PREZZI AL CONSUMO, ISTAT: ALIMENTARI AUMENTANO. I DATI DEL TERRITORIO

ISTAT

Tra i beni, i prezzi degli Alimentari (incluse le bevande alcoliche) aumentano dell’1,1% su base mensile e mostrano una lieve attenuazione della crescita su base annua (+1,4%, da +1,5% di dicembre). La dinamica dei prezzi dei Beni alimentari sintetizza l’andamento da una parte dei prezzi dei prodotti non lavorati, che salgono dello 0,9% in termini congiunturali con una crescita tendenziale dello 0,4% (in marcata attenuazione dal +2,4% registrato nel mese precedente) e dall’altra di quelli dei prodotti lavorati, che aumentano dell’1,3% su base mensile facendo segnare una crescita su base annua pari a +2,1% (in accelerazione da +0,8% di dicembre).

  • Beni alimentari - l’incremento congiunturale dei prezzi degli Alimentari non lavorati è dovuto principalmente al rialzo di quelli dei Vegetali freschi (+3,3%), che registrano però una variazione annua pari a -7,4% con un’inversione di tendenza rispetto a dicembre (+2,8%), dovuta anche al confronto con gennaio 2017 quando i prezzi dei vegetali freschi fecero registrare un consistente rialzo su base congiunturale (+14,6%). I prezzi della Frutta fresca risultano in lieve aumento su base mensile (+0,3%) e segnano un’attenuazione della crescita su base annua (+4,4%, da +5,0% registrato nel mese precedente).
  • Con gli indici di gennaio 2018, l’Istat avvia, per la stima dell’inflazione, l’utilizzo dei dati sui prezzi registrati alle casse di ipermercati e supermercati mediante scannerizzazione dei codici a barre (scanner data). Questo utilizzo riguarda i prezzi dei beni alimentari confezionati, per la cura della casa e della persona. Come previsto dal Regolamento (CE) n. 1921 (19/10/2001), nel corso del 2018 sarà diffusa la stima dell’impatto di questa nuova fonte di dati sul tasso di variazione tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA).
  • A gennaio 2018, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,3% su base mensile e dello 0,9% su base annua come a dicembre 2017 (la stima preliminare era +0,8).
  • La stabilità dell’inflazione risente del rallentamento della crescita dei prezzi degli Alimentari non lavorati (+0,4%, da +2,4% di dicembre 2017), dei Beni energetici non regolamentati (+2,5% da +4,4%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+1,3% da +2,8%), i cui effetti sono bilanciati dall’accelerazione dei prezzi degli Alimentari lavorati (+2,1% da +0,8%) e degli Energetici regolamentati (+6,4% da +3,7% del mese precedente).
  • A gennaio, sia l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sia quella al netto dei soli Beni energetici si attestano a +0,6% (la prima in salita di due decimi di punto percentuale e la seconda stabile rispetto al mese precedente).
  • Su base annua la crescita dei prezzi dei beni è in lieve accelerazione (+1,3% da +1,1% di dicembre), mentre il tasso di crescita tendenziale dei servizi rimane stabile rispetto al mese precedente (+0,6%).
  • L’inflazione acquisita per il 2018 è pari a +0,4% per l’indice generale e -0,1% per la componente di fondo.
  • I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dell’1,0% su base mensile e dell’1,2% su base annua (da +1,3% di dicembre 2017).
  • I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto salgono dello 0,7% in termini congiunturali e dell’1,3% in termini tendenziali (da +1,5% del mese precedente).
  • L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dell’1,5% su base mensile e cresce dell’1,2% (la stima preliminare era +1,1%) su base annua (da +1,0% di dicembre). La flessione congiunturale è in larga parte dovuta ai saldi invernali dell’abbigliamento e calzature, di cui l’indice NIC non tiene conto.

 

  • L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, aumenta dello 0,4% su base mensile e dello 0,9% rispetto a gennaio 2017.

INDICE NAZIONALE DEI PREZZI AL CONSUMO PER INTERA COLLETTIVITA (NIC)

LE DIVISIONI DI SPESA

A gennaio, si registra un marcato calo congiunturale dei prezzi dei Trasporti (-1,3%) a cui si accompagna la modesta flessione dei prezzi dei Servizi sanitari e spese per la salute (-0,2%) (Prospetto 1 e Figura 1). Viceversa, risultano in aumento i prezzi di Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+1,9%), seguiti da quelli di Prodotti alimentari e bevande analcoliche e Altri beni e servizi (+1,1% per entrambe le divisioni), Bevande alcoliche e tabacchi (+0,9%) e Comunicazioni (+0,4%). Incrementi di lieve entità si evidenziano infine per i prezzi di Ricreazione, spettacoli e cultura (+0,2) e di Mobili, articoli e servizi per la casa (+0,1%). Le restanti divisioni di spesa risultano stabili rispetto a dicembre 2017.

