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Sana, Frascarelli, Ismea: legge bio a rilento a causa di contrapposizioni ideologiche ma cresce interesse produttori. Settore amato più per la salute che per l’ambiente

“Il biologico è un settore che è cresciuto tantissimo, dal 2010 al 2019, in termini di consumi. I dati dell’ultimo anno presentano un rallentamento ma è dovuto all’anno difficile e al momento particolare che stiamo vivendo. Costante è stata invece la crescita dei volumi delle superfici coltivate. C’è un interesse crescente da parte dei produttori agricoli dovuto alla domanda che sta aumentando e al sostegno da parte delle istituzioni dovuto anche al fatto che l’Unione europea ha chiesto che entro il 2030 il bio rappresenti il 25% della produzione. L’Italia attualmente è posizionata a quota 16%, mentre la media Ue è all’8,5%. L’Austria è capofila ed ha superato già la soglia del 25%”.

Così ad AGRICOLAE il presidente di Ismea Angelo Frascarelli dal Sana, dove ha partecipato alla tavola rotonda sulle Policy del bio nel corso della quale si è fatto il punto della situazione sul settore.

“Ma produrre bio è anche un modo di distinguersi dagli altri prodotti e dalla concorrenza”, prosegue Frascarelli.

Poi il presidente Ismea fa il punto sullo stato dell’arte della legge sul biologico: “La legge sul biologico va a rilento perché il tema pone contrapposizioni tra chi ritiene che il bio sia superiore come metodo e prodotto e chi ritiene che non sia compatibile con il fabbisogno di materia prima contro la fame nel mondo”, spiega.

“Il nodo si è stretto sul tema del biodinamico, che è vero che non ha riscontro scientifico ma ha comunque un riscontro di mercato. Si tratta di uno scontro più ideologico che reale dato che non sdogana il biodinamico”.

Interessanti poi i dati presentati da Nomisma. “E’ stato messo in evidenza come i consumatori antepongano l’interesse del bio in termini di salute personale prima che in termini ambientali. L’ambiente è un interesse collettivo, la salute è un interesse personale e privato. Sebbene l’aspetto del valore ambientale del bio sia riconosciuto dai consumatori, il bio è amato più per la salute che per l’ambiente”, conclude.