PESCA SPORTIVA ASSESSORE PAN, NUOVE IMMISSIONI NELL’AMBITO ALPINO E PREALPINO E ALBORELLA PROTETTA NEL LAGO DI GARDA

Novità in arrivo per i 60 mila pescatori sportivi del Veneto: la Giunta regionale, su proposta dell’assessore di comparto Giuseppe Pan, ammette l’immissione di nuove specie nei corsi d’acqua alpini e prealpini, estende le modalità di pesca in laguna e metter sotto tutela una specie ittica tipica del Lago di Garda. “Si tratta di provvedimenti diversi e puntuali – specifica Pan – che mirano a coniugare al meglio le esigenze del popolo dei pescatori dilettantistico-sportivi con quelle della fauna ittica e della tutela degli habitat nei bacini idrografici del Veneto. Il veneto offre al mondo degli appassionati della pesca sportiva  corsi d’acqua e laghi popolati da almeno 60specie diverse di pesci d’acqua dolce e un sistema lagunare che conta una novantina di specie ittiche diverse e oltre  200 specie di molluschi e crostacei”.

 

Pesca a Trote e Coregone. Per i pescatori sportivi la novità di maggior interesse è la l’immissione e la possibilità di pescare di tre specie ittiche alloctone in aggiunta alle specie autoctone. “L'immissione di specie ittiche alloctone è generalmente vietata – spiega Pan -  ma le Regioni hanno la possibilità di chiedere una specifica autorizzazione al Ministero per l'Ambiente, presentando un approfondito studio di analisi del rischio redatto in base ai contenuti definiti dal D.M. 02 aprile 2020”. Le tre specie ittiche individuate sono la Trota iridea, la Trota fario e il Coregone, tutte specie di notevole interesse per i pescatori dilettantistico-sportivi che frequentano le acque di Zona A (acque salmonicole - ambito territoriale alpino e prealpino). La delibera approvata dalla Giunta dà mandato alla Direzione regionale Agroambiente, programmazione e gestione ittica e faunistico-venatoria di affidare un incarico per la redazione dello studio di analisi del rischio e dà avvio all'iter procedimentale per ottenere l'autorizzazione ministeriale per l'immissione di tali specie. “Tale attività – chiarisce l’assessore - è propedeutica e complementare al processo di redazione della Carta ittica regionale, nell'ambito della quale l'immissione delle tre specie è stata prevista”.

 

Pesca in laguna. Con una ulteriore delibera la Giunta regionale consente ai pescatori dilettantistico-sportivi della Laguna di Venezia la possibilità di utilizzare alcuni attrezzi tradizionali, aggiuntivi rispetto a quelli già previsti dal Regolamento regionale sulla pesca. Al fine di mantenere e favorire antichi attrezzi e tradizionali modalità di pesca effettuate da soggetti qualificati nell’ambito della tradizione lagunare, il Direttore della Direzione Agroambiente, Programmazione e Gestione ittica e faunistico-venatoria può autorizzare i pescatori sportivi ad esercitare la pesca nelle acque della Laguna di Venezia con gli attrezzi denominati ‘fureghin’, ‘tartanella ciara’ e ‘bragotto’ nel periodo 1° luglio-31 ottobre 2020. Il numero complessivo di pescatori autorizzabili per ciascuno degli attrezzi non può essere superiore a 40 per la zona denominata “laguna nord” e 40 per la zona denominata “laguna sud”.

 

Pesca nel lago di Garda. Per quanto riguarda le acque del Lago di Garda la Giunta regionale ha disposto  il divieto di pesca della specie Alborella dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2023. “La misura di conservazione, adottata in accordo con la Regione Lombardia e la Provincia Autonoma di Trento – spiega l’assessore regionale alla pesca -  si è resa necessaria per far fronte al drammatico calo di questa specie registrato negli ultimi vent’anni. Alla fine del secolo scorso, l'Alborella era una specie di notevole importanza per la pesca professionale del Lago di Garda. Tuttavia, una serie di fattori, intervenuti simultaneamente, hanno comportato la quasi totale scomparsa dell’Alborella in pochi anni, riducendola a pochi piccoli nuclei localizzati non sufficienti a garantire il mantenimento di una popolazione significativa sull’intero bacino lacustre”.

 

Compiti di vigilanza. La Regione Veneto dà continuità alla  convenzione con le Province in materia di vigilanza su caccia e pesca e relativamente all'utilizzo dei programmi informatici per entrambi i settori  in attesa del completamento della realizzazione del nuovo software regionale.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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