Su base annua, nove divisioni di spesa presentano prezzi in aumento e tre in diminuzione. Tra le prime, gli incrementi maggiori riguardano l’Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+3,1%, in accelerazione da +1,9% di dicembre 2017), i Trasporti e gli Altri beni e servizi (entrambi +1,6%, i primi in decelerazione da +2,8% del mese precedente e i secondi in ascesa da +0,6%). Seguono le divisioni di spesa Prodotti alimentari e bevande analcoliche, Bevande alcoliche e tabacchi, (+1,3% per entrambi, rispettivamente da +1,5% e +0,4% del mese precedente), Ricreazione, spettacoli e cultura (+1,2% da +0,5%) e Servizi ricettivi e di ristorazione (+1,0% da +1,1%). Variazioni più contenute riguardano l’Abbigliamento e calzature (+0,2%) e i Mobili, articoli e servizi per la casa (+0,1%).

Tra le divisioni di spesa i cui prezzi sono in calo tendenziale, spicca il dato dell’Istruzione che, si attesta a -16,2% (come a dicembre 2017). In diminuzione anche i prezzi delle Comunicazioni, che si riducono dello 0,8% (attenuando la flessione dell’1,3% di dicembre) e dei Servizi sanitari e spese per la salute (-0,3%, invertendo la tendenza rispetto al +0,1% del mese precedente).

La variazione tendenziale dell’indice generale è dovuta al contributo positivo di nove divisioni di spesa e a quello negativo di tre. Tra i contributi positivi spiccano quelli di Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (0,329 punti percentuali, su cui incide soprattutto la componente dei Beni energetici regolamentati), dei Trasporti (per 0,213 punti percentuali) e dei Prodotti alimentari e bevande analcoliche (0,211 punti percentuali). Il principale contributo negativo deriva dall’Istruzione (-0,196 punti percentuali).

LE TIPOLOGIE DI PRODOTTO

A gennaio 2018, la crescita dei prezzi dei beni è in lieve accelerazione (+1,3% da +1,1% di dicembre), mentre il tasso di crescita dei servizi rimane stabile e pari a +0,6% (Figura 4 e Prospetto 2). Pertanto, il differenziale inflazionistico tra i tassi di variazione tendenziale dei prezzi dei servizi e quelli dei beni si conferma negativo ma si amplia (-0,7 punti percentuali da -0,5).

Tra i beni, i prezzi degli Alimentari (incluse le bevande alcoliche) aumentano dell’1,1% su base mensile e mostrano una lieve attenuazione della crescita su base annua (+1,4%, da +1,5% di dicembre). La dinamica dei prezzi dei Beni alimentari sintetizza l’andamento da una parte dei prezzi dei prodotti non lavorati, che salgono dello 0,9% in termini congiunturali con una crescita tendenziale dello 0,4% (in marcata attenuazione dal +2,4% registrato nel mese precedente) e dall’altra di quelli dei prodotti lavorati, che aumentano dell’1,3% su base mensile facendo segnare una crescita su base annua pari a +2,1% (in accelerazione da +0,8% di dicembre).

I prezzi dei Beni energetici aumentano del 2,6% in termini congiunturali e del 4,5% su base tendenziale (da +4,1% di dicembre). Questo andamento riflette principalmente gli incrementi della componente regolamentata (+4,2% su base mensile; +6,4% su base annua in sensibile accelerazione dal +3,7% del mese precedente). La componente non regolamentata, invece, da una parte sostiene la dinamica congiunturale dei Beni energetici con una crescita dei prezzi dell’1,1%, mentre in termini tendenziali (+2,5% da +4,4% di dicembre) ne mitiga l’accelerazione.

I prezzi dei Tabacchi registrano una variazione nulla in termini congiunturali e aumentano dello 0,5% in termini tendenziali (come a dicembre 2017).

Infine, i prezzi degli Altri beni (non energetici e non alimentari, esclusi i tabacchi) hanno un aumento contenuto pari allo 0,1% sia su base mensile sia su base annua.

