo Fischetti, come rappresentante e portavoce della loro protesta.
Una scelta di significativa importanza con molteplici finalità: “Chi da oggi rappresento sono persone con il volto e le mani segnate dal logorio di un lavoro durissimo e impietoso. Nessuno di essi vuole sottrarsi ai dovuti e necessari controlli di mare né scontrarsi quotidianamente ormai con chi opera a guardia delle nostre coste a all'uso civile del mare. Tuttavia, calare dall'alto norme e regole senza aver mai neppure respirato il lavoro del mare ha dell'assurdo. Con orgoglio e con tutta la grinta possibile, usando gli strumenti del proficuo dialogo e le procedure di legge, è ormai tempo di smettere di applicare i soliti schemini o concedere i contentini di prassi e di riconoscere a tutti i pescatori la loro dignità e la fierezza di svolgere un lavoro indispensabile” le parole dell'avvocato.

Gerardo Spera

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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