PRESENTATA DA CENNI, GADDA E MARTINA LA PROPOSTA DI LEGGE PD CONTRO ASTE AL RIBASSO. ECCO I 6 ARTICOLI

“Dobbiamo cominciare a parlare di cosa c’è dietro i prezzi dei prodotti agricoli sottocosto. Si tratta di pratiche scorrette che aggravano problemi a livello economico e sociale, e le conseguenze delle aste a doppio ribasso le abbiamo viste recentemente anche nella crisi del latte ovino.” Così il vicepresidente della Comagri camera, Susanna Cenni, nel corso della conferenza stampa sulle iniziative per mettere fine alle aste a doppio ribasso ed evitare le vendite sottocosto, alla quale hanno partecipato anche l’onorevole Maria Chiara Gadda e l’ex ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina.

“I prezzi in agricoltura è un tema non solo di mercato, poiché si produce un enorme sfruttamento del lavoro, con fenomeni come quello del caporalato, oltre allo sfruttamento ambientale e all’illegalità. Negli anni passati abbiamo lavorato con le leggi sul caporalato, i reati ambientali, su tracciabilità ed etichette e con la direttiva sulle pratiche sleali, ma ciò nonostante il fenomeno perdura- ha proseguito Cenni.

“La proposta di legge è articolata in due capi. Il Capo I è dedicato al divieto di vendita di prodotti agroalimentari sottocosto e al contrasto alle aste al doppio ribasso:

-L’articolo 1 vieta la possibilità di effettuare la vendita sottocosto di prodotti alimentari freschi.

-L’articolo 2 modifica l’articolo 2598 del codice civile, aggiungendo l’ipotesi di atto di concorrenza sleale, in riferimento alle aste elettroniche di prodotti agricoli, con prezzi modificati al ribasso.

-L’articolo 3, in merito alle aste elettroniche, ne vieta l’utilizzo negli appalti diretti all’acquisto di prodotti e servizi nei settori della ristorazione collettiva e della fornitura di derrate alimentari.

Il Capo II introduce norme sul sostegno alle imprese virtuose che promuovono filiere etiche di produzione e tracciabilità dei prodotti:

-L’articolo 4 prevede che nell’elenco nazionale delle organizzazioni di produttori debbano figurare i nominativi dei soci affiliati.

-L’articolo 5 detta disposizioni in materia di tracciabilità dei prodotti agricoli di origine o di provenienza nazionale.

-L’articolo 6 reca una delega al governo per la disciplina delle filiere etiche, prevedendo agevolazioni fiscali e misure di incentivo per le imprese che presentino progetti per la realizzazione di filiere etiche.

“Qualità significa Made in Italy, ma l’agricoltura non è solo Made in Italy. Il comparto agricolo infatti vive molte criticità che riguardano le emergenze climatiche, dal problema xylella alle gelate che colpiscono molte nostre produzioni; ma col decreto emergenza non c’è stata ancora nessuna risposta da parte del governo agli agricoltori” ha dichiarato Maria Chiara Gadda nel corso della conferenza stampa.

“L’assenza di un contratto scritto è spesso causa di pratiche sleali, bisogna allora partire da un contratto scritto e dalla definizione dei prezzi medi filiera per filiera. Istituire dunque l’Osservatorio dei prezzi, come ha detto Maurizio Martina, significa aiutare il comparto agricolo ed è un aiuto a lavorare sull’efficienza produttiva. L’agricoltura non deve avere colore politico, perché le contrapposizioni non servono e non fanno bene ad un settore fragile come quello agricolo”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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