Tra i servizi si registra il calo congiunturale dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-3,1%; +1,3% la variazione annua, in attenuazione dal +2,8% registrato a dicembre), mentre risultano in aumento tutte le altre componenti tra le quali si segnalano, in particolare, i Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,1% la variazione mensile; +1,1% la variazione annua, in lieve accelerazione da +0,8% di dicembre).

Con riferimento alle diverse tipologie di prodotti, i contributi positivi alla variazione su base annua dell’indice generale si devono principalmente agli Energetici regolamentati (0,275 punti percentuali), agli Alimentari lavorati (per 0,212 punti percentuali), ai Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (0,182 punti percentuali), agli Energetici non regolamentati (0,111 punti percentuali) e ai Servizi relativi ai trasporti (0,103 punti percentuali). Il principale contributo negativo deriva dai Servizi vari (per -0,053 punti percentuali), su cui pesa il dato relativo all’Istruzione universitaria.

All’interno delle principali tipologie e a un maggiore livello di dettaglio, a gennaio 2018 sono da segnalare le seguenti dinamiche di prezzo:

  • Beni alimentari - l’incremento congiunturale dei prezzi degli Alimentari non lavorati è dovuto principalmente al rialzo di quelli dei Vegetali freschi (+3,3%), che registrano però una variazione annua pari a -7,4% con un’inversione di tendenza rispetto a dicembre (+2,8%), dovuta anche al confronto con gennaio 2017 quando i prezzi dei vegetali freschi fecero registrare un consistente rialzo su base congiunturale (+14,6%). I prezzi della Frutta fresca risultano in lieve aumento su base mensile (+0,3%) e segnano un’attenuazione della crescita su base annua (+4,4%, da +5,0% registrato nel mese precedente).
  • Beni energetici - nel comparto non regolamentato si segnalano incrementi congiunturali dei prezzi del Gasolio per riscaldamento (+1,8%; +2,2% in termini tendenziali, in decelerazione dal +3,8% del mese precedente), del Gasolio per mezzi di trasporto (+1,4%; +2,6% su base annua, anch’esso in attenuazione dal +4,9% di dicembre), degli Altri carburanti, che registrano un aumento dell’1,0% - per effetto del rialzo del Gpl - e mostrano su base annua una leggera attenuazione della crescita (+9,9% da +11,0%) e della Benzina che aumenta dell’1,1% su base congiunturale, mostrando una crescita tendenziale dell’1,5% (da +3,7%). Nel comparto regolamentato sia i prezzi dell’Energia elettrica sia quelli del Gas naturale salgono su base mensile (rispettivamente +3,9% e +4,4%); su base annua l’Energia elettrica fa segnare una variazione pari a +8,0% (in accelerazione dal +4,6% di dicembre 2017) mentre il Gas naturale una crescita dell’5,2% (in accelerazione da +3,1%).
  • Altri beni - nell’ambito dei Beni non durevoli si segnala l’aumento mensile dei prezzi della Fornitura d’acqua (+2,2%; +5,0% la variazione tendenziale), a cui si contrappone la diminuzione congiunturale dei prezzi dei Prodotti farmaceutici (-1,1%; -3,1% su base annua).
  • Servizi - il calo su base mensile dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti – che dipende prevalentemente da fattori di natura stagionale – è dovuto in particolare alla diminuzione di quelli del Trasporto aereo passeggeri (-26,8%; +5,5% rispetto a gennaio 2017, in attenuazione dal +14,2% del mese precedente), a cui si accompagna il ribasso dei prezzi del Trasporto ferroviario passeggeri (-1,8%; +1,7% la variazione annua, da +6,7% di dicembre) e di quelli del Trasporto marittimo (-0,8%; +1,4% il tendenziale, da +4,2%).

Viceversa, si segnala un aumento congiunturale, seppur lieve, dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,1%), imputabile ai rialzi di quelli dei Pacchetti vacanza nazionali (+3,5%; -1,9% la variazione annua) e dei Villaggi vacanza, campeggi, ostelli della gioventù e simili (+2,5%; +1,3% rispetto a gennaio 2017), compensati in larga parte dai prezzi Alberghi, motel, pensioni e simili (-0,7% rispetto al mese precedente, +0,4% su base annua).

I prezzi dei Servizi vari, in aumento dello 0,8% su base mensile, diminuiscono dello 0,4% in ragione d’anno, attenuando così la flessione dell’1,2% registrata nel mese precedente. La risalita dei Servizi vari risente dell’inversione di tendenza registrata dai prezzi dei Servizi finanziari (+4,5% da -1,0% di dicembre) che compensa in parte il calo su base annua di quelli dell’Istruzione universitaria (a gennaio -39,3%, come a dicembre).

