RISO, FAVA: MARTINA SPIEGHI A CHE PUNTO SONO I DECRETI SULL’ETICHETTATURA

“A che punto è l’iter dei decreti relativi all’etichettatura del grano e del riso? Perché non è molto chiaro se gli schemi dei due provvedimenti inviati dal ministero delle Politiche agricole a Bruxelles lo scorso 12 maggio, annunciati col solito trionfalismo romano, hanno ricevuto il placet dell’Unione europea e se proseguiranno il loro corso procedurale in Conferenza Stato-Regioni e nelle apposite Commissioni parlamentari oppure se tali decreti siano stati invece ritirati. Il ministro Martina, bontà sua, chiarisca, se non è troppo disturbo”.

Così l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, chiede lumi al ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, e alla struttura ministeriale. “Sarebbe spiacevole scoprire ancora una volta che a Roma eccellono nelle finte soluzioni dei problemi e non si chiariscono mai i reali contorni delle vicende in cui il governo si va ad infilare – analizza Fava - con il sistematico boicottaggio dell’Unione europea, come nel caso dei clandestini, per citare un’altra questione spiazzante per Gentiloni e la sua squadra”.

L’assessore lombardo Fava, inoltre, attende lumi sul decreto annunciato lo scorso 20 luglio dal ministero delle Politiche agricole, siglato di concerto col Mise il successivo 26 luglio e trasmesso alla Corte dei Conti. “Un altro mistero gaudioso – commenta Fava – soprattutto nei collegamenti che potrà avere tale provvedimento con quello presentato il 12 maggio. Nella versione del 26 luglio che fine hanno fatto i riferimenti alla Conferenza Stato-Regioni e alle Commissioni parlamentari?”.

La sensazione, in assenza di risposte ufficiali dal ministro Martina, è che “si sia percorsa la politica dell’annuncio e dell’azzardo, senza tenere conto dei regolamenti comunitari”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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