PESCA, CHIUSA, DOPO 20ANNI, PROCEDURA INFRAZIONE SPADAREALLEANZA COOP: ORA RIVEDERE BANDO PICCOLE DERIVANTI

pesca boa“Finalmente dopo venti anni si è messa la parola fine alla procedura di infrazione contro il nostro Paese sulle reti da pesca derivanti, le cosiddette spadare. Questa è la riprova dell’ottimo lavoro fatto per la dismissione di questo attrezzo da pesca”. Commenta così l’Alleanza delle Cooperative pesca la notizia della chiusura da parte dell’Unione europea del dossier spadare. “Da questa consapevolezza – sottolinea l’Alleanza- dobbiamo ripartire per rivedere la proposta della Commissione europea per il bando delle piccole derivanti, pensato proprio per contrastare la pesca illegale con le spadare. Un bando che porterebbe alla scomparsa di mestieri di pesca artigianali e altamente selettivi, per cercare di contrastare un attrezzo bandito da tempo e che ora la stessa Ue riconosce non essere più un problema”. A preoccupare sono invece i ritardi accumulati sui piani di gestione, contestati dall’Europa. “Siamo pronti, con il supporto del nostro consorzio di ricerca Unimar, a sostenere l'Amministrazione italiana in una fase così delicata, soprattutto se consideriamo l'ottimo lavoro svolto in seno al Consiglio consultivo per il Mediteranno (MedAc) sui rigetti e l'invito fornitoci dalla Dg mare proprio a lavorare con Bruxelles e gli Stati membri sui prossimi strumenti di gestione introdotti dalla riforma della Pcp” dichiara l’Alleanza.

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