Infine, per i Servizi relativi all’abitazione si sottolineano le variazioni dei prezzi della Raccolta acque reflue che, rispetto al mese precedente, aumentano del’1,5% (+3,5% in termini tendenziali).

 

I BENI E SERVIZI REGOLAMENTATI

Nel mese di gennaio, i prezzi dei Servizi regolamentati registrano un aumento dello 0,7% su base mensile e una crescita su base annua pari a +1,4% (da +0,8% di dicembre).

I prezzi dei Servizi non regolamentati diminuiscono dello 0,4% in termini congiunturali e segnano in termini tendenziali una crescita dello 0,5% (come il mese precedente).

I prezzi dei Beni regolamentati fanno segnare un aumento del 2,5% su base mensile e del 3,5% rispetto a gennaio 2017 (in accelerazione rispetto al mese di dicembre quando era +2,2%). Tale andamento riflette principalmente quello degli Energetici regolamentati (+ 4,2% su base mensile; +6,4% su base annua, da +3,7% di dicembre) e, in particolare, dell’Energia elettrica e del Gas naturale (rispettivamente +8,0% e +5,2% nei confronti di gennaio 2017).

Più contenuta è invece la dinamica dei prezzi dei Beni non regolamentati, che aumentano dello 0,6% in termini congiunturali e dell’1,0% in termini tendenziali, consolidando il dato di dicembre.

I PRODOTTI PER FREQUENZA DI ACQUISTO

A gennaio 2018, i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza salgono dello 0,7% su base mensile - per effetto principalmente dell’incremento dei prezzi dei Vegetali freschi e dei Carburanti - e dell’1,3% su base annua (era +1,5% il mese precedente).

I prezzi dei prodotti a media frequenza di acquisto segnano variazione nulla rispetto al mese precedente e mostrano una crescita dello 0,8% nei confronti di gennaio 2017 (era +0,6% a dicembre).

Infine, i prezzi dei prodotti a bassa frequenza di acquisto registrano un aumento dello 0,3% su base mensile e dello 0,5% su base annua (in lieve accelerazione da +0,2% del mese precedente).

I DATI DEL TERRITORIO

Nel mese di gennaio i tassi d’inflazione registrati nelle diverse ripartizioni territoriali del Paese non si discostano di molto l’uno dall’altro e si attestano attorno al dato medio nazionale: +1,1% nel Nord-ovest e nel Centro (in lieve accelerazione in entrambe le ripartizioni rispetto al dato di dicembre), +0,9% nel Nord-est e nelle Isole (stabile nella prima e in moderato rallentamento nella seconda ripartizione), +0,7% al Sud (invariato rispetto a dicembre).

A livello regionale, i tassi tendenziali oscillano tra +1,4% misurato in Trentino-Alto Adige e Abruzzo e la variazione nulla registrata in Basilicata; incrementi più contenuti rispetto all’indice generale nazionale si presentano in Friuli-Venezia Giulia, Marche e Lazio (+0,8 per tutte e tre), Veneto (+0,7), Campania (+0,6%); incrementi maggiori si registrano in Liguria e Toscana (+1,3% per entrambe), Valle d’Aosta (+1,2%), Piemonte e Lombardia (entrambe +1,1).

Con riferimento ai capoluoghi delle regioni e delle province autonome, i tassi tendenziali di crescita più marcati (superiori alla media nazionale) si registrano a Bolzano (+1,6%, stabile rispetto a dicembre), Genova (+1,4% in accelerazione da +1,3% del mese precedente), Firenze (+1,3% da +0,9%), Aosta (+1,2% da +1,0% di dicembre), Trento e Milano (+1,1% da +1,0% per entrambi), Bologna (+1,0% da +0,8%) e Venezia (+1,0% da +1,3%).

Per quanto riguarda i comuni con più di 150 mila abitanti che non sono capoluoghi di regione e per i quali sono calcolati gli indici generali, i tassi tendenziali di crescita dei prezzi più sostenuti si registrano a Parma e a Reggio nell’Emilia (+1,4% per entrambi) seguiti da Ravenna (+1,1%), Reggio Calabria e Modena, dove i prezzi sono cresciuti dell’1,0% rispetto al gennaio dello scorso anno.


INDICE ARMONIZZATO DEI PREZZI AL CONSUMO (IPCA)

LE DIVISIONI DI SPESA

A gennaio, si registra un sensibile ribasso congiunturale dei prezzi dell’Abbigliamento e calzature (-21,0%), in larga parte dovuto ai saldi invernali (Prospetto 5). Risultano in calo anche i prezzi dei Trasporti (-1,3%) e quelli dei Mobili, articoli e servizi per la casa (-0,6%). Viceversa, si registra un aumento in termini congiunturali dei prezzi delle divisioni di spesa Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+1,8%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+1,1%), Bevande alcoliche e tabacchi (+0,9%), Comunicazioni (+0,4%), Altri beni e servizi (+0,3%) e Ricreazione, spettacoli e cultura (+0,2%). Invariati su base mensile i prezzi delle restanti divisioni di spesa.

In termini tendenziali dieci divisioni di spesa presentano prezzi in aumento e due in diminuzione. A far registrare la crescita più ampia sono i prezzi di Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+3,0%, in accelerazione da +2,0% di dicembre 2017), seguiti da quelli di Ricreazione, spettacoli e cultura (+1,8%, anch’essi in accelerazione da +0,6%), Altri beni e servizi (+1,7% in accelerazione da +0,7%) e Trasporti (+1,6%, che rallenta dal +2,8% di dicembre).

Appena distanziate le divisioni di spesa Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+1,3%, da +1,8% di dicembre 2017), Bevande alcoliche e tabacchi, Servizi ricettivi e di ristorazione (entrambe +1,1%, la prima in ascesa da +0,4% e la seconda stabile rispetto al mese precedente), Abbigliamento e calzature (+1,0%, in accelerazione da +0,1%), Servizi sanitari e spese per la salute (+0,4% in decelerazione da +0,7%), Mobili, articoli e servizi per la casa (+0,3% da +0,2% di dicembre).

Tra le divisioni di spesa i cui prezzi sono in diminuzione su base annua, si evidenzia il calo di quelli dell’Istruzione (-16,0%, da -16,1% di dicembre), cui segue quello dei prezzi delle Comunicazioni, che si riducono dell’0,8% (attenuando la flessione da -1,3% del mese precedente).

 

GLI AGGREGATI SPECIALI

Considerando i principali aggregati speciali dell’IPCA, a gennaio 2018 i prezzi dei Beni alimentari (incluse bevande alcoliche) e tabacchi aumentano dell’1,1% in termini congiunturali e segnano una crescita su base annua pari a +1,3%, in decelerazione dal +1,6% registrato a dicembre 2017 (Prospetto 6). I prezzi dell’Energia salgono del 2,6% su base mensile e accelerano la crescita su base annua di tre decimi di punto percentuale, attestandosi a +4,5%.

I prezzi dei Beni industriali non energetici scendono del 7,0% su base congiunturale e aumentano dello 0,9% in termini tendenziali (da +0,4% di dicembre).

Infine, i prezzi dei Servizi mostrano un ribasso mensile dello 0,3% e la relativa crescita tendenziale si attesta a +0,5% (come nel mese precedente).

La componente di fondo, calcolata al netto dell’energia e degli alimentari freschi si attesta a +0,8% su base annua (era +0,5% a dicembre); anche l’inflazione calcolata al netto dell’energia, degli alimentari (incluse bevande alcoliche) e dei tabacchi (+0,7%) e quella al netto dei soli beni energetici (+0,8%), risultano in accelerazione rispetto al mese precedente (la prima di due decimi di punto percentuale e la seconda di un solo decimo di punto percentuale).

INDICE A TASSAZIONE COSTANTE (IPCA-TC)

Nel mese di gennaio 2018, l’indice dei prezzi al consumo armonizzato a tassazione costante diminuisce dello 1,5% rispetto al mese precedente e aumenta dell’1,1% nei confronti del corrispondente mese del 2017, registrando un tasso tendenziale inferiore di 0,1 punti percentuali rispetto a quello dell’indice IPCA.

Pertanto, il differenziale tra i tassi di crescita tendenziali dell’indice IPCA e dell’indice IPCA a tassazione costante – che incorpora, cumulandoli, gli effetti delle variazioni nell’imposizione indiretta verificatesi negli ultimi dodici mesi – risulta positivo.

La differenza tra il tasso di variazione dell’IPCA e quello dell’IPCA-TC offre una stima del massimo impatto potenziale delle variazioni delle imposte indirette degli ultimi dodici mesi sull’inflazione IPCA, nell’ipotesi di una loro traslazione immediata e completa sui prezzi pagati dai consumatori.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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