RIFIUTI, COLDIRETTI: IN LOMBARDIA E’ GUERRA

0001Assedio dei rifiuti ai campi di Milano. Si trova di tutto: bottiglie, lattine, sacchi neri, macerie, elettrodomestici, eternit, materassi, gomme, mobili e auto rubate spesso date alla fiamme. E' quanto emerge da un monitoraggio fra le cascine milanesi realizzato da Coldiretti a una settimana dalla scoperta di una discarica abusiva in via Rizzoli.  “I bordi dei nostri prati – dice Lucia Nordio, della Cascina Battivacco, in zona Barona – sono considerati delle pattumiere dove buttare tutto ciò che non serve più. Un comportamento incivile che ci costringe a sottrarre tempo alla nostra attività per rimuovere la sporcizia altrui”. Nella maggior parte dei casi – spiega la Coldiretti - gli abbandoni avvengono durante la notte, nelle prime ore del giorno e nella stagione invernale, quando nei campi gli agricoltori sono meno presenti. Non vengono risparmiate neppure aree verdi protette come il Parco Agricolo Sud Milano. “E' una guerra continua – dice Alessandro Verga, della Cascina Colombera in via Airaghi nel Parco Sud vicino al Parco delle Cave –: spesso non basta l'intervento delle società addette alla raccolta dei rifiuti. Dobbiamo intervenire noi per ripulire i fossi da tutto ciò che impedisce il passaggio dell'acqua e controllare i prati per evitare incidenti: mi è capitato, ad esempio, di trovare sacchi di spazzatura mentre stavo tagliando il mais”. E conclude: “Dobbiamo stare anche attenti a quello che facciamo: una volta ho colto una persona sul fatto, ho cercato di fermarla e per poco non mi beccavo una martellata sulla testa”. Ammassi abusivi di rifiuti si registrano anche nel quartiere Gratosoglio e nella zona di Ripamonti. “Gli agricoltori - spiega Ettore Prandini, Presidente della Coldiretti Lombardia – sono in prima linea e svolgono un ruolo fondamentale nel presidio del territorio, anche in grandi città come Milano: conservano storia e tradizioni, coltivano i campi e sono le sentinelle dell’ambiente”. Come Antonio Martini, ortoflorovivaista di via Cavriana, zona Forlanini, che ricorda: “In passato c'erano i nomadi di un vicino campo che a ogni sgombero lasciavano di tutto nei prati e nei fossi. Oggi ci sono soprattutto bottiglie di birra e cartoni di pizza. Ogni giorno controlliamo e ci sobbarchiamo il compito di smaltire ciò che troviamo. La mia famiglia  è qui da generazioni: è un servizio che facciamo perché teniamo a questo territorio e lo sentiamo davvero nostro”. Situazione sotto controllo in altre aree della città come via Sergio Tofano, nel quartiere Quinto Romano e in via Manduria, in località Ronchetto delle Rane, periferia sud della città. “Per fortuna – dice Giovanni Meroni della Cascina Amata – il Comune garantisce la pulizia delle strade ogni due o tre giorni e quei pochi rifiuti che ci sono vengono subito smaltiti”.

com/neo

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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