PROMOZIONE DEL MADE IN ITALY, FAVA: FLOP DEL MADE IN ITALY, NELLA SETTIMANA DEL G7

“Nella settimana che, secondo il ministro Martina, dovrebbe celebrare l’Italia come impeccabile organizzatore di un evento planetario come il G7 dell’Agricoltura, emerge invece la verità inesorabile dietro un pesante strato di belletto, e cioè che il peso del ministero nazionale delle Politiche agricole in Europa è pari a zero. Purtroppo questo si deve dedurre, se è vera la notizia diffusa oggi dall’agenzia Agricolae.eu, secondo la quale solamente tre programmi dei 52 in tutta Europa approvati per la promozione e l’informazione sul mercato interno e sui Paesi terzi sarebbero legati all’agroalimentare made in Italy. Un flop e, penso, parte dell’insuccesso è frutto dell’inconsistenza ministeriale”.

Così afferma l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, Gianni Fava, il quale evidenzia un ritardo assoluto e difficilmente recuperabile dell’Italia, ancora una volta paradossalmente fanalino di coda, nonostante la grande qualità delle produzioni e i soliti proclami sugli obiettivi di crescita dell’export rilanciati più volte dal ministro Martina.

E così, dichiara l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, “l’Italia si ritrova dietro la Grecia, dietro il Belgio, e con appena tre programmi proposti dal Distretto agroalimentare di qualità della Valtellina, dal Consorzio di tutela del Formaggio Piave Dop e da Mortadella Bio, guarda caso tutte realtà concentrate al Nord”.

Per Fava non vi sono dubbi. “Siamo di fronte all’ennesima figuraccia che il sistema agroalimentare made in Italy rimedia mestamente - commenta l’assessore lombardo -. E questo proprio quando, con tripudio di fanfare e proclami degni del Minculpop, questa settimana il ministero delle Politiche agricole e il sindaco Giorgio Gori hanno organizzato gli Stati Generali delle indicazioni geografiche a Bergamo”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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