RISCHIO IDROGEOLOGICO, “ULTIMA CHIAMATA” PER TERRITORIOALLARME ANBI: IN PERICOLO 5MILA SCUOLE E 500 OSPEDALI

Tree struck by lightningNon solo agricoltura, paesaggio e produzione made in Italy. Il rischio idrogeologico cui è soggetta l'Italia riguarda la vita di tutti i giorni: come le scuole e gli ospedali. Il tema dell’incontro convocato per giovedì 21 febbraio presso la sede dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni è già tutto nel titolo: “Ultima chiamata per il territorio”. Un grido d’allarme – finora inascoltato - rivolto alle forze politiche per attivare le misure necessarie ad evitare disastri idrogeologici. L’ANBI sin dal 2010 stila ogni anno un Piano per la riduzione del rischio idraulico, elaborato sulla base delle indagini e delle indicazioni effettuate sul territorio da parte dei Consorzi di bonifica associati. Nonostante la diffusione di tale proposta, non vi è stata la considerazione necessaria per gli indispensabili provvedimenti attuativi, richiedenti la destinazione di specifiche risorse.

L’ANBI ha più volte richiamato l’attenzione del Governo, del Parlamento e delle Istituzioni sulla diffusa fragilità del territorio del nostro Paese. Secondo dati del Ministero dell’Ambiente (“Rischio idrogeologico in Italia”, ottobre 2008) sono 6.633 (82%) i Comuni in pericolo per il dissesto idrogeologico; si tratta di una situazione di drammatica vulnerabilità. Nei rapporti ufficiali vengono raccolti dati che destano vivissima preoccupazione se si considera che la elevata criticità idrogeologica del territorio italiano determina che 6 milioni di persone abitano in un territorio ad alto rischio idrogeologico e 22 milioni in zone a rischio medio. Si calcola che 1 milione 260 mila edifici sono a rischio di frane ed alluvioni e, di questi, oltre 6 mila sono scuole mentre gli ospedali sono 531.

red/neo